L'ipnotista L'ipnotista

L'ipnotista

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La trama e le recensioni di L'ipnotista, romanzo di Lars Kepler edito da Longanesi (in libreria dal 14/01/2010). In Svezia ha venduto oltre 100.000 copie in due mesi: un record assoluto per un libro d'esordio. Ancora prima della pubblicazione, i diritti sono stati venduti in 30 Paesi del mondo. Il passaparola fra lettori, l'interesse di tutti gli editori internazionali, le entusiastiche recensioni ne fanno il romanzo da non perdere del 2010. L'ispettore Joona Linna è un personaggio scomodo, non solo per la sua origine quanto, piuttosto, per la sua testardaggine. Di origini finlandesi, vive e lavora a Stoccolma da anni, ma non si è mai completamente integrato. Quando è certo di avere ragione, non guarda in faccia a nessuno e non esista a scavalcare i suoi superiori per dimostrarlo. Il caso che si trova tra le mani la notte dell'8 dicembre, però, rischia di rivelarsi troppo, perfino per lui. E' la stessa notte che cambierà la vita dell'ipnotista Erik Maria Bark. Psicoterapeuta di grande competenza e professionalità, da dieci anni ormai rifiuta di praticare la disciplina che gli ha regalato notorietà e reputazione: l'ipnosi. Il motivo c'è ed è ben preciso, sebbene nascosto nel suo passato. Tutto tornerà alla luce quando viene rapito suo figlio Benjamin, emofiliaco. Benjamin deve prendere regolarmente dei farmaci e, soprattutto, evitare di ferirsi. Essere rapito da un serial killer è davvero l'ultima cosa che dovrebbe capitargli. Ma c'è di più. Un uomo viene ritrovato accoltellato a morte in una scuola. A casa sua la polizia trova moglie e figlia minore anch'esse barbaramente uccise. L'unico sopravvissuto è il figlio Josef Ek, ora in grave stato di shock, incapace di rispondere alle domande della polizia.

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L'ipnotista 2014-02-09 20:21:16 crimy
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crimy Opinione inserita da crimy    09 Febbraio, 2014
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THRILLER ACCETTABILE

Ho comprato questo libro perchè amante del genere e attratta dalla copertina.
Avevo già letto le varie recensioni, molte delle quali non positive, ma poi ho pensato che se ci hanno girato un film probabilmente valeva la pena comprarlo.
La trama non mi ha conquistata da subito. Ho dovuto addentrarmi profondamente nella storia prima di sentirmi assolutamente coinvolta e questo comunque è avvenuto, quindi non mi sento di bocciarlo. Anche la parte centrale che si dilunga per un centinanio di pagine sul suo passato è affascinante, però c'è qualcosa che non convince, c'è qualcosa che ti fa rimanere con l'amaro in bocca e non ti soddisfa.
Mi aspettavo un finale spettacolare, un finale che mi facesse rimanere a bocca aperta ma così non è stato.
Nonostante ciò lo ritengo un libro che vale la pena leggere ma dal quale non aspettarsi un grande best seller.

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L'ipnotista 2013-11-02 16:38:33 cuspide84
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cuspide84 Opinione inserita da cuspide84    02 Novembre, 2013
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HYPNOS VS THANATOS

Un ragazzino, gravemente ferito, che giace in un letto d’ospedale.

Un medico, ex ipnotista, svegliato nel cuore della notte.

Un poliziotto, di origini finlandesi, ligio al dovere.

Un bambino emofiliaco che vorrebbe vivere una vita normale, lontana dall’iniezione settimanale che lo aiuta a restare in vita.

Erik Maria Bark, svegliato da una telefonata del commissario Joona Linna, deve correre subito in ospedale per aiutare la polizia nelle indagini relative a un delitto avvenuto di recente: una famiglia brutalmente assassinata; unico superstite il figlio adolescente, presente al massacro, e la sorella più grande, per la cui incolumità si teme. Motivo del crimine? Un regolamento di conti per soldi prestati e non restituiti.

Quello che il medico non sa è che il suo ritorno come ipnotista causerà una serie di eventi che coinvolgerà il suo unico figlio e metterà in serio pericolo il precario equilibrio che la sua famiglia è riuscita a raggiungere nell’ultimo decennio.

Ma è davvero così banale la risoluzione di questo caso? Cosa scoprirà la polizia dalle parole pronunciate dal giovane Josef in stato di ipnosi? Per quale motivo il dottor Bark aveva promesso di non ipnotizzare mai più nessuno?

Un thriller avvincente, ricco di colpi di scena e di immagini forti; se l’inizio mi aveva fatto storcere il naso per lo stile usato dagli autori, per la scelta di mischiare la narrazione degli eventi in modo tale da confondere il lettore, messo di fronte a più eventi contemporaneamente, dopo pochi capitoli ho cambiato idea: basta entrare nella trama per farsi coinvolgere appieno, per capire come gli scrittori ci stiano raccontando la vicenda e trovarsi sulla loro stessa lunghezza d’onda e all’interno del romanzo dal ritmo davvero serrato, non c’è un attimo di respiro, tutto cambia nell’arco di pochissimo tempo, qualsiasi certezza viene spazzata via al primo batter di ciglia!

Questo è solo il primo libro con protagonista il commisario Joona, di cui iniziamo a fare la sua conoscenza solo marginalmente (dalla storia viene si intuisce il suo carattere deciso e parte della sua vita passata, ma niente più); tante le recensioni già scritte, alcune molto positive, altre del tutto negative… io personalmente mi pongo al centro, giusto perchè l’inizio confonde molto il lettore, ma il resto del libro lo promuovo in pieno!

Buona lettura!


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L'ipnotista 2013-10-29 19:54:42 Monika
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Monika Opinione inserita da Monika    29 Ottobre, 2013
Ultimo aggiornamento: 27 Marzo, 2014
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Non mi ha convinto (CONTIENE SPOILER)

Appena finito e sto cercando di elaborarlo a caldo.
L' episodio con cui si apre il libro, quello che sembra l'episodio su cui dovrebbe 'girare' tutta la storia non è quello che sembra. Tirando le somme credo che è un' episodio non indispensabile che si potrebbe anche eliminare. Ci troviamo di fronte a questo ipnotista, o meglio dire EX ipnotista, farmaco dipendente che prende un farmaco diverso una riga si e l' altra pure. Uomo senza carattere con una moglie paranoica. Gli adolescenti e i bambini del luogo sono tutti sbandati e cattivi. Ti fanno pensare che questo mondo è solo squallido, grigio e violento... Mah...
Inizio in pompa magna poi il vuoto assoluto...A parte il rapimento di suo figlio che non si capisce chi abbia interesse a rapirlo... e che viene rapito tanto facilmente.Vuoto Fino a oltre metà libro dove il 'grande', unico e pentito ipnotista racconta le vicende dei tempi che furono in cui seguiva un gruppo di pazienti che avevano subito gravi traumi, e che lui cercava di curare con sedute di ipnosi di gruppo. Ed è li che emergono i veri sospetti, i probabili colpevoli. Ma io mi domando, medico, esperto, che stai analizzando dei soggetti che hanno subito gravi traumi psicologici, traumi che stanno influendo negativamente sul corso delle loro vite, intraprendi una terapia di gruppo con questi soggetti senza aver prima studiato ogni singolo caso, e senza avere la minima idea su cosa possa aver scatenato i traumi? Senza sapere niente del loro passato? Infatti solo alla fine, grazie a un medico di una clinica psichiatrica, si viene a conoscenza del passato della paziente che si rivela essere la colpevole del rapimento. Una parola sola: ridicolo. Nella mia ignoranza, la logica mi suggerisce che nessun buon medico intraprenderebbe una terapia del genere senza essere a conoscenza della storia clinica di un paziente. Concludo dicendo che se si fosse adeguatamente informato, come i veri medici fanno, non ci sarebbe stato niente su cui scrivere un libro.

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L'ipnotista 2013-09-18 18:41:56 bongobingo16
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bongobingo16 Opinione inserita da bongobingo16    18 Settembre, 2013
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BELL'IDEA..... MA ALLA FINE MI SONO PERSO QUALCOSA

Non appena ho letto la descrizione di questo romanzo ho subito pensato che potesse essere un capolavoro... affascinante l'immagine di un ipnotista inserito all'interno di un thriller... affascinanti i luoghi dove è ambientato (La gelida Svezia già conosciuta con Stieg Larrson)... Infatti all'inizio questo romanzo parte bene, affascina ed ti incolla alle sue pagine.. Ma capitolo dopo capitolo, mentre la storia prosegue a pieno ritmo, sembra che qualcosa non vada... Più di una volta mi sono chiesto se per caso avessi saltato accidentalmente qualche pagina. Spesso ci si ingarbuglia in meccanismi difficili da seguire, personaggi che irrompono nel romanzo per sparire poche pagine dopo, vicende a tratti assurde che non arricchiscono la storia ma anzi la deviano...
Nonostante ciò la trama di base pian piano diventa avvincente ed in fin dei conti si vuole capire come andrà a finire.
Al termine del libro si resta comunque con un senso di incertezza...

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L'ipnotista 2013-07-10 16:29:13 marlon
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marlon Opinione inserita da marlon    10 Luglio, 2013
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SOTTO L'OMBRELLONE .....

Stoccolma
La notizia è agghiacciante. Un’intera famiglia( la famiglia Ek) sterminata da un assassino armato di coltello. Il padre ucciso sul posto di lavoro, madre e figlia massacrate in casa. Unico superstite il figlio maggiore, Josef Ek, ricoverato in gravi condizioni per ferite multiple e in stato di shock. Uno stato che lo isolerà completamente dal mondo esterno. Segue le indagini l’ispettore Joona Linna ,giovane e caparbio. Per metà finlandese, è quasi un intruso in Svezia con i suoi metodi … l’unico a non arrendersi davanti ad un vicolo cieco. Infatti, dopo estenuanti insistenze, riuscirà a convincere il dottor Erik Bark a sottoporre l’unico potenziale testimone ad un’ipnosi regressiva. L’ultima chance per dare un volto al killer. Purtroppo il dottor Bark ha un passato professionale difficile e un presente problematico: un matrimonio in crisi, un figlio malato e la promessa di non sottoporre più nessun paziente ad ipnosi. Promessa durata 10 anni a causa di un caso giudiziario. Tutto ciò lo opprime a tal punto da abusare di farmaci …
Infranta la promessa il dottor Bark vedrà peggiorare le cose. L’assassino non sta certo a guardare e rapisce suo figlio. L’ipnosi NON VA FATTA !! Altrimenti …
Nel frattempo l’ispettore Linna scopre che nella famiglia Ek c’è un altro membro. Si tratta della sorella maggiore di Josef, datasi alla macchia da tempo …
Il titolo, la trama, la copertina e il tema dell’ipnosi. Tutti gli ingredienti per correre in libreria a comprarlo. Purtroppo l’argomento ipnosi e ipnotista vengono solo accarezzati. Nel romanzo ci sono alcune incongruenze e situazioni inverosimili. Non le segnalo, non preoccupatevi. Lars Kepler è lo pseudonimo dei coniugi Ahndoril. L’idea era interessante ma non deve trasparire il lavoro a quattro mani. Si rischia di dividere la storia in 2 parti, e perde in omogeneità …
Non aspettatevi il capolavoro promesso. Rimarrete delusi come me …. Aspettatevi la normalità …
Comunque un buon thriller, abbastanza scorrevole. Consiglio la lettura in spiaggia, tra una granita e un gavettone …

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L'ipnotista 2013-05-17 03:17:32 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    17 Mag, 2013
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Elpi-logo n. 16

Ricordando Belfagor e Juliette Greco

Volendomi autopsicanalizzare, probabilmente il mio interesse dilettantistico per l’ipnosi risale a uno sceneggiato TV in bianco e nero che ho visto da bambino: “Belfagor, il fantasma del Louvre”. Lì, il fantasma mascherato e nero era un personaggio che agiva sotto ipnosi. Essendo ormai cresciuto d’età (!) ed essendomi impossessato di qualche ulteriore strumento conoscitivo – dopo aver letto Freud, per il quale l’ipnosi è una tecnica terapeutica – attribuisco il mio interesse infantile a una combinazione di elementi: l’ambientazione al Louvre, il richiamo di civiltà antiche, il mistero di esoterismi, il fascino tutto francese dell’attrice principale, Juliette Greco.
Con la fedina imbrattata da Belfagor, quando mi sono imbattuto nel titolo “L’ipnotista”, mi ci sono buttato a capofitto.
La storia narra di Erik Maria Bark, l’ipnotista più famoso della Scandinavia. Precipitato nel baratro personale, ha smesso da dieci anni di praticare l’ipnosi. Poi Joona Linna, commissario della polizia criminale, si rivolge a lui, lo trova imbottito di psicofarmaci e gli chiede di occuparsi di un caso limite: un ragazzo, Josef Ek, ha assistito al massacro della sua famiglia. La mamma e la sorellina sono state trucidate davanti ai suoi occhi; lui stesso è stato trovato ferito e, completamente scioccato, non comunica più con il mondo esterno. Ma è il solo che potrebbe testimoniare su quanto è accaduto. Ovvio che l’ipnosi sia il metodo più appropriato per carpire una verità sommersa e scongiurare il rischio che la sorella maggiore di Josef, scomparsa misteriosamente, sia raggiunta dal killer che ha deciso di sterminare la famiglia. Erik Maria Bark accetta un incarico che gli cambierà la vita, anche perché suo figlio, emofiliaco, viene rapito…
Il thriller è avvincente, ma non convincente. Ho trovato le sedute di ipnoterapia – mio principale motivo di richiamo – piuttosto epidermiche. La trama, non particolarmente originale, a mio parere presenta alcune smagliature che mi hanno dato l’impressione di leggere più romanzi (almeno due) non perfettamente integrati tra di loro.
Per me, è meglio tornare a Belfagor. E ai miei ricordi.

Bruno Elpis

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L'ipnotista 2013-04-15 16:56:28 Pupottina
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Pupottina Opinione inserita da Pupottina    15 Aprile, 2013
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Assolutamente da non perdere!

Lars Kepler non ha paura di dire le cose, non ha timore di sconvolgere la mente del lettore, descrivendo, nel dettaglio, le più inimmaginabili brutalità. Le dice e basta.
Lo stile di Kepler lo definirei un incrocio tra Stieg Larsson, per l'impostazione stilistica e narrativa, Wulf Dorn, per l'analisi psicologica dei personaggi, e Stephen King, per la capacità di guardare nel baratro che custodisce la follia e le paure umane.
L’intreccio è ben strutturato e la trama è avvincente: la storia è interessante; la narrazione è veloce, dettagliata e fortemente visiva; il ritmo resta sempre serrato, incalzante. Anche i personaggi sono credibili, ben delineati e ricchi di sfumature psicologiche. La suspense è in ogni pagina: tiene il lettore costantemente sul filo del rasoio. Tantissimi sono i colpi di scena fin dalle prime righe e per tutte le quasi 600 pagine di L’ipnotista.
Ho trovato originale l’idea di affiancare al poliziotto che svolge le indagini, Joona Linna, anche il personaggio più intrigante e complesso dell’ipnotista, Erik Maria Bark.
Con questo thriller, originalmente interessante, Lars Kepler, anzi, i coniugi Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril, che si nascondono dietro questo pseudonimo, hanno saputo conquistarmi.
È stato difficile separarsi da uno psico-thriller così perfetto. Erik Maria Bark mi piacerebbe ritrovarlo in qualche altro suo romanzo.
Consigliato a chi ama il genere.
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Stieg Larsson e Wulf Dorn
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L'ipnotista 2013-02-02 15:27:18 simonedva
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simonedva Opinione inserita da simonedva    02 Febbraio, 2013
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Coinvolgente

Il libro è molto coinvolgente, come da titolo, ho faticato a capire chi era il vero protagonista tra Joona e Erik (l'ipnotista) dato che i libri che stanno scrivendo i Lars Kepler sono incentrati sulle indagini del primo, ma questo non ha influito nel giudizio finale. Ciò che, invece, ha influito sono le sedute dell'ipnotista: non mi sono piaciute e soprattutto, alcune, non erano influenti per il corso delle indagini. Per il resto devo dire che ho faticato a staccarmi, l'unico motivo è stato lo studio, infatti. Consiglio vivamente la lettura a chi piacciano i colpi di scena ;)

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L'ipnotista 2012-09-02 19:05:05 Anna
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Opinione inserita da Anna    02 Settembre, 2012

Non capisco

Non capisco il perchè di questo accanimento contro questo thriller. Io l'ho trovato avvincente, mi ha coinvolta e non sono riuscita a staccarmi dal libro finchè non l'ho finito. Concordo sul fatto che non sia molto scorrevole e come metodo di scrittura sia piuttosto impegnativo, ma per gli amanti del genere penso sia un gran bel libro. O, perlomeno, non la schifezza che hanno descritto tutti.

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L'ipnotista 2012-08-16 21:07:34 biagio
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Opinione inserita da biagio    16 Agosto, 2012

Bruttissimo

Ho comprato questo libro convinto di acquistare un capolavoro come scritto sulla copertina, invece mi sono ritrovato tra le mani un libro noioso, dalla scrittura pessima e di lenta lettura. Non posso dire se abbia un finale bello o meno in quanto anche con tutta la mia buona volontà non sono riuscito a leggere più di 15 pagine. Se volete un consiglio quando lo vedete in libreria e state pensando di comprarlo, fermatevi dieci secondi e girate al largo!!!

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L'ipnotista 2012-08-09 16:09:28 marccorazz
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marccorazz Opinione inserita da marccorazz    09 Agosto, 2012
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Però...!

Tra tutti i thriller di autori scandinavi (post Larsson) che ho letto, questo non mi è dispiaciuto. L'idea di partenza, di immergersi nella psiche umana attraverso l'ipnosi di gruppo di pazienti alle prese con traumi psicologici, non è male. Anche il proseguio della storia, in cui le vicende del protagonista si legano a filo doppio con il suo lavoro di ipnotista e con quello dei suoi pazienti non è male. Il salto temporale nel passato del protagonista, a metà del libro, usato per spiegare parte della storia e per colmare alcuni vuoti lasciati volutamente all'inizio, fanno da ottimo collante per il seguito del racconto. Il finale poi è sicuramente apprezzabile.
Del finale ho sicuramente apprezzato come l'autore descriva in parte e lasci intendere quanto le vicende occorse ai protagonisti li abbia segnati e quanta strada dovranno percorrere per poter riacquistare, se possibile, una certa serenità. Non c'è quindi il "..e vissero felici e contenti.." che generalmente, al termine di un libro di questo genere, lascia l'amaro in bocca, almeno a me !!!!
Nel complesso quindi......non male.

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Thriller scandinavi
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L'ipnotista 2012-07-27 08:40:36 Mikii
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Opinione inserita da Mikii    27 Luglio, 2012

Tante aspettative, nessun capolavoro

Davvero peccato...ecco le prime parole che mi vengono in mente! Ho acquistato il libro spinta da una grande curiosità e aspettativa: il contenuto pareva davvero molto interressante, con questo promettente viaggio nel buio inconscio umano. All' inizio può sembrare un thriller come molti altri, poi la brusca svolta nel passato spiazza un po'!la trama in sè si snoda attorno ad eventi che paiono scontati e si arriva alla fine cercando quel qualcosa di speciale che caratterizza un gran bel libro che in questo caso non arriva! Possiamo dire carino, ma non sicuramente eccezionale e all'altezza delle aspettative!

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L'ipnotista 2012-07-18 12:10:24 Pamela C.
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Pamela C. Opinione inserita da Pamela C.    18 Luglio, 2012
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L'IPNOTISTA

A mio parere è un romanzo avvincente. La storia è molto fluida, anche se in alcuni punti si dilunga
un po' troppo. Però è un libro che si legge con grande facilità. La storia è ricca di suspance,
colpi di scena. E' un libro che consiglierei. E adesso sono curiosa di leggere La testimone del Fuoco.

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L'ipnotista 2012-03-20 11:19:48 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    20 Marzo, 2012
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Gocce di paura

Gli elementi di questo giallo sono un bambino, la neve, un ipnotista che si è allontanato dal lavoro a causa di un proprio crollo psicologico, un silenzio dato dallo stato di shock. E' un grande thriller, che dà un estremo senso di coinvolgimento e di pathos e anche l'ambientazione nordica, le sue atmosfere ovattate e suggestive contribuiscono a legare il lettore a queste pagine. La storia lascia senza fiato e ad ogni pagina stilla gocce di paura. Le scene sono descritte arricchendole di dettagli, i colpi di scena sono efficaci, le sottotrame arrivano a convergere e a collimare in modo spiazzante e questo è un indice di grande capacità narrativa. Il finale è movimentato e fa crescere l'adrenalina. E particolare è l'avversione che riescono a creare i personaggi negativi minori.

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L'ipnotista 2012-02-26 19:08:14 fosforo
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Opinione inserita da fosforo    26 Febbraio, 2012

delusione

Gli spunti per un racconto avvincente non mancavano, l'ipnotismo e la malattia mentale e il loro intersecarsi lungo tutte le pagine del libro alla luce delle vicende umane dei protagonisti. Col progredire della lettura però il tutto si stempera in pagine spesso non propriamente pertinenti alla trama, la concatenazione degli eventi non mostra una regia sicura e sapiente. La scelta della narrazione al presente poi costituisce il vero limite del libro. Sembra di leggere il copione di un film e la suspense ne risente irrimediabilmente. Manca da ultimo una connotazione scenografica precisa. Nevica, fa freddo e i cieli sono spesso bui ed opprimenti ma anche se sappiamo che la scena ha luogo in Svezia, potremmo pensarla una qualunque località nordica dell'emisfero settentrionale. Non è dato di sapere se la traduzione abbia inciso negativamente su questo aspetti, di certo lo stile non è eccelso. A fine libro rimane l'impressione di avere rovistato in un grande contenitore pieno di cose interessanti ma tutte molto slegate tra loro.

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L'ipnotista 2012-01-12 17:54:21 moby68
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Opinione inserita da moby68    12 Gennaio, 2012

Complimenti

Complimenti a Longanesi per aver saputo creare molto glamour attorno ad una storia che tanto promette ma poco mantiene. Qualche buona idea ed uno stile narrativo essenziale non bastano a fare del romanzo un capolavoro, tanto più che le cadute di ritmo unite alla notevole lunghezza del testo portano spesso al tedio.
Consigliato a chi ha poca fantasia o si avvicina al thriller per la prima volta, chi molto ha già letto rimpiange il tempo impiegato per finire di leggere il romanzo e non vede l'ora di passare al prossimo libro.
Sopravvalutato.

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L'ipnotista 2011-11-24 11:05:30 Augusto Laccetta
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Opinione inserita da Augusto Laccetta    24 Novembre, 2011

Inizio promettente...finale deludente!!!

Il romanzo ha un inizio molto promettente e lascia immaginare chissà quali scenari, anche perchè l'ipnosi in se ha già molto di misterioso. Purtroppo man mano che si procede, la vicenda e la lettura diventano meno scorrevoli ed appassionanti e la trama perde il suo mordente iniziale. Ho trovato un po troppo lunga e snervante la parte centrale dedicata al passato dell'ipnotista, anche se chiaramente molto utile al fine della comprensione della trama. Purtroppo il finale è molto lontano da ciò che si immagina inizialmente e quindi l'ho trovato molto deludente. Per quanto riguarda la scrittura, è abbastanza scorrevole anche se a volte l'autore esagera nelle descrizioni ambientali e la narrazione incalzante di cui questo tipo di romanzo ha assoluto bisogno, ne risente. Quindi ne consiglio la lettura ma senza aspettarsi di leggere un capolavoro: senza infamia e senza lode!

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L'ipnotista 2011-10-12 17:00:14 VinnieTheKid
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VinnieTheKid Opinione inserita da VinnieTheKid    12 Ottobre, 2011
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Un giallo accettabile

Aspetti positivi: uno stile di scrittura abbastanza essenziale, fatto di periodi brevi e agili, privo di noiose descrizioni e caratterizzazioni; la scelta, inusuale, di narrare usando il presente anzichè il classico passato remoto, può piacere o no (io, personalmente, non l'ho apprezzata molto); c'è un po' di violenza, un po' di paura, un po' di mistero, un po' di invito alla riflessione, un po' di morbosità, un po' di sesso... insomma, gli ingredienti del buon giallo/thriller paiono esserci tutti, seppur in maniera dosata.
Ciò che, al contrario, non ho gradito è stato il lunghissimo flash back centrale (a occhio, un 20% dell'intero volume) concentrato in un unico interminabile capitolo e il finale "fesso"... voglio dire, un romanzo che inizia così bene, con una strage misteriosa, con l'urgenza di trovare una persona per evitare che possa finir vittima anch'essa della furia dell'assassino, con il retroscena incestuoso e stomachevole che la storia nasconde, non può finire con un "colpevole" così insipido, mosso da motivazioni così poco "entusiasmanti", con una piega così lontana dall'inizio... insomma, il finale è deludente, sappiatelo!
Tuttavia, mi sento di segnalare e consigliare questo libro a quanti volessero leggere un buon giallo, senza pretese di trovare il capolavoro del secolo.

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L'ipnotista 2011-08-23 13:52:32 Enrico1983
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Enrico1983 Opinione inserita da Enrico1983    23 Agosto, 2011
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Libro che si lascia leggere tutto di un fiato

Comprai questo libro perche interessato dalla trama,la quale effettivamente durante il libro ha dei cambi improvvisi che non vuol dire che il libro diventa noioso o privo di mordente.Lars scrive in modo davvero scorrevole mai pesante o prolisso nel descrivere gli ambienti e i personaggi.Rimane attualmente uno dei migliori libri che abbia letto negli ultimi tempi.Certo non è come la trilogia millenium,ma sotto certi aspetti la lettura qui risulta meno pesante.
Consigliato.

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L'ipnotista 2011-06-27 06:55:39 jelena85
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jelena85 Opinione inserita da jelena85    27 Giugno, 2011
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delusione....

avendo visto il titolo e letto la trama ho deciso di comprare subito questo libro che mi aveva colpito molto....
all'inizio la storia e' interessante e non si vede l'ora di continuare a leggere..insomma ti tiene sulle spine....ma poi.....arrivati ad un certo punto la storia cambia completamente e non c'entra niente con l'inizio..sono rimasta molto delusa, sinceramente mi aspettavo di piu'...

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L'ipnotista 2011-06-04 13:51:27 Danisimo78
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Danisimo78 Opinione inserita da Danisimo78    04 Giugno, 2011
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Meglio lasciar perdere...

Trama inconsistente e sconclusionata, personaggi apatici e finale deludente. Chi si aspetta di ritrovare nelle pagine di questo libro anche solo un po' del fascino della Millenium Trilogy resterà decisamente scontento. E stata una vera fatica finirlo. L'esperimento è decisamente andato male...

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L'ipnotista 2011-03-25 01:26:51 giumil
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giumil Opinione inserita da giumil    25 Marzo, 2011
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Sotto le aspettative.

Prima di leggere "L'ipnotista" non sapevo che esistessero tanti aggettivi per descrivere l'accento finlandese (dolce, melodioso, malinconico, tranquillo...e via dicendo). In sostanza penso che in questo libro ci sia troppo di tutto: un giovane serial killer troppo efferato, la protagonista pazza troppo "pazza", la banda di ragazzini troppo cattivi, troppe storie parallele, troppi personaggi, troppi aggettivi, troppe descrizioni, troppi stacchi temporali. Il tutto risulta un po' caricato e quindi inverosimile. Eppure era partito bene! La storia del ragazzino che apparentemente aveva assistito al brutale omicidio della sua famiglia poteva essere sviluppata in maniera diversa e più organica (e mi aspettavo che quello fosse il perno del libro). Non so...è come se ad un certo punto, a corto di idee, l'autore abbia cercato di salvarsi in corner abbozzando tutta una fantasmagoria di situazioni ( non ultimo l'autobus arrugginito con le chiavi inserite che parte al primo colpo e come un deus ex machina irrompe sulla scena salvando capra e cavoli) che nulla aggiungono alla narrazione, se non il risultato di lasciare l'amaro in bocca al lettore. Lo stile è scorrevole, è un libro che se letto senza troppe aspettative aiuta a passare il tempo, ma non lascia nulla.

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L'ipnotista 2011-02-17 11:30:08 Fermìn90
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Fermìn90 Opinione inserita da Fermìn90    17 Febbraio, 2011
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Un thriller noioso

Nonostante il tema innovativo e fascinoso dell'ipnosi, la storia è pervasa da una snervante calma piatta , che solo negli ultimi capitoli lascia il posto ad un pizzico di movimento , dovuto ad alcuni colpi di scena che iniziano ad interessare il lettore. Troppo lungo, secondo il mio giudizio, il racconto del passato del protagonista , che occupa la parte centrale del libro e che rende pesante una storia già di per se non particolarmente invitante. Non credo insomma che sia una buona trama o quantomeno una trama degna di un autore considerato il nuovo Larsson (come ho letto da qualche parte): la trilogia Millennium ha davvero un altro spessore.
Lo stile è freddo e impersonale, la narrazione è monotona, a volte noiosa e ciò è dovuto anche al fatto che la storia è raccontata al presente indicativo, scelta inspiegabile e altamente penalizzante.
Dal mio punto di vista un romanzo deludente sotto tutti i punti di vista, ma il mio è un parere soggettivo, visto anche il gran numero di copie vendute.

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L'ipnotista 2011-02-15 17:51:27 cesare giardini
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    15 Febbraio, 2011
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Ma la Trilogia di Larsson è un'altra cosa...

Continua lo stillicidio dei gialli svedesi, un filone che tende a non fermarsi più. Se la trilogia “Millennium” di Stieg Larsson resta il capolavoro insuperato, non sempre altri Autori hanno raggiunto l’eccellenza con i loro romanzi. “L’ipnotista”, primo romanzo di Lars Kepler (pseudonimo sotto il quale si cela una coppia di scrittori “principianti”, i coniugi Alexander Ahndoiril e Alexandra Coelho Ahndoril ) pur non raggiungendo l’intensità dei thriller di Larsson, è ben congegnato e, se è caratterizzato da lunghi e noiosi momenti di stasi nella parte centrale, si riscatta con un finale veramente incalzante e pieno di colpi di scena. Se si potesse caratterizzare un romanzo con colori appropriati alla trama, direi che è un romanzo in bianco-nero : il bianco della neve che cade quasi ininterrottamente avvolgendo in un’atmosfera quasi impalpabile e surreale fatti, cose e personaggi (si svolge nel mese di dicembre soprattutto a Stoccolma e dintorni), il nero- grigio delle notti e delle atmosfere di Stoccolma, in cui si muovono personaggi inquietanti e si registrano efferati delitti. Il protagonista, l’ipnotista appunto, svolge la sua attività sondando tramite induzione ipnotica i recessi della psiche, cercando di portare alla luce il passato inconfessabile dei suoi pazienti e rimanendo via via coinvolto, dopo successi e fallimenti, in avvenimenti ai limiti del credibile, fino al rapimento dell’unico figlio. In collaborazione con il commissario della polizia criminale Joona Linna (che troveremo anche nel secondo romanzo della coppia, “L’esecutore”) arriverà attraverso esperienze traumatiche alla soluzione dell’intricata vicenda. Dimenticatevi Lisbeth Salander e Mikael Blomqvist di Larsson : non ci sono personaggi che lasciano il segno. La lettura può essere tuttavia piacevole, anche se lo strepitoso successo di vendita del romanzo appare, a guardar bene, inspiegabile.

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I gialli svedesi
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L'ipnotista 2011-01-31 11:58:14 faye valentine
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faye valentine Opinione inserita da faye valentine    31 Gennaio, 2011
Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio, 2011
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Una seduta di ipnosi

Il romanzo è strutturato in modo non lineare per quanto riguarda il susseguirsi logico-temporale delle vicende: abbiamo una prima parte molto consistente in cui sono raccontati i fatti accaduti nel presente, una parte più esigua, dove l'ipnotista veste anche i panni del narratore, e ci parla in prima persona della sua esperienza trascorsa, e un'ultima parte dove torniamo al tempo presente, ricollegandoci a quella iniziale. Di queste tre parti, quella che ho preferito sicuramente è la seconda (andando controcorrente rispetto alla quasi totalità delle recensioni che ho letto finora su questo romanzo). Forse perché il nostro ipnotista racconta in prima persona, forse perché in questa digressione le sue emozioni e i suoi sentimenti mi sono sembrati rappresentati in modo più vivido e condivisibile, reputo questa parte la più riuscita dell'intero romanzo. Il nostro protagonista infatti, Erik Maria Bark, è poco caratterizzato lungo il corso della narrazione degli eventi presenti, mentre trova spazio più ampio in questa parentesi apparentemente divagante. Notevole interesse ha suscitato in me la pratica ipnotica ivi spiegata, mentre la vicenda giallo-thriller propriamente detta è passata in secondo piano.
Lo stile si rivela tendenzialmente aderente a quel filone che grossolanamente viene identificato come "letteratura scandinava": periodi brevi, modo di esprimersi secco e asciutto, senza troppi fronzoli, molto attento all'ambientazione e ai dettagli (nomi di strade, paesi...) più che all'introspezione psicologica dei personaggi. Una volta che lo si accetta, la lettura può scorrere in modo abbastanza fluido. L'azione, per quanto mi riguarda, almeno nelle prime 200 pagine, rimane però un po' troppo lenta: trova una svolta proprio con la digressione sull'ipnosi (e a questo punto mi chiedo come tanti lettori possano averla considerata inutile o pesante: è da lì che muove la vicenda e si ha un vero e proprio scossone, oltre al chiarimento di alcuni punti che erano stati solamente accennati nel precedente scritto). La narrazione riprende in modo più concitato verso la fine. Del finale non mi è piaciuta sicuramente la soluzione data alla vicenda, mentre ho apprezzato il sottile sentimentalismo delle ultimissime pagine: anche la gelida scrittura svedese ogni tanto dimostra di avere un cuore palpitante!! Sicuramente troppo lunghe e dettagliate (e conseguentemente pesanti) alcune descrizioni: impongono un rallentamento del ritmo narrativo del tutto inopportuno, visto che già la vicenda procede in modo graduale, con svariate pause. A questo stile apparentemente e volutamente appesantito però non posso non riconoscere una nota di merito: la narrazione procede per piccoli passi, proprio come una regressione ipnotica, questa volta però operata per mano del lettore sul protagonista principale, l'ipnotista.
Tutto sommato, lo giudico un romanzo da leggere dal punto di vista dell’ipnotista: trovo che, mettendo in sottofondo la vicenda del giallo-thriller, sia più facile apprezzarne i contenuti, senza volerlo forzatamente giudicare tramite letture apparentemente affini, solo perché di analoga provenienza geografica. Lo consiglio dunque a chi sa andare oltre il thriller.

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L'ipnotista 2010-10-31 11:20:21 leadger
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leadger Opinione inserita da leadger    31 Ottobre, 2010
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Ipnotico per metà

La trama si compone di diverse storie affiancate che purtroppo finiscono per stridere tra loro in quanto legate soltanto da avvenimenti casuali. Per la prima metà del libro la storia è avvincente e il ritmo incalzante purtroppo però superata la metà la storia diventa lenta e oserei dire monotona. Peccato, perché come già detto, all’inizio la trama è veramente ipnotica. Questa comunque non vuole essere una bocciatura in quanto ci sono molte buone idee e la lettura è abbastanza piacevole e scorrevole.

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L'ipnotista 2010-10-25 06:33:27 nausicaa
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nausicaa Opinione inserita da nausicaa    25 Ottobre, 2010
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Non un capolavoro, ma...

Sono d'accordo con chi ha scritto che non basta essere svedesi per scrivere come Stieg Larsson, ma non sono completamente d'accordo con chi scrive che questo libro fa schifo.
Sicuramente non è un capolavoro della letteratura moderna e ha ricevuto una pubblicità spropositata, ma allo stesso tempo credo che sia un libro piacevole, senza grandi pretese.
E' un giallo/thriller con una storia facile da seguire con qualche risvolto inaspettato; l'ho trovato un po' allungato soprattutto nella parte centrale dove torna indietro di 10 anni per raccontare il passato di Erik - l'ipnotista.
Sono curiosa di leggere il secondo libro che ha scritto, per capire se le case editrici l'hanno montato oppure lui è davvero una promessa letteraria...

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L'ipnotista 2010-10-22 23:23:36 kiv e kla
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kiv e kla Opinione inserita da kiv e kla    23 Ottobre, 2010
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Bello ma non troppo...

Kiv: Abbiamo comprato il libro attratti da una presentazione avvincente, e tale è la prima parte del libro. Fino a quando, due trame che hanno poco a che vedere l'una con l'altra si mischiano in un intreccio inspiegabile e inutile, che perde d'interesse man mano fino alla fine. Poco scorrevole e prolisso.

Cla: Appena ho iniziato a leggerlo mi aspettavo di trovare quello che mi aveva attirato dalla presentazione,invece ad un certo punto quella storia scompare lasciandomi perplessa fino alla fine del libro.... quando ha iniziato a divagare sul passato ho avuto il pensiero di abbandonare la lettura,molti pezzi si potevano evitare... delusa

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L'ipnotista 2010-10-06 13:46:27 Mephixto
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Mephixto Opinione inserita da Mephixto    06 Ottobre, 2010
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Così Così....

Tutto sommato piacevole, forse un po pretenzioso; a tratti lento e noioso
ma nell'insieme scorrevole superati i bruschi stop non necessari di qualche pagina qua e la.
Letto senza troppe aspettative lo si trova gradevole.

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L'ipnotista 2010-09-24 14:08:08 Etien Grimaldi
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Etien Grimaldi Opinione inserita da Etien Grimaldi    24 Settembre, 2010
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Venire dai fiordi non vuol dire essere un Larsson

Ho comprato il libro perché è stato pubblicizzato parecchio dalla casa editrice e dalla stampa, ma non solo, è stato soprattutto perché avevo letto la triologia di Larsson, che mi è piaciuta moltissimo...Devo ammettere che Lars Kepler non si avvicina nemmeno al grande Stieg Larsson, anzi, abbassa molto le quotazioni degli scrittori del nord Europa sulle scelte dei lettori. La scrittura è anche scorrevole, ma gli eventi sopra gli eventi sono confusi e di conseguenza il modo di raccontare diventa macchinoso, per non parlare del finale che è una delusione pazzesca. A questo punto, non ci rimane altro che rimpiangere la morte prematura del grande Stieg Larsson, confidando sempre nella comparsa nella scena della letteratura mondiale di un altro astro nascente del thriller nordico.

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a chi non ha di meglio da fare
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L'ipnotista 2010-08-31 11:53:10 wheeze29
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wheeze29 Opinione inserita da wheeze29    31 Agosto, 2010
Ultimo aggiornamento: 09 Settembre, 2014
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sonno

ho letto questo libro pensando di trovarmi davanti a un romanzo davvero spettacolare... invece a parte l'idea che poteva essere anche originale... è un groviglio di storie su storie... ogni tanto mentre leggi ti chiedi che fine abbia fatto quello o quell'altro personaggio, poi arrivi al finale e rimani così senza nessuna emozione.... carente in tutto, a me proprio non è piaciuto e fortunatamente l'ho comprato usato (ma mi dovevo già fare una domanda come mai usato se è uscito da poco?) ora ho capito... comunque in alternativa alla camomilla va più che bene.

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a chi ha problemi di insonia sicuramente dopo qualche pagina del libro troverete beneficio.... cadrete altro che in ipnosi sarete proiettati direttamente nella fase rem
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L'ipnotista 2010-08-22 14:58:55 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    22 Agosto, 2010
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tranquilli...non rimarrete ipnotizzati

Vorrei spendere due parole su questo libro che mi ha accompagnato nelle mie mattinate di sole e mare, l'ho finito in poco tempo per la scrittura semplice e la trama un pò troppo forzata e perchè volevo scoprire il colpevole, che poi alla fine è stata una delusione!!! Finito il libro ho pensato che è ora di finirla da parte degli editori di attribuire ad ogni scrittore esordiente che proviene dai fiordi o giù di lì delle motivazioni eccezionali per acquistare e leggere i loro libri, sovrapponendoli al successo planetario della trilogia di Larsson.
Per fortuna questo mi è stato prestat e non averlo nella mia biblioteca non è una grande mancanza!

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L'ipnotista 2010-07-26 14:57:10 bikelink
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bikelink Opinione inserita da bikelink    26 Luglio, 2010
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nel mazzo

senza imfamia e senza lode.
c'è di meglio ma anche molto peggio. tutto sommato una discreta e facile compagnia.

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L'ipnotista 2010-07-13 16:22:13 Digsy86
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Digsy86 Opinione inserita da Digsy86    13 Luglio, 2010
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Può passare

Un libro carino...all'inizio mi è piaciuto subito, lo stile è molto accattivante, la storia, l'idea anche ma il finale è stato un pò imbarazzante. Non so perchè ma questi scrittori devono smetterla di pompare il tutto, e poi far finire le storie in modo forzato. Insomma il lettore se ne accorge. E poi è vero, neanche io mi sono emozionata più di tanto.Per il suo genere comunque è un buon libro,scorrevole e affscinante sotto certi punti di vista. fatevelo imprestare.

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L'ipnotista 2010-06-15 05:52:15 Lulina
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Lulina Opinione inserita da Lulina    15 Giugno, 2010
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Niente di che

La trama mi ha incuriosito moltissimo, anche le prime pagine, poi la storia cambia direzione e si incentra su altri personaggi lasciano irrisolta la prima parte quindi il lettore resta in sospeso.
Se ve lo prestano è meglio.

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L'ipnotista 2010-06-08 22:47:08 PoleMika
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PoleMika Opinione inserita da PoleMika    09 Giugno, 2010
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Purtroppo..

Purtroppo niente di che, anche se dalla descrizione sulla copertina sembrava una storia interessante. La storia era noiosa e banale. Fino alla fine speravo.. e sono rimasta delusa.
In generale l'idea del libro non è male, anche se poi quasi tutto il resto è sbagliato.
E poi c'e' anche lo stile che non sopporto..

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per chi legge proprio TUTTO ;)
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L'ipnotista 2010-06-08 22:15:58 marianna
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Opinione inserita da marianna    09 Giugno, 2010

l'opinionista

Mi sono avvicinata al genere thriller da poco (con la trilogia Larsson)che trovo fantastico, è un libro nel complesso discreto ma niente di entusiasmante. Fatevelo prestare!

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L'ipnotista 2010-05-24 12:08:53 gabriella
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Opinione inserita da gabriella    24 Mag, 2010

carino, ma niente di particolare

ottima descrizione del paesaggio che circonda le vicende... ma il finale lascia un po' cosi'... intrigante l'inizio, ma il finale mi porta a decidere che non e' una lettura che consiglierei ai miei amici.

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L'ipnotista 2010-05-19 12:23:03 mixo
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mixo Opinione inserita da mixo    19 Mag, 2010
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Cosa è successo agli scrittori Svedesi?

Concordo con chi ha detto che non basta vivere in Svezia per diventare scrittore. Il libro non stupisce, non emoziona, non spaventa (mi piacerebbe sapere se è lo stesso libro letto da Carrisi oppure se Lui ha avuto il piacere di entrare in possesso di una diversa stesura), riesce però a rendere in modo abbastanza vivido il paesaggio. La prima metà scorre in modo fluido e anche se priva di novità risulta piacevole, la seconda parte, che dovrebbe fornire gli indizi per trovare il colpevole lancia indizi che alla fine lasciano parte del libro privo di chiarezza. Il finale... non lo commento.

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L'ipnotista 2010-05-16 08:24:20 dandohc
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dandohc Opinione inserita da dandohc    16 Mag, 2010
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Glaciale

Il Thriller è un genere che non leggo molto, ma devo dire che la lettura di questo libro è stata molto interessante ed appassionante. La storia diventa subito avvolgente e ci si confonde subito nell'atmosfere fredde e buie dell'inverno svedese. L'unica nota stonata è che, riflettendoci sopra, finito il libro, mi sono accorto di non essermi mai emozionato...........

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L'ipnotista 2010-04-22 19:52:59 WalBlue
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WalBlue Opinione inserita da WalBlue    22 Aprile, 2010
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Molto Bello

Il libro si pone con un doppio aspetto: quello di giallo e quello di thriller esistenziale. Si ripropone il (trito e ritrito) ritorno al passato per capire il presente, ma in fondo non è forse sapendo cosa è successo che si puo evitare (o favorire) un riverificarsi di qualsivoglia evento? Il libro in discussione, inoltre, presenta questo e altri temi (ricorrenti e non) in maniera da far ritrovare ad ogni lettore un pezzo di se, perchè lo scrittore, con non indifferente maestria, dipinge dei tratti psicologici i quali, manifesti o latenti, sono a mio parere presenti in ogni essere senziente. Un libro di questi merita senza titubanza alcuna di esser letto.

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L'ipnotista 2010-03-30 13:47:40 Cristiano ferrari
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Opinione inserita da Cristiano ferrari    30 Marzo, 2010

L'ipnotista

Concordo con chi prima di me ha deto che dopo i successi di stig Larsonn (quelli mi sno piaciuti decisamente di più) non basta un nome svedese per fare un libro. Putroppo è stata una mera operazione commerciale che conta ,ritengo, solo sul primo acquistio dato che lo "share of voice" non può certo essere positivo

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Ogni libro insegna (a volte cosa NON bisogna leggere) però se puoi evitarlo fallo
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L'ipnotista 2010-03-30 13:32:33 Claudiano
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Claudiano Opinione inserita da Claudiano    30 Marzo, 2010
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Noia allo stato puro

Dopo i successi di Stig Larsson, gli editori pensano che basti che l' autore di un romanzo sia svedese o ambientato in Svezia per essere degno di pubblicazioni e sponsorizzazioni eccezzionali come in questo caso.
Nonastante i vari messaggi sublimanali all' interno delle pagine con nomi e luoghi alla "Larsson", il libro in questione non ha un briciolo di attrattiva, i personaggi sono vuoti e noiosi,la trama non desta quasi mai interesse e i dialoghi scandalosi.
Un libro che prende in giro gli amanti del genere.........

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Se prorio volete leggerlo prendetelo a prestito in biblioteca come ho fatto io.
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L'ipnotista 2010-03-27 21:25:29 bucintoro
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bucintoro Opinione inserita da bucintoro    27 Marzo, 2010
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l' ipnotista

a me e' piaciuto abbastanza questo libro. tutto sommato risponde alle aspettative di chi legge libri di questo genere. si intrecciano molte situazioni ,ognuna delle quali potrebbe dare lo spunto ad altri libri. che bello che non tutte le opinioni sono uguali.

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L'ipnotista 2010-03-26 21:57:32 ladislao
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ladislao Opinione inserita da ladislao    26 Marzo, 2010
Ultimo aggiornamento: 10 Settembre, 2014
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A volte mi chiedo...

A volte mi chiedo chi metta le recensioni sulle copertine dei libri. Certamente li devono pagare profumatamente! L'Ipnotista, è veramente un libro NOIOSO, lento e BRUTTO! l'ho finito solo perchè lo avevo comperato... e ormai che avevo speso i soldi! MA non lo consiglierei proprio a nessuno!!! Bocciato in pieno!

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a nessuno!
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L'ipnotista 2010-03-12 10:41:14 fabiomic75
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fabiomic75 Opinione inserita da fabiomic75    12 Marzo, 2010
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Discreto

Mi colloco a metà tra le due precedenti recensioni, ritengo infatti che non ci si trovi nè davanti ad un libro da divorare nè al cospetto di un racconto parzialmente soporifero. Per quanto mi riguarda la lettura è stata piacevole e tutto sommato coinvolgente. Avendo letto qualche autore nordico ormai ho imparato che non ci si può aspettare il colpo di scena o il ritmo cui ci hanno abituato negli anni gli scrittori statunitensi. Resta il fatto che il racconto risulta piuttosto originale, soprattutto la parte relativa all'ipnosi. Protagonista della storia è infatti un medico, salito anni prima agli onori della cronaca per le terapie ipnotiche sperimentali a causa delle quali viene perseguitato dai fantasmi del passato in seguito alla scelta di collaborare nuovamente con la Polizia svedese. Non vi svelo altro della trama e vi consiglio la lettura senza impegno.

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L'ipnotista 2010-03-09 22:37:13 Sydbar
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2.3
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Sydbar Opinione inserita da Sydbar    10 Marzo, 2010
Ultimo aggiornamento: 20 Mag, 2010
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L'ipnotista

Carrisi (Suggeritore) dice "la verità vi farà paura", nel commentare questo libro, ma quale verità???
Lo stile a volte snerva e svariate volte mi ha tentato nell'abbandonarne la lettura ma ho resistito, l'opera ha un inizio davvero molto promettente ma con l'andare avanti davvero ci vuole una grande forza di volontà per proseguire nella lettura; per fortuna nelle ultime duecento pagine, circa, sembra che ci si svegli da un torpore e si prosegue in modo scorrevole anche se il finale lascia un po' a desiderare.
Sinceramente all'interno vi sono svariate incongruenze, ma non posso dire altro perchè parlandone rovinerei la lettura a quanti ne avessero l'intenzione.
Syd

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L'ipnotista 2010-02-24 22:57:25 Keme
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Keme Opinione inserita da Keme    25 Febbraio, 2010
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un libro da divorare

Il libro mi è stato regalato e all'inizio pensavo che fosse solo una storiella uscita sull'onda della trilogia Millennium, mi sono però dovuta ricredere. La storia è trascinante, magnetica, è praticamente impossibile alzare gli occhi fino all'ultima pagina. Il ritmo non è lento come nella trilogia di Larsson: l'azione è ben calibrata dall'inizio alla fine. Leggendo si ha l'impressione di guardare un film e ci si sente davvero coinvolti dagli eventi. Anche se il punto di vista non è unico, ma varia a seconda dei personaggi, l'effetto finale non è confuso, ma contribuisce a caratterizzare meglio i protagonisti. La vicenda è un intreccio sapientemente sviluppato, con una risoluzione finale inaspettata.
Se siete amanti dei thriller, questo libro vi catturerà.

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Millennium Trilogy
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