Il senso di Smilla per la neve
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Opinioni inserite: 8
Bello, però...
Mi sono promessa di leggerlo più e più volte e due settimane fa mi sono decisa. Mi ha appassionata fino a che lei non ha intrapreso il viaggio... Da "Il mare" in poi i sussulti sono stati proprio pochi! In conclusione mi ha lasciata senza entusiasmo e con qualche dubbio. Tanto fumo e poco arrosto? Difficile per me dare un parere sulla protagonista, al di là della cultura e dell'intelligenza mi ha trasmesso le stesse emozioni che potrebbe darmi un pupazzo di neve. La nota positiva è che mi ha incuriosita e stimolata a documentarmi sulla Groenlandia e sul popolo eschimese, realtà decisamente lontane anni luce da noi.
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Il freddo vissuto
Questo libro è l'antenato del filone dei thriller nordici, molto apprezzato dalla critica, ma per me è stato davvero noioso. Diviso in tre macrosettori: la città, il mare, il ghiaccio. Incentrato sul confronto fra la cultura europea e quella di un paese come la Groenlandia, culture molto diverse, ma con punti in comune. Molto lento nel ritmo, tanto da far perdere il filo della storia. L'unica cosa buona che lascia è la sensazione di freddo, che deriva dall'ambientazione nel paese degli eschimesi, così particolare, unita anche ad un misterioso senso di calore che comunque la neve dà. Non ho apprezzato nemmeno il personaggio di Smilla: non riuscivo a immaginarne il volto e non mi ha trasmesso alcuna emozione.
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Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 2011
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Con una trama più semplice sarebbe un bel romanzo
Il romanzo mi sembra un'occasione mancata. Smilla è una figura di donna toccante che non passa inosservata. Diffidente e aggressiva con i suoi simili, lotta con tutte le sue forze per arrivare alla verità sulla morte apparentemente accidentale di un bambino eschimese, che trascurato dalla madre alcolizzata l'aveva scelta come amica. Il ricordo struggente del suo piccolo e unico amico e dei momenti di tenerezza silenziosa condivisi con lui, la forza e il coraggio della donna, la neve, sua alleata nell'indagine, sono la parte migliore del libro. Peccato che fin dall'inizio si ha come l'impressione che si cerchi qualcosa che si conosce già, un percorso già tracciato che si rivelerà fin troppo arzigogolato. E poi l'autore si perde nei sensazionalismi e nel linguaggio tecnico, snocciolando ogni venti righe cifre che lasciano a bocca aperta più per gli sbadigli che per lo stupore. Alla fine sembra di guardare un videogioco, con la protagonista che riceve botte da tutte le parti e si rialza sempre. Avrei gradito una trama più semplice e descrizioni di ambienti meno dettagliate.
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Il senso di Smilla per la neve
Un segreto, la neve e il ghiaccio, un bambino Esajas ed una donna Smilla.
"Intorno a essa si scristallizza in un istante l'atteggiamento della scienza occidentale nei confronti del mondo. Il calcolo, l'odio, la speranza, la paura, il tentativo di strumentalizzare. E al di sopra di tutto, più forte di ogni sentimento per ciò che è vivo, la brama di danaro."
Neve, ghiaccio, freddo sotto zero, l'attaccamento alle proprie origini groenlandesi grazie ad una madre morta però troppo presto, un rapporto strano con un padre ricco che ha abbandonato la famiglia e si è dedicato ad una vita fatta di agiatezza e di successi professionali, e lei una donna con un forte spirito di indipendenza, lontana dalle convenzioni, ribelle sempre e comunque che ama la solitudine ed ha paura dell'amore che sta provando per quel piccolo bambino, lei è: Smilla! Mi è piaciuto questo personaggio, il fulcro del libro, con lei vivremo quest'avventura alla scoperta del perchè un bambino Esajas è morto cadendo da un tetto!
Troveremo come al solito tutto ciò che fa girare il mondo: sete di potere, amore per il danaro, solitudine, dipendenza dalla droga e dall'alcol , uomini senza scrupoli che per raggiungere i loro scopi uccidono e un grande amore per un bambino sfortunato senza padre e con una madre alcolizzata la cui morte spinge Smilla ad indagare ed a percorrere un viaggio molto pericoloso, ma lei dalla sua parte ha un'arma segreta la conoscenza della neve.
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Carino
Ho letto questo libro diversi anni fa.
Ho trovato che la moltitudine di flashback appesantiscono alcuni passaggi veramente belli.
Lo stile in alcuni punti rende il racconto poco comprensibile.
Nel complesso è comunque una bella storia.
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smilla
questo romanzo è l'antesignano del filone scandinavo dei thriller che vanno tanto in questo momento. Smilla è un personaggio molto affascinante, ma la parte più seducente del romanzo è sicuramente la descrizione dei paesaggi.
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Bello - ma non e' solo un thriller...
Alla prima lettura appare un thriller ben fatto e con un finale un po' fantascentifico. In realta' nello sfondo e' evidente la denuncia dello scrittore della politica sociale effettuata dalla Danimarca nei confronti degli eschimesi (Inuit).
La Groenlandia fa parte della Danimarca da sempre (oggi come regione autonoma). Negli anni lo stato danese ha portato avanti una politica ambigua verso gli eschimesi fatta di grossi sussidi finanziari ma anche
di colonizzazione culturale che ha portato grossi problemi di emarginazione simili in qualche misura a cio' che e' successo con gli indiani nativi americani.
Gli eschimesi ancora oggi esclusi ed emarginati nella societa' scandinava e penso che Peter H. volesse denunciare questa situazione.
Lo stesso autore si dichiara emarginato nel contesto della societa' danese (leggete i Quasi Adatti) ed e' ben calato nel filone tutto scandinavo di denunciare le questioni sociali che non appaiono ben evidenti nelle societa' dei paesi del nord Europa basate prevalentemente sulle apparenze - tutto appare bello e lindo, ma dietro le apparenze succedono cose molto brutte.
Lettura comunque molto consigliata.
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Il senso della neve.
Bellissimo romanzo d'avventura. Un thriller ben costruito sullo sfondo di un paese dipinto di bianco. Smilla è un personaggio affascinante che pagina dopo pagina rapisce.
Un giallo che prende forma poco a poco fino ad un finale che lascia a bocca aperta.
Consigliatissimo









