It It

It

Letteratura straniera

Editore

Casa editrice


It è un romanzo horror scritto da Stephen King e pubblicato nel 1986. In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. E quando, molti anni dopo, It ricomincia a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano famiglia e lavoro per tornare a combatterla. E l'incubo ricomincia.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 33

Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.6  (33)
Contenuto 
 
4.8  (33)
Piacevolezza 
 
4.8  (33)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
It 2017-05-22 20:37:59 Federica91
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Opinione inserita da Federica91    22 Mag, 2017

Strano, intenso e meraviglioso

Questo libro è tutto! È scorrevole e incuriosisce pagina per pagina, anche quando King si dilunga in descrizioni, le quali sono necessarie per percepire l'atmosfera di quella maledetta città che è Derry, e degli strani abitanti che la popolano. È inoltre impossibile non immedesimarsi nei piccoli protagonisti e nelle difficoltà che affrontano non solo con It ma con i bulli che li infastidiscono giorno per giorno. Il libro contiene scene terrificanti e anche un po' perverse, ma sono viste quasi tutte con gli occhi di un bambino e proprio per questo sono ancora più mortificanti. Ma la storia che racconta King non è solo uccisioni e sangue. No. L' amicizia e il potere scaturito da essa è ciò che rende questo romanzo un "amico a cui affezionarsi". La magia e l'innocenza, l'amore e il desiderio nelle prime fasi della loro manifestazione, il ricordo e l'impossibilità di ricordare. I temi sono tanti e persino i racconti che non riguardano i protagonisti sono riusciti a trasmettere emozione e coinvolgimento. La triade It, Tartaruga, l'Altro è complessa da capire ma grazie alle parole di King si riesce ad immaginare in modo che è del tutto soggettivo, ma è efficace. Il linguaggio utilizzato da King è piuttosto semplice, e ho apprezzato la continua alternanza tra periodo di gioventù e periodo adulto, anche se ho preferito il primo. Interessante anche il narrare da più punti di vista le avventure dei protagonisti. It mi ha spaventato perché capace di assumere le sembianze di ciò che neanche si sa di aver paura. Tutto torna e tutto quadra in questa meravigliosa storia. Avrei gradito qualche informazione in più sui sopravvissuti nell'epilogo, ma tutto sommato è perfetto così. L'ho divorato in due settimane e mezzo. Lo consiglio a tutti, tutti dovrebbero leggerlo, pur non aspettandosi una storia troppo paurosa (anche se a me ha fatto paura), ma per la miriade di temi (non accettazione del diverso, bullismo, violenza domestica, ipocondria, pazzia) affrontati in modo magnifico.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
A tutti tranne che agli snob pretenziosi
Trovi utile questa opinione? 
60
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2017-05-16 21:17:04 Valerio91
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    16 Mag, 2017
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Voliamo tutti quaggiù...

Questa sensazione che mi pervade ogni volta che chiudo un libro che ho "amato"... non so se mi piace o se la odio profondamente. Quelle ultime frasi ad effetto che l'autore pare scrivere apposta, come se non bastasse la tristezza di dover dire addio a personaggi con cui si è ormai creato un legame. Quelle frasi come di commiato che ti danno il colpo di grazia e sembrano sussurrarti: "E' davvero tutto finito". Magone.
Che posso dire... quello di "It" è davvero un King da applausi, che fa rimpiangere l'autore che era prima di 22/11/'63 (suo ultimo vero capolavoro) e che ti fa venir voglia di leggere tutte le opere passate... quando era davvero il Re.
Un'impresa ardua per le oltre 1300 pagine (in caratteri nemmeno troppo grandi) che forse potevano essere meno, ma sinceramente... va bene così.

Tutto ha inizio con la celeberrima scena in cui il piccolo George Denbrough, in impermeabile giallo, insegue la sua barchetta di carta lungo un fiumiciattolo d'acqua piovana, fino a vederlo perdersi in uno scarico delle fognature della città di Derry, nel Maine. Lì farà il suo incontro con It, nelle sembianze di un pagliaccio, e sarà l'ultimo incontro della sua vita.
It è l'anima malvagia della città di Derry, un essere multiforma che prende le sembianze delle maggiori paure di chi lo osserva, che fa la sua apparizione ogni 27 anni lasciandosi alle spalle una scia di morte che culmina con un evento catastrofico. Dopo la tragedia, It va in letargo, salvo tornare dopo quel periodo di tempo, puntuale come un orologio.
Il lettore sarà spettatore della battaglia tra It e il Club dei Perdenti, un gruppo di ragazzini il cui leader è Bill Denbrough, il fratello del ragazzino ucciso dal clown. Saranno loro a sfidare It, a decidere di doverlo distruggere, a ridurlo in fin di vita da bambini e a giurare col sangue che sarebbero tornati per finirlo, se il terrore fosse ricominciato.
King gestisce magistralmente l'alternarsi degli eventi che portano i protagonisti ad affrontare It sia da piccoli che da grandi. Vi affezionerete a ognuno di loro, credetemi, e vi ritroverete a pensare alla vostra infanzia, ai vostri vecchi amici, alla bellezza di quegli anni passati.
Anche se non avevamo un mostro come It, da affrontare.

"In un certo senso era come se fossero entrati in uno di quei film dell'orrore del sabato pomeriggio all'Aladdin, ma per un altro verso, forse quello cruciale, non era affatto così. Perché in quel caso non c'era la pace interiore che si ha davanti a un film, quando si sa che tutto finirà bene, e anche in caso contrario a rimetterci la pelle non sarai tu."

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
180
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2016-12-17 04:51:42 Bipian
Voto medio 
 
3.5
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
Bipian Opinione inserita da Bipian    17 Dicembre, 2016
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il mio primo horror

Era da un pò di anni che pensavo di dover leggere almeno un libro horror nella mia vita, posto che qualche film di questo genere l'avevo pure guardato, manifestando talvolta perfino un pò di morboso interesse...

Mia madre ha sempre considerato spazzatura i generi horror e fantasy, il calcio, gran parte dei cartoni animati giapponesi o quelli violenti in genere, la musica metal, i film con scazzottate alla Bud Spencer o quelli infarciti di volgarità e tette e culi alla Lino Banfi. Non ha mai riso quando il pubblico registrato ride in programmi quali "Striscia la Notizia". Io quando inizia la pubblicità faccio zapping.
Ho avuto da piccolo un certo livello di censura del quale mia madre si è tardivamente un pò ricreduta. Fondamentalmente comunque siamo entrambi d'accordo che non ci siamo persi niente...

Sono rimasto sconvolto a 10 anni dal primo film horror che mio malgrado vidi a tratti sul monitor del sedile davanti alla mia faccia in una corriera che da New York ci portava ad Atlantic City: "La bambola assassina"!
Non ricordo di aver mai avuto paura del buio prima dei 10 anni, ma dopo quel film per molto tempo ho temuto di aprire una porta al buio da solo, mi immaginavo la bambola avanzare lentamente verso di me e stupidaggini del genere. A tutt'oggi qualche lieve residuo di turbamento permane in certe situazioni (da solo, in casa, di notte), ma razionalmente ho superato quasi del tutto quelle paure. Se non altro oggi riesco a guardare tranquillamente film dell'orrore senza passare notti in bianco, ho rivisto alcune scene e il macabro finale di quel maledetto film senza che il cuore accelerasse il battito e ho letto più volte diversi capitoli di "It" prima di addormentarmi beatamente dopo pochi minuti.

Premesso ciò, ho scelto "It" in quanto volevo leggere quello che si ritiene essere un capolavoro del genere horror, in modo da decidere di leggerne altri se la lettura mi fosse piaciuta, o accantonare l'horror per dedicarmi ad altri generi a me più affini.

Ebbene: non so se ne leggerò altri e se lo farò sarà fra molto tempo.

Il libro è anzitutto monumentale: nelle oltre 1300 pagine vengono narrate le vicende dei sette amici e protagonisti fin nei minimi dettagli. Trovo che ci siano dei momenti di buona letteratura, in certe vivide descrizioni, nella psicologia dei personaggi, o quando l'autore tratta (con taglio naturalmente pulp) il fenomeno del bullismo, mentre altre parti potrebbero essere sfoltite, in quanto paradossalmente pur essendo un libro di molta azione, l'ho trovato talvolta troppo pesante.

Il mio realismo e materialismo inoltre mi tolgono il giusto coinvolgimento che immagino si dovrebbe avere quando si affrontano materie quali la trascendenza di It, la compenetrazione a mani nude nella sua carne, il dualismo ontologico tra It e la Tartaruga, la trasformazione di It a immagine delle paure di chi lo vede, ecc...

Gli amanti del libro (a leggere le altre altre recensioni ce ne sono parecchi) mi troveranno snob, e probabilmente è così, ma devo ammettere che leggendo di quelle materie sopra descritte, più che provare quel brivido desiderato, mi viene da sorridere.

Altra parte che mi sembra una caduta di stile è quando Beverly (scusate, ma è proprio così) la dà a tutti e sei i suoi amici undicenni, nelle fogne dopo aver affrontato It. E' un episodio che stona in un quadro generale di credibile e casta alleanza tra ragazzi impegnati a liberare il mondo da un mostro brutto e cattivo.

Per il resto la trama è avvincente, si vuole vedere come va a finire e quanto sangue deve ancora scorrere, come ci si aspetta da un libro di questo tipo.

L'atmosfera della mitica cittadina inventata di Derry nel Maine è uno degli aspetti meglio riusciti del romanzo. Vi si respira l'aria di quella che immagino essere stata la provincia nord-orientale degli States negli anni ottanta. Qualche venatura di degrado e di squallore, in un contesto di dimesso benessere, lavoro e città a misura d'uomo. Si potrebbe tracciare un parallelo tra Stephen King e Quentin Tarantino. Lo scrittore che anticipa il regista sul sapore di una rustica provincia americana e probabilmente lo ispira nelle scene più splatter.

A proposito di genere splatter, USA e anni '80, mi viene in mente "American Psycho"che ho trovato molto più credibile, sconvolgente e profondo di It.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
  • no
Consigliato a chi ha letto...
Per gli amanti del genere, suppongo...
Trovi utile questa opinione? 
70
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2016-05-26 20:06:20 Francesco.3.96
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
Francesco.3.96 Opinione inserita da Francesco.3.96    26 Mag, 2016
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

It è ovunque...

Come primo libro ho scelto di recensire proprio It, iniziato quasi per caso e probabilmente anche per una certa curiosità verso questo libro.
Per prima cosa mi sento in dovere di precisare che a mio avviso si tratta di un grandissimo capolavoro, anche se non conosco bene questo genere quindi potrebbero benissimo esserci moltissimi libri superiori ad esso a mia insaputa, ma ne dubito.
In questo titolo forse, la chiave per la grandissima riuscita di tutto ciò, è stata l'essere assai prolisso si Stephen King e questa è la mia prima convinzione, perché è riuscito tramite l'esposizione di tutti i possibili dettagli a creare immagini vivide nella mia mente, permettendomi di immedesimarmi in maniera ottimale nelle varie vicende. Non bisogna dimenticare i nostri protagonisti, anch'essi perfettamente descritti e con dei caratteri e dei comportamenti che a mio avviso è difficile non amare.
L'altro fattore che a mio avviso ha determinato il grande successo di It, sono i temi trattati che sono i più disparati e vanno dal tema adolescenziale con tutte le relative diramazioni, l'amicizia, l'amore, la visione del mondo adulto da parte di dei ragazzini, la maturazione e così via...e tutti ciò da a questo libro un buon peso per quanto riguarda anche i contenuti.
La cosa che però più mi ha colpito è il "Club dei Perdenti", ovvero il gruppo di ragazzini protagonisti del libro, che mostra moltissime facce di possibili problemi che vanno a crearsi nell'età adolescenziale e che molto spesso sono motivo di bullismo nella nostra società. Ogni ragazzino ha i propri difetti, che non sto ad elencare visto che andrei sicuramente a semplificare troppo il tutto senza rendere pienamente giustizia ad essi, ma sono accomunati tutti da una cosa. Sono perseguitati dai bulli, e poi si scoprirà che tutti hanno visto almeno una volta It.
Che dire di It, in poche parole è difficile da delineare esattamente ciò che è It...forse addirittura non è possibile. It è ovunque, persino dentro tutti noi.
It è la paura e tutte le nostre debolezze.
Ma non voglio rubarvi altro tempo, non mi resta altro da dire oltre al fatto che S. King è riuscito a creare un gran lavoro che è incalzante, riesce a lasciarti estremamente teso in alcune situazioni ma che risulta essere tutt'altro che scontato e banale.
Quindi che dire, spero che decidiate di affrontare questa lettura senza lasciarvi spaventare dalla mole dell'opera perché è veramente un peccato non leggere un libro del genere, che alla conclusione lascia un vuoto e un senso di perdita veramente grande.
Buona lettura

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Consigliato a tutti coloro che sono curiosi di conoscere questo grande autore. Non sono esperto di questo genere quindi non so bene a chi consigliarlo in base ad altri titoli, ma lo consiglio a tutti.
Trovi utile questa opinione? 
110
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2016-04-21 07:34:09 annamariafabbian
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
annamariafabbian Opinione inserita da annamariafabbian    21 Aprile, 2016
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un libro per tutti. Un libro per nessuno.

"It". Il libro più conosciuto del mondo, paragonabile al "Principe" di Machiavelli per fama. Ma, come diceva Gramsci, ci sono tre tipi di lettori del "Principe": chi l'ha letto, chi non l'ha letto, chi non l'ha letto e finge di averlo letto.
Di It, io devo dire la stessa cosa. C'è chi non l'ha letto, c'è chi l'ha letto - pochi eletti, temo - e c'è chi ha guardato la riproduzione cinematografica di Tommy Lee Wallace con Tim Curry e crede di sapere tutto.
Un crescendo di tensione, la paura mista ad una sofferenza che si trascina tra i cadaveri dei bambini.
La trama è rinomata: un clown che rapisce e uccide bambini, che sanguina dagi album e sgorga dai lavandini. Ma nel romanzo di Stephen King c'è molto di più. Prima di tutto, una lotta eterna tra l'innocenza infantile e l'odio reale mondiale. Pochi conoscono inoltre la scena molto forte che ritrae Beverly Marsh in un'orgia con i suoi amici fraterni, riscatto per la loro liberazione, quasi che l'atto sessuale potesse liberare loro stessi da quell'incubo. E infine, la maledizione della memoria che non può essere recuperata, della perdita, della mancanza.
Di superba bellezza è al scena inziale, in cui un giovane uomo si uccide nella vasca e da bagno e come ultima macchia sulla terra, scrive IT col suo stesso sangue. Il film non rende la tensione che le la penna abile di King sa fare.
Periodo scorrevoli, nessuna fatica nella lettura: King non è un fautore degli incastri stilistici e sintattici, ma di lui si può dire che è il più bravo tra gli sceneggaitori. La lunghezza può intimorire il lettore, ma io consiglio questo: IT non deve trascinare verso al fine, ma deve convivere con voi per tutto il tempo di cui necessitate. Vi deve accompagnare, vi dovete affezionare ai personaggi, amarli, conoscerli. Dovete rimanere in loro compagnia fino a quando non faranno parte delle vostre giornate. E quando loro sarenno parte integrante dei vostri respiri, sì: proprio in quel momento Stephen King li strapperà via da voi nel mondo più violento possibile.
Da leggere.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
"Pet Sematary", Stephen King.
Trovi utile questa opinione? 
150
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2016-01-03 19:59:32 martaquick
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
martaquick Opinione inserita da martaquick    03 Gennaio, 2016
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

It è IL libro

Ebbene sì, ce l'ho fatta, l'ho finito. Questo libro che volevo leggere fin da quando ero piccola ma che ho sempre tardato a iniziare l'ho letto e ringrazio di averlo fatto.
Sono state scritte moltissime recensioni per questo libro, come del resto merita e non mi ci metto anche io a raccontarvi la trama o altro, la storia è risaputa ma vi lascio le mie impressioni e sensazioni.
La mia piccola premessa è che io sono rimasta abbastanza spaventata dal film di It del 1990 che ho guardato per sbaglio insieme a mio papà (fanatico dei film horror) credo di aver avuto circa 8 o 9 anni ed è da allora che non ho più riguardato il film e tuttora mi spaventa. Quindi mi sono decisa a leggere il libro.
La mole potrebbe spaventare (1300 pagine) ma non lettori accaniti abituati alle sfide!
Quello che posso dire di It è che è uno dei libri più completi che io conosca. Non rimangono dubbi o curiosità perchè è tutto raccontato in modo tale da non lasciare i classici "buchi" che a volte non trovano spiegazione in altri libri. Le vicende sono narrate in modo scorrevole eppure sono dettagliate e sembra di essere insieme a quei ragazzini di Derry e devo dire che sì, Pennywise fa paura! Io più di una volta mi sono ritrovata con l'immagine di questo clown deforme davanti agli occhi.
I protagonisti, sia da giovani che da adulti sono davvero persone che hanno spessore, ognuno il suo carattere, le sue paure e le sue famiglie, sono divisi da etnie, religioni, modo di vivere eppure non ci sono dubbi sulla loro grande amicizia, tema su cui ruota il nostro romanzo, un amicizia forte che li lega nel loro destino. Un amicizia che è amore, e l'amore vince sempre anche su un mostro terribile come It.
Gli argomenti trattati da Stephen King sono moltissimi ed è per questo che è un libro completo ed esauriente, il bullismo subito dai protagonisti in giovane età, il dolore per la perdita di persone che si amano, i maltrattamenti subiti dalle famiglie, l'amore giovane e l'amore maturo, e molto altro. Mi è piaciuto tutto di questo romanzo è talmente ampio che non finisci mai di trovare spunti per riflessioni molto profonde. Non è un horror, è una categoria a sè!
Non ho niente da criticare a questo libro, Stephen King ha scritto un vero capolavoro. Lo consiglio a tutti.

Ps: una chicca per i fan di King: quando il padre di Mike Hanlon racconta della sua gioventù e di essere stato salvato da un uomo nell'incendio, l'uomo che lo salva si chiama Dick Halloran e gli dice di dirigersi da una parte dicendo che sa che è la parte giusta..e chi è Dick Halloran? è il Dick di Shining! colui che aiuta Danny Torrance nell'hotel Overlook! L'ho riconosciuto subito il nome e mi ha fatto piacere!

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
160
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2015-06-16 18:05:48 Bruno Izzo
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Bruno Izzo Opinione inserita da Bruno Izzo    16 Giugno, 2015
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tutto un mondo di perdenti

“It” rappresenta, com’è noto, l’opera meglio conosciuta dello scrittore americano Stephen King, forse quella di maggior successo di pubblico e di critica, un tipico romanzo indissolubilmente legato al nome del suo autore, così come, per esempio, “Lord of the rings” sta a Tolkien oppure “For whom the bell songs” sta ad Ernest Hemingway.
Ed a ragione: si tratta, infatti, di un tomo poderoso, oltre mille pagine, che racchiudono, in sintesi, tutto l’immaginario dello scrittore del Maine.
Con “It” King si sbizzarrisce, libera tutta la propria fantasia, rende reale e concreto quel di fantastico ed incantevole racchiude il suo mondo interiore, fa uso a piene mani di tutti gli stereotipi della letteratura horror di cui certa critica lo ha indicato come il campione assoluto, descrive e fa rivivere magistralmente tutte le angosciose creature che turbano l’immaginario in special modo d’adolescenti e preadolescenti.
Prendono vita nelle pagine del romanzo tutti i mostri “classici”, così come milioni di persone di tutto il mondo li hanno conosciuti, grazie alla specifica letteratura e, ancor di più, grazie ad un tipo ben preciso di cinema “minore”: rivivono, grazie a King, nella realtà dei nostri tempi, i vampiri, le mummie, i mostri della laguna nera, i ragni giganti, tutti i differenti modi di essere e di apparire, di mostrarsi e però di rendersi visibile solo agli occhi di chi desidera veramente vederlo, che assume ogni e qualsiasi babau per eccellenza. Ciascuno ha, si può dire, un mostro personale, e pertanto non sintetizzabile solo in un modo ed in un genere, ma amorfo ed intricato ad un tempo, non riconducibile ad una sola categoria, potendo assumere forme e nomi diversi, e pertanto l’insieme di questo caleidoscopico mostro è indicato con un più appropriato termine neutro, “It” appunto.
Ma “It” non è, non può essere solo, un romanzo horror: giacché King non è uno scrittore dell’horror in senso stretto, ma egli è invece, come ormai ampiamente assodato anche dalla critica più severa, un osservatore attento di un’epoca della vita che egli considera la migliore del corso dell’umana esperienza, quella più tenera e delicata, più magica e poetica, più sensibile e delicata, più fine, più tenera, più emotiva: l’età della primissima adolescenza. Guarda caso, è l’età anche più impressionabile dell’umana esistenza, e perciò l’età in cui la curiosità è particolarmente pungente, la fantasia fervida, la voglia di sapere, di conoscere, di vedere oltre le apparenze, sono fortissime, tenaci, in un’ottica non più infantile ma non ancora freddamente razionale, tipica dell’età adulta, e si cede perciò facilmente e docilmente al fascino dell’horror.
L’horror spaventa, ma affascina; l’horror terrorizza, ma incuriosisce; ed i maggiori consumatori dell’horror in tutte le sue forme sono proprio i ragazzini della prima adolescenza, perché non credono più alle favole, certo, e però credono ancora nelle storie “strane”, non sono più bambini, vero, ma nemmeno abbastanza grandi da limitarsi ad etichettare come illusorio ciò che non arrivano ancora cocciutamente a spiegare solo con la ragione.
Perciò King indirettamente scrive di horror, ma lo fa non per impaurire il lettore e come attività fine a se stessa, ma utilizza l’horror come un artifizio, come un pretesto, uno specchio riflettente che appunto riflette ben altra realtà e considerazioni.
Utilizza l’horror per parlare di valori umani, di sensazioni, di particolari stati d’animo, d’affetti, di passioni, e del suo personale convincimento che questi sentimenti raggiungano l’apice della pienezza, si realizzano compiutamente solo in un ben preciso arco temporale. Un’età della vita in cui non si è più bambini ma non si è stati ancora guastati dall’indifferenza, dall’aridità, dall’egoismo che quasi inevitabilmente si accompagnano all’età adulta.
King attraverso l’horror di cui sono abituali utilizzatori i giovani, descrive il loro mondo: elogia la prima adolescenza come l’età migliore dell’uomo, quella in cui i valori dell’amicizia, completa e disinteressata, in primo luogo, e poi anche l’amore, la solidarietà, la tolleranza, giungono ad estremi mai più toccati, e spiega come questa consapevolezza, la coscienza della graduale perdita della visione pura e cristallina attraverso questo terzo occhio che va atrofizzandosi con la crescita, è l’origine della malinconia e del rimpianto con cui l’adulto ricorda l’io adolescenziale, tanto diverso e sempre migliore dell’attuale.
King allora parla spesso di ragazzini, sono di frequente ragazzini i protagonisti dei suoi libri, da Carrie White di “Carrie” a Danny Torrance di “Shining” a Charlie McGee di “Firestarter”; sono adulti ma con la purezza, l’onestà, l’innocenza e la capacità di credere e vivere in pieno certi valori, con l’entusiasmo travolgente tipica degli adolescenti, gli Stu Redman ed i Larry Underwood di “The Stand”; sono ragazzini infantili mai arrivati all’adolescenza o arrivateci male, anche certi personaggi negativi, sfortunati, vittime loro malgrado come l’Annie Wilkes di “Misery”.
Poiché King sa scrivere bene, e poiché tutti siamo stati ragazzi, ecco uno dei motivi del suo successo: siamo stati tutti ragazzi, è vero, possiamo tutti riconoscerci in quel che King magistralmente ci fa ricordare, quei giochi e quel candore, quegli amici e quelle paure, quelle emozioni e quei rituali, quel tempo fatato, diverso certo per esperienza ed esperienza per ciascuno, e però a tutti comune per identica sensibilità, capacità di vedere le cose della vita ammantate da un alone magico, con fede cieca e vivida speranza, con una tale fantasia, una tale innocenza, un tale garbo, uno stato di grazia come mai più si ripresenterà nell’esistenza.
Perciò in “It” King in fondo parla di se stesso, parla degli amici della sua personale primissima adolescenza, parla della vita e del costume dei favolosi anni cinquanta della sana provincia americana, parla d’epoche e luoghi che conosce a menadito: e poiché oltre a conoscerla bene, sa anche ben riprodurla, ecco che si realizza compiutamente l’equazione, scrivere bene di ciò che si conosce altrettanto bene, e poi è il suo talento a rendere un capolavoro la storia banale di un mostro nascosto nelle fogne di una città.
Il giovane preadolescente è a metà di un guado, non più bambino, non ancora adulto, né carne né pesce: è perciò più fragile, non ha ancora compiutamente realizzato se stesso, non ha ancora precisa identità, meno che mai ha indipendenza, in particolare la prima e più importante, quell’economica, è pertanto debole, cagionevole, dipendente dagli estri degli adulti, dagli egoismi parentali, dalla cattiveria dei bruti, finanche dai primi sconvolgimenti ormonali, insomma i giovani della prima crescita sono, per definizione, dei perdenti.
Ed il gruppo dei sette perdenti riflette l’essenza stessa del mondo magico prediletto da King.
Il capo carismatico del gruppo è William “Bill” Denbrough, ragazzo quanto più simile allo stesso King, guarda caso anche lui da adulto diventerà uno scrittore horror.
Bill è un ragazzo sensibile, buono ed onesto, un amico come pochi: eppure la pochezza degli adulti non esita a ferire, seppure inconsapevolmente, l’animo nobile del giovane adolescente, che si vede respinto, rifiutato dai suoi stessi familiari in lutto per la perdita del piccolo di casa, senza pensare, chiusi nel proprio egoismo che in ogni caso nessun dolore giustifica, che quello stesso lutto ha effetti altrettanto spaventosamente sconvolgenti sull’animo del sensibile ragazzo, a maggior ragione trattandosi di un giovane non ancora formato.
Bill non ha, non può necessariamente avere, i meccanismi d’elaborazione ed accettazione di un lutto, pertanto la scomparsa del fratellino gli lacera l’anima, lo fa sentire ingiustamente in colpa, non è minimamente aiutato dai suoi cari nella triste e difficile, ma necessaria, opera di recupero e ricomposizione dell’affettività traumaticamente infranta. Ed il disagio del giovane si rivela nell’incespicare allorché tenta, timidamente, di violare la cortina di indifferenza ed abbandono in cui i suoi stessi cari lo hanno rinchiuso.
Bill “Tartaglia” smette di balbettare solo quando dimentica, e dimentica solo quando è pervaso da amore, l’amore puro e disinteressato, spontaneo e sincero dei suoi amici: come tutti noi, non n’avrà mai più d’amici così, in tutta la sua vita.
E quanti guasti possono fare la grettezza e l’egoismo degli adulti, lo dimostrano visivamente Ben Hanscom, Ben il ciccione, deriso dai bulli della scuola e capace di partorire versi di straordinaria poetica intensità per la ragazza per la quale spasima; e Eddy Kaspbrak, con l’eterna bomboletta di spray antiasma tra le dita.
Ambedue soffrono di patologie psicosomatiche, l’obesità per Ben e l’asma presunta d’Eddy, ma più che patologie sono esempi di quali guasti gli adulti possano produrre in nome di un malinteso senso dell’amore o di troppo amore: in realtà si tratta solo d’egoismo, d’egoistico e meschino senso di “possesso”, che induce la madre di Ben a rimpinzare il figlio di cibo anziché più impegnative attenzioni di tempo e dedizione, di cure semplici ma affettuose, d’educazione all’autonomia ed al rispetto per se stesso e gli altri, e quella d’Eddy a spacciare acqua canforata come miracoloso rimedio per una malattia esistente solo nella testa del ragazzo, in cui è stata inculcata a viva forza per rafforzarne la dipendenza materna. E soffre ingiustamente Mike Hanlon, con la sensibilità tipica degli adolescenti, per le discriminazioni di cui è vittima per il colore della sua pelle.
Reagisce invece assai argutamente e maliziosamente alla grettezza degli adulti Richie Tozier, Richie Boccaccia dalla lingua lunga e dalle battute fulminanti, beep beep Richie, in realtà giovane assai timido e sensibile che per reazione e difesa scimmiotta il mondo degli adulti, con le sue imitazioni che mettono alla berlina il loro mondo assurdo, i loro modi di dire incongruenti, stereotipati, stantii.
Quanto invece più simile agli adulti è Stan Uris, Stan l’ebreo, un piccolo ometto più che un ragazzo, non per niente è detto pure Stan L’Uomo, forse quello meno privo della magia degli adolescenti, e proprio questa mancanza sarà alla base del suo arrendersi troppo presto alla cruda evidenza della realtà: Stan non possiede compiutamente la fede cieca degli adolescenti nella magia, nel fantastico, nell’improbabile ma possibile, preferisce cedere alla freddezza del reale.
Beverly Marsh, l’unica ragazza del gruppo, è il personaggio tramite il quale si rivelano chiaramente le peggiori turpitudini del genere umano adulto: è una ragazzina fresca, vivace, in gamba, ha un mondo interiore tenero, romantico, sentimentale, una personcina pratica ed equilibrata, assai carina in ogni senso, più matura della sua età come lo sono sempre le femmine rispetto ai maschi in quell’epoca.
Questa bella anima innocente rischia di essere insozzata dalle peggiori invenzioni della razionale maturità adulta: la pedofilia, l’incesto, la violenza carnale, dalle quali scampa con l’intelligenza, la rapidità d’intuizione, l’istinto squisitamente femminile.
Beverly è il simbolo, al quale King tributa il massimo rispetto, della femminilità, con il suo candore, la sua pudicizia, la sua limpidezza ma pure con la sua saggezza, il suo coraggio, la sua forza d’animo, qualità che troppo spesso suscitano l’invidia dell’universo maschile, che ci prova quindi malignamente ad infrangerne l’incanto e la bellezza.
Una storia d’adolescenti, quindi, una storia di perdenti…che poi tanto perdenti non sono.
Perché in contrapposizione al loro mondo, c’è appunto “It”, tutto un altro universo, quello degli adulti, quello dei cosiddetti vincenti, dei maturi; un mondo assolutamente privo di tolleranza, che non esita a sbarazzarsi dei diversi, per esempio degli omosessuali, scagliandoli oltre il parapetto di un ponte.
Un mondo privo di pietas umana, se un intero paese partecipa al sanguinoso ed inutile massacro di una banda di rapinatori in fuga, sostituendosi brutalmente e selvaggiamente alla legge dell’ordine costituito.
Un mondo assolutamente privo d’amore, fratellanza, senso della comune appartenenza al genere umano, se gode del disastroso incendio di un locale nel quale sono soliti riunirsi “solo” persone di colore.
Un mondo ignobile nel quale si massacrano bambini mutilandone i corpi e si lasciano nell’abbandono sanitario e sociale i disadattati, i “cattivi” come Henry Bowers…ridendo di tutto questa con la risata sguaiata, sardonica, falsa di un clown.
Tutto questo mondo è “It”, è il condensato di quanto più negativo esiste nell’animo adulto, “It” riflette quanto d’immorale genera la maturità.
Ed il male è subdolo, ma intelligente, è pervicace e perciò ritorna ciclicamente, fa parte della storia dell’uomo fin dalla sua comparsa sul pianeta terra: il male è abile, capace, affascinante, non a caso è femmina, e perciò in grado di moltiplicare se stesso.
Allora il gruppo dei perdenti, con tutto il loro bagaglio di buoni sentimenti, è in realtà quello che prevale, a maggior ragione se conserva nella memoria quei buoni sentimenti anche nella crescita, e sa recuperarli, nel bene e nel male.
E perciò i perdenti da adulti ripetono nel male la loro adolescenza, per esempio Bev sposa un individuo meschino quanto più simile all’infido e violento padre, e Eddy ha una moglie possessiva come lo era la propria madre, ma anche e di più nel bene, sanno ritrovarsi, sanno riunirsi per far fronte comune alle avversità ed alle nefandezze della vita ciclicamente ripresentatisi, sanno fronteggiare ancora “It” pur nell’età adulta appunto recuperando i valori sinceri, autentici, basilari dell’esistenza, l’amicizia, la fratellanza, la bontà, magari anche l’incoscienza ed il coraggio di correre a perdifiato in bicicletta o in equilibrio assai instabile su uno skateboard, ed in definitiva tutto quanto di buono e genuino c’è nel loro animo, quello illibato della loro adolescenza.
E poiché “It”, come abbiamo detto, è femmina, lo contrasta efficacemente solo un’altra femmina, Beverly, è lei il vero leader, nemmeno tanto misconosciuto, dell’intero gruppo dei perdenti, è lei che, con intuito tutto femminile, risolve con un atto d’amore compiuto, totale, omnicomprensivo, l’eterna diatriba tra il bene ed il male che è il fulcro dell’intera storia.
La cui morale è che, se davvero si voglia, tutto lo splendore dell’animo adolescenziale può davvero conservarsi anche oltre quel limite temporale, può con un personale sforzo comune sorvolare ogni barriera di razza, religione, egoismo, di spazio e di tempo siderale assumendo le sembianze non più solo esclusivamente giovanili ma finanche quelle rugose e bonarie di una vecchia tartaruga.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Stephen King, ovviamente, ma anche a chi desidera avvicinarsi per la prima volta non al Re dell'Horror, ma a un grande scrittore, uno con i controfiocchi: garantito doc!
Trovi utile questa opinione? 
90
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2014-12-30 21:13:05 Wasp98
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Wasp98 Opinione inserita da Wasp98    30 Dicembre, 2014
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sorprendente...

Devo ammettere che questo romanzo mi ha davvero sorpreso e affascinato, facendomi avvicinare al genere horror e allo stile di Stephen King. Avevo letto di quest'autore solo "il miglio verde", che però è tutt'altra roba rispetto a "It". Ma It, in fondo chi è?, anzi che cos'è? È semplicemente paura, incubo, terrore allo stato più puro e incontaminato, sentimenti incamerati nella figura di questo mostro mutaforma che ha la sua tana nel sistema fognario di una cittadina del Main: Derry. It vive di paura e odio, elementi di cui Derry è impregnata fin nelle sue viscere. E di chi meglio dei bambini, i cui sentimenti sono amplificati dalla forza dell'immaginazione e dall'innocenza della loro tenera età, si possa nutrire It? Peccato che ad intralciare i suoi piani si sia intromessa la forza dell'amicizia che lega i 7 protagonisti della storia: sette bambini diversissimi l'uno dall'altro ma che in fondo rappresentano la spensieratezza e la forza di sognare tipiche dei bambini che tanto spaventano It. A coronare il tutto: l'amore, visto nelle sue prime manifestazioni della giovane età fino alla dura realtà del maltrattamento della donna. Sembra quasi un sogno in più atti in cui Pennywise il clown, con i suoi efferrati delitti, lo trasforma in un incubo. Eppure nell'insieme si ha una visione molto complessa del passaggio dalla fanciullezza all'età adulta perché, come scrive King nelle ultime pagine del suo capolavoro " Ma è bello[...] pensare che chi ha guardato in avanti deve anche guardare indietro e che ciascuna vita crea la propria imitazione dell'immortalità: una ruota". Poesia...

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
101
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2014-12-27 12:28:18 simoneriggi92
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
simoneriggi92 Opinione inserita da simoneriggi92    27 Dicembre, 2014
Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre, 2014
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

IL VIAGGIO

Sono state spese centinaia e centinaia di parole per descrivere il capolavoro di Stephen King nel corso degli anni.
Mettiamo subito in chiaro una cosa.
Stephen King è visto da molti come un semplice autore di racconti horror e per questo snobbato da molti .
Non ci siamo proprio!!
Fare la recensione di un romanzo tanto vasto sia nella sua mole (1315 pagine) sia, e soprattutto, per la vastità dei suoi contenuti , non è affatto semplice.
Per questo voglio non voglio addentrarmi troppo in profondità , perché ognuno di noi vive un romanzo del genere in maniera differente, sia per tematiche affrontate e sia per i luoghi in cui ,per qualche momento ci siamo immersi.

IT è un romanzo in cui King dimostra che l’aspetto horror ,seppur importante, è un elemento secondario dei suoi racconti e delle sue tematiche .
Leggendo questo libro ho sì sentito la continua angoscia dei protagonisti nel convivere con un segreto simile, con la paura di non poter fronteggiare con un male così profondo , ma ho soprattutto visto il fortissimo legame che lega i 7 bambini. Un’amicizia che sarebbe sopravvissuta negli anni contro qualsiasi attacco , contro una città come quella di Derry. che fa dell’indifferenza la sua caratteristica principale.
L’abilità dell’autore nell’introdurci nei panni dei personaggi, nelle loro emozioni , nelle descrizioni minuziose dei luoghi è incredibile. La città , i negozi e la campagne di Derry sono descritte in maniera strepitosa , difficile non immedesimarsi in una narrazione simile.
Terminato il romanzo, sento di aver giocato per qualche istante nei Barren con Bill ed Eddie.
Sento d’ esser stato a Derry con ,Stan, Eddie, Richie, Beverly, Ben e Mike e Bill. Tutti e 7 avevano qualcosa di diverso , qualcosa di speciale, ma sapevo già , ancor prima di finire il racconto , che IT avrebbe dovuto lavorare sodo per togliere di mezzo quei sette.
Ho ancora gli incubi quando sento nominare Henry Bowers, grondante di sudore e rabbioso come un pitbull , affiancato dai suoi “compari”, all’inseguimento dei poveri protagonisti.
IT non è un romanzo banale, come avrete notato non ho minimamente menzionato Pennywise , il clown, perché IT non parla soltanto della creatura che infesta le fogne di Derry .
Molti riconducono il romanzo alla figura del pagliaccio .E questo non è corretto , perché affermare ciò significherebbe sminuire quello che King ti racconta durante il viaggio.
Il clown è sia antagonista dei bambini ma soprattutto cornice di cio’ che successe a Derry molti anni prima .
Forse è nel passato che dovrai scavare .
Soltanto nel parlare ancora sui contenuti e sui messaggi riscontrati nel romanzo ci vorrebbero centinaia di pagine.
Ma fidatevi, non leggere queste romanzo ,sarebbe fare un torto a voi stessi.
Preparate lo zaino , mette dentro l’occorrente : torcia, dei sassi ed una fionda!
Si va a Derry!

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
140
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2014-07-30 10:31:26 Matteo ADP10
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Opinione inserita da Matteo ADP10    30 Luglio, 2014
Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre, 2014

Horror

Non è un libro facile. E non è solo un libro horror. It, di Stephen King, urla. Urla tanto. Talmente tanto che forse sarebbe impossibile, per uno che vorrebbe intraprendere il mestiere di scrittore professionista, non leggerlo. Me lo immagino, tra cinquant'anni, appoggiato sullo scaffale di una biblioteca: il cartello che troneggia sulla libreria reca la scritta CLASSICI.

It è un libro che si dilunga molto, ma lo fa con un perchè. Creare atmosfera. L'atmosfera è importante. Senza atmosfera non c'è suggestione, senza suggestione non c'è magia, non c'è lettura. Perchè la lettura è magia, la scrittura è magia, e King lo sa bene. Troppo bene. Per questa ragione, alla classica storia horror che fa rabbrividire i più, decide di affiancare le storie personali di un gruppo di amici. E lo fa bene, molto bene, portandoci avanti poi di anni, quando i ragazzini che avevano affrontato sono diventati uomini e donne affaccendati, professionisti formati che si sono lasciati alle spalle i fantasmi del passato. O forse no.

Io scrivo per diletto, ma non so se l'horror possa essere il mio genere. Una cosa la so, però: questo libro ti fornisce, oltre ad una storia molto buona, oltre ad inquietudine e terrore, anche una buona base per scrivere del genere. La sensazione è che non King abbia scritto e pensato la storia a mo' di storia adolescenziale, in un modo che strizza l'occhio al romanzo di formazione(perchè di elementi riconducibili al genere in questione ce ne sono: si affrontano tematiche come l'adolescenza, si scava nella psicologia dei ragazzi, li si vede proiettati nel futuro); però King, a mio avviso, ha fatto di più: ha modellato il romanzo di formazione in horror di formazione.

Ne è uscito fuori It, mostro, spirito, incubo, chiamatelo come vi pare. Non è un romanzo facile, l'ho già scritto. Ma non è nemmeno un romanzo da perdere. Assolutamente no. Se volete il meglio di King da un punto di vista stilistico, prendete questo libro(ce ne sono altri, ma It incarna proprio le idee dello scrittore elevate al massimo).

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
80
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2014-06-27 10:49:03 stella79
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
stella79 Opinione inserita da stella79    27 Giugno, 2014
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

AMICIZIA

Una barchetta di carta scorre lungo le piogge torrenziali di Derry, un bambino felice la insegue. Poi l'incubo che si risveglia nella cittadina americana. Un incubo rappresentato dalla crudele imitazione di un clown, che acquista le forme delle paure più nascoste, più torbide ed allucinate di un'intera comunità.
IT: la Cosa, l'indefinibile, la creatura sotterranea che attira, che intesse la tela per nutrirsi non solo della carne, ma anche della mente, delle fobie, dei terrori infantili.
Eppure, nonostante il potere ancestrale della paura, una speranza: un gruppo di bambini, bambini problematici alla ricerca di una loro identità, i Perdenti, che però traggono forza dalla loro unione e dall'amicizia che li lega. Ragazzini fragili e soli, arrabbiati e allo stesso tempo sempre pronti a ridere - a ridere nonostante tutto - che diventano adulti.
Ed è questo il vero focus del romanzo: l'amicizia. La crescita. E quel che irrimediabilmente si perde dopo aver attraversato un periodo della vita.
IT "risorge" da quella perdita ma il legame non si è spezzato. Dalle nebbie del tempo ritornano i ricordi di quell'estate, quando i Perdenti erano un'identità unica seppur frammentata il tante singolarità: Bill, il leader del gruppo ma anche tormentato dai sensi di colpa per la morte del fratello; Eddie, chiuso nelle sue ipocondrie e soffocato da una madre iperprotettiva; Richie, che mostra tante maschere - le Voci - per difendersi dal mondo; Beverly, vittima del rapporto di amore-odio nei contfronti del padre; Mike, che deve fare i conti con la sua pelle scura in un periodo ed in un contesto storico difficili; Ben, che sfoga le sue ansie ed il suo senso di inadeguatezza nel cibo; ed infine Stan, il personaggio forse più fragile del gruppo, quello meno sognante, meno "bambino" e per questo più debole - il personaggio che ho amato di più e che King ha forse trascurato.
La storia si intreccia in più di 1.000 pagine che non pesano, alternando momenti di puro terrore ai ricordi di un'estate, scandagliando emozioni, ricordi, momenti di vita. Il finale, come altre volte, non è probabilmente all'altezza dell'intero romanzo, anche se le ultime pagine sono di una bellezza struggente. "I finali sono senza cuore. Un finale è una porta chiusa che nessun uomo può aprire. Quella cosa che chiamiamo lieto fine non esiste. Non ne ho mai trovato uno che fosse alla pari di "C'era una volta". I finali sono senza cuore. Finale è solo un sinonimo di addio." dice Stephen King, ed è vero.
E congedandomi da questo romanzo ho avvertito un senso di vuoto, un addio doloroso da una storia e da personaggi che non si può fare a meno di amare.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Agli appassionati di King, delle storie del terrore e di quelle introspettive
Trovi utile questa opinione? 
140
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2014-03-13 15:58:16 Fonta
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Fonta Opinione inserita da Fonta    13 Marzo, 2014
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

IT..è dentro ogni uno di noi

It è la paura.
It è la debolezza che ci fa sembrare impotenti di fronte a tutto e tutti.
It è il tarlo che si insinua nella nostra mente diventa follia.
It è lo spavento che il pensiero crea e che l'inquietudine alimenta.
It è l'angoscia di ogni cosa nuova che la nostra mente elabora con circospezione.

It è il disagio di Ben, ragazzo parecchio sovrappeso che cerca una rivalsa sui libri. Vittima dei bulli, benvoluto dagli adulti che, a cui la sua mole e la sua intelligenza ispira simpatia.

It è il dolore ed il legame viscerale che Beverly ha nei confronti di suo padre, un uomo violento che reprime con le mani le frustrazioni della vita.

It è l'inopportuna capacità di non riflettere di Richie, imitatore e "linguaccia" tagliente, la sua parlantina e la sua spregiudicata baldanza lo mettono sempre al centro di mille guai.

It è l'ipocondria di Eddie, fin da piccolo inserito dalla madre in una cupola di vetro, fatta di fobie e malattie più o meno vere, votate a proteggere il "piccolo".

It è l'incapacità di ammettere l'esistenza di qualcosa più grande di noi, come fa Stan, che vuole vivere la vita con i piedi per terra, ma al tempo stesso adora i volatili.

It è la diversità di Mike, ragazzo di colore in una Darry "bianca", dal carattere mite ma, perennemente discriminato per una caratteristica di cui lui non può nulla.

It è la difficoltà di espressione di Bill, leader della banda dei Perdenti, balbuziente. Che riesce però a comunicare ai suoi amici la voglia di rivalsa nei confronti di It, la "Cosa" che vive sottorterra che gli ha portato via il fratellino George.

It è un romanzo che parla della nostra più intima realtà attraverso la fantasia. Affibiando le sembianze di un pagliaccio ad un terribile mostro che si ciba delle nostre paure infantili impersonate dai bambini, King entra nella nostra pscihe, tenendoci per quasi 1400 pagine incollati al libro, ansiosi di non perdersi un minuto della crescita e della lotta personale e gruppale dei personaggi.

It è questo ma, è anche molto di più.

la lettura di questo libro mi ha impegnato per un mese e mezzo e credo di aver provato molte emozioni durante questo "percorso". L'idea credo sia una delle più geniali che abbia mai letto: splendido, intrigante e con quel sottile filo di terrore e brivido che invoglia a leggere..magari con un occhio solo come a sbirciare un film pauroso.
Dall'altra parte però metto una mole troppo corposa, non che mi facciano "paura" i libri cosidetti mattoni ma, credo che King a volte si dilunghi troppo su particolari che ai fini della trama siano irrilevanti.

Resta comunque un libro che DEVE essere letto da chi ama il genere o chi vuole affrontare gli spettri di una vita fatta di molti...It.

Buona lettura

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
I libri di King
Trovi utile questa opinione? 
250
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2014-03-09 11:32:14 Jack_84@yahoo.it
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Jack_84@yahoo.it Opinione inserita da Jack_84@yahoo.it    09 Marzo, 2014
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Una storia di amore di amicizia

Per questo romanzo del Re sono stati spese fiumi di parole ed un motivo ci sarà! Non voglio indugiare sulla trama perchè anche chi non ha mai letto il romanzo la conosce, poichè la fama di questo romanzo - anche grazie al lungometraggio omonimo - non ha eguali. Voglio spendere perciò qualche parola essenzialmente su quello che questo romanzo riesce a trasmettere. Innanzitutto vorrei avvertire i lettori di non farsi assolutamente impressionare dalla mole di pagine, come feci io a suo tempo, perchè è un romanzo scritto veramente bene, con una sintassi semplice e scorrevole ed allo stesso tempo efficace.
"IT" è stato classificato come un romanzo horror: su questo punto vorrei davvero dissentire. Il mostro Pennywise infatti non è altro che un pretesto per raccontare una romantica ed infinita storia di amicizia e di amore che coinvolge i protagonisti del romanzo, che attraversa li accompagna dall'età della fanciulezza sino all'età adulta. E per quanto i protagonisti vogliano dimenticarsi l'uno dell'altra a causa dei tragici eventi che li ha uniti, la loro unione ne uscirà ancora più solida e forte.
Proprio per questo motivo la caratterizzazione dei personaggi è superlativa, la descrizione delle loro introspezioni psicologiche e delle vicissitudini che li riguardano - sia singolarmente che quando sono riuniti in gruppo - tengono sempre alta l'attenzione e non risultano mai banali.
Paradossalmente ho amato meno le parti in cui compare IT: sono poco avvezzo al genere fantasy perciò tutte quelle descrizioni artatamente create per spaventare il lettore, personalmente mi dicono poco e niente ed anzi mi infastidiscono perchè risultano confusionarie e troppo fantasiose.
Questo nulla ha tolto alla qualità del romanzo, sia chiaro, ma è come se ci trovassimo dinanzi ad un quadro di inestimabile valore incorniciato con una cornice - sì di valore - ma non all'altezza del quadro stesso. In ogni caso è un libro che consiglio vivamente a tutti, è un libro che va letto almeno una volta nella vita e magari riscoperto qualche anno dopo la prima lettura. E' talmente "pieno" che anche alla seconda lettura saprà emozionarvi e dirvi qualcosa di nuovo

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
"Stand by me" di Stephen King
Trovi utile questa opinione? 
150
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2013-09-07 21:18:50 90Peppe90
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
90Peppe90 Opinione inserita da 90Peppe90    07 Settembre, 2013
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

It's the best!

Lessi questo libro due anni fa e soltanto adesso mi rendo conto di non averlo ancora recensito. Be', ormai è stato detto tantissimo, per cui non so quanto la mia opinione possa aggiungere nuovi dettagli, il più è stato detto, ma tant'è, vorrei comunque dir la mia.
Il migliore. Il miglior romanzo di Stephen King, una delle pietre miliari della letteratura contemporanea, che va al di là della semplice etichetta "horror", come, d'altronde, King ha sempre saputo fare. Ma qui, il tutto è "ingigantito", tutto viene reso più maestoso, con una grande varietà di temi trattati: la paura, l'amicizia, l'infanzia, la crescita e la maturazione, con tutti i pregi e difetti che comporta, la morte, l'amore. Personaggi, tutti, che lasciano un segno nel lettore, ognuno di loro ha qualcosa da dire, qualcosa da trasmettere, nulla è messo lì a caso. Ogni cosa, ogni personaggio, ha il proprio scopo, la propria personalità.
Più di mille pagine, tanto che all'inizio ero un po' "intimorito", ma lo lessi (o me lo godetti, meglio) in cinque/sei giorni.
Stra-consigliato! A tutti, non soltanto gli amanti del genere, o dell'autore. Ma proprio a tutti. Emoziona, impaurisce, commuove... Eccellente.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Di tutto.
Trovi utile questa opinione? 
120
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2013-06-18 11:08:01 marlon
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
marlon Opinione inserita da marlon    18 Giugno, 2013
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

EVERGREEN

Derry (Maine), 1957.
Uno strano clown, nascosto dentro un tombino, uccide in strada George, un bambino che giocava da solo vicino ad un marciapiede. In modo cruento. Bill, fratello maggiore della vittima, è un ragazzino balbuziente. Ha la fortuna di avere degli amici che lo sostengono nel dolore e lo accompagnano nelle avventure che solo a quell’età si possono vivere … o forse no.
Ben, Eddie, Richie, Stan, Beverly, Mike. Insieme a Bill formano una gruppo di amici ( non si può definire una banda) chiamato “ I PERDENTI”. Tutti i membri del gruppo hanno in comune strani incontri. L’ assassino di George viene avvistato in svariati posti della zona, prendendo forma delle paure dei ragazzini. C’è chi giura di aver visto un fantasma, un licantropo, un vagabondo, un mostro .. I Perdenti cominciano ad indagare ma il percorso sarà pieno di pericoli mortali. Ci sarà battaglia con una forza antichissima, IL MALE. Dovranno fronteggiare anche Henry, il bullo del paese, e la sua banda di ragazzini. VERAMENTE CRUDELI E CATTIVI. Dopo avere visto ogni tipo di nefandezza da parte dei bulli e dopo aver conosciuto IL MALE in tutte le sue forme, I PERDENTI staneranno il loro nemico sanguinario e lo sconfiggeranno. Purtroppo ignorando che si trattava solo di una battaglia …. Infatti 30 anni dopo, nel 1984 …

Non voglio aggiungere altro, questo era solo un assaggio del capolavoro di KING. A mio personalissimo parere il miglior libro dell’autore. Difficile per me definirlo solo un thriller. Un pizzico di fantasy e un po’ di “ STAND BY ME “ ( altra gemma ). L’opera ( 1300 pagine !!!) tocca molti temi. Stephen King è uno dei pochi che scava nell’animo umano e sa descrivere le emozioni e le paure. Il romanzo non è assolutamente terrorizzante, ma è una lunga avventura che si svolge in un arco di 30 anni. Da brivido sono la cattiveria e la violenza di alcuni ragazzini lasciati “ allo stato brado”. Oltre al bullismo viene rivelata anche la perfidia , la depravazione, la disperazione, la noia di questi soggetti. Addirittura l’influenza e la possessione da parte del Male nei confronti di ragazzini deboli ed afflitti. Ma come sempre ci sono anche risvolti positivi. La vera AMICIZIA non ha scadenze e non conosce il tempo. E’ comunque l’ amore e il bene che trionfano. Certo, il percorso è tortuoso ma il messaggio è chiaro. La conclusione del romanzo lascia intendere tante cose e lascia molte porte aperte …
Per i pochi che non hanno mai letto IT e per gli amanti del genere. SUPERCONSIGLIATO !!!!!

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
KING
Trovi utile questa opinione? 
180
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2013-03-28 08:58:25 valeceleste
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
valeceleste Opinione inserita da valeceleste    28 Marzo, 2013
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il migliore libro di King

Secondo me il più bel libro di Stephen King. L'apparente storia dell'orrore descritta, in realtà è un'introspettiva indagine sulle relazioni umane, con se stessi e verso gli altri. La capacità di King di descrivere le paure (il fulcro del romanzo) e i sentimenti di un bambino è ammirevole. Non è questa una semplice lotta del bene contro il male ma è la lotta contro la paura, insita nell'animo umano. Il libro è lungo, c'è da dirlo, ma sul serio garantisco che è impossibile non terminarlo in due settimane massimo, tanto prende la storia e tanto è scritto con scorrevolezza. Ricorda molto un'altra opera di King, il racconto "Il corpo" (contenuto in "Stagioni diverse" e da cui è ispirato il bel film "Stand by me"). Unica pecca (ma pecca in generale di King) l'eccessiva descrizione della violenza (in particolare sugli animali), cosa che a me personalmente tocca sempre molto. Da perdere il film a episodi ispirato.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
In generale Stephen King.
Trovi utile questa opinione? 
160
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2013-03-21 15:33:44 Cry3010
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Cry3010 Opinione inserita da Cry3010    21 Marzo, 2013
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

IMPERDIBILE

Mi sento molto stupida ad aver aspettato cosi tanto tempo per leggere questo meraviglioso capolavoro. Un serie intricata di vicissitudine che ti portano lontano per cittadine, boschi, foreste, case abbandonate, in fogne che non possono esser descritte meglio. Sette vite apparentemente normali “reali” ma con un passato lungo un sogno alle spalle. Tutte le paure concentrate e incubate in un’unica cittadina del Maine: Derry. Il RE KING non poteva fare di meglio trascinando il lettore in posti sconosciuti alla ragione e alla razionalità, dove il termine “reale” viene distorto ed adattato alle menti dei personaggi.
I protagonisti sono talmente ben descritti che e impossibile non immedesimarsi nelle loro vite, non innamorarsi perdutamente anche di uno solo di loro perche quando varchi la soglia di Derry devi stare all’erta perche tutto e possibile e tutti i personaggi del libro,più o meno importanti, ti trasmettono qualcosa. E poi c’e il sentimento più forte L’AMICIZIA pura, genuina, bellissima e senza fronzoli che solo i bambini possono trasmettere. Tornare bambini può sempre essere utile anche se doloroso.
Vorrei che una mano inguantata di bianco uscisse dal libro e mi prendesse a schiaffi per aver aspettato tanto. IT e un capolavoro, va letto e riletto, non stancherà mai e la storia perfetta che la maggior parte degli scrittori non sarà mai in grado di concepire.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2013-01-07 13:35:01 SMarcos
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Opinione inserita da SMarcos    07 Gennaio, 2013

Fantastico

A mio modo di vedere, non solo l'opera rappresenta il capolavoro assoluto di King, ma si pone come vero e proprio manifesto di quel genere di letteratura che potrebbe essere definito "horror-psicologico", in cui i personaggi non affrontano semplicemente un mostro, una creatura abominevole o comunque un'entità fisica... ma intraprendono un viaggio dentro le proprie paure più intime e nascoste, vivendo costantemente in equilibrio tra la realtà e l'incubo.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
L'ombra dello scorpione, I guardiani della notte, American Gods,
Trovi utile questa opinione? 
31
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2012-08-28 07:12:47 Baba
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Baba Opinione inserita da Baba    28 Agosto, 2012
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Incubo o realtà?

Che sorpresa continua King... dopo 22/11/63 ho voluto leggere quello che è considerato il suo capolavoro: la cosa che sorprende di più è lo stile e una lettura che credo sia molto impegnativa (merito della traduzione immagino.. mi piacerebbe poter leggere King in Inglese...). La storia è un'inno all'amicizia associato all'horror di invenzione (It questa creatura più incubo che realtà) ma anche all'horror di tutti i giorni: questo mi ha più colpito del libro, la capacità dell'autore di rappresentare gli incubi quotidiani che sono la realtà anche oggi (il bullismo, la violenza sulle donne, la violenza in famiglia). Certo la piacevolezza nella lettura a volte viene meno in certi dettagli narrativi ( 1000 e passa pagine sono un bel malloppo) ma consiglio vivamente questa lettura appassionante e unica nel suo genere

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
110
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2012-07-24 13:19:32 LittleDorrit
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
LittleDorrit Opinione inserita da LittleDorrit    24 Luglio, 2012
Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 2013
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quando la paura si veste da clown

It: la cosa.
Sì....c'è qualcosa che si annida nelle fogne della piccola cittadina di Derry, nel Maine. Qualcosa di antico, che viene da lontano, qualcosa di torbido che ha a che fare con la sparizione e la morte di varie persone in anni diversi. Bill è un bambino che ha perso un fratello; Georgie inseguiva una piccola barchetta di carta lungo un canale di scolo....la forte corrente la trascinava via senza rimedio finchè viene irrimediabilmente ingoiata da un tombino. Adesso riposa nei "Barren"...la fogna cittadina...e insieme a lei anche Georgie...cullato dal clown Pennywise. Perchè è lui, il mutaforma, l'incubo peggiore che un bambino può avere. It è il clown che ti sorride da lontano, è la mummia che galleggia sul fiume, è un gorgo di sangue che fuoriesce da un lavandino, è la scritta col sangue lasciata da un amico o è semplicemente.... un fantasma.
It è la paura che si annida in ognuno di noi....è quello che non vorremmo mai sapere, è l'inconscio.
Tornare dopo anni, essere adulti e scoprire che quell'antico terrore si è risvegliato e li sta sfidando, li sta chiamando ad uno ad uno....bhè...non si può accettare.
Si deve combattere e si deve vincere. Per Bill è una vendetta personale. I perdenti devono riunirsi e chiudere il cerchio definitivamente.
Questo romanzo, letto anni fa e rimasto prepotentemente nelle pieghe della mia memoria, consolida un grande King. Lettura ipnotica e travolgente, porta il lettore in una dimensione parallela dove non esiste più l'adulto che sei diventato ma solo il bambino che ha paura di attraversare il corridoio buio. Una vera e propria passeggiata nell'incubo accompagnati da un clown dal sorriso diabolico che regala palloncini colorati. Imperdibile.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
altri romanzi del re dell'horror
Trovi utile questa opinione? 
230
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2012-03-21 17:56:06 Jack
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Opinione inserita da Jack    21 Marzo, 2012

Capolavoro

Senza dubbio qui il re ha superato se stesso affrontando tutte le nostre paure e riuscendo a sconfiggerle, attraverso il tempo lo spazio e l'immaginazione.
Insegnandoci a non dimenticare la fantasia e sperare sempre con l'aiuto dei propri amici

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
12
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2012-01-23 08:22:45 Yoshi
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
3.0
Yoshi Opinione inserita da Yoshi    23 Gennaio, 2012
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

alla fine il suo messaggio era l'amicizia!

Che dire? Mooolto inquietante, pauroso e cupo dall'inizio alla fine..entri in un incubo per uscirne solo alla fine, non ti lascia praticamente respirare..ha suscitato in me vari ricordi di infanzia poco piacevoli ma e' stato un modo x affrontare anche quello.. Inoltre e' stato causa di vari incubi nel sonno irrequieto che mi ha procurato, facendomi svegliare urlando nel bel mezzo della notte!! La cosa che più mi è piaciuta è che lui parla di amicizia: quella eterna e idealizzata che è difficile trovare se non impossibile. L'ho letto in due settimane (perchè ero in ferie) e credetemi se vi dico che nonostante la scorrevolezza della scrittura si fatica dividere la realtà dall'atmosfera che evoca il libro perchè S. King lascia poco al caso e le sue descrizioni di luoghi/persone/cose/mostri sono fin troppo dettagliate.... reali oserei dire!

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
90
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2011-12-26 10:19:17 LetyDarcy
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
LetyDarcy Opinione inserita da LetyDarcy    26 Dicembre, 2011
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il mio primo incontro con il terrore

Il mio primo (e per ora unico) romanzo horror. Qualcosa di spettacolare. Non riuscivo a staccare gli occhi da questo libro. Scorre sotto le dita, coinvolge e terrorizza. E' un capolavoro.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
qualunque cosa
Trovi utile questa opinione? 
12
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2011-11-10 15:35:38 Nadiezda
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Nadiezda Opinione inserita da Nadiezda    10 Novembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 11 Novembre, 2011
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La cosa

La storia, tratta di un gruppo di ragazzini del Maine, che per sfuggire alle cattiverie di una compagnia di bulli cerca rifugio nelle fognature della città.
Sotto ai pertugi dell’apparente, tranquilla cittadina in cui abitano, vive da millenni una creatura mostruosa soprannominata “La Cosa”. La quale dopo un lungo sonno si risveglia e comincia a mietere varie vittime, la maggior parte delle volte si tratta di bambini.
Ogni sua apparizione viene intervallata da poco più di un quarto di secolo di tranquillità ed ad ogni suo risveglio si susseguono una serie di sanguinosi omicidi per arrivare al culmine con una strage.
La Cosa, appariva alle sue vittime sempre sottoforma di creature orribili come: mummie, lebbrosi, lupi mannari e tante altre creature spaventose che nell’immaginario collettivo creano ribrezzo ed orrore.
Il gruppo di ragazzini comincia a dare la caccia a questa creatura ed in seguito stringono un giuramento.
Passano gli anni ed il gruppo si scioglie, diventano adulti e per poter far carriera quasi tutti decidono di lasciare la loro città natale.
It si risveglia e così ripartono anche gli omicidi, il capo della banda dei ragazzini decide di richiamare tutti i componenti per poter sconfiggere il mostro.
Rincontrandosi scoprono anche che nessuno di loro era riuscito ad avere figli, probabilmente per colpa dei fatti che avevano segnato la loro esistenza fin dall’infanzia.
È un romanzo horror con caratteristiche fantascientifiche il tutto descritto in maniera cruda e sinistra.
I personaggi vengono rappresentati in maniera precisa e pulita e soprattutto questo temibile essere crea nella mente del lettore un’immagine veramente terrificante.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Agli amanti del genere horror ed agli appassionati di questo scrittore
Trovi utile questa opinione? 
160
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2011-01-26 07:53:23 Ginseng666
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666    26 Gennaio, 2011
Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 2011
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

King, il genio del "brivido"...

Senza dubbio, Stephen King è l'autore che rappresenta il genio della letteratura horror, che con le sue storie sa sconvolgere, terrorizzare e avvincere il lettore dall'inizio alla fine...
Storia che fonda le sue radici negli incubi e nell'immaginario infantile, It altro non è che un mostro scoperto dai ragazzini nelle fogne, che risvegliatosi da un sonno millenario, rapisce i piccoli e li divora...
Molti anni dopo It torna alla carica, pretendendo ancora oboli di sangue, ma quei ragazzini, oramai adulti, abbandoneranno la famiglia per cercare di sconfiggerlo...
Molto bella e suggestiva la trasposizione cinematografica, che ha saputo evidenziare l'atmosfera da incubo creata dall'autore nel libro.
Terrore allo stato puro. Atmosfere da incubo, combattimenti cruenti, e un delizioso lieto fine...molto raro in storie di questo tipo...
Consigliato, sopratutto agli amanti del genere.
Saluti.
Ginseng666

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Agli amanti del genere horror..
Trovi utile questa opinione? 
110
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2011-01-25 15:28:40 Frax90
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Frax90 Opinione inserita da Frax90    25 Gennaio, 2011
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La magia esiste

Monumento sesquipedale di King.Indubbiamente uno dei suoi romanzi meglio riusciti(non azzarderei a definirlo il migliore visto la concorrenza svolta da"l'ombra dello scorpione" e "misery"), in cui Stephen genera un ibrido di emozioni torrenziali caratterizzanti della vita di ogni ragazzino.It non è altro che la trasposizione in chiave horror del passato che ritorna ed immerge nel presente di ognuno i suoi artigli chiedendo un tributo(che può essere di sangue ma anche di ricordi dolorosi e molto amari).Di mirabile fattura l'idea della "banda dei perdenti",presenza costante di ogni generazione giovanile, simbolo di emarginazione, differenza fisica o culturale che sia e discriminazione razziale, ma ciononosatante simulacro di amicizia e lealtà tra compagni, valori che, come chiaramente viene dimostrato nell'opera,perdurano alla ruggine degli anni e non compotano le incisioni di una "mitologia del diverso". Opera arzigogolata e labirintica, "IT", richiede una lettura attenta e profonda degli eventi narratici, lettura che sprona il lettore ad utilizzare la grande totalità dei neuroni a sua disposizone, ma, oltre allo sforzo richiestogli, gli permette l'accesso ai corridoi degli sconcertanti misteri del'infanzia che sfuma in maturità.Pennywise, ormai tristemente celebre icona dell'Horror,cosa non è se non altro che la personificazione in chiave demoniaca delle nostre paure ed ossessioni? It è il vero mostro, o gli alieni non sono altro che i cittadini comuni con le loro storie di ordinaria violenza e raccapricciante perversione? Il demone a cui King ha datovita letteraria non è soltanto un'iconongrafia delle paure di ogni adolescente, rappresenta senza mistificazioni di sorta , i dubbi, le incertezze e le malsanità che ogni adulto si trascina dietro di sè per tutto il corso della vita. Il distacco è una tematica ricorente nell'opera, insieme anche alla voglia di rinnovarsi e chiudere con quello che fù.Troppo prolisso sarebbe descrivere l'opera o completare le sue innumerevoli tematiche, quindi chiudo dandovi un enorme e spassionato consiglio:"leggete questo romanzo!!!!!"

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
110
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2010-11-07 21:38:08 patty81
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
patty81 Opinione inserita da patty81    07 Novembre, 2010
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

capolavoro di king

letto vent'anni fa, nel giro di una settimana. ancora me lo ricordo.l'ho divorato, e penso che king non raggiungerà mai più i livelli che ha ragggiunto con questo romanzo.orrore, amore,amicizia, in una piccola e sordida provincia americana,dove forse il vero mostro non è it ma sono le persone che ci vivono con le loro storie di quotidiana violenza e perversione. letteralmente terrorizzante.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
narrativa horror
Trovi utile questa opinione? 
50
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2010-07-28 13:49:09 Cap.harlock
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Cap.harlock Opinione inserita da Cap.harlock    28 Luglio, 2010
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Lo vuoi un palloncino? :-)

It è uno dei migliori romanzi che King abbia mai scritto!
Una bellissima storia di un gruppo di ragazzini che poi si ritrovano tutti insieme da adulti, per sconfiggere il male...IT rappresenta in modo esemplare, le paure di ogni bambino!
Scritto benissimo, scorre veloce e ti prende dalla prima pagina all'ultima!
Ps. molto bello il rapporto tra i 2 fratellini...

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Per gli amanti di storie "terrificanti"!
Trovi utile questa opinione? 
20
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2010-07-28 09:21:55 MissAbu
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
MissAbu Opinione inserita da MissAbu    28 Luglio, 2010
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

messo alla prova

Quando arrivi all'ultima parola capisci che l'intero libro è stato la "tua prova". Sei stato messo alla prova. Ti sei riconosciuto in uno dei personaggi, ti sei commosso, hai riso, hai ricordato e hai avuto paura. Ma alla fine ce l'hai fatta: la magia (in cui naturalmente da adulto lettore razionale non credi) ti ha salvato e la paura (che hai soggiogato arrivando fino in fondo) ti ha reso un vincitore. Quando arrivi all'ultima parola capisci di aver vinto, e tuttavia sei consapevole che si tratta di un'amara vittoria: non potrai più guardarti indietro...

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
80
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2010-05-26 11:40:25 leadger
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
leadger Opinione inserita da leadger    26 Mag, 2010
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Bello

Questo libro, l'ho letto da ragazzina.
E' il libro che mi ha fatto conoscere ed amare King.
Sarebbe riduttivo parlare solo di un libro Horror perché parla anche di amicizia, di debolezze e delle molteplici sfaccettature dell'essere umano.
Un tomo di 1300 pagine che volano via senza accorgersene.
Molto bello.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
a tutti
Trovi utile questa opinione? 
90
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2010-05-25 16:52:49 piero70
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
piero70 Opinione inserita da piero70    25 Mag, 2010
Ultimo aggiornamento: 11 Marzo, 2011
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ricordi

Questo libro ha segnato la mia adolescenza. Letto e ri-letto due (o tre? non mi ricordo) volte.
Mi sono sempre immedesimato in Ben. Il mio personaggio preferito.
IT è semplicemente la paura di vivere e di crescere. E' quello che ti àncora alla tua adolescenza e ai suoi riti sociali e non ti permette di crescere. Solo un doloroso distacco potrà permetterti di andare "oltre" e guardarti indietro con occhi sereni pensando che alla fine tu ce l'hai fatta.
Imperdibile. E chi sene frega se lo stile sia un po manchevole. Qui parliamo di sensazioni e di emozioni. Uniche.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2010-04-22 20:06:56 WalBlue
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
WalBlue Opinione inserita da WalBlue    22 Aprile, 2010
  -   Guarda tutte le mie opinioni

The most

It è l'opera di una vita. Romanzi del genere solitamente sono scritti a fine carriera, perchè mai più sarà possibile, nemmeno per lo stesso autore, scrivere un romanzo simile. Un lettore colto e attento non si lascia certo ingannare dai frequenti riferimenti sessuali (che a quanto pare risultano spesso fastidiosi, nonstante si parli di semplice natura) e dal linguaggio a volte scurrile, ma osserva la sfera emotiva che King assegna ad ogni suo personaggio, dal protagonista al personaggio più inutile, rendendo le situazioni spaventosamente reali. Impossibile poi trascurare le estreme sensazioni che ogni singolo avvenimento descritto suscitano in quel lettore che non si mantiene freddo durante la lettura, bensì si lascia permeare dalle parole, lascia che lo scrittore gli parli attraverso le pagine, e riesce addirittura a immedesimarsi totalmente con i personaggi e con le loro emozioni.
Risulta inoltre disarmante notare che ogni singolo personaggio contiene un pezzo delle nostre più inconsce pulsioni, dei nostri più nascosti e negati, eppure forti e insistenti, desideri. L'animalesca ferocia di It, che però si dimostra anche capace di dubbio e di umiltà, ne è perfetto esempio.
Semplicemente, It DEVE essere letto.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
20
Segnala questa recensione ad un moderatore
It 2008-11-27 01:22:18 andrea70
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
andrea70 Opinione inserita da andrea70    27 Novembre, 2008
Ultimo aggiornamento: 28 Novembre, 2008
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Terribile e dolcissimo

Uno dei libri più belli di Stephen King , spaventoso e commovente al tempo stesso.

"It" è semplicemente il simbolo delle nostre debolezze e delle nostre paure più nascoste. King costruisce un imponente impianto narrativo che accompagna la vita di questi ragazzi dall'adolescenza all'età adulta,e ci regala una storia bellissima sull'amicizia. Le prime 1100 pagine sono adrenalina pura le ultime 10 una meravigliosa poesia .

In questo libro King dimostra di saper scrivere racconti molto "profondi" sotto la superficie di simbolismo horror, e chi lo bollava come imbrattacarte "horror" peccava di ignoranza e superbia.

Peccato che negli ultimi 10 anni Mr King abbia esaurito la "vena narrativa" , gli ultimi libri li ho trovati veramente insulsi.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
50
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Babilonia
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Cortile Nostalgia
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Il collezionista di conchiglie
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Britt Marie è stata qui
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
Volevo tacere
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I quarantuno colpi
Valutazione Utenti
 
3.8 (1)
Allontanarsi. La saga dei Cazalet
Valutazione Utenti
 
4.9 (2)
Il caso Malaussène
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Prendiluna
Valutazione Redazione QLibri
 
3.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Per te morirei e altri racconti perduti
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Tra loro
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
Il porcospino
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri