Il predicatore
Letteratura straniera
Editore
Camilla Läckberg (1974) Prima di diventare una delle più celebri autrici di polizieschi della Svezia,ha lavorato per diversi anni nel marketing. Oggi, madre di tre figli, vive a Stoccolma dove continua a scrivere la sua fortunata serie tradotta in ventisette paesi, che ha venduto finora nel mondo più di sei milioni di copie. Dal primo episodio della serie, La principessa di ghiaccio, 230.000 copie in Italia, vincitore in Francia del Grand Prix de Littérature Policière, sarà realizzato un film.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 7
Top 100 Opinionisti - Guarda tutte le mie opinioni
Un po' deludente...
Questo libro l'ho trovato in casa, perchè l'aveva acquistato mio marito. Dopo la lettura de "La principiessa di ghiaccio" non avrei acquistato un altro romanzi della Lackberg, ma tant'è, era in casa e ho pensato di darle un'altra possibilità.
Purtroppo anche questa lettura mi ha abbastanza deluso. Il ritmo è molto lento. E gli avvenimenti mi sono parsi abbastanza scontati. Ci sono momenti in cui sembra che il romanzo finisca e invece poi l'autrice inserisce una divagazione e il racconto riprende. Però a me ha dato la sensazione che tirasse un po' a prolungare il numero delle pagine.
Ho trovato interessante: la trattazione della perversione a cui può portare il fanatismo ideologico, la descrizione non-truculenta dei delitti (... da un po' di tempo a questa parte mi pare ci sia una gara fra scrittori a chi è più truculento...), la descrizione della società scandinava.
Insomma, un libro che non consiglierei, ma non è nemmeno da scartare in toto... se si ha un po' di pazienza.
Indicazioni utili
- sì
- no
Caleidoscopio di personaggi
Thriller avvincente, stile scorrevole, personaggi caratteristici. Sono questi gli elementi fondamentali di questa storia che racconta forme di crudeltà assolutamente realistiche, visto la cronaca dei giorni nostri. Mi ha colpito molto il modo così diverso di vivere il dolore nella famiglia di Mona e nella famiglia di Siv: è inevitabile il confronto. Bello è l'intreccio delle coincidenze; originale è l'alternarsi di capitoli di cronaca del presente con brevi capitoli che raccontano, nel passato prima, e nel presente poi, il punto di vista delle vittime nei giorni della loro prigionia. Spicca la caratterizzazione dei personaggi della famiglia Hult, risalta il modo di vivere il dolore: c'è chi lo dimentica velocemente, c'è chi lo porta nel cuore, c'è chi lo supera perchè il tempo aiuta a smussarlo, c'è chi lo rielabora. Ma è il dolore l'indiscusso protagonista, in ogni pagina.
Indicazioni utili
Top 100 Opinionisti - Guarda tutte le mie opinioni
Secondo capitolo delle indagini di ERIKA FALCK ?
Fiducioso in un miglioramento della scrittrice dopo "La principessa di ghiaccio", mi sono addentrato nella lettura de "Il predicatore". Ne sono rimasto deluso. Le prime 200 pagine sono indigeste, noiose, senza colpi di scena o suspense. L'autrice dissemina indizi che rivelano chiaramente il colpevole, ma poi cerca di depistare il Lettore con prove fasulle, talvolta al limite dell'impossibile, e vicende familiari intrise di disprezzo reciproco e rapporti interrotti. Intanto Erika è incinta e preoccupata per la sconsideratezza della sorella (che sembra non aver imparato dai suoi errori). Ma in questo libro il suo personaggio è come marginale, non interviene nel caso, non indaga, ma invece litiga con i familiari. E tra avvenimenti alquanto prolissi, si giunge nella parte finale del libro che si legge più velocemente, e si arriva all'identificazione dell'assassino e al chiarimento del suo oscuro movente, il quale, se pur relativo ad una mente malata come quella del colpevole, sembra quasi inverosimile. Per essere un'indagine di Erika Falck la protagonista appare molto poco, e i personaggi approfonditi (i poliziotti della stazione) non colpiscono, bensì lasciano indifferenti. Patrik lavora con il suo solito zelo, ma per reggere il peso di un intero romanzo è un personaggio, a mio parere, troppo scontato. (Vanno apprezzate le parti in cui una delle donne uccise dall'assassino, descrive la sua prigionia). Non lo consiglio né a chi vuole leggere la Lackberg per la prima volta, né a chi vuole leggere il secondo capitolo delle indagini di Erika Falck (?). Il 14 settembre uscirà il terzo libro della scrittrice: "Lo scalpellino", ma non so se lo comprerò (o perlomeno se riuscirò a terminarlo).
Indicazioni utili
L'incantevole villaggio di Fj?llbacka
Dopo la delusione derivata dalla lettura de "La principessa di ghiaccio" mi ero riproposto di non acquistare più altri libri della Lackberg. Non ho mantenuto fede alla promessa ed ho letto questa sua seconda fatica che a mio avviso è decisamente migliore. I personaggi principali sono gli stessi, cambia ovviamente il loro ruolo nella storia che peraltro non è mal strutturata, certo è che, se non si è letto il primo libro, non si comprendono fino in fondo i ruoli di tutti i personaggi. Sicuramente lo stile non è avvincente, la lettura è lenta e senza colpi di scena, ma l’ambientazione è a dir poco fiabesca. L’incantevole villaggio di Fj?llbacka località turistica a 500 km da Stoccolma, nota anche per essere stata il rifugio dell’attrice Ingrid Bergman. Il romanzo sembra scritto al contrario, invece di fornire indizi per portare al colpevole, la Lackberg ti offre tutti gli indizi per capire chi sia e poi lavora per depistarti. Il lettore esce soddisfatto della propria capacità investigativa ma sotto sotto si rende conto che i dettagli, i personaggi che entrano ed escono dalla storia, i fatti personali dei protagonisti altro non servono se non a creare confusione.
La storia ha inizio nel bel mezzo di una splendida estate, con il ritrovamento di un cadavere sotto al quale la polizia ne rinviene altri due. Mentre il primo è di una giovane ragazza tedesca giunta a Fj?llbacka per una vacanza, gli altri due si scoprono appartenere a giovani donne scomparse vent’anni prima. La polizia locale guidata per l’occasione da Patrik Hedström non abituata ad avere a che fare con questo genere di crimini, sembra incapace di dipanare la matassa ma lentamente gli indizi porteranno tutti nella stessa direzione, la famiglia Hult. Il patriarca Ephraim, pastore molto conosciuto per le sue prediche infiammate, i due figli, Gabriel e Johannes, con le loro capacità taumaturgiche perse durante la crescita, le mogli di questi ed i rispettivi nipoti. Le rivalità, gli odi ed i rancori delle loro vite si incrociano sempre più con lo sviluppo delle indagini che, quando scompare una nuova ragazza diventano sempre più serrate fino alla scoperta del colpevole e di tutto l’orrore che solo una mente malata può aver generato. Rimarrà il dolore dei vivi ed il ricordo di giovani vite spezzate nel nome della follia.
Indicazioni utili
Lento e prevedibile
Rischio il linciaggio dei fans della Lackberg che hanno giudicato "inutile" il mio commento alla prima fatica della svedese solo perchè negativo.... Ho comunque letto anche questo secondo libro che poco ha smosso le mie opinioni. Innanzitutto lo stile: forse per colpa del traduttore che ha usato un "ghost", ma la prima parte del libro sembra scritta da una liceale. Purtroppo sempre più traduttori si affidano a terzi che spesso sono ragazzini e il primo centinaio di pagine sembra davvero scritta da un'adolescente.
La storia poi è costellata di eventi impossibili più che scioccanti: comunque tutti gli indizi puntano assolutamente sull'assassino, quindi nessuna sorpresa alla fine, nemmeno i depistaggi della Lackberg fanno dubitare sull'esito finale.
Il ritmo poi è lentissimo, le prime 200 pagine sono più indigeste di un .. dolce svedese con troppo zucchero e cannella.
Anche i poliziotti goffi tipo Ernst e Gosta non ispirano la simpatia di un Catarella.
Insomma: mi sembra che la Lackberg sia un ottimo prodotto di marketing, ma la sostanza dei suoi libri la trovo deludente. Tra gli scandinavi ci sono ben altri giallisti di qualità che meriterebbero maggior rilievo. Ora massacratemi ma non comprerò il terzo libro della Lackberg ...
Indicazioni utili
Il gene del male.
La prima parola che mi viene in mente adesso che ho appena concluso questo agghiacciante thriller è "follia".
Durante i primi capitoli può sembrare che sia il solito romanzo giallo, verso la metà mi sembrava perfino di aver capito chi fosse l'assassino...ma più procedevo con la lettura più i dubbi aumentavano..ho divorato un capitolo dopo l'altro, suspence e adrenalina si erano ormai fuse insieme.
Era da tempo che non provavo certe sensazioni leggendo un thriller.
Un corpo viene ritrovato in un paesino svedese durante una torrida estate. La vittima, una ragazza, giace sugli scheletri di altre due donne uccise con lo stesso modus operandi. Tutto fa pensare ad un serial killer, ma l'unico indiziato per gli omicidi avvenuti vent'anni prima è morto suicida ormai da tempo. La polizia sembra brancolare nel buio. Un'altra giovane donna scompare e inizia così una caccia che vi lascierà senza fiato.
Consigliatissimo!!!
Indicazioni utili
Il predicatore
Romanzo noir intessuto di vicende "rosa". Descrive una lunga e contorta indagine che si svolge durante un'estate svedese. E' apprezzabile la descrizione dello stile di vita svedese durante le vacanze, la trama in sè non è impegnativa, ma non è neanche del tutto scontata e noiosa.









