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Fahrenheit 451

Fahrenheit 451

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura statunitense
Autore Ray Bradbury

Editore

Casa editrice Mondadori


La trama e le recensioni di Fahrenheit 451, romanzo di Ray Bradbury edito da Mondadori. Montag fa il pompiere in un mondo dove gli incendi, anziché essere spenti, vengono appiccati. Armati di lunghi lanciafiamme, i militi irrompono nelle case dei sovversivi che conservano libri o altra carta stampata e li bruciano: così vuole la legge. Ma Montag non è felice della sua esistenza alienata, tra giganteschi schermi televisivi e slogan, con una moglie indifferente e passiva e un lavoro che svolge per pura e semplice routine. Finché un giorno, dall'incontro con una donna sconosciuta, nasce un sentimento impensabile, e per Montag il pompiere, inizia la scoperta di un mondo diverso da quello in cui è sempre vissuto, un universo di luce non ancora offuscata dalle tenebre della società tecnologica imperante. Scritto nel lontano 1953, "Fahrenheit 451", romanzo prediletto di artisti del calibro di Aldous Huxley e François Truffaut, attesta ancora oggi Bradbury tra i massimi scrittori di fantascienza di tutti i tempi.

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il pensiero rende liberi

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pensare, riflettere, imparare, conoscere, tutto ciò rende liberi e, secondo me, questo libro è la piena affermazione di tutto ciò.
in un mondo in cui non ci si rende conto di essere schiavi, di essere tenuti al gunzaglio dai subdoli mezzi di comunicazione di massa (terrificante la scena in cui la moglie di Montag chiama "parenti" le immagini che proietta la parete-televisore) leggere un libro è proibito, perchè scatenerebbe la la riflessione e, quindi, la critica, di un sistema subdolo e controllatore, che da l'illusione di essere felici. la storia, dopotutto, inizia proprio così. con Montag che si rende conto di non essere felice.
un libro che fa riflettere tanto sul potere dell'opinione, del pensiero, della conoscenza, della riflessione su noi stessi e sul mondo che ci circonda e che, quindi, ti rende libero!

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Consigliato a chi ha letto... 1984
 

Fahrenheit 451

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DanySanny Opinione inserita da DanySanny
01 Febbraio, 2012
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Ultimo aggiornamento: 03 Febbraio, 2012
4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Qualche giorno fa, su un noto quotidiano, ho letto dell'invenzione di una televisione talmente sottile da poter essere attaccata alle pareti e ricoprirle, proprio come un quadro. Sotto l'articolo vi era l'immagine di numerosissime persone che la guardavano rapiti. E' stato come un lampo, improvviso e inquietante. Sì, perchè quella foto sembrava la concretizzaione di ciò che succedeva nel libro. Ho pensato "Se solo le persone leggessero Fahrenheit 451...".

Questo libro va letto, perchè non è un semplice romanzo, anzi. Fahrenheit 451 è l'affresco più crudo della società attuale, scritto da un genio che ha saputo indagare la società, prevedendola e raccontandocela spietatamente. Vero, il libro inizia lento (ma molto meno di tanti altri), appare surreale, onirico, incredibile. Si pensa "che catastrofista, che esagerazione, non sarà mai realtà". Questo perchè tutti siamo portati a nascondere i difetti dell'umanità, a giustificarli per non sentirci colpevoli. Ma chiudendo gli occhi saremmo irresponsabili, ed è proprio ciò che sta accadendo. Proseguendo con la lettura, infatti, ci si sente disarmati, impotenti, paralizzati dalla triste certezza che la storia del romanzo è già realtà. Fa male continuare, ma è necessario, imprescindibile. Man mano che si procede, il surreale diviene realtà, per poi divenire un' inquietante denuncia. Perchè se scompaiono i libri, scompaiono le basi della nostra società. Diventiamo schiavi, burattini interessati soltanto alla "Famiglia" (estrema degradazione di una delle reltà più solide della nostra società) e privi di qualsiasi capacità di critica. Resta però la speranza, senza la quale non si può né sopravvivere, né cambiare. Bisogna andare avanti verso nuovi orizzonti e non farsi cogliere dalla disperazione. Perchè in fondo l'uomo è consapevole dei suoi errori, e con la volontà li può correggere. Siamo solidali, sempre pronti a ripartire, ma l'obiettivo non DEVE essere ricostruire la società (e la cultura), bensì svilupparla ed accrescerla.
Fahrenheit 451, che temperatura inquietante, la temperatura a cui brucia la carta. Non vorrei mai più osservare, la forza di questi 451°F. Per fortuna l'uomo è capace di porsi domande (è proprio per la domanda "E' vero che in un lontano passato, i pompieri non accendevano il fuoco, ma lo spegnevano?" che Montang inizia ad indigare e leggere nonché dubitare): saranno le domande a salvare la nostra società, non le risposte, perché queste sono pura ingordigia. Faherenheith 451 è il mio primo romanzo distopico, ma certamente non sarà l'ultimo.

(Non mi sono dilungato sulla trama, ma quale importanza hanno la fabula e l'intreccio, quando si parla di un romanzo che trova nei fatti un pretesto per denunciare il progresso imperante e la degradazione morale-culturale?)

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Pensare è male. Leggere è male.

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"E' vero che in un lontano passato, i pompieri non accendevano il fuoco, ma..lo spegnevano?" "Certo che no, è solo una leggenda metropolitana."

L'inizio è un po' lento forse, ma serve per farci "ambientare" nel nuovo mondo che poco ha a che vedere col nostro (o forse ha a che vedere più di quanto crediamo?) e a farcene capire mano mano le regole.
In questa realtà in cui i libri sono assolutamente proibiti, e il loro possesso è severamente punito, gli "incendiari" (ovvero i nostri pompieri) si occupano di distruggere ogni forma di pensiero scritto rinvenuto nelle case dei cittadini. Senza pietà. I cittadini stessi trovati in possesso di queste OPERE DEMONIACHE piene di stupidagini, vengono immediatamente deportati in luoghi non bene precisati.
L'obbiettivo qual è? Abituare la gente a pensare sempre meno. Il meno possibile, il minimo indispensabile. E hanno pensato a tutto. Non solo non circolano più libri, addirittura non ci sono neanche più i balconi sulle case, perchè la gente aveva la cattiva abitudine di sedersi li nelle serate estive e chiaccherare.. dunque pensare. Il massimo che hanno lasciato sono le carte da gioco, perchè richiedono concentrazione, e le automobili cosi veloci che difficilmente mentre si guida si può spaziare con la mente ad altri pensieri. Durante la giornata la gente è drogata dagli enormi schermi televisivi, da cui bercia la cosiddetta "famiglia".
Il protagonista è un uomo che mai si è poste domande, mai ha "sgarrato" dalle regole; ma quando un giorno incontra una ragazza, così diversa dagli altri, si insinua in lui il tarlo di una domanda. "Tutto questo è giusto?" Ciò che Montag si chiede è cos'hanno di così importante i libri da far paura ai potenti; e perchè una donna ha deciso di morire bruciata nella sua casa pur di non abbandonare i suoi libri, pur di non vivere senza. Insomma, ci dev'essere qualcosa di speciale in questi ammassi di parole scritte.

La cosa che mi è rimasta più impressa è che a un certo punto Montag si trova a dover decidere quale libro salvare, probabilmente l'ultimo libro sulla faccia della Terra.. Non vi dico che libro salva :D
Però mi sono chiesta quale salverei io, e la scelta cavolo è troppo ardua! Voi che dite?

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Consigliato a chi ha letto... 1984 di Orwell
 

Da rileggere

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Accostarlo a Orwell è troppo, ma questo senso strano di preveggenza lascia un po' storditi.
il libro inizia quasi lentamente, per poi aumentare il ritmo e l'incessante senso di apprensione che si ha durante la lettura.
ti sembra quasi di sentire l'odore acre del fumo, l'evanescenza di questi schermi nelle case, il sudore freddo nell'apprendere cio' che sta' accadendo e di cui il protagonista era partecipe. il gelo della propria vita vissuta fino ad allora, e poi l'ansia del voler conoscere, la fuga, il ritrovarsi, la condivisione di cio' che è fondamentale...
un libro che non è facile, da rileggere perchè sai già la trama ma dentro le parole bisogna soffermarsi. e questo lo si fa alla seconda lettura. prima, è una corsa fra le righe che ci mettono ansia, dopo è scoperta

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Consigliato a chi ha letto... anche 1984...
 

Un ottimo libro

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Mi è piaciuto moltissimo. E'una storia che fa veramente riflettere su come potrebbe essere il mondo che conosciamo nel futuro se continuiamo a farci sopraffare dalla tecnologia, è coinvolgente e intrigante, oserei dire quasi realistico e ricco di preveggenza. Purtroppo oggi pochi leggono e la tecnologia ha conquistato e rivoluzionato fin troppo (sia nel bene che nel male) il mondo. Che Ray Bradbury abbia avuto una visione riguardo il futuro del mondo? Che la sua fantascienza della sua immaginazione diventi un giorno realtà? L'unica cosa veramente certa è che questo romanzo è un autentico e intramontabile capolavoro della letteratura.

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Poesia

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Quando un libro che 60 anni fa sembrava parlare di Fantascienza diventa , oggi, realtà, allora siamo di fronte all'opera di un genio, di un talento visionario ma non solo, di uno scrittore capace di leggere nel cuore e nella mente delle persone e della società e di intuire verso quale domani si sta muovendo.
Tante scene descritte nel libro trovano riscontro nella nostra quotidianità (schermi enormi, cuffie che isolano dal mondo...) ma soprattutto l'alienazione dell'individuo, il suo progressivo isolamento in una non realtà artificiosa ed artificiale sono fenomeni sempre più diffusi.
Splendidi i momenti in cui i personaggi si passano il sapere dei libri come un valore da salvare ad ogni costo perchè la cultura, la storia, quello che siamo stati ci aiutino a comprendere quello che siamo . Un libro bellissimo , non è fantascienza, ma la nostra storia e un severo monito per il nostro futuro. Se è vero, come ha scritto qualcuno, che i poeti sono gli unici ad avere la sensibilità di comprendere e leggere il futuro, allora Bardbury è un poeta e questo libro è poesia.

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Bradbury: il moderno Nostradamus

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5 persone su 6 hanno trovato questa recensione utile

Ho finito di leggere questo libro ora: vige l'anno 2010.
Il libro è stato scritto nel 1951.
A parer mio Bradbury può essere paragonato a Nostradamus. Una visione impressionante per veridicità. Guerra lampo, media che ci bombardano e ci sciolgono per poi riplasmarci in forme tutte identiche e con idee tutte identiche, soppressione delle diversità, la cultura vista come minaccia e tanti altri temi incredibilmente di attualità.
Un romanzo davvero incredibile.
Dopo aver letto questo libro, pensare al Grande Fratello e ad altri inutili reality, ai tagli all'istruzione e ai ricercatori, ai tg filopolitici che danno notizie "carine" e trattano temi caldi superficialmente e a tanto altro ci farà capire tutta la sua attualità e dove può andare a finire per davvero il mondo..

C'è da riflettere molto!

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Consigliato a chi ha letto... consigliato a chi non ha letto ancora nulla, poiché capirà quanto è importante un libro e quanta cultura vi può essere in esso.
 

Capolavoro

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4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Questo libro è semplicemente geniale. Sopratutto se rapportato al periodo in cui è stato scritto. E' stupefacente come Bradbury, quasi sessant'anni fa, a disegnato una perfetta caricatura della sociertà di oggi. La cosa sconcertante è pensare come questo libro con il passare del tempo assomigli sempre meno ad un racconto di fantascenza accostandosi sempre di più alla realtà.

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Consigliato a chi ha letto... A tutti !!!
 

Un capolavoro assoluto.

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Trovo che insieme a "1984" uno dei romanzi di fantascenza, nonchè di denuncia, più belli che siano mai stati scritti. Scritto decenni fa, ma attualissimo. Ragazzie se non ci svegliamo in tempo finiamo male,.. il futuro,.. o meglio la realtà è già stata scritta. Leggetelo e capirete,...
L'autore poi è un grande,... i pompieri non che spengono il fuoco,.. ma che bruciano i libri,... un genio,.. quelli sono pericolosi,.. i libri fanno pensare,... "Il Grande fratello" no,.. quello no,.. quello ci rincoglionisce e va bene così!

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Consigliato a chi ha letto... Per chi ama i libri tipo "1984".
 

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2 persone su 2 hanno trovato questa recensione utile

Anche se è stato scritto alcuni anni fa è attualissimo e fa pensare su quanto si sta facendo per farci usare sempre meno la nostra testa per pensare.

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