American Psycho American Psycho

American Psycho

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La trama e le recensioni di American Psycho, romanzo di Bret Easton Ellis edito da Einaudi. Patrick Bateman è giovane, bello, ricco. Vive a Manhattan, lavora a Wall Street e con i colleghi Timothy, David, Patten e Craig, frequenta i locali più alla moda, le palestre più esclusive e le toilette dove gira la migliore cocaina della città, discutendo di nuovi ristoranti, cameriere corpoduro ed eleganza maschile. Ma la sua vita è ricca di particolari piuttosto inquietanti e quando le tenebre scendono su New York, Patrick Bateman si trasforma in un torturatore omicida, freddo, metodico, spietato.

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Opinioni inserite: 6

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American Psycho 2012-01-31 09:57:47 isabella82
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isabella82 Opinione inserita da isabella82    31 Gennaio, 2012
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Il mondo patinato di ieri

L'eccesso, una parola per tutte, e che sia questa! Perchè il protagonista vive tutta la sua sconfinata giovinezza di yuppie rampante sotto l'egida della sfrenatezza, della ricerca sempre più perversa ed esausta di un piacere che non raggiungerà mai. Ellis ha compiuto un'operazione significativa, ma ovviamente scomoda. Ha tirato in ballo un mondo odiato, perchè sinonimo di presunzione, alterigia, depravazione, superficialità. Ma non lo fa con l'intento di insegnarci qualcosa, o di punire qualcuno. E questo a mio avviso è proprio la chiave giusta che permette a questo romanzo di sollevarsi dal rischio di cadere nel trash e nella banalità. Cattiva, volutamente cattiva la scrittura compenetra tutte le più brute sperimentazioni stilistiche, accarezzando le agonie formali e reali delle vittime/oggetto. A volte con repulsione o disgusto, altre volte con sopportazione e quasi compassione, il lettore non riuscirà mai ad immedesimarsi nel protagonista, dubbia invece la partecipazione dell'autore.

Resta un affresco a colori vivaci di un'epoca, distante nel tempo e nello spazio, dove il benessere cancellava ogni etica preoccupazione per la vita.

Un'esperienza che consiglio.

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Acid House
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American Psycho 2011-11-05 21:04:03 joshua65
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joshua65 Opinione inserita da joshua65    05 Novembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 05 Novembre, 2011
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Cosa resterà degli anni '80?

Quando ritorno agli anni ’80 penso subito ai Duran Duran, a Simon LeBon, che canta impomatato e petulante “The Reflex”, alla nascita della videomusic, a Pertini, a Papa Wojtyla, a Reagan e Gorbaciov. Se mi chiedete, dico subito che gli anni ’80 sono stati, secondo me, anni felici.

Ellis agli inizi degli anni ’90 , invece, mi piazza un bel pugno nello stomaco con “American Psycho”, un libro terribile e disturbante, che descrive le gesta di Patrick Bateman, giovane “yuppie” newyorkese mago della finanza di giorno, serial killer psicopatico ed efferato di notte.

Ci vuole un bel po’ prima di imbattersi in un omicidio, ma il senso di straniamento ti accompagna sin dalle prime pagine, perché la descrizione meticolosa della vita di Bateman, con i suoi tic, la sua maniacale attenzione al cibo ricercato e salutista, ai capi firmati e minuziosamente descritti, la sua smodata passione per l’alta fedeltà, la sua spasmodica ricerca dell’estetica, del bello sempre e a qualunque costo a discapito di qualunque regola etica, non è inferiore all’escalation di efferatezza che si scatena nella seconda parte del libro, in una spirale potente e devastante.

Per non parlare dei falsi rapporti con la fidanzata Evelyn, cretina quanto basta, con Courtney, fidanzata del suo migliore amico, che poi si rivela essere la sua amante passionale, con gli amici e i colleghi, visti più come minacciosi nemici, pronti ad essere tolti di mezzo, se serve.

Il senso di impunità che accompagna Patrick Bateman durante i numerosi omicidi lascia però il dubbio che tutto sia soltanto immaginato e non realmente accaduto e questo Ellis, secondo me, vuole che sia volutamente percepito dal lettore. Per cui mi soffermerei più su “American Psycho” come metafora del disfacimento della società, in particolare newyorkese, agli albori degli anni ’90, dopo quasi un decennio di reaganismo, il boom di Wall Street e la cultura yuppie.

Non è un libro che ho più riletto e credo che non lo rileggerò mai più, ma ogni tanto mi capita di soffermarmi sul primo e ultimo capitolo, a mio avviso i più belli, e sui fantastici intermezzi che descrivono, come delle recensioni un po’ scolastiche ed ingenue, la musica che più piace al protagonista (i Genesis, Witney Houston, Huey Lewis and the News, mica Ozzy Osbourne e i Black Sabbath).

Per cui cosa resterà per me degli anni '80? Sicuramente questo libro.

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Ellis
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American Psycho 2011-09-28 09:19:25 padoan.antonio
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padoan.antonio Opinione inserita da padoan.antonio    28 Settembre, 2011
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No no no e ancora No

Se potessi eliminare dalla faccia della Terra un libro sarebbe proprio questo.
Premesso a me è piaciuto molto "Meno di zero" dello stesso autore! Uno dei miei libri preferiti.
Ellis mi piace! Ho letto quasi tutto di lui. Anzi va beh ...tutto (è per questo che ho dato 3 stelle allo stile).
Ma questo libro mi ha fatto proprio schifo ma proprio ribrezzo.
Io son un tipo molto impressionabile, i film horror non posso vederli rischio l'infarto e non di dormire per 3 notti consecutive.
Questo libro è un genere che va sullo splatter/orrore.... non parla di una società cinica, non parla degli yuppi americani e bla bla bla che ho letto qui dentro... Certo uno riesce a vedere anche la fame del mondo se vuole. Ma non è così.
Il libro parlo solo di uno che va in giro ad ammazzare la gente nei peggiori modi conosciuti, torturandola e seviziandOla e facendogli di tutto (e quando dico tutto dico le peggiori porcherie che abbia mai letto). Oltre ad uccidere gli piace la palestra e vestire bene, avendo una ossessione per i biglietti da visita.
E' un libro profondamente disturbato e disturbante. Non adatto a nessuno debole di cuore.
Poi questo la fa sempre franca....
Posso dirlo.... pessimo!!!!

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Lo consiglio solo ai psicopatici
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American Psycho 2010-11-24 13:00:45 Frax90
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Frax90 Opinione inserita da Frax90    24 Novembre, 2010
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Ti piace Phil collins?

Bret Easton Ellis ci presenta, con tinte molto forti,uno spaccato di vita dell'alta società americana di fine anni '80. Indubbiamente,in alcuni punti del romanzo,siamo di fronte ad una visione negativamente enfatizzata di quelli che potremmo definire "yuppie",tuttavia questa"società dell'apparire" descrittaci da Ellis è quantomai verosimile alla realtà. Attraverso le paure, le perversioni e i fanatismi estetici del protagonista(Patrick Bateman), l'autore ci conduce nei meandri più oscuri e fallaci non solo di un uomo, ma anche di una classe sociale che sta impregnado a macchia d'oglio la Manhattam che si affacia ad un nuovo secolo. Fisico scultoreo e abbigliamento griffato, sono le prerogative e(spero mi permettiate il termine) "il curriculum vitae", per emergere nella collettività così come nella vita.Come accade spesso, però, senza un'anima e privi di emozioni che ci permettano di sfiorarne le corde, non siamo che dei manichini a cui la vita scorre addosso; di notevole pregio infatti, è la capacità da parte di Ellis, di mostrarci ciò con un finale quantomai insolito e di "tranquilla scorrevolezza". Raccomando quest'opera non solo a chiunque sia interessato all'argomento estetico e sociale, ma anche a tutti coloro che cerchino un romanzo diverso, particolare e(a parer mio)unico nel suo genere.

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American Psycho 2010-01-15 15:54:39 Alexiaa
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Alexiaa Opinione inserita da Alexiaa    15 Gennaio, 2010
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Intenso

Un libro dalle tinte forti, non adatto a chi ha lo stomaco debole!!
Riproduce fedelmente le manie e i ragionamenti della società delle apparenze.
Finale a libera interpretazione.

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American Psycho 2009-09-24 23:03:02 Alex7
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Alex7 Opinione inserita da Alex7    25 Settembre, 2009
Ultimo aggiornamento: 25 Settembre, 2009
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Grande Bret!

Più che un libro è un'esperienza. E' chiaro l'intento ironico dell'autore di sbeffeggiare i tic e le manie degli yuppie americani. Violento, delirante, visionario, ma anche incredibilmente spassoso in alcune scene e in certe uscite impreviste del protagonista. Un libro cult.

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