La ragazza che giocava con il fuoco
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peccato che ho letto anche il II della trilogia
E anche il secondo atto di questa trilogia è assolutamente superiore alle aspettative. Ma che bello, che piacere leggere romanzi così ben scritti e raccontati. Ciò che più mi colpisce è l'aver trovato questo completamente diverso e ciò nonostante l'inevitabile prosieguo di "uomini che odiano le donne"; non è da tutti riuscire a continuare l'opera iniziata senza essere ripetitivo e dare la sensazione di aver già detto tutto. Il terzo è ormai una necessità, una dipendenza che non puoi non soddisfare.
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peccato che ho già letto anche il secondo della tr
E anche il secondo atto di questa trilogia è assolutamente superiore alle aspettative. Ma che bello, che piacere leggere romanzi così ben scritti e raccontati. Ciò che più mi colpisce è l'aver trovato questo completamente diverso e ciò nonostante l'inevitabile prosieguo di "uomini che odiano le donne"; non è da tutti riuscire a continuare l'opera iniziata senza essere ripetitivo e dare la sensazione di aver già detto tutto. Il terzo è ormai una necessità, una dipendenza che non puoi non soddisfare.
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il secondo romanzo della trilogia perfetta
Questo è il secondo libro della Trilogia Millennium. Del primo romanzo ne ho parlato qui.
Parto subito dagli effetti che questo libro a provocato su di me. Ebbene sì, Kevin notava in sua moglie una nuova persona, una donna posseduta dal personaggio letterario di Lisbeth Salander: ero intenzionata a tagliare i capelli; a tatuarmi un drago verde, rosso e blu che dalla spalla scendesse fino alla coscia; a fare vari pearcing (di cui uno dove non batte mai il sole); ad andare in giro con la borsa piena di bombolette di gas lacrimogeno, pistola che emette scariche elettriche e martello (utile in ogni occasione). Soprattutto ero pronta a farmi giustizia da sola, vendicando le donne maltrattate ed odiando anche io gli Uomini che odiano le donne.
Molti sono gli effetti provocati da questo libro che trasforma le donne in super-donne pronte a lottare contro la società ed in particolare gli uomini che odiano le donne. Ma l'effetto principale è che fa perdere di vista la realtà. Non ci sarà nient'altro che avrà interesse come sapere l'evolversi delle vicende che sono piene di dinamismo ed azione, ricche di personaggi tracciati in maniera esemplare e facili da schierare a favore o contro questa donna che calamiterà le vostre attenzioni.
Pupottina ha capito cosa rende entusismante questo thriller che a già venduto 400 mila copie nel mondo. Solitamente Pupottina preferisce non acquistare i libri a prezzo pieno, ma per questi 3 volumi ha fatto una differenza. Sono stati utili anche per mantenersi in forma. Tenere in mano libri da 600, 700 e 800 pagine non possono che risparmiarvi qualche ora di palestra. Oltre al fatto che inizierete ad improvvisarvi boxer in combattimenti assurdi, pur di sopravvivere. E poi è sempre aperta quella storia in sospeso fra Lisbeth e Mikael Blomkvist.
Non lo so se vi ho convinto a leggerlo, ma ora vediamo cosa posso apporfondire con chi sa di cosa parlo...
Della miriade di personaggi che vivono in queste pagine posso iniziare a citare quelli che ho odiato ed ho sperato, fino alla fine che finissero male: Hans Faste e Niclas Eriksson. Per loro, una certa forma di giustizia, c'è stata. Anche che avrei gradito di più, affinché la lezione fosse ben recepita ed il loro essere contro le donne placato. Pure i fratelli Ranta avrebbero dovuto subirne di tutti i colori e non salvarsi, fuggendo all'estero a momento giusto. Bjurman ha avuto quello che si meritava, anche se la storia del tatuaggio l'avrei fatta trapelare ai giornali, poiché se uno è un mostro non mi va che mantenga una reputazione rispettabile nemmeno dopo la morte.
Già da subito ho percepito i cambiamenti positivi di Lisbeth che si rifà il seno per diventare un personaggio più attraente, non solo all'interno del romanzo, ma anche più appetibile ai lettori uomini. Il fatto che frequenti un minorenne per dimenticare Mikael era ovvio che non sarebbe stato di nessuna utilità. L'avevamo capito che lo ama già dal primo romanzo, senza bisogno che lo ammettesse a se stessa nelle ultime 200 pagine circa. Lui, invece, non smette mai di essere un uomo che passa da un letto all'altro e la promiscuità nei rapporti di coppia e non solo, non appartiene solo a questo personaggio, ma anche ad altri, soprattutto la collega ed amante Erika Berger. Quest'ultima fino alla fine si rivela essere meschina ed arrivista, ma lo sanno solo i lettori, poiché la notizia che ha intenzione di cambiare giornale, è stata taciuta agli altri personaggi, adducendo la solita scusa del "non era il momento giusto". Dopo anni di relazione, il rapporto fra Erika e Mikael credo sia agli sgoccioli e forse potrebbe esserci un futuro per Lisbeth e Mikael. Fatemi leggere l'ultimo volume e non svelatemi niente.
Il fatto che Lisbeth abbia una sorella gemella, fin dalle prime pagine, e scopra di avere altri fratelli e sorelle sparsi per il mondo, non so se verrà ripreso nel prossimo libro, ma sicuramente l'aver accertato e scavato nella sua drammatica sitazione familiare ne hanno fatto l'eroina compresa ed ammirata per la sua forza ed il suo coraggio. Il fatto, che l'altro personaggio dotato di forza e non potere sovrannaturale (anomalia genetica) fosse un suo fratellastro non è da poco come coincidenza per una donna che, nonostante la sua statura minuta, era agilissima nel combattimento e con una mente superiore a tal punto da far impallidire qualsiasi matematico. E' un'eroina a 360°, completa di tutto, che non può non suscitare sentimenti positivi, soprattutto poiché geneticamente è la figlia di uno psicopatico che odia le donne e lei è l'unica a poterlo annientare in una storia che coinvolge intrighi internazionali, traffiking, Kgb, Gru, oltre alle normali forme di polizia svedesi.
Si intuisce che anche se il rapporto lesbico con Miriam Wu sia molto forte, in realtà è soltanto un modo per tenere sotto controllo i sentimenti per Mikael. Come volevasi dimostrare, l'eroina si innamora del donnaiolo di turno ... accade sempre così o quasi... ma chissà se, come in un romanzo rosa, alla fine riuscirà ad averlo per sé? In fondo, i presupposti già ci sono.
Altri personaggi buoni ci sono, così come compare la donna scomparsa del primo libro, che tanto per cambiare, ha anche lei una relazione con Mikael. Eheheheh! Alcuni non cambiano mai, perché non vogliono cambiare!!! Ma daltronde se Lisbeth è volontariamente scomparsa, qualcosa dovrà fare per passare il tempo.
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Ultimo aggiornamento: 02 Novembre, 2011
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Sconvolgente
Il primo capitolo intriga. Il secondo lascia assolutamente senza fiato.
Ritroviamo la problematica Lisbeth, a cui è impossibile non affezionarsi; la ritroviamo dapprima a godersi il suo anno sabbatico in una specie di paradiso e di lì a poco catapultata in una realtà inspiegabile, in cui lei è una ricercata, sospettata di un triplice omicidio...
Di nuovo Larsson riesce a lasciarmi senza parole, aprendo una nuova parentesi sia sulla vita di Lisbeth sia su una tematica ancora una volta piuttosto scomoda, ovvero il traffico di prostitute: minorenni straniere, strappate dai loro paesi con una promessa di un lavoro e poi usate per il mercato del sesso. Se l'affare Wennerström vi ha fatto riflettere su tutto ciò che si nasconde dietro ai magnanti dell'industria dei nostri giorni (perchè Wennerström altro non è che un capro espiatorio), il reportage sul trafficking vi toccherà il cuore.
La bellezza di questi romanzi credo proprio che stia nell'intrecciare ad una storia sensazionale, temi scomodi ma importanti e assolutamente attuali.
La capacità di questa trilogia è quella di far riflettere il lettore su tutto ciò che lo circonda e di aprirgli gli occhi.
E Lisbeth, che fine fa? Beh, sarà un po' impegnata a tenersi al coperto e a cercare di mettere insieme i pezzi di uno strano puzzle, di cui lei è il soggetto principale. Se solo riuscisse a trovare quel fascicolo riservato che riguarda lei e il padre...
I suoi ostacoli saranno molti e se tra questi c'è anche un energumeno affetto da analgesia congenita, il cammino verso la sua libertà sembra essere davvero lungo e tortuoso...
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Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 2011
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...2...
Bè uno legge questo libro dopo il primo (Uomini che odiano le donne) e bhe non è la stessa cosa..per niente!
Il lavoro finale è da 3 quindi è quasi impossibile leggerlo =).
Lo stile è buono..ma la trama proprio non regge in certi punti e si arriva a delle fantasituazioni con fantaferite e fantamedicina.
Buona la continua caratterizzazione dei personaggi.
Continua la trilogia..
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Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio, 2012
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L'Araba Fenice
Non è così avvincente come il primo (e più famoso) volume di questa trilogia. Nel libro è presente un caleidoscopio di personaggi, e fra tutti spicca lei, Lizbeth. Alternativa, eccentrica, fragile, coraggiosa. Mentre in "Uomini che odiano le donne" è la storia in sè a dominare la scena, qui è lei in rilievo. Ti accorgi proprio, pagina dopo pagina, che leggi per capire sempre di più lei, non per scoprire come va a finire. E Lizbeth, pagina dopo pagina, prende spessore e risorge, come una vera e propria araba fenice.
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Ultimo aggiornamento: 31 Agosto, 2011
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Millennium e uno, Millennium e due...
“Buona anche la seconda !” Quante volte avviene ? Purtroppo raramente. Qualche volta nei film (L’impero colpisce ancora, Il secondo Batman di Tim Burton, La moglie di Frankestein), quasi mai con i dischi (Led Zeppelin II ? il primo però non era un capolavoro), e con i libri ?
Pensavo proprio a questo mentre leggevo “La ragazza che giocava con il fuoco”, come farà Larsson a tenermi incollato alla sedia per oltre 700 pagine, come nel primo libro ?
E, infatti, non ci riesce. O meglio, riesce comunque ad interessarmi con la sua scrittura lineare, sempre ricca di particolari e mai noiosa (evidente la sua esperienza giornalistica), ma il romanzo questa volta regge solamente perché oramai sono troppo affezionato a Lizbeth “Wasp” Salander (ed anche a Kalle Blomkvist, via).
Larsson, in realtà, prova a mescolare un po’ le carte con i generi, e dopo il giallo estremamente intrigante del primo libro, claustrofobico e ricco di colpi di scena, qui propone un thriller poliziesco, dove al centro c’è la nostra Lizbeth, unica ricercata dalla polizia per aver probabilmente commesso un triplice efferato omicidio. E su questo tema (“la colpevole è veramente lei o no ?”) l’autore costruisce il crescendo del libro, che però questa volta risulta piuttosto lento, e il climax avviene solamente nelle ultime cinquanta pagine.
Ma come la voglia di torrone a Natale, la saga ti prende e ti frega, per cui a questo punto non mi resta che leggere il terzo e ultimo Millennium, perché devo maledettamente sapere come andrà a finire.
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- sì
- no
Ultimo aggiornamento: 04 Luglio, 2011
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Kill Bill Vol.3
"Non esistono innocenti. Esistono solo diversi gradi di responsabilità."
E' il romanzo che cercavo! Finito l'ombra del vento non avevo proprio idea di dove pescare un testo altrettanto coinvolgente e ben scritto.
E' una triologia, io ho iniziato a caso dal secondo episodio, rimedierò leggendo il primo poi l'ultimo.
"La ragazza che giocava col fuoco" di S. Larsson, sono 518 lunghissime e pericolosissime pagine di lettura. Lunghissime perché Larsson non fa giri di parole, racconta il fatto andando subito al dunque e per riempire quel numero di pagine, di fatti ce ne sono veramente un'infinità!
Pericoloso perché superato il 35% del testo Larsonn, riuscito abbondantemente a farti appassionare alla protagonista, comincia ad innalzare progressivamente la tensione e la successione degli eventi inserendo colpi di scena davvero emozionanti!
E quindi? dov'é il pericolo?
Il pericolo é di non riuscire fermarsi prima di realizzare che sono 12 ore di fila che leggi, non hai cenato e non hai dormito e ti arrenderai solo dopo aver letto "FINE" oppure "Stop Forrest!".
Di che si tratta? E' sostanzialmente un poliziesco.
Matematica, sesso, violenza, segreti di stato, crimini, omicidi, boxe e VENDETTA.
"Mimmi tornó in camera con due tazze che mise su uno sgabello accanto al letto. Si chinó su Lisbeth e le mordicchió un capezzolo. Mimmi le strizzó i seni cosí forte che Lisbeth trattenne il respiro e aprí la bocca. Si guardarono. Poi Mimmi si chinó e diede a Lisbeth un bacio profondo. Lisbeth ricambió e la circondó con le braccia. Il caffé si raffreddó senza essere stato toccato."
Così si fa!!!
Lo chiamo Kill Bill vol.3 perchè volendo immaginare una rappresentazione cinematografica per questo libro non ci sarebbe stato regista migliore di Quentin Tarantino e attrice migliore di Uma Thurman!
Non penso sia escluso che Tarantino abbia proprio preso spunto da questo testo per Kill Bill vol.2.
Il tutto é costruito su una morale eccezionale presente in tutto il testo: non aver mai paura di mettere in gioco la tua vita per una persona a cui vuoi molto bene e non pensarci mai due volte.
Lettura consigliatissima!
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Ottimo proseguimento
Nonostante in molti mi abbiano detto che questo era un po' sottotono rispetto a "Uomini che odiano le donne", devo dire di essere stato molto soddisfatto: l'ho trovato più avvincente rispetto al volume precedente (che a tratti era un po' statico), grazie alle numerose scene di azione che presenta. I due personaggi principali, che nel precedente volume si occupavano quasi esclusivamente di indagare sulla storia della famiglia Vagner, in questo caso diventano il punto focale del racconto; in particolare viene approfondita la figura di Lisbeth, attorno alla quale ruota tutta la vicenda. Piacevoli inoltre i nuovi personaggi secondari introdotti in questo libro, rispetto a quelli un po' incolore del capitolo precedente; personaggi che spesso l'autore usa per fornire un punto di vista differente della vicenda. Da leggere, soprattutto per chi è curioso di vedere come va avanti questa (finora) bella trilogia.
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La ragazza che giocava con il fuoco.
"Lisbeth Salander che odia gli uomini che odiano le donne!".
Di solito il continuo di un grande successo non raggiunge mai un livello altrettanto ottimo! Sbagliato, in questo caso è migliore..a me è piaciuto moltissimo.
Io adoro Lisbeth Salander una paladina dei nostri giorni che combatte contro gli uomini che odiano le donne, contro le ingiustizie della vita causateci da chi ci vuole male, convinta di essere sola al mondo, rimane sorpresa, perchè il suo fuggire da tutto e da tutti non è bastato ci sono persone che credono in lei, che gli vogliono bene e la rispettata anche nel suo modo di essere così stramba e particolare!
La diversità non vuol dire essere per forza "matti" anzi.....in questo libro lo comprendiamo bene!
Lisbeth viene paragonata in due passaggi del racconto ad un personaggio che ho amato e che amo "Pippi Calzelunghe" e questo deve farci riflettere!
Il finale ci lascia in sospeso per poter così felicemente leggere il terzo ed ultimo capitolo della saga di "Millenniunm"!
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Il migliore dei tre...
Dopo la soddisfacente lettura di Uomini che odiano le donne, aspettavo con ansia il secondo romanzo.
La mia attesa non è stata vana, perchè questo romanzo è ancora migliore del primo, e, per me, anche del terzo.
Qui la protagonista assoluta è la nostra ( mia ) eroina, Lisbeth Salander.
Mentre nel primo romanzo la vicenda principale era incentrata sulla storia della famiglia Vanger, qui conosciamo tutto di lei, la minuscola ed ambigua Lisbeth: il passato tremendo che l'ha segnata per sempre, le cause remote di certi suoi atteggiamenti, altrimenti inspiegabili....
La sua aggressività, la diffidenza.. tutto è chiaro, finalmente.
La storia gialla è di prim'ordine: tre omicidi ,oscuri moventi, colpi di scena...tutti gli ingredienti necessari a dare mordente ad un thriller che si rispetti!
Nello stesso tempo , però, Larsson ha dato spessore ai suoi indimenticabili personaggi, rendendoceli, se possibile, ancora più cari.
La romantica donna che è in me ha aspettato per TUTTO il romanzo che la storia tra i due- non oso chiamarla love story...-, avviata nella prima parte della trilogia,avesse qualche seguito, ma invano.
Allora ho abbandonato la speranza, e mi sono incentrata sulla VENDETTA.
Per poter avere soddisfazione, era necessario un lungo lavoro di vendetta, da parte di Lisbeth; per vendicare tutto il male ricevuto nella sua breve ma intensa vita.
E nel terzo romanzo, questa mia "sete di vendetta" è stata pienamente appagata!
Ma questa è un'altra storia.
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Ultimo aggiornamento: 28 Settembre, 2010
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Anatomia di un pregiudizio...
Si tratta della continuazione del primo libro "Uomini che odiano le donne"...
Forse in questo caso, non si può dire che è altrettanto piacevole e scorrevole, ma è comunque un libro interessante, per i risvolti psicologici che evidenzia...chissà perchè per quali ragioni sconosciute, per l'occhio ingiusto dell'essere umano, la persona diversa è sempre colpevole, a prescindere dalla verità, a prescindere dagli avvenimenti...più o meno veritieri che la riguardano...
Ed ecco che emerge la figura di Lisbeth, centro di questa vicenda che l'autore descrive in questo libro, che a parere della polizia è colpevole...perchè è sociopatica...perchè da piccola ha dato fuoco al padre....perchè è una creatura che le brutture della vita hanno reso violenta e a parere degli psichiatri pericolosa...
E la personalità di Lisbeth, eroina discussa da tutti, viene esaltata dallo scrittore, coronata dalla nostra pietà e in un certo qual modo da qualcuno di noi invidiata ed ammirata...perchè nessuna di noi donne potrebbe compiere le sue favolose imprese...
Picchiare un uomo? Un persecutore, un violentatore, un molestatore? E' uno dei miei desideri segreti, spero che nessuno si scandalizzi ed è per questo che a me il personaggio di Lisbeth, piace moltissimo...
Da leggere...consigliato sopratutto alle donne..
Saluti.
Ginseng666
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Avvincente
Una lettura piacevole, anche se "Uomini che odiano le donne" è sicuramente il migliore, aspettiamo di leggere l'ultimo volume.
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Play it again, Sam!
Consigliato a chi ha letto con piacere Uomini che odiano le donne. Libro strutturato piu' come un thriller che un giallo. Esalta il personaggio di Lisbeth Salander. Certo, bisogna scordarsi il livello del primo libro. Consideratelo un ''backstage'', un ''contenuti supplementari'' che si trovano nei cd di molti film, dove si vedono le interviste, alcune scene commentate, finali diversi, curiosita', ecc. Tutte cose per chi ha trovato bello e gradevole il film. Ecco, qui si tratta di un ''contenuti supplementari''di Uomini che odiano le donne. Nulla di straordinario, ma appagante per chi si e' dispiaciuto quando il primo romanzo e' finito.
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Ultimo aggiornamento: 02 Luglio, 2010
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Forse il migliore ... a parte la fine
Pro:
1) il romanzo è quasi completamente incentrato su Lisbeth, e questo fatto ne aumenta l'appeal
2) la storia è molto dinamica e vi ho trovato pochi punti morti
3) L'intreccio è sufficientemente intrigante
4) Lisbeth è fantastica
Contro:
1) Alcuni punti vanno davvero troppo oltre la realtà, anche se devo ammettere di essere scoppiato a ridere dalla soddisfazione quando Lisbeth riesce a suonarle a .... (dubito però che nella realtà le cose avrebbero potuto andare in quel modo)
2) Il finale sarebbe giudicato eccessivo anche per Kill Bill
3) La storia si interrompe bruscamente facendoci scoprire che in realtà questo romanzo e il successivo (La regina dei castelli di carta) sono in realtà prima e seconda parte di un unico romanzone.
Nonostante questi difetti l'ho trovato molto piacevole ... ma la sospensione dell'incredulità è d'obbligo per riuscire a gustarsi le avventure di Lisbeth Salander
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Ultimo aggiornamento: 11 Marzo, 2011
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Mah..
Sono un po' perplesso. Ho fatto molta fatica a terminarlo. Il libro esplode solo nelle ultime cento pagine e bisogna fare un atto di fede per riuscire ad arrivare fino in fondo al pirotecnico finale che lo fa sembrare un "danbrown" qualsiasi.
Incentrato tutto su lisbeth "vogliopossocomando" salander, il secono episodio della trilogia non regge a mio parere il confronto col primo.
Ci sono stereotipi troppo tipizzati. Il poliziotto bastardo, il politico corrotto, l'agente segreto sfuggente, l'eroe senza macchia e senza paura (a proposito..Paolo Roberto? ahahahahaha...non potevo trattenermi dal ridere ogni volta che lo leggevo...me lo figuravo sempre come un brasiliano triste...).
E poi non mi piacciono troppo questi personaggi esagerati tipo appunto lisbeth, da cui puoi aspettarti tutto proprio perchè è n personaggio al limite... Troppo facile...
Comunque..tutto sommato le ultime cento pagine valgono il libro.
Ora leggerò il terzo perchè voglio sapere come va a finire, sperando che sia più come il primo episodio.
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Ultimo aggiornamento: 14 Giugno, 2010
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Wonderwoman
Secondo episodio della trilogia Millennium, tutto incentrato sulla figura di Lisbeth. Molto ritmo,molta azione e quel po' di ironia che aiuta a leggere senza fatica. A mio avviso anche meglio del precedente. Da leggere
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Ultimo aggiornamento: 09 Giugno, 2010
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Si, si, si!
Secondo me è il più bello della serie! Curioso, interessante, personaggi affascinanti, la storia credibile. Purtroppo per lei e finalmente per noi, si svelano segreti del passato di Lisbeth..
Da consigliare assolutamente!
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gran bella lettura 2
Quando un libro diventa un caso editoriale molto spesso l'autore non riesce a ripetere il successo, beh a Larsson non è successo. La sua seconda opera che ruota sugli stessi personaggi si rivela piacevolissima e si trasforma abbandonando lo stile tipico del giallo.
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Ultimo aggiornamento: 03 Giugno, 2010
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bellissimo...
Ottimo e avvincente, ricco di azione e di colpi di scena.
Come nel primo vi sono pagine e pagine di descrizioni, personaggi e situazioni che a volte possono appesantire la trama e rendere la lettura un po' noiosa...
Nel complesso però non ha nulla da invidiare al primo romanzo della trilogia... anzi in alcuni punti l'ho trovato addirittura migliore di Uomini che odiano le donne...
Sempre fantastico il personaggio di Lisbeth e la sua visione del mondo...
Molto irreale la storia "d'amore" tra Mikael ed Erika... credo che nessun uomo al mondo accetterebbe un'eventuale relazione della moglie.
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Voto 8!
Sequel riuscito... forse migliore del precedente!
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La ragazza che giocava col fuoco.
Degno seguito di "Uomini che odiano le donne". Il personaggio di Lisbeth viene reso ancora più "umano" e spiegato in ogni suo dettaglio e non si può che rimanere strabiliati da questa ragazza dura e isolata così amabilmente raccontata.
Entusiasmante secondo tempo di una triologia che fa rimanere la mente e il cuore incollati alle non poche pagine ma che ad un lettore appassionato non sembrano mai abbastanza.
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fantastico
dopo aver letto il primo libro della Trilogia, il lettore si chiede se l'autore riuscirà a superarsi: ebbene, la risposta è affermativa. La complessa personalità della Salander riempie questo secondo libro della serie con una serie di eventi mozzafiato che ancora una volta incollano inesorabilmente il lettore al libro.
Fantastico.
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addicted to larsson
bellissimo, coinvolgente, ricco e appassionante.. non riuscivo a staccarmi dalla lettura..
a parte questi giudizi di carattere generico e un po' superficiali, l'ho trovato molto più complesso di "uomini che odiano le donne", il che forse implica una selezione naturale dei lettori di larsson, una sorta di scrematura: io credo che "uomini che odiano le donne" possa essere letto da chiunque ami il genere, mentre "la ragazza che giocava con il fuoco" sia un voler entrare nell'intimo dei due protagonisti.. per restarne circondati e coinvolti fino all'ultima pagina..
posso capire coloro ai quali, sulla scia del primo romanzo, non sia piaciuto questo, proprio perchè credo che la trilogia di larsson crei un legame particolare con il lettore e che solo chi è consapevole di aver sentito quest'emozione possa diventarne dipendente e proseguire la lettura... con la voglia di sapere come andrà a finire che è al tempo stesso paura che tutto finisca.
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a chi vuole saperne di più di lisbeth e mikael.. <br />
a chi vuole diventare "dipendente da larsson"!!!
una conferma
meno appassionante del secondo...ma assolutamente bello...semplicemente una coferma...penso che la fine sia un po' surreale ma possiamo passarlo dopo 750 pagine bellissime!!!ugualmente al primo pieno di suspance e azione!!!
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coinvolgente
coinvolgente e sconcertante, intrigante con la giusta dose di suspanse. uno stile veramente unico. due protagonisti del tutto singolari. non potrai fare a meno di leggere l'ultimo capitolo della trilogia... una storia che ti rapisce.
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APPASSIONANTE
Ho visto il film "Uomini che odiano le donne" al cinema. Mi ha completamente rapita. Sono rimasta, come molti, affascinata da Lisbeth Salander. Lei è l'eroina che difende le donne dalle violenze degli uomini. E' forte, è intelligente, è ribelle!
Così ho deciso di comprare il secondo volume della trilogia, pensando che la semplice visione del film tratto dal primo libro sarebbe bastata.
"La ragazza che giocava con il fuoco" ha uno stile semplice e per questo molto scorrevole: tutte le frasi sono brevi con poche interpunzioni.
E' come se l'autore pagina per pagina ti desse un tassello di un grande puzzle, con parsimonia.. e il lettore non ha che da attendere paziente o impaziente. Interessanti anche il breve richiamo al teorema di Fermat e l'accenno alla sindrome di Asperger. Piccola nota negativa da parte mia: il ritratto che ne esce fuori da questo secondo libro di LIsbeth Salander è quello di una donna ai limiti della divinità.
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Bello, affascinante, piacevole
Il primo mi aveva appassionata, a parte l'inizio e la fine...questo mi ha proprio rapita! Larsson non era un mago nei finali e anche questo (che chiama subito il terzo libro) è un po' assurdo, ma del resto Lisbeth é un personaggio anomalo, non si sa se adorarla o sperare di non incontrare mai nella vita una come lei...Ho appena iniziato il terzo libro e già non riesco a staccarmi...E' strano come si possa amare tanto un libro pur rendendosi conto di aver letto di molto, ma di molto meglio!
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seconda delusione
sarò una voce fuori dal coro ma mi è piaciuto ancora meno del primo
non so se la fine mi è sembrata più assurda o ridicola
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La ragazza che giocava col fuoco
Meno appassionante del primo volume come storia, si perde un pò, ma travolge comunque. Ho già iniziato il terzo e spero veramente che esista un quarto libro!
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La ragazza che giocava con il fuoco
molto bello, anche se un po meno rispetto a "uomini che odiano le donne".dispiace sapere che "millenium" terminera con il terzo libro, ci avevamo preso gusto, sopratutto ci manchera la protagonista. mi dicono che il film sul primo libro sia molto ben fatto.
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grande lisbeth!
Inizia in sordina, un po' lento e troppo descrittivo. OK amiamoli sti svedesi dell'ikea e delle Volvo... ma poi accelera a fondo e si apre un orizzonte così vasto da esplorare, che non smetteresti mai di leggere. Effetto Larsson. Una figura femminile da urlo, un'eroina borderline, un'altra storia dei nostri tempi raccontata magistralmente e con il giusto grado di suspence.Alla fine bello quanto il primo e come dopo il primo corri a comprare il libro successivo!
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La seconda perla
Decisamente bello, meno piacevole del primo e del terzo libro della Millennium Trilogy, ma indubbiamente consigliato, lascia una suspance fino all'ultima pagina...Leggerlo è un imperativo assoluto.
Stupendo come l'intera trilogia.
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la ragazza che non si scorda facilmente
...Non esistono innocenti. Esistono solo diversi gradi di responsabilità...Non c'è dubbio c'è qualcosa di piu'rispetto alla prima parte, la lettura è piu' scorrevole e ricca di colpi di scena, finalmente Lisbeth trova una collocazione ben precisa nel corso della lettura, mai noiosa,ove si svelano tutti i segreti di questa ragazza tanto difficile quanto affascinante, da cui è difficile potersi staccare. Attenderò qualche settimana prima di concludere la Trilogia, perchè voglio assaporare piu' a lungo l'epilogo di una storia che non vedrà mai la 4^ parte.
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Ultimo aggiornamento: 15 Aprile, 2009
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Crescendo Wagneriano
Il libro inizia lento, per un centinaio di pagine Larsson sparge la benzina, poi all'improvviso butta il fiammifero ... e parte un racconto che brucia pagina dopo pagina fino alle ultime 60-70 pagine che ti ...seccano la gola ! Un vero crescendo wagneriano con il finale che...oppps non dico nulla ...
Il personaggio di Lisbeth Salander mi era già piaciuto nel precedente racconto, qui l'autore completa l'opera e definisce un ritratto splendido di una ragazza chiusa e ostinata, geniale , quasi sociopatica, vendicativa , generosa ...insomma assolutamente unica!
Interessanti le digressioni sulla passione della protagonista per la matematica più complessa quasi a voler significare che in fondo, lei lotta per essere una variabile impazzita e non la remissiva radice che soddisfa un'equazione fatta di soprusi e ingiustizia. Forse Larsson si è parecchio dilungato o riproposto sulle abitudini alimentari (pessime!!eh eh) dei protagonisti ma sicuramente ha costruito un romanzo avvincente, a me è piaciuto molto più del precedente.
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consigliato
francamente ho girato intorno a questa trilogia per giorni, poi una mia amica mi ha convinto ed ho iniziato a leggere...sono completamente impazzita del personaggio di Lisbeth forse perchè troppo simili e consiglio di leggerlo, perchè in questi ultimi due giorni non ho perso tempo neanche per le pause caffè o per la cena, per leggere il libro...forse ho esagerato un pò, ma sono stata contenta di aver dato retta alla mia migliore amica...una volta tanto!!!!!
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Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio, 2009
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Convincente!
Anche questa seconda parte della cosiddetta Millennium Trilogy mi ha decisamente convinto. Non so dire quale dei due volumi mi sia piaciuto di più, mi sono sembrati entrambi su ottimi livelli. In questo episodio la protagonista centrale è Lisbeth Salander, meraviglioso personaggio dalla personalità difficile ma intrigante che si trova a dover affrontare i fantasmi del proprio passato. Il racconto è ancora una volta scorrevole e a dispetto delle numeroso pagine (754) coinvolgente. Consigliato!
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la ragazza che giocava con il fuoco
Lettura piacevole e abbastanza intrigante.Perde di scorrevolezza quando ripete fino alla nausea le pause caffè(un caffè ogni 3-4 pagine, stucchevole),i tramezzini,le pizze surgelate,le sigarette fumate.Il racconto perde di agilità.Sicuramente inferiore al primo della trilogia.Sonoin dubbio se leggere il terzo
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Seconda parte
Non lo considero un capolavoro letterario, ma un libro capace di intrattenere con molta abilità.
Mi ripeterò, ma l'unica particolarità che trovo sempre sconveniente in queste opere (che dovrebbero essere abbastanza realistiche) è la natura quasi divina dei protagonisti che hanno tutti abilità fuori dal normale, vite fuori dal normale e anche qualche lieve paranoia (quelle purtroppo quelle rispettano i nuovi canoni sociali!).
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La ragazza che giocava con il fuoco
Bello, avvincente e appassionante. Cominci a leggere e non molli la lettura fino a che non arrivi alla fine del libro. In alcuni tratti lo trovo ripetitivo nello stile....ma quanti tramezzini si sono mai mangiati e quanti caffè si sono mai bevuti i protagonisti nel giro di quattro/cinque mesi?!?!?!?!?.........
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Eccellente lettura.
Allo stesso livello del primo "Uomini che odiano le donne".
Inizi a leggere e non riesci più a smettere,ti immedesimi e diventi co-protagonista,in particolare di Lisbeth.
Certo,alcuni libri di Mankell o Indridason possono avere una più sottile introspezione,un più approfondito studio dei caratteri o delle situazioni,ma Larsson è quello che ti aggancia di più alla vicenda narrata.
Sicuramente leggerò il terzo,sperando sia allo stesso livello.
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Pericoloso: non si riesce a smettere di leggerlo!
Non si puó smettere di leggerli i libri di Larsson. Una volta che hai cominciato DEVI andare avanti, anche quando sei a 50 pagine dalla fine e ancora non ...
Forse non avranno la "profonditá" di Indridason e di Mankell ma comunque i personaggi sono ben congegnati e ben delineati a mano a mano che la trilogia procede. E forse non si dovrebbe giudicare fino alla fine, visto che l'impressione é che l'opera sia davvero stata concepita nella sua interezza, dove i personaggi come le tessere di un puzzle vanno al loro posto solo con una certa logica e pazienza. Nel primo libro era Kalle Blomqvist e lei era comprimaria. Adesso si svela lei e lui diventa solo parte del processo. Il terzo?
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piacevole scoperta
Può sembrare buffo iniziare una trilogia partendo dalla seconda puntata ma purtroppo in biblioteca ho trovato solo questo e, scusate, io 20 euro a scatola chiusa su un libro non li spendo più!
In ogni caso nella fattispecie sarebbero anche stati ben spesi perchè il libro scorre vie che è un piacere e i rimandi al primo episodio sono pochi e non intralciano la comprensione degli avvenimenti.
La trama è avvincente e i personaggi, nonostante la natura scandinava, sufficientemente coinvolgenti.
Nella prima parte Lisbeth Salander appare un po' come un'algida "wonder woman" ma, col passare delle pagine, si umanizza anche lei e diventi più simpatica.
Piacevole l'idea delle tre indagini sul medesimo delitto sviluppate da tre fonti distinte e con teorie diverse; le figure dei poliziotti risultano a mio avviso le più realistiche e riuscite dell'intero racconto.
Un consiglio per i più distratti: munirsi di carta e penna per appuntarsi come pro-memoria i nomi dei personaggi e dei luoghi, aspetto su cui l'autore sembra voler sadicamente mettere alla prova il lettore.
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salander....
Ho letto il primo volume quasi per caso divorandomelo in pochi giorni...non ho potuto aspettare nemmeno 24 ore per comininciare il secondo volume "La ragazza che giocava con il fuoco" che ho finito in pochi giorni. Non riuscivo mai a staccarmi da quelle pagine, da quei personaggi dei quali credo di essermi molto affezionata. Adesso sto soffrendo un po' perché non so quanto dovrò aspettare per il terzo volume. Sono entrata completamente nella vita dei protagonisti, nella loro avventura, nella loro disavventura. Il libro mi ha lasciato appesa ed ora voglio sapere come sta Lisbeth.... Ho sentito che presto uscira' un film....sono curiosa di vedere anche quello. E' vero che quando entri nel mondo di Larsson non riesci più a uscirne....peccato che sia andata a finire così per lui. Mi dispiace.
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la ragazza che giocava col fuoco
Premetto che "uomini che odiano le donne" l'ho acquistato non molto convinta in quanto non riesco mai a leggere libri con più di 300 pagine, invece è stato uno di quei rari libri in cui si spera non finiscano mai le pagine da leggere. Anche "la ragazza che giocava col fuoco" mi ha letteralmente preso nella lettura come per il primo libro. Non vedo l'ora che esca il terzo libro che purtroppo sarà anche l'ultimo di questo autore.
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La ragazza che giocava col fuoco
Ho letto commenti che esaltano questo libro: io non riesco a trovarlo un capolavoro, troppo verboso, troppo dilatato. Ci sono autori svedesi e norvegesi, Mankell, Fossum, Holt, l'islandese dal nome improponibile che ha scritto "La signora in verde" che sono ad un passo decisamente più alto quanto ad analisi psicologica, incluso hakan Nesser de "l'uomo senza un cane". Ma c'è da credere che venderà un mucchio di copie.
Ho letto anche il terzo, non ancor auscito in italiano: a pagina 400 ho smesso, non si riesce a procedere...










Opinione inserita da Cristina V 17 Novembre, 2010