Intervista col vampiro
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Il Vampiro moderno
“Intervista col vampiro” di Anne Rice è un racconto nel racconto.
In una notte qualunque, in cerca di un’intervista interessante, un giovane uomo vive un’esperienza al di là delle sue aspettative: l’uomo dai capelli neri e il volto bianco come porcellana che ha acconsentito a raccontargli la storia della sua vita è un vampiro. Un vero vampiro, che vuole tirare le fila della propria esistenza.
Louis, nato in Francia e vissuto in Louisiana come proprietario terriero, è diventato un mostro notturno ai tempi della Rivoluzione Francese, vittima prescelta per diventare lo schiavo immortale di un misterioso vampiro, il francese Lestat.
Segnato da lutti familiari, ossessionato da domande profonde sulla natura del Bene e del Male, Louis si risveglia come non morto senza aver perso l’anima insicura e tormentata che aveva da vivo. Nulla lo aiuta nella comprensione della sua nuova vita di assassino; sicuramente non Lestat, che sembra un vanesio mostro senz’anima, uso solo a divertirsi a spese delle sue vittime e, più in generale, del mondo.
Gli scrupoli di Louis lo tengono dapprima lontano dalle vittime umane, poi cede al richiamo di una bimba rimasta orfana, che Lestat trasforma in vampira per un gioco perverso. La triade mostruosa vive decenni di fittizia mondanità a New Orleans, la piccola Claudia diventa donna nel corpo di una bambina, e il suo odio montante per Lestat porterà a fatti tragici che costringeranno lei e Louis a partire per l’Europa, alla disperata ricerca di risposte sulla loro natura, sullo scopo della loro esistenza.
Tra colpi di scena e orrori, Louis concluderà il racconto con la dichiarata perdita dei propri sentimenti umani. Ma è davvero così? Il giovane giornalista non può accontentarsi di un finale simile. Le risposte, forse, le possiede solo chi ha dato il via a tutto quanto: il vampiro Lestat.
In questo romanzo degli anni ’70, la Rice dà il via a una rivoluzione della figura del vampiro. Un vampiro nuovo, moderno, fatto per vivere attraverso il flusso dei secoli e la razionale perdita di capacità di credere nello straordinario dell’uomo evolutosi dall’Illuminismo.
Il vampiro di Anne Rice è una creatura che si è calata nel Tempo oltre le fantasie dei romanzi gotici a cavallo fra diciannovesimo e ventesimo secolo. E’ un abitante delle città, cammina in mezzo a noi, si veste come noi. Solo, possiede poteri e coscienza che si affinano nei secoli, poggiando su basi così nichiliste da consentirgli di vivere senza impazzire nel tremendo flusso del progresso.
I vampiri che affollano incontrollabilmente gli scaffali delle librerie odierne e le pellicole cinematografiche sono cugini di primo grado di questa figura di mostro moderno descritta dalla Rice, ma hanno finito per incarnarne il lato più frivolo, banale, stucchevole, togliendogli ogni grandezza di mostro, di creatura delle tenebre la cui vita è il sangue e quindi, essenzialmente, la morte altrui. Proprio vero che l’uomo contemporaneo non sa più credere negli orrori, né riuscire a immaginarseli nella loro interezza…
Nemmeno l’autrice, purtroppo, è rimasta estranea a questo processo di trasformazione in dandy notturno dei suoi vampiri. Pur conservando una prosa ricca e immaginifica, i romanzi seguenti a “Intervista col vampiro” si fanno via via meno profondi. Il significato si va perdendo, la forma prende piede sulla sostanza.
Louis ha incarnato le domande sulla fede, sul Bene e il Male, personificazione dell’anima in fin dei conti timorosa di risposte, racchiusa in se stessa, venata di meschina ignavia, che è tratto caratteristico della società contemporanea. I romanzi che seguono ruotano attorno alla figura di Lestat e iniziano con la stessa potente verve – offrendoci un protagonista spettacolare che splende come un faro acceso – ma poi vanno perdendo di smalto, in una insistenza verso la decadenza fine a se stessa, una grandeur che si va facendo artificiosa; la messa in gioco di tanti vampiri nella saga toglie loro unicità, li rende meno attraenti, speciali.
La Rice ha continuato a scrivere le biografie dei vampiri corollari alla vicenda principale, ma niente ha più eguagliato la potenza inventiva del primo romanzo, il tormento di Louis, l’incomprensibile sfida al mondo di Lestat, l’orrore ineguagliabile di Claudia, bambina vampiro.
Un incubo contemporaneo, drammatico e profondo. Una lettura da non perdere.
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L'umanità diventata vampiro
Molto difficile recensire questo libro; ho paura di non trovare le parole giuste, di minimizzarlo, cosa che dovrei assolutamente evitare perché questa 'vita' - perché di una vita si tratta - è magistralmente raccontata.
Louis, proprietario terriero di Pointe du Lac, a seguito della tragica morte del suo adorato fratello inizia a percorrere la via della perdizione, finché le zanne di Lestat non si chiuderanno sul suo collo; e da qui si susseguiranno decenni di vita di lusso, tensioni emotive e tante sorprese. Ma Louis è insoddisfatto: Louis vuole conoscere il suo nuovo io e la sua nuova natura, ma Lestat non glielo permette. E così inizieranno i viaggi... fisici, ma soprattutto alla scoperta di se stessi.
Un'opera incredibile, e ve lo dice una che aveva perso fiducia nel genere e nei vampiri. Ma forse sbaglio a dire questo, perché Louis non è semplicemente un vampiro, ma è un normale essere umano che di punto in bianco si ritrova ad essere una creatura della notte.
Questo è perlopiù una storia introspettiva e lo capiamo anche dalla scelta dell'autrice riguardo alla narrazione: un vampiro viene invitato da un ragazzo a raccontare la sua emozionante vita. In un modo o nell'altro Louis gli dirà tutto: ma qui vi dico che starà nella capacità del lettore comprendere fino in fondo tutte le sue parole, perché ci sono cose non dette verbalmente ma che vanno semplicemente percepite. E non sarà facile scoprire tutto ciò che si vuol far sapere, perché se è vero che l'Intervista lascia trapelare una gran quantità di dettagli è anche vero che emozioni così intense richiedono molta attenzione per essere gustate a fondo.
Questa è la mia raccomandazione: cercate di sondare l'anima del vampiro narrante (e la Rice ci dà i mezzi per farlo) e leggerete la vera storia, quella che vi toccherà cuore e mente.
A questo punto non mi sento di aggiungere molto altro: cosa dovrei dirvi ancora?
Le descrizioni della Rice sono accuratissime, prolisse, lente, devono essere assaporate come si apprezza un quadro di pregio, perché tutte le vicende e le ambientazioni sono mirabili affreschi da... vedere.
I personaggi, i personaggi... dovete semplicemente conoscerli e non li dimenticherete mai più.
Lo stile è ricercato e non facile da seguire, ma con la giusta dose di attenzione diventa piacevolissimo scorrere ogni singola virgola.
Insomma, io ve lo consiglio ... non è la solita storiella superficiale. E' qualcosa che colpisce a fondo. E ci rimane.
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Il primo libro delle cronache dei vampiri
Una storia affascinante e ricca di emozioni, dove i vampiri sono creature complesse ancor più degli esseri umani, dove i vampiri hanno un anima che li rende capaci d'amare ma che li rende capaci nel contempo di compiere azioni malvagie nella più completa indifferenza. A volte la narrazione scorre veloce incalzata da un susseguirsi di avvenimenti, mentre altre volte scorre lenta sotto i turbamenti d'animo del protagonista, ma io ho amato entrambe le fasi! E ho altresì amato il personaggio di Claudia, così piccola e dolce, così diabolica e letale. Una donna intrappolata in un corpo di bambina, una figura così peculiare e inquietante che non avrei mai immaginato di incontrare neanche tra le pagine di un libro.
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bellissimo
letto,letto e riletto 100 volte...
mi sono innamorata di Louis e della sua storia...
bel libro!!e' il piu' bello in assoluto, anche della saga "twilight"
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I veri vampiri
Ecco la dimostrazione di come la fantasia possa, se ben usata, descrivere la realtà toccando corde sensibilissime. Quando il tormentato vampiro Louis descrive la sua sofferenza, non si ha la sensazione di distanza che si dovrebbe avvertire di fronte ad una creatura soprannaturale, al contrario: è del dolore di ogni essere umano che si parla, del male di vivere, della difficoltà di andare avanti, e della lotta continua contro la propria anima. Mentre si riflette sugli spunti filosofici che il libro ci offre, ci si può soffermare ad ammirare la bellezza del personaggio di Claudia, il demone infante, o di Lestat, che ruba la scena al protagonista Louis in attesa di un libro tutto suo. L'atmosfera malinconica, romantica e cupa, è molto ben riuscita, e fa meravigliosamente da sfondo all'intreccio della narrazione. Che dire poi dello stile di Anne Rice? Mi verrebbe da paragonarlo a quello di Oscar Wilde per l'estetismo, ma ha una profondità nella descrizione e un'eleganza difficilmente eguagliabili, e una cultura che rende ancora più piacevole la lettura. Bram Stocker può sistemarsi nella tomba e dormire sonni tranquilli: la bandiera del principe delle tenebre è ancora alta.
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Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 2011
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Face to face with a vampire!
La storia è molto interessante, lo stile molto accurato, i personaggi ben delineati con le loro abitudini, i loro pregi e vizi, ma soprattutto le loro confuse e contorte psicologie.
Da un lato il demonio di Lestat, dall'altro l'angellino travestito da vampiro di Louis che sogna ancora di trovare il bene nell'essere nel quale è stato trasformato e vive per scoprire e conoscere fino in fondo la sua natura. Diventa quasi palloso, come personaggio, poichè le sue domande lo portano a non godere della sua vita, differentemente da Lestat, che però, fino alla fine, dopo essere stato tradito dai suoi stessi simili, si trova a guardare in faccia la realtà e a convivere con la sua disperazione!
Libro da leggere e d'assaporare fino in fondo!
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gotico e ammaliante
consiglio caldamente questo libro,ammantato di una magia gotica che pochi libri posseggono.il vampiro moderno inizia qui con il tormentato louis costretto suo malgrado a una vita da non morto. louis è l'io narrante della storia,che ci parla della sua condizione con angoscia umana rimpiangendo il calore della vita, ma a mio avviso l'indiscusso protagonista è lestat, il principino viziato.louis ce lo descrive come una creatura senza scrupoli,con scatti da checca isterica... impressione sbagliatissima,perchè questo istrionico vampiro sarà la colonna portante di tutte le cronache della rice...in "scelti dalle tenebre" vi anticipo che conosceremo tutta la sua vita umana,la sua iniziazione alle tenebre nella francia del 1700 ,fino all'epoca moderna... libro che incanta per la nuova concezione di non-morto:la rice scardina tutti i vecchi stereotipi e fa da apripista a tutti i succhiatori di sangue del ventunesimo secolo. memorabile la scena al teatro dei vampiri...da vedere anche il film,ma solo dopo avver letto il libro.
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intervista
Riservo a questo romanzo un posto particolare tra i miei preferiti.. ho letto anche altre opere della Rice, ma nessuna mi ha dato le emozioni di "Intervista col vampiro", un romanzo intriso di drammatica poesia, che affronta problemi sempre attuali e l'eterno dualismo bene-male. Un bel romanzo, ben scritto: molto efficace l'espediente narrativo dell'intervista. Vivamente consigliato!









