L'ombra del vento
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Uno dei miei preferiti
Meraviglioso! Uno tra i miei libri preferiti. Un noir con una struttura quasi perfetta, i cui personaggi hanno dignità cinematografica. Infatti ha uno stile di racconto che si avvicina molto alla narrazione per immagini tipica della pellicola. I personaggi sono un po' sopra le righe, il che potrà forse dare fastidio a qualche "palato fino", ma assolutamente accattivanti e piacevoli. A mio parere il giusto ibrido tra letteratura leggera profonda, di lettura scorrevole, che arriva subito al sodo.
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Obbligata e soddisfatta!
Sono stata obbligata a leggere questo libro, per un compito scolastico.
E' stato il compito più bello della mia vita! E' un libro che ti tiene incollata, pagina dopo pagina, hai sempre più voglia di leggere. Mi piace questo genere di opere, e poi Zafòn è veramente bravo nelle descrizioni.
Un libro consigliato, non vi deluderà. ^^
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SUGGESTIVO....RAPITA DA ZAFON!!!!
Pagina dopo pagina non riesci a "star senza la compagnia" di tutti i suoi personaggi. Hai la sensazione di conoscerli, di riuscire a comprendere i loro stati d'animo, le loro preoccupazioni e i loro sentimenti...
Barcellona ti entra nelle vene, e vorresti viverla insieme ai personaggi magnetici di Zafon; beh che dire... sono riuscita piangere, non per il finale che ho amato, ma bensì perchè sapevo che sapevo che quella era l'ultima pagina di questo libro meraviglioso!!!
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SOPRAVVALUTATO
SPOILER
Libro carino, ma sopravvalatuto. I personaggi non hanno, nel complesso, credibilità. Sono tutti "assoluti" nei loro sentimenti. Non c'è nessun personaggio che sia cattivo nel senso reale del termine, che sia mediocre, meschino, ignavo. Nella vita di tutti i giorni le persone di tal fatta abbondano. Nel libro, invece, anche Javier Fumero, il cattivo per antonomasia, ha una sua giustificazione ed il suo odio "assoluto" si origina da un "amore assoluto". La descritta mancanza di verosimiglianza mi ha portato a non apprezzare questo libro.
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Fantastico!
Fantastico! cosa devo dire di più? E' stato il primo libro di Zafon che ho letto e ne sono rimasta stregata (ho letto tutti i libri di Zafon alla fine). Amo questo libro e amo questo scrittore. L'ombra del vento ti entra nell'anima. I libri sono amici, e contengno 'l'anima di chi lo ha scritto e di chi lo ha letto' e penso che sia un'assoluta verità! Dobbiamo salvarli i libri, rendiamoli vivi...LEGGIAMO!!!!
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Quasi del tutto riuscito...(semi-spoiler)
Un romanzo interessante, scritto piuttosto bene.
Ho apprezzato sopratutto il fatto che riesce a rendersi interessante e a stimolare la lettura nonstante l'assenza di una tensino narriva esagerata, cosa che rende questo libro più verosimile.
Per gran parte del testo si è semplicemente invogliati a sapere come va a finire.
Le descizioni del perido storico e le ambientazioni sono notevoli e sono presenti numerori riferimenti a personaggi della guerra civile spagnola, ancora una volta mi è venuta voglia di visitare Barcellona.
I personaggi principali sono squisiti, non mancano di fascino e cura queli secondari.
Ho gradito molto meno le parti che suonavano 'leggendarie', quasi da libro fantasy, che stonano parecchio con il resto della storia.Mi ha un po deluso il finale:anche se sul momento appare piacevole, sono abbastanza convito che l' esasperata ricerca del lieto fine abbia rovinato un sacco di libri. Soprattutto in questo caso è eccesivamente forzato, appare come un ritocco posteriore volto a migliorare le probabilità di successo sotto un profilo commerciale.Avrei spreferito qualcosa di più 'sospeso' o comunque meno sbilanciato.
A parte questo resta uno dei libri più interessanti che abbia letto di recente, nonostante tutto non ho avuto l'impressione di aver perso del tempo.
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meraviglioso
Un libro intenso, ti rapisce l'anima, ti ingarbuglia la mente fino alla fine, quando pezzo per pezzo si riesce a mettere insieme tutto il puzzle. è scorrevole, l'ho letto tutto d'un fiato. ambientato in una barcellona misteriosa, ricca di particolari, dove tu stesso ti ritrovi a vagare quelle vie. e poi....il cimitero dei libri dimenticati....cosa darei per essere stata al posto di Daniel quella sera.... !! Assolutamente fantastico, consigliato al 100% a chi piace il genere!
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Uno zafon che non mi aspettavo
Ebbene alla fine anche io ho letto questo romanzo del quale tutti mi parlavano e...sono rimasta anch'io catturata dal mondo di Carax e Daniel!
Un thriller che leggi senza sosta (finito in due giorni) e che ti prende e ti sconvolge, lo stile di Zafon non mi è dispiaciuto per niente e la trama meritava...molti riferimenti storico-letterari in maggioranza spagnoli che mi hanno preso molto, anche se però c'è da dire che magari avrebbe dovuto spaziare di più, in quanto non tutti potrebbero conoscere tutti i grandi nomi spagnoli che hanno contribuito al suo sviluppo. Avendo fatto il linguistico non me ne è sfuggito uno, però magari un medio-lettore potrebbe aver avuto difficoltà a capire a cosa si riferisse.
Ammetto anche che non vado pazza per la letteratura spagnola, ma ripeto in questo libro, Zafon, mi è piaciuto moltissimo!
Ho iniziato a leggere anche il secondo il gioco dell'angelo e voglio vedere se mi prende come questo!
Che dire? davvero entusiasmante fino all'ultima riga..tutto ciò che accade..mi ha tenuto davvero incollata al suo libro, come stregata!
E bravo Zafon!!!!
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Ultimo aggiornamento: 02 Gennaio, 2013
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Chi ben comincia...
Il classico romanzo che si legge tutto d'un fiato. Anche perchè non si poteva immaginare un inizio migliore per inaugurare la quadralogia del 'Cimitero dei Libri Dimenticati'.
Sono tantissimi i punti di forza di questo romanzo, ma sicuramente il primo posto indiscusso spetta alla descrizione degli ambienti di sottofondo. La Barcellona neogotica in cui Daniel Sempere muove i suoi passi è personficata a tutti gli effetti, e le continue sfumature di colori non fanno che mantenere costante l'alone di mistero che aleggia sulla narrazione dalla prima all'ultima parola del testo.
Lo stile risulta lento e macchinoso nelle prime 60-80 pagine, poi la trama inizia ad estendersi al meglio e lo stile riceve il beneficio di diventare più lineare, disteso e 'spensierato'.
Ci si prospetta dinanzi una quadralogia coi fiocchi, se le premesse sono di questa eccellente qualità.
Bello, ma con riserva
Avverto subito: questa è la prima recensione che scrivo, quindi non sarà sicuramente fra le migliori, né certamente fra le più esaustive, di questo sito. Il mio proposito infatti è esclusivamente di dare un punto di vista in più su questo libro, senza descriverne la trama (tanto lo hanno già magistralmente fatto in molti) né in generale dilungarmi nell'esprimere la mia opinione.
Che premessa lunga!
Ho trovato il libro molto piacevole, decisamente scorrevole e dal ritmo incalzante, e infatti ho faticato a staccarmene, leggendolo tutto di un fiato.
Ho apprezzato molto anche le debolezze dei personaggi, che li hanno resi più umani, come i migliori "eroi" della letteratura. La storia è intrigante, incuriosisce, e probabilmente si presta a più livelli di lettura (superficialmente una sorta di giallo, in realtà parla anche della psicologia umana, e "filosofeggia").
In questo libro si condensano, infatti, vari generi, vari stili, vari elementi di interesse, e penso che questo costituisca parte della sua ricchezza: Storia (eventi storici, l'epoca franchista) e storia (l'intreccio), ad esempio, si influenzano reciprocamente, così che l'atmosfera irreale del libro (che molti hanno individuato), acquista colori più vividi e reali. Questo aspetto secondo me si nota molto anche nella descrizione di Barcellona, bella e dannata.
Ci sarebbero altre cose belle da dire su questo libro, ma lo lascio fare a chi lo sa fare meglio di me.
Mi ha un po' deluso trovare alcuni errori nella trama, cosa che non mi sarei aspettata da uno scrittore comunque capace come sembra essere Zafón: non voglio dare troppi dettagli per non rovinare a nessuno la lettura, quindi dirò solo in alcuni punti alcuni personaggi conoscono troppi dettagli di situazioni che non hanno vissuto.
In generale, poi, il libro è scritto bene, ma né lo stile né il contenuto mi hanno entusiasmata tanto da appassionarmi anche dopo aver "digerito" il libro (a volte capisco quanto mi è piaciuto un libro solo dopo essermene staccata). È come se a questo libro mancasse qualcosa per essere davvero e completamente bello, ma non sono ancora una lettrice così esperta da capire cosa.
È sicuramente e immediatamente piacevole, quindi, ma non sarà fra i miei libri preferiti, quelli che mi porto sempre dentro.
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De gustibus... ma io insisto!
Tutti i "detti" sono veri ma il detto latino "De gustibus non est disputandum", in questo caso è più vero degli altri! Devo ammettere, ( con scarso senso democratico e scarso rispetto delle opinioni altrui), che mi sono innervosito molto a leggere i commenti negativi, poichè sento chiamare ciò che io vedo bianco, Nero, ciò che io vedo azzurro, Rosso e dove vedo luce, altri descrivono di aver visto il buio! Incredibile ... ma ok, i latini avevano ragione: "E' tempo perso discutere sui gusti". Accetto, rispetto, ma rimango basito! Ho sentito parlare di "noiose descrizioni prolisse alla ricerca di inutili metafore..." QUELLA io la chiamo Poesia! Ed è il primo elemento che mi è piaciuto del libro: il linguaggio, poiché di un libro apprezzo più il COME che il cosa. L'arte stessa infatti, è l'espressione del COME e non del cosa! Rispetto tutti, mi turo il naso a leggere le opinioni negative e consiglio alla grande questo libro. PS. Non mi piace il genere "Giallo". Questo è "un giallo" che ho letto con immenso piacere!
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EMOZIONE UNICA
Ho comprato questo libro su consiglio di una mia amica che ne era rimasta entusista. Non conoscevo l'autore e leggendo la trama non mi ero fatta molte aspettative ma mi sono ricreduta!
Zafòn ha una capacità unica di catturare l'attenzione con le parole. Il linguaggio che adopera è affascinante e nonostante i personaggi intorno ai quali ruota la trama siano molteplici, l'autore riesce a farti percepire ogni personaggio alla perfezione con un linguaggio poetico. Questo è quello che mi è piaciuto tanto di questo libro,a prescindere dalla trama: il suo modo di scrivere e di farti sognare con le parole.
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E' il migliore
E' il migliore libro che abbia mai letto, ti prende sin dall'inizio alla fine, non ti stanca mai, è ricco di colpi di scena! Ti innamori dei suoi personaggi, della storia, vivi la storia stessa.
Mentre leggi sei in grado di immaginarti la storia, non è scontato come libro, non puoi immaginarti ciò che accade al susseguirsi di ogni vicenda perchè un colpo di scena può cambiare tutto. Sono soddisfatta di averlo letto, sono i migliori 13 euro che ho speso nella mia vita, mi sento felice, e l'ho appena finito!
Consigliatissimo, leggetelo non vi pentirete. E' il migliore, lui è il migliore, Carax e Daniel sono i migliori.
Leggetelo!
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Carino, però...
E' uno di quei libri che leggi velocemente; scorrevole, piacevole, capace di generare la giusta dose di curiosità nel lettore, che lo induce a proseguire la lettura. I dialoghi sono veloci, la narrazione incalzante, le descrizioni vivide ma mai tediose, il contesto socio-storico ben sviluppato, la trama non eccessivamente intricata, con qualche attimo di suspance che arricchisce la lettura ma non ne fa il sentimento dominante; che, riflettendoci su, non è nemmeno ansia, e nemmeno stupore. Direi piuttosto delusione, per il finale, che non anticipo, ma che si rivela troppo ottimistico e roseo per chi come me, spera che certi romanzi,introdotti da abbondanti promesse di inquietudine, ansia e apprensione, si concludano con quel malinconico finale che ti lascia un sapore amaro in bocca, e ti induce a pensarci tutto il giorno.
Sintetizzando: non è uno di quei romanzi.
Però rimari comunque piacevolmente colpita dalla stesura fluida e gradevole, dai personaggi familiari che producono delle precise sensazioni di simpatia, solidarietà, pietà, immedesimazione, ostilità.
Nell'insieme l'ho apprezzato, ho gradito lo stile dell'autore e sono stata tentata più volte di acquistare un altro libro di Zafon, poi però inspiegabilmente, ho ripiegato su altro...
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Dall'ombra...il vento della memoria
Mi sembra che il filo conduttore di questo delizioso romanzo sia la memoria, il ricordo spesso affidato al vento, ma che consente agli uomini di rivedere la luce...nella memoria, verso la fine del romanzo, sembra sublimarsi l'esistenza del protagonista ferito a morte, che inizia però il suo ritorno verso la vita..Nella memoria Julian ritrova la forza di riscattare se stesso, offrendosi nuovamente alla vita...Alla memoria, Nuria affida il suo amore...>, afferma, consegnata al sacrificio estremo. La memoria è Bea, che, nella sua delicatissima bellezza, consente il riscatto del tempo perduto...La memoria è il piccolo Julian, accompagnato nel luogo dell'infanzia che rigenera l'eterno ritorno....Nella memoria si compie il destino degli uomini, accompagnati dalle sue cicatrici: quelle "coincidenze" attraverso cui si dipana il continuo mistero della vita...
Da leggere....
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NULLA DI INTERESSANTE
Ho fatto moltissima fatica a leggere questo libro, di solito impiego poco tempo a leggere ma per questo libro ho impiegato due settimane! Poi ovviamente dipende molto dai gusti personali ma io non consiglierei mai a nessuno una lettura del genere. é lentissimo nella narrazione, scontato, banale. Ho continuato a leggere solo per vedere magari alla fine qualche sorpresa e invece no deludente anche il finale. Sentendo da chi l'aveva già letto mi aspettavo un vero e proprio capolavoro e invece tutto il contrario.
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IL LIBRO DEI LIBRI
Dopo aver letto il libro, ho dato un occhiata alle recensioni pubblicate su questo sito e sono rimasto colpito dalla diversità dei giudizi. Da alcuni il libro è giudicato noioso, lento, pieno di digressioni inutili, di difficile lettura, senza suspance .... Da altri un autentico capolavoro...
Una strana disparità di giudizi che difficilmente ho trovato per altri romanzi e che dimostra quanto sia soggettivo l'effetto che si prova nella lettura.
Io sono tra quelli che mettono "L'ombra del vento" tra i capolavori assoluti e tra i libri che non si dimenticano.
Ho trovato l'idea su cui è basato il libro assolutamente geniale.
Ho trovato una perfetta caratterizzazione di tutti i personaggi, tale da renderli indimenticabili ..... Quelli "positivi" Juliàn, Nuria, Fèrmin, Miquel e Daniel, che racconta la storia .... E quelli "negativi" .... come Jorge e Ricardo Aydala e l'ispettore Fumero (uno con questo nome non può che essere cattivissimo...). Per nominare solo quelli che mi sono (e mi rimarranno) in mente. Naturalmente anche la divisione tra positivi e negativi, buoni e cattivi ... è assolutamente soggettiva. Magari per qualcuno Juliàn è un personaggio negativo
Ho trovato fantastica l'ambientazione a Barcellona, spesso piovosa e cupa ... come il periodo in cui il romanzo è ambientato (principalmente tra gli anni '30 e '40). E addirittura c'è anche Barcellona sotto la neve...
E io, che se un romanzo non racconta una storia assolutamente possibile e realistica (detesto il fantasy e l'horror...) non vedo l'ora di finire il libro .... ho superato con facilità il fatto che - come in qualche recensione è stato scritto - i personaggi si incontrano con un po' troppa facilità e alcuni aspetti della storia possono sembrare surreali. E mi è dispiaciuto quando sono arrivato all'ultima pagina. Per inciso .. solo una cosa mi ha fatto sorridere: il fatto che nel corso della storia, ben due gravidanze siano state diagnosticate .. dopo non più di due giorni dal concepimento.... i miracoli dei medici catalani ante-guerra.
Il "libro dei libri" dunque ... anche perchè la storia si basa proprio su un libro, un libro che si intitola "l'ombra del vento"... una fantastica immagine.
Che altro dire ... un libro bellissimo ... avvolgente, indimenticabile...
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Ultimo aggiornamento: 10 Settembre, 2012
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Mi aspettavo tutt'altro...
Anche io sono dalla parte di chi ha fatto mooolta fatica a leggere questo libro e, sinceramente, dai giudizi e dai commenti che avevo preso in considerazione mi apettavo di leggere tutt'altro.
Il susseguirsi della trama ha un incedere assai lento e pieno di lunghe parti descrittive e abbastanza prolisse: l'autore molte volte sembra dilungarsi in intricati esercizi di stile linguistico alla ricerca di belle metafore e bei modi di dire per descrivere fatti, luoghi e personaggi.
Mancano poi il senso della suspence, della tensione, della voglia di scoprire cosa possa accadere nelle pagine a venire...proprio perchè sembra non accadere mai niente.
Pur andando controcorrente rispetto ai molti giudizi positivi espressi riguardo quest'opera, non mi sento di consigliarlo perchè l'ho trovato noioso e privo di quella verve che spinge il lettore ad addentrarsi appieno nel romanzo.
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Molto rumore per nulla
Sarò impopolare, ma a me questo libro non è piaciuto per nulla. L'ho mollato e ripreso per ben tre volte e alla fine ho ceduto: l'ho lasciato a tre quarti. Lento, prolisso, privo di suspense ed eccessivamente ricco di frasi e frasette che dovrebbero rimanere nel tempo, ma prive di un trait d'union. Mi è sembrato un esercizio di stile fine a se stesso. Barcellona la descrive pure in maniera accattivante, ma non basta. Fermo restando che i gusti sono gusti, non mi stupisce notare che ci sono anche molte persone a cui questo libro ha solo annoiato. O forse, più semplicemente, le recensioni me lo hanno fatto immaginare totalmente diverso. Se cercate 'mistero', 'suspense', 'intrighi' e 'sensualità', dirigetevi altrove. Magari fate un tentativo, ma se dopo le prime 20-30 pagine vi viene voglia di altro, mollate subito e non insistete: andando avanti le cose non cambiano.
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La giusta dose di passione, mistero, e scabrosità.
Ho appena chiuso l'ultima pagina e il gusto di questo libro mi balugina ancora negli occhi.
Che dire? Lo stile della scrittura di Zafòn, in quest'opera, è impeccabile. I suoi personaggi hanno tutti uno spessore profondo, ognuno è portatore di una storia personale che non sempre ci viene svelata del tutto. Il protagonista entra in contatto con un romanzo e passa la sua vita a cercare notizie sull'autore, mentre un personaggio misterioso si aggira per Barcellona alla ricerca delle ultime copie superstiti di quel libro per bruciarle, e un ispettore psicopatico spaventa la popolazione ad ogni suo passaggio. Unica pecca del romanzo: l'identità dello sconosciuto che brucia i libri si lascia intuire facilmente già da metà libro, sebbene solo sul finale l'autore ce la sveli.
Lo stile si avvolge su sè stesso creando mille similitudini e figurazioni, semplici ma mai scontate; la narrazione ne beneficia e procede sicura di sè, prendendo per mano il lettore e trascinandolo nel proprio universo. La trama è avvincente, mai banale, punteggiata dalla giusta dose di mistero, passione e scabrosità.
Lascia senza fiato.
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bocciato..
solo poche righe.. preso in trappola dal successo riscontrato di questo libro mi sono convinto a leggerelo .in breve cosa ne penso
.trama noiosissima
.storia mal intrecciata e assurrda
.privo di suspance(vitale x questo genere)
.alcuni personaggi come fermin ben creati ma nel complesso questo libro non prende mai il volo se non che provare a gettarlo dalla finestra..
ribadisco bocciato!! tanto rumore x niente.
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Parliamoci chiaro
A me è piaciuto. Però? chiaro che anche leggendo le recensioni degli altri lettori un libro così può piacere a lettori come me che da un romanzo cercano svago ed emozioni alla portata di tutti; un palato sopraffino e abituato a letteratura più alta e di maggior spessore difficilmente può apprezzare un romanzo come questo, che oggettivamente è abbastanza "furbo", mescola molto bene elementi di amore, mistero, personaggi a mio avviso affascinanti e una trama intricata e pregnante (ci si sorvola volentieri, ma la trama fa acqua da diverse parti!).
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L'ombra del successo...
Che altro aggettivo usare se non FANTASTICO?! La mia passione per i libri iniziò dopo aver letto questo splendido libro. Stile unico, intrecci, storia, personaggi, finale. Tutto almagamato direi alla perfezione. Con tanti attimi di suspance, che tengono il lettore incollato al libro senza mai farlo staccare. E lasciandolo stupefatto alla fine del racconto. Quasi con le lacrime agli occhi. E pensando come è già finito!?!?! Almeno questo a mio parere! Consigliatissimo.
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Una grande delusione
uno dei libri più brutti che abbia mai letto. no, non ci riesco a farmelo piacere, neanche un pò. ammettendo che l'ho letto in fretta perchè volevo vedere come andava a finire (cosa che accade per tutti i libri di questo genere), è stata un'agonia e una sofferenza leggere queste pagine. un libro che vuole dare degli insegnamenti e delle perle di saggezza sparse qua e la senza un filo logico, solo per far vedere che l'autore sa scrivere con delle belle parole. che tra l'altro non sono in armonia tra di loro. penso che i miei racconti di quando avevo 14 anni siano scritti meglio. storia mediocre, personaggi praticamente non descritti e molti inutili, ficcati dentro solo per creare delle scene che piacciono al pubblico (vedesi Clara, che all’inizio sembra essere un’importante tassello della storia, ma poi scompare e fa un’apparizione senza motivo alla fine). Il tempo scorre come gli pare, in base a come fa comodo a Zafon. Possono passare mesi interi senza che il protagonista faccia qualcosa di sensato, ma comunque la narrazione riprende dal pensiero che aveva mesi prima. Scene di sesso inserite a casaccio. Ragazzi che si innamorano con uno sguardo, roba che manco Dante con Beatrice. Mi domando da dove le abbia prese certe idee assurde questo Zafòn. È come se avesse preso tante frasi trite e ritrite nel corso dei secoli, e le abbia scritte in maniera peggiore. E spesso non hanno un senso. Tutti i personaggi si atteggiano a filosofi e a chi ha capito tutto dalla vita, il che potrebbe anche essere vero se solo ci fosse una descrizione psicologica di questi ultimi, e non solo delle loro azioni e dei loro innamoramenti / scopate. Tra l’altro l’intreccio amoroso rasenta l’assurdo, tutti si innamorano per la prima e unica volta, roba che manco Biancaneve col principe azzurro. Tutti tranne il protagonista, che a 10 anni vede il primo paio di tette della sua vita e ci va in assuefazione, finché non scopre che la sua adorata casta e pura Clara in realtà è una ninfomane che si fa il primo musicista che incontra. Dopodiché è la volta di Beatrice. L’innamoramento tra i due non è chiaro, ma l’autore non se ne preoccupa e continua a scrivere come se fosse ovvio.
Perché piace questo libro? Non ne ho la benché minima idea, certamente sin dalle prime pagine si intuisce che è mediocre. Ed è così che prosegue fino all’ultimo.
Comprato in una libreria dell’usato a metà prezzo, ed è lì che ritornerà, sperando che qualcun altro lo apprezzi.
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Perle di saggezza in un romanzo
Di solito quando entro in libreria alcuni libri "mi chiamano"... ho la sensazione che devo leggerli. Così è stato per L'ombra del vento, incontrato più volte e acquistato solo una settimana fa. Inutile dire che l'ho divorato: davvero bello. Sono rimasta colpita dal personaggio di Fermin, i dialoghi in cui lui era protagonista sono i migliori del libro, dando anche spunti di riflessione.
L'unico neo che posso trovare sono le parti in corsivo che raccontano la storia del "vero" libro o le lettere... scorrono poco e son troppo lunghe a volte. Per il resto un libro assolutamente da leggere!
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Ultimo aggiornamento: 19 Luglio, 2012
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ZAFòN GRANDE SCRITTORE CONTEMPORANEO
Al di là della trama complessa , è importante tracciare le linee e i temi chiave di questa meravigliosa opera contemporanea.
La location: in quegli anni Barcellona non era solo un centro di scontri tra vari bandi opposti: anarchici, repubblicani, fascisti e comunisti, ma anche un valido centro di fioritura intellettuale, ricco di case editrici dove molti scrittori in esilio tentavano di pubblicare i loro scritti. Barcellona è il background che riunisce grazie al potere della scrittura due mondi fino ad allora in guerra: Spagna ed America Latina. Messicani, cileni, peruviani arrivano, spesso in modo illegale ,in questo paese, perchè sanno che l'unico modo di diventare scrittori è avvicinarsi al mondo delle case editoriali, alla ricerca di qualche scopritore del loro talento artistico.Non a caso Roberto Bolano, poeta e scrittore cileno scappato in Messico durante la dittatura di Pinochet, lascerà ben presto anche i poeti fracassati messicani e si trasferirà a Barcellona e poi a Blanes, sulla costa brava.Proprio in Spagna Bolano assisterà ai primi successi delle sue opere, come “La letteratura nazista in America”, “Notturno cileno”, “Stella distante” e molti altri testi di fama mondiale.
La seconda location che aspetta a braccia aperte Juliàn Carax è Parigi, altro punto di riferimento per artisti e scrittori in esilio, centro portante delle avanguardie novecentesche.
Il protagonista Daniel diventa lo specchio di Juliàn Carax, una sorta di alter ego, e ciò che maggiormente li accomuna sono le loro travagliate storie d'amore.
Solo Juliàn può capire i sentimenti di Daniel, la paura di perdere la sua amata e proprio per questo decide di non usare la sua forza vendicativa contro di lui.
Al contrario, deciderà di ammirarlo profondamente, di ringraziarlo per il suo interesse verso la sua storia dimenticata e ritroverà grazie a lui la speranza , la voglia di vivere, di non lasciarsi trascinare verso la profondità dell'abisso più cupo, ma di trovare una via di uscita. La memoria è la forza che permette a Juliàn di andare avanti, la memoria come resistenza contro la sofferenza, non solo la sofferenza di se stesso, della sua amata e di suo figlio, ma una sofferenza che investe l'intera umanità, proprio in quegli anni di continue guerre e massacri, prima con la guerra civile, poi con la guerra mondiale. Un senso di disperazione che stava trasformando gli esseri umani in effimere ombre.
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Un libro favoloso
In genere diffido dei libri e degli autori che godono dei favori del passaparola e dei media... quante delusioni mi hanno dato?!? Innumerevoli....
Ma Ruiz Zafon mi ha letteralmente stregato e, in particolare, l'Ombra del vento è probabilmente il libro più bello che io abbia mai letto: una scrittura non semplice ma sempre comprensibile, personaggi stupendi, ben definiti, intelligenti, spiritosi, ironici, credibili anche quando la storia si avvolge in una serie di intrecci e coincidenze improbabili ma che il lettore accetta tranquillamente, senza esclamare: "Ma daaaaiiii!... Che scemenza...!".... anzi, quello che mi ha lasciato esterrefatto è che, contrariamente alla mia sensibilità "solita", divoravo le pagine nella spasmodica attesa di un nuovo colpo di scena, di una nuova rivelazione, di un nuovo incastro.
E se possibile, il finale mi ha anche commosso...
Un capolavoro!
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l'ombra del vento
Incuriosito dai tanti consensi positivi e dalla storia, ho letto l’ombra del vento, il primo che leggo dell’autore Spagnolo.
Il libro mi ha preso subito dall’inizio grazie alla storia molto intrigante e ben sviluppata; Daniel vuol scoprire di più su di un autore del quale per caso ha letto un libro e ne è rimasto affascinato. Scopre che gli altri testi sono stati distrutti in un incendio e gli ultimi vengono ricercati da un uomo enigmatico che lo segue per strada e che tenta di recuperarli per bruciarli tutti.
In seguito grazie a svariate conoscenze scopre di più su Julian Carax e sulle sue disavventure vissute tra gli stessi vicoli di una Barcellona messa a ferro e fuoco da guerre civili e guerra mondiale, fino a trovare analogie con la sua vita affettiva che scopre piena di difficoltà e dolore.
La lettura è molto scorrevole, mentre lo stile di Zafon rende piacevole la lettura grazie alle figure che riesce a creare con le parole ed ai sentimenti che suscita nel lettore, come ad esempio ad ogni fine di paragrafo o capitolo.
Nella storia alcuni personaggi secondo me andavano un po’ più caratterizzati in quanto mancano di spessore; mentre il finale è bello ma non proprio entusiasmante, diciamo abbastanza buonista.
Tutto sommato il libro è ben riuscito e di sicuro può emozionare il lettore che si lascia trasportare con l’animo per le vie di una Barcellona grigia e spietata.
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COME LA COCA COLA ZERO
Il romanzo racconta una storia molto carina, piacevole ma forse un po' troppo complessa. Non vorrei andare contro tendenza, ma il sapore che mi ha lasciato questo libro è come quello della Coca Cola Zero... il nulla.
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Ultimo aggiornamento: 01 Mag, 2012
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L'ombra del vento
Zafòn non so il perchè non mi è mai stato molto simpatico e sono molto prevenuto nei confronti dei casi editoriali come lo è stato questo libro.
Ho letto la prima edizione illustrata edita Mondadori e devo ammetterlo, le immagini riportate sono uno scorcio della storia che però non hanno saputo dammi soddisfazione piena così come lo sono state le parole del libro che mi hanno fatto vagare in un Barcellona molto uggiosa, i cui segreti mi hanno rapito senza che lo scrivente potesse opporvi resistenza.
Un libro nel libro, un contenuto esplosivo di emozioni, sentimenti e storie d'amore che fanno ridere ma anche molto rattristare.
Lo stile di architettura del libro lo rende molto scorrevole, capitoli non esageratamente lunghi che portano il lettore ad avanzare nella trama inesorabilmente.
I personaggi sono tutti ben caratterizzati ed ognuno sembra uscito dal cilindro magico della penna dello scrittore andando a collocarsi in modo magicamente perfetto allo scopo della storia.
Come non innamorarsi di Bea e Nuria, come non sorridere di Fermin ed odiare Fumero, ma soprattutto come non appassionasi delle vicende di Daniel Sempere e Juliàn Carax.
Una storia che si avvia un po' a rilento per poi accelerare e allo stesso tempo riportare la calma nel lettore.
Uno spaccato storico di Barcellona, durante la prima metà del XX° sec., ben descritta ad ogni angolo della città.
Lascio una domanda...chi non vorrebbe mai entrare nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati?
Probabilmente è la biblioteca che ogni lettore si sogna di visitare almeno una volta nella sua vita...leggere l'opera per credere.
Buona lettura a tutti.
Syd
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Un libro che trasporta..
Secondo cercando di descrivere la trama potremmo sminuire il libro, perchè è un susseguirsi di avvenimenti inaspettati e stupendi, all'inizio sembra una semplice storia poi man mano su una storia di base si intrecciano ad essa altre storie, leggendo la trama potrebbe non ispirare nulla, ma nel complesso è un libro favoloso. Trasporta in un modo tale che ci si sente preoccupati per i protagonisti del libro - personalmente leggendo ha riso un sacco, adoro Fermìn e poi ho pianto anche tanto - è un libro che eccentua i sentimenti, magari esagero, però adoro lo stile di Carlos, è qualcosa di sublime indipendentemente dai contenuti risce a costruire su una cosa semplice, qualcosa di misterioso e curioso.
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Una bellissima storia "barocca"
Daniel è un bambino quando viene accompagnato dal padre in un angolo remoto della Barcellona di metà'900 per scegliere un libro nel Cimitero dei Libri dimenticati.
La sua scelta ricade su uno strano romanzo, "L'Ombra del Vento", di un autore che non è molto conosciuto: Julian Carax.
Questo libro è per il piccolo Daniel un capolavoro e non riesce a capire perchè l'autore non sia conosciuto. Inizia così ad informarsi su questro scrittore e ottiene informazioni fumose e poco attendibili, creando scompiglio quando il suo nome viene usato in certi ambienti e questo ne fa accrescere il mistero e quindi il fascino per il bambino verso Carax.
Di qui l'inizio di un romanzo fatto di intrighi, amori, colpi di scena, amicizie ed odi che si ingarbugliano in uno scenario "barocco" di uno scrittore che grazie a questo romanzo è riuscito ad imporsi con uno stile fresco ed interessante.
La Barcellona grigia e cupa di quegli anni è uno scenario che Zafòn riesce a dipingere con maestria, con personaggi molto particolari e particolareggiati.
Non avevo mai letto questo autore, lo conoscevo solo per il gran vociferare in merito a quest'opera, non è il mio genere in assoluto ma ho trovato la storia molto per articolata. Inizialmente ho trovato difficoltà ad adattarmi allo stile dell'autore, molto ricco di descrizioni e fronzoli ma, la storia in se è bellissima e le ultime cento pagine si divorano per arrivare a sbrogliare gli ultimi nodi!
Libro consigliato, buona lettura!=)
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Ultimo aggiornamento: 19 Marzo, 2012
Emozionante
è un Romanzo, che raccogli in sè tutto, amore, amicizia, passione, odio, rabbia, paura, terrore.
tutto. completo, completo ed elegante, ti fa innamorare.
i personaggi descritti nei minimi dettagli, tutti, una storia che alla fine crea un intreccio inaspettato... una storia a lieto fine, ma che distrugge e rende nervosi.
mente lo leggevo sentivo il batticuore, mentre lo leggevo avevo paura.
questo libro ha tutto ciò che io cercavo.
Da leggere!
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Ultimo aggiornamento: 09 Marzo, 2012
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Inquietante e coinvolgente
Avevo iniziato a leggere "L'ombra del vento"un anno fa e l'avevo abbandonato perchè la lettura del libro, anzichè rilassarmi, mi agitava.
L'ho ripreso l'altro ieri e non sono riuscita a smettere fino a quando non l'ho finito.
Zafon ci parla anzitutto di letteratura, intesa come massima espressione dell'essenza dell'autore.Il libro ritrovato" per caso" da Daniel trascende la sua fisica natura,diventa maledetto perchè maledetto è colui che l'ha scritto. La vita di Carax nasce dal tradimento e dal peccato di una relazione extraconiugale, prosegue nell'amore totalizzante e incestuoso per la sorellastra Penélope che porterà alla morte violenta di lei e del frutto del loro amore.
Tutti coloro che lo amano soffrirano a causa di Carax e questa tragica consapevolezza lo porterà a trasformarsi nel mostruoso personaggio che egli stesso ha creato nella finzione letteraria. Tenterà di distruggere tutte le tracce che ha seminato lungo il suo percorso creativo, ma riuscirà solo in parte a cambiare il corso degli eventi, che sembrano ineluttabilmente seguire un destino di morte già tracciato.
Solo il giovane Daniel, in cui Carax rivede il se stesso di tanti anni prima, sarà messo in condizione di portare a compimento il rapporto d'amore con Beatrice e a darle un figlio in cui la passione per la letteratura potrà ancora una volta perpetuarsi.
Magistralmente tratteggiata e commovente è la figura di Nuria Monfort, tragica e tenera, forte e fragile nello stesso tempo, nella quale ogni innamorato non corrisposto può identificarsi.
Per Carlos R.Zafon la vita di ogni personaggio è inestricabilmente legata a quella degli altri, è il tassello di un puzzle dove le legittime aspirazioni alla felicità degli uni si contrappongono alla micidiale volontà di distruzione e di morte degli altri.
Il tutto è narrato con stile preciso ed elegante, capace di ricreare una Barcellona fredda, piovosa e grigia in cui il lettore viene completamente immerso e può solo subire lo svolgersi ineluttabile degli eventi.
Da leggere sicuramente.
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Senza Parole .
Non si puo descrivere questo libro in una sola parola....e' fantastico e lo consiglio a tutti, ti trasporta inuna Barcellona misteriosissima piena d'amore, infedeltà, delusione, amicizia. La storia di Daniel Sempere che dopo aver trovato un fantastico libro "L'ombra del vento" nel cimitero dei libri dimenticati che il padre gli mostro' poco prima della morte della madre, lo portera' a scoprire miliardi di cose di quella citta' piena di misteri e storie mai risolte.Consigliatissimo.
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Bellissimo
Un libro fantastico. Il cimitero dei libri è il sogno di ogni lettore accanito. Zafòn ci trasporta con grande abilità stilistica in una Barcellona misteriosa e affascinante. Poco importa se si intuisce subito chi è il personaggio misterioso e senza volto, non è questo il punto di forza del libro, ma l'atmosfera magica ricca di suggestioni, la rappresentazione dei sentimenti non banale e scontata anzi, profonda e insolita.
A mio avviso la vera protagonista di questo libro non è nessuno dei personaggi rappresentati ma la letteratura, quella vera non legata alle bieche leggi del mercato.
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Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio, 2012
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Mistero, nostalgia e sentimento.
Una nota di merito sicuramente va all'autore, che in questo libro ha dato prova di grande abilità nel saper disegnare una trama molto complessa, ma non troppo complicata.
L'ambientazione (Barcellona del 1945) è piuttosto cupa, ma non per questo pesante o fastidiosa e il lettore sensibile si lascia facilmente affascinare dal mistero dei singoli tasselli di un puzzle, che solo alla fine riescono ad incastrarsi perfettamente tra di loro e a far luce su tutta la storia.
L'elemento che più di ogni altro ha catturato la mia attenzione è lo stile ricercato e sapiente con cui vengono presentate alcune riflessioni e alcune scene della storia, dal tono nostalgico e pregno di sentimento.
Lettura decisamente consigliata per L'Ombra del Vento di Carlos R. Zafón.
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Scorrevole
Premetto che questo è stato il mio primo libro di Zafon.
Ho trovato lo stile letterario molto fluido e preciso, mai noioso e mai esasperato.
La trama sicuramente è affascinante, come l'ambiantazione. Barcellona 1945.
Nel libro si intreccia l'azione con l'amore, lasciando spiragli di mistero che verranno colmati solo verso la fine, da uno Zafon che sono felice di aver scoperto.
Se devo trovare una pecca nella storia, farei riferimento all'ossessione del protagonista nei confronti di un libro (e del suo autore) non bene giustificata.
Resta comunque un libro piacevole e scorrevole, di quelli che ti vien voglia di finire in fretta!
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L'ombra del vento
Questo libro mi è stato regalato e presentato come "bellissimo". In effetti la lettura è abbastanza piacevole anche se l'autore secondo me si prolunga troppo nelle descrizioni e rischia di farti perdere il filo della storia. Dopo averlo finito il giudizio iniziale passa da "bellissimo" a "bello" e sicuramente consiglio la sua lettura.
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Da leggere
Io l' ho letto appena uscito a me é piaciuto tantissimo,l'ho trovato per caso in libreria, non conoscevo l' autore ma la trama mi ha intrigato.Fin da subito mi ha preso non riuscivo a smettere di leggere e infatti l'ho letto in pochissimi giorni.molto coinvolgente, ho viaggiato con la mente.
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Meritevole del successo
Do' 4 al contenuto e alla piacevolezza, ma forse è più un 3.5. Non dico che il libro non mi sia piciuto, per carità, il libro è molto bello, solo che forse lo pensavo diverso.
Ho ricevuto questo libro "per caso", in pratica io e mia madre ci siamo "abbonate" ad una promozione di una libreria con cui pagando un tot di soldi ricevevi un libro al mese (mi sembra), così io, non avendo molta scelta, ho deciso L'Ombra del Vento.
L'inizio mi ha subito intrigata, così come la trama ma poi, come purtroppo mi capita spesso, l'ho lasciato a marcire nella libreria. La scorsa estate l'ho ripreso, poichè ero in attesa di comprare un altro libro e ho deciso di finirlo.
Lo stile non è esattamente "facile" o "elementare", piuttosto è indicato ad un pubblico più "adulto" e per lo stile ho dovuto dare necessariamente un meritato 5. Riguardo ai personaggi mi sono subito affezionata a Daniel, questo però fino a quando mi sono resa conto che in realtà non era lui il "vero protagonista". Mi sono illusa inoltre che ci fosse uno sfondo più giallo/mistery/thriller, ma tutto ciò che fa Daniel è scorrazzare per Barcellona e farsi raccontare storie che durano 100 pagine ma che, devo ammetterlo, riescono ad essere interenssanti.
C'è suspence e ci sono sorprese, molte sorprese, ma non è il libro più bello che abbia mai letto. Concludo dicendo che il libro merita assolutamente il successo che ha ottenuto.
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A CHI... VA OLTRE.....
Riuscivo a leggere, a fatica le prime 50 pagine, non capendo se ne valeva davvero la pena, eppure qualcosa mi incuriosiva, forse il semplice fatto che tutti mi hanno parlato bene di questo libro, ed anche le parole sulla copertina: il libro che ha stregato i lettori di tutto il mondo. Così ho proseguito con voglia, e la lettura a preso il sopravvento e poche ore fa ho finito di leggerlo, e come scrive lo stesso Zafòn: m ha davvero coinvolto anima e cuore!!! UNICO...per chi va oltre......!
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'...le coincidenze sono le cicatrici del destino'
Daniel ritrova il suo presente nel passato di uno scrittore perduto e dannato... i suoi amori, i suoi guai, i suoi amici, incredibilmente tutto si riconcilia con la storia raccontata nell'ultimo libro rimasto intatto.
Un libro piacevolissimo, interessante e davvero coinvolgente, con un pizzico di romanticismo.
Lo consiglio a chiunque.
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Barcellona e la sua realtà
Ho letto questo libro quasi un anno fa..eppure ogni volta che ci ripenso mi sembra di essere capultata nella realtà di Barcellona descritta da Zafon. L'autore fa percepire al lettore gli odori, i colori, i suoni di questa città secondo me particolarmente affascinante. E' un romanzo che ti lascia qualcosa dentro, i cui personaggi non si scordano..di cui ricordi nitidamente tanti dettagli insignificanti. La figura di Julian mi è rimasta nel cuore. Da leggere e rileggere.
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Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 2012
PER SFUGGIRE ALL’OBLIO di Giorgia Tramontana
PER SFUGGIRE ALL’OBLIO di Giorgia Tramontana, 1 D, Liceo Classico Caltanissetta.
Un libro tutto da scoprire che non stanca mai e, anche nei momenti di stasi, Carlos Ruiz Zafòn riesce a coinvolgere con continui colpi di scena che spingono il lettore a far rotolare le quasi 600 pagine per giungere subito alla conclusione. Seduzione? Magia, piuttosto, che trova l’incipit in un soleggiato e monotono giugno del 1945. La Barcellona del dopoguerra, addolorata dalla scia della guerra civile, impegnata nella difficile e dura ricostruzione sotto il rigido potere autoritario del franchismo, è intrappolata sotto un cielo di cenere, pioggia, neve e un sole di metallo che creano lo scenario perfetto per ciò che accadrà nell’imminente futuro. Il romanzo cattura i lettori con uno stile nitido e incisivo al punto che, chiudendo il libro, seguendone la pista, rimane il desiderio di fare un viaggio a Barcellona per visitare i luoghi tanto bene immortalati. L'autore spagnolo diviene in poco tempo un best-seller con più di otto milioni di copie vendute, mentre il romanzo, 1ª ed. originale nel 2001 e 1ª ed. italiana 2004, è stato già tradotto in trentasei lingue. Si sveglia all’alba, gridando angosciato per il fatto di non ricordare più il volto della madre prematuramente scomparsa, è il giorno del suo undicesimo compleanno, ma Daniel Sempere, narratore auto-omodiegetico, non sa che questo sarà il giorno in cui la sua vita cambierà completamente. Il padre, un libraio enigmatico e con occhi tristi rivolti al passato, lo porta in un misterioso luogo con una labirintica e gigantesca biblioteca, il “Cimitero dei Libri Dimenticati”, in cui si trovano migliaia di volumi sottratti all’oblio dalle mani di un nuovo lettore che ridarà a essi un nuovo soffio vitale. Nel paradiso nascosto, in cui ogni volume possiede l’anima di chi lo ha scritto e di chi lo ha letto, di chi, grazie a esso, ha vissuto e sognato, secondo la tradizione, invita il figlio ad adottare una delle opere e a promettere di averne cura per tutta la vita perchè lo spirito di un nuovo sguardo che ne sfiora le pagine acquista forza. Tutti quei testi sono stati i migliori amici di qualcuno, ora tocca a Daniel trovare il suo. Dopo una lunga ricerca, il giovane sceglie il libro o … forse accade il contrario, ma, sicuramente, è una decisione irrevocabile, “L’ombra del vento” di Julian Carax è ormai suo. Il ragazzino divora il libro tutto d’un fiato, attratto da quell’incantesimo fino a quando non arriva all’ultima pagina, mentre un mulinello di emozioni sconosciute lo trascina in un mondo misterioso e affascinante popolato da personaggi non meno reali dell’aria che si respira. Daniel non sa ancora che quell’intrigante storia cambierà la sua esistenza e lo introdurrà in un labirinto di intrighi e misteri. Il ragazzo curioso, vivace, a volte ingenuo e testardo è spinto dal suo entusiasmo a cercare altri libri dello stesso autore, ma scopre che quella in suo possesso potrebbe essere l’unica copia sopravvissuta di tutte le opere di Carax. Si mette alla ricerca del misterioso scrittore per scoprire chi é, che gli successe e perché si conservino cosí poche ristampe del suo libro. Quello che comincia come un gioco mosso dalla curiositá si trasforma in qualcosa di più pericoloso nel momento in cui appare un uomo impenetrabile, con fattezze macabre e il volto sfigurato coperto da una maschera di cuoio, che da anni ne cerca gli scritti per darli alle fiamme e ridurli in cenere. E’ Laìn Coubert, il Diavolo in persona, e vuole appropriarsi dell’esemplare di Daniel. Il protagonista di questa vicenda, per soddisfare la sua insaziabile curiosità, rovinerà, negli anni 1945-1966 la sua innocente infanzia perché non si rende conto della pericolosità dei suoi gesti, neanche quando una notte, affacciandosi dal balcone di casa, una strana figura, proprio come ne "L'ombra del vento", lo fissa e lo saluta. La matassa diventa sempre più ingarbugliata e Daniel si trova di fronte a famiglie distrutte, amori impossibili, passioni illecite, infanzie difficili, amicizia incondizionata, lealtà assoluta, follia omicida. Un’incessante ricerca sull’esistenza di Julian gli fa registrare strani parallelismi con le proprie esperienze e, così, attraverso il personaggio del romanzo troverà sé stesso. Si dice che “il destino si apposta dietro l’angolo, incarnato spesso in un borsaiolo, una prostituta o un venditore di biglietti della lotteria, ma non fa mai visite a domicilio. Bisogna andare a cercarlo”.
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PROSA E POESIA DI ALTO LIVELLO
Questo libro è un libro magico; non sono stato io a trovarlo, ma lui a trovare me. Passeggiavo svogliatamente tra gli espositori della “casa del libro” di Vigo e me lo ritrovo casualmente in mano. Chiedo il parere ad una mia collega spagnola, insegnante di lingua e letteratura castigliana, e lei stupefatta mi dice che devo assolutamente leggerlo. Ed io non mi tiro indietro. Apro il libro è mi calo subito in un’altra dimensione, quella incantata e seducente della Barcellona degli anni ’40. Una Barcellona stretta tra le nefandezze del post-guerra franchista e il suo glorioso retaggio architettonico modernista. In un’atmosfera grigia , piovosa e a volte tetra, è quest’ultimo retaggio culturale a soccombere all’arroganza della dittatura falangista e dei suoi arroganti scagnozzi. L’ambientazione è assai affascinante in quanto la capitale catalana, seppur descritta con toni plumbei, esercita inevitabilmente un fascino indescrivibile , che si può percepire solamente leggendo la pagine di Zafón. Tuttavia, a mio parere, è la trama a coinvolgere il lettore in modo inebriante. Ci si fa veramente rapire dalle vicende “realmente magiche” che accadono ai vari protagonisti , Daniel su tutti. La formula studiata dall’autore , è quella del libro nel libro. In una sorta di doppia spirale temporale le vicende corrono parallele per poi intrecciarsi e sovrapporsi repentinamente tanto che a volte ci si può confondere sul destino dei due principali protagonisti. Credo che uno degli intenti stilistici principali dello scrittore sia stato proprio quello di trasformare i due personaggi principali e le loro affini vicende in una unica entità, rappresentando così due facce della stessa medaglia, Daniel la più concreta pura e sensibile e Julián , la più misteriosa, eterea ed romantica. Desidero anche sottolineare un altro punto di forza di quest’opera; la sua parte poetica. In più di un’occasione si descrive l’amore che si instaura tra i vari personaggi con parole e concetti semplici che proprio in quanto tali , ognuno di noi ha forse da tempo , seppellito in un angolo del proprio animo. La bravura di Zafón sta proprio nel farli riaffiorare dalle viscere del nostro torpore sentimentale, farceli assaporare e farci riflettere e magari versare anche qualche lacrima pensando a persone oramai lontane che vorremmo ancora al nostro fianco ma che per varie ragioni non potremmo avere più. Non nego che, quando mi sento arido ed ho bisogno di commuovere o commuovermi, ricorro ancora a quelle pagine abilmente segnate sul mio libro, a quelle lettere e a quelle frasi sussurrate tra Daniel e Bea.
Non può non piacere
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Ultimo aggiornamento: 09 Febbraio, 2012
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Sorprendente!
Bellissimo... ti sconvolge e ti sorprende al tempo stesso! da leggere assolutamente...
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Bella pe' Zafon che c'ha fregato tutti!
Diciamolo, questo libro fa acqua da tutte le parti: a tratti si percepisce l'arroganza dell'autore, diversi dialoghi rasentano il patetico, il finale è strascicato e ho contato innumerevoli mal riusciti tentativi di imitare il realismo magico sudamericano. Non mi sorprende che Zafon, prima di questo libro, si fosse occupato prevalentemente di letteratura per ragazzi.
Perchè lo consiglio allora? Perchè non sono riuscita a staccare gli occhi dal libro fino alla fine, e questo, malgrado tutto, mi sembra un motivo più che sufficiente per farlo.
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Ultimo aggiornamento: 01 Febbraio, 2012
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Nessuna sintonia, nessuna sorpresa
E' stata una fatica finirlo, ma alla fine ce l'ho fatta.
Stilisticamente ridotto all'osso, tanto che sembrava scritto da un bambino delle elementari; con personaggi senza spessore che non hanno mai regalato sorprese, e con la splendida Barcellona che è riuscita a trasmettere di se' solo un centesimo di quello che è, nonostante fosse uno dei protagonisti della storia. Ne è uscita solo una Barcellona opaca, non dark.
La trama, quella sì, che poteva essere intrigante: ma è stata brutalmente schiacciata da questi deficit.
Ho vissuto questo libro come un romanzo gotico venuto male. Alla fine del Settecento facevano molto meglio, e pensare che stavano solo inaugurando il genere!
Una sola cosa mi ha spinta a raggiungere faticosamente l'ultima pagina: la speranza.
La speranza che tutto non fosse così prevedibile;
che Zafon, prima o poi, si riprendesse e cominciasse a scrivere un po' meglio di Rosamunde Pilcher (con tutto il rispetto per la Pilcher, che nel suo genere è un classico, e che non disdegno a priori);
che i personaggi diventassero finalmente vivi e non degli attori (scarsi) da cui si sapeva esattamente cosa aspettarsi;
che la noia, terribile, che mi ha colpita come la spada di Skywalker, lasciasse libero il romanzo di esprimere tutto quello che avrebbe potuto.
Ho trovato questo romanzo potenzialmente forte ma costruito su un castello di carte.
Forse non ho capito il gioco.
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Un libro che ti rapisce
Avevo cominciato a leggerlo anni fa, ma la complessità della trama mi aveva scoraggiato dal finirlo. La verità è che probabilmente ero troppo giovane per apprezzarne le virtù. Oggi, cinque giorni dopo averlo ricominciato, ne ho finito la lettura.
Non credevo esistessero libri di tale bellezza. Questo libro è davvero in grado di rapire spirito e mente del suo lettore, di immergelo in atmosfere uniche. Chi ogni tanto soffre di nostalgia (e non) si innamorerà di questo romanzo, di questo mondo e farà fatica a separarsene a fine lettura.









