Il leopardo
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Jo Nesbø è nato a Oslo nel 1960, da una famiglia di scrittori, lettori e cantastorie. Prima di abbracciare il suo destino e diventare il piú grande autore di crime norvegese si è cimentato in mille mestieri. Ha giocato a calcio nella serie A del suo paese, ha lavorato come giornalista freelance, ha fatto il broker in borsa. Cantante e compositore, si esibisce tutt'oggi regolarmente con la band norvegese dei Di Derre. Ha scritto qualcosa come quindici libri, spaziando dal giallo alla letteratura per l'infanzia, con esiti spesso geniali. Il leopardo (Einaudi, 2011) è l'ottavo capitolo della serie che ha come protagonista Harry Hole, detective specializzato in omicidi seriali, e che ha sancito il successo internazionale di Nesbø. Delle sue opere sono state vendute, in tutto il mondo, piú di nove milioni di copie. I suoi romanzi precedenti sono stati pubblicati in Italia da Piemme.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 9
Harry Hole è un mito
Nesbo si conferma un grande scrittore di thriller e harry Hole, il protagonista, non delude mai. Sono arrivata al "leopardo" dopo aver letto L'uomo di Neve e La ragazza senza volto, ma consiglio di leggere tutti i libri di nesbo in ordine per poter comprendere meglio l'evoluzione di Hole e apprezzarlo fino in fondo; va comunque detto che ogni libro è compiuto e comprensibile anche senza aver letto i precedenti.
Ma torniamo al leopardo, molto bello e avvincente con una scrittura scorrevole e piacevole. Mi ha affascinato il personaggio di kaja, una donna apparentemente emancipata e in carriera, ma che nasconde le paure tipiche di ogni donna. Mi ha fatto tenerezza nel finale quando fa "la sorpresa" a Harry, ma lui ha già deciso, purtroppo perchè ho sperato fino in fondo che cambiasse idea.
Unica nota negativa il finale, secondo me, un po buttato la e troppo in stile Rambo.
Concludo dicendo che vale davvero al pena di leggere nesbo.
Un altro maestro del giallo dal grande Nord
Che grande sorpresa Jo Nesbo! E' il suo primo libro che leggo e ne sono stato totalmente affascinato. Non è semplice avvicinarsi ad un libro di quasi 800 pagine ma questo non riesci a metterlo giù. Il protagonista, classico sbirro maledetto da noir, una via di mezzo tra Philip Marlowe e Sherlock Holmes il tossico, unisce intuito, sagacia, basso profilo e tanta umanità in un mix che lo rendono assolutamente affascinante. Questa storia, che vede il nostro inseguire il cattivo dalla Norvegia fino al cuore dell'Africa nera, non manca di certo di colpi di scena. C'è spazio però anche per degli insght nell'anima maledetta di Harry Hole che vive la malattia del padre, l'amore per Kaja, la mancanza della ex-moglie e del figlio come un comune mortale e che sull'orlo del precipizio cerca conforto nelle droghe e nell'alcool rendendoci molto vicini al protagonista. Concludo dicendo che vale veramente la pena leggere questo libro che non esito a definire un capolavoro del suo genere.
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Il grande caso di Harry Hole
Harry Hole è un poliziotto alla deriva dopo aver risolto il caso denominato "L'Uomo di Neve", che lo ha portato sì alla ribalta come arguto commissario ma, ne ha destabilizzato la vita privata e sentimentale allontanadolo dalle persone più care, in grosso pericolo durante quest'indagine. Lui ritorna all'uso sfrenato di alcool e droga nella piazza di Hong Kong.
Kaja Solness è una poliziotta dell'Anticrimine, dedita al lavoro e con grande intuito per i casi più difficili, in continua lotta tra cuore e carriera.
Mikael Bellman è il commissario capo della Kripos, una sezione anticrimine del ministero della difesa norvegese. Baldanzoso, intelligente, arrivista e piacione, mette i propri interessi davanti a tutto.
Un misterioso caso di un serial killer, che lascia otto vittime inchioda la Scandinavia e mette in contatot questi tre protagonisti.
Un solo indizio: tutte le vittime hanno prenottato la medesima notte in un rifugio in montagna.
Altra avventura del commissario più strampalato della giallistica nordica.
E' difficile non appassionarsi di questo protagonista che sembra uscito dalla penna di Bukowski, bello, maledetto e quasi mai sobrio, ma con un intuito da segugio che lo fa tornare sempre sulla cresta dell'onda.
Nesbo si getta con "Il Leopardo" in un'opera molto ben articolata e sempre avvincente!
Lo stile dell'autore è spettacolare, mai banale e con continui colpi di scena..veramente difficile dedurre l'assassino ed il movente!
Forse, a mio modesto avviso, la lunghezza è eccessiva, ho apprezzato molto di più Nesbo in romanzi più corti, dove il suo modo dettagliato di scrivere si apprezza maggiormente e dove il lettore viene sorpreso alla fine per aver trovato così tanti sospetti in poche pagine!
Il finale mi lascia un po' di amaro in bocca ma, credo sia una finestra per un libro successivo, che con Harry Hole come protagonista sarà sicuramente intrigante!!!
Libro consigliatissimo agli amanti del genere thriller/poliziesco, ma consiglio di leggere "L'Uomo di Neve" dello stesso autore prima di cimentarsi in questo libro: ci sono molti riferimenti che richiamano i pesonaggi di quest'opera, non sono rilevanti alla fine della storia ma, facilitano la comprensione psicologica del serial killer!
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Ultimo aggiornamento: 02 Febbraio, 2012
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Harry Hole Vs Il Leopardo
Ho preso questo libro per caso prima di partire per le ferie estive, non sapevo chi fossero Jo Nesbo e ,tantomeno, Harry Hole.
La scelta è stata azzeccatissima, è uno di quei libri che "devi finire", pensi di aver capito tutto ma, poi,il capitolo successivo ti spiazza per poi farti tornare sulle convinzioni iniziali.
La trama è veramente ben costruita, consiglio di leggerlo senza pause troppo lunghe altrimenti ci si dimentica di fatti e personaggi.
I thriller di Jo Nesbo andrebbero però letti in ordine cronologico, ogni libro fa riferimento a fatti accaduti in quelli precedenti, quindi lasciate questo per ultimo.
Partite dal "Pettirosso" ed entrate nella Oslo di Harry Hole, alcolista, scontroso, amante della buona musica e del whisky.
Buon divertimento!
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La genesi del leopardo
E’ il mio primo romanzo di Nesbo e devo ammettere che seppur con qualche limite lo considero una lettura interessante. Il libro è lungo ma l’autore ha la capacità di gestire la storia in modo coinvolgente, senza trucchi e false piste per confondere il lettore. L’indagine è condotta con logica, basata su prove e dati oggettivi, i personaggi sono interessanti e il mistero si svela solamente all’ultimo. Molto intrigante il fatto che ad un certo punto dell’indagine si scopra come tutte le prove portino ad uno dei personaggi per poi crollare, rilanciando la caccia all’assassino. Ammirevole il modo con cui Nesbo semina gli indizi per poi raccoglierli tutti, anche quelli all’apparenza insignificanti, intrecciarli e comporre il puzzle. Alla fine ci si accorge che c’è una spiegazione per tutto ma soprattutto che il vero colpevole non è un serial killer ma bensì qualcosa di più oscuro e profondo. Gli eventi possono influenzare la vita di ogni persona e l’origine del male è spesso molto complessa.
Harry Hole è un investigatore atipico, un uomo distrutto nel corpo e nella mente che porta ancora addosso i segni della sua ultima indagine. Un uomo che ha vinto la sua ultima battaglia ma è uscito sconfitto nel suo io. Ha messo a repentaglio la vita dell’unica donna che abbia amato e di suo figlio che lo hanno abbandonato, è fuggito ad Hong Kong e vive da reietto assumendo alcol ed oppio nel tentativo di dimenticare.
Il ritrovamento di due giovani donne assassinate in modo orribile, l’insinuarsi dell’idea di un nuovo serial killer spingerà il suo ex capo a farlo cercare per tentare di convincerlo a tornare e ad occuparsi di queste morti apparentemente senza legame. L’indagine inizialmente ad un punto morto, lentamente comincia a muoversi, gli indizi aumentano ma anche i cadaveri e finalmente Hole riuscirà a scoprire un legame fra le vittime. Ma la soluzione è lontana, perché per Nesbo siamo tutti vittime, anche i carnefici. Vittime di famiglie storte, vittime di momenti della nostra storia e del sangue che abbiamo ereditato. Tutti devono lottare contro ciò che non vogliono essere ma che alla fine verrà fuori.
Direi che nel complesso si tratta di una bella indagine investigativo psicologica che presenta interessanti valutazioni sull’immagine del serial killer ma soprattutto sulla possibile genesi del male.
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Ultimo aggiornamento: 30 Agosto, 2011
un leopardo sonnacchioso
Veramente non se ne può più di questi pseudo thriller che tutto hanno meno che la suspense, delle oltre 700 pagine potevano benissimo ridursi a 250 e forse ci guadagnava, una trametta portata per le lunghe he ti permette di saltare decina e decina di pagine pur di arrivare alla fine, sconsigliato ai lettori di palato fino. Non è un capolavoro, no. Nulla a che vedere con i suoi precedenti, Jo Nesbo, riposati.
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Ultimo aggiornamento: 21 Luglio, 2011
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Brivido felino
“Summertime, and the livin’ is easy. Fish are jumpin’ and the cotton is high”
Esiste una letteratura estiva ? per me sì. Ed è quella dei thriller complessi, vivaci, preferibilmente spiazzanti. Poi magari decidi di leggerne solo uno, per questioni di tempo o di voglia, pieno però di tante pagine.
Ok. Quale? Questa volta - leggendo qualche recensione al volo qua e là - scelgo Il leopardo, di Jo Nesbo
Harry Hole, atipico ispettore della polizia norvegese si è rifugiato ad Hong Kong dopo innumerevoli vicissitudini che hanno segnato la sua vita personale, oltre che il suo fisico. Richiamato con un piccolo stratagemma ad Oslo, da un’affascinante poliziotta, Kaja, si imbatte in uno dei più efferati serial killer e in uno dei più intricati casi della sua carriera. Harry, presto totalmente coinvolto dal caso, tornato nella sua città natale, dovrà fare allo stesso tempo i conti con il suo passato.
La trama è ottima, si dipana tra i tanti, spesso brevissimi capitoli, per poi ricongiungersi in un robusto finale. I protagonisti sono decisamente interessanti, serial killer compreso, anche se qualcuno di questi avrebbe meritato maggiore approfondimento (non aggiungo altro ovviamente per motivi di suspence)
Ultime due cose:
Jo Nesbo è un ottimo scrittore e lega la sua carriera al personaggio Harry Hole. Protagonista davvero particolare, facile rimanerne conquistati.
Jo Nesbo è stato paragonato a Stieg Larsson, e quindi associato alla letteratura gialla scandinava. Non sono d’accordo, a Nesbo manca forse la profondità di Larsson, ma questo romanzo è adrenalina pura.
Ah dimenticavo di dirvi, l’assassino ovviamente è il leopardo.
“Estate, Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore, L' estate che ha creato il nostro amore. Per farmi poi morire di dolor”
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Ultimo aggiornamento: 23 Luglio, 2011
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Tra le nevi della Norvegia e il fuoco dell'Africa
Efferati omicidi di un serial killer, un assassino che attende nell'ombra come il leopardo, scruta le sue vittime e balza addosso ad esse quando meno se l'aspettano. La squadra omicidi che brancola nel buio più assoluto e il tutto condito da un'accesa rivalità tra due reparti investigativi, con scambi di colpi bassi pur di arrivare per primi alla soluzione del caso. E' questo lo scenario ad alta tensione che ci propone lo scrittore norvegese Jo Nesbo al suo ottavo romanzo con il protagonista principale, l'ispettore Harry Hole, una figura sicuramente controversa: alcolizzato, fumatore d'oppio, dai modi sbrigativi e duri, malvisto perfino da diversi colleghi della polizia, con un passato tormentato ma dotato di un grande intuito investigativo e di una ferma determinazione ad arrestare i criminali ad ogni costo. Un romanzo lungo ben 759 pagine con un inizio leggermente più lento, anche se non noioso, poi man mano che cominciano a incastrarsi le prime tessere del puzzle la tensione sale, si susseguono teorie diverse e i tentativi di catturare il colpevole. Vi sono numerosi riferimenti al romanzo precedente della serie, “L'uomo di neve”, risolto sempre dall'arguto Hole e se ne consiglia quindi caldamente la lettura prima di iniziare con “il leopardo”, anche se può essere comunque letto benissimo come romanzo a sé stante. E' un ottimo romanzo thriller, con lunghe descrizioni, ad alta tensione, con una buona caratterizzazione dei personaggi.
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Ultimo aggiornamento: 05 Giugno, 2011
Ancora un grande giallo per Jo Nesbo
Jo Nesbo non tradisce! Ancora un romanzo incalzante e coinvolgente. Circa 750 pagine da divorare all'inseguimento, come sempre, di una verità sfuggente. Trama complessa e numerosi personaggi dai nomi molto difficili da ricordare richiedono concentrazione ma ne vale la pena. Per me il miglior giallista nordico. E' un autentico delitto che le due prime avventure di Harry Hole non siano ancora state tradotte e pubblicate nel nostro paese. Da leggere subito.









