Ballata irlandese
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La trama e le recensioni di Ballata irlandese, romanzo di Adrian McKinty edito da Rizzoli. “Non volevo andare in America, non volevo lavorare per Darkey White. Avevo le mie buone ragioni. Però alla fine andai.” Belfast, 1992. La città è stravolta dalla povertà e dalla violenza politica e Michael Forsythe, che ha diciannove anni e nemmeno un soldo in tasca, deve andarsene a tutti i costi. A New York – una New York malfamata e letale, ancora lontana dalla “cura Giuliani” – lo aspetta un impiego nell’Irish Mob, la mafia irlandese, sotto il duro più duro di tutti: Darkey White. Michael è forte, coraggioso e sveglio e in breve tempo Darkey lo introduce nella cerchia ristretta dei suoi uomini di fiducia. Comincia così per lui un feroce apprendistato nelle fila della criminalità organizzata, nel bel mezzo di una guerra fra gang per la spartizione della Grande Mela. Ma quello è solo l’inizio: i veri guai arrivano quando il boss si accorge dell’amicizia “particolare” che lega la sua donna e Michael, e decide di vendicarsi nel modo più doloroso possibile. Thriller duro e puro nella più classica tradizione dell’hard-boiled, il romanzo di McKinty è un elegante e spietato mix di suspense e irresistibile humour nero.
Adrian McKinty è nato a Carrickfergus, Irlanda del Nord, nel 1968. Dopo gli studi in filosofia a Oxford è emigrato a New York dove, proprio come il suo protagonista, ha abitato ad Harlem per sette anni, lavorando come commesso, barista, operaio edile. Attualmente vive a Melbourne, in Australia. Questo è il suo primo libro tradotto in Italia.
Adrian McKinty è nato a Carrickfergus, Irlanda del Nord, nel 1968. Dopo gli studi in filosofia a Oxford è emigrato a New York dove, proprio come il suo protagonista, ha abitato ad Harlem per sette anni, lavorando come commesso, barista, operaio edile. Attualmente vive a Melbourne, in Australia. Questo è il suo primo libro tradotto in Italia.
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Opinioni inserite: 1
Ballata irlandese
2011-04-22 08:06:24
gracy
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Ballata irlandese
Lo stile di scrittura è meritevole, la storia è ben strutturata, un pò pasticciata e poco scorrevole per un bel pò di capitoli, a distanza di qualche giorno dalla fine della lettura Mike il protagonista, mi manca, prima perchè è stato ben delineato e poi perchè rappresenta il simbolo della disperazione del genere umano, della serie basta che ammazzi il primo poi tutti gli altri li fai fuori e non te ne accorgi neanche. Un pò tutti i capitoli all'inizio hanno dato sfogo all'Irlanda ed a New York con splendide pennellate ricche di colore anche se il disagio e l'amarezza sono lo sfondo trainante.
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Noir
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