La trama e le recensioni di "Anathem. Il pellegrino", romanzo di Neal Stephenson edito da Rizzoli. È l’anno 3689 e il pianeta Arbre vive un periodo di pace e serenità. Nel suo passato ci sono imperi, colpi di stato militari, gli Eventi Tragici e la Ricostituzione, il Primo, il Secondo e il Terzo Sacco, ma nei secoli è stato raggiunto un equilibrio. Gli scienziati, i matematici, i filosofi vivono chiusi nei loro “concenti”, e si dedicano alla pura speculazione teorica senza avere nessun contatto con la tecnologia, che invece segna l’esistenza del resto della popolazione: gli “extramuros”, sottoposti al Potere Secolare. Ma qualcosa minaccia l’ordine perfetto di Arbre: lo dimostra l’espulsione dal concento di Saunt Edhar, al canto struggente dell’Anathem, del sapiente Orolo, che osservando il cielo ha scoperto un oggetto luminoso in avvicinamento. Sarà il suo allievo prediletto, il diciottenne fraa Erasmas, ad avere una parte cruciale nel dramma che sta per svolgersi su Arbre. E toccherà a lui, alla compagna Ala e agli altri novizi esplorare il mondo di fuori: sino ai confini più estremi.
Neal Stephenson è nato nel 1959 e vive a Seattle. È l’autore di alcuni romanzi di culto, tra i quali sono comparsi in Italia Snow Crash (Shake 1995, ora in BUR), Zodiac (Shake 1998), Cryptonomicon (Rizzoli 2000), Argento vivo (Rizzoli 2004) e Confusione (Rizzoli 2005).
Anathem. Il pellegrino
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Letteratura straniera
| Classificazione | Letteratura statunitense |
| Autore | Neal Stephenson |
| Sito autore | Visita il sito di Neal Stephenson |
Editore
| Casa editrice | Rizzoli |
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