La camera azzurra La camera azzurra

La camera azzurra

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"Sei così bello" gli aveva detto un giorno Andrée "che mi piacerebbe fare l'amore con te davanti a tutti...". Quella volta Tony aveva avuto un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei. Solo quando il marito di Andrée era morto in circostanze non del tutto chiare, e Tony aveva ricevuto da lei il primo di quei brevi, sinistri biglietti anonimi, solo allora aveva capito, e aveva cominciato ad avere paura. Ancora una volta, nel suo stile asciutto e rapido Simenon racconta la storia di una passione divorante e assoluta, che non indietreggia nemmeno di fronte al crimine. Anzi, lo ripete.

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Opinioni inserite: 14

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La camera azzurra 2017-04-19 10:18:59 lapis
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lapis Opinione inserita da lapis    19 Aprile, 2017
Ultimo aggiornamento: 19 Aprile, 2017
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Vivere e rivivere

La storia di un fatto delittuoso che si consuma nel microcosmo piccolo borghese di un tranquillo paese di provincia ci viene restituita attraverso un impianto narrativo perfetto che sovrappone due piani temporali. Da un lato, il tempo della vita vissuta, dei fatti compiuti e delle azioni inconsapevoli. Dall’altro il tempo dei ripensamenti, dell’analisi dei ricordi e della presa di coscienza delle proprie colpe.

“Com’è diversa la vita nel momento in cui la si vive e quando la si analizza a distanza di tempo! Turbato dai sentimenti che gli venivano attribuiti, Tony era arrivato al punto di non sapere più distinguere il vero dal falso, il bene dal male”.

Tony tradisce la moglie, silenziosa e remissiva custode del focolare domestico, in modo spensierato e distratto. Appassionati incontri clandestini in una stanza d’albergo. Frasi e promesse pronunciate senza riflettere, tanto per riempire i silenzi di una camera azzurra. Il fascino di una donna volitiva e possessiva, capace di prendere ciò che desidera.

Senza apparentemente compiere alcuna scelta, ci si può ritrovare avviluppati in un vortice di conseguenze, intrappolati in una morsa che stringe sempre più. Per liberarsi sarebbe necessario compiere un atto di volontà e di coraggio. Invece si lascia scivolare la vita secondo una forza simile all’inerzia. E quando si aprono gli occhi, è troppo tardi. E’ già il momento degli interrogatori davanti a un giudice, delle domande alla propria coscienza, dei ripensamenti. Si può protestare proclamando la propria innocenza o accettare in modo indifferente la propria sorte. Si può mentire, anche a se stessi. Ma è la verità questa volta a braccarti con il suo bagaglio di responsabilità.

Simenon si dimostra un maestro nel ricostruire alla perfezione la psicologia dei personaggi, addentrandosi nei significati oscuri alla base delle azioni umane. Con la sua scrittura asciutta, fatta di vivide immagini e sensazioni evocate, ci parla di passioni che diventano ossessioni distruttive, di borghesi silenzi, di desideri inconsci e infelicità.
E ci lascia infine scegliere la nostra verità.

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La camera azzurra 2016-09-01 12:16:37 Vincenzo1972
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Vincenzo1972 Opinione inserita da Vincenzo1972    01 Settembre, 2016
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Le relazioni pericolose

Hanno appena fatto l'amore, lei rimane sdraiata sul letto, il corpo ancora caldo, sudato, l'afa esterna non mitiga il calore che l'avvampa da dentro, che ancora le brucia tra le gambe, anzi peggio, quasi le toglie il respiro, già carente per quanto speso affannosamente poco prima, prima che lui si staccasse da lei.

Lui è in bagno, davanti allo specchio, intento a curarsi e tamponare la ferita sul labbro provocata da un suo morso; ha la mente ancora intorpidita ma non può fare a meno di guardarla con la coda dell'occhio, tra le gambe divaricate porta ancora traccia del suo orgasmo e questo lo eccita.

Lei parla, gli rivolge delle domande, 'Tua moglie ti chiederà spiegazioni?', 'Non credo' risponde lui.

- 'Mi ami, Tony?'

- 'Penso di sì'

- 'Ti piacerebbe passare con me il resto della tua vita?'

- 'Certo'

- 'Davvero potresti vivere con me tutta la vita? Sul serio, non avresti un pò paura?'

Domande che sembrano innocue, innocenti e dolci pretese di una conferma d'amore che non sia solo sesso, non sia confinato tra le quattro pareti azzurre di quella camera, la camera azzurra dell'hotel in cui Tony e la signora Andree Despierre sono soliti incontrarsi per consumare la loro passione al riparo da occhi indiscreti, soprattutto quelli dei rispettivi coniugi.

Come poteva immaginare Tony che sarebbe stato costretto da lì a pochi mesi a dover ricordare esattamente per filo e per segno quelle parole, quelle frasi scambiate quasi per gioco con la sua amante, sotto la pressione continua degli interrogatori a cui si trova ora sottoposto come principale indiziato della morte per avvelenamento della moglie Gisele.

E signori, lasciatemi dire, la maestria di questo pregevole autore è innegabile, inconfutabile: Simenon ci regala un piccolo capolavoro che cattura il lettore sin dalla prima pagina, il coinvolgimento è totale, è come se fossimo chiamati a far parte della giuria e tenuti ad ascoltare attentamente la deposizione di Tony, la sua ricostruzione dei fatti, per poter poi esprimere il nostro giudizio.

Un giudizio peraltro non semplice, perché l'uomo condannato non è un assassino pluriomicida, non è un serial killer, ma è un uomo come tanti, con un lavoro onesto e ben remunerato, padre affettuoso e marito premuroso, forse poco fedele, forse incapace di resistere alle avances spregiudicate ed inequivocabili di una bella donna, forse travolto da una passione inaspettata ed improvvisa che ha vanificato ogni seppur esiguo tentativo razionale di opposizione; ma quanti uomini al suo posto avrebbero agito diversamente?

Una passione degenerata in follia, quelle domande avrebbero dovuto metterlo in allerta ma come poteva prevederne le conseguenze?

E quando Tony è chiamato a raccontare la sua versione dei fatti non vuole avvocati con lui, il primo a desiderare la verità è lui stesso perché ora è la sua coscienza a metterlo sotto accusa: era realmente ignaro delle intenzioni della sua amante o consapevolmente ha lasciato evolvere quel rapporto torbido sino alle estreme conseguenze?

Il processo pubblico, in tribunale, passa così in secondo piano rispetto a quello interiore dell'uomo che giudica se stesso.

E il lettore non può esimersi dall'esprimere un proprio personale verdetto: innocente o colpevole?

Quando un romanzo riesce a sottrarre il lettore dal suo mondo catapultandolo nello spazio e nel tempo in cui vive il protagonista, quando chi legge si sente talmente immischiato nella trama da preferire non interromperne la lettura sino all'epilogo finale, quel romanzo per me merita di essere considerato un capolavoro.

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La camera azzurra 2016-06-18 06:14:49 Antonella76
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Antonella76 Opinione inserita da Antonella76    18 Giugno, 2016
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Attrazione fatale dal sapore malinconico


È il primo Simenon che leggo e mi domando: sono tutti così belli o sono stata fortunata ad iniziare da uno dei suoi migliori?
Mi sono sentita completamente coinvolta...mi ha conquistato questo modo di presentare la storia...con continui flashback, ricordi, dialoghi ripetuti e ripetuti per sottolinearne l'importanza, per dimostrare come tutto possa precipitare semplicemente per non aver dato il giusto peso a delle parole!!!
Ho apprezzato il fatto che l'accento non fosse sulla sfumatura "gialla" della storia, ma sull'introspezione e la psicologia dei personaggi.
Ho trovato un certo sapore malinconico...
La cosa strana è che, ai miei occhi di lettore, appare abbastanza chiaro come si siano svolti i fatti, eppure...
Il finale ti spiazza, ti intristisce, ed insieme, ti terrorizza perché comprendi che non c'è davvero limite alla follia e all'ossessione!!!
Una sorta di "attrazione fatale" ante litteram...

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La camera azzurra 2016-02-15 11:34:18 martaquick
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martaquick Opinione inserita da martaquick    15 Febbraio, 2016
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Dalla camera azzurra alla cella di prigione

Il mio primo libro di Simenon finalmente. Da troppo tempo volevo leggere qualcosa di suo e ho iniziato con La camera azzurra.
Breve ma intenso, bellissimo. Nelle circa 150 pagine del libro viene raccontata la storia tra Andrée e Tony, una storia di adulterio da parte di entrambi. Ma la vera storia è, come si scoprirà leggendo, quello che è successo per colpa di questa relazione.
Il tutto ci viene narrato da Tony nei suoi interrogatori in prigione, un uomo mite e pacato che si ritrova intrappolato in carcere ed è sconfitto, è in uno stato d'animo di depressione e delusione.
La scrittura di Simenon è magica, ci avvolge e ci rende partecipi dei sentimenti di Tony e personalmente ho detestato Andrée fin dall'inizio.
La camera azzurra è una lettura dolce e affascinante che consiglio a tutti.

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La camera azzurra 2016-02-14 17:10:23 Riccardo76
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Riccardo76 Opinione inserita da Riccardo76    14 Febbraio, 2016
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Un giallo azzurro

Ignoranza, quella che mi ha sempre portato ad associare Simenon a Maigret e basta, la stessa che mi ha tenuto lontano da questo grande scrittore. La camera azzurra, azzurra come un senso di libertà che si pensa di avere quando si “trasgredisce”, quando si pensa di farla franca e si banalizza un evento che in realtà banale non è.
Una trama bella e ben definita, superbamente scritta, descrizioni e ambientazioni affascinanti di paesi francesi, dipinti con la maestria di un fuoriclasse. Simenon affresca un collettivo di personaggi di paese, dove tutti confabulano, tramano e pettegolano alle spalle degli interessati, un tradimento all’origine di tutto, una storia tutta inserita in un interrogatorio, in una indagine.
La storia è un giallo particolare, atipico, le scene vengono fuori poco per volta, Simenon è bravissimo a darci un sorso d’acqua per volta fino a toglierci la sete completamente nell’atto conclusivo.
Tony ci entra dentro, nonostante i suoi errori, nonostante la sua leggerezza iniziale, ci colpisce per le sue fragilità, per il suo essere vittima e sentirsi colpevole al contempo. Ci innervosisce Andrée e la sua ostinata ossessione, che conduce tutta la storia fino all’epilogo e forse oltre. I personaggi e la loro caratterizzazione sono eccezionali, la suspense è tenuta sempre a livelli altissimi fino all’ultima parola del romanzo, e oltre.

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La camera azzurra 2016-01-21 20:14:34 topodibiblioteca
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topodibiblioteca Opinione inserita da topodibiblioteca    21 Gennaio, 2016
Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 2016
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Passione e adulterio con delitto

Grazie a questo romanzo ho potuto scoprire una nuova anima di Simenon, qualora qualcuno dubitasse ancora della versatilità di questo grande scrittore. L'anima più sensuale ed intima, anche erotica forse (“Andrée ancora distesa sul letto sfatto, nuda, con le gambe divaricate e la macchia scura del sesso da cui colava un filo di sperma…”…"Sei cosi bello gli aveva detto un giorno Andrée che mi piacerebbe fare l'amore con te davanti a tutti”), capace di tratteggiare le implicazioni derivanti da una relazione extra coniugale tra un uomo ed una donna travolti da una passione travolgente. Come talvolta capita in queste situazioni però, nel momento stesso in cui uno dei due amanti raggiunge l'apice, il climax del coinvolgimento, il passo immediatamente successivo è il progressivo raffreddamento, la perdita di interesse. Scatta quindi nella testa di un individuo un meccanismo che ti fa capire che non è il caso di andare oltre e che conviene preservare lo status raggiunto, salvaguardare il proprio matrimonio, la famiglia, e rinunciare alla passione clandestina.

Ma cosa può succedere quando ci si è spinti troppo in là, quando uno dei due amanti pare non accettare una soluzione del genere e folle d'amore è disposto a tutto pur di vivere per sempre con la persona amata? Ce lo dimostra chiaramente Simenon, con un intrico narrativo basato principalmente sul meccanismo del flash-back, sulla storia raccontata da uno dei protagonisti finito sotto indagine giudiziaria e diventato un imputato davanti al giudice istruttore. Molto, molto lentamente cominciano quindi a chiarirsi e delinearsi le accuse a suo carico, i reati apparentemente commessi con la complicità dell'altro amante.

Per chi ama Simenon dunque la trovo un'opera consigliatissima anche perché ho rilevato diverse “contaminazioni” che ricordano molto da vicino "Lo straniero" di Camus: Tony, il protagonista maschile vive la propria esperienza di imputato in maniera molto simile a quella vissuta da Meursault. E' apatico, assolutamente passivo, si lascia scivolare addosso le accuse con disinteresse come se nulla fosse in suo potere per tentare di cambiare la situazione: "..lui non si chiedeva neanche più se sarebbe stato riconosciuto colpevole o no, né quale pena gli sarebbe stata inflitta".

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Simenon, Camus
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La camera azzurra 2014-07-18 13:48:59 Livio
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Opinione inserita da Livio    18 Luglio, 2014

La Camera Azzurra, un romanzo appassionante

Come sempre Simenon descrive in maniera impeccabile la psicologia dei propri personaggi. Porta il lettore nella loro mente e nel loro corpo, non c’è mai neanche un dettaglio fuori posto.

Un uomo che vive con una moglie e una figlia adorabili e con l’altra donna con cui sta insieme in maniera perfettamente naturale si sentirebbe esattamente come Tony.

Vuoto, depresso, incapace di esprimersi, indeciso, perso, disinteressato a tutto quello che gli passa sopra.

Ho riletto immediatamente il romanzo dopo aver visto il film di Mathieu Amalric, fatto bene e nonostante ciò deludente come quasi tutti i film visti dopo aver letto il libro.

Mi aspettavo Andrée sì alta ma più rotonda, mi aspettavo il mondo degli anni ’60. Anche le indagini scientifiche del nuovo millennio non hanno niente a che vedere con quelle del romanzo ... si fa presto a essere un po’ stonati nell’ambientazione: proprio quello che a Simenon non capita mai.

Chi sia il colpevole che mi pareva fosse in qualche modo non identificabile invece dal romanzo è ben chiaro. Si potrebbe riaprire il processo e fare giustizia?

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La camera azzurra 2013-06-28 11:49:54 Pia Sgarbossa
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    28 Giugno, 2013
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TRAPPOLA D'AMORE.

L'azzurro è il colore del mare...del cielo...degli spazi infiniti.
L'azzurro è il colore di una camera di un hotel, dove i due amanti Tony e Andrée, vivono momenti intensi , per librare insieme in una dimensione di puro piacere...in assolutà libertà e disibinizione...immersi totalmente nel loro sentimento d'amore...Ma si tratta d' amore? Ne siamo sicuri?
E le loro parole dette in quel frangente assumono un senso?
Per la donna assolutamente si!
Ma qualcosa s'ingrippa, succede un fatto che stravolge quel clima di serenità; cosa succede da quel momento?
Quell'amore si riappropria del suo essere adulterio.
Andrée continuerà a credere in quell'amore, mentre Tony inizierà un percorso di vita all'insegna di dubbi, sentimenti rinnovati e sensi di colpa.
Da subito l'autore filtra tutta la narrazione attraverso la tecnica del feedback e fa immediatamente intuire un' inevitabile conclusione tragica...che mi ha incuriosita, coinvolta e molto appassionata.
Tutta la vicenda viene raccontata attraverso il sentire di Tony, a parte qualche tratto di narrazione esposta in modo impersonale.
E' davvero bravo Simenon nell'indagare l'animo umano, le sfaccettature e i risvolti che assumono via via che la situazione subisce dei cambiamenti; interessante è l'attenzione alle parole dette e non dette.
Mi ha affascinato l'aspetto investigativo da parte dei vari enti istituzionali predisposti.
Al termine sono rimasta interdetta nell'ascoltare il verdetto finale del processo, che io immaginavo diverso.
Assolutamente da leggere da chi ama le emozioni e la suspance, da chi è affascinato dagli abissi dell'animo umano...davvero mai scontato...davvero imprevedibile...
Per me questa tipologia testuale è risultata così accattivante e interessante, che continuerò sicuramente ad approfondire in futuro.
Buona lettura!
Pia

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A chi ama le indagini investigative e scavare nell'animo umano.
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La camera azzurra 2013-03-27 10:01:37 Marghe Cri
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Marghe Cri Opinione inserita da Marghe Cri    27 Marzo, 2013
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Una scoperta (per me!)

Il mio primo Simenon!
Ho scelto di cominciare in assenza di Maigret, con un romanzo che ho trovato sorprendente per costruzione e svolgimento. L’azione è incalzante, nascosta in una prosa fluida e avvolgente.
La storia? Due amanti, entrambi sposati, soddisfatto lui di un rapporto appagante e non impegnativo, insoddisfatta lei di essere “l’altra”, vittima di una passione che le intorbida le idee.
Si tratta di un giallo sui generis in cui, attraverso l'indagine e continui flash back, si vengono a scoprire allo stesso tempo sia il colpevole che la vittima.
Simenon infonde anima ai personaggi, al punto che escono vivi dalla pagina insieme ai loro sentimenti e alle loro paure e al loro mondo di provincia che risulta ancora oggi assolutamente attuale e non datato.
È stata un’esperienza emozionante che ripeterò e che consiglio a tutti.

[…]
“Ti piacerebbe passare con me il resto della tua vita?”
Registrava automaticamente le parole di Andrèe senza prestarvi una particolare attenzione. Non più di quanto facesse con le immagini o gli odori. Come poteva sapere che avrebbe rivissuto quella scena decine e decine di volte? E sempre in uno stato d’animo diverso, da un punto di vista diverso…
Per mesi si sarebbe sforzato di ricordare ogni minimo dettaglio. Non tanto di sua spontanea volontà, ma perché altri l’avrebbero costretto a farlo.
[…]

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a chi non ha mai letto Simenon (come me fino a un libro fa), perchè è ora di cominciare!
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La camera azzurra 2013-01-06 09:47:52 pupa
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pupa Opinione inserita da pupa    06 Gennaio, 2013
Ultimo aggiornamento: 06 Gennaio, 2013
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Le vicende umane e le loro passioni

Quando si ha la capacità e il merito di descrivere con prontezza, sottigliezza d'ingegno e vivacità nello scrivere i tratti psicologici dei personaggi e delle vicende umane, è proprio allora che ci si stacca dalla normalità e ci si imbatte in qualcosa di originale bellezza estetica. Simenon ne La camera azzurra ha queste caratteristiche e narra una storia di passioni che divorano dentro ed ossessionano la mente. È la narrazione delle vicende umane più che la costruzione del mistero che circoscrive la storia, del giallo vero e proprio che caratterizza l'autore. In una piccola cittadina francese, in un albergo ed in una stanza azzurra, Tony e Andrée consumano le loro passioni. Gli effetti ed i momenti illusori della vita vissuti nella camera entrano con impeto nella realtà dei due amanti che vengono coinvolti in un'inchiesta giudiziaria. Simenon con la solita scorrevolezza e semplicità ci fa immergere pacatamente e minuziosamente nelle atmosfere del borgo francese tra vite monotone ed ordinarie in cui sembra che la gente non sappia nulla , ma che, al contrario, tutti sanno. Vengono rappresentate situazioni oggettive sulle debolezze umane e sul potere del valore e del senso delle parole del loro vero significato, ma soprattutto sulle conseguenze degli atti che i due protagonisti con la loro passione determinano.

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La camera azzurra 2012-05-30 07:37:44 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    30 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 20 Giugno, 2016
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CAMERA PER AMANTI

Al primo piano dell’Hotel des Voyageurs c’e’ una camera, l’intonaco delle pareti dipinto di azzurro, la luce filtra tra le stecche della persiana e l’aria calda di una giornata di agosto avvolge i profili nudi di due amanti.
Il corpo burroso di lei, inerme sul letto dopo l’amore.
Il corpo tonico, la bella schiena di lui in piedi davanti a uno specchio.
Tony, gli dice lei, se io mi ritrovassi libera, faresti in modo di renderti libero anche tu ?

Un romanzo che scivola sulla tecnica dell’interrogatorio come fosse biglia su un panno in discesa : Tony davanti al giudice, alla polizia, allo psichiatra. Dal racconto della sua testimonianza , nel presente, si rivive il passato: moglie, la sua bambina e Andrèe la sua amante.
La sua incontenibile passione sessuale, un piacere fisico senza eguali e senza altre pretese, l'adulterio di entrambi.

Un libro bello da tenere tra le mani, con quella copertina turchese e le pagine color sabbia. Un romanzo breve, che si legge d’un fiato , tinto di noir. Forse non spicca di originalita’ la trama, forse non e’ il migliore Simenon che io abbia letto. Ma sta di fatto che l’autore, con la sua scrittura elegantemente semplice, si conferma – almeno per me – un garbato manipolatore mentale .
Riesce ad esprimere l’introspezione dei suo personaggi con tale completezza da renderne la simbiosi un atto dovuto. E’ come se non stessi leggendo di Tony. Io sono Tony, mentre leggo.
E se nella vita reale non lesini sentenze e condanne su determinati argomenti, leggendo i suoi personaggi accetti. Inconsapevolmente consapevole.
Osservi, nessun processo, nessuna condanna. Cosi’ e’ la vita.

Buona lettura.

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La camera azzurra 2011-12-30 18:53:11 floria di tosca
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floria di tosca Opinione inserita da floria di tosca    30 Dicembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 2011
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Obesession

Credo che il tradimento sia il più vile dei crimini. Provo a spiegarmi meglio per non lasciare dubbi.
Non sono una bigotta; non mi scandalizzo per l’uomo che lascia la sua donna per una gonnella di migliore qualità - a suo dire. Né per la donna che cede senza troppi tentennamenti a una bella sviolinata tzigana fatta dal tipo conosciuto all’ultima ora, venditore di complimenti e baci, come fosse Lawrence d’Arabia.
Non mi stupisco più per le famiglie mollate nel bel mezzo del cammin della vita, dei figli lasciati o usati come merce di scambio a fronte di sanguinose separazioni per donne o uomini che – poveri noi! – cambiano, stravolgono , travolgono e rendono nuove - almeno jn apparenza e per un po’ – la vita .
Niente di tutto questo mi fa effetto. Mi lascia basita, incredula ed esterrefatta la Conseguenza di questo gesto; la Conseguenza del tradimento in sé.
Perché quando si tradisce e si mette nelle mani dell’altro tutta la felicità che appartiene al possibile, si dicono cose che, domani, suoneranno mortificanti, prive di senso e- talvolta- micidiali.
Cioè, quando tutto è finito, consumato, disperso di nuovo nel vento dei ricordi… e quando la porta di casa si apre ancora con la stessa chiave, quando le voci dei bambini non hanno cambiato inflessione e lo sguardo di chi accompagna l’esistenza non mostra alcun guizzo di sospetto, quando tutto è ancora come se niente fosse accaduto, che ne è delle parole pronunciate sulle labbra dell’amante?
Che ne è dei sospriri e dei batticuore dentro quella camera azzurra, dove lo sguardo degli estranei non penetra e non giudica l’amore altrui?
Questo è quello che mi affatica la mente: la conseguenza dei gesti e delle parole pronunciate in tempi non sospetti, quando il tradimento è vissuto quasi come una cosa normale, come la normale conseguenza per due che credono di amarsi da sempre ma – per sempre – hanno fatto scelte diverse.
I protagonisti di questa storia –come altre del maestro Simenon- sembrano tratteggiare ognuna per la sua parte il senso e il peso del tradimento. Con la sensibilità che gli è propria Simenon descrive come si può subire passivamente il proprio destino, lasciando alle parole la decisione finale.
E’ questa dunque la narrazione di una passione , una come tante, una dell’ordinaria specialità della vita.
Ambientata in un piccolo borgo francese tra vite di provincia, è assolutamente un gioiello il contesto, in cui sembra che nessuno si accorga di nulla e dove in realtà tutti sanno.
La povera storia, -viene da dire – di una passione malata, di una protezione mal riuscita, di due matrimoni esposti con superficialità al fuoco fatuo dell’attrazione e troppo facilmente liquidati nell’ombra oscura e colante dell’omicidio. Ottima la tecnica del flashback, dove le scene vissute in quella camera azzurra sono sempre ricordate dal protagonista che, accusato insieme alla sua amate, è costretto a rispondere con senso alle domande di chi investiga .
“Davvero passeresti tutta la vita con me?”
Ho sempre pensato che talvolta passione e desiderio possano diventare ossessione.
Nella camera azzurra, l’ossessione ha avuto corpo e anima. Si è armata ed ha ucciso.
Anche se stessa.

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Nè con te nè senza di te
La donna della porta accanto
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La camera azzurra 2011-09-27 09:44:00 Valerago
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Valerago Opinione inserita da Valerago    27 Settembre, 2011
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Ritratto dell'infelicità

Da molti questo libro è considerato uno dei capolavori di Simenon, personalmente sono d'accordo per la parte stilistica. La trama non è certo originale ed il finale è abbastanza scontato; certo utilizzare l'interrogatorio come mezzo per spiegare i fatti, pur non brillando per innovazione, è molto funzionale all'evoluzione della storia e rende il tutto ancora più serrato ed asfissiante. Sullo stile, invece, sono pienamente in sintonia con le altre opinioni, è forse il miglior Simenon che io abbia mai letto. Il modo in cui ci descrive, parallelamente, l'ossessione amorosa di Andrée e la borghese normalità di Gisèle è davvero folgorante. Tony vive una vita banale, ripetitiva e priva di sorprese, sua moglie Gisèle è una perfetta donna di casa, abitudinaria e tranquilla; Tony tra le mura della sua abitazione, con la moglie e la figlia Marianne, si sente al sicuro, protetto, ma qualcosa manca. Il protagonista ama la moglie e porta avanti il suo lavoro con bravura, ma, ad un certo punto, cerca quel qualcosa in più, o semplicemente di diverso, tra le braccia di Andrée. Tony inizia, così, a mentire, ad organizzare incontri segreti, sempre con l'ansia di essere scoperto. Ha bisogno di quegli incontri clandestini, ma la sua vita ora è così complicata da non rendersi nemmeno conto del fatto che l'amante sta diventando ossessiva e vede promesse di un futuro insieme dove non ce ne sono. Tony vuole troncare la relazione, ma Andrèe ha decisamente altri progetti... La narrazione è serrata, angosciante; tutto si svolge in interni descritti minuziosamente, così da far quasi mancare il respiro. Simenon utilizza ogni dettaglio, ogni espediente per consentirci di capire a pieno lo stato d'animo tormentato del protagonista, la sua consapevolezza di non avere vie d'uscita; ed è talmente bravo che , alla fine, anche noi ci sentiamo braccati e ci sembra quasi di respirare l'aria opprimente della camera azzurra.

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La camera azzurra 2010-05-19 09:37:28 faye valentine
Voto medio 
 
3.5
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
faye valentine Opinione inserita da faye valentine    19 Mag, 2010
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la camera noir

Devo ammetterlo, non ho mai letto Simenon. Non credo diverrò una sua fedele lettrice per svariati motivi, però sono felice di aver scoperto questo romanzo in particolare, grazie ad una recensione delle vostre.
Lo strumento letterario dell'interrogatorio è comune a molti libri di questo genere nonché a molti film, quindi non l'ho trovato così innovativo come hanno constatato altri lettori.. Ciò che mi ha colpito maggiormente è stata la capacità dell'autore di creare un mondo "a parte", questa camera azzurra, dove si perdono le identità e il contatto con la vita, ma al tempo stesso della vita si beve il succo, fino all'ultima goccia. E' un'immagine splendida e tragica, che, a parer mio, va al di là della semplice storia di adulterio che vivono i personaggi, è un simbolo vero e proprio.
Poi ho apprezzato la narrazione che io chiamo "visiva", i colori che l'autore alterna sotto i nostri occhi e devo ammettere che all'inizio non ne ero catturata più di tanto: è stato un progresso lento che andava avanti in concomitanza col procedere della narrazione.
Tirando le somme, non è certo un capolavoro, è un discreto giallo (con alcuni tratti del noir) dalla trama semplicissima, ma che offre intense immagini e perfino spunti di riflessione.

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Consigliato a chi ha letto...
a chi vuole leggere un giallo-noir sensuale e malinconico
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70
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