Il baco da seta Il baco da seta

Il baco da seta

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Il baco da seta, seguito de Il richiamo del cuculo, è il secondo romanzo della serie che ha per protagonisti Cormoran Strike e la sua assistente, la giovane Robin Ellacott. Quando lo scrittore Owen Quine scompare, sua moglie assume l’investigatore privato Cormoran Strike. Lo scrittore ha appena terminato un manoscritto pieno di ritratti al vetriolo di quasi tutte le persone che conosce. Se fosse pubblicato, il libro rovinerebbe molte vite: perciò sono in tanti a voler zittire lo scrittore. E quando Quine viene ritrovato morto, brutalmente assassinato in circostanze bizzarre, Strike si trova in una corsa contro il tempo per capire il movente di un assassino spietato, diverso da tutti quelli che ha incontrato finora.

Recensione della Redazione QLibri

 
Il baco da seta 2014-10-16 18:39:13 Maso
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Maso Opinione inserita da Maso    16 Ottobre, 2014
Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 2014
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La Signora e il suo setaccio

E va bene. Ce l’hai fatta, Joanne. O preferisci Joe? Va beh, facciamo J.K. Perdona la confidenza, ma ho un po’ temuto, e nel bel mezzo di questo oblio, di questo vasto senso di perdita provocatomi da un brutto libro mi sono sentito vicino alla tua sorte. Ma stavolta ci siamo, te l’avevo detto che t’avrei aspettato, e credo ne sia valsa la pena.


Credo ne sia valsa la pena. La signora Rowling ha fatto quello che pensavo avrebbe dovuto fare anche nella prima occasione (“Il richiamo del cuculo”), ovvero regolare la pressione sul pedale della frizione per non far sobbalzare la macchina. In questa occasione il suo milionario piedino ha saputo essere notevolmente più delicato sul pedale, e la marcia non ha grattato. L’ha innestata con un movimento molto più fluido, tanto quanto quello della sua eroina Robin Ellacott che in questo nuovo episodio si rivela un’esperta pilota. E forse quel piedino è stato mosso da un sentimento più genuino, più ponderato e più gradevole, un sentimento a metà tra l’onestà e la voglia riparatrice che sfocia nel mezzo espressivo. Un’onestà che ha portato la signora Rowling a proporre un romanzo, “Il baco da seta”, che fa della meta-letteratura un modo per redimere, per espiare e sdrammatizzare la triste vicenda che ha avuto come protagonista il primo volume di questa nuova serie e il clima gelido con cui venne accolto, un anno orsono. Inutile rivangare il passato, e quelle che il sottoscritto aveva descritto come fantasmi di speculazioni. La nostra beniamina propone finalmente una meditazione più accurata e più sincera, che prende spunto da un’accadimento autobiografico per impostare una trama basata sul mondo complesso e a volte menzognero, lo abbiamo visto coi nostri occhi, dell’editoria e del mestiere dello scrittore. E la più onesta delle considerazioni che la Rowling ci pone sotto gli occhi, sebbene in sordina, riguarda innanzitutto la banalità di presentare un libro che racconta di un altro libro. La legittimazione avviene in questo modo, zittendo il lettore che sbuffa di fronte all’ennesimo tentativo narrativo che verte sulla narrazione stessa. Lo ammette, è banale, sorpassato, visto in tutte le salse. E noi lo sappiamo, ma sappiamo anche che questa signora ha bisogno di ingranare, ha bisogno di tempo per conquistarsi il cuore del lettore. Ha bisogno che la si lasci lavorare, e basta. E’ la sua modalità d’azione, è graduale, è metodica, ritengo non ci sia bisogno di tirare in ballo i suoi trascorsi, nemmeno di nominarli. Sappiamo che sa farlo. J.K. Rowling, anche questa volta non ha scritto un capolavoro, non ha fatto alta letteratura e non ha la minima pretesa di farlo. Semplicemente inizia a scaldarsi. Prepara la pappa che ci sfamerà per i prossimi dieci anni. Auguriamoci che sia sempre più dolce, considerata la partenza a base di fiele.
“Il baco da seta”, per quanto mi riguarda, è un romanzo sostanzialmente riuscito. Se il luccicante universo dell’alta moda non si addiceva particolarmente alla prosa dell’autrice, suonando un po’ troppo falso, un po’ troppo pantomimico, quello dell’editoria pare invece più affine e meglio indagabile da parte della Rowling, che di case editrici deve averne viste parecchie. Basta lustrini, basta servizi fotografici e diatribe estetiche. La scelta è quella di giocare in casa. Ma l’omicidio letterario, fortunatamente, non sembra prendersi molto sul serio, non è il fulcro vero e proprio della narrazione, e proprio per questo il romanzo scarta al momento opportuno e si allontana rapidamente da una scontatezza che lo avrebbe annientato: nulla al confronto delle incrinature alla base de “Il richiamo del cuculo”. E altrettanto fortunatamente, i personaggi iniziano a camminare da soli, ormai referenziati e lasciati a loro stessi, capaci di intrattenerci con una presa più veritiera e confidenziale sia tra loro che con chi li guarda muoversi nella loro Londra novembrina. Cormoran Strike investiga sulla scomparsa di uno scrittore dai gusti letterari particolarmente macabri, che non lesina ai propri lettori scene di incesto, sbudellamenti, androginie, mutazioni sessuali e perversioni erotiche inaccettabili. Uno scrittore, Owen Quine, che farà la fine –atroce- del personaggio del suo inedito, e impubblicabile, nuovo romanzo. Su questo investiga Strike, affiancato dalla presenza sempre più scalpitante dell’assistente Robin che, stufa di essere relegata ad una scrivania, preme per un lavoro sul campo.
La Rowling, ad ogni modo non prende posizione. Si distanzia notevolmente, e con palese pertinacia, da tutta quella tradizione di thriller filologici che negli ultimi dieci anni hanno monopolizzato il mercato letterario globale. Ci hanno affascinato, inutile negarlo. Ma, in questo caso, l’aplomb britannico della Lady decide di essere superiore a tutto quello scartabellare tra polverosi documenti che è diventato parte integrante del lavoro del giallista. Rowling è benevola e ieratica al medesimo tempo. Scrive con ironia e non ha la benché minima intenzione di ficcare il naso in qualche arcano manoscritto nel IX secolo per trovare un simbolo sfacciatamente pagano o una lugubre citazione satanista solo per costruirci sopra un bestseller con cui pagarci le bollette. Neanche per sogno. Troppa polvere, troppo Hogwarts, basta calamai, basta pergamene. Al diavolo. Lei si inventa tutto. Rowling non ha sfogliato nemmeno un albo illustrato. Ed è qui che sta la discriminante. Gradita o meno, qui sta la differenza tra un’autrice con determinati trascorsi e l’ultimo degli scrittori che si seppellisce nella sezione “esoterismo” della libreria del centro. Il totale distacco dalla metodologia filologica, il disprezzo per l’elegia e per la verbosità dell’occultismo, qui, in questo urlato “non ne ho bisogno”, si cela la differenza che intercorre tra chi rovista e chi usa i propri mezzi. Qui si capisce quanto diverso sia la “costruzione” di un mondo dalla “rievocazione” di uno trascorso. Sono due abilità differenti che in questo caso non si incontrano ma che sono in grado di esaltarsi vicendevolmente. Sono due linee d’azione parallele e distanti che mantengono una dialettica sussurrata con il quale riescono a soddisfare la superficie marezzata e volubile che rappresenta i gusti di un audience sempre più esigente. Non credo si tratti di prendere una posizione, si tratta semplicemente di capire i diversi piani su cui si muove la letteratura e la meta-letteratura. Certo, Rowling manca di mordente storiografico, manca di date, di coincidenze che solo attraverso uno studio cattedratico si possono intrecciare. Ma non credo sia importante. Ciò che conta è che la Signora ci abbia dimostrato che la mente è ancora lucida, che ancora si muove. Forse non con l’agilità di prima ma pur sempre con vivacità. Ed è con questa mente che, seppure con un taglio sobrio e fumoso, riesce a costruire un thriller genuinamente piacevole, in cui il semplicismo viene infine a configurarsi come una scelta ben precisa piuttosto che come un’insicurezza.
Rowling, in definitiva, sta al suo posto. Lo scranno è più stabile, la tavola più ampia, le portate in aumento. Se ne sta lì, non si confonde con gli invitati, la Signora. Sorride amabilmente, ammicca a molti, ma non si fa intaccare da niente e nessuno. Tutto, prima o poi, passa attraverso il suo setaccio. E perdoniamola se le maglie erano ancora un po’ larghe, si era solo all’inizio. Noi attendiamo il bicchiere della staffa. Lo sapiamo tutti, in fin dei conti, che l’ultima bevanda servita dalla nostra anfitriona verrà filtrata con la seta.

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Il baco da seta 2017-02-07 08:29:56 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    07 Febbraio, 2017
Ultimo aggiornamento: 07 Febbraio, 2017
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“Bombyx Mori”

Grazie all’aver magistralmente risolto il caso relativo alla misteriosa morte di Lula Landry, Cormoran Strike e Robin hanno conosciuto la notorietà tanto che l’agenzia che rischiava il baratro può ritenersi, almeno per ora, salva. I mesi si sono susseguiti rapidamente, ben otto ne sono trascorsi, gli incarichi per il detective non sono mancati e non mancherebbero, eppure, quando alla sua porta bussa Leonora Quine, donna chiaramente non ricca, scialba e senza peli sulla lingua, invocandone l’aiuto per ritrovare marito Owen da dieci giorni assente da casa, Strike non esita due secondi al rinunciare ad un redditizio lavoro per risolvere l’enigma che affligge quella eclettica signora. Affiancato dalla precisa e puntuale Robin, Cormoran si mette subito sulle tracce dello scrittore per ritrovarsi, ben presto, di fronte alla realtà dei fatti: quella di Owen non è semplicemente una scomparsa. Dietro al “Bombyx Mori” (appunto, “il baco da sera”), opera scritta dal narcisista letterato, si cela una matassa tanto intricata quanto complessa da sbrogliare a cui, il duo non mancherà di provvedere.
La Rowling/Galbraith non si limita però soltanto al “giallo”, dietro le pagine dell’opera vi è anche un aspetto sentimentale sempre più in crescendo che vede l’investigatore alle prese con i residui della sua storica relazione con Charlotte e la collaboratrice alle prese con un rapporto ai minimi termini con un fidanzato, Matthew, lontano anni luce dal suo mondo ed incapace di comprenderne e rispettarne i desideri.
Con uno stile fluido che cattura sin dalle prima battute, “Il baco da seta” si dimostra essere un testo solido e privo di sbavature, un romanzo che nel rispetto del primo episodio, si migliora ed evolve facendosi sinceramente apprezzare.

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Il baco da seta 2015-02-04 18:43:29 Liponi
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Liponi Opinione inserita da Liponi    04 Febbraio, 2015
Ultimo aggiornamento: 04 Febbraio, 2015
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Giallo a tinte fosche...

Che l’autrice di Harry Potter, nelle vesti del giallista R. Galbraith, ci racconti una storia per molti versi molto truce, addirittura truculenta, ci stupisce poco: non mancava, infatti, anche nella sua saga per ragazzi più o meno adulti l’aspetto “horror”. Ci stupisce di più che si parli tanto di sesso, altrettanto truculento e grottesco, da stomaci forti. Ma si tratta di sesso solo o prevalentemente letterario; e forse ciò non stupisce, se si pensa quali frutti ci vengano da qualche sue collega britannica. Peraltro non si può negare che tale materia incandescente sia dominata con abilità e ironia dalla scrittrice, che sembra prendere le distanze dalla sua stessa narrazione, anche attraverso lo sguardo sanamente distaccato e razionale dei suoi due investigatori, lo zoppo Cormoran Strike (ma non somiglia ad un personaggio della Allende? Perché tutte due si inventano un investigatore protesizzato?) e la sempre più abile e prestante giovane assistente Robin, di cui scopriamo anche inusitate capacità automobilistiche. In effetti, non è bellissimo immaginare che il pur perverso scrittore Owen Quine venga ucciso in modo così barbaro; ma tale fine orrenda, tra l’altro predetta e descritta accuratamente nel romanzo a lui stesso attribuito, giustifica di per sé tutto l’impegno profuso dai nostri eroi per risolvere l’enigma. Come è possibile che uno scrittore descriva così accuratamente la propria morte? E chi può essere il criminale così perverso da mettere in scena un simile sacrificio umano? Ha agito per ordine dello scrittore, per fare pubblicità – macabra, suicida e postuma – alla propria creazione letteraria? Naturalmente tale enigma sarà alla fine sciolto dall’intuito dell’investigatore, mentre la polizia, come nel primo giallo dello pseudo Robert Galbraith, seguirà piste del tutto sbagliate: ma questo è un classico dei gialli anglosassoni.
Interessante, comunque, come questa autrice cerchi varie strade per emanciparsi dalla sua stessa fama di romanziera per ragazzi, da un lato trasformandosi in giallista sotto uno pseudonimo maschile (come se fosse essa stessa vittima di una prevenzione maschilista presente anche nel romanzo) e dall’altro cercando di riciclarsi come scrittrice “per adulti” con “Il seggio vacante”. Si ha però la sensazione che le sue nuove creazioni letterarie debbano molto al suo precedente esercizio narrativo.

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Il baco da seta 2015-01-13 15:52:04 Fonta
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Fonta Opinione inserita da Fonta    13 Gennaio, 2015
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Baco da seta preziosa

Il baco da seta è un embrione, che se lasciato al suo corso diventerà farfalla.

Il baco da seta, come dice il nome, è usato da millenni per produrre una stoffa soffice e raffinata ma,
per essere trasformato in questo prezioso vello, necessita di un procedimento crudo e letale, ovvero una cottura particolare che, elimina l'intruso vivente, lasciando solo il grezzo involucro che subirà poi la lavorazione.
"il baco da seta" è il nome di uno strampalato romanzo, scritto dall'eccentrico scrittore Owen Quine prima di scomparire. Un libro che racchiude messaggi criptici e scomodi volti a screditare numerosi personaggi del mondo letterario inglese. In molti quindi avevano interesse a togliere lo scomodo autore dalla vista.

Viene chiamato ad indagare sul caso l'ormai famoso ispettore privato Cormoran Strike, già alla ribalta dei media per aver battuto sul tempo la polizia in occasione del caso denominato dai giornali "Il richiamo del Cuculo".
Ad affiancare Strike, la sua assistente Robin.

Non so, datemi del prevenuto ma, la Rowling è per me una garanzia di bella scrittura, di personaggi complicati che, nelle loro sfumature rimangono così veri e schietti da entrare subito in empatia con il lettore. Sfido chiunque a non solidarizzare con la povera Robin, che vuole più spazio nel suo ambiente lavorativo e nella sua dimensione matrimoniale...a non sentire delle fitte di dolore alle gambe quando Strike sente il gravare del peso sul suo moncherino di guerra, a non provare simpatia per la figlia del povero Quine o a non odiare l'altezzosità dei produttori londinesi.

Il caso di per sè è complicato, forse troppo arrovellato, con una linearità che si sgarbuglia solo nelle pagine finali, ma è autentico e ben strutturato anche nella sua complessità.

La Londra descritta da Galbraith...hemmm pardon, dalla Rowling è sublime, ricca di contrapposizioni culturali, sociali e umane che, rispecchia appieno la complessità della metropoli britannica.

A mio modesto avviso, ci troviamo di fronte, non solo ad un fenomeno pubblicitario su un'autrice conosciuta ed amata, ma anche ad un nuovo filone per una penna che ha ancora tanto da regalare anche su un genere che in apparenza c'entra poco o nulla con quello a cui siamo abituati ad associarla ma, che le dà la possibilità di creare nuovi personaggi e nuove storie che è facilissimo amare.

Consigliatissimo

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Il baco da seta 2015-01-07 10:55:21 violetta89
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violetta89 Opinione inserita da violetta89    07 Gennaio, 2015
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anche meglio del primo, da non perdere!

Lo ammetto, io ho appena finito questo e già sto fremendo nell'attesa del prossimo libro con Cormoran Strike! Mi sono già appassionata a questo personaggio e alla sua assistente Robin, che abbiamo imparato a conoscere nel primo libro, il richiamo del cuculo, e che qui approfondiamo un po' di più, sappiamo maggiori dettagli sulle loro vite anche se alcuni particolari ancora rimangono da scoprire (perché Robin ha lasciato l'università? E Charlotte si rifarà ancora viva?). Un po' come nella saga di Harry Potter, i personaggi principali sembrano così reali che ti sembra di parlare di alcuni tuoi cari amici.
Per quanto riguarda la trama l'ho trovata sicuramente più impegnativa dell'altro, c'è di mezzo un manoscritto che questo scrittore un po' sopra le righe ha scritto per colpire alcune persone, si tratta di un'allegoria grottesca e per certi versi raccapricciante, per poi scomparire nel nulla. Cormoran viene incaricato di ritrovarlo, in realtà scoprirà che è stato ucciso, e per trovare il vero colpevole dovrà essere in grado di "decifrare" questo manoscritto, capire chi sono i vari personaggi e le accuse mosse nei loro confronti, chi non voleva che certe informazioni diventassero di dominio pubblico? chi voleva chiudergli la bocca per sempre? A complicare la situazione c'è il fatto che lo scrittore è stato ucciso esattamente come descritto nel libro, il quale però era ancora inedito...
La cosa che ho apprezzato di più in questo romanzo, a parte lo stile inconfondibile della Rowling, è stata la sua capacità di riuscire a creare un giallo classico, senza che gravitasse tutto intorno alla scientifica e ai mezzi tecnologici, ma che la soluzione si potesse trovare soltanto parlando coi sospetti, lavorare con le celluline grigie, come direbbe il caro Poirot, e arrivare così a capire solo a livello psicologico il vero colpevole. Un altro omaggio alla grande Agatha Christie, si ritrova alla fine dove tutti i sospettati si ritrovano nella stessa stanza, sebbene non richiamati dall'investigatore, e lì tutti i nodi verranno al pettine.
Avevo intuito chi fosse il colpevole perché c'era un particolare che mi aveva colpito, anche se poi ho scoperto di averlo interpretato in maniera sbagliata, ma mi ha portato comunque sulla strada giusta. Ad ogni modo scoprire cosa c'è dietro che l'ha portato a tanto, è stato comunque inaspettato.
Se volete leggere un giallo alla Christie, per niente scontato e sorprendente questo è il libro che fa per voi!

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Il baco da seta 2014-12-31 15:01:27 AndCor
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AndCor Opinione inserita da AndCor    31 Dicembre, 2014
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Essere esibizionista: una tragedia annunciata

Ci troviamo a Londra. Owen Quine, scrittore dall'animo vanaglorioso e che 'non pensa di essere soggetto alle stesse leggi della società', va su tutte le furie quando si vede rifiutare dalla propria agente la pubblicazione del suo nuovo romanzo 'Bombyx Mori' (nome latino del baco da seta) e decide di sparire dal resto del mondo. L'uomo non è certamente nuovo a simili "colpi di testa", ma i giorni passano e di lui non si ha alcuna notizia. La moglie decide così di ingaggiare l'investigatore privato Cormoran Strike perché si faccia luce su una fuga che, misteriosamente, si è trasformata in una vera e propria sparizione. Le prime indagini del detective, sempre accompagnato dalla sua assistente Robin Ellacott, rivelano che la scomparsa di Quine potrebbe essere legata proprio al contenuto di 'Bombyx Mori', in cui le persone vicine allo scrittore sono descritte attraverso caricature goliardiche e diffamatorie. Inizia così, per i due protagonisti, un lungo e tortuoso viaggio nel mondo inaccessibile e vendicativo dell'editoria londinese, dove potrebbe celarsi un presunto assassino (... o assassina?) i cui scheletri nell'armadio sarebbe stato più opportuno non toccare.

A distanza di poco più di un anno dal romanzo d'esordio (sotto pseudonimo) 'Il richiamo del cuculo', ritroviamo sugli scaffali J. K. Rowling con una nuova avventura per l'investigatore privato Cormoran Strike. Per il reduce di guerra, stavolta sarà caccia aperta a 'una mente ossessiva e violenta, calcolatrice, disturbata, ma profondamente geniale.', mentre la prematura scoperta che 'il baco da seta rappresentava una metafora dello scrittore e dell'agonia a cui è sottoposto perché se ne possa ricavare qualcosa di prezioso.' lo costringerà a guardarsi le spalle da una losca figura che lo pedinerà per diversi giorni con coltello alla mano. Si parte subito con un folto e nutrito gruppo di sospettati fra i conoscenti della vittima, ovvero tutti quelli che hanno letto la bozza del testo in cui vengono presentati con soprannomi e metafore poco gradevoli, finché alcuni interrogatori "oltremodo inverosimili" (eufemismo per esprimere il concetto "ricolmi di bugie e invenzioni") daranno a Strike l'aiuto necessario nel riordinare tutti i tasselli del puzzle e giungere alla raggelante (e, per certi versi, diabolica) ricostruzione del misfatto, perché in fondo 'Non si può tessere la trama di un omicidio come se fosse un romanzo. Nella vita reale non si possono tirare tutte le fila.'.

Passando all'ambientazione, gli scenari di fondo ricalcano, con i dovuti parallelismi, la macabra fine fatta da Quine: la Londra in cui ci catapulta l'autrice è piovosa, nebbiosa e caratterizzata dalle temperature gelide tipiche delle plumbee alture granitiche della Cornovaglia. Ne risulta, di conseguenza, influenzato anche il ritmo, regolare con tendenza al rallentamento nei momenti di maggior pathos, mentre il linguaggio risulta abbastanza variegato da raccogliere tutte le estrazioni socio-culturali dei personaggi principali e secondari del libro.
Tuttavia, la novità più evidente rispetto al romanzo precedente è la promozione di Robin a vera e propria protagonista della trama: questo perchè lei non solo affianca Strike praticamente full-time abbandonando spesso la propria "postazione" dietro la scrivania, ma anche il suo capo le affiderà responsabilità sempre maggiori che la aiuteranno a sfoderare tutta la propria forza d'animo (e, soprattutto, la propria esperienza di guida sportiva) anche nei momenti di maggiore pressione.

Ricapitolando: da un lato Strike e le sue paranoie riguardo l'imminente matrimonio della sua ex Charlotte, dall'altro Robin e il rapporto ai minimi termini fra il suo fidanzato Matthew e Strike stesso, in mezzo un intreccio omicida che ha ben poco da invidiare anche ai gialli-thriller di pregevole fattura: consigliato agli amanti del genere, e non solo.

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Il baco da seta 2014-12-01 16:29:01 Belmi
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Belmi Opinione inserita da Belmi    01 Dicembre, 2014
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Secondo capitolo, brava Rowling!

Dopo "Il richiamo del cuculo", la Rowling torna con "Il baco da seta".
Cambia la trama ma non i protagonisti; l'investigatore privato Cormoran Strike e la sua assistente Robin sono sempre in azione, alla ricerca di nuovi indizi.

La trama è più avvincente del precedente.
Strike viene ingaggiato dalla moglie dello scrittore Owen Quine perché ormai di lui si sono perse le tracce una decina di giorni prima. Il mistero si infittisce perché sembra proprio che la scomparsa dello scrittore sia legata a "Bombyx Mori" (la traduzione latina di Baco da seta).

Bombyx Mori è l'ultimo libro di Quine, un libro che "fra le righe" mette in cattiva luce diverse persone famose raccontandone particolari imbarazzanti e compromettenti.
Un solo problema, il libro non è stato mai dato alle stampe e quindi il cerchio si restringe ai soli pochi che lo hanno letto che guarda caso sono proprio le persone coinvolte nel libro. Ognuno di loro ha più di uno "scheletro" nell'armadio e Strike si ritroverà a dover vedere un pò più chiaro in tutta questa "nebbia".

La Rowling (o Galbraith) è propria brava. Scrive i gialli come quelli di una volta; il lettore non si deve scervellare pensando a chi sarà la prossima vittima (come spesso succede in molti altri libri), ma dovrà scervellarsi sperando di non perdersi nessun indizio.
Credetemi mi sono impegnata, ma la scrittrice con i suoi indizi/depistaggi mi ha traviato e non mi ha fatto scoprire il colpevole.

Un'altra cosa che ho veramente apprezzato è il fatto che in questo secondo capitolo vengono anche approfondite le vite ed i caratteri dei due protagonisti. Mi sono affezionata a Strike e Robin e non vedo l'ora di leggere il prossimo libro.

Intrigante, può creare dipendenza, scorrevole e non prevedibile.

Lo consiglio.

Buona lettura!


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Il richiamo del cuculo
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