La città delle bestie
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Alex ha quindici anni. La malattia della madre lo costringe a lasciare una tranquilla cittadina californiana per seguire l'eccentrica nonna Kate, reporter di professione, in una spedizione nel centro dell'Amazzonia. Bisogna cercare una Bestia mostruosa e gigantesca che paralizza con il suo odore chi la incontra. Alex si trova così ad affrontare eventi e situazioni eccezionali, dalle banali punture d'insetti all'incontro con animali feroci, come l'affascinante giaguaro. Nel gruppo della spedizione c'è anche Nadia, figlia tredicenne della guida: è nata nella foresta e si muove in perfetta armonia con la natura selvaggia. Questo è il primo romanzo di una trilogia pensata per gli adolescenti, ma adatta anche al pubblico adulto della scrittrice.
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Opinioni inserite: 2
Ultimo aggiornamento: 30 Aprile, 2012
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Natura e mistero
Inizio con il dire che il genere fantasy-avventuroso non è tra i miei preferiti ma ho comunque deciso di leggere questo libro, prestatomi da una mia amica, un po' per curiosità dettata dalla fama dell'autrice e un po' come sfida personale.
La storia di Alex, un normale ragazzo di città, catapultato per una serie di eventi nel cuore della foresta amazzonica mi ha lasciato dapprima piuttosto indifferente e annoiata.
Superata però questa prima parte "introduttiva", come in un climax, l'imprevedibile mutare degli eventi unito al manifestarsi di una natura meravigliosa ed ancestrale hanno suscitato in me una curiosità tale da spingermi ad arrivare fino all'ultima pagina.
Nonostante lo stile zoppicante vale la pena di apprezzare le minuziose e curate descrizioni.
Inoltre, pagina dopo pagina, si ha modo di aprire la mente su una misteriosa e affascinante parte del mondo ai più sconosciuta ricca di popolazioni primordiali e brulicante di forme di vita animali e vegetali fuori dal comune.
Sfida vinta e tempo speso bene, consigliato.
Indicazioni utili
Magia
Voi lo sapevate che la Allende avesse scritto una trilogia Fantasy? Io sinceramente no.
Pare che le sia stata chiesta espressamente dai suoi nipoti. Ottimi gusti in effetti la di lei discendenza.
E' dunque, lo ammetto con una certa dose di scetticismo che mi sono accostato a questo libro. Stato d'animo che è durato circa, diciamo, 20 pagine? Sì dai. Ci siamo più o meno.
Il tempo al protagonista di arrivare nella foresta amazzonica e tutto intorno a me è scomparso.
Come se fossi stato catapultato in un universo mistico, diverso, fatto solo di odori e rumori. Il resto non contava. Il saperli distinguere poteva voler dire salvarsi o morire.
Grande protagonista di questo libro è la magia.
Non la magia tradizionale alla Tolkien, niente calderoni ribollenti alla Hogwarts.
La magia della natura. Potente. Inarrestabile. Ipnotica.
La natura intesa come essere pensante e discernente, e, soprattutto, donna.
Grande importanza, come del resto in tutti i suoi romanzi, la Allende dà alle figure femminili presenti in questo libro.
La donna, questo universo misterioso, donatore di vita, decisamente un gradino sopra l'uomo nella scala evolutiva in quanto a sensibilità e comprensione dei misteri dell'universo.
Noi poveri uomini non possiamo fare altro che imparare. SAlvo lodevoli eccezioni ovvio.
Un inno alla natura e alla donna e ai suoi misteri.
Lo stile non è proprio il mio preferito. A volte sembra aver fretta di arrivare al punto, ma insomma, parliamo di misera forma, mentre qui grondano contenuti!
Molto consigliato.
A TUTTI!









