Dentro l'acqua Dentro l'acqua

Dentro l'acqua

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Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell'Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l'hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n'è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine - donne "scomode", difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l'ha trascinata con sé dentro l'acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l'acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.

Recensione della Redazione QLibri

 
Dentro l'acqua 2017-05-04 15:10:59 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    04 Mag, 2017
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“Lo Stagno delle annegate”

Jules credeva di essere riuscita a lasciarsi il passato alle spalle, una volta per tutte. Non avrebbe mai pensato di dover far ritorno a Beckford per far fronte alla morte di Nel, la sorella con cui da anni non aveva alcun rapporto, rinvenuta priva di vita nel fiume. E per di più non può abbandonare Lena, la nipote quindicenne – e problematica – che, visti i rapporti pregressi con la consanguinea, non aveva ancora avuto modo di conoscere.
Tante sono le circostanze da chiarire. Nel è sempre stata un’ottima nuotatrice, il fatto che si sia buttata dal promontorio non convince, a maggior ragione in considerazione di ciò che l’ha costantemente legata a questo luogo. Ella, infatti, non solo si è sempre sentita un tutt’uno con l’acqua come se vi fosse tra lei e questo elemento un vincolo indissolubile, un richiamo irresistibile, ma è stata anche affascinata, sin dal primo momento, dal mistero che si cela dietro al canale.
Quest’ultimo, detto anche “Stagno delle annegate” è stato il palcoscenico nonché il teatro ove sono stati rinvenuti i corpi di molteplici donne morte in circostanze misteriose, presuntivamente per suicidio, di fatto anche per omicidio (basti pensare ai rituali che avevano quali protagoniste supposte streghe). Nel, a tal proposito, aveva dato avvio ad una ricerca serrata atta a risolvere il mistero, un’analisi, con tanto di foto e riprese dal promontorio, che avrebbe costituito parte integrante del libro che avrebbe di lì a poco pubblicato. Che la ricostruzione di questi decessi possa aver infastidito qualcuno? Che in realtà dietro queste morti accidentali si nasconda un assassino? La stessa Louise Whittaker sembra godere di svariati motivi per non apprezzare le parole della romanziera amatoriale, per non approvare il suo lavoro. Katie, sua figlia, non è altro, di fatto, che una delle vittime dello stagno. E la strampalata fattucchiera Nickie, a cui nessuno vuol credere per i suoi precedenti penali, cosa sa in realtà? Qual è il segreto che ciascun personaggio nasconde dietro la facciata del perbenismo? E perché Julia rinnega così tanto il suo trascorso? Cosa l’ha traumatizzata? Qual è il ruolo nella vicenda di Robbie Cannon fantasma dei tempi dell’adolescenza?
“Dentro l’acqua” segna il ritorno in libreria di Paula Hawkins autrice nota al grande pubblico per “La ragazza del treno”, successo planetario ancora oggi oggetto di discussione e acclamazione.
Con questo nuovo scritto ella ci propone un giallo piacevole, ben scritto, ma non particolarmente originale, un testo che grazie all’alternanza di più voci narranti e flash back tra ieri e oggi, riesce comunque ad invitare chi legge a proseguire nello scorrimento del volume.
Certo, lo stile è e resta quello de “La ragazza del treno”, tanto da un punto di vista narrativo, quanto proprio a causa di questo denominatore comune di voler mutare gli io parlanti, quanto grazie a questa protagonista, Julia, con un vissuto problematico e caratterizzato dal non accettarsi perché in sovrappeso, con una inclinazione all’alcool come Rachel, quanto ad uno sviluppo della trama intuibile, alla lunga.
In conclusione, “Dentro l’acqua” si presta ad una lettura rapida e non impegnativa risultando essere adatto, seppur non possa gridarsi al capolavoro, a chi ama il genere e a chi ha apprezzato l’impostazione presente nel tomo antecedente. Chi al contrario non ha stimato l’opera che ha reso celebre l’inglese, difficilmente riuscirà a gradire questo nuovo elaborato.

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si= a chi cerca un giallo non impegnativo e di facile lettura nonchè a chi ha apprezzato "La ragazza del treno"
no= a chi cerca letture di sostanza e gialli classici
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Dentro l'acqua 2017-06-08 06:21:34 cosimociraci
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cosimociraci Opinione inserita da cosimociraci    08 Giugno, 2017
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Lascia che l’acqua ti racconti la sua storia

La caratteristica che più mi rapisce di questa autrice, è come riesce a creare armonia scrivendo un romanzo, corale, composto quindi da tanti frammenti di diari. Ogni singolo pensiero si incrocia con gli altri fino a creare un quadro generale. Di solito nei romanzi gialli c'è sempre l'effetto puzzle, ma mai come in questo caso le tessere compaiono in dissolvenza frase dopo frase.

Questa alternanza di punti di vista, delinea differenti caratteristiche di ciascun personaggio. Per esempio Lena, come per tutti gli altri, si impara a conoscerla leggendo il suo punto di vista, ma il carattere che emerge a volte contrasta quando sono gli altri a parlare di lei. Questo fattore non disturba, anzi non fa altro che incrementare l'interesse per la storia stessa.

Naturalmente pian piano queste divergenze si attenuano fino a convergere verso un'unica, per quanto cruda, verità. Verità tra l'altro destinata al solo lettore che, fino alla fine, sarà l'unico ad avere un quadro completo.

Julia è il mio personaggio preferito, il rapporto con sua sorella Nel è così ordinario nel senso che, in alcuni passaggi, ricorda alcuni stupidi litigi che avevo da bambino con i miei fratelli. Proprio questo rapporto quotidiano e vero, è quello che consente ad alcune parole non dette, trasformarsi in equivoco, dall'equivoco al distacco, fino alla tragedia; passando così dall'ordinario allo straordinario.

Impossibile non fare un paragone con "La ragazza del treno" che l'ha resa celebre dal punto di vista commerciale. Rispetto a questo romanzo "La ragazza del treno" mi è sembrato più spontaneo, più passionale a differenza di "Dentro l'acqua" che, per quanto mi sia piaciuto per il suo tratto gotico, mi da l'idea di essere più studiato, più forzato specialmente nel finale. Ho avuto la forte sensazione che l'autrice abbia tentato di creare un giallo più impegnativo ma riuscendo solo a stendere una trama più articolata che nel finale non mi ha convinto del tutto.

A questo punto sono curioso di sapere se un successivo romanzo, affrontato con la stesso stile linguistico e narrativo, saprà stupirmi oppure deludermi.

"Non fidarti di una superficie troppo calma. Lascia che l’acqua ti racconti la sua storia."

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