L'ombra della verità
Letteratura straniera
Editore
Nata in Georgia nel 1971, Karin Slaughter è una delle punte di diamante del thriller americano: venticinque milioni di copie vendute nel mondo, traduzioni in trenta Paesi. Tra i suoi bestseller, sempre in vetta alla classifiche internazionali, la serie Grant County; L’ombra della verità è il primo romanzo di una trilogia che ha come protagonista Will Trent. Karin Slaughter vive e lavora ad Atlanta, dove divide il suo tempo tra la cucina e la scrittura.
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POSSIBILE CHA SIA COSì FACILE FARLA FRANCA?
Jonathan Shelley viene imprigionato a 16anni colpevole di aver ucciso, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti,la quindicenne Mary Alice Finney , perpetrando atti di un’efferatezza inaudita, dalla violenza sessuale allo staccarle letteralmente la lingua a morsi.
All’inizio del libro si ha la percezione che l’autore sia di sesso maschile, il linguaggio è molto colorito e crudo. I personaggi principali e le vittime,vengono subito dipinti a tinte forti. Scioccante l’impatto iniziale con il lettore. Man mano che si procede nella lettura si colgono invece tutte quelle attenzioni e finezze riguardanti la descrizione delle personalità e degli stati emotivi del personaggio, caratteristico forse più delle autrici di sesso femminile.
Un sedicenne che si scontra con la realtà del carcere duro, che cresce conoscendo come uomo solo la realtà della prigione e le regole della stessa, ragazzo che ricorda solo il fatto di essere entrato con la ragazza in camera di avere assunto sostanze stupefacenti fornite dal cugino (diventato poi poliziotto), e di essersi risvegliato il mattino nel letto della stessa Mary, completamente coperto di sangue e con al suo fianco il cadavere della ragazza.
L’autrice è bravissima nel descrivere come questa valanga abbia investito con tutta la sua forza ogni componente della famiglia Shelley….
A 35anni Jonathan esce dal carcere, in libertà vigilata, nel frattempo si sono verificate altre uccisioni a carico di minorenni secondo lo stesso modus operandi e la polizia indaga…
Bella la descrizione dell’impotenza dello stesso Jonathan davanti al pensiero comune:“non dare credito ad un assassino” bella la forza che dimostra e l’equilibrio nel gestire la sua vita in prigionia e la sua vita da adulto nella nuova società che ritrova ….
La verità è proprio quella che abbiamo davanti ai nostri occhi? O forse i così detti insospettabili hanno un animo gretto e crudele?
lascio al lettore la voglia di entrare nel mondo creato dalla Slaughter
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Ultimo aggiornamento: 07 Febbraio, 2012
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Il passato ha un'ombra pericolosa...
Sono rimasta sorpresa dalla lettura di questo libro. Mi aspettavo un thriller di stampo classico, quelli in cui fino all'ultimo ti lasciano con il fiato sospeso con il dubbio di chi sia l'assassino. Ma "L'ombra della verità", come mi sono accorta durante la lettura, non ha per niente uno schema narrativo classico. E' un romanzo che lascia comunque con il fiato sospeso fino alla fine, ma per un motivo diverso. Le pagine iniziali potrebbero far pensare al contrario: un omicidio violento, la polizia che accorre sul luogo del delitto e inizia le indagini. Tutto ordinario quindi, come nella migliore tradizione del giallo investigativo. Ma le somiglianze finiscono qui, perché capitolo dopo capitolo il lettore si accorge che c'è qualcosa che non va, o meglio, ci sono talmente tanti piccoli indizi che con un po' di intuito è facile metterli assieme, e la sensazione è quella di conoscere già l'identità del colpevole. Subito mi sono detta: impossibile, non può essere così facile, ma poi le prove sono così schiaccianti che sembrano non esserci dubbi. E, come se non bastasse, a metà libro la certezza diventa addirittura verità assoluta.
Non pensavo che un giallo in cui si conosce già l'identità dell'assassino potesse essere così interessante, ma invece lo è. Già, perché il romanzo è scritto in terza persona e cambia punto di vista spesso, tanto che il lettore funge così come entità onniscente, mentre i personaggi all'interno del libro sono a conoscenza solo di una parte della verità e starà a loro ricostruire il puzzle. Il lettore seguirà la vicenda con un misto di curiosità e apprensione, sperarando ardentemente che la verità che lui già conosce venga a galla. Sono le dinamiche che legano i personaggi del libro ad essere importanti, tutto ciò che fa da contorno, e questo, oltre ad affascinare sempre di più pagina dopo pagina, induce ad una lettura quasi frenetica, specialmente nella seconda metà del libro, dove il ritmo narrativo diventa più veloce. Si potrebbe pensare che un romanzo in cui il lettore, a differenza dei personaggi, è onniscente, possa creare una sorta di barriera ed estreniarlo dal contesto narrato, come se seguisse la vicenda dall'alto senza coinvolgimenti emotivi. Ma sono contenta di poter affermare che non è così, e che questo libro riesce ad andare a segno anche a livello di coinvolgimento.
"L'ombra della verità" si rivela così un ottimo thriller ad alta tensione, dalla struttura atipica ma efficace, con molti concatenamenti ben riusciti, e ricco di segreti sepolti nel passato che si dipanano senza lasciare falle. L'autrice sfoggia un linguaggio crudo, di stampo maschile ed a tratti scurrile, con l'intento di dare esattamente l'idea dell'ambientazione, in una periferia degradata di Atlanta, dove la violenza è all'ordine del giorno. Sinceramente, nonostante nella postfazione a fine libro l'autrice indichi Atlanta come la città che lei ama di più al mondo e per la quale ha un legame affettivo molto forte, non mi ha fatto venire voglia di visitarla, mi accontenterò di andare lì solo con la mente :-) Ma ho invece tantissima voglia di leggere altri suoi romanzi. "L'ombra della verità", nonostante sia autoconclusivo al 100%, è il primo libro di una serie che ha come protagonista il poliziotto Will Trent. Sicuramente leggerò anche i sequel quando verranno pubblicati.









