Il Quarto Protocollo
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Frederick Forsyth (Ashford, UK, 1938) è stato pilota di guerra nella RAF, inviato per l'Agenzia Reuters nelle capitali di tutta Europa, collaboratore alla BBC e corrispondente di guerra nel Biafra. Tra i suoi romanzi: Il giorno dello Sciacallo, Dossier Odessa, I mastini della guerra, Il quarto protocollo, Il negoziatore, Il simulatore, Il pugno di Dio, Icona, Il fantasma di Manhattan, Il veterano, Il vendicatore, L'afghano tutti editi da Mondadori.
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tensione "fredda"
C'è un aggettivo che accomuna tutti i libri di Forsyth: verosimile. I romanzi di questo autore non sono popolati da macho-men con i bicipiti extrasviluppati, ma sono costellati di persone dall'aspetto comune; giacche di tweed e pantaloni di velluto per gli uomini, normalissimi tailleur per le donne. Queste persone non hanno il grilletto facile, ma un acutissimo spirito d'osservazione, discrezione e tanta tenacia nel seguire una "pista". Detta così sembrerebbe che il libro sia noioso, invece il pathos c'è ed è una tensione "fredda", che deriva dalla meticolosità con cui l'autore ci spiega i dettagli del "mestiere" di spia. Tutti gli accorgimenti con cui i buoni non "bruciano" una buona preda, tutte le sottigliezze che l'organizzazione adopera per mantenere la massima segretezza e per trarre ottimi risultati anche con l'inganno.
Riguardo alla trama specifica di questo romanzo, senza svelare nulla, dico che la caduta del muro di Berlino ha segnato la netta fine di un epoca buia per l'umanità. Inevitabilmente però, qualche vittima l'ha lasciata sul campo: le migliori spy-story di sempre. Forsyth è uno che in questo genere è un maestro e questo è uno dei suoi maggiori successi sul filone guerra fredda. E' un romanzo dalla tensione gelida come la neve dell'URSS, silenzioso e penetrante. Un piccolo capolavoro.









