Chi è morto alzi la mano Chi è morto alzi la mano

Chi è morto alzi la mano

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La trama e le recensioni di Chi è morto alzi la mano, romanzo di Fred Vargas edito da Einaudi. Chi è morto alzi la mano (titolo in lingua originale Debout les morts) è un romanzo giallo del 1995 della scrittrice francese Fred Vargas. È il primo romanzo in cui compaiono i personaggi dei tre evangelisti e del vecchio Vandoosler. Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel 1995 in Francia, tradotto e pubblicato in Italia nel 2002 da Einaudi. Nel 2006 sempre per Einuadi è stata pubblicata una nuova edizione nella collana Stile libero Noir - Big. Il romanzo ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti in Francia, dove ha vinto il Prix Michel-Lebrun de la Ville du Mans nel 1995 e il Prix Mystère de la critique nel 1996[1]; inoltre nel 2006 il romanzo ha vinto la prima edizione del Duncan Lawrie International Dagger, un premio per il miglior romanzo poliziesco tradotto in lingua inglese, assegnato dall'associazione britannica Crime Writers Association.

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Chi è morto alzi la mano 2011-12-30 14:57:30 floria di tosca
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floria di tosca Opinione inserita da floria di tosca    30 Dicembre, 2011
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...e come si fa ad alzare la mano se sono morto?

Nata da madre chimica e da padre scrittore surrealista, Fred è il diminutivo di Frédérique; Vargas è lo pseudonimo usato da sua sorella gemella, Joëlle (Jo Vargas), pittrice contemporanea che a sua volta lo ha mutuato dal cognome del personaggio interpretato da Ava Gardner nel film "La contessa scalza". (Wikipedia)
E già questo la dice lunga.
Poi, partiamo dal presupposto che i gialli non mi piacciono: ho letto questo libro per fare un favore ad un mio collega; mi ha talmente stressato co 'sta Vargas che mi sono decisa a prendere in mano il primo che mi è capitato. (Chiedo scusa sin d'ora ai cultori della colorata materia!)
Che dire? Improbabile, costruito male, a mio avviso. Deludente e poco convincente: mi sono stufata a pagina 45 ma l'ho terminato per dovere di cronaca. Scorrevole, dopo tutto, ma non il mio genere, ecco.
Compaiono i tre evangelisti-personaggi che devono questo soprannome agli Evangelisti con la E maiuscola, - un padrino e, come si confà all'uopo, un delitto, una vicina di casa che scompare, una bella indagine e un finale con sorpresa riuscito solo a metà.
Personalmente non lo rileggerei; non lo consiglierei, ma il mondo è bello perchè è vario.
E variopinto, dico io. Anche senza i "gialli" ...

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Chi è morto alzi la mano 2011-11-21 07:00:08 wobbly
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wobbly Opinione inserita da wobbly    21 Novembre, 2011
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L'atmosfera surreale non basta

L'unione fa la forza, soprattutto quando ad unirsi per sopravvivere sono Marc, Mathias e Lucien, spiantati trentacinquenni di una Parigi attuale che vivono e ragionano in perfetta armonia con i periodi storici che ognuno di loro studia con accanimento.
Coordinati - se così si può dire - dall'anziano Vandoosler, zio e padrino di Marc, i tre si improvvisano investigatori dilettanti per far luce sul mistero di Sophia, la vicina di casa scomparsa nel nulla.
La trama non è priva di intuito, i tre protagonisti sono semplicemente adorabili e lo stile narrativo è accattivante ma... mi è dispiaciuto vedere questi buoni elementi sprecati fra lacune macroscopiche, dettagli poco curati e irritanti incoerenze (una su tutte: come fanno tre uomini, presentati come privi di senso pratico e dediti ad una vita da topi da biblioteca, a improvvisarsi provetti carpentieri tanto da ristrutturare ben quattro piani di casa in pochissimi giorni?).
Il discostarsi da una realtà nuda e cruda per una gradevole escursione nel surrealismo non può giustificare la mancanza di logica, a meno che non si tratti di un fantasy (ma non di un giallo) dove anche i mobili possono parlare!
Tutto sommato, una lettura deludente.

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Chi è morto alzi la mano 2011-08-19 11:39:48 Bea87
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Bea87 Opinione inserita da Bea87    19 Agosto, 2011
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Semplice ma coinvolgente

Ho letto il libro della Vargas in pochi giorni perchè mi ha coinvolto fin dalle prime pagine. Il racconto è semplice, il finale un po' improbabile ma i personaggi, soprattutto i tre evangelisti e il padrino, sanno tenere vivo l'interesse del lettore. Penso che questi personaggi siano il punto forte del libro.

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Chi è morto alzi la mano 2010-12-16 21:44:49 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    16 Dicembre, 2010
Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre, 2010
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Stiracchiato

Il racconto si legge a spron battuto, i personaggi sono carini nella loro caratterizzazione e interessanti, la storia non è particolarmente banale e il finale ha un che di sorprendente peccato che...come ha già fatto notare qualcuno : la spiegazione del meccanismo con cui si arriva alla scoperta del colpevole è abbastanza tirata per i capelli, per non parlare del movente dell'assassinio e delle circostanze in cui si compie. Nell'insieme mi è anche piaciuto, si tratta di decidere se il merito della Vargas è proprio di aver scritto un giallo non pesante e pieno di misteri che si intrecciano o sovrappongono , prendendo per buono il binomio causa-effetto del delitto che mi sembra deboluccio nella sostanza . Ma non sarei troppo severo, in fondo c'è giallo e giallo , Conan Doyle non scriveva come Jeffery Deaver che a sua volta è diverso da Elizabeth George , ognuno ha il suo "stile" , quello della Vargas mi pare un pò surreale e grottesco ma leggerò sicuramente altri suoi libri.

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Chi è morto alzi la mano 2009-09-13 20:40:19 Alt
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Opinione inserita da Alt    13 Settembre, 2009

Piccolo dubbio

Domando a tutti coloro che hanno letto il libro, come abbia fatto Marc a risalire allo pseudonimo di Juliette! Nella foto della compagnia non si fa cenno di lei, ma solo del fratello Julien. La sostituta di Sophia nell'Elettra è tale Nathalie Domesco, lo pseudonimo di di Juliette. Ma come ha fatto a scoprirlo Marc?

Nel fare un commento all'intero libro, dico che è piacevole e scorrevole da leggere, gli intrighi sono affascinanti anche se, nel finale, le cose si ingarbugliano inspegabilmente(vedi sopra). Posso concepire che Marc, medievalista, vada a cercare a colpo sicuro nel pozzo(assurdo a mio avviso), ma lo pseudonimo come se l'è trovato?

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Chi è morto alzi la mano 2009-09-11 16:05:44 maria elvira
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Opinione inserita da maria elvira    11 Settembre, 2009

non leggete questo libro

Un libro pessimo con trama debole, personaggi poco verosimili, dialoghi del tutto inverosimili.

I gialli della Vargas che abbiano i cosiddetti evangelisti come figure portanti sembrano scritti da un'altra persona. Pessimi.

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Chi è morto alzi la mano 2009-04-20 13:31:57 bucintoro
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bucintoro Opinione inserita da bucintoro    20 Aprile, 2009
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chi e' morto alzi la mano

mi e' piaciuto e anche molto, piu di altri libri della vargas. interessanti i personaggi, con le loro manie e passioni. bello sino alle ultimissime pagine, con sviluppi inattesi. brava vargas.

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Consigliato a chi ha letto...
tutto vargas
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Chi è morto alzi la mano 2009-04-02 16:32:07 ELISA E LA BETTA
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ELISA E LA BETTA Opinione inserita da ELISA E LA BETTA    02 Aprile, 2009
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I TRE EVANGELISTI

Non posso che concordare con la recensione che precede la mia. Non ci avevo mai pensato ma in questo momento riflettendoci devo davvero ammetere che l'analogia con Pennac calza proprio a Pennello...soprattutto con i tre evangelisti!

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Pennac e la "saga" dei Malaussène
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Chi è morto alzi la mano 2009-02-17 01:39:31 fabiomic75
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fabiomic75 Opinione inserita da fabiomic75    17 Febbraio, 2009
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Chi è morto alzi la mano

Questo thriller di breve lettura (250 pagine estremamente scorrevoli) fa parte di una trilogia che comprende anche "Un pò più in là sulla destra" e "Io sono il tenebroso". Protagonisti della storia sono gli "Evangelisti", tre ragazzi che devono questo soprannome ai loro nomi di battesimo, Marco, Matteo e Luca (alla francese), ed il padrino di uno di essi, i quali si trovano ad indagare sulla misteriosa scomparsa della loro vicina di casa. Si tratta della prima volta che leggo Fred Vargas e pur ammettendo che non si tratta propriamente del mio genere, consiglio la lettura a chi piace un tipo di racconto ironico, a tratti surreale e grottesco sullo stile di Pennac. Il finale riserva un tentativo di colpo di scena riuscito solo in parte.

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