La lunga oscura pausa caffé dell'anima
Letteratura straniera
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Opinioni inserite: 2
"intelligente e divertente"... ma quando mai!?
Con questo libro inauguro le letture di Douglas Adams. Non prediligo la fantascienza come genere letterario, ma la curiosità per questo celebre autore mi ha spinto ad acquistarne due volumi (uno è appunto La lunga oscura pausa caffè dell'anima mentre il secondo il più noto Guida galattica per gli autostoppisti), anche se credo che passerà del tempo prima che mi dedichi alla seconda lettura di questo perché sono rimasto abbastanza insoddisfatto.
Devo dire che i commenti delle varie testate giornalistiche stampati sulla copertina sono altamente fuorvianti; tanto per citarne qualcuno: "non c'è neppure un pizzico di buon senso ma fantasia, comicità e orrore strisciante", "intelligente e divertente", "deliziosamente bizzarro... ci sono pagine impossibili da leggere senza scoppiare in lunghe fragorose risate" (quest'ultimo è, a mio avviso, davvero enormemente esagerato, non ho mai neanche sorriso leggendo il libro...), "un'altra gemma preziosa sulla scintillante corona dell'umorismo di Adams". Insomma dai commenti stampati sulla copertina sembra un piccolo romanzo condito da humour e comicità, che personalmente non ho rinvenuto tra le pagine del libro neanche sforzandomi, inoltre la trama lascia a desiderare. Forse questo non è il mio genere ma di certo l'autore non si è impegnato particolarmente per venirmi incontro...
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Tutto meno che indispensabile
Libro carino ma non indispensabile. Almeno a mio parere…
surreale come sempre la scrittura di Douglas Adams, a tratti anche divertente, ma questa storia sembra non aver lo smalto di agli scritti di Adams, quelli per cui effettivamente lo ricordiamo.
Una indagine (?) di Dirk Gently che si trova coinvolto anche in questa avventura in situazioni paradossali, ma senza la verve che uno si potrebbe aspettare. coinvolti oltre a lui le divinità nordiche ed una ragazza con una storia improbabile a priori quanto quella che la trova suo malgrado protagonista.
Giudizio lapidario: se ne poteva continuare a fare a meno.
Probabilmente un’ennesima operazione commerciale alla (sulla!) memoria di Douglas Adams
Andrea Leonelli









