L'ipnotista
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Elpi-logo n. 16
Ricordando Belfagor e Juliette Greco
Volendomi autopsicanalizzare, probabilmente il mio interesse dilettantistico per l’ipnosi risale a uno sceneggiato TV in bianco e nero che ho visto da bambino: “Belfagor, il fantasma del Louvre”. Lì, il fantasma mascherato e nero era un personaggio che agiva sotto ipnosi. Essendo ormai cresciuto d’età (!) ed essendomi impossessato di qualche ulteriore strumento conoscitivo – dopo aver letto Freud, per il quale l’ipnosi è una tecnica terapeutica – attribuisco il mio interesse infantile a una combinazione di elementi: l’ambientazione al Louvre, il richiamo di civiltà antiche, il mistero di esoterismi, il fascino tutto francese dell’attrice principale, Juliette Greco.
Con la fedina imbrattata da Belfagor, quando mi sono imbattuto nel titolo “L’ipnotista”, mi ci sono buttato a capofitto.
La storia narra di Erik Maria Bark, l’ipnotista più famoso della Scandinavia. Precipitato nel baratro personale, ha smesso da dieci anni di praticare l’ipnosi. Poi Joona Linna, commissario della polizia criminale, si rivolge a lui, lo trova imbottito di psicofarmaci e gli chiede di occuparsi di un caso limite: un ragazzo, Josef Ek, ha assistito al massacro della sua famiglia. La mamma e la sorellina sono state trucidate davanti ai suoi occhi; lui stesso è stato trovato ferito e, completamente scioccato, non comunica più con il mondo esterno. Ma è il solo che potrebbe testimoniare su quanto è accaduto. Ovvio che l’ipnosi sia il metodo più appropriato per carpire una verità sommersa e scongiurare il rischio che la sorella maggiore di Josef, scomparsa misteriosamente, sia raggiunta dal killer che ha deciso di sterminare la famiglia. Erik Maria Bark accetta un incarico che gli cambierà la vita, anche perché suo figlio, emofiliaco, viene rapito…
Il thriller è avvincente, ma non convincente. Ho trovato le sedute di ipnoterapia – mio principale motivo di richiamo – piuttosto epidermiche. La trama, non particolarmente originale, a mio parere presenta alcune smagliature che mi hanno dato l’impressione di leggere più romanzi (almeno due) non perfettamente integrati tra di loro.
Per me, è meglio tornare a Belfagor. E ai miei ricordi.
Bruno Elpis
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Assolutamente da non perdere!
Lars Kepler non ha paura di dire le cose, non ha timore di sconvolgere la mente del lettore, descrivendo, nel dettaglio, le più inimmaginabili brutalità. Le dice e basta.
Lo stile di Kepler lo definirei un incrocio tra Stieg Larsson, per l'impostazione stilistica e narrativa, Wulf Dorn, per l'analisi psicologica dei personaggi, e Stephen King, per la capacità di guardare nel baratro che custodisce la follia e le paure umane.
L’intreccio è ben strutturato e la trama è avvincente: la storia è interessante; la narrazione è veloce, dettagliata e fortemente visiva; il ritmo resta sempre serrato, incalzante. Anche i personaggi sono credibili, ben delineati e ricchi di sfumature psicologiche. La suspense è in ogni pagina: tiene il lettore costantemente sul filo del rasoio. Tantissimi sono i colpi di scena fin dalle prime righe e per tutte le quasi 600 pagine di L’ipnotista.
Ho trovato originale l’idea di affiancare al poliziotto che svolge le indagini, Joona Linna, anche il personaggio più intrigante e complesso dell’ipnotista, Erik Maria Bark.
Con questo thriller, originalmente interessante, Lars Kepler, anzi, i coniugi Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril, che si nascondono dietro questo pseudonimo, hanno saputo conquistarmi.
È stato difficile separarsi da uno psico-thriller così perfetto. Erik Maria Bark mi piacerebbe ritrovarlo in qualche altro suo romanzo.
Consigliato a chi ama il genere.
VOTO 10+
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Coinvolgente
Il libro è molto coinvolgente, come da titolo, ho faticato a capire chi era il vero protagonista tra Joona e Erik (l'ipnotista) dato che i libri che stanno scrivendo i Lars Kepler sono incentrati sulle indagini del primo, ma questo non ha influito nel giudizio finale. Ciò che, invece, ha influito sono le sedute dell'ipnotista: non mi sono piaciute e soprattutto, alcune, non erano influenti per il corso delle indagini. Per il resto devo dire che ho faticato a staccarmi, l'unico motivo è stato lo studio, infatti. Consiglio vivamente la lettura a chi piacciano i colpi di scena ;)
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Non capisco
Non capisco il perchè di questo accanimento contro questo thriller. Io l'ho trovato avvincente, mi ha coinvolta e non sono riuscita a staccarmi dal libro finchè non l'ho finito. Concordo sul fatto che non sia molto scorrevole e come metodo di scrittura sia piuttosto impegnativo, ma per gli amanti del genere penso sia un gran bel libro. O, perlomeno, non la schifezza che hanno descritto tutti.
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Bruttissimo
Ho comprato questo libro convinto di acquistare un capolavoro come scritto sulla copertina, invece mi sono ritrovato tra le mani un libro noioso, dalla scrittura pessima e di lenta lettura. Non posso dire se abbia un finale bello o meno in quanto anche con tutta la mia buona volontà non sono riuscito a leggere più di 15 pagine. Se volete un consiglio quando lo vedete in libreria e state pensando di comprarlo, fermatevi dieci secondi e girate al largo!!!
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Però...!
Tra tutti i thriller di autori scandinavi (post Larsson) che ho letto, questo non mi è dispiaciuto. L'idea di partenza, di immergersi nella psiche umana attraverso l'ipnosi di gruppo di pazienti alle prese con traumi psicologici, non è male. Anche il proseguio della storia, in cui le vicende del protagonista si legano a filo doppio con il suo lavoro di ipnotista e con quello dei suoi pazienti non è male. Il salto temporale nel passato del protagonista, a metà del libro, usato per spiegare parte della storia e per colmare alcuni vuoti lasciati volutamente all'inizio, fanno da ottimo collante per il seguito del racconto. Il finale poi è sicuramente apprezzabile.
Del finale ho sicuramente apprezzato come l'autore descriva in parte e lasci intendere quanto le vicende occorse ai protagonisti li abbia segnati e quanta strada dovranno percorrere per poter riacquistare, se possibile, una certa serenità. Non c'è quindi il "..e vissero felici e contenti.." che generalmente, al termine di un libro di questo genere, lascia l'amaro in bocca, almeno a me !!!!
Nel complesso quindi......non male.
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Tante aspettative, nessun capolavoro
Davvero peccato...ecco le prime parole che mi vengono in mente! Ho acquistato il libro spinta da una grande curiosità e aspettativa: il contenuto pareva davvero molto interressante, con questo promettente viaggio nel buio inconscio umano. All' inizio può sembrare un thriller come molti altri, poi la brusca svolta nel passato spiazza un po'!la trama in sè si snoda attorno ad eventi che paiono scontati e si arriva alla fine cercando quel qualcosa di speciale che caratterizza un gran bel libro che in questo caso non arriva! Possiamo dire carino, ma non sicuramente eccezionale e all'altezza delle aspettative!
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Non è sto capolavoro...
Devo ammettere che a chi è abituato a Mankell o Larsson questo romanzo non sembrerà eccezionale , in certi punti si trascina la trama senza una logica , le sedute dell'ipnotista si possono quasi tutte saltare , e il protagonista segue solo il ritmo e l'incalzare degli eventi ( zero lavoro di indagine o intuito) . Sconsigliato a chi ama il genere scandinavo , l'ho trovato bruttarello ( si vede e sente che è scritto a 4 mani).
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L'IPNOTISTA
A mio parere è un romanzo avvincente. La storia è molto fluida, anche se in alcuni punti si dilunga
un po' troppo. Però è un libro che si legge con grande facilità. La storia è ricca di suspance,
colpi di scena. E' un libro che consiglierei. E adesso sono curiosa di leggere La testimone del Fuoco.
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Gocce di paura
Gli elementi di questo giallo sono un bambino, la neve, un ipnotista che si è allontanato dal lavoro a causa di un proprio crollo psicologico, un silenzio dato dallo stato di shock. E' un grande thriller, che dà un estremo senso di coinvolgimento e di pathos e anche l'ambientazione nordica, le sue atmosfere ovattate e suggestive contribuiscono a legare il lettore a queste pagine. La storia lascia senza fiato e ad ogni pagina stilla gocce di paura. Le scene sono descritte arricchendole di dettagli, i colpi di scena sono efficaci, le sottotrame arrivano a convergere e a collimare in modo spiazzante e questo è un indice di grande capacità narrativa. Il finale è movimentato e fa crescere l'adrenalina. E particolare è l'avversione che riescono a creare i personaggi negativi minori.
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delusione
Gli spunti per un racconto avvincente non mancavano, l'ipnotismo e la malattia mentale e il loro intersecarsi lungo tutte le pagine del libro alla luce delle vicende umane dei protagonisti. Col progredire della lettura però il tutto si stempera in pagine spesso non propriamente pertinenti alla trama, la concatenazione degli eventi non mostra una regia sicura e sapiente. La scelta della narrazione al presente poi costituisce il vero limite del libro. Sembra di leggere il copione di un film e la suspense ne risente irrimediabilmente. Manca da ultimo una connotazione scenografica precisa. Nevica, fa freddo e i cieli sono spesso bui ed opprimenti ma anche se sappiamo che la scena ha luogo in Svezia, potremmo pensarla una qualunque località nordica dell'emisfero settentrionale. Non è dato di sapere se la traduzione abbia inciso negativamente su questo aspetti, di certo lo stile non è eccelso. A fine libro rimane l'impressione di avere rovistato in un grande contenitore pieno di cose interessanti ma tutte molto slegate tra loro.
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Complimenti
Complimenti a Longanesi per aver saputo creare molto glamour attorno ad una storia che tanto promette ma poco mantiene. Qualche buona idea ed uno stile narrativo essenziale non bastano a fare del romanzo un capolavoro, tanto più che le cadute di ritmo unite alla notevole lunghezza del testo portano spesso al tedio.
Consigliato a chi ha poca fantasia o si avvicina al thriller per la prima volta, chi molto ha già letto rimpiange il tempo impiegato per finire di leggere il romanzo e non vede l'ora di passare al prossimo libro.
Sopravvalutato.
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Inizio promettente...finale deludente!!!
Il romanzo ha un inizio molto promettente e lascia immaginare chissà quali scenari, anche perchè l'ipnosi in se ha già molto di misterioso. Purtroppo man mano che si procede, la vicenda e la lettura diventano meno scorrevoli ed appassionanti e la trama perde il suo mordente iniziale. Ho trovato un po troppo lunga e snervante la parte centrale dedicata al passato dell'ipnotista, anche se chiaramente molto utile al fine della comprensione della trama. Purtroppo il finale è molto lontano da ciò che si immagina inizialmente e quindi l'ho trovato molto deludente. Per quanto riguarda la scrittura, è abbastanza scorrevole anche se a volte l'autore esagera nelle descrizioni ambientali e la narrazione incalzante di cui questo tipo di romanzo ha assoluto bisogno, ne risente. Quindi ne consiglio la lettura ma senza aspettarsi di leggere un capolavoro: senza infamia e senza lode!
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Un giallo accettabile
Aspetti positivi: uno stile di scrittura abbastanza essenziale, fatto di periodi brevi e agili, privo di noiose descrizioni e caratterizzazioni; la scelta, inusuale, di narrare usando il presente anzichè il classico passato remoto, può piacere o no (io, personalmente, non l'ho apprezzata molto); c'è un po' di violenza, un po' di paura, un po' di mistero, un po' di invito alla riflessione, un po' di morbosità, un po' di sesso... insomma, gli ingredienti del buon giallo/thriller paiono esserci tutti, seppur in maniera dosata.
Ciò che, al contrario, non ho gradito è stato il lunghissimo flash back centrale (a occhio, un 20% dell'intero volume) concentrato in un unico interminabile capitolo e il finale "fesso"... voglio dire, un romanzo che inizia così bene, con una strage misteriosa, con l'urgenza di trovare una persona per evitare che possa finir vittima anch'essa della furia dell'assassino, con il retroscena incestuoso e stomachevole che la storia nasconde, non può finire con un "colpevole" così insipido, mosso da motivazioni così poco "entusiasmanti", con una piega così lontana dall'inizio... insomma, il finale è deludente, sappiatelo!
Tuttavia, mi sento di segnalare e consigliare questo libro a quanti volessero leggere un buon giallo, senza pretese di trovare il capolavoro del secolo.
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Libro che si lascia leggere tutto di un fiato
Comprai questo libro perche interessato dalla trama,la quale effettivamente durante il libro ha dei cambi improvvisi che non vuol dire che il libro diventa noioso o privo di mordente.Lars scrive in modo davvero scorrevole mai pesante o prolisso nel descrivere gli ambienti e i personaggi.Rimane attualmente uno dei migliori libri che abbia letto negli ultimi tempi.Certo non è come la trilogia millenium,ma sotto certi aspetti la lettura qui risulta meno pesante.
Consigliato.
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delusione....
avendo visto il titolo e letto la trama ho deciso di comprare subito questo libro che mi aveva colpito molto....
all'inizio la storia e' interessante e non si vede l'ora di continuare a leggere..insomma ti tiene sulle spine....ma poi.....arrivati ad un certo punto la storia cambia completamente e non c'entra niente con l'inizio..sono rimasta molto delusa, sinceramente mi aspettavo di piu'...
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Meglio lasciar perdere...
Trama inconsistente e sconclusionata, personaggi apatici e finale deludente. Chi si aspetta di ritrovare nelle pagine di questo libro anche solo un po' del fascino della Millenium Trilogy resterà decisamente scontento. E stata una vera fatica finirlo. L'esperimento è decisamente andato male...
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Sotto le aspettative.
Prima di leggere "L'ipnotista" non sapevo che esistessero tanti aggettivi per descrivere l'accento finlandese (dolce, melodioso, malinconico, tranquillo...e via dicendo). In sostanza penso che in questo libro ci sia troppo di tutto: un giovane serial killer troppo efferato, la protagonista pazza troppo "pazza", la banda di ragazzini troppo cattivi, troppe storie parallele, troppi personaggi, troppi aggettivi, troppe descrizioni, troppi stacchi temporali. Il tutto risulta un po' caricato e quindi inverosimile. Eppure era partito bene! La storia del ragazzino che apparentemente aveva assistito al brutale omicidio della sua famiglia poteva essere sviluppata in maniera diversa e più organica (e mi aspettavo che quello fosse il perno del libro). Non so...è come se ad un certo punto, a corto di idee, l'autore abbia cercato di salvarsi in corner abbozzando tutta una fantasmagoria di situazioni ( non ultimo l'autobus arrugginito con le chiavi inserite che parte al primo colpo e come un deus ex machina irrompe sulla scena salvando capra e cavoli) che nulla aggiungono alla narrazione, se non il risultato di lasciare l'amaro in bocca al lettore. Lo stile è scorrevole, è un libro che se letto senza troppe aspettative aiuta a passare il tempo, ma non lascia nulla.
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Un thriller noioso
Nonostante il tema innovativo e fascinoso dell'ipnosi, la storia è pervasa da una snervante calma piatta , che solo negli ultimi capitoli lascia il posto ad un pizzico di movimento , dovuto ad alcuni colpi di scena che iniziano ad interessare il lettore. Troppo lungo, secondo il mio giudizio, il racconto del passato del protagonista , che occupa la parte centrale del libro e che rende pesante una storia già di per se non particolarmente invitante. Non credo insomma che sia una buona trama o quantomeno una trama degna di un autore considerato il nuovo Larsson (come ho letto da qualche parte): la trilogia Millennium ha davvero un altro spessore.
Lo stile è freddo e impersonale, la narrazione è monotona, a volte noiosa e ciò è dovuto anche al fatto che la storia è raccontata al presente indicativo, scelta inspiegabile e altamente penalizzante.
Dal mio punto di vista un romanzo deludente sotto tutti i punti di vista, ma il mio è un parere soggettivo, visto anche il gran numero di copie vendute.
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Ma la Trilogia di Larsson è un'altra cosa...
Continua lo stillicidio dei gialli svedesi, un filone che tende a non fermarsi più. Se la trilogia “Millennium” di Stieg Larsson resta il capolavoro insuperato, non sempre altri Autori hanno raggiunto l’eccellenza con i loro romanzi. “L’ipnotista”, primo romanzo di Lars Kepler (pseudonimo sotto il quale si cela una coppia di scrittori “principianti”, i coniugi Alexander Ahndoiril e Alexandra Coelho Ahndoril ) pur non raggiungendo l’intensità dei thriller di Larsson, è ben congegnato e, se è caratterizzato da lunghi e noiosi momenti di stasi nella parte centrale, si riscatta con un finale veramente incalzante e pieno di colpi di scena. Se si potesse caratterizzare un romanzo con colori appropriati alla trama, direi che è un romanzo in bianco-nero : il bianco della neve che cade quasi ininterrottamente avvolgendo in un’atmosfera quasi impalpabile e surreale fatti, cose e personaggi (si svolge nel mese di dicembre soprattutto a Stoccolma e dintorni), il nero- grigio delle notti e delle atmosfere di Stoccolma, in cui si muovono personaggi inquietanti e si registrano efferati delitti. Il protagonista, l’ipnotista appunto, svolge la sua attività sondando tramite induzione ipnotica i recessi della psiche, cercando di portare alla luce il passato inconfessabile dei suoi pazienti e rimanendo via via coinvolto, dopo successi e fallimenti, in avvenimenti ai limiti del credibile, fino al rapimento dell’unico figlio. In collaborazione con il commissario della polizia criminale Joona Linna (che troveremo anche nel secondo romanzo della coppia, “L’esecutore”) arriverà attraverso esperienze traumatiche alla soluzione dell’intricata vicenda. Dimenticatevi Lisbeth Salander e Mikael Blomqvist di Larsson : non ci sono personaggi che lasciano il segno. La lettura può essere tuttavia piacevole, anche se lo strepitoso successo di vendita del romanzo appare, a guardar bene, inspiegabile.
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Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio, 2011
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Una seduta di ipnosi
Il romanzo è strutturato in modo non lineare per quanto riguarda il susseguirsi logico-temporale delle vicende: abbiamo una prima parte molto consistente in cui sono raccontati i fatti accaduti nel presente, una parte più esigua, dove l'ipnotista veste anche i panni del narratore, e ci parla in prima persona della sua esperienza trascorsa, e un'ultima parte dove torniamo al tempo presente, ricollegandoci a quella iniziale. Di queste tre parti, quella che ho preferito sicuramente è la seconda (andando controcorrente rispetto alla quasi totalità delle recensioni che ho letto finora su questo romanzo). Forse perché il nostro ipnotista racconta in prima persona, forse perché in questa digressione le sue emozioni e i suoi sentimenti mi sono sembrati rappresentati in modo più vivido e condivisibile, reputo questa parte la più riuscita dell'intero romanzo. Il nostro protagonista infatti, Erik Maria Bark, è poco caratterizzato lungo il corso della narrazione degli eventi presenti, mentre trova spazio più ampio in questa parentesi apparentemente divagante. Notevole interesse ha suscitato in me la pratica ipnotica ivi spiegata, mentre la vicenda giallo-thriller propriamente detta è passata in secondo piano.
Lo stile si rivela tendenzialmente aderente a quel filone che grossolanamente viene identificato come "letteratura scandinava": periodi brevi, modo di esprimersi secco e asciutto, senza troppi fronzoli, molto attento all'ambientazione e ai dettagli (nomi di strade, paesi...) più che all'introspezione psicologica dei personaggi. Una volta che lo si accetta, la lettura può scorrere in modo abbastanza fluido. L'azione, per quanto mi riguarda, almeno nelle prime 200 pagine, rimane però un po' troppo lenta: trova una svolta proprio con la digressione sull'ipnosi (e a questo punto mi chiedo come tanti lettori possano averla considerata inutile o pesante: è da lì che muove la vicenda e si ha un vero e proprio scossone, oltre al chiarimento di alcuni punti che erano stati solamente accennati nel precedente scritto). La narrazione riprende in modo più concitato verso la fine. Del finale non mi è piaciuta sicuramente la soluzione data alla vicenda, mentre ho apprezzato il sottile sentimentalismo delle ultimissime pagine: anche la gelida scrittura svedese ogni tanto dimostra di avere un cuore palpitante!! Sicuramente troppo lunghe e dettagliate (e conseguentemente pesanti) alcune descrizioni: impongono un rallentamento del ritmo narrativo del tutto inopportuno, visto che già la vicenda procede in modo graduale, con svariate pause. A questo stile apparentemente e volutamente appesantito però non posso non riconoscere una nota di merito: la narrazione procede per piccoli passi, proprio come una regressione ipnotica, questa volta però operata per mano del lettore sul protagonista principale, l'ipnotista.
Tutto sommato, lo giudico un romanzo da leggere dal punto di vista dell’ipnotista: trovo che, mettendo in sottofondo la vicenda del giallo-thriller, sia più facile apprezzarne i contenuti, senza volerlo forzatamente giudicare tramite letture apparentemente affini, solo perché di analoga provenienza geografica. Lo consiglio dunque a chi sa andare oltre il thriller.
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Ipnotico per metà
La trama si compone di diverse storie affiancate che purtroppo finiscono per stridere tra loro in quanto legate soltanto da avvenimenti casuali. Per la prima metà del libro la storia è avvincente e il ritmo incalzante purtroppo però superata la metà la storia diventa lenta e oserei dire monotona. Peccato, perché come già detto, all’inizio la trama è veramente ipnotica. Questa comunque non vuole essere una bocciatura in quanto ci sono molte buone idee e la lettura è abbastanza piacevole e scorrevole.
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Non un capolavoro, ma...
Sono d'accordo con chi ha scritto che non basta essere svedesi per scrivere come Stieg Larsson, ma non sono completamente d'accordo con chi scrive che questo libro fa schifo.
Sicuramente non è un capolavoro della letteratura moderna e ha ricevuto una pubblicità spropositata, ma allo stesso tempo credo che sia un libro piacevole, senza grandi pretese.
E' un giallo/thriller con una storia facile da seguire con qualche risvolto inaspettato; l'ho trovato un po' allungato soprattutto nella parte centrale dove torna indietro di 10 anni per raccontare il passato di Erik - l'ipnotista.
Sono curiosa di leggere il secondo libro che ha scritto, per capire se le case editrici l'hanno montato oppure lui è davvero una promessa letteraria...
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Bello ma non troppo...
Kiv: Abbiamo comprato il libro attratti da una presentazione avvincente, e tale è la prima parte del libro. Fino a quando, due trame che hanno poco a che vedere l'una con l'altra si mischiano in un intreccio inspiegabile e inutile, che perde d'interesse man mano fino alla fine. Poco scorrevole e prolisso.
Cla: Appena ho iniziato a leggerlo mi aspettavo di trovare quello che mi aveva attirato dalla presentazione,invece ad un certo punto quella storia scompare lasciandomi perplessa fino alla fine del libro.... quando ha iniziato a divagare sul passato ho avuto il pensiero di abbandonare la lettura,molti pezzi si potevano evitare... delusa
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Così Così....
Tutto sommato piacevole, forse un po pretenzioso; a tratti lento e noioso
ma nell'insieme scorrevole superati i bruschi stop non necessari di qualche pagina qua e la.
Letto senza troppe aspettative lo si trova gradevole.
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Venire dai fiordi non vuol dire essere un Larsson
Ho comprato il libro perché è stato pubblicizzato parecchio dalla casa editrice e dalla stampa, ma non solo, è stato soprattutto perché avevo letto la triologia di Larsson, che mi è piaciuta moltissimo...Devo ammettere che Lars Kepler non si avvicina nemmeno al grande Stieg Larsson, anzi, abbassa molto le quotazioni degli scrittori del nord Europa sulle scelte dei lettori. La scrittura è anche scorrevole, ma gli eventi sopra gli eventi sono confusi e di conseguenza il modo di raccontare diventa macchinoso, per non parlare del finale che è una delusione pazzesca. A questo punto, non ci rimane altro che rimpiangere la morte prematura del grande Stieg Larsson, confidando sempre nella comparsa nella scena della letteratura mondiale di un altro astro nascente del thriller nordico.
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sonnooooooooo
ho letto questo libro pensado di trovarmi davanti a un romanzo davvero spettacolare.... invece a parte l'idea che poteva essere anche originale... è un groviglio di storie su storie... ogni tanto metre leggi ti chiedi che fine abbia fatto quello o quell'altro personaggio .... poi arrivi al finale e rimani così senza nessuna emozione.... carente in tutto, a me proprio non è piaciuto e fortunatamente l'ho comprato usato (ma mi dovevo già fare una domanda come mai usato sè è uscito da poco??) ora ho capito.... comunque in alternativa alla camomilla và più che bene
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tranquilli...non rimarrete ipnotizzati
Vorrei spendere due parole su questo libro che mi ha accompagnato nelle mie mattinate di sole e mare, l'ho finito in poco tempo per la scrittura semplice e la trama un pò troppo forzata e perchè volevo scoprire il colpevole, che poi alla fine è stata una delusione!!! Finito il libro ho pensato che è ora di finirla da parte degli editori di attribuire ad ogni scrittore esordiente che proviene dai fiordi o giù di lì delle motivazioni eccezionali per acquistare e leggere i loro libri, sovrapponendoli al successo planetario della trilogia di Larsson.
Per fortuna questo mi è stato prestat e non averlo nella mia biblioteca non è una grande mancanza!
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nel mazzo
senza imfamia e senza lode.
c'è di meglio ma anche molto peggio. tutto sommato una discreta e facile compagnia.
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Può passare
Un libro carino...all'inizio mi è piaciuto subito, lo stile è molto accattivante, la storia, l'idea anche ma il finale è stato un pò imbarazzante. Non so perchè ma questi scrittori devono smetterla di pompare il tutto, e poi far finire le storie in modo forzato. Insomma il lettore se ne accorge. E poi è vero, neanche io mi sono emozionata più di tanto.Per il suo genere comunque è un buon libro,scorrevole e affscinante sotto certi punti di vista. fatevelo imprestare.
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Niente di che
La trama mi ha incuriosito moltissimo, anche le prime pagine, poi la storia cambia direzione e si incentra su altri personaggi lasciano irrisolta la prima parte quindi il lettore resta in sospeso.
Se ve lo prestano è meglio.
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Purtroppo..
Purtroppo niente di che, anche se dalla descrizione sulla copertina sembrava una storia interessante. La storia era noiosa e banale. Fino alla fine speravo.. e sono rimasta delusa.
In generale l'idea del libro non è male, anche se poi quasi tutto il resto è sbagliato.
E poi c'e' anche lo stile che non sopporto..
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l'opinionista
Mi sono avvicinata al genere thriller da poco (con la trilogia Larsson)che trovo fantastico, è un libro nel complesso discreto ma niente di entusiasmante. Fatevelo prestare!
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carino, ma niente di particolare
ottima descrizione del paesaggio che circonda le vicende... ma il finale lascia un po' cosi'... intrigante l'inizio, ma il finale mi porta a decidere che non e' una lettura che consiglierei ai miei amici.
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Cosa è successo agli scrittori Svedesi?
Concordo con chi ha detto che non basta vivere in Svezia per diventare scrittore. Il libro non stupisce, non emoziona, non spaventa (mi piacerebbe sapere se è lo stesso libro letto da Carrisi oppure se Lui ha avuto il piacere di entrare in possesso di una diversa stesura), riesce però a rendere in modo abbastanza vivido il paesaggio. La prima metà scorre in modo fluido e anche se priva di novità risulta piacevole, la seconda parte, che dovrebbe fornire gli indizi per trovare il colpevole lancia indizi che alla fine lasciano parte del libro privo di chiarezza. Il finale... non lo commento.
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Glaciale
Il Thriller è un genere che non leggo molto, ma devo dire che la lettura di questo libro è stata molto interessante ed appassionante. La storia diventa subito avvolgente e ci si confonde subito nell'atmosfere fredde e buie dell'inverno svedese. L'unica nota stonata è che, riflettendoci sopra, finito il libro, mi sono accorto di non essermi mai emozionato...........
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Molto Bello
Il libro si pone con un doppio aspetto: quello di giallo e quello di thriller esistenziale. Si ripropone il (trito e ritrito) ritorno al passato per capire il presente, ma in fondo non è forse sapendo cosa è successo che si puo evitare (o favorire) un riverificarsi di qualsivoglia evento? Il libro in discussione, inoltre, presenta questo e altri temi (ricorrenti e non) in maniera da far ritrovare ad ogni lettore un pezzo di se, perchè lo scrittore, con non indifferente maestria, dipinge dei tratti psicologici i quali, manifesti o latenti, sono a mio parere presenti in ogni essere senziente. Un libro di questi merita senza titubanza alcuna di esser letto.
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L'ipnotista
Concordo con chi prima di me ha deto che dopo i successi di stig Larsonn (quelli mi sno piaciuti decisamente di più) non basta un nome svedese per fare un libro. Putroppo è stata una mera operazione commerciale che conta ,ritengo, solo sul primo acquistio dato che lo "share of voice" non può certo essere positivo
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Noia allo stato puro
Dopo i successi di Stig Larsson, gli editori pensano che basti che l' autore di un romanzo sia svedese o ambientato in Svezia per essere degno di pubblicazioni e sponsorizzazioni eccezzionali come in questo caso.
Nonastante i vari messaggi sublimanali all' interno delle pagine con nomi e luoghi alla "Larsson", il libro in questione non ha un briciolo di attrattiva, i personaggi sono vuoti e noiosi,la trama non desta quasi mai interesse e i dialoghi scandalosi.
Un libro che prende in giro gli amanti del genere.........
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l' ipnotista
a me e' piaciuto abbastanza questo libro. tutto sommato risponde alle aspettative di chi legge libri di questo genere. si intrecciano molte situazioni ,ognuna delle quali potrebbe dare lo spunto ad altri libri. che bello che non tutte le opinioni sono uguali.
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A volte mi chiedo....
A volte mi chiedo chi metta le recensioni sulle copertine dei libri. Certamente li devono pagare profumatamente! L'Ipnotista, è veramente un libro NOIOSO, lento e BRUTTO!,.. l'ho finito solo perchè lo avevo comperato,... e ormai che avevo speso i soldi! MA non lo consiglierei proprio a nessuno!!! Bocciato in pieno!
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Discreto
Mi colloco a metà tra le due precedenti recensioni, ritengo infatti che non ci si trovi nè davanti ad un libro da divorare nè al cospetto di un racconto parzialmente soporifero. Per quanto mi riguarda la lettura è stata piacevole e tutto sommato coinvolgente. Avendo letto qualche autore nordico ormai ho imparato che non ci si può aspettare il colpo di scena o il ritmo cui ci hanno abituato negli anni gli scrittori statunitensi. Resta il fatto che il racconto risulta piuttosto originale, soprattutto la parte relativa all'ipnosi. Protagonista della storia è infatti un medico, salito anni prima agli onori della cronaca per le terapie ipnotiche sperimentali a causa delle quali viene perseguitato dai fantasmi del passato in seguito alla scelta di collaborare nuovamente con la Polizia svedese. Non vi svelo altro della trama e vi consiglio la lettura senza impegno.
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Ultimo aggiornamento: 20 Mag, 2010
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L'ipnotista
Carrisi (Suggeritore) dice "la verità vi farà paura", nel commentare questo libro, ma quale verità???
Lo stile a volte snerva e svariate volte mi ha tentato nell'abbandonarne la lettura ma ho resistito, l'opera ha un inizio davvero molto promettente ma con l'andare avanti davvero ci vuole una grande forza di volontà per proseguire nella lettura; per fortuna nelle ultime duecento pagine, circa, sembra che ci si svegli da un torpore e si prosegue in modo scorrevole anche se il finale lascia un po' a desiderare.
Sinceramente all'interno vi sono svariate incongruenze, ma non posso dire altro perchè parlandone rovinerei la lettura a quanti ne avessero l'intenzione.
Syd
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- sì
- no
un libro da divorare
Il libro mi è stato regalato e all'inizio pensavo che fosse solo una storiella uscita sull'onda della trilogia Millennium, mi sono però dovuta ricredere. La storia è trascinante, magnetica, è praticamente impossibile alzare gli occhi fino all'ultima pagina. Il ritmo non è lento come nella trilogia di Larsson: l'azione è ben calibrata dall'inizio alla fine. Leggendo si ha l'impressione di guardare un film e ci si sente davvero coinvolti dagli eventi. Anche se il punto di vista non è unico, ma varia a seconda dei personaggi, l'effetto finale non è confuso, ma contribuisce a caratterizzare meglio i protagonisti. La vicenda è un intreccio sapientemente sviluppato, con una risoluzione finale inaspettata.
Se siete amanti dei thriller, questo libro vi catturerà.










Opinione inserita da Pamela C. 18 Luglio, 2012