Central Park Central Park

Central Park

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New York. Otto del mattino. Alice, una giovane poliziotta di Parigi, e Gabriel, pianista jazz americano, si svegliano ammanettati tra loro su una panchina di Central Park. Non si conoscono e non ricordano nulla del loro incontro. La sera prima, Alice era a una festa sugli Champs-Elysées con i suoi amici, mentre Gabriel era in un pub di Dublino a suonare. Impossibile? Eppure... Dopo lo stupore iniziale le domande sono inevitabili: come sono finiti in una situazione simile? Da dove arriva il sangue di cui è macchiata la camicetta di Alice? Perché dalla sua pistola manca un proiettile? Per capire cosa sta succedendo e riannodare i fili delle loro vite, Alice e Gabriel non possono fare altro che agire in coppia. La verità che scopriranno finirà per sconvolgere le loro vite.

Recensione della Redazione QLibri

 
Central Park 2015-09-25 10:05:13 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    25 Settembre, 2015
Ultimo aggiornamento: 25 Settembre, 2015
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Misteri ed intrighi tra presente e passato.

Siamo in Central Park, New York. Sono le otto del mattino ed al suo risveglio Alice, poliziotta parigina del XVI° arrondissement, si ritrova ammanettata ad un affascinante, misterioso e sconosciuto uomo. Chi è, e soprattutto come mai “i bracciali”? Che sia stata lei a metterglieli e se si perché? Ma se così non fosse stato, per quale ragione qualcuno li ha apposti e proprio a loro, due illustri sconosciuti che alcunché hanno in comune?
Ripresa conoscenza, Gabriel Keyne conferma di non sapere chi essa sia e nel parlare i due scoprono che mentre lei la notte precedente si trovava sugli Champs-Elysées con le amiche a far bisboccia lui, musicista jazz, era intento a suonare in un locale dublinese.
Nessun effetto personale, ne denaro ne altro. Gli unici oggetti in possesso della donna sono una Glock 22 che non rappresenta la sua pistola d’ordinanza, una serie numerica scritta velocemente a penna sul palmo della mano da non si sa chi e gli abiti che ha indosso tra cui la maglietta sporca del sangue altrui. Ma inevitabile è la domanda: come sono finiti entrambe negli Stati Uniti se la notte precedente erano in Europa ed in due differenti Stati?
L’unica cosa certa da fare è capire quel che sta succedendo e riannodare i fili delle loro vite agendo e collaborando necessariamente in coppia. Ha inizio così l’avventura di Gabriel e Alice, caratterizzata da una serie concatenata di eventi tra presente e passato dove alla protagonista non sarà risparmiato di dover far i conti con i giorni che furono e con quelle ferite ancora aperte che inconsciamente si porta dietro. Alice ha infatti subito due gravi perdite, un po’ come quelle che potrebbero accadere a tutti, se non fosse per le modalità con le quali queste si sono manifestate.
Anche Gabriel da parte sua sarà costretto a rimettersi in gioco, a fare i conti con i suoi fantasmi nonché con la stessa compagna di avventure che mai ed immancabilmente smetterà di sospettare di lui.
Preferisco non svelarvi altro sulla trama perché il romanzo de quo è veramente ben costruito e qualsiasi parola in più potrebbe rivelare il mistero che si cela dietro questa indecifrabile concatenazione di eventi.
In merito alle tematiche trattate posso dirvi che la più significativa è senza dubbio quella di affrontare le proprie difficoltà, i propri scheletri e il proprio orgoglio, spesso, infatti, di fronte a dei traumi più o meno significativi, la nostra mente rifiuta di accettare la realtà, di elaborarla, di farsene una ragione, di andare avanti e di conviverci. E quando a tutto ciò si aggiungono ulteriori sventure, quasi come se la sorte avesse deciso di accanirsi con le nostre piccole e brevi esistenze, diventa impossibile farvi fronte. Quale modo dunque per sbloccarsi se non quello di essere obbligati a sostenerli per mano di quegli avvenimenti dello ieri che inspiegabilmente tornano a bussare alla nostra porta direttamente o per mano di un terzo soggetto che sembra volersi vendicare di noi?
Stilisticamente il testo è fluente ed accattivante. Si legge in meno di un giorno e mezzo ed è impossibile staccarsene. E’ una lettura avvincente, curiosa, un giallo senza lacune e dalla costruzione inattaccabile capace però di spogliarsi di questi panni per abbracciare il lettore e farlo riflettere sul senso della vita, un cambio di prospettiva radicale ed inaspettato che ci accompagna sino a quello che è la risoluzione dell’enigma.
Vi lascio con un breve incipit:
“E passerà il tempo. [..]
E ogni volta sarai lì a combattere, la paura nella pancia, il cuore stretto, con l’unica arma del tuo desiderio di vivere ancora.
E ogni volta dirai che, qualunque cosa ti possa capitare adesso, sarà comunque valsa la pena di vivere tutti quei momenti che hai strappato alla fatalità.
E che nessuno te li potrà mai togliere”.

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Central Park 2017-09-10 21:52:29 ClaudiaM
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ClaudiaM Opinione inserita da ClaudiaM    10 Settembre, 2017
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E se domani mi svegliassi a New York?

Alice è una poliziotta di Parigi. Gabriel un pianista jazz americano.
Una sera d’ottobre, lei è in giro a bere con le amiche nella capitale francese, lui sta suonando in un pub a Dublino. Com’è possibile che il mattino successivo questi due sconosciuti si risvegliano ammanettati insieme in una panchina di Central Park?
Un thriller intrigante ed emozionante, con continue svolte interessanti nella trama. I capitoli di flashback narrati in prima persona da Alice spingono le indagini della ragazza (e le ipotesi del lettore) verso un’intricata pista dove inevitabilmente ci si chiede di chi ci si possa fidare.
Forse solo di se stessi… o forse no?
Non sono molto esperta del genere, ma questo romanzo mi è molto piaciuto ed è anche molto emozionante. Come già ha fatto qualcuno prima di me, non posso che menzionare l’epilogo intitolato “Ci saranno…”, che fa salire le lacrime agli occhi, e gli aforismi a capo di ogni capitolo, perfettamente attinenti all’argomento.
Bello, molto bello.
Sono curiosa di leggere l’ultimo libro uscito di Musso (Un appartamento a Parigi) e sono stata dissuasa solo dal prezzo di copertina. Magari aspetto un po’ e intanto leggo altri titoli.

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Consigliato a chi ha letto...
Consigliato a chiunque, anche a chi non macina questo genere di libri. È abbastanza breve e scorrevole e comunque non si può resistere a un incipit come questo!
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Central Park 2016-07-07 08:44:51 GRest93
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GRest93 Opinione inserita da GRest93    07 Luglio, 2016
Ultimo aggiornamento: 07 Luglio, 2016
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CENTRAL PARK

Tra me e “Central Park” è stato amore a prima vista.
Mi ispirava molto la grafica e l’idea della copertina ritraente una giovane donna che ammira la maestosa New York mi è sembrata originale.
Quando ho letto poi le poche righe di sintesi del trafiletto,non ho potuto fare a meno di acquistare questo libro.
La storia è suddivisa in quattro parti, ognuna strettamente concatenata con la precedente, ed è narrata impeccabilmente con maestria dove in nessuna parte risulta troppo artefatta o forzata.
E’ un thriller ben riuscito, calibrato in ogni sillaba e piacevole da leggere.
Il romanzo racconta di una giovane donna, Alice, che una mattina si ritrova misteriosamente incatenata da un paio di manette ad uno sconosciuto su una panchina di Central Park.
Non sa come è arrivata fin lì, essendo lei una famosa investigatrice a capo della Crim di Parigi, e l’uomo con cui si risveglia è Gabriel, pianista Jazz americano che la sera precedente si trovava a Dublino per un concerto.
I due rimangono sconvolti, inspiegabilmente perplessi dalle dinamiche della sera precedente e sorpresi più che altro di trovarsi insieme in una città diversa da quella che si aspettavano. Immersi nella parte più nascosta e selvaggia di Central Park si ritrovano senza soldi e senza cellulari, costretti a trovare un modo per spostarsi e con pochi indizi su chi li ha portati fino a lì e perché. Entrambi hanno un passato difficile che sembra caratterizzarli e a mano a mano che il racconto procede,evidenziando le varie tappe dell’avventura che intraprendono Alice e Gabriel alla ricerca di indizi, viene ad esser mostrato un punto in comune.
Gabriel in realtà non è chi dice di essere: è un agente dell’FBI in missione a Dublino per cercare un uomo che sembra aver segnato e turbato l’esistenza di Alice, Erik Vaughn.
E’ una caccia contro il tempo, dove inevitabilmente passato e presente si fondono ed emerge la triste verità che attanaglia il cuore di Alice: il suo bambino e suo marito sono stati vittime involontarie di un uomo spietato che ha ucciso molte donne a Parigi e che ha quasi fatto lo stesso con la giovane investigatrice.
Insieme cercano un modo per rintracciarlo e per arrestarlo, in modo che possa finire la strage di donne che continua perpetrarsi per colpa sua e per porre fine a un triste capitolo che da anni terrorizza i residenti del XVI e il XVII Arrondissement di Parigi.
Il proseguo è tutto tranne che scontato: tra il kit di CSI comprato in un negozio di giocattoli, impronte fatte analizzare di nascosto,telefonini e macchine rubate,
una valigetta recuperata nel deposito del Greenwich Hotel e inseguimenti con pattuglie della polizia tutto prende un piega decisamente diversa.
Anche quando tutto sembra esser chiaro e ormai scontato, Musso non ci lascia a bocca asciutta: il colpo di scena è proprio nella pagina successiva e niente è davvero come sembra.
Ho trovato questo libro coinvolgente, ben scritto e ben articolato. Se devo però fare una critica credo che alla fine della parte terza la storia risulti un po’ incerta, ma vi consiglio di non smettere di leggere e accantonare il libro perché è proprio nella parte successiva che tutto diviene chiaro.
Arrivata alla fine devo dire che non ho potuto fare a meno di dire: “ ho trovato un buon libro”.
Le ultime pagine intitolate “CI SARANNO…” sono molto belle, ma la citazione che più mi è rimasta è senza dubbio questa :

“Nell’esistenza ci sono momenti in cui si apre una porta e in cui la nostra vita si proietta verso la luce. Rari momenti in cui qualcosa, dentro di noi, si dischiude. Si fluttua in assenza di gravità, si corre su un’autostrada senza limiti di velocità. Le scelte diventano chiare, le risposte sostituiscono le domande, la paura lascia il posto all’amore.
Bisogna averli conosciuti, quei momenti lì.
Raramente durano”.

Voto: 4,3 su 5

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Central Park 2016-01-27 12:05:33 lapis
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lapis Opinione inserita da lapis    27 Gennaio, 2016
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Intreccio di possibilità

Il fruscio leggero delle foglie, il mormorio distante di un ruscello. L’odore della terra umida. I primi raggi del sole che s’indovinano attraverso il velo delle palpebre ancora chiuse. Central Park. Alice si sveglia su una panchina all’altro capo del mondo, con una pistola tra le mani e la camicetta insanguinata, senza sapere dov’è, come sia finita lì e, soprattutto, chi sia l’uomo che le dorme accanto e a cui si scopre ammanettata.

E’ l’avvio di un mistero ad alto tasso di coinvolgimento e adrenalina: indizi da raccogliere e ipotesi da formulare, fughe rocambolesche e verità che sembrano comporsi per poi scivolare tra le mani nell’istante successivo. E mentre il giallo si infittisce di dubbi e situazioni ai limiti dell’assurdo, ci addentriamo nei ricordi di Alice, in un passato di dolore e sofferenza, feroce accanimento del destino, e di ferite mai cicatrizzate. Fantasmi del passato ed enigmi del presente si annodano con i fili dei sentimenti e portano il lettore a divorare le pagine per dipanare l’intera inspiegabile matassa.

Le innegabili capacità narrative mi hanno conquistato e mi invitano a leggere altro di questo autore. La scrittura è accattivante e calibrata, una miscela invitante di suspense e romanticismo. Il ritmo incalzante ti fa correre velocemente su un fitto ordito per arrivare a un epilogo imprevedibile e sconvolgente, che lascia il segno costringendoti a rivedere il tutto e riflettere sulle possibilità e le strade della vita. Eppure non nascondo qualche perplessità su una storia che a tratti mi è sembrato volesse furbescamente giocare con le mie lacrime di lettrice, calcando forse un po’ troppo la mano sui toni tragici o le note “sentimental-melense” di alcune situazioni proposte, che finiscono così per perdere aderenza con la realtà.

Una lettura originale, appassionante e ben congegnata. Da consigliare, perché leggere questo romanzo è stato un vero piacere.

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Central Park 2016-01-17 04:32:44 Marta*
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Marta* Opinione inserita da Marta*    17 Gennaio, 2016
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COMPLETAMENTE RAPITA

Alice è una combattente. È una donna dal carattere di ferro, che tiene alte le difese contro tutto e contro tutti. Non lascia intravedere nulla di se stessa, se non quanto basta a spianarle la strada nelle le relazioni con le altre persone. Non teme il rischio e ha un solo obiettivo: scovare la verità, sempre e comunque. Non a caso è una poliziotta, capitano di una squadra investigativa francese che si occupa di tutti i casi più complessi. Stana rapitori, serial killer, delinquenti. È determinata tanto nel lavoro quanto nella vita. Poi, un giorno, dopo una serata passata con delle amiche di vecchia data, si risveglia alle otto di mattina su di una panchina fredda e rigida. Ha la camicetta sporca di sangue, gli occhi pesanti, la testa confusa. Si guarda intorno e vede solo alberi e cespugli. Un parco. Ma quale parco? Sicuramente uno dei tanti di Parigi. Ma come è finita lì, in quello stato? Non si ricorda nulla, nemmeno un dettaglio e cosa ancora più sconcertante, ammanettato al suo polso c’è un uomo ancora addormentato che non da segni di vita. Dopo essersi accertata della sua salute, Alice lo sveglia e iniziano lentamente a ricostruire l’accaduto. L’uomo sconosciuto si chiama Gabriel, è un musicista jazz e come lei, non si ricorda assolutamente nulla. La sera prima era ad un concerto a Dublino e ora invece, naviga unicamente nella confusione.
Con enorme stupore i due scoprono non solo di essere lontani dal luogo nel quale erano la sera prima, ma si accorgono di essere nel bel mezzo di Central Park, a New York, con una pistola a loro ignota alla quale manca un colpo nel caricatore. 
Di chi è quel sangue? A chi hanno sparato? Perché sono lì?
Inizia così un viaggio che porterà i due protagonisti a scavare oltre il guscio della verità, facendo scoperte tanto devastanti quanto inaspettate. Alice, da bravo poliziotto raccoglierà tutti gli indizi a sua disposizione, cercando a poco a poco di ricostruire una storia folle, bizzarra, insensata. Avvalendosi della facoltà di non fidarsi di nessuno, cercherà di dare ascolto al suo istinto infallibile, diffidando dello stesso Gabriel che, seppur trovandosi nella sua stessa condizione, sembra essere un personaggio non più limpido di una pozza di fango.


Vi avverto, Central Park è uno di quei romanzi che non da tregua, che ti tartassa di giorno e di notte spingendoti a leggerlo pagina dopo pagina senza sosta. Strepitosa la ragnatela di intrecci che l’autore crea intorno ai personaggi, un rovo confuso di ipotesi, supposizioni, smentite e incertezze. La verità sembra vicina e un attimo dopo è lontana centinaia di chilometri, irraggiungibile e allo stesso tempo inimmaginabile. Per quanto mi riguarda, una sera non sono riuscita nemmeno ad addormentarmi sapendo di avere questo libro sul comodino. Nonostante l’ora tarda mi sono dovuta accendere la luce da lettura e mi sono immersa tra le pagine, testardamente affascinata dall’intreccio della storia di Alice e Gabriel. Nonostante nei libri appartenenti a questo genere la soluzione dell’enigma arriva sempre nelle ultime pagine, strada facendo ogni lettore costruisce mentalmente uno schema, si fa almeno un’idea, raccogliendo gli indizi sepolti dall’autore tra le parole e molto spesso le intuizioni iniziali racchiudono in parte la verità finale. In Central Park ho fatto lo stesso, ma con un risultato diverso. Ho costruito un castello di sabbia che però si è rivelato essere completamente differente dalla realtà dei fatti, niente di quello che mi ero immaginata era in realtà confrontabile con la realtà. E questo, a mio avviso, è grandioso, è il biglietto da visita che mi ricondurrà a leggere di nuovo un romanzo di Musso. Non ho mai letto quest’autore, ma da oggi, sono sicura che andrò alla ricerca dei suoi libri precedenti e ne aspetterò con ansia di nuovi.

Central Park è un romanzo dai mille volti, che associa abilmente uno stile concitato con un contenuto profondo e travolgente. Non si tratta solo di scoprire la verità pura e semplice, piuttosto di conoscere i personaggi, le loro paure, i loro segreti. Sia Alice che Gabriel hanno qualcosa da nascondere, da tenere al sicuro. Entrambi dotati di carisma, riescono a farlo con un’eccellente abilità, lasciando il lettore appeso al filo di un rasoio, con la costante consapevolezza di essere sempre un passo dietro di loro. Sono questi i dettagli che fanno di questo libro un ottimo thriller e che lo rendono irresistibile e coinvolgente, al punto da non riuscire più a farne a meno. 

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Central Park 2015-11-13 03:38:47 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    13 Novembre, 2015
Ultimo aggiornamento: 13 Novembre, 2015
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Siamo ammanettati! Inseparabili, inscindibili…

Da “Central Park” Guillaume Musso fa partire l’avventura di Alice, capitano della Crim, e Gabriel (“Sono americano. Mi chiamo Gabriel Keyne e sono un pianista jazz”), due personaggi che si risvegliano ammanettati e “modificati” (“Una scritta nel palmo della mano”) senza ricordare come ciò sia avvenuto (“Il buco nero. Un velo avvolgeva la sua mente”).

Le domande sono tante, la situazione paradossale (“Noi siamo ammanettati! Inseparabili, inscindibili, legati l’uno all’altra per forza di cose!”) risulta subito pericolosa e al tempo stesso produce situazioni assurde e grottesche.

Come spesso avviene nei romanzi di Musso, nell’azionismo vivace dei protagonisti confluiscono inserti romance e inflessioni thriller: in particolare, da ammanettati prima e da separati poi, i due eroi cercano di risolvere l’enigma del serial killer che strangola donne con le calze di nylon della precedente vittima.

Musso sa come tenere incollata l’attenzione del lettore e accontenta una vasta platea mixando generi (“L’episodio dell’orologio riportò alla luce un passato doloroso”), con ambientazioni metropolitane (“Parigi, inferno in metastasi”) e parigine (“Davvero? Il 26 di quai des Orfèvres? Come Jules Maigret?”), catturando molte tendenze o pseudo tali (fumare le pipe ad acqua in un shisha bar!?!) sia della lingua parlata sia del costume, collezionando aforismi in ogni incipit di capitolo:
“Nel mezzo di ogni difficoltà si nasconde un’opportunità – Albert Einstein”
“I mostri sono reali, e anche I fantasmi sono reali. Vivono dentro di noi, e a volte vincono… - Stephen King”

Giudizio finale: internazional-popolare, rocambolesco, un po’ astuto e un po’ déjà vu (in “Quando si ama non scende mai la notte” dello stesso autore, ad esempio).

Bruno Elpis

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Oltre ai precedenti romanzi di Musso, "La psichiatra" di Dorn
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