Il superstite
Letteratura straniera
Editore
Wulf Dorn è nato nel 1969. Ha studiato lingue e per anni ha lavorato come logopedista con pazienti psichiatrici per la riabilitazione del linguaggio. Vive con la moglie e il gatto vicino a Ulm, nella Germania meridionale. Dopo aver scritto diversi racconti horror si è dedicato alla stesura del suo primo romanzo: La psichiatra, diventato un successo grazie al passaparola dei lettori. Dopo Il superstite ha già ultimato il suo terzo romanzo.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 5
banale e scontato
Dopo aver letto le recensioni qui pubblicate, ho intrapreso la lettura con buone aspettative, anche se "LA PSICHIATRA" mi aveva deluso un bel po'. Ma, proprio come con "LA PSICHIATRA", mi sono ritrovata a leggere un thriller psicologico, banale e scontato, dove la fine si intuisce già a metà libro, dove l'autore, volutamente ti spinge a credere di aver individuato il colpevole e tu capisci che è troppo semplice...... Forse ho sbagliato a leggere questo libro dopo aver letto "IL SUGGERITORE" di CARRISI, un libro dove di scontato non c'è assolutamente nulla e che ti lascia senza soluzione fino all'ultima pagina.
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PSYCHOTHRILLER D'AUTORE
Anche questa volta Dorn ha la capacità di attirare l'attenzione del lettore con questo fantastico psychothriller d'autore, già a partire dalla prime pagine. L’universo in cui si muovono i personaggi è nuovamente quello di una clinica psichiatrica e anche in questo romanzo l'intreccio narrativo ed il phatos crescono con l'avanzare della lettura, senza che questa risulti pesante o di difficle comprensione.
Due tragedie che non hanno trovato spiegazione del passato del protagonista, vanno intrecciandosi con strani suicidi, morti sospette e sparizioni di cartelle cliniche. L'autore è bravissimo ad ingannare il lettore nella ricerca del colpevole e l'ossessione e la malattia mentale tornano di nuovo ad essere prepotentemente temi dominanti del racconto. Il finale risulta addirittura più chiaro e lineare di quello della Psichiatra... decisamente un libro da leggere per gli appassionati del genere!
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stupendo
per quelli che hanno letto "la psichiatra" dello stesso autore sanno gia' che il modo di scrivere di Wulf Dorn e' particolare....mi e' piaciuto di piu' del suo precedente libro, mi ha letteralemente tenuta incollata al libro, non riuscivo piu' di smettere di leggere!!!fantastico e un po' triste allo stesso tempo...mi piace il fatto che non riesci a capire chi, cosa e perche' fino alla fine...e quando hai finito di leggerlo hai capito tutto.
bravissimo l'autore!!spero di leggere presto altri suoi libri :-D
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Una conferma
Una bellissima conferma dopo “LA PSICHIATRA”. Anche con questo secondo libro Wulf Dorn ha fatto centro. Possiamo dire a questo punto che abbiamo trovato un ottimo nuovo autore di psico-thriller, con un stile veramente unico. Questo thriller si legge tutto d’uno fiato, il ritmo è incalzante fin dalle prima pagine e cresce sempre più. Molto abile a disseminare dei falsi indizi e fare credere al lettore di aver trovato il colpevole, per poi stupire con un finale che non ci si aspettava. Un vero talento!
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Devo recuperare La Psichiatra
Dopo il grande successo de La Psichiatra, la Corbaccio ha pensato di pubblicare anche questo romanzo che a mio avviso è un thriller davvero intrigante.
L'autore ha uno stile fluido, ha saputo creare la giusta dose di tensione e mistero sin dalle prime pagine e che aumenta man mano che si procede nella lettura. Scorrevole e con un finale inaspettato (fino all'ultimo Dorn ha seminato indizi fuorvianti).
Nonostante ci siano molte morti, stranamente ci sono poche descrizioni raccapriccianti (cosa che ho molto apprezzato).
La città in cui è ambientato è fittizia, come tiene a precisare lo stesso autore, ma è ben descritta. Una città alquanto fredda (in tutti i sensi).
Il protagonista di questa storia è Jan Forstner, un uomo tormentato e pieno di sensi di colpa perché a causa di un suo comportamento involontario (era un bambino a quel tempo) ha provocato una serie di effetti a catena che continuano ancora nel presente. L'autore è riuscito a creare un personaggio credibile e molto reale (ciò non vale solo per il protagonista).
Scritto in terza persona, il punto di vista si sposta tra alcuni personaggi ma resta quello di Jan a dominare. In questo modo offre al lettore un quadro più completo della situazione.
Se pensate di trovare un risvolto romantico, resterete senza dubbio delusi anche se le premesse c'erano tutte.
Resta comunque un thriller psicologico accattivante, emozionante e ben raccontato.









