La camera azzurra
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Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 2011
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Obesession
Credo che il tradimento sia il più vile dei crimini. Provo a spiegarmi meglio per non lasciare dubbi.
Non sono una bigotta; non mi scandalizzo per l’uomo che lascia la sua donna per una gonnella di migliore qualità - a suo dire. Né per la donna che cede senza troppi tentennamenti a una bella sviolinata tzigana fatta dal tipo conosciuto all’ultima ora, venditore di complimenti e baci, come fosse Lawrence d’Arabia.
Non mi stupisco più per le famiglie mollate nel bel mezzo del cammin della vita, dei figli lasciati o usati come merce di scambio a fronte di sanguinose separazioni per donne o uomini che – poveri noi! – cambiano, stravolgono , travolgono e rendono nuove - almeno jn apparenza e per un po’ – la vita .
Niente di tutto questo mi fa effetto. Mi lascia basita, incredula ed esterrefatta la Conseguenza di questo gesto; la Conseguenza del tradimento in sé.
Perché quando si tradisce e si mette nelle mani dell’altro tutta la felicità che appartiene al possibile, si dicono cose che, domani, suoneranno mortificanti, prive di senso e- talvolta- micidiali.
Cioè, quando tutto è finito, consumato, disperso di nuovo nel vento dei ricordi… e quando la porta di casa si apre ancora con la stessa chiave, quando le voci dei bambini non hanno cambiato inflessione e lo sguardo di chi accompagna l’esistenza non mostra alcun guizzo di sospetto, quando tutto è ancora come se niente fosse accaduto, che ne è delle parole pronunciate sulle labbra dell’amante?
Che ne è dei sospriri e dei batticuore dentro quella camera azzurra, dove lo sguardo degli estranei non penetra e non giudica l’amore altrui?
Questo è quello che mi affatica la mente: la conseguenza dei gesti e delle parole pronunciate in tempi non sospetti, quando il tradimento è vissuto quasi come una cosa normale, come la normale conseguenza per due che credono di amarsi da sempre ma – per sempre – hanno fatto scelte diverse.
I protagonisti di questa storia –come altre del maestro Simenon- sembrano tratteggiare ognuna per la sua parte il senso e il peso del tradimento. Con la sensibilità che gli è propria Simenon descrive come si può subire passivamente il proprio destino, lasciando alle parole la decisione finale.
E’ questa dunque la narrazione di una passione , una come tante, una dell’ordinaria specialità della vita.
Ambientata in un piccolo borgo francese tra vite di provincia, è assolutamente un gioiello il contesto, in cui sembra che nessuno si accorga di nulla e dove in realtà tutti sanno.
La povera storia, -viene da dire – di una passione malata, di una protezione mal riuscita, di due matrimoni esposti con superficialità al fuoco fatuo dell’attrazione e troppo facilmente liquidati nell’ombra oscura e colante dell’omicidio. Ottima la tecnica del flashback, dove le scene vissute in quella camera azzurra sono sempre ricordate dal protagonista che, accusato insieme alla sua amate, è costretto a rispondere con senso alle domande di chi investiga .
“Davvero passeresti tutta la vita con me?”
Ho sempre pensato che talvolta passione e desiderio possano diventare ossessione.
Nella camera azzurra, l’ossessione ha avuto corpo e anima. Si è armata ed ha ucciso.
Anche se stessa.
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La donna della porta accanto
Ritratto dell'infelicità
Da molti questo libro è considerato uno dei capolavori di Simenon, personalmente sono d'accordo per la parte stilistica. La trama non è certo originale ed il finale è abbastanza scontato; certo utilizzare l'interrogatorio come mezzo per spiegare i fatti, pur non brillando per innovazione, è molto funzionale all'evoluzione della storia e rende il tutto ancora più serrato ed asfissiante. Sullo stile, invece, sono pienamente in sintonia con le altre opinioni, è forse il miglior Simenon che io abbia mai letto. Il modo in cui ci descrive, parallelamente, l'ossessione amorosa di Andrée e la borghese normalità di Gisèle è davvero folgorante. Tony vive una vita banale, ripetitiva e priva di sorprese, sua moglie Gisèle è una perfetta donna di casa, abitudinaria e tranquilla; Tony tra le mura della sua abitazione, con la moglie e la figlia Marianne, si sente al sicuro, protetto, ma qualcosa manca. Il protagonista ama la moglie e porta avanti il suo lavoro con bravura, ma, ad un certo punto, cerca quel qualcosa in più, o semplicemente di diverso, tra le braccia di Andrée. Tony inizia, così, a mentire, ad organizzare incontri segreti, sempre con l'ansia di essere scoperto. Ha bisogno di quegli incontri clandestini, ma la sua vita ora è così complicata da non rendersi nemmeno conto del fatto che l'amante sta diventando ossessiva e vede promesse di un futuro insieme dove non ce ne sono. Tony vuole troncare la relazione, ma Andrèe ha decisamente altri progetti... La narrazione è serrata, angosciante; tutto si svolge in interni descritti minuziosamente, così da far quasi mancare il respiro. Simenon utilizza ogni dettaglio, ogni espediente per consentirci di capire a pieno lo stato d'animo tormentato del protagonista, la sua consapevolezza di non avere vie d'uscita; ed è talmente bravo che , alla fine, anche noi ci sentiamo braccati e ci sembra quasi di respirare l'aria opprimente della camera azzurra.
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la camera noir
Devo ammetterlo, non ho mai letto Simenon. Non credo diverrò una sua fedele lettrice per svariati motivi, però sono felice di aver scoperto questo romanzo in particolare, grazie ad una recensione delle vostre.
Lo strumento letterario dell'interrogatorio è comune a molti libri di questo genere nonché a molti film, quindi non l'ho trovato così innovativo come hanno constatato altri lettori.. Ciò che mi ha colpito maggiormente è stata la capacità dell'autore di creare un mondo "a parte", questa camera azzurra, dove si perdono le identità e il contatto con la vita, ma al tempo stesso della vita si beve il succo, fino all'ultima goccia. E' un'immagine splendida e tragica, che, a parer mio, va al di là della semplice storia di adulterio che vivono i personaggi, è un simbolo vero e proprio.
Poi ho apprezzato la narrazione che io chiamo "visiva", i colori che l'autore alterna sotto i nostri occhi e devo ammettere che all'inizio non ne ero catturata più di tanto: è stato un progresso lento che andava avanti in concomitanza col procedere della narrazione.
Tirando le somme, non è certo un capolavoro, è un discreto giallo (con alcuni tratti del noir) dalla trama semplicissima, ma che offre intense immagini e perfino spunti di riflessione.
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Interessante
Ho apprezzato il modo in cui è stato scritto, l’interrogatorio con il racconto completo delle vicende.
Lettura piacevole e scorrevole
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La camera azzurra e....
Sono stata col fiato in gola fino alla fine del verdetto. Non c'è solo l'azzurro della stanza, c'è anche il rosso della passione e del sangue, il verde delle campagne francesi e il nero della morte. Il colore che manca è il bianco della redenzione.
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la camera azzurra
bello e inquietante. Il giallo si sposa benissimo con l'analisi introspettiva dei personaggi.
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Un Simenon diverso dal solito
Più che un giallo, un noir. Molto bella la descrizione di questo rapporto extra coniugale, della passione che lega i due protagonisti. Bella l’analisi introspettiva, fatta con molta levità, dei due personaggi e del diverso modo di vivere quella passione. Ben descritta l’escalation che porta al finale.
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la camera zzurra
splendido romanzo, unisce l'attenta analisi della psicologia dei personaggi ad un ritmo da libro giallo che cattura sino all'ultima pagina









