Umiliati e offesi Umiliati e offesi

Umiliati e offesi

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La trama e le recensioni di Umiliati e offesi, romanzo di Fedor Dostoevskij edito da Einaudi. Pubblicato a puntate nel 1861 sulla rivista «Vremija», Umiliati e offesi è costruito secondo il modulo classico del romanzo d'appendice: colpi di scena, intricate vicende amorose, inquietudine, sopraffazione, malattie si intrecciano seguendo ritmi narrativi ora precipitosi ora trattenuti, ma sempre avvincenti, in una narrazione ad effetto, spesso avvolta nel mistero. Il perfido principe Valkovskij si staglia sulla schiera delle sue vittime, umiliate e offese: la spartizione tra bene e male, luce e tenebre, non si spegne però mai in un facile schematismo. Trova ragione e spessore nella profondità dell'ideale umanitario dell'autore, nella sua indagine psicologica, nell'intensità dei sentimenti ritratti che, pagina dopo pagina, mantengono viva la tensione.

Di Fëdor Michajlovic Dostoevskij (Mosca 1821 - Pietroburgo 1881), Einaudi ha pubblicato: Memorie del sottosuolo, Umiliati e offesi, Delitto e castigo, I demoni, L'adolescente, L'idiota, I fratelli Karamazov, Diario di uno scrittore, Le notti bianche, Il sogno dello zio e L'eterno marito, Il sogno dello zio.

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Umiliati e offesi 2012-03-20 00:17:02 Hypo
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Hypo Opinione inserita da Hypo    20 Marzo, 2012
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Nobiltà e decadenza

"Umiliati e Offesi" è rimasto nell'ombra rispetto alle opere più famose di Dostoevskij , la cosa un po' mi infastidisce poiché la lettura è stata estremamente piacevole nonostante il classico "compiacersi" del nostro (che diventa ulteriore godimento per chi si nutre del suo linguaggio o viceversa inutilità per chi mal lo sopporta).
Me lo immagino il buon Fedor mentre butta giù pagine su pagine di questo romanzo, un romanzo perfettamente spiegato dal titolo scelto. Noi assistiamo alla vicende per mezzo di Vanja (Ivan Petrovic) astro nascente della letteratura grazie al suo primo fortunato romanzo. Il nostro si viene a trovare in mezzo ad una serie di faccende per nulla semplici da districare. Da una parte c'è la famiglia che lo ha cresciuto, da una parte l'affetto per la bella Natasa e dall'altra quella di una dolce ma "selvatica" orfanella. Su tutto incombe la figura "diabolica" del principe decaduto Valkovskij, sempre pronto ad infastidire chiunque si metta sulla strada del denaro.

Leggere Dostoevskij è come completarsi, la sua nobiltà emerge su ogni rigo con straordinaria eleganza, sia che parli di ambienti aristocratici o di quelli poveri ogni oltre criterio. Trovo il primo capitolo (quello che ci presenta il vecchio e il suo cane) di una straordinaria forza narrativa, mi ha praticamente tenuto incollato alle righe in maniera incredula. Così ampio il bagaglio, un continuo compiacimento narrativo che ha ben pochi eguali.
Non mancano nemmeno alcuni colpi di scena anche se bisogna dirlo la lettura è abbastanza lineare e priva di "sobbalzi", diciamo che quando ci sono sono sempre in qualche modo attutiti e sta a noi recepirli secondo nostre sensazioni.
Caratteri da non trascurare sono quelli del principino Alesa (dove magari ritroveremo qualcuno di nostra conoscenza) e della piccola Nelly (straordinari i suoi primi ingressi in scena).

Se la scrittura di Dostoevskij potrà essere un ostacolo per tanti lo stesso non si può dire per la storia che scorre avanti in maniera precisa e mai confusa. Nel suo angolino nascosto "Umiliati e Offesi" chiede più attenzione, ora sta a voi decidere se dargliela o meno.

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