L'uomo che andò in fumo L'uomo che andò in fumo

L'uomo che andò in fumo

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La trama e le recensioni di L'uomo che andò in fumo, romanzo di Maj Sjowall e Per Wahloo edito da Sellerio. Martin Beck, il commissario della polizia di Stoccolma, è chiamato a indagare sulla scomparsa di un uomo. Alf Matsson è sparito senza lasciare tracce. È, o era, un giornalista di successo: brutto personaggio, alcolista e attaccabrighe, nessuno rimpiangerebbe la sua presenza o si meraviglierebbe che stesse smaltendo la sbornia in qualche tana. Ma il direttore del giornale dove lavora minaccia un caso internazionale perché l'ultima volta è stato localizzato a Budapest, oltrecortina, ed è lì che Matsson sembra essere svanito. Perciò Beck è convocato in via riservata proprio mentre è in procinto di partire per le vacanze estive, per raggiungere moglie e figli. Il commissario, che rifiuta per metodo ogni ipotesi preconcetta e ogni partito preso, segue due piste diverse e successive, serpeggianti dentro il sottomondo frequentato dal giornalista (un gruppo di colleghi compagni di bevute e fracassoni, e un terzetto equivoco di trafficanti), prima a Budapest e poi di ritorno in Svezia. Si lascia prendere dalla solita routine del suo metodico lavoro di squadra, con un poliziotto ungherese, Vilmos Szluka, con cui scatta una silenziosa simpatia, e con il collega e amico fraterno Kollberg, intelligente ipercritico e lamentoso. Alla fine è la cura dei dettagli, il passare e ripassare i particolari, a farlo inciampare nell'indizio che smentisce tutti gli altri e guida a una soluzione, sul caso dell'uomo in fumo, come sempre, tutt'altro che romantica o clamorosa.

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L'uomo che andò in fumo 2010-11-30 20:14:59 Cristina V
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Cristina V Opinione inserita da Cristina V    30 Novembre, 2010
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Davvero piacevole...


Davvero piacevole scoperta anche per me! Ho letto questo romanzo per cimentarmi nella lettura di altro tipo di giallo, quello svedese.
E', come già molti altri di cui ho parlato, un giallo "tranquillo",senza violenze ; ma è raffinato, veramente godibile.

Il personaggio principale è Martin Beck, commissario di polizia di Stoccolma, uomo normale, qualunque, ma con spiccate doti di percezione e di analisi. Uno che , provando e riprovando, mette insieme con pazienza i tasselli di un puzzle.

Il nostro commissario deve ritrovare un uomo scomparso nel nulla- andato in fumo, appunto!- a Budapest.
Lo scomparso, un giornalista, è un tipaccio: sgradevole, beone, talvolta violento. Martin Beck parte per Budapest e...poi è tutto da leggere!

L'indagine del poliziotto è lenta e sistematica , e ci porta, indizio dopo indizio, ad una soluzione finale che non ha nulla di clamoroso, ma è "reale".

La Budapest che ci raccontano i due autori è piacevole, ben narrata: la vecchia città di Buda, il fascino del Danubio...
Una buona ambientazione aggiunge meriti alla già pregevole storia!
Consigliato agli amanti del genere.

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L'uomo che andò in fumo 2009-12-13 22:31:40 Tanu
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Tanu Opinione inserita da Tanu    14 Dicembre, 2009
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Ma che bella sorpresa!

Una piacevole scoperta, questa coppia di scrittori svedesi degli anni sessanta! L'ispettore Martin Beck, una sorta di Maigret scandinavo, frappone situazioni comiche ad altre ad alta tensione. La storia narra della ricerca di un giornalista svedese che scompare nell'Ungheria ai tempi della cortina di ferro. La collaborazione con la polizia locale, non sempre facile, porta Beck a trovare la soluzione dopo alcune disavventure. Un libro gradevole, ironico, con un giusto pizzico di sano auto-umorismo. Penso che leggerò altri titoli dagli stessi autori.

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Simenon, Chandler
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