Dove è sempre notte Dove è sempre notte

Dove è sempre notte

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Dove è sempre notte, di seguito riportiamo la trama del romanzo giallo e la presentazione dell'editore.

Una sera, dopo aver partecipato a una festa d’addio ai piani alti dell’ospedale, l’anatomopatologo Quirke scende a cercare un po’ di quiete nel proprio studio, dove scopre suo cognato, un famoso neonatologo, intento a compilare una cartella clinica. E nota, con altrettanta sorpresa, la presenza di un cadavere di cui non sapeva niente: si tratta di una giovane donna, il suo nome è Christine Falls. Quirke ancora non lo sa, ma da quel momento niente sarà più come prima. Siamo nella Dublino cattolica e perbenista degli anni Cinquanta, piena di pub dove annegare profonde solitudini. Quirke è un medico affermato, ma anche vedovo da anni di una donna della buona borghesia irlandese, e nell’alcol trova spesso rifugio. Eppure, con quella sua figura pencolante, il fascino dell’uomo vissuto e un po’ disperato, difficilmente rinuncia a chiarire le situazioni oscure: chi era Christine Falls? Che cosa ci faceva suo cognato nel reparto di Anatomia patologica, a quell’ora? E' un sofisticato giallo d'autore il nuovo romanzo di John Banville, un noir in grande stile che coinvolge una società fortemente cattolica, vincolata all'idea granitica della famiglia e perciò disposta a tutto pur di non ontaccarne la facciata. Ma è anche un romanzo capace di rievocare l'atmosfera da detective story d'altri tempi, con tutte le sue suggestioni: un investigatore per caso, spigoloso e onesto, donne eleganti e compite dell'alta società, cattiverie mascherate da buone azioni, amori inespressi e ferite difficili da rimarginare...

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Dove è sempre notte 2009-11-20 00:28:21 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    20 Novembre, 2009
Ultimo aggiornamento: 20 Novembre, 2009
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Sublime narratore

Ci sono libri dalla trama vertiginosa in cui i luoghi ed i personaggi scorrono via troppo veloci come un paesaggio osservato da un treno in corsa, alla fine anche la magari pur piacevole trama non fa presa perchè non è sostenuta da ciò che rende veramente bello un libro: i personaggi che si alzano dalle pagine e ti siedono accanto, i luoghi di cui percepisci i suoni e gli odori . Peccato che solo pochi autori sappiano scrivere così bene da farti provare queste sensazioni...John Banville è uno di questi.

La trama è abbastanza semplice e scorre via lenta ma con un perfetto meccanismo ad incastro in cui ogni tassello alla fine va al suo posto , è come spinta ad ogni pagina dai personaggi, dalla attenta analisi del loro essere che ne fa Banville . In certi momenti ti sembra di sentire tra le dita l'umido e la nebbia di Dublino tanto sono semplici ma realistiche le descrizioni.

E' vero (ogni tanto...) quanto si legge nei risvolti di copertina: leggere Banville è un fine piacere, non tanto per quello che racconta quanto per come lo fa.

Questo è un godibilissimo noir ambientato tra Dublino e Boston alla fine degli anni cinquanta, ma è soprattutto una storia di uomini e donne che perdono qualcosa della loro esistenza e fanno i conti con quanto gli resta cercando di farlo bastare a fare si che la loro si possa chiamare vita. Bello!.

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