La bambina che amava Tom Gordon La bambina che amava Tom Gordon

La bambina che amava Tom Gordon

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La trama e le recensioni di La bambina che amava Tom Gordon, romanzo di Stephen King edito da Sperling & Kupfer. È stata un'imprudenza ma se n'è accorta troppo tardi... È che suo fratello Pete e la mamma non smettevano di litigare e lei voleva, per un attimo, scordarsi di loro, di papà, del divorzio. Così Trisha McFarland, nove anni, appassionata di baseball, dei Red Sox e innamorata del mitico numero 36, Tom Gordon, si è allontanata un po' dal sentiero, poi un altro po', finché si è ritrovata sola e dispersa nel cuore della foresta sui monti Appalachi: miglia di subdolo verde che ogni anno si spalancano su bambini come lei e ne fanno un sol boccone. Benché abbia indosso amuleti contro ogni male - la maglietta della sua squadra e il berretto con l'autografo di lui -, e possieda sufficienti nozioni per non soccombere subito al terrore e allo stress, Trisha è in una situazione che di solito non lascia via di scampo. All'inizio l'aiutano l'istinto, l'incoscienza e la forza dell'infanzia: vaga tra la vegetazione affamata e sofferente, eppure convinta di farcela, aggrappata alle partite dei Red Sox trasmesse dal suo walkman; ma poi la sua fiduciosa innocenza viene messa alla prova: sta perdendo il lume della ragione, o c'è davvero qualcosa tra gli alberi che la insegue e la spia?

Stephen King, visionario e acclamato genio della letteratura internazionale, vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha, a sua volta scrittrice. Le sue storie da incubo sono clamorosi bestseller che hanno venduto 350 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner e Frank Darabont. Nel 2003 gli è stata assegnata la National Book Foundation Medal per il contributo alla letteratura americana e nel 2007 l'associazione Mystery Writers of America gli ha conferito il Grand Master Award. Le sue opere sono tutte pubblicate in Italia da Sperling & Kupfer.

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La bambina che amava Tom Gordon 2011-12-05 18:15:47 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    05 Dicembre, 2011
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Una bimba d'acciaio e dolcissima

Trisha è una bambina di 9 anni che si perde in un bosco, durante una gita con la famiglia. Emerge fin da subito il suo istinto di sopravvivenza e la sua maturità, pur essendo bimba. Si impedisce di piangere, concentra tutta se stessa sul senso dell'udito per cercare di trovare una via d'uscita, alterna l'ascolto alle grida e le grida all'ascolto, pensa da adulta a come rispondere agli istinti base della fame e della sete e scopre dentro di sè riserve di energia inaspettate. In queste condizioni estreme cambia la percezione del senso del tempo e l'ascoltare al walkman le partite della sua squadra del cuore le permette di mantenere il contatto con la realtà e di non arrendersi. La creatura che la spia nel bosco non fa così tanta paura, forse perchè, mentre lei, piccola e indifesa, tifa per Tom Gordon, il lettore tifa per lei, affinchè ritrovi la strada amica. "Il mondo ha i denti e in qualsiasi momento ti può morsicare". Trisha reagisce, sfida il buio, il freddo, la fame e la sete, e sopravvive.

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La bambina che amava Tom Gordon 2011-09-07 01:12:00 Nika
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Nika Opinione inserita da Nika    07 Settembre, 2011
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King è il King

Che dire....King è the best...libro piacevole, scorrevolissimo e terrificante. Incredibile come l'autore riesca a terrorizzare semplicemente attraverso l'oscurità nella nostra psiche. Non che la povera Trisha non sia obbiettivamente in una brutta situazione; ma davvero i fantasmi che nascono dalla sua fantasia di bambina sono più reali e spaventosi di qualsiasi orso in carne ed ossa...proprio un bel libro

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La bambina che amava Tom Gordon 2011-08-03 13:15:07 Lady Libro
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Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    03 Agosto, 2011
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Torna a casa, Trisha!

Patricia McFarland, detta Trisha, è una bambina di nove anni (ma grande per la sua età) appassionatissima di baseball e della squadra dei Red Sox, in particolare del numero 36 Tom Gordon di cui è profondamente innamorata. Dopo il divorzio dei suoi genitori, Trisha vive con la madre Quilla e il fratello maggiore Pete, che non perdono mai l'occasione di litigare per questioni familiari. Quilla ha l'abitudine di portare sempre i figli, durante ogni weekend, in gita in posti diversi. Per l'ennesima gita Quilla sceglie la foresta dei monti Appalachi, una piccola camminata nei sentieri del bosco. Ma è proprio qui che avviene il guaio: mentre i tre percorrono un sentiero e Pete e la mamma incominciano di nuovo a litigare, la piccola Trisha si allontana. Pensava di fermarsi soltanto un attimo per orinare, ma più che altro per non sentire più le urla di sua madre e suo fratello, ma non pensava minimamente che questa scelta le sarebbe costata cara... Trisha si allontana troppo dal sentiero e, non riuscendo più a ritrovarlo, si perde. Cercando di mantenere la calma, Trisha comincia a vagare per la foresta alla ricerca di un qualcosa, qualsiasi cosa che riconduca alla civiltà, all'uomo. Ma i giorni diventano settimane, le scorte di cibo finiscono, le ferite, le punture di vespe e zanzare e i mali in tutto il corpo costringono la bambina a vivere un'esistenza infernale e selvaggia: Trisha si nutre di felci, bacche, pesce crudo, dorme sotto il cielo stellato e cammina tra aghi di pini e abeti, sassi, fiumi e paludi, tutta sporca, ferita con i vestiti strappati ed ormai esausta e priva di speranza. Continua a camminare, ma l'unica cosa che vede sono gli alberi e il solo modo per sentirsi "bene" e vicina al mondo (il suo mondo) è ascoltare le partite dei Red Sox con il suo walkman, ascoltare le gesta del suo amato Tom Gordon. Qunado ormai la stanchezza e la paura si sono impossessate di lei, Trisha comincia ad avere delle visioni: voci gelide che prevedono la sua brutta fine, la sua amica del cuore Pepsi Robichaud e i suoi parenti che la incoraggiano e Tom Gordon che l'accompagna per quasi tutto il suo viaggio, come unico compagno e amico fedele.
Ma ciò che spaventa davvero Trisha è quello che sente (ma non riesce a vedere) in mezzo alla foresta: una strana e indefinibile creatura che continua ad osservarla e a spiare ogni sua mossa, un essere che squarta cervi e volpi che s'imbattono nel cammino della bambina, una cosa chiamata Dio dei Perduti.... Il suo Dio, che aspetta che Trisha sia completamente impaurita e priva di forze per....

Secondo libro che leggo di Stephen King, e non è affatto male. L'inizio che trasporta all'interno di questa tetra vicenda e che descrive la situazione familiare della famiglia di Trisha e di come si allontana dal sentiero è coinvolgente ed entusiasmante, sebbene durante tutta la parte centrale la storia diventi particolarmente noiosa, poichè si limita a descrivere i luoghi del bosco per cui Trisha vaga e le sue trovate per sopravvivere. In questo punto, che ho faticato un po'a leggere, sembra di leggere un elenco e basta. La parte finale è piuttosto bella, anche se me l'aspettavo leggermente diversa e un po'più fantasy (sebbene io non sia un'appassionata del genere). In compenso King è bravissimo a descrivere i sentimenti e le sensazioni dell'animo umano e la paura e la suspense non mancano praticamente mai. I suoi personaggi non sono assolutamente parole su carta: hanno una propria personalità, sono più reali della realtà stessa.
Purtroppo, siccome non so quasi nulla di baseball, non ho capito praticamente nulla durante le descirizioni delle partite dei Red Sox ascoltate da Trisha nel suo walkman!
Inoltre questo libro ha un altro bruttissimo difetto: la traduzione. Ho visto moltissimi indicativi al posto dei congiuntivi! Ma ormai è risaputo: il congiuntivo è più estinto dei dinosauri sia quando si parla sia quando si scrive.
A parte ciò, non sarà uno dei migliori libri di Stephen King, ma "La bambina che amava Tom Gordon" mi è piaciuto molto, in particolare ho adorato il personaggio di Trisha: nonostante abbia nove anni, si è dimostrata molto più grande della sua età, molto più matura di chiunque altro, adattandosi all'ambiente della foresta, vincendo le sue paure e sopportando dolori atroci e pesanti malattie.

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