L'uomo dei cerchi azzurri
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La crudeltà del gessetto
La storia si apre con l'enigma di alcuni cerchi tracciati nelle vie di Parigi con un gessetto azzurro. Subito il commissario Adamsberg intuisce che in questi cerchi c'è odore di crudeltà. Il romanzo si snoda tra dialoghi un pò assurdi, interrogatori un pò balordi ed indizi un pò disordinati, con sullo sfondo la descrizione di alcuni odori caratteristici, l'atmosfera unica che hanno le vie e gli arrondissement di Parigi e la crudeltà umana. Perchè è proprio vero che tutti gli uomini possono diventare cattivi. A fare da regia c'è l'intuito del commissario, che, alla fine, lega insieme tutti i pezzi del puzzle. Lo stile però, anche se è notevole l'accuratezza dei dettagli, che con associazioni di idee permettono di arrivare alla soluzione del caso, non è fra i miei preferiti.
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L'uomo dei cerchi azzurri
I voti che ho assegnato alle varie voci possono essere forse contraddittori ma davvero, nel leggere questo libro per la prima volta sono stato combattuto perchè frastornato dal risultato scaturito in me alla fine della lettura.
Il contenuto dell'opera non mi sembra così esaltatnte anche perchè la trama narra di alcuni omicidi legati alle attività notturne di un personaggio urbano che si diverte a disegnare dei cerchi azzurri (non posso dirvi altro)!!!!
Sulla piacevolezza posso descrivervi le mie impressioni, nella lettura dei primi capitoli ero addirittura intenzionato a mollare il libro ma poi mi sono dato forza e l'ho ripreso con voracità, grazie forse anche al fatto che effettivamente diviene più piacevole e scorrevole.
Lo stile narrativo è ECLETTICO così come i personaggi caratterizzati in modo davvero emblematico tra loro, un indefinibile Adamsberg, un tenace ma stessato Danglard e così via...è proprio questa caratterizzazione del personaggio che rende l'opera godibile, si perchè la Vargas genera una trama forse un po' asciutta ma sicuramente insaporita dalle personalità variegate dei suoi personaggi tutti.
Promossa la Vargas ma con riserva.
Buona lettura.
Syd
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Una trama originale
L'uomo dei cerchi azzurri di Fred Vargas presenta una trama molto originale. Al centro dell'attenzione ci sono dei cerchi tracciati sull'asfalto con un gesso azzurro intorno a degli oggetti dimenticati, come tappi di bottiglia, un bigodino... Non si sa chi è l'autore di queste opere, ma sicuramente si tratta di un bontempone maniacale. Tutta la città di Parigi è comunque interessasta alla faccenda di questi cerchi. Oltre ai numerosi psichiatri, affascinata dalla situazione è anche una bizzarra oceanografa, che è solita pedinare le persone per syudiarle, proprio come fa con i pesci. Intanto alla stazione di polizia, si trova un nuovo commissario, trasferito lì da poco, dopo aver risolto un enorme numero di casi: Adamsberg. Questo pensa che la quastione dei cerchi deiventerà in qualche modo una "grossa faccenda" e prenderà una svolta negativa. il commissario ha proprio ragione: una notte un cerchio azzurro viene tracciato intorno al cadavere di una signora sgozzata. Successivamente compaiono anche altri cadaveri, sempre circondati dal segno di un gesso azzurro e la faccenda inizia così a complicarsi, finchè Adamsberg riesce a individuare l'autore dei cerchi, nonchè l'assassino...
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L'Homme aux cercles bleus
Sì,mi è piaciuto,ma credo che solo alla fine intrattenga al meglio. L'inizio è barboso,un po' lento. Credo non sia il migliore di Fred Vargas.Era interessante la trama,ma trovo che sia stata sviluppata male,almeno, il bello è concentrato solo nelle ultime pagine! Quindi sì: Il commissario Adamsberg rimane sempre un grande ,ma il libro poteva essere meglio,secondo me.
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L'uomo dei cerchi azzurri di Fred Vargas
L’uomo dei cerchi azzurri di Fred Vargas
Editions Viviane Hamy 1996
Titolo originale: L’homme aux cercles bleus
Traduzione di Yasmina Melaouah
Ed. italiana Einaudi stile libero big
Noir
Quarta di copertina
Ciò che più desta curiosità è la scritta tracciata intorno a ogni cerchio in una bella grafia inclinata, colta, si direbbe, la frase che fa piombare gli psicologi in un mare di interrogativi: “Victor, malasorte, il domani è alle porte”.
Jean-Baptiste Adamsberg: l’avevano nominato commissario a Parigi, nel quinto arrondissement. Procedeva a piedi verso il nuovo ufficio, per il suo dodicesimo giorno. Diventato sbirro a 25 anni, nei Bassi Pirenei, dove aveva vissuto e risolto uno dietro l’altro 4 omicidi, era chiamato silvestre. E’ un uomo forse bello forse no, piccolino, vestito malissimo, che scarabocchia sempre qualche disegno sul lato del ginocchio destro piegato, invece di prendere appunti come un qualsiasi poliziotto nel corso delle indagini. Un uomo vago e lento nei gesti e nell’eloquio, “in certi momenti era più altrove che mai”, dalla figura piccola, solida e scura. Questo l’identikit, in breve, del poliziotto nato dalla penna di Fred Vargas,; ma che razza di tipo è questo? Si chiedono i colleghi parigini e noi lettori. Tipi strani questi commissari, solitari, ma dotati di una strana quanto inspiegabile fascinazione. Ha l’aura di genio dell’investigazione assemblata all’aspetto trasandato e niente di speciale, una complessiva trascuratezza del personaggio, Adamsberg, ma dalla voce piacevole ad udirla quasi come una carezza. Attorno ad un fatto apparentemente banale e di scarsa importanza investigativa, l’uomo che traccia durante la notte misteriosi cerchi azzurri, con un’inquietante scritta “Victor, malasorte, il domani è alle porte”, dentro i quali giacciono oggetti abbandonati ormai privi di utilità e segnalati all’attenzione degli altri, Fred Vargas ordisce un preciso meccanismo narrativo, che si sviluppa in un crescendo di attesa. Tra metodi investigativi sui generis di Adamsberg affiancato da Adrien Danglard, il suo ispettore preferito considerato reale, molto reale dal commissario, tra personaggi strambi come la scienziata Mathilde Forestier, che segue e annota gli altri per strada, la settantenne Clémence Valmont, con un’unica idea, trovare un amore e un uomo, il cieco Charles Reyer ambiguo e misterioso, l’ometto Louis Le Nermond, professore bizantinista, si amalgama un buon romanzo poliziesco, dalla prosa semplice e dalla piacevole lettura. Il nome Fred Vargas è un marchio di garanzia di qualità, senza parlare di capolavori, la sua scrittura è ben calibrata tra riflessioni serie ed ironia lucida. L’idea di letteratura come rappresentazione della realtà immaginativa o riflessiva può essere accantonata quando un buon giallo, di livello alto, un genere, può far vagare e divagare la mente per puro senso della piacevolezza della lettura.
L’autrice: Fred Vargas è lo pseudonimo di Frédérique Audouin-Rouzeau adottato in omaggio alla sorella Jo, una pittrice che nelle sue opere si firma appunto Vargas (Vargas è il cognome del personaggio interpretato da Ava Gardner nel film La contessa scalza). È nata a Parigi nel 1957, figlia di una chimica e di un surrealista. È ricercatrice di archeozoologia presso il Centro nazionale francese per le ricerche scientifiche (Cnrs), ed è specializzata in medievistica. Per 5 anni ha lavorato sui meccanismi di trasmissione della peste dagli animali agli uomini. Scrive ogni suo romanzo in 21 giorni, durante il periodo di vacanza che si concede ogni anno. Rivede poi il testo per 3 o 4 mesi, con il suo editor privilegiato: la sorella Jo. Scrive dall’85. Dal ’92 ha pubblicato quasi un libro all’anno. È tradotta in 22 lingue ed è considerata l’anti-Patricia Cornwell. Tra i suoi scritti: Io sono il tenebroso (200, 2003,2006), Chi è morto alzi la mano, Parti in fretta e non tornare, L’uomo a rovescio,Prima di morire addio, I quattro fiumi, Le raccolte La trilogia Adamsberg, che riunisce le prime inchieste del commissario. Scorre la Senna, raccolta di tre racconti con protagonista il commissario Adamsberg e tanti altri…
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Delusione
E' il primo libro di Fred Vargas che leggo e devo dire che ne sono rimasto abbastanza deluso. Il romanzo ti trascina lentamente verso un finale inaspettato sì, ma banale ed assolutamente irreale a mio parere. Lunghi tratti spesso anche noiosi descrivono il carattere del commissario Adamsberg attorniato da personaggi che dire "strambi" è poco. L'idea dei cerchi azzurri e degli omicidi ad essi collegati è originale ma, a mio parere, è stata sviluppata male soprattutto per il finale..
In generale una buona idea ma niente di più secondo me.
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Ultimo aggiornamento: 02 Aprile, 2009
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como in giallo :)
Contrariamente agli altri recensionisti devo ammettere che questo è uno dei romanzi di Fred che piu' mi è piaciuto, forse per la verosomiglianza della situazione ( fintanto che nei cerchi esi trovano oggetti e non cadaveri chiaramente). IQuesto libro mi è ritornato alla memoria quando una mattina svegliandomi e uscendo da casa ho trovato Como completamente piena di nastro adesivo Giallo. Giuro mi sembrava di essere in un libro di Fred e di vedere da un momento all'altro un assassino in lontananza....in realtà era un'iniziativa promossa da un'associazione artistica e culturale....ma insomma...è questo mi ha fatto nuovamente pensare a che razza di genio invada ogni volta la mente di Fred...pazzesco...
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Sottile delusione...
Diciamo che il voto positivo è indirizzato più alla Vargas come scrittrice eccellente e fuori dall'ordinario, che al suo ultimo libro edito in Italia "L'uomo dei cerchi blu", che è invece piuttosto deludente.
Delude la trama: il finale si intuisce a partire da metà libro, non c'è suspance ed è anche troppo introspettivo, troppo incentrato sulla figura evanescente del commissario Adamsberg e sulle sue tortuosità interiori.
Delude lo stile: meno limpido, meno diretto e meno ironico del solito. Sembra quasi che non sia la stessa Vargas dei libri - magnifici - sugli "evangelisti"... In effetti, questo nuovo libro (benché sia il primo della serie-Adamsberg) non aggiunge nulla a quello che già si sapeva e si intuiva sul carattere e sulla personalità del celebre commissario.
Speriamo nell'uscita di un altro libro! Di questo ne consiglio la lettura perché è comunque piacevole, ma quasi quasi si potrebbe fare a meno...
V
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Fred Vargas
Personalmente ho preferito altri romanzi di Fred Vargas, della quale ho letto l'intera opera disponibile in italiano, ma sono comunque rimasta soddisfatta dalla lettura di questa nuova uscita, L'uomo dei cerchi azzurri. Nuova in realtà solo per l'Italia, perchè il romanzo, che avevo già letto nella versione francese è di ben 11 anni fa. E' il romanzo dell'esordio del commissario Jean-Baptiste Adamsberg, il protagonista preferito della Vargas. La storia è avvincente, con i 3 cadaveri che finiscono dentro ai cerchi azzurri... non ne parlo oltre per non rovinare la lettura:-) Stile impeccabile. Consigliato a chi ama i gialli "psicologici".









