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Follia, di seguito riportiamo la trama del romanzo giallo e la presentazione dell'editore. Le storie d'amore contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni". Inghilterra, 1959. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre, con apparente distacco, il caso clinico più perturbante che abbia incontrato nella sua carriera - la passione letale fra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra dell'ospedale, e Edgar Stark, un artista detenuto per un uxoricidio particolarmente efferato. È una vicenda cupa e tormentosa, che fin dalle prime righe esercita su di noi una malìa talmente forte da risultare quasi incomprensibile - finché lentamente non ne emergono le ragioni nascoste.

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Opinioni inserite: 47

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Follia 2014-09-09 19:30:27 irenecarmina
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irenecarmina Opinione inserita da irenecarmina    09 Settembre, 2014
Ultimo aggiornamento: 10 Settembre, 2014
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STREGATA

Magnetico, incalzante, sensuale. Follia, nel titolo italiano, è un capolavoro di magnetismo: come Edgar per Stella, la follia d'amore incolla il lettore al libro con una suspence da giallo tutta incentrata sull'erotismo malato che anima i due protagonisti e sul desiderio inconscio di essere posseduti dal veleno dolce della passione. Quando lo lessi rimasi affascinata dalla sete di lettura che ha instillato in me questo libro. Non riuscivo a smettere di leggere.
Ancora una pagina, ancora una pagina ed era notte fonda.
Questo ricordo: l'attrazione letale che ho provato, come quella di Edgar e Stella
Amore e thanatos, passione e ossessione, follia e autodistruzione.

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Follia 2014-08-23 16:56:27 FrankMoles
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FrankMoles Opinione inserita da FrankMoles    23 Agosto, 2014
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Amore e malattia

"Già l'amore" dissi. "Parliamo di questo sentimento che non riuscivi a dominare. Come lo descriveresti?". Qui Stella fece un'altra pausa. Poi, con voce stanca, riprese: "Se non lo sai non posso spiegartelo".
"Allora non si può definire? Non se ne può parlare? È una cosa che nasce, che non si può ignorare, che distrugge la vita delle persone. Ma non possiamo dire nient'altro. Esiste, e basta".
"Queste sono parole, Peter" mormorò Stella.

Già leggendo questo breve stralcio sulla fascetta alla fine del libro, si può facilmente capire da che angolazione l'amore viene trattato in questo libro. Lo psichiatra Peter Cleave ci racconta la storia di Stella Raphael, infelicemente sposata col suo collega Max (con cui ha anche un figlio, Charlie), nel più classico dei matrimoni caduti nell'abitudine e nella monotonia della quotidianità. I sensi di Stella, donna bellissima e passionale, saranno risvegliati dall'arrivo all'ospedale psichiatrico di Edgar Stark, efferato uxoricida per gelosia compulsiva. L'attrazione tra i due scatta definitivamente al ballo d'ospedale, che segnerà l'inizio di una storia d'amore e soprattutto di passione che porterà Stella a mettere a repentaglio la stabilità della vita sua e della sua famiglia, ignorando i consigli della ragione e seguendo gli istinti. Ma Edgar è malato e, quando Stella aprirà gli occhi, sarà troppo tardi per uscirne mentalmente illesa; dovrà dunque affrontare le violentissime conseguenze di questa passione vissuta senza un briciolo di razionalità. Il punto finale del libro coincide con l'anniversario di quando tutto è iniziato e ancora una volta, 365 giorni dopo, il secondo ballo d'ospedale segnerà la svolta finale, chiudendo il cerchio di questa passione distruttiva.

Un libro che scorre via velocemente, catturando l'interesse di chiunque sia appassionato alla conoscenza della psiche umana e di ciò che la può sconvolgere. Essendo filtrato dalle riflessioni e dalle parole di un narratore psichiatra, necessariamente la caratteristica principale del libro è la profonda indagine dei comportamenti e dei pensieri di ciascun personaggio. Al centro dell'analisi vi è l'amore inteso come passione che travolge i sensi e scombussola la vita di chi, come Stella, si lascia guidare dagli ardori del proprio corpo, inebriando la propria mente di un sentimento in grado di curare l'insofferenza per l'apatia del suo matrimonio. L'assenza di razionalità nel modo di vivere questo sentimento lo porta però a degenerare in follia e ossessione, al punto da giungere a dimenticare il figlio, fino ad arrivare al disprezzo per sè e per la propria vita, che sopraggiungono, inevitabilmente, nel momento in cui Edgar rivela la sua natura.
Nella contesa tra la fallacia razionale di tale passione e la forza indomabile di questa stessa, il finale sarà il trionfo dell'istinto, che appare inevitabile fin dall'inizio del libro ma che allo stesso tempo risulta inaspettato nei suoi esiti.

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Follia 2014-08-13 08:59:35 Niamh76
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Niamh76 Opinione inserita da Niamh76    13 Agosto, 2014
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FOLLIA sarebbe dire che questo è un bel libro

Questo libro l'ho letto un po' di tempo fa proprio perché molte persone me lo avevano acclamato con entusiasmo. Mi sono lasciata persuadere un po' proprio dall'entusiasmo e un po' dal tema della malattia mentale.
Ho trovato invece un feuilleton su un'ossessione puramente sessuale facendo leva sul tema della follia per trovare una giustificazione pseudo-valida.
Anche io ho trovato la storia di Stella irritante e i personaggi assolutamente algidi. Oltretutto più il romanzo procedeva, più sapevo esattamente dove sarebbe andato a parare l'autore... una prevedibilità e scontatezza al limite della decenza.

Lei che si innamora di un malato psichiatrico, lei che fugge con lui, il marito assolutamente incapace di ogni reazione degna di uomo, la suocera che la odia, la povertà in nome dell'amore.
Suvvia. Stiamo parlando di follia e sembra di vedere una telenovela.

Se volete leggere un libro vero sulla follia leggete Una stanza piena di gente.

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Follia 2014-08-12 09:44:24 Ladywild
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Ladywild Opinione inserita da Ladywild    12 Agosto, 2014
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AMORE FOLLE

Il titolo di questo romanzo è lo specchio letterale e non metaforico di quanto narrato al suo interno. E’ la storia, l’incredibile storia d’amore, di due persone fuori dal comune, accecate da emozioni contrastanti e devianti che però fanno capire quanto a volte le storie più trascinanti siano quelle che vengono vissute così, senza censure.
L’ambientazione è più che reale e la descrizione dei dettagli permette al lettore di immedesimarsi in tutto e per tutto in quel che legge.

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Follia 2013-10-29 18:19:21 Monika
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Monika Opinione inserita da Monika    29 Ottobre, 2013
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Quando l' Amore diventa una 'malattia'

Capire chi è il vero folle in questo romanzo è un' impresa ardua. Credo che il titolo 'Follia' sia inteso in generale. Senza alcun dubbio un bellissimo libro, ben strutturato. Ho provato un astio immediato nei confronti di Stella, la protagonista,egoista e crudele, sfociato in odio nel momento un cui non impedisce la morte del figlio. Il suo menefreghismo dopo la tragedia mi ha provocato una rabbia indescrivibile. Lo psicoterapeuta, (voce narrante), mi ha lasciato perplessa, non mi sarei aspettata che il suo comportamento alla fine risultasse così ambiguo. Il finale è stato come è giusto doveva essere.

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Follia 2013-08-21 08:14:32 dani79
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dani79 Opinione inserita da dani79    21 Agosto, 2013
Ultimo aggiornamento: 21 Agosto, 2013
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Asylum

Le pennellate vigorose, cupe e melodrammatiche di Pierre Soulages sulla copertina dell'ultima edizione di "Follia" sono la più fedele rappresentazione delle impalcature mentali di Stella, protagonista di questo romanzo psicologico dell'universalmente osannato McGrath.
Stella, bella nell'aspetto, moglie di psichiatra criminale e madre di un bimbo di appena dieci anni, è incardinata nei ranghi di un'esistenza in apparenza risolta quando, nella calda estate del 1959, decide di rompere gli argini dell'ordinarietà. E lo fa nel modo più sconvolgente. Ingaggia una relazione passionale di natura ossessiva con un criminale uxoricida, Edgar Stark, uomo intelligente, astuto, dalla "vitalità animale", stimato scultore, completamente schiavo della sua arte e della sua follia.
Il marito di Stella, Max Raphael, uomo votato alla carriera e dalla madre ingombrante, è il vicedirettore della struttura manicomiale inglese che ospita Stark. A narrare le drammatiche e distruttive vicende della protagonista, distorta paladina della libertà di scelta, è la benevola voce di Peter Cleave, anch'egli psichiatra nel medesimo ospedale, che segue personalmente Stark ("era uno dei miei" ripete più volte nel corso della narrazione).
L'ambientazione scelta da MacGrath è austera come solo può esserlo una struttura manicomiale criminale costruita seguendo le lineari regole architettoniche vittoriane, "un'architettura morale, che esprime regolarità, disciplina e organizzazione". È contro questa pulizia di luoghi e di intenti, contro l'asfissiante disciplina sociale che Stella decide di stagliarsi in favore del disordine, dell'emotività esasperata, dell'azzardo e perfino dell'anaffettività. La moglie e madre decide di non brillare di luce riflessa, ma di far onore al suo nome, Stella appunto, e splendere di una propria torbida lucidità.
E allora sceglie la sua temeraria ossessione anche a costo di subirne lo squallore:
"basta stare in un lurido buco e guardarsi allo specchio per vedere qualcosa di altrettanto lurido, e cominciare a comportarsi di conseguenza."
"Follia", il cui titolo originale è "Asylum", termine ambivalente (rifugio e manicomio) e dalla sonorità inquietante, è un romanzo a strati, in cui i ruoli si capovolgono, in cui la voce del forte si fa flebile e il debole mostra un vigore inaspettato e in cui persino la voce narrante procede quietamente come un corso d'acqua sotterraneo per poi riemergere in superficie con sconvolgente e propulsiva ambiguità. E così l' incipit, in apparenza banale, "le storie d'amore catastrofiche contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni" assume man mano che gli eventi ci vengono mostrati, attraverso lo sguardo a volte "svagato" di Peter Cleave, una pregnanza tutta nuova.
Lo stile di MacGrath è sicuramente accattivante. La costruzione del personaggio di Stella quale campione di ostinazione, se si riesce a porre resistenza alla naturale forza ammaliatrice di MacGrath, viene fuori nitidamente così come le considerazioni del lettore su sentimenti, famiglie e loro simulacri, vite a-normali o folli, e sulla psichiatria, guest star del libro.
Una buona lettura. Da consigliare, indubbiamente.

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Follia 2013-08-12 09:19:39 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    12 Agosto, 2013
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Storia di ordinaria follia

Dire follia è come dire pazzia, tutto è follia quando non è omologato nei canoni prettamente riconosciuti come elementi raziocinanti dal pensiero dell’uomo, tutto è pazzia se non rientra nel contesto ordinato delle cose…è folle chi non si da un contegno.
La storia si svolge in un manicomio criminale inglese nel 1959. Il perfetto follow up della malattia mentale è stato assolto dr McGrath! Clinicamente ci siamo.

Follia è un romanzo ben congegnato,ben strutturato e ben definito. La malattia mentale è descritta in maniera impeccabile, il comportamento deviato dei protagonisti non fa una piega sul decorso degli eventi fino al prevedibile epilogo finale.

McGrath è uno scrittore che mastica psichiatria come Dan Brown decodifica e smanetta numeri e segni ed è chiaro che l’esperienza nelle conoscenze e la geniale attitudine a forgiare argomenti “particolari” porta alle creazione di opere che a primo impatto sembrano perfetti vademecum per dare motivazioni scientificamente corretti a determinati accadimenti e alla loro evoluzione.

“La psichiatria attrae chi ha il terrore di diventare pazzo.”

Avrei molte cose da dire su quello che non mi ha convinto sul caso clinico, ma farei molti spoiler….
Del libro salvo l’amore romanzato, che stuzzica e infastidisce, che fagocita il lettore nell’abisso dell’amore folle, questo è il caso di dire “impazzire” d’amore.

"Già, l'amore" dissi. "Parliamo di questo sentimento che non riuscivi a dominare. Come lo descriveresti?". Qui Stella fece un'altra pausa. Poi, con voce stanca, riprese: "Se non lo sai non posso spiegartelo".
"Allora non si può definire? Non se ne può parlare? E' una cosa che nasce, che non si può ignorare, che distrugge la vita delle persone. Ma non possiamo dire nient'altro. Esiste, e basta"

Edgar non è di certo l’unico deviato di questa storia, Stella si ammala sotto gli occhi di tutti divenendo un istrione senza sfinteri mentali, Max uno psichiatra sempliciotto e ingenuo e Peter Cleeve voce narrante e psichiatra che assiste quasi con occhio impersonale, asettico e voyeuristico tutta la tresca dall’inizio concedendosi a cedimenti e decisioni quasi frettolosi che avrebbero stupito di più se avesse scavato e messo a nudo il vero animo di tutti i personaggi compreso il suo.

“E in ogni caso io sono un medico, non ho nulla da rimproverare a chi si ammala. E come potrei rimproverare a te di esserti innamorata?”

Anche questo è amore!
L’amore morboso, l’amore molesto, l’amore sessualmente compulsivo, l’amore che non conosce ragione e vince su tutto, velando e annullando l’amore di una madre verso un figlio…infatti stiamo parlando di pura follia, circoscritta in un manicomio criminale poco lontano da Londra.

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-Esercizi sulla madre
di Luigi Romolo Carrino
-I cariolanti di Sacha Naspini
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Follia 2013-08-08 08:27:45 marika_pasqualini
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marika_pasqualini Opinione inserita da marika_pasqualini    08 Agosto, 2013
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amore malato

oddio che libro. sembra di leggere la vita di tante persone. è molto reale, scritto semplicemente per essere chiaro a tutti che non servono grandi paroloni ma la trama in sè è quella importante (in questo libro!). storia di una vita sull'orlo del baratro, al confine tra finzione, realtà e passione. non ci sono parole semplici per descrivere questo libro. è un mix di amore, follia, vita vera, menzogna. oh, è proprio come noi lo vogliamo!

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Follia 2013-05-25 16:28:17 giacomo
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Opinione inserita da giacomo    25 Mag, 2013
Ultimo aggiornamento: 26 Mag, 2013

Vita!

E' un romanzo che va letto attentamente, quasi a ritornare indietro, al passaggio precedente. Profondo per le sue vaste tematiche. Amore, follia-cosciente, intrigo, e il propinarsi continuo della voluta evasione dal mondo reale. Il potersi rifugiare in quello che sono i nostri sogni, i nostri drammi esistenziali intrisi da mille paure e da tanti dubbi. In questo scritto tutto è attuale e fuori dagli schemi! Sembrerebbe un romanzo irreale... dove il raziocinio esula, e lascia posto all'atteggiamento primitivo e selvaggio della fuga dalla realtà. Da quella realtà che stretta stretta ci accompagna, e che invece vorrebbe rompere argini, indugi e barriere insormontabili.

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Da leggere con molta attenzione!
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Follia 2013-05-12 08:18:23 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    12 Mag, 2013
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Elpilogo n. 13 - Potere dell'analisi

Quest’opera mi ha catturato perché descrive perfettamente l’evoluzione di un sentimento estremo: nasce con sorpresa, si insinua nei tessuti del corpo e della mente, si radica in una passione che lievita, diviene ossessione, trasgressione, autodistruzione.
Siamo in Inghilterra e corre l’anno 1959. In un tetro manicomio criminale uno psichiatra illustra il climax di un caso clinico, che ha visto Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra dell'ospedale, innamorarsi di Edgar Stark, un artista detenuto nella clinica a causa di un feroce uxoricidio. In un primo tempo, la storia procede attraverso sotterfugi e incontri clandestini.
Stella intuisce il pericolo, ciononostante non esita a distruggere il suo matrimonio e la sua vita familiare. Perché non riesce a contrastare l’esplodere di una passione che innanzitutto è attrazione fisica e sessuale, talmente magnetica da sconfinare nella mania. Talmente potente da far precipitare chi la vive nel baratro della follia, passando attraverso una serie di disavventure e disgrazie.
La narrazione è molto efficace, condotta com’è dal punto di vista dell’analista, che narra in modo piuttosto impersonale il precipitare degli eventi. Nella razionalità dell’esposizione, il colpo di coda finale, che l’autore magistralmente riserva, giunge beffardo sul lettore come il morso di una serpe.

Bruno Elpis

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Il sosia di Dostoevskij
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Follia 2013-04-02 16:27:12 beddasicula
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beddasicula Opinione inserita da beddasicula    02 Aprile, 2013
Ultimo aggiornamento: 02 Aprile, 2013
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Quando un amore è malato

L'amore "malato" di Stella, ti coinvolge e ti turba.... Stella è la tipica donna dei nostri giorni insoddisfatta del proprio matrimonio, di una vita che forse tutti invidierebbero per l'agio, ma forse è proprio questo che la spingerà a farsi travolgere da una passione fisica quasi brutale verso un uomo che non è altro che un paziente dell'istituto psichiatrico dove lavora il proprio marito.
La lussuria di ciò che è sbagliato desiderare, il rischio di essere scoperti, o di diventare lei stessa VITTIMA del proprio amore clandestino, la trascineranno in un oblio e in un declino irreversibile.
Scorrevole e piacevole nella lettura, questo romanzo vi porterà in un' analisi introspettiva di un amore malato, nella perdita della coscienza di ciò che è importante, ossia la famiglia, è un libro che metterà in discussione la capacità distruttiva che in certi casi e per certi aspetti l'amore può indurre a fare.....perdendo la consapevolezza di ciò che siamo, ciò che diventeremo e la terra bruciata che ci girerà intorno.....Drammatico e coinvolgente è una storia intricata di vite che sembrerebbero parallele ma che invece si intrecciano come fili di una ragnatela dalla quale non si può rimanere vivi.

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Follia 2013-03-19 13:01:57 Marta*
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Marta* Opinione inserita da Marta*    19 Marzo, 2013
Ultimo aggiornamento: 19 Marzo, 2013
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Avvincente

Uno dei libri più belli che abbia mai letto!!!!!
Questo romanzo mi ha turbato positivamente, si tratta di uno di quei libri che rimangono nella mente anche mentre non stai leggendo.
Il titolo originale è "Asylum". Questo è spiegato dal fatto che lo scrittore trascorre gran parte della sua infanzia nel manicomio criminale di Broadmoor, sede di lavoro del padre, respirando l'atmosfera oscura di un ambiente grondante malattia e sofferenza.
Il romanzo narra la storia d'amore tra Stella, bellissima moglie di uno psichiatra del manicomio, ed Edgar un artista uxoricida. Nonostante la vita della donna sembri perfetta, non è una moglie soddisfatta, è delusa dalla vita grama che svolge e mal si adatta alla vita all'interno dell'ospedale psichiatrico e al ruolo di moglie; depressa per la monotonia delle sue giornate e trascurata dal marito troppo preso dal suo lavoro e dai suoi pazienti, incontra l'artista Edgar, rinchiuso nel manicomio, accusato di aver massacrato la moglie per una folle ed ingiustificata gelosia.
Stella se ne innamora perdutamente, non può evitare di provare per lui una fortissima attrazione sessuale alla quale cede andando incontro ad una serie di rischi. Con l'andare del tempo diventa del tutto dipendente dal suo amante al punto tale di fuggire con lui a Londra lasciando tutto e tutti, compreso suo figlio Charlie. Da qui cominciano una serie di vicissitudini molto avvincenti e che non vi sto a raccontare per non rovinare il finale del libro.
Basta dirvi che l'ho letto in pochissime ore!!!!!
All'inizio per Stella si prova compassione perché appare come una donna fortemente depressa e fragile. Questo sentimento lascia il posto alla rabbia e alla disapprovazione quando questa donna abbandona il figlio per seguire il suo grande amore.
Si prova anche un sentimento di pena per Max, il marito abbandonato; questo personaggio suscita sentimenti contrastanti: senza dubbio è la vittima sentimentale e professionale di questa donna malata ma è anche il carnefice di se stesso proprio perché, nonostante faccia lo psichiatra, non riesce a capire la moglie che gli manda messaggi di aiuto prima di lasciarsi del tutto travolgere dall'amore per Edgar.
Il romanzo è narrato in prima persona da Peter Cleave, amico della coppia e psichiatra dell'ospedale. Questo è un personaggio che avrà un ruolo chiave nel libro, all'inizio è in ombra ma poi sboccerà fino ad avere un ruolo primario.
Ho amato questo libro fin dalle prime righe perché descrive l'amore in tutte le sue sfaccettature: l'amore folle, l'amore incondizionato, l'amore malato, l'amore drammatico.
Quando ci si innamora, ci si lascia travolgere da un sentimento che non si può frenare. Arriva inaspettato e ci rapisce portandoci in luoghi della mente di cui non immaginavamo nemmeno l'esistenza. Non possiamo fare altro che seguirlo, assecondarlo.

"Già,l'amore. Come lo descriveresti? Non si può definire,non se ne può parlare. é una cosa che nasce,che non si può ignorare. Non possiamo dire nient'altro. Esiste, e basta." (Patrick McGrath)

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Follia 2013-01-27 14:42:37 Mario Inisi
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Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    27 Gennaio, 2013
Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio, 2013
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Follia

La storia è appassionante però il tono è un po' omogeneo e certi momenti particolarmente drammatici o la parte finale sembrano sbrigati troppo frettolosamente. Forse potevano essere scritti con un po' più partecipazione, magari minima, vista l'amicizia tra l'io narrante e la coppia. Sembra che lo scrittore abbia paura di suscitare emozioni nel lettore riguardo all'evento più tragico; ci tiene fin troppo a lasciare intatto il tono distaccato del medico il cui unico interesse è quello dello scienziato. Qualche eccezione in un paio di punti avrebbero giovato alla storia. Comunque è un bel libro, pieno di suspense e scritto come fosse l'esposizione di un caso clinico. Io trovo però la scena del lago e la reazione della madre, soprattutto i giorni dopo, poco verosimile nonostante l'autore avesse posto nelle pagine precedenti tutte le premesse a quella reazione. (Forse è da quella che nasce il titolo del libro?)
E la proposta dello psichiatra la trovo poco professionale e poco umana (il medico non si scomoda nemmeno a togliere alla donna che giudica molto interessata al sesso i dubbi sulla propria omosessualità). Una proposta simile giustifica in un certo senso il finale. Pone dei dubbi su chi sia il folle tra tutti: il marito incapace di mostrare sentimenti (ammesso che li provi), l'io narrante che sembra piuttosto simile al marito (non parla mai esplicitamente di sentimenti). Le due persone squilibrate sono le meno anaffettive ma questo credo che cozzi con tutte le teorie psichiatriche a quanto ne so.
La storia tra i due pazzi è infatti una ossessione, una storia di sesso con tanti tratti patologici ma anche con caratteri di affettività che mancano alle cosiddette relazioni normali. Anzi in certi momenti gli aspetti sentimentali diventano particolarmente importanti. Nel finale sembra quasi che l'autore scavalcando l'io narrante, che non è poi così onnisciente,insinui il dubbio di un filo conduttore o di una relazione che trascenda la capacità medica di comprendere. Qualcosa al di là o forse anche al di sopra della normalità? Tutto sommato la follia è considerata con un pizzico di quell'ammirazione e di sfuggita di quell'idealizzazione che oltrepassa l'orrore e che possono permettersi solo gli spettatori esterni (come il figlio di uno psichiatra).

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Follia 2013-01-18 14:28:42 adelaide
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adelaide Opinione inserita da adelaide    18 Gennaio, 2013
Ultimo aggiornamento: 10 Settembre, 2014
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se questa non è follia

non avevo mai letto niente di questo autore e non ho potuto non esserne rapita. la trama incalza, le parole vanno una dietro l'altra, cosi' come le pagine. un dotttore, la voce narrante, un flashback lungo un libro che non annoia mai. la follia della protagonista e del suo folle amore - adulterio. la follia di una passione in cui ci riconosceremo. e quel finale, quel finale che vale tutte le pagine lette. scusatemi non mi sento di dire niente della trama. non ne vale la pena. leggetelo, e capirete.

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Follia 2013-01-09 15:53:54 Simona
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Opinione inserita da Simona    09 Gennaio, 2013

Uno stile che rapisce

Quando ho acquistato questo libro, ero andata in libreria con lo scopo di cercare uno di quegli adorabili libri con le pagine di cartone spesse 1 centimetro da regalare al mio nipotino; a missione compiuta, ho dato una rapida occhiata ai saggi prima di andar via e nel mucchio, fuori posto come ad auto-imputarsi una valenza saggistica, “Follia” di McGrath ha immancabilmente attirato la mia attenzione.
Di solito più che comprare libri, preferisco “adottarne” qualcuno in biblioteca, ma stavolta ho fatto un’eccezione, quasi avessi paura a lasciarlo lì tutto solo in mezzo ai suoi pretenziosi cugini Saggi.
Ebbene, quando è l’istinto a parlare di solito vale la pena di ascoltarlo.
La trama si sviluppa in un intreccio narrativo che più che sorprendere colpendo alle spalle dopo un incipit in sordina, come forse mi aspettavo, mi ha accompagnata tenendomi per mano nello snodarsi di eventi tanto tragici quanto ovvi e inesorabili.
L’atto di svolgimento di avvenimenti drammatici è sbrigato in poche essenziali battute, mentre l’attenzione spasmodica dell’autore è tutta rivolta alla fitta rete dei retroscena, che giustificano l’inevitabilità di quanto accade, tirando fuori il lettore dalla sua solita nicchia del “ma chi se lo aspettava?!” e privandolo della possibilità (di consueto offerta su un piatto d’argento) di identificarsi e poi “soffrire” con i protagonisti, inserendolo viceversa gradualmente e sapientemente nella lucida prospettiva dell’interpretazione psichiatrica.
Tuttavia a poco a poco tale lucidità lascia intravedere qualche falla che apre al lettore una strada interpretativa indipendente, inducendo a mettere in dubbio l’oggettività della voce narrante; così ci si trova come in un gioco di specchi a improvvisare un proprio tentativo di psicanalisi di chi scrive, in un cambio repentino e disarmante di prospettive.
Qualche parola sullo stile: scorrevole e trascinante come un fiume in piena, mai barocco, sempre coinvolgente nella sua linearità; l’assenza dei consueti fronzoli non concede distrazioni al lettore, e a mio avviso sono questi gli strumenti che permettono a McGrath di avvolgerci tutti con sé nel perverso e soffocante manto di un amore folle.

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Oliver Sacks
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Follia 2012-11-29 13:59:36 Yoshi
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Yoshi Opinione inserita da Yoshi    29 Novembre, 2012
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crescente follia..

Cosa succede quando una donna, moglie di uno psichiatra, futuro direttore del manicomio, benestante e facente parte dell'alta società, si innamora di un paziente che ha ucciso sua moglie in un atto paranoico?
Succede che tutto degenera alla follia.

Mcgrath mi deve ancora deludere e con questo libro mi ha conquistata.
Scritto benissimo e scorrevole, le pagine si sfogliano che è un piacere.
Suscita curiosità dall'inizio alla fine e appena decidi di chiudere il libro per poterti riposare, ecco che capita qualcosa che ti fa cambiare idea.
E' un libro un po crudo, dove l'amore ossessivo e paranoico arriva a livelli inimmaginabili.
Dove la morte di un caro viene surclassata dall'assenza dell'amore perduto.
Un crescere di ansia, erotismo velato delle cose sottointese e non scritte, caduta lenta verso l'oblio, il buio e i meccanismi irrazionali dell'anima.
I personaggi sono ben definiti tanto che ho trovato facile immedesimarmi e capire la scena dai vari punti di vista.
Come ha detto qualcuno prima di me, difficile da digerire perchè si parla di un amore malato, un amore estremo, un amore in cui niente ha confine, non ha un'etica ne spiegazione.
Credo che lo consiglierei a chi volesse addentrarsi nell'oscurità della psiche e provare angoscia per le cose che Mcgrath non si ferma a spiegare ma che lascia in sospeso.

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lo consiglio a chi ha letto "Grottesco" e gli è piaciuto!
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Follia 2012-09-21 13:12:36 MATIK
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MATIK Opinione inserita da MATIK    21 Settembre, 2012
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Follia.

L'amore che porta alla FOLLIA!
Stella, bella e affascinante, è la moglie di Max lo psichiatra di un manicomio, trascurata ed infelice si innamora di Edgar un uomo internato per aver ucciso la moglie.
Un romanzo forte, deciso, che ci racconta delle debolezze dei vari personaggi che popolano il libro delle loro sofferenze, desideri, passioni, eccentricità, tutto ruota intorno alla figura di Stella una donna che inganna tutto e tutti e che vive tutto l'amore e l'odio nel più profondo di sé stessa, annientando anche il sentimento per il proprio figlio, rasentando la FOLLIA.
Consiglio vivamente di leggerlo, particolare e potente!

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Per chi ama i bei libri.
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Follia 2012-08-21 13:51:50 GLICINE
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GLICINE Opinione inserita da GLICINE    21 Agosto, 2012
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FOLLIA E' AMORE?

Mc Grath non mi ha delusa nemmeno questa volta.
E’ un libro difficile da digerire, oserei dire scomodo, impegna il lettore ad una riflessione profonda, utile per una completa definizione dei personaggi,ma utile anche per la vita; eh già! Proprio così, dal canto mio l’autore ha la capacità di sondare profondamente i recessi della mente umana, tanto da riuscire a fare leva anche su piccole o grandi nostre caratteristiche, legate ai sentimenti, al rapportarsi in famiglia….
Dipinge una coppia come tante, della medio, alta borghesia con un figlio di 10 anni, un marito che come professione fa lo psichiatra criminale ed una moglie che lo segue nel suo nuovo trasferimento, indice di un prossimo ruolo professionale più importante.
Il rapporto tra i due è germogliato, ma dopo anni di convivenza si è avvizzito e stabilizzato su una sorta di convivenza e quotidianità pacifica e piatta. Nessuno si aspetta sorprese dall’altro,lui, Max Raphael ,uomo dedito al lavoro, silenzioso,malinconico, molto dipendente ancora dalla figura materna,che risulta essere ingombrante ed invadente anche per il potere che esercita economicamente sulla famiglia del figlio; lei, Stella Raphael,donna intelligente, posata, molto bella, che incarna perfettamente il ruolo di moglie e padrona di casa, che ha però dentro sé una grande solitudine e frustrazione che non la rendono una donna appagata; l’altro, Edgar Stark paziente della Clinica uxoricida e artista di aspetto imponente, istintivo, quasi animalesco, che in regime di semilibertà Max ingaggia per la rimessa a nuovo della serra.
E’ in questo frangente che i due si conoscono, si studiano, si annusano mi verrebbe da dire, e crudo e spietato scoppia un sentimento forte e distruttivo che Stella definisce amore.
La storia è narrata da Peter Cleave, maturo psichiatra della Clinica che ha in cura Edgar e frequenta assiduamente la coppia Max-Stella, in amicizia… Una sorta di burattinaio, o anche di un entomologo che viene informato della frequentazione tra paziente e moglie del Collega, ma non interviene, si nutre quasi di questa storia con curiosità e aspettativa, commettendo gravissimi errori di valutazione che porteranno ad un epilogo inaspettato e duro da accettare anche per lui stesso.
Questo libro parla di amore? Amore tra coniugi, tra amanti, filiale, sicuramente sì; parla anche della possibilità che questo sentimento forte e puro possa assumere connotazioni malate quali l’ossessione e la vera patologia.
E’ un libro che parla di follia? Anche….
La domanda forse più esatta è dove rimane il confine tra le due. O forse dovrei citare un testo di una canzone di Povia che dice testualmente: “ Evviva i pazzi che hanno capito cos’è l’amore.”
Riflettete anche voi…….

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Follia 2012-08-09 10:03:15 Solaria 51
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Solaria 51 Opinione inserita da Solaria 51    09 Agosto, 2012
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Razionalità della follia

Follia di Patrick McGrath


Già dalle prime pagine si entra in un atmosfera drammatica, si è avvolti da un impalpabile tragicità. La storia si svolge all’interno di un ospedale psichiatrico, dove risiedono, in una casa distaccata dall’ospedale, i coniugi Max e Stella Raphael insieme al loro figlio Charlie. I due coniugi vivono un rapporto pieno di difficoltà e di frustrazioni. Al carattere debole di Max si contrappone quello ossessivo di sua moglie. Stella si sente una donna trascurata e inoltre vivere in quel posto lontano da Londra la rende depressa. In ospedale è ricoverato Edgar Stark, scultore uxoricida che grazie alla semilibertà all’interno dell’ospedale, si propone di ristrutturare la serra della casa dei Raphael. Qui avviene la conoscenza tra Edgar e Stella dove nasce l’infatuazione sessuale e amorosa e per Stella, che viveva da una lunga negazione nel rapporto matrimoniale, è stato facile cadere in una storia passionale il cui sviluppo porterà alla distruzione di quattro persone. Quando Edgar riesce ad evadere dall’ospedale, Stella decide di abbandonare la famiglia per unirsi a lui dove il susseguirsi di avvenimenti sconcertanti la convincono, in un barlume di coscienza, a lasciarlo per tornare a casa, stanca ed esausta. Stella era stata messa in guardia, dalla personalità violenta di Edgar, ma lei era riuscita ad avvolgere in una nebbia questo aspetto perché desiderava l’altro Edgar: forte, passionale, uno spirito libero. Il ritorno a casa, non fu assolutamente positivo; il marito venne licenziato dall’ospedale e tutti i presupposti di diventare direttore caddero e la sua carriera prese una discesa fallimentare; accettò, come semplice psichiatra un posto in un ospedale nel nord del Galles. Qui si consumò la tragedia, con la morte del figlio Charlie, morte che venne imputata alla madre che subì le conseguenze successive con il ricovero nello stesso ospedale, dove era nata la tragedia, sotto le cure del dott Cleave Peter. L’ultimo atto di questo dramma, con la complicità involontaria del dott Cleave, avvenuta durante un colloquio terapeutico, ebbe termine dopo la sera del ballo che annualmente si teneva in ospedale; Stella si era preparata da diversi giorni a porre fine alla sua vita ingerendo dei forti barbiturici.
Patrick McGrath, in questo suo romanzo, è riuscito a penetrare nelle zone più nascoste della psiche umana; mi ha sconvolto e appassionato.
Ho trovato fantastico lo stile, non mi era capitato di leggere un romanzo in cui lo scrittore utilizza contemporaneamente sia la prima che la terza persona.
Soldi spesi bene per questo libro!!!


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Follia 2012-07-10 10:53:42 Viola03
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Viola03 Opinione inserita da Viola03    10 Luglio, 2012
Ultimo aggiornamento: 10 Luglio, 2012
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"Follia"

La nostra mente è un balcone aperto sul mondo, o uno sgabuzzino fatiscente. Può diventare uno strumento verso l’ampliamento di noi stessi o una gabbia nella quale possiamo chiuderci fino a morire.
Questo è quello che ho pensato chiudendo questo romanzo.
La sensazione che questa storia mi ha lasciato rimasta è ambigua, cupa, nerastra.

Stella Raphael è la moglie del vicedirettore di un manicomio criminale inglese.
Le calde giornate estive trascorrono lente, come la sua vita, un po’ vuota un po’ spenta.
Lì, nel giardino della sua casa, a ristrutturare la serra c’è Edgar Stark, un detenuto in semi-libertà, scultore ed uxoricida.
Lei lo vede, lo sente, gli si avvicina attratta come una falena dal fuoco.
Diventano amanti, complici.
Quando Edgar fugge dal manicomio, lei abbandona tutto, figlio, marito e casa, per raggiungerlo in un decadente magazzino londinese.
Qui, nella miseria delle pareti che la circondano, Stella si accorge per la prima volta della malattia di Edgar, delle sue fissazioni, le sue paranoie. Lui la maltratta, la picchia, lei scappa da lui, ma mai, neanche un momento, lo rinnega.
In un susseguirsi di vicende nefaste, Stella vortica sempre più tenacemente e sempre più silenziosamente nel vortice della follia, sino ad un finale che è l’apice dell’espressione della malattia che la sta mangiando.

Se questa a grandi linee è la storia, ciò che mi ha suscitato questo romanzo richiederebbe pagine e pagine per essere spiegato. Sin dal principio, quando capisco che a narrare le vicende è Peter, lo psichiatra che poi avrà in cura Stella, mi sento estranea, sensazione che permane allo scorrere delle pagine.
Stella non mi ispira compassione, né comprensione. Stella mi irrita.
Edgar Stark non ha alcun fascino, i loro incontri sessuali non hanno acceso il minimo barlume di eccitazione nella mia testa, non mi hanno fatto pensare neanche per un secondo ad una coppia di amanti disperati.
I personaggi che li contornano sono anch’essi privi di caratteristiche positive: il marito è debole, la suocera meschina; anche le altre figure che compaiono nel corso della narrazione mancano di una struttura forte, sono fantasmi, fragili.
La totale assenza di aspetti positivi è, a mio avviso una scelta dell’autore per impedirci di avere punti fermi, di appigliarci. Lui ci vuole trascinare lentamente ed inesorabilmente nello stesso burrone che inghiotte Stella, vuole farci vedere come il buio della mente possa essere capace di rendere buio tutto ciò che lo circonda.

Perché questa non è una storia d’amore, né impossibile né folle. Questo è un caso clinico, quello della follia di Stella Raphael.
Peter racconta un pensiero di Stella: “Ma quello che aveva davanti non era lui. Era un altro. A meno che l’uomo del giardino non se lo fosse inventato lei a misura dei propri bisogni.”
La mente folle di Stella per qualche motivo si costruisce una gabbia, che ha la faccia, il corpo, le labbra di Edgar Stark; ci si chiude dentro e ci si lascia prosciugare.

Un libro consigliato per la capacità di fagocitare in una storia difficile, buia, che lascia storditi, affaticati, forse infastiditi, ma che, ponendoci da un punto di vista razionale, va in realtà a stuzzicare proprio quegli angoli della nostra mente dove la razionalità si perde.

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Follia 2012-07-02 13:43:26 rivendell
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rivendell Opinione inserita da rivendell    02 Luglio, 2012
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Cos'è la follia?

Aprite questo libro e addentratevi in una lunga seduta psichiatrica, il paziente si chiama Stella e, per ironia della sorte, è la moglie di uno psichiatra.
Lei e il marito vanno a vivere all'interno di un manicomio criminale, l'interesse principale di lui è la carriera, lei è la classica moglie trascurata che non ha altro da fare se non badare alla casa e al figlio.
Stella non è entusiasta di questa vita, non lo è per niente, ha bisogno di qualcosa, o di qualcuno, che la faccia sentire viva.
Quel qualcuno un giorno arriva, in veste di manutentore della serra, ma non è una persona qualunque.
Lui è Edgar Stark, rinchiuso nel manicomio per aver ucciso in modo brutale la moglie, ma questo a Stella non interessa, lei è affascinata da lui, ed è ricambiata.
Dalle occhiate al sesso il passaggio è breve, ma la domanda principale è: "Perchè Stella, pur sapendo chi è Edgar e quanto sia pericoloso, se ne innamora?"
L'amore è cieco, ma forse, in questo caso, bisognerebbe definirlo folle!
L'ossessione di Stella per Edgar trascinerà lei e la sua famiglia in una serie di eventi con un finale....(vorrei evitare di essere accusato di spoiler quindi lascio dei semplici puntini di sospensione)
Questa è la storia, a grandi linee, narrata da uno psichiatra che aveva preso in cura Stella, lei è un caso molto interessante per il suo lavoro.
Lungo tutto il romanzo la pazzia di Stella passa dall'ossessione sessuale per un folle criminale fino ad una lucida follia.
Il problema principale per lei è l'ossessione sessuale per Edgar, probabilmente generata da un'intesa inesistente nel letto coniugale.
Il fatto che il marito la trascuri potrebbe rendere comprensibile il suo tradimento, potrebbe quasi giustificarlo, se non fosse che l'amante è un pazzo criminale!
Successivamente lei si concede anche ad altri uomini, come se avesse bisogno di dimostrare al mondo, e soprattutto a se stessa, di essere una donna desiderabile e, al tempo stesso, far del male al marito come in una sorta di vendetta.
-Tu mi hai sempre trascurata e io vado a letto con chiunque ci provi-
I suoi rapporti sessuali sembrano però avere un comune denominatore: lei non decide mai niente, è sempre passiva ed accetta qualunque amante.
Personalmente il libro non mi è piaciuto molto, forse è più adatto ad uno psichiatra quale io non sono.
La storia di Stella, le sue follie, i suoi comportamenti al limite dell'irritante, il marito senza spina dorsale, la suocera che disprezza il figlio e la nuora, lo psichiatra narrante e gli altri personaggi di contorno non mi hanno dato emozioni di nessun tipo.
Forse non avevo lo stato d'animo giusto, forse non l'ho capito, ma questo è quello che penso.
Viste e considerate le ottime recensioni precedenti mi preparo alla crocifissione e ad una pletora di pollici versi.
Grazie

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Follia 2012-04-23 07:45:17 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    23 Aprile, 2012
Ultimo aggiornamento: 23 Aprile, 2012
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FOLLIA VS DEPRESSIONE

Due righe di biografia dell’autore in premessa, perche’ dopo un centinaio di pagine ho sentito la necessita’ di capire la genesi di questo scrittore, capire se effettivamente McGrath potesse avere a che fare con la psichiatria. Ed infatti :
Patrick McGrath e’ uno scrittore inglese. Il padre lavorava come psichiatra nel manicomio criminale di Broadmoor, dove il giovane Patrick passa gran parte della propria infanzia. Nel 1971 si trasferisce in Canada per lavorare nell'ospedale di Oakridge. Malgrado però i desideri del padre, McGrath non prende la strada della psichiatria, preferendogli quella della letteratura.

E’ un libro molto mentale.
Credevo fosse passionale, invece no. L’ho trovato molto cerebrale, piacevolmente psichiatrico.
L’io narrante e’ Peter, primario di psichiatria in un manicomio criminale, siamo nell’anno 1959.
E’ lui con il suo tono distaccato, che ci racconta l’evolversi della storia che ha riempito ed oscurato la vita di Stella, moglie di un collega psichiatra e di Edgar, suo paziente, ricoverato nel manicomio in seguito all’omicidio della moglie.
Forse qualcuno ha trovato o trovera’ gli estremi di una passione amorosa in questa vicenda.
Io no.
Io ho trovato solo una cupa infatuazione sessuale ossessiva e soffocante.
Generata dalla follia clinica di Edgard da un lato e dalla noia di una moglie insoddisfatta e depressa dall’altro.
Forse scaturita e governata dalla voglia di emergere, di sentirsi addosso il calore della vita correndo sul filo tagliente del rischio, dell’indomabile necessita’ di osare e di lasciarsi travolgere dagli eventi.
Qualsiasi sia il costo.
Questa non e’ una storia d’amore a mio avviso, e’ una storia di malattia mentale, di privazione, di sofferenza, di ingiustizia , di plagio, di passione incontrollabile, del grigio dell’anima e del grigio della mente riflesse nel grigio del cielo alla periferia di Londra.
Questo e’ un dramma. Da qualsiasi angolatura io lo osservi. Un dramma.
Ho provato una forte antipatia nei confronti di Stella fin dalle prime pagine e forse solo quando l’ho vista indossare il suo abito da sposa nero ho riscontrato un po’ di coerenza in questa donna.
Ma al di là delle mie simpatie o antipatie personali, non posso negare sia un bellissimo romanzo, un ritmo incalzante, senza un momento di tregua.
Eccellente la penna dell’autore, dà esattamente la sensazione di essere spettatore di una seduta psichiatrica, non dice mai una parola di troppo, ogni indizio sapientemente occultato o moderatamente esposto senza darti modo di sapere effettivamente quale sara’ l’esito di questa tormentata vicenda.
Follia, oscura ossessione .

Buona lettura.

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Follia 2012-04-18 09:29:21 Sydbar
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Sydbar Opinione inserita da Sydbar    18 Aprile, 2012
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Follia

Follia...follia...follia.
Il primo pensiero che si è sviluppato nella mia mente è stato quale significato attribuire a questo termine e quale significato ne avrebbe attribuito l'autore.
Rivolgo a voi, altri lettori, la seguente domanda: "cos'è la follia?"
Una interpretazione che darò penso si adatti al contesto, riferendomi comunque alla trama...
E' come una siringa ipodermica, sottile, silenziosa ed efficace come il suo ago, dal contenuto che può variare in base alla necessità ed alla capacità; da quale luogo occulto nascono i comportamenti dei protagonisti: Edgar, Stella, Max, Peter?
Ritorniamo alla follia??? No, parliamo di normalità...la normalità può essere definita come il conformismo alle regole sociali? Va bene ma chi le stabilisce queste regole??? E perchè una singola persona dovrebbe riconoscerle??? E quanto durano, un giorno, un mese un anno??? la normalità conforma le mode o sono le mode a conformare i canoni di normalità???
Scusate le mie digressioni ma le scelte di Stella durante tutta l'opera sono frutto di follia, normalità, passione, amore...non lo scopriremo mai, forse, ma McGrath ha la capacità di condurci attraverso un romanzo nei meandri di un trattato di psichiatria ed è proprio questo che mi porta ad attribuire all'opera il massimo dei voti in contenuto.
Per quanto riguarda lo stile sono un po' scettico, perchè la trama parte molto a rilento e le sequenze, seppur accelerate nell'evolversi dei rapporti tra i personaggi, non mi ha entusiasmato al punto tale da portarmi ad appassionarmi alla lettura.
Questo libro, a parere dello scrivente, va letto per la caratteristica costruttiva e del contenuto, l'argomento non è dei più leggeri ma è di sicuro interesse...a chi non piacerebbe viaggiare nei pensieri di un folle e nei pensieri dei suoi psicoterapeuti???
Lo definirei, come ho precedentemente accennato, un trattato romanzato di psichiatria, sottile ed arguto fino all'ultima riga.
Provate a giudicare i personaggi e rispondete alle mie domande...è una sfida dell'autore, ed una provocazione anche mia.
Buona lettura a tutti.
Syd

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Follia 2012-04-09 20:36:16 katia 73
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katia 73 Opinione inserita da katia 73    09 Aprile, 2012
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FOLLIA

“ma come ti sembrava l’idea che tutto il tuo mondo fosse in pericolo ? Non so era inebriante ?”
“essermi innamorata questo mi sembrava inebriante”

“Già l’amore, parliamo di questo sentimento che non riuscivi a dominare. Come lo descriveresti ?”
“se non lo sai non posso spiegartelo”
Stella non poteva spiegare l’amore per Edgard al suo medico, perché è difficile spiegare un amore cosi totale , così unico, e forse si, così totalmente folle.

Era più folle Edgard, che aveva ucciso la moglie per gelosia ? O forse era più folle Stella che si era innamorata di quest’uomo ? Leggendo questo libro a volte viene da pensare che lo sia il lettore che giudica folle questo amore.

L’ho comprato perché invogliata dalle splendide recensioni lette, l’ho preso un pomeriggio e ho iniziato a sfogliarlo ai giardinetti dove avevo portato mio figlio, volevo prima finire quello iniziato a casa ma non è andata così, è stato subito amore, non sono più riuscita a staccarmene, questo libro ti prende dalla prima all’ultima pagina, e non puoi più farne a meno, devi a tutti i costi andare avanti e cercare di salvare Stella, sperare fino in fondo in una sua rinascita e nel lieto fine.
All’inizio l’ho giudicata questa donna frustrata che cerca l’amore, poi ho cercato di capirla e infine l’ho compatita, si, sono veramente molte le emozioni e le sensazioni che questo stupendo personaggio suscita nel lettore, e la capacità dell’autore stà proprio nel fatto di riuscire a farle vivere tutte , pur utilizzando una scrittura semplice e scorrevole, bravissimo!!

La voce narrante è quella di Peter, amico della Stella borghese, la moglie del vice direttore bella perfetta ed elegante , e , in seguito psichiatra di quello che rimane della stessa donna dopo l’uragano Edgard , è lui ad introdurci nell’inferno di questa ossessione d’amore ,nei meandri delle loro menti offuscate dalla passione , e lui che cerca di spiegarci e spiegarsi cosa sia la follia dell’amore, e questa prospettiva ha forse reso ancora più interessante il testo perché ci offre l’opportunità di vedere gli eventi anche dal punto di vista della psichiatria e non solo con il cuore o la razionalità.

Ancora una volta grazie ai lettori di qlibri per avermi invogliato a questa lettura con le loro bellissime recensioni e grazie a Stefania ,la commessa che riesce sempre a consigliarmi bene!!
Non so se si è capito ma consiglio veramente la lettura di questo stupendo libro.


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Follia 2012-03-31 21:21:11 DanySanny
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DanySanny Opinione inserita da DanySanny    31 Marzo, 2012
Ultimo aggiornamento: 23 Aprile, 2012
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Follia

Quando si sente parlare di "follia", si è indotti a pensare a eventi plateali, spesso esagerati o, ancora, drammatici (ad esempio la Follia omicida). Ma la Follia, prima che nelle azioni, va ricercata nel dramma interiore che la provoca, nella scintilla emotiva che fa crollare le mura della razionalità, dell'inibizione e della prudenza; è una forza inarrestabile che domina e annichilisce la ragionevolezza. In questo disarmante romanzo di McGrath, la Follia si concretizza in Stella, una donna che, rasentando il bovarismo, rifiuta la sua condizione di mediocre donna borgese, anelando ad una libertà da ricercare nella storia passionale con Edgar, un uxoricida recluso nel centro psichiatrico dove il marito della donna lavora. Tuttavia "Follia" non è una storia d'amore, né quella di un rapporto extraconiugale, sarebbe scontato; il romanzo è un'acuta indagine psicologica che esamina il dramma interiore di una persona, una tragedia della volontà più o meno consapevole. Lampante in tale prospettiva è la scelta dell'autore di affidare ad un medico psichiatrico la narrazione della vicenda: filtrata da uno sguardo "esperto", la storia si snoda tra pagine d'intensa analisi interiore e altre di gesti che, seppur apparentemente folli, trovano giustificazione nell'esperienza personale della protagonista (accertato che Stella sia tale). Però, paradossalmente, sono l'ambiente stesso della clinica psichiatrica, il sentirsi continuamente indagata come una cavia, l'insoddisfazione della propria condizione, i fattori che spingono Stella a compiere le sue azioni, le quali, pur nella loro irrazionalità, appaiono pienamente giustificate. E mentre prende forma la drammatica vita di Stella, si delineano sullo sfondo le ombre di una società (identificata nel romanzo dalla clinica) che si ferma all'aspetto esteriore, che rifiuta l'indagine psicologica scaricando e sminuendo una tragedia interiore in mera pazzia. Ma attenzione, Stella non è completamente folle: le sue azioni seguono un filo logico, consapevole o no, facendo sì che la mancata comprensione dei suoi gesti sia una denuncia dell'autore contro la superficialità. La Follia è quella che un osservatore non attento vede, ma il dramma della protagonista è fulcro del romanzo; forse, quello di Stella, è il desiderio di essere capita, compresa e soprattutto aiutata. Tuttavia né il marito, nè il narratore, né Edgar la comprendono, cangiano i suoi comportamenti in istinti animaleschi e folli; nemmeno gli appelli taciuti (ma ugualmente chiari) di Stella smuovono dall'inattività una società che antepone l'apparenza a tutto il resto. Senza alcuna ancora di salvezza, l'anelito di Stella alla libertà si trasforma in Ossessione, in una tragica spersonalizzazione destinata a divenire puro odio. E' proprio in questa prospettiva che Stella cede alla staticità, trascendendo i limiti della comprensione ( e di quella che si può chiamare pietà) e assumendo, agli occhi della gente, le sembianze di un mostro. Il tutto in una drammatica circostanza che segna il vero punto d'arrivo del romanzo; il resto del libro ne è la naturale conseguenza.

Si dice che la grandezza di una romanzo non si misuri soltanto nello stile, ma anche nella sua capacità di adattarsi alla società in cui viene letto, alla sua tendenza di avvicinarsi al vero: ebbene, Follia è molto più realistico di tanti altri romanzi che voglionoi essere tali; quella che appare come Follia è tale soltanto in termini assoluti (una contraddizione), ma è logica e spiegabile nell'ottica di una dramma interiore. Stella ha perso il controllo non per una mera passione, ma per un mancato interessamento nei suoi confronti.

Poco tempo fa mi è capitato di visitare un centro di recupero e la prima impressione è stata quella di essere all'interno della clinica di Follia: regnavano sovrani un idillio apparente e una freddezza che, seppur mascherata, traspariva dai volti dei pazienti lì presenti. Inutile specificare che la mia impressione è stata negativa. Bene, se un romanzo è capace di coinvolgere a tal punto un lettore, non si può far altro che riconoscerlo come un grande libro. Soparattutto se aggiungo che, a un gesto drammatico come quello di Stella, ho assistito veramente. Fortunatamente, però, allora, c'era qualcuno pronto a parlare e a scalfire il muro di una grande sofferenza interiore.

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Follia 2012-02-18 11:50:03 topodibiblioteca
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topodibiblioteca Opinione inserita da topodibiblioteca    18 Febbraio, 2012
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Follia o liberta?

Questo libro è stato una piacevole scoperta in quanto fino ad oggi non mi era ancora capitato di approcciarmi a romanzi dal contenuto così….. “psicologico”. Follia ha avuto il merito di condurmi sempre più in profondità nei meandri delle menti di Stella ed Edgar, nella loro torbida storia di amore, sesso, segreti e complicità, una strada senza uscita che ha portato entrambi al capolinea, ad un punto di non ritorno.

McGrath racconta dettagliatamente la passione travolgente che si innesca all’interno della cornice di un manicomio criminale tra Stella, moglie di uno psichiatra che lavora nell’ospedale, ed Edgar, artista-detenuto paranoico, accusato dell’omicidio della moglie. I due si incontrano, si innamorano e contro ogni logica si lasciano trasportare dal sentimento adottando comportamenti via via sempre più rischiosi e pericolosi, mettendo in pericolo le loro vite e quelle delle persone che gli stanno attorno. Follia è la storia di una discesa agli inferi tra due persone che al di là delle convenzioni sociali accettano coraggiosamente ma soprattutto incoscientemente, di perdere loro stessi e vivere intensamente una storia impossibile che lascerà un segno indelebile nelle vite di molti. In particolare modo Stella trova in Edgar il riscatto, la possibilità di affrancarsi da una vita che non riesce più a condurre nonostante il suo ruolo di moglie e madre.

Consigliato a chi ama letture forti, Follia, grazie alle capaci mani di McGrath ha il potere di incatenare il lettore in una vicenda cupa, quasi claustrofobica, che fin dalle prime pagine è impregnata di un notevole pessimismo.

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Follia 2011-12-03 07:52:33 joshua65
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joshua65 Opinione inserita da joshua65    03 Dicembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio, 2012
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Le conseguenze dell’amore

“E quale sarebbe l’inizio? Io credo Edgar e tu?”

Si, per Stella tutto ha inizio da Edgar, lo psicopatico uxoricida che incontra nell’ospedale psichiatrico dove il marito è vicedirettore. Stella, invece, è la moglie bellissima di Max, insipido psichiatra dedito al lavoro e succube della madre. Si annoia, vuole risistemare la residenza all’interno del parco dell’istituto, dove lei, suo figlio Charlie, e il marito vanno a vivere.

Edgar è impiegato nei lavori di restauro nella vecchia serra in fondo all’orto, è stato un affermato artista, prima di uccidere ferocemente la moglie per un folle attacco di gelosia. E' un uomo forte, trasmette passione e vigore mentre lavora, e gli incontri con Stella nella serra prima casuali, diventano via via più frequenti, intensi.

Poi c’è il ballo. Edgar stringe forte Stella a se, la sconvolge, disorienta i suoi sensi, ne scatena la passione. “Essermi innamorata, questo mi sembrava inebriante”

In amore si è un po’ folli, no? Vogliamo lasciarci andare, cogliendone l’attimo, sublimandolo, vorremmo che non finisse mai, ci stordisce, esalta i nostri sensi, e nello stesso tempo ci fa perdere il contatto con la realtà. E’ adrenalina pura.

L’attimo, lo dice la parola stessa, non dura però in eterno, non possiamo calcolarlo, ma sappiamo che poi finisce, ci fa ritornare sulla terra, in mezzo ai “comuni mortali”. E’ così, “lo sappiamo”.

Patrick McGrath, invece, l’amore folle di Edgar e Stella ce lo descrive con gli occhi e la mente di Peter, psichiatra amico di famiglia, che lo vivrà in terza persona, raccontandocene la storia e del suo tentativo di razionalizzarla per poi curarne le inaspettate conseguenze.

“Follia”, non è solo un libro, è una turbinosa discesa nei meandri della psiche umana, scatenata da un’ossessione amorosa bruciante e irreversibile.

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libri che gli restano dentro
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Follia 2011-10-09 09:26:00 EvaBlu
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EvaBlu Opinione inserita da EvaBlu    09 Ottobre, 2011
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Il cuore ha sempre ragione?

C’era una volta un’importante casa automobilistica che decise di servirsi delle parole di un filosofo olandese per la creazione del suo nuovo spot pubblicitario. Lo spot, tra le altre cose, recitava più o meno così: “Osservate con quanta previdenza la natura ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione… La vita umana non è altro che un gioco della Follia.” E concludeva con la “frasona” ad effetto: “Il cuore ha sempre ragione.”
È inutile dirvi che la pubblicità in questione riscosse un enorme successo, tutti rimasero incantati davanti allo schermo a godersi i tre minuti scarsi di “follia” e tutti, o quasi, fecero proprie le parole del caro vecchio Erasmo da Rotterdam fino ad allora semisconosciuto alle masse.
Perché la Follia affascina. La Follia è spesso associata all’arte, alla stravaganza, all’unicità di chi “folle” lo è. E poi la Follia è Amore. Chi non ha mai fatto “pazzie”in nome dell’Amore? Chi non ha mai avvertito quel “friccichio” al petto e non si è sentito capace di compiere qualsiasi genere d’azione per inseguire il cuore e chi lo aveva fatto prigioniero?
Molti si chiederanno: e che c’entra tutto questo con il romanzo? Niente, non c’entra sostanzialmente nulla, ma sappiate che leggendo il libro di McGrath potreste magari ricredervi rispetto all’assoluto e affascinante tema dell’Amore Folle. Perché nel romanzo di Follia si parla, ma di Follia autentica, incarnata dalla figura di Edgar, detenuto in un manicomio per uxoricidio, e dal folle tentativo di Stella, moglie del vicedirettore dell’istituto, di abbandonarsi completamente e contro ogni ragionevolezza alla passione nei confronti del paziente stesso. La vicenda, ambientata nell’Inghilterra del 1959, è narrata da Peter, psichiatra che ha in cura Edgar e che mano a mano traccia l’analisi dettagliata della psiche dei due innamorati mettendo in luce la distruzione che il rapporto causa intimamente ai due protagonisti e nelle sfere esterne che li riguardano. Poggiata su un stile alquanto semplice, la storia è ben costruita ed in grado di tenere alte l’attesa e le aspettative del lettore che si ritrova emotivamente e pienamente coinvolto nell’amara vicenda senza sapere esattamente, fino alla fine, cosa sperare. Ciò che tuttavia schiaffeggia dalle pagine, costringendo ad un’immedesimazione attenta ed inquisitoria con la protagonista, è la figura maestralmente delineata di Stella, donna all’apparenza forte e decisa, estrosa al punto giusto, pronta ad andare contro ogni conformismo ed ogni autorità pur di inseguire i propri sentimenti. Ma è veramente un’eroina, questa donna che non si fa scrupolo ad immolare la propria esistenza e quella delle persone a lei più vicine in nome di un Amore che non ha più confini? È veramente un’eroina una donna che non sa più distinguere e operarsi per la salvezza del proprio corpo e del proprio spirito?

Questo libro per me ha significato molto. L’ho sentito come fuoco sulla pelle e dentro l’anima. È stato, perdonate la nota confidenziale, come il riscatto da un passato in cui, contro la famosa e indiscutibile convinzione in base alla quale “a me non succederà mai!”, in un “Edgar” mi ci ero imbattuta .

E allora continuo a chiedermi: ma il cuore, ha veramente sempre ragione?

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...a prescindere dai gusti, non leggerlo significherebbe perdere tanto!
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Follia 2011-09-24 12:04:29 Lady Libro
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Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    24 Settembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 24 Settembre, 2011
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Un'ossessione pericolosa

Mai in questi ultimi tempi ho letto un libro così bello! Grazie alle numerose recensioni positive su questo libro, mi sono lasciata trascinare anch'io all'interno della storia e non me ne pento affatto!
All'apparenza mi sembrava un semplice romanzo rosa, ma poi mi sono resa conto che è qualcosa di molto più complesso e stupendo, perchè non è solo una storia d'amore: è un ossessione, dettata dal sesso e dalla passione, tra Edgar Stark, un artista psicopatico uxoricida, e Stella Raphael, moglie di uno psichiatra.
Fin da subito si intuisce che non sarà una relazione affatto semplice, sia per l'adulterio da parte di lei, sia per il tipo e la personalità delle due persone che si amano e si possiedono. Perchè questo complicato amore avrà conseguenze catastrofiche: vite distrutte, esistenze rovinate, perdite irreparabili, odio e indifferenza.
Mi è piaciuta molto l'idea dell'autore di far narrare la storia ad uno psichiatra del manicomio: infatti egli analizza e riassume l'intera vicenza con occhio critico, senza attribuire colpe o meriti a nessuno in particolare, concentrandosi particolarmente sulla psiche umana, e devo dire che l'ho trovata un'idea geniale e perfetta.
E poi ho ammirato molto il personaggio di Stella: una donna determinata, sempre pronta a combattere per ciò che vuole, che se ne infischia del male che le sue azioni causano e delle persone che la giudicano. E'sicuramente ciò che la porterà verso la tragedia, ma non ho potuto fare a meno di apprezzare questo aspetto in particolare.
In parole povere: questo libro merita veramente di essere letto, perchè non leggerlo è una vera e propria follia.

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Follia 2011-08-01 10:30:54 darkala92
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darkala92 Opinione inserita da darkala92    01 Agosto, 2011
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Il Dono

Ormai mi ero rattristata.
Mi ero rattristata perchè non riuscivo a ritrovare più quel libro che mi risvegliasse dal mio coma lettarario. All'improvviso è arrivato lui, come un'illuminazione, come l'arcobaleno dopo la tempesta, come l'acqua frizzante dopo il caffè. Mi ci voleva proprio.

[Entro nella libreria, come sempre in 5 anni; come al solito lui dietro il bancone, che sebbene fossi una cliente fissa, ancora non mi aveva rivolto la parola, anche se aveva ascoltato ormai i miei discorsi più strambi sui libri. All'improssivo prendo “Follia” e decido di comprarlo. Al bancone, dopo 5 lunghissimi anni, il proprietario mi dice, con gli occhi illuminati: “Sono contento che tu l'abbia preso! E' un libro straordinario”.
Esco dalla libreria euforica, semplicemente perchè quell'uomo mi aveva rivolto la parola..
Cos'avrà questo libro di tanto straordinario?]

… Ed ora eccomi qui, dopo aver aggiunto alla mia Top 5, esattamente dopo il Mio Grande Orwell, “Follia” di Patrick McGrath.
Sono passati tre giorni dalla fine della lettura, ma non ero riuscita ancora a scriverci niente. Quando qualcosa è importate, davvero importante, ho paura a cristallizzarla, come con una recensione, perchè mi rendi conto che poi non può rimanere nulla che un puro e semplice ricordo.
Un ricordo che però fa male, se penso al libro.
Ho ancora i brividi.. ho ancora gli occhi lucidi per aver letto un libro tale da farmi rinascere quei sentimenti che ormai stavo dimenticando.
Quando vedo Follia sulla mensola penso a quanto sia stata fortunata ad averlo comprato. E' come un dono. A volte è così; pensi a come avresti fatto senza quel libro, e sei fiera delle delle tue scelte e ti godi a pieno la tua “gloria”.

Follia è una storia struggente. Quando l'amore non è più un semplice/complesso rapporto tra due persone, ma diventa un'entità troppo forte, addirittura oltre l'irrazionale, oltre tutto.. Follia è... Follia, è Ossessione, è Passione, è Morte. Non credo sia possibile descrivere in maniera così perfetta un amore simile, come Patrick ha saputo fare. Stai là, incollata sulle pagine che scorrono, ma che tu vorresti bloccare, anche se non ci riesci. Con le palpebre che non ti si chiudono, sebbene la stanchezza, perchè diventa irrispettoso abbandonare a metà un capolavoro del genere. Glielo dovevo, a Patrick. Come gli dovevo questo elogio.

“Follia”.... Mi piace prenderlo come un dono regalatomi da quella parte della mia anima che ha deciso che quel giorno avrei dovuto portarlo a casa..... quel trionfo!
Troppo maestoso per riuscirne a parlare in maniera dignitosa, senza sminuirlo, troppo intimo per poterlo spiegare.


[Scusate, non parlo molto del libro in sè, ma con Follia non mi escono le parole giuste. Forse non avrei dovuto scriverci la recensione, non avrei dovuto azzardarmi.. il ricordo è ancora troppo "bollente" per riuscirne a parlare con una sorta di nonchalance. Mi sento quasi una stupida!]

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Follia 2011-07-23 20:56:23 ahab
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ahab Opinione inserita da ahab    23 Luglio, 2011
Ultimo aggiornamento: 24 Luglio, 2011
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Follia

La difficoltà nell’esprimere un’opinione su questo romanzo sta nell’evitare di svelare i particolari di una trama che fa proprio di alcuni punti di svolta delle chiavi di lettura.
Ma ci proverò.
La prima impressione è che la protagonista sia Stella. E per Stella è facile scivolare su un parallelismo con altre figure letterarie, quali Emma Bovary: volendo ridurre all’osso il racconto (gran brutta operazione…) si tratta anche in questo caso di una donna che vorrebbe fuggire da un marito (nel caso di Stella, da Max), che ha un figlio (Charlie) e la cui nuova passione amorosa (Edgar Stark, un malato di mente, in cura all’ospedale, che ha staccato la testa a sua moglie) la porterà a gesti estremi. Volendo consigliare, oggi, un romanzo che tratti questo tema, più che Flaubert consiglierei McGrath (lo so, può sembrare una scivolata dal punto di vista letterario, il consiglio, ma il mio riferimento è solo alla trama).
La storia si svolge in Inghilterra, fine anni ’50, in un manicomio che la voce narrante della storia, Peter, – amico di Max e di Stella e, alla fine, anche psichiatra di Stella –, ritiene essere la naturale “società” in cui debba vivere Stella. Per Peter, però, Stella col suo tradimento non solo ha infranto le leggi del matrimonio e della famiglia, ma anche di questa “società”.
Trama a parte, in Follia c’è altro.
Innanzitutto c’è un accurato e profondo “studio” psicologico di Stella (ma non solo), cosa che rappresenta forse la principale bellezza del romanzo.
Un personaggio chiave è Peter, che, attraverso l’interpretazione che si sforza di dare alla vita di Stella, mette a nudo tutte le sue debolezze.
Il lettore, però, viene più portato a vedere Stella come protagonista e a seguirne il percorso, da una vita apparentemente normale alla più profonda depressione. L’elemento scatenante di questa depressione viene lapidariamente decretato proprio da Peter, quando, per “studiare” Stella, le chiede di parlare della sua storia, e lei lo interroga dicendo “E quale sarebbe l’inizio?”. Peter risponde “Io credo Edgar. E tu?” Ma l’inizio dei turbamenti di Stella non nascono solo dalla passione amorosa per Edgar, come fa intendere, al termine di quel breve dialogo, uno sguardo di Stella che Peter non riesce a capire.
Non è solo la storia di un tradimento. Né di un matrimonio fallito. Sarebbe troppo poco.
È il tormento di una donna alla ricerca di libertà (l'idea di Peter in proposito è che “le donne romantiche non pensano mai al male che fanno… in quella loro infatuazione per la libertà”). O forse è la storia di una donna che vorrebbe semplicemente essere capita. Ché nessuno nel romanzo la capisce, pur vivendo in un ospedale/"società" che della comprensione (anche medica) dovrebbe avere un punto cardine. Non la capisce il marito, che, psichiatra anch’egli, pur vivendole a fianco non avverte nulla del matrimonio che scricchiola. Non la capisce Peter, che alla fine (non dico in quali circostanze) decreta il suo fallimento di psichiatra asserendo (parlando di una situazione da lui agognata, ma improbabile) “sarei arrivato a conoscerla”, facendo intendere che fino ad allora non l’aveva affatto conosciuta. Non la capisce, il suo amante criminale, Edgar, che la definisce addirittura “un animale” scambiando la sua ricerca di amore per istinti bestiali. E teme anche di non essere capita dal figlio, Charlie, per il quale ha paura che il padre “gli rubi l’anima”.
Per una donna così il destino verso la depressione è segnato. È solo da raggiungere. E il punto culmine della storia è proprio la conclamazione esteriore di una depressione a lungo covata, in un momento (drammatico) in cui la sua immobilità viene addirittura scambiata per pazzia.
Perdonate alcuni passeggi un po’ criptici, ma ho cercato di rispettare l’impegno iniziale.

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Follia 2011-06-07 15:43:27 Luigi
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Opinione inserita da Luigi    07 Giugno, 2011
Ultimo aggiornamento: 08 Giugno, 2011

coinvolgente...

personalmente mi sono avvicinato a questo autore leggendo una recensione su Qlibri; la lettura di "Follia" è stata micidiale, lo stile narrativo è altamente coinvolgente e ti fa immaginare in maniera molto vivida e reale le scene che stai leggendo.

Tutta la narrazione è stato un crescendo di emozioni con l'attesa dell'evento finale che l'autore ha ben saputo coltivare lasciando il lettore sempre in 'attesa' di qualcosa che sai sta per succedere...

Veramente bello, sono contento di aver scoperto questo autore che riesce con una semplicità disarmante a scrivere storie che trattano temi come le emozioni umane. di per sè complesse, delicate e molto difficile da rappresentare in forma scritta.

La descrizione dei personaggi, le atmosfere, le passioni umane vengono rappresentate con forza e lasciano sul lettore una traccia indelebile che, alla fine del libro, continua a sopravvivere (..ed a farci riflettere...) per lungo tempo.

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Follia 2011-03-20 19:03:33 orso
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orso Opinione inserita da orso    20 Marzo, 2011
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FOLLIA

“Le storie d’amore contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni”

Queste sono le prime parole pronunciate da uno dei protagonisti che si accinge a raccontare il caso clinico più intrigante e coinvolgente che abbia mai avuto nella sua carriera di clinico.

“Follia” di Patrick McGrath ambientato in Inghilterra nel 1959 all’interno di un manicomio criminale è una grande storia d’amore, di ossessione, di passione, di follia e di morte; tutto questo è meravigliosamente descritto dagl’occhi ormai perdutamente turbati di un psichiatra che osserva questa storia mentre nasce, si sviluppa e muore rimanendone totalmente coinvolto.
La bellezza di questo romanzo consiste proprio nel trasmettere completamente al lettore l’angoscia e gli stati d’animo dei protagonisti; l’ossessione e la follia non aleggiano nel romanzo: si toccano con mano e si mescolano ora garbatamente ora in modo più violento all’amore.
Sin dalle primissime pagine emergono ben delineate e distinte le personalità di tutti i protagonisti, l’autore descrive con estrema precisione com’ è la vita all’interno di un manicomio criminale; è quasi una fotografia quella che ci regala Mcgrath e forse un ritratto così preciso si deve anche al fatto che l’autore è figlio di uno psichiatra ed ha vissuto fin da bambino in queste strutture.
E’ un romanzo molto intenso, crudo, reale che cattura totalmente l’interesse e che può trasportare il lettore su un piano diverso: quello della follia e dell’ossessione.
In alcuni punti la storia può avere dei rallentamenti ma sono solo delle pause, che consentono al lettore di riflettere ed interrogarsi su quanto le follie e le ossessioni d’amore possano essere distruttive.
Anche questo è un romanzo che o si ama o si odia, né consiglio comunque la lettura non solo per il contenuto ma anche per la sua capacità di farci assaporare ed esplorare piani diversi di percezione della realtà: una realtà ossessionata e folle.

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Follia 2010-10-04 11:41:35 gio gio 2
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gio gio 2 Opinione inserita da gio gio 2    04 Ottobre, 2010
Ultimo aggiornamento: 07 Mag, 2011
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follia,ragione,psiche...sentimenti

Ambientato nell'Inghilterra del 1959,in un manicomio criminale,il luogo dove nasce l'ardente passione di Stella,la bellissima moglie del dottor Max Raphael assunto da poco come vice direttore del manicomio,un uomo ambizioso e sempre costantemente impegnato nel suo lavoro di psichiatra tanto che assume lo stesso atteggiamento anche tra le mura domestiche con la mogle ed il figlioletto.Stella si innamora perdutamente di Edgar Stark,artista detenuto perche' colpevole di un macabro omicidio ai danni della moglie Ruth.Nonostante la giovane donna venga messa al corrente del delitto e delle mente malata dell'artista si lascia ugualmente coinvolgere in una "folle" passione che presto si trasforma in un ossessione , la conduce a compiere gesti che metteranno in pericolo la sua stessa vita, quella della sua famiglia e porteranno tutto cio' verso un inevitabile tragedia.La voce narrante e' uno psichiatra dell'ospedale,Peter, amico di Stella e Max,sara' lui in seguito a seguire Stella come psichiatra,un voce "apparentemente" lucida e distaccata.Il lettore camminera',talvolta quasi inorridito, attraversera' le strade della perdizione mentale e dello sfacelo chiedendosi:Che ragione esiste a tutto cio'?Chi e' piu' malato? Edgard,STella e... forse anche Max un uomo che vuol sempre prendere in analisi tutto e tutti,si comporta in modo "troppo razionale" senza lasciarsi mai andare alle sue vere emozioni. E poi ancora...chi...nessuno in fondo e' come sembra... I nostri sentimenti nei confronti di Stella diverranno contrastanti... passeranno dall'odio alla comprensione,dalla compassione al disprezzo...Ma la cosa che piu' lascera' atterriti saranno le ultime righe del romanzo...come un colpo di scena agghiacciante che capovolge un qualsiasi "spiraglio" di "razionalita'"...sempre se questa esiste...vien da chiedersi... Mc Grath riesce a narrare tutto cio' con un dialogo estremamente diretto che coinvolge completamente il lettore in un vortice di passione e psicosi Suggestive le descrizioni dai quartieri malfamati di Londra,dove Stella convivendo con Edgard incontra tutto cio' che nella sua brillante vita da ricca borghese le era sconosciuto... dalla passione,alle trasgressioni degli artisti,alla violenza fisica,una violenza che il suo amore "malato" per quest'uomo porta continuamente lei stessa a scusare lui e tutto che la sua malata mette in atto,il fascino della campagna gallese e la freddezza dei suoi abitanti fanno da sfondo a questa inquietante storia.

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Il tunnel,E.Sabato
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Follia 2010-09-24 15:39:54 Stefp
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Stefp Opinione inserita da Stefp    24 Settembre, 2010
Ultimo aggiornamento: 24 Settembre, 2010
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Splendido viaggio nei meandri della psiche umana

Siamo nella Londra del 1959, all'interno di un ospedale psichiatrico e viviamo la vicenda attraverso la visione analitica, professionale e distaccata del narratore, uno psichiatra.
La moglie del candidato futuro primario ospedaliero, benestante, ma annoiata ed insoddisfatta, si invaghisce e poi si innamora di un malato recluso per l'assassinio efferato della propria moglie che le offre tutto quello che lei non ha: passione, mistero ed imprevedibilità.
La passione, crescerà sempre più e si avviterà in un vortice sempre più cupo ed inarrestabile, una distruzione lenta e silenziosa, fino alla tragedia finale.
Il romanzo, scritto con uno stile asciutto, semplice, ci risucchia all'interno della storia. Patrick McGrath descrive splendidamente i particolari dei luoghi dove si sviluppa la vicenda, la tristezza dell'ospedale psichiatrico, gli angoli bui di Londra o la campagna grigia ed inospitale del Galles così come è capace di farci vivere l'ossessione della protagonista, il suo scendere sempre più nell'abisso della follia, ma anche il suo grande sentimento d'amore.
Lo psichiatra che narra la storia, all'inizio ci dice: "Le storie d'amore contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni", ma McGrath, molto abilmente non ci lascia la possibilità di essere distaccati come il narratore che usa, anzi il coinvolgimento è totale; capiremo Stella, la protagonista, la difenderemo, l'odieremo, entreremo nel suo cuore e soffriremo con lei fino a chiederci, alla fine, chi può decidere dove porre il confine tra amore, passione e follia e se, in fondo, sia la vittima o il carnefice.
Uno splendido viaggio nei meandri della psiche umana.

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Follia 2010-06-04 13:23:14 Indigowitch
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Indigowitch Opinione inserita da Indigowitch    04 Giugno, 2010
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Nei meandri della mente...

Il romanzo è un viaggio angosciante e tortuoso nella psiche di una donna che, sposata a uno psichiatra affermato, finisce per innamorarsi di uno dei pazienti del marito.
La narrazione è affidata a un amico di famiglia, psichiatra anche lui, abbastanza estraneo alla vicenda per poterla raccontare con distacco, ma coinvolto quel tanto che basta per non fidarci troppo di lui come "narratore imparizale".
Con uno stile asciutto, senza fronzoli, Mc Grath risucchia il lettore dentro la storia, per poi sputarlo via, alla fine del romanzo, distrutto e attonito.
La protagonista femminile, Stella, è una donna insoddisfatta e benestante come ne esistono tante nella vita reale.
E' sposata con Max, un uomo totalmente incapace di calore umano,eppure brillante e, a suo modo, premuroso.
I due vanno a vivere, col figlioletto, in una villa adiacente alla clinica psichiatrica dove Max ha appena ricevuto un incarico promettente.
E' un ambiente claustrofobico e surreale quello in cui Stella si ritrova a vivere. I pazienti in via di guarigione godono di una sorta di semi-libertà ed è facile per lei vederli gironzolare in tuta da lavoro nella sua tenuta.
Tra di loro c'è uno scultore, Edgar, accusato di uxoricidio, e Stella vede in lui tutto quello che la sua vita attuale non le offre: il mistero, la passione fisica, l'aura sregolata dell'artista.
Nonostante il narratore-psichiatra intervenga spesso a smorzare qualsiasi possibilità di comunione emotiva tra il lettore e la protagonista, dando continue spiegazioni "diagnostiche" sui suoi comportamenti, si finisce per entrare così a fondo nel cuore di Stella da non poter distinguere più chi siano le vittime e chi i carnefici.
Ora il lettore si ritrova a compatirla, un momento dopo a odiarla, infine rimane col dubbio: "Chi, in questa storia, è davvero normale? Chi di loro non è folle?"
E' una vicenda in cui non esiste redenzione, né catarsi, ma solo una distruzione lenta e silenziosa, che non ha il fragore di un'esplosione ma il silenzio cupo di un'implosione.
Splendide le descrizioni degli ambienti, dal tetro e asettico manicomio ai tenebrosi sobborghi di Londra, per non parlare della ventosa e grigia campagna gallese.
Sono luoghi che fungono da cornice perfetta alla storia e ne accompagnano l'evoluzione. Non c'è un solo spiraglio di luce in questi ambienti, anche quando ci troviamo in mezzo alla natura, e per questo aspetto lo stile del romanzo sembra affondare le radici in certa narrativa romantica inglese.
Un romanzo che consiglio vivamente a chi ama i viaggi nei meandri della psiche umana e a chi riesce a vedere al di là delle...diagnosi psichiatriche.

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Follia 2010-06-04 11:56:07 asia
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asia Opinione inserita da asia    04 Giugno, 2010
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SENZA SCHEMI...SCONCERTANTE

Questo romanzo mi ha travolto perchè in tutti noi vi è l'istinto irrazionale di perseguire l'estasi attraverso l'amore.
Folle è colei che rinuncia a tutto, persino a suo figlio, per raggiungerlo! E' un intenso, ossessionante viaggio che fa riflettere su ciò che comunemente consideriamo normale.
Assolutamente da non perdere.

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per chi vuole meditare....
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Follia 2010-04-18 12:04:47 leadger
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leadger Opinione inserita da leadger    18 Aprile, 2010
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Un libro che vi farà impazzire

Questo libro mi ha trascinata con se. Trasmette emozioni forti. Tenerezza e rabbia per la protagonista si alternavano in me mentre leggevo questo libro! Avrei voluto entrare nel libro per scuotere questa donna. Una donna debole, la cui debolezza la fa cadere sempre più in basso!
Una storia ben scritta.

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Follia 2010-03-28 21:04:36 PAPPIMAU
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PAPPIMAU Opinione inserita da PAPPIMAU    28 Marzo, 2010
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travolgente

l'ho letto per la prima volta un anno fa,tutto d'un fiato.. non riuscivo a staccarmi... e poi ancora ,qualche mese dopo.... trovando ogni volta una sfumatura diversa a quello ke la mente umana chiama amore ma che non conosce limiti.....la passione di Stella mi ha coinvolto im maniera quasi personale e devo dire che da quando l'ho finito di leggere, per la seconda volta, non riesco a trovare un libro che mi abbia saputo coinvolgere quanto questo....
anzi.... qualcuno potrebbe darmi un consiglio ??

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Follia 2010-01-06 01:09:38 Fenice68
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Opinione inserita da Fenice68    06 Gennaio, 2010

La pazzia della debolezza

A prima vista sembrerebbe una storia d'amore tra una donna "apparentemente" sana e un pazzo conclamato.Il libro è scritto con uno stile decisamente pulito e lineare, non c'e' che dire.
Devo ammettere, che la storia in se mi ha lasciato un po' a disagio. Più andavo avanti nella lettura e più speravo che Stella si fermasse. Più leggevo e più mi rendevo conto che ogni pagina rafforzava la sua impossibilità a rendersi conto dell'abisso mentale e fisico in cui stava cadendo. Volevo fermarla. Perché continuava a macerarsi in questa attrazione esplosiva ed animalesca ?
Debolezza ?.Noia della vita quotidiana fatta di azioni continuamente ripetute ?... francamente non saprei !.. Me lo sto ancora domandando !. Comunque, la lettura di questo libro ha rafforzato l'idea che ognuno di noi cammina quotidianamente sul filo della pazzia alimentata dalle nostre insoddisfazioni e dalle nostre debolezze. Bravo McGrath!

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Follia 2009-04-03 11:31:03 ELISA E LA BETTA
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ELISA E LA BETTA Opinione inserita da ELISA E LA BETTA    03 Aprile, 2009
Ultimo aggiornamento: 03 Aprile, 2009
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AMORI MALATI

Fin dall'inizio nel racconto è presente un'atmosfera strana. La storia è ambientata inizialmente in un'area che comprende il manicomio e la casa del primario. Gli edifici sono adiacenti, l'ambiente è fisicamente racchiuso in un perimetro ben limitato. Questa descrizione degli spazi ha incrementato nel mio pensiero l'idea di uno spazio completamente isolato dal resto del mondo, una piccola "comunità" in cui ognuno è un po'solo con se stesso...Stella compresa, la protagonista, vive nella casa del primario, suo marito, solo con il consorte e con il figlio.

A mio parere la forte attrazione che immediatamente prova per Edgar, un paziente del manicomio che stava lavorando alla serra della famiglia, non scatta semplicemente a seguito di una fortissima attrazione sessuale ma anche a seguito di un forte senso di estraniazione e di solitudine che Stella prova. Approcciarsi a Edgar, che è un artista, rappresenta per lei un fonte di evasione.

Stella relegata tra le mura della proprietà è solitaria e sola. Andare con Edgar è una trasgressione, un riscatto.

Tutti gli ambienti in Follia conferiscono a dare una visione quasi claustrofobica, ogni personaggio è relegato in piccoli spazi…

Anche la follia di Stella nasce dalla costrizione in uno spazio limitato:la donna è puntualmente soffocata da qualcosa....

E' un libro bellissimo. Toglie davvero il fiato!

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Follia 2009-01-06 12:35:48 bucintoro
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bucintoro Opinione inserita da bucintoro    06 Gennaio, 2009
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follia

decisamente un bel libro e ben scritto. l'argomento che tratta e' molto particolare, visto che la mente umana e' ancora tutta da scoprire e interpretare. l'argomento "follia" non puo' lasciarci indifferenti e questo libro ne e' la prova. quando lo si comincia, non ci si puo' piu fermare, presi come si e' dagli eventi che lo contraddistinguono. bello.

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trauma
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Follia 2008-12-28 11:46:35 kabubi81
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kabubi81 Opinione inserita da kabubi81    28 Dicembre, 2008
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interessante

La tormentata storia d'amore tra la moglie di uno psichiatra e un suo paziente accusato d' omicidio... non raccontata come in un romanzo classico, ma con l' occhio clinico dello psichiatra, che si addentra nella mente di Stella e nelle sue fragilità, accompagnandola fino al declino... Il ritmo è volutamente blando ma il libro è molto riflessivo e ben scritto

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Follia 2008-04-15 00:57:52 mauro
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Opinione inserita da mauro    15 Aprile, 2008

Follia

E' un classico thriller psicologico di nicchia.

Per chi ama riflettere senza "effetti speciali"

Buona lettura.

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Thriller psicologici in generale e "Il persecutore" di Franco Amiconi in particolare
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Follia 2008-01-26 03:36:50 Peppecaro
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Opinione inserita da Peppecaro    26 Gennaio, 2008

Oltre il tempo

Inizio con il dire che nonostante,che la storia non sia un vero e proprio thriller,ma lo definirei un romanzo d'amore travolgente quindi consigliato a chi ama le storie super passionali.Per quanto riguarda il libro scorre senza intoppi fino alla fine ,che io personalmente trovo bella e fuori dai soliti romanzi.Concludendo consiglio il libro, follia, ad lettori dove sono tranquilli con se stessi.

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Follia 2007-05-26 23:46:45 Cuba68
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Cuba68 Opinione inserita da Cuba68    27 Mag, 2007
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Bellissimo romanzo

Ho letto questo romanzo tutto d'un fiato. La storia è avvincente, la suspence costante. Non mi piacciono i thriller, ma in questo caso la storia, basata su un ossessione d'amore, mi ha coivolto pienamente. Da leggere!!!

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Follia 2007-04-26 02:44:30 enrico78
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enrico78 Opinione inserita da enrico78    26 Aprile, 2007
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Thriller coinvolgente

Il miglior romanzo di questo scrittore inglese. Dalla prima pagina la voglia di scoprire il proseguio della storia è sempre molto elevata. Peccato solo per il finale, forse un po' scontato. In conclusione, lo consiglio a chi ama i thriller "psicologici" (insomma non quelli basati su fucili e pallottole...)

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