La ragazza del treno La ragazza del treno

La ragazza del treno

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La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare le case e le strade che scorrono e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto e la sua stessa vita diventerà legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?

Recensione della Redazione QLibri

 
La ragazza del treno 2015-07-18 12:17:49 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    18 Luglio, 2015
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La vita non è un paragrafo, e la morte non è una p

Ogni giorno lo stesso tragitto, il medesimo treno, i soliti pensieri. Puntuale come un orologio, alle 8.04 la donna è sul convoglio che la porterà da Ashbury a Londra e su quello che inesorabilmente alle 17.56 la ricondurrà a casa. Non ha più un lavoro Rachel, non ha altra certezza nella vita se non l'alcool e nonostante abbia poco più di trentanni si sente inutile, non ha più scopi.
La separazione dal marito è stato un colpo troppo grande da poter affrontare, gestire e tollerare; si è dimostrato essere un qualcosa che la donna ha vissuto come il fallimento non solo della relazione ma anche della sua stessa vita, si è sentita svuotata, persa, tradita da quell'uomo a cui ha dato tutto e che non ha esitato un attimo a scegliere un'altra, una donna che senza remore ha preso il suo posto nella vita di Tom donandogli perfino una figlia. Il passaggio da depressione ad alcolismo è stato inevitabilmente rapido.
Ma non riesce ad ammettere nemmeno con sé stessa quanto grave sia divenuta la situazione, anche il solo confidare all'amica nonché coinquilina Cathy di aver perso il proprio impiego perché ubriaca è un qualcosa che non può esporre.
E così ogni mattina fa finta di andare al lavoro e in quel breve tragitto è preda di pensieri sulla vecchia Rachel grintosa e determinata e sulla nuova arrendevole ed superflua. Il percorso le consente di osservare anche la zona in cui un tempo abitava con Tom al 23 di Blenheim Road ma la sua attenzione è rivolta al civico 15 dove Jess e Jason vivono quella che agli occhi della protagonista è l'esistenza perfetta. Lui è moro e robusto, un tipo protettivo con una bella risata argentina, lei è minuta, graziosa, con la carnagione chiara e i capelli biondi, corti.
Ma non sempre “il giardino del vicino” è migliore del nostro, non sempre quella perfezione che immaginiamo negli altri esiste davvero. Un giorno come tanti, di Jess si perde ogni traccia.
Ed è così che Rachel apprende che Jess è in realtà Megan e Jason, Scott; che la loro relazione era problematica come quella di chiunque altro ed assiste ad un qualcosa a cui mai avrebbe pensato di dover far fronte. Le sue parole sono vane, chi crederebbe mai ad un'ubriacona? Soprattutto quando Anna, la nuova moglie dell'ex coniuge, non fa altro che buttare “carne al fuoco” per screditare quella che crede essere una minaccia.
Megan non può essersi volatilizzata, deve esserle accaduto qualcosa. Un motivo, una ragione per la quale si è allontanata da casa, per la quale ha rinunciato a tutto. E se non se ne fosse andata volontariamente? Se qualcuno o qualcosa l'avesse costretta? E se le fosse stato fatto del male?
Gli inquirenti sono in stallo, non hanno prove per fermare alcun sospettato ne una vera e concreta idea di quel che potrebbe essere successo; per Rachel, colei che all'inizio del componimento è percepita dal lettore quale una persona sgradevole, inavvicinabile, rude, venire a capo del mistero è un (nuovo) obiettivo dalla portata tale da significare anche un beneficio inaspettato , volendo una rinascita...
Stilisticamente il romanzo è accattivante, solletica la curiosità di chi legge spingendolo a risolvere egli stesso l'enigma. Scritto sotto la forma del diario alternando più voci narranti (Rachel, Anna, Megan) ed avvalorato da un ben costruito intreccio, il testo scorre rapido giungendo celermente a conclusione e giustificando il successo avuto. Un fenomeno da 2 milioni di copie in 5 mesi, piacevole e dalla ben ponderata suspence.

“La vita non è un paragrafo, e la morte non è una parentesi”.

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La ragazza del treno 2017-03-26 19:28:37 ALI77
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ALI77 Opinione inserita da ALI77    26 Marzo, 2017
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RACHEL, MEGAN E ANNA


La ragazza del treno è uno di quei romanzi che non mi convinceva appieno, forse perché in molti ne parlavamo e alcune volte con recensioni anche negative.
Ho aspettato a leggerlo proprio perché volevo che il clamore si affievolisse ma nonostante tutto il romanzo rimane ancora in classifica, causa l’uscita del film e la riedizione con la cover della pellicola cinematografica. Ho trovato questo thriller molto incalzante e ricco di suspence, lo stile dell’autrice porta il lettore a continuare incessantemente la lettura fino alla conclusione della storia.
Non si può che provare simpatia per Rachel, che vive un momento di forte crisi nella sua vita, beve, mangia molto, ha perso il lavoro e si sente estremamente sola da quando il marito l’ha lasciata per un’altra donna.
Ogni mattina prende il treno per andare a Londra, fingendo con la sua amica/coinquilina di andare a lavorare, e nella corsa verso la città vede continuamente una coppia alla quale dà dei nomi inventati e si immagina come possa essere perfetta la loro vita e gli invidia perché vorrebbe anche lei essere ancora felice con il suo ex marito.
Un giorno la ragazza che lei vede attraverso il treno, Megan, scompare e per lei diventa una questione fondamentale capire e scoprire cosa sia successo alla ragazza.
I capitoli sono alternati, troviamo tre voci narranti, quella di Rachel, Megan e Anna la nuova compagna dell’ex marito della protagonista. Il lettore non può che “odiare” il personaggio di Anna così pieno di sé e così egoista, tanto da non aver sensi di colpa per quello che ha fatto a Rachel, in fin dei conti è stata lei ad essere l’amante e non il contrario. Fino alla fine il suo personaggio rimane sempre della stessa opinione nei confronti di Rachel, non ha un’evoluzione oppure un’ammissione della colpa che ha compiuto nei confronti della donna.
Nei capitoli di Megan, conosciamo la dura vita di questa ragazza, disseminata di uomini e storie sbagliate, una donna fragile, succube della sua bellezza ma che ci risulta un personaggio da compatire più che da colpevolizzare.
Rachel, invece, così fragile e così impaurita anche di se stessa, dove l’alcool alcune volte le fa vedere cose non reali ed estramente sbagliate, che non viene creduta da nessuno nemmeno dalla polizia che non ha nessun dubbio su di lei, la considera solo una povera pazza ubriacona e che non crede alle sue parole, al suo disperato bisogno di aiuto.
Lo stile del romanzo è molto scorrevole e serrato e fino a trequarti della storia, avevo dei sospetti sul possibile colpevole, anche se di capitolo in capitolo la mia opinione passava da un personaggio all’altro.
Ho trovato il finale alquanto scontato, sicuramente questo successo è dovuto più alla pubblicità giusta che è stata fatta al libro e non al valore reale dell’opera stessa.
Un buon thriller che non annoia il lettore, con alcuni punti su cui si può riflettere, sul valore della fiducia, sull’amore incondizionato verso un’altra persona e sulla fragilità delle persone che a volte a causa di un trauma reagiscono in maniera differente.

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La ragazza del treno 2017-01-11 12:04:47 Vincenzo1972
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Vincenzo1972 Opinione inserita da Vincenzo1972    11 Gennaio, 2017
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i buchi della vita non si chiudono più..

Anche chi nella propria vita non è mai stato un pendolare può facilmente immaginare che il dilemma, il cruccio più grande per un viaggiatore cronico è quello di trovare un modo piacevole per trascorrere i minuti, le ore necessarie per giungere a destinazione.
Le alternative sono diverse e mi piace pensare che, a seconda della scelta, si possa anche intuire qualcosa sulla personalità del pendolare: c'è chi in treno si lascia cullare dal suo movimento sussultorio e, incurante del rumore di sottofondo, anzi forse incoraggiato da esso, si addormenta senza remore e senza vergogna e senza timore di perdere la propria fermata perchè ormai il suo orologio corporeo è perfettamente sincronizzato con la corsa del treno.
C'è invece chi, tendenzialmente dotato di una personalità più dinamica e solerte, preferisce impiegare quel tempo leggendo, lavorando, giocando, chattando o genericamente cazzeggiando; rientrano in questa categoria anche gli iper-loquaci, facilmente riconoscibili perchè cercano sempre posti poco isolati, e hanno bisogno di parlare, parlare, non importa di cosa o con chi, l'importante è parlare.. inutile dire che sono mal visti dalla precedente categoria.
Poi c'è il sognatore, ipnotizzato dallo scorrere comunque mutevole del mondo al di là del finestrino, con lo sguardo puntato all'infinito e la mente persa nell'indefinito.
E infine c'è chi, come Rachel, 32 anni, nel suo viaggio giornaliero di andata e ritorno verso Londra, osserva. E pensa.
Pensa a quando era felice mesi prima nella sua casa al civico 23 di Blenheim Road, proprio vicino ad una delle fermate del suo treno che adesso non è più la sua fermata, perchè quella non è più casa sua: ci vive ancora il suo uomo Tom, con la nuova compagna Anna, tanto lesta nel rubarle l'uomo quanto spregiudicata nell'occupare quella casa che lei ha tanto desiderato ed amato.
I pensieri corrono indietro nel tempo mentre il treno procede nella sua corsa, vuole capire Rachel come ha potuto perdere tutto ciò che aveva conquistato, Tom, la casa, il lavoro, la sua dignità; ma non ricorda, ora la sua mente è offuscata dall'alcol che è diventato l'unico suo compagno di vita, l'unico in grado di darle conforto, se non fosse per quel suo maledetto difetto di annebbiarle la memoria. Così i suoi pensieri si interrompono, come se finissero su un binario morto.
"Ho perso il controllo di tutto. Anche dei luoghi che si trovano dentro la mia testa."

E lei non può far altro che colpevolizzarsi, se non avesse iniziato a bere i suoi litigi con Tom non sarebbero degenerati e Tom non sarebbe caduto tra le braccia, e le gambe, di quell'altra; Tom le voleva bene e non l'avrebbe mai tradita se lei non l'avesse portato all'esasperazione.
La sua vita sarebbe potuta scorrere felice e serena come quella della coppia che abita poco più in là, al civico 15: li osserva mentre sono in veranda a colazione, può notarne i particolari perchè il treno rallenta per il semaforo proprio vicino alla loro abitazione.
I loro visi sono radiosi, gli sguardi complici, si amano. Senza dubbio.
"Loro sono ciò che io ho perso. E tutto quello che voglio essere."
O questo almeno pensa Rachel quando osserva dal treno; scoprirà ben presto che la vita dall'altro lato del finestrino non sempre è come appare.

Scesa dal treno, la sua vita s'intreccerà con quella di Anna e Megan, la giovane donna che abita al civico 15 e che improvvisamente scompare senza lasciare alcuna traccia.
La narrazione, inizialmente affidata a Rachel, la ragazza del treno, viene così condivisa con le altre due protagoniste femminili del romanzo, Anna e Megan; si raccontano, si confessano, riemergono ricordi, esperienze drammatiche vissute tempo prima ma con cicatrici ancora non rimarginate e progressivamente emerge l'immagine di tre donne facilmente soggiogabili, ciascuna con un proprio demone da combattere, che sia l'alcol o un trauma del passato o il timore di perdere quanto conquistato.
Sono tre potenziali vittime delle loro stesse debolezze, contro cui cercheranno alla fine un tentativo di rivalsa.
"Sentirsi vuoto: lo capisco perfettamente. Comincio a credere che non esista una soluzione. L'ho imparato dalla psicoterapia: i buchi della vita non si chiudono più. Devi crescere intorno a loro, come le radici che affondano nel cemento, e devi rimodellarti intorno alle crepe."

Romanzo dai chiari connotati del thriller psicologico che riprende un tema ormai abusato e prevedibile perchè comune a tanti romanzi dello stesso genere pubblicati di recente: spesso il male cova e si cela dove meno ci se lo aspetta, nella quotidianietà di un ambiente familiare apparentemente felice e sereno.
Tuttavia, a fronte di una trama che non eccelle per originalità, la lettura rimane comunque piacevole grazie ad una prosa molto fluida e scorrevole... rapida come un freccia rossa.

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La ragazza del treno 2016-12-04 14:06:16 Anna_Reads
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Anna_Reads Opinione inserita da Anna_Reads    04 Dicembre, 2016
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Va' dove ti porta il treno.

La Ragazza del Treno – Paula Hawkins, 2015

Si sa che quando sono gli allievi a proporre dei titoli… gli insegnanti leggono, non fosse che per la gioia che provano.
Così ho fatto anch’io.
Che dire?
“La ragazza del treno” è un libro onesto, quasi ignavo da quanto è senza infamia e senza lode.
Parte da uno spunto potenzialmente interessante, cioè le vite degli altri che più o meno regolarmente incrociamo senza sapere nulla di loro e lo allunga decisamente un po’ troppo, a mio parere.
A narrare la vicenda si alternano diverse voci narranti femminili: Rachel, Anna e Megan.
Dal dipanarsi della storia ed “incrociando” i dati (senza grande fatica e richiesta di intuizione, va detto) scopriamo le loro storie, le loro interazioni il loro passato.
La voce “dominante” è quella di Rachel, alcolista, con un divorzio traumatico alle spalle ed aggrappata alle sole pallide vestigia si normalità che è riuscita a non mandare in frantumi.
È un personaggio poco riuscito, secondo me, perché va bene tutto, l’alcol, il dolore, il delirio etc; è anche tenera quando immagina le belle vite delle persone che coglie dal finestrino del treno.
Va bene, però dopo un po’ basta.
Che un personaggio stia a fantasticare per pagine e pagine e pagine e pagine va bene se è Anna dai Capelli Rossi e se abbiamo nove anni. Se è una trentenne e il libro è per un pubblico adulto, anche no.
Oltre alle fantasticherie di Rachel abbiamo l’assoluta superficialità di Anna (che si legge molto poco, per fortuna) e che si concede giusto un timido riscatto finale e la pretestuosità di Megan che viene inserita – a forza – giusto per portare avanti la trama gialla, a mio parere. Poco credibili le storie delle protagoniste e anche meno i personaggi di contorno.
Per quanto concerne la trama gialla…
Be’, diciamo che nessuna delle tre protagoniste ha brillato di particolare acume.
Per carità, so che spesso non si conoscono proprio le persone che sono più vicine, però qui i segni di squilibrio si vedevano tutti e i “cattivi” non erano affatto geni del male!
Di positivo c’è una scrittura scorrevole che – al di là della pochezza della trama – non tedia il lettore e porta a compimento il suo obiettivo in tempi relativamente brevi (fantasticherie di Rachel a parte).
Da leggere la mattina presto, in un treno o in un tram affollato di pendolari, magari aggrappate ad una precaria maniglia. O alla sera, in condizioni analoghe e un po’ sbadiglianti.
Non fa male, ma neppure lascia nulla dietro di sé.

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La ragazza del treno 2016-11-16 08:48:40 Phoenix25
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Phoenix25 Opinione inserita da Phoenix25    16 Novembre, 2016
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bottiglia con vista

Rachel è una pendolare alcolizzata a tratti e paranoica costantemente. Stesso treno, stesse facce, stessa coppia che osserva dal finestrino. Fino al giorno in cui vede qualcosa di diverso, che cambierà la sua vita.


Nonostante i thriller non facciano parte dei miei romanzi preferiti, ho divorato questo in un paio di giorni, non tanto per il contenuto in sè, ma per la scorrevolezza del linguaggio. Trattandosi di un romanzo dove le diverse protagoniste narrano in prima persona, il linguaggio non può che essere semplice, diretto, immediato. Ed è questo che attrae il lettore fino ad immedesimarsi nei pensieri delle 3 donne, non patteggiando per nessuna in particolare, ma diventando empatico con tutte allo stesso modo.

Finale non proprio inaspettato, se devo trovare un tasto dolente.

Ho apprezzato la scelta di narrare al femminile col punto di vista delle 3 donne, con sentimenti diversi, pensieri diversi e sensibilità diverse. (e allo stesso tempo non ho molto apprezzato come ne escano, invece, gli uomini, da questo romanzo: escluso il poliziotto, gli altri: pessimi, quasi psicopatici)

Incuriosita dalla trasposizione cinematografica, probabilmente andrò a vederlo.

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La ragazza del treno 2016-11-16 06:33:10 MATIK
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MATIK Opinione inserita da MATIK    16 Novembre, 2016
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La ragazza del treno.

"Una per il dolore, due per la gioia, tre per una ragazza, quattro per un ragazzo, cinque per l'argento, sei per l'oro, sette per un segreto che non si può dir loro."
Rachel è una ragazza sola, abbandonata dal marito e alcolizzata, ogni mattina si sposta in treno dalla periferia fino alla città di Londra, dal finestrino lei osserva sempre una coppia che si immagina sia la perfezione: innamorati, belli e complici, tutto quello che lei e Tom ormai non sono più, lei ha distrutto tutto, non è riuscita ad avere un figlio e per questo si consola bevendo, ma un giorno tutto cambia, vede la donna baciarsi appassionatamente con un altro uomo e poi poco dopo viene dichiarata la sua scomparsa.
"Non c'è sofferenza più grande né tormento più atroce del non sapere: è come una tortura senza fine."
Il libro è raccontato da tre donne: Rachel la ragazza del treno, Megan la donna spiata dal finestrino e Anna la nuova moglie dell'ex marito di Rachel.
L'autrice dipinge tre ritratti di donne complicate, instabili e deboli, per cui il lettore non è portato ad amarne nessuna, anche gli uomini del libro non sono positivi, anzi risultano equivoci, possessivi e violenti.
Il libro nel complesso risulta appassionante, intenso e travolgente, si legge velocemente perché come ogni buon thriller che si rispetti è necessario scoprire il colpevole, il tema principale è: "niente è come sembra" infatti succede spesso di pensare che gli altri stiano meglio di noi, ma la realtà spesso è diversa, perché ognuno vive piccoli o grandi dramma, ma non possiamo saperlo la nostra mente ragiona su un fermo immagine (una coppia al ristorante, una ragazza che si scatena in una danza, una donna che abbraccia un bambino ecc.) che ci porta a credere che noi abbiamo il peggio e gli altri il meglio, soprattutto se abbiamo sofferto, siamo stati traditi e delusi, tutto questo rende speciale "La ragazza del treno".
Grazie al grandissimo successo ne è stato tratto un film con la brava Emily Blunt, sono curiosa di sapere se questa versione rende giustizia al cartaceo.

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La ragazza del treno 2016-11-13 13:35:56 piquadro
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piquadro Opinione inserita da piquadro    13 Novembre, 2016
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Tutto scorre

Come il treno, che porta Rachel a osservare, immaginare e poi capire la sua vita. Un bel romanzo da leggere d'un fiato, con una protagonista insolita, finalmente dipinta non come una bellezza standardizzata ma come una donna normale, con le sue debolezze e la sua forza. La storia è originale e non cosí scontata, almeno fino a un certo punto. Ci ho messo poco a leggerlo e questo significa che è un buon libro, ottima trama di un film. Infatti andrò presto a vederlo al cinema...

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La ragazza del treno 2016-10-13 12:09:46 Nadiezda
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Nadiezda Opinione inserita da Nadiezda    13 Ottobre, 2016
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Rachel vede

Rachel è sola, non ha amici, da poco si è lasciata con il suo marito ed ogni mattina prende sempre lo stesso treno per andare al lavoro.
Questo treno la porta alla periferia di Londra e prima di arrivare a destinazione rallenta sempre di fronte a delle case.
Una di queste l’ha colpita particolarmente perché in essa vi abita una coppia che la incuriosisce e la fa sognare ad occhi aperti.
Rachel spia con ammirazione questi giovani innamorati.
Non conoscendo l’identità di questi due decide di dare loro un nome appropriato e di inventare alcune storie sul loro conto.
Per lei questa è la coppia perfetta, loro vivono una vita meravigliosa, non come la sua che sta andando allo sfacelo.
Rachel inoltre ha dei problemi seri con l’alcool, da quando non ha più un compagno le piace alzare il gomito.
Un giorno, mentre andava al lavoro vede qualcosa che la turba.
Nota qualcosa legato alla vita della coppia che ha sempre ammirato dal finestrino del treno.
L’autrice porta l’attenzione del lettore dove meglio crede, travolgendo la lettura con diversi colpi di scena e bugie.
Si tratta di un thriller da leggere tutto in un fiato.
Devo dire la verità, in un primo momento questo libro non era riuscito a catturare pienamente la mia attenzione, lo avevo trovato un po’ ridondante e ripetitivo, ma con il procedere delle pagine e dei capitoli mi sono dovuta ricredere.
Ora aspetto con ansia la visione del film al cinema.
Nel frattempo vi auguro una buona lettura!

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La ragazza del treno 2016-08-24 08:45:31 FrancoAntonio
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FrancoAntonio Opinione inserita da FrancoAntonio    24 Agosto, 2016
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Una misteriosa sparizione in salsa alcolica.

Rachel è una ragazza sola, divorziata, depressa, alcolizzata; in una parola: una sbandata. Ha pure perso il lavoro per colpa dell'alcol ed ora rischia d’essere buttata fuori di casa dall'amica Cathy che la ospita e che non ne può più delle sue quotidiane crisi etiliche. L'unico momento della giornata in cui Rachel è serena è nel tragitto in treno andata e ritorno da Ashbury a Londra, viaggio che continua a fare come una pendolare per ingannare l’amica che non sa del licenziamento, Durante l’ora di viaggio lei ama vivere le vite delle persone che intravede dai finestrini del vagone; in particolare quella di una coppia, da lei battezzata coi nomi di Jason e Jess, che abita a soli quattro numeri civici dalla casa che era sua ed ora è abitata dal suo ex marito, Tom, dalla nuova moglie, Anna, e dalla loro figlia, Evie. Jason e Jess sembrano una coppia felice e lei si è invaghita della loro serenità facendola sua. Ciò sino al brutto giorno in cui non vede Jess baciare appassionatamente un altro uomo. Il tradimento della donna la ferisce come quello da lei ha subito a causa di Tom. Dopo pochi giorni, poi, esce sui giornali la notizia che Jess (il cui vero nome è Megan) è sparita, mentre il marito Scott potrebbe essere tra gli indiziati. La polizia interrogherà anche Rachel per informazioni visto che lei, la sera della scomparsa, si era recata, per l’ennesima volta, a casa del suo ex e ne era stata cacciata in malo modo. Lei, però, non ricorda nulla di quanto è avvenuto in quelle ore a causa del tanto alcol ingerito.
Scagionata da ogni implicazione con la misteriosa sorte di Megan, Rachel continuerà a interessarsi della vicenda, un po’ nel tentativo di liberare da ogni accusa Scott, per cui prova una iniziale simpatia, un po’ per scacciare la solitudine che la opprime e restare così coinvolta nella vicenda. Alla fine verrà a scoprire fatti sconvolgenti su Megan, Scott e Tom; fatti che rischieranno di costarle la vita, ma che le faranno completamente riconsiderare tutta la sua esistenza.
“La ragazza del treno” è un romanzo sconcertante, ma per il solo motivo che appare incomprensibile il successo mondiale ottenuto.
Per quasi un quarto del volume non si riesce a comprendere dove voglia andare a parare l’Autrice: se intenda, cioè, fare un libro sulle delusioni amorose o sull'alcolismo, oppure se voglia proporre una galleria di donne stressate nell'Inghilterra odierna. Quando, infine, si comprende che il romanzo dovrebbe essere un thriller si devono attendere altre 200 pagine perché il brivido (assai blando) si manifesti, peraltro in pochissime facciate dall'esito piuttosto scontato. La suspense ed il mistero che avvolgono le vicende, inoltre, sono abbastanza moderati: un lettore attento non impiega molto a individuare l’effettivo svolgimento dei fatti e la loro prevedibile evoluzione.
Lo stile, poi, è piatto e piuttosto incolore. L’A. fa raccontare la sua storia dalla voce delle tre donne protagoniste, in una alternanza di pagine di un ideale diario giornaliero personale di ognuna di loro. Di per sé poteva essere una idea vincente. Tuttavia le voci di queste tre narratrici immaginarie sono identiche, indistinguibili l’una dall'altra: praticamente è come se la stessa persona si trasformasse da Rachel in Megan ed infine in Anna, per ritornare poi Rachel. Se il lettore non presta la massima attenzione al titolo dei vari capitoli, in cui viene precisata la voce narrante, neppure comprende quale filo narrativo stia seguendo. Mi rendo conto che non è impresa facile mutare stile al mutare del personaggio coinvolto, ma ritengo che sia un impegno che l’A. deve assumersi quando si opta per una simile impostazione narrativa.
Ma la cosa che più spoglia di piacevolezza la lettura è la caratterizzazione dei personaggi: raramente capita di trovare un romanzo in cui tutti i personaggi, nessuno escluso, dai protagonisti a quelli di contorno, sono così decisamente, inguaribilmente insopportabilmente irritanti, sgradevoli, scostanti; in una parola, antipatici.
Per nessuno è possibile instaurare quel rapporto di empatia indispensabile al lettore per partecipare alle vicende narrate. Così, anche quando il libro giunge alle pagine con un po’ di pathos non si rimane coinvolti e riesce pure difficile parteggiare per qualcuno dei personaggi, anche per quelli che, ufficialmente, sono dalla parte dei “buoni”.
Concludendo: l’idea di partenza era originale e simpatica, ma è stata malamente realizzata.

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La ragazza del treno 2016-06-20 12:31:04 violetta89
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violetta89 Opinione inserita da violetta89    20 Giugno, 2016
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Non male, ma si può fare di più!

Ecco un libro a cui facevo la caccia da tempo, finalmente ho avuto modo di leggerlo e devo dire che non sono rimasta delusa ma neanche molto entusiasta.
E' un thriller prettamente al femminile, raccontato tramite le voci di Megan, la vittima, Anna, la nuova moglie di Tom, e Rachel, la ex moglie nonché vera protagonista del romanzo. Rachel è una donna che ha avuto delle grosse delusioni dalla vita, per fuggire alle quali si è rifugiata nell'alcolismo: la sua vita è distrutta, matrimonio in pezzi, ha perso il lavoro ma soprattutto ha perso se stessa dato che non riesce più a mettersi in piedi. E' un po' una anti eroina così autodistruttiva com'è, tuttavia è anche il personaggio a mio parere più simpatico e più riuscito.
E' difficile poter raccontare per bene la trama senza fare troppo spoiler, dico solo che secondo me è un thriller che si legge bene, magari non è particolarmente impegnativo o con un intreccio impossibile, ma offre un interessante punto di vista diverso dal solito. Adesso sono curiosa di vedere come sarà il film.

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La ragazza del treno 2016-04-02 17:17:24 noemi.musica
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noemi.musica Opinione inserita da noemi.musica    02 Aprile, 2016
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Bello con riserva

Cerco di scrivere la migliore recensione evitando il più possibile lo spoiler.
Rachel è una donna senza più alcuno scopo: è stata tradita ripetutamente e mollata dal marito che lei amava tantissimo, si è data all'alcol, non ha più un lavoro e l'unica cosa che fa ancora provando un po' di piacere è di andare a Londra e tornare nello stesso orario in cui lo faceva sempre. Tutto il romanzo gira attorno al treno e alle rotaie, che sembra il protagonista indiscusso del romanzo da ogni punto di vista. I capitoli si alternano dai vari punti di vista di tre donne. Rachel la protagonista, Anna la donna con cui l'ex marito di Rachel la tradiva ed è sposato attualmente e "Jess" (Megan) la vittima dell'omicidio.
Il lato più positivo della storia è che effettivamente ti tiene appiccicato e si legge facilmente e velocemente. Le varie vicende si alternano con rivelazioni quasi ogni capitolo. L'alta cosa positiva è che effettivamente il colpevole si intuisce in più parti ma la scrittrice tenta di confonderti il più possibile fino alla fine. Tutto diventa chiaro negli ultimi 3/4 capitoli.
Noto però delle certe incongruenze e particolari che lasciano il lettore con dei punti di domanda non chiari. Non volendovi rovinare i colpi di scena vi dico solo che alcune cose sui vari racconti non tornano, tanto quanto la perenne voglia di Rachel di incasinarsi sempre di più nonostante sa benissimo che non dovrebbe (e non parlo dell'alcol ma di altro che capirete mano a mano che leggete).
Si tratta comunque di un buon libro, mi è piaciuto

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La ragazza del treno 2016-03-25 03:00:48 Simoart82
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Opinione inserita da Simoart82    25 Marzo, 2016

Meravigliosa Paula

Consiglio questa lettura a tutti e non concordo sul alcuni commenti negativi che ho letto. Questo libro è un successo di stile, la forma narrativa del "diario", da la possibilità a tutti e con grande semplicità di entrare nella vita di tre diverse donne. E non trovo giusto neanche il dover lamentare che sono protagoniste banali, stereotipi come "la donna che viene lasciata e che si da all'alcol" o "la moglie infedele"; sono personaggi i cui caratteri psicologici, sono così ben delineati da farceli riconoscere o immaginare in mille occhi incrociati per strada e questo ne rende tutta la cruda realtà. Il non stupirci di nulla, è un pò lo specchio di quello che succede oggi giorno, dove le nefandezze più estreme accadono e ci sembrano di poco rilevanza e in molti casi anche non toccandoci più di tanto. Ma fintanto che non ci riguardano. In quel caso siamo capaci di scatenare il finimondo. Con questo voglio dire che se decidiamo di farci trascinare davvero dove vuole l'autrice, nelle sue accurate descrizioni sensoriali, possiamo davvero vivere questa lettura come un'esperienza empatica. Questo ci permettere di fare un passo più in profondità, in un terreno più scomodo, angusto, un pò maleodorante e di insana facciata che tutti siamo pronti a propinare al prossimo nella vita di tutti giorni. Io credo che sia proprio lì che la scrittrice ci vuole accompagnare e una volta addentrati, possiamo prendere vero contatto con la storia. Allora non si pensa più a come finirà, a chi sarà il colpevole, alla banalità di un personaggio. Sarà come viverlo negli occhi di chi racconta, senza giudizio e questo sarà un valore aggiunto inestimabile. Un pò come quando capita di rivedere un film già visto tante volte ma che inevitabilmente continua a commuoverti. Sai già come finisce e tuttavia hai messo sin dall'inizio un fazzoletto pronto per il finale. Un altro modo di vedere, un altro modo di leggere. Come dicevo all'inizio non concordo sui commenti negativi, ma li rispetto. Molto. Vi auguro una buona lettura.

"La mamma mi diceva che avevo un'immaginazione troppo fervida; anche Tom lo pensava. Non posso farci niente: quando vedo degli abiti ridotti a brandelli, una maglietta sporca o una scarpa spiata, non riesco a non pensare all'altra scarpa e ai piedi che le calzavano. "

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La ragazza del treno 2016-03-17 21:01:46 martaquick
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martaquick Opinione inserita da martaquick    17 Marzo, 2016
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Un thriller che sembra già sentito

Mi sono decisa a leggere questo famoso libro di cui tutti parlavano con entusiasmo e adesso capisco il perché.
Indubbiamente è un thriller ben confezionato, raccontato da vari protagonisti che hanno le loro vite intrecciate già dall'inizio per poi doversi legare ancor di più per una serie di eventi.
La protagonista Rachel è un'alcolizzata cronica e amante dei treni da cui si diverte a guardare la vita delle altre persone, specialmente di una coppia in particolare, Scott e Megan.
Megan è a sua volta una narratrice di questo libro e ci racconta la sua vita nettamente in contrasto con quella di Rachel, lei è una donna attraente con un uomo bellissimo al suo fianco ma dentro di sè ha un perenne senso di ansia, cerca sempre altrove la felicità invece di guardare quello che ha già.
Rachel dal treno osserva la casa di Megan e vedrà qualcosa che non doveva vedere, e da qui ha inizio la vera parte "thriller" del libro.
Che dire, la trama è ben sviluppata e i pochi personaggi presenti sono ben delineati dalla scrittrice, anche se manca quella marcia in più. Troppi luoghi comuni secondo me: la ex moglie che si butta sull'alcol, la moglie bella ma infedele, il marito possessivo e geloso, la polizia piena di scetticismo verso la protagonista. Sono un mix di cose già sentite e risentite.
Nulla toglie a questo racconto di essere scorrevole e si legge velocemente, con la curiosità di sapere se avevamo davvero intuito il finale in modo giusto.
Lo consiglio comunque, a me è piaciuto nonostante la sua banalità.

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La ragazza del treno 2016-03-16 12:41:55 deborino
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deborino Opinione inserita da deborino    16 Marzo, 2016
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UN GIALLO QUASI SCONTATO

Era un po di tempo che non leggevo un "giallo", di certo non mi aspettavo fosse in stile "Uomini che odiano le donne" però dato il grosso successo che ha avuto questo romanzo, posso dire che mi aspettavo molto di più.
La storia è narrata dal punto di vista dei vari personaggi con salti di "scena" da un personaggio all'altro e soprattutto con salti temporali in base ai vari protagonisti, diciamo un po in stile Tarantino ma, a differenza dei suoi film, in questa storia questo stile mi ha messo un po in confusione perché ogni volta dovevo fermarmi e ragionare sul periodo di tempo (mesi avanti o indietro) di un personaggio rispetto all'altro, insomma, in sostanza mi ha confuso abbastanza le idee.
Un'altra cosa che ho notato è che solitamente mi affeziono sempre al protagonista, buono o cattivo che sia.
Stavolta, invece, odiavo la protagonista, speravo uscisse di scena (la speranza è sempre l'ultima a morire) e non sopportavo i suoi vuoti di memoria perché era praticamente sempre ubriaca.
La parte "gialla" del romanzo non è niente di inaspettato, anzi, un po la solita storia, semplice da intuire e abbastanza scontata.
Il libro di per sé è scorrevole e in linea di massima piacevole ma non aspettatevi granché, da leggere solo come passatempo, per curiosità ma date pure la precedenza ad altri libri perché non ne vale la pena.

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La ragazza del treno 2016-01-27 10:48:40 fede.book21
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fede.book21 Opinione inserita da fede.book21    27 Gennaio, 2016
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Da leggere !

Questa è una storia d'amore, di tradimenti, di alcolismo, di omicidi, di routine e di tante altre cose.
Un libro ricco, ecco quello che mi viene da pensare dopo l'ultima pagina letta di questo bel libro.
Un libro molto discusso, pubblicizzato dal passaparola e premiato. Secondo me nella sua semplicità e nel suo essere scorrevole è piacevole merita tutta l'attenzione che ha ricevuto. Perché è un libro che si lascia leggere e non annoia mai, che ti incuriosisce e che tocca più aspetti della vita non solo quello dell'omicidio.
Non ha molti colpi di scena che ti fanno sussultare però riesce lo stesso a tenerti incollato. Non va secondo me preso per un giallo e basta ma va considerato il contorno psicologico e di vita che ci coinvolge pagina per pagina. Anche perché a un certo punto capisci come va a finire,ma questo non ti rovina la sorpresa essendo una lettura piacevole fino in fondo.
In più ci sono sbalzi temporali e cambi di narrazione tra più personaggi ma in nessun punto ti perdi qualcosa o non capisci dei collegamenti, talmente è ben scritto.
Credo sia uno di quei libri da leggere qualunque sia il tuo genere preferito. Semplicemente non può non allietarti un po di ore di lettura.

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La ragazza del treno 2016-01-14 23:18:58 ferrucciodemagistris
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ferrucciodemagistris Opinione inserita da ferrucciodemagistris    15 Gennaio, 2016
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Chi spia nella tua casa?

La vita del pendolare scorre a intervalli regolati da un tempo inflessibile che non conosce tregua; ogni giorno, almeno per cinque giorni la settimana, stessi orari di partenza e arrivo, stesso tragitto, stesso segmento temporale durante il quale l’interessato sceglie come amministrare questo periodo “morto” ma necessario.

Rachel è una ragazza trentenne che decide di far trascorrere il tempo impiegato dalla sua residenza alla sede di lavoro osservando il paesaggio dal finestrino del treno; può sembrare monotono ma lo scorrere di luoghi, campagne, abitazioni, fermate di altre stazioni, la induce a osservare con estrema attenzione tutto ciò che incontra in “contromano” durante il suo pendolarismo. Scruta, in particolare, un’abitazione che le è molto familiare e, nello stesso tempo, rievoca ricordi belli che via via si sono disgregati.

Rachel è una ragazza triste, insoddisfatta, con seri problemi personali non facilmente risolvibili; un giorno nel bel mezzo del suo abituale tragitto nota qualcosa che sconvolgerà ancor di più la sua esistenza in quanto, suo malgrado, sarà testimone di un accadimento che la renderà protagonista, insieme con altre due donne con altrettante storie personali problematiche, Anna e Megan, di una situazione complessa e intrecciata dalla quale non sarà facile dipanare la matassa. Ciò che appare a prima vista non è la realtà cristallina, bensì una condizione di miserie umane nascoste sotto un velo d’ipocrisia.

Un romanzo che si legge in maniera facile, molto scorrevole, senza avere particolare pathos e clamorosi colpi di scena; una vita con un futuro nebuloso che riserva eventi imprevedibili tali da far rivedere il proprio punto di vista e, forse, trarne beneficio al fine di ridurne l’opacità.

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A chi vuol leggere un buon thriller senza particolare pathos
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La ragazza del treno 2015-12-09 17:35:42 Giulia Ludmilla
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Giulia Ludmilla Opinione inserita da Giulia Ludmilla    09 Dicembre, 2015
Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre, 2015
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carino, ma da "lettori principianti del genere"

- contiene spoiler - Ogni settimana visito una libreria (sia essa fisica o telematica) in cerca di nuovi talenti. E' così che il mese scorso mi sono imbattuta in questo romanzo d'esordio, che ho terminato in un paio di giorni. L'autrice scrive in prima persona vestendo i panni dei quattro personaggi, tra i quali spicca il punto di vista di Rachel. Rachel è una trentenne insoddisfatta della propria vita, dei cui fallimenti si vergogna al punto da mentire a tutte le persone che la circondano. Rachel è insicura, ma allo stesso tempo egocentrica e pedante. Difatti, e forse è l'effetto volontariamente ricercato e sortito, non rimane molto simpatica al lettore, così come la nuova moglie del suo ex marito Anna, debole, apprensiva e un pò credulona. Il fulcro del romanzo ha a che fare con il problema delle drammatiche amnesie di cui Rachel soffre da quando ha intrapreso la strada dell'alcolismo. La narrazione scorre molto velocemente, il libro è scritto in maniera semplice ed è piuttosto breve. Tuttavia, forse sarà per la mia esperienza nella lettura del genere, ho capito che l'assassino era Tom già dagli inizi, per il semplice fatto che l'autrice semina lungo la storia fin troppi indizi per capirlo. Per prima cosa, Tom era l'unico non sospettato e quello più improbabile perchè apparentemente privo di connessioni con la vittima, nonchè uno dei pochi personaggi coinvolti nella narrazione e, come ci insegna Camilla Lackberg nel suo "A scuola di giallo", l'assassino è sempre introdotto nei primi capitoli, quasi sempre tra i personaggi di spicco, per non lasciare il lettore disorientato ed inevitabilmente deluso di fronte alla rivelazione di un omicida dal profilo del tutto sconosciuto, magari apparso alla fine dei giochi. Infine, se come lascia intendere più volte la scrittrice, Rachel si è trovata faccia a faccia con l'assassino, come mai quest'ultmo non si è preoccupato di eliminarla dalla scena? Semplice, perchè il responsabile la conosce bene e sà che Rachel perde la memoria facilmente per il suo vizietto, tanto che viene più volte rievocato l'episodio in cui ella, secondo la versione del marito, aveva tentato di colpirlo in fase di sbornia con una mazza da baseball, ma del quale avvenimento Rachel ha al contrario registrato la sensazione di paura e non di colpevolezza. Ed è proprio grazie alle tracce lasciate dagli stati d'animo provati nei momenti di amnesia, che la protagonista riesce a raccogliere man mano le briciole per giungere alla soluzione dell'enigma. L'autrice cerca di deviare i sospetti dall'ex marito della vittima, allo psicologo, poi di nuovo all'ex marito, mettendo in evidenza del primo l'indole aggressiva, del secondo la volontà di liberarsi dalla paziente (diventata scomoda e ossessiva per il rifiuto da lui subito ed inoltre è incinta), in un gioco di rimbalzi poco convincente. Tuttavia, nonostante sapessi già l'identità dell'assassino, ho trovato il finale più gratificante di quanto mi aspettassi, perchè ha portato alla ribalta il lato forte e ribelle (finora sopito) del personaggio di Anna, che finalmente si è data una svegliata e ha agito con determinazione per proteggere il suo futuro e quello della figlia. In definitiva, "la ragazza del treno" non è neanche lontanamente tra i migliori gialli che ho letto, ma lo consiglio ugualmente per i neofiti che si avvicinano al genere, dal momento che presenta le regole basilari e i meccanismi universali di costruzione del giallo/thriller/poliziesco.

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neofiti del genere giallo-poliziesco
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La ragazza del treno 2015-11-17 18:24:53 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    17 Novembre, 2015
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Chi sei veramente?

Giallo richiestissimo, gettonatissimo, tutti lo leggono, tutti lo vogliono, tutti lo apprezzano. Non potevo non essere incuriosita. E’ bello, sì, decisamente. Lo stile è originale, ci sono salti temporali, cambi di punti di vista, amnesie. Si conoscono piano piano i personaggi. Si passa attraverso la fase dell’immaginazione, fase attraverso cui passa anche la pendolare protagonista. Poi c’è un progressivo avvicinamento. Un improbabile contatto. Tante coincidenze. Tanti personaggi e tante famiglie che si intrecciano. Indubbiamente lo stile mantiene viva l’attenzione ed invoglia a proseguire la lettura in attesa di un finale che tanto scontato non è, anche se non straordinario. Il lettore vuole capire. Vuole sapere. E’ una storia che lascia anche tracce di buono, perché fa capire cosa vuol dire essere spezzati, fa capire che tanti buchi nella vita non si chiudono più, ma devi crescere attorno a loro. A modo suo, è una storia che fa anche da cassa di risonanza del problema dell’alcolismo e delle infinite e ricorrenti problematiche dei rapporti familiari. Un ottimo esordio ed una scrittrice decisamente promettente, se questo è l’inizio.

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La ragazza del treno 2015-11-01 18:54:28 Lonely
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Lonely Opinione inserita da Lonely    01 Novembre, 2015
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Jess e Jason

La ragazza del treno è una di quelle letture, facili e veloci, che ti divagano e che non lasci finchè non si svela il mistero.
Lo stile è abbastanza originale, sono tre donne che raccontano la stessa storia ognuna dal proprio punto di vista, una storia che le accomuna più di quanto loro stesse non sappiano.
Rachel è separata, un divorzio che l'ha distrutta, ha perso il lavoro, ha perso se stessa, ed è alcolizzata.Tutte le mattine prende un treno per Londra come se andasse a lavorare, in realtà una volta arrivata bighellona per la città fino a sera. Ma durante il percorso le piace curiosare dal finestrino del treno, e la sua attenzione è catturata da una coppia, che abita vicino alla ferrovia, in una villetta che è accanto alla sua casa di un tempo, che aveva col suo ex marito Tom. Rachel idealizza la coppia, al punto di fantasticare su di loro, come se fossero la coppia perfetta, Jess e Jason li chiama. Ma ciò che crede perfetto così non è.
Anna è la nuova moglie di Tom, insieme hanno una figlia. Anna odia Rachel, che continua ad essere presente nella loro vita, e odia quella casa, che era la casa di Rachel insieme a Tom.
Megan vive accanto ad Anna, con Scott, ma è perennemente insoddisfatta della sua vita, è una donna inquieta con un passato travagliato, che cerca di dimenticare, ma che ormai l'ha segnata per sempre.
Le vite di queste tre donne s'intrecciano fino a diventare una sola.
Il ritmo prima lento, poi accelera e diventa incessante e la storia è piena di colpi di scena, che coinvolgono il lettore fino alla fine, e anche se si capisce il colpevole prima che si sveli, il libro rimane comunque un bel giallo che si legge con piacere.

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La ragazza del treno 2015-10-29 10:50:21 Anaika86
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Opinione inserita da Anaika86    29 Ottobre, 2015

La realtà non è mai come sembra

La storia ruota intorno ad una ragazza trentenne, Rachel, la cui vita sembra peggiorare di giorno in giorno, da quando il suo matrimonio è finito.
Non riesce proprio a rassegnarsi all'idea che suo marito l'abbia lasciata per un'altra donna, Anna, dalla quale peraltro ha avuto una bambina (che Rachel non era mai riuscito a dargli).
Rachel affronta la sua vita con apatia,e  quasi per inerzia ogni mattina alle 8.04 prende il suo treno, diretto laddove lei lavorava prima di essere licenziata a causa del suo alcolismo. Tra bottiglie di vino e lattine di gin tonic, comincia a fantasticare sulla vita di quella coppia che ogni giorno vede fuori dal finestrino del suo treno, a cui assegna due nomi di fantasia Jess e Jason. Loro rappresentano ciò che lei ha sempre sognato ,e, quasi per uno scherzo del destino, vivono esattamente a fianco della casa che condivideva con il suo ex marito, dove ha trascorso moltissimi anni della sua vita.
Ma la realtà non è mai come sembra, e dietro l'inganno di una famiglia perfetta si nasconde un'altra misteriosa verità. Jess e Jason sono in realtà Megan e Scott.
Un giorno succede qualcosa che turba le vite di questi ultimi e per Rachel nulla sarà più come prima. Il suo destino si legherà irrimediabilmente a quello delle altre due donne protagoniste di questo romanzo, Anna e Megan, in un intreccio davvero molto ben costruito ed appassionate.
La scelta stilistica della forma del diario è interessante, anche perché nel romanzo si alternano continuamente i punti di vista delle tre donne,dando un tocco di originalità al racconto.
La scrittura è quindi semplice e diretta.
I personaggi sono ben caratterizzati, e c'è un'attenzione riservata all'universo femminile che consente di immedesimarsi prima con l'una e poi con l'altra donna.
A volte si ha la sensazione di toccare con mano quel mondo angosciante e squallido, che è quello delle protagoniste.
La storia è molto coinvolgente. Si finisce per girare compulsivamente le pagine, spinti dalla curiosità di trovare la soluzione all'enigma.
Peccato che proprio sul finale la storia perda di originalità e anzi cada nella banalità più assoluta.
Ho comprato questo libro perché ha riscosso un enorme successo e ho proseguito la lettura  entusiasta dell'intreccio ed incuriosita dal finale,che non ha reso giustizia all'intero racconto, e che, proprio per questo, a mio avviso, poteva e doveva essere diverso.
Nel complesso libro piacevole.

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La gemella silenziosa o a chi ama i thriller
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La ragazza del treno 2015-10-13 13:30:59 Francesca2213
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Francesca2213 Opinione inserita da Francesca2213    13 Ottobre, 2015
Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre, 2015
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La ragazza dell'alcool e delle ceneri

Contrariamente ai pareri negativi,che quasi tutti mi hanno dato,devo dire che a me questo libro è piaciuto!
Un omicidio,non si sa chi sia stato. Una donna scomparsa. Il marito è sempre il primo sospettato,ma il male si cela sempre dove la bontà primeggia.

In questo libro seguiamo la vita di tre donne. Tre donne totalmente diverse,ma accomunate dalla loro storia. Anna e Rachel seguono lo stesso percorso,cioè le date tra i racconti di una e dell’altra coincidono,mentre per quanto riguarda Megan siamo sempre qualche mese indietro,prima della sua scomparsa.

Anna e Rachel hanno in comune un uomo Tom,ex marito di Rachel e attuale marito di Anna,ma Anna e Rachel,come è giusto che sia,si odiano. Anna vede Rachel come una possibile minaccia,come se prima o poi la scintilla tra Tom e Rachel possa tornare. Rachel vede Anna come quella zoccola (passatemi il termine un pò volgare) che si è scopata suo marito e che se le preso senza proccuparsi della sua vita.
Rachel però non ha preso bene questo matrimonio e questo divorzio. Beve,beve per dimenticare,per stare male. Beve e poi dimentica non ricorda cosa ha fatto,ma il suo subconscio sa cosa deve essere fatto. Il suo subconscio ha una missione,ma quando Rachel decide che deve smettere di farsi del male,lì in quel preciso istante tutto precipita. I ricordi riaffiorono prepotenti,pretendono di essere ascoltati e Rachel non può far altro che accettare la verità e porvi rimedio!


Megan,invece,è una ragazza tormentata dai sensi di colpa e dalla nostalgia. Suo marito la controlla,ma a lei sta bene così perchè cerca sempre un modo per combattere questo controllo e questo le rende la vita più sopportabile,finchè un giorno di Megan non rimane solo una fotografia,una pietra e delle ceneri. Megan muore. Come? Perchè? Ma soprattutto chi è stato in grado di macchiare di sangue questi splendidi capelli biondi e privare della vita questi bellissimi occhi azzurri?
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Questo è il percorso che seguiremo. Vedremo Rachel alle prese con l’alcool,Anna alla prese con la nuova famgilia e Megan alle prese con il suo assassino. Finchè un giorno,non scopriremo la verità. Una verità che alcuni dicono di aver intuito fin dall’inizio. Io non l’ho capito e soprattutto non ci ho voluto credere finchè non l’ho letto. Poi ho accettato e sono andata avanti.E voi siete pronti per tutto questo?

Mi è successa una cosa sabato. Parlavo con un mio amico e mi stava raccontando un suo problema e mi ha detto “Al momento mi faceva sentire bene,ma poi stavo dinuovo male,era come un circolo vizioso e sono riuscito a mettere fine a tutto questo,perchè ho capito che io dovevo stare bene!” anche se non era lo stesso argomento io ho pensato subito a Rachel,la fragile donna che beve e beve e che al momento l’alcool la fa stare bene,ma dopo sta più male di prima perchè l’alcool è un amico falso,un amico solo quando c’è bisogno,ma quando si sta bene ti butta giù e ti abbandona lì,e non gli importa in che stato tu sia o cosa tu faccia quando lui è con te…l’alcool non è mai la soluzione!!

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La ragazza del treno 2015-10-06 16:29:08 cesare giardini
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    06 Ottobre, 2015
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Tre donne si raccontano (male).

Sono tre le donne che si raccontano, alternandosi nei vari capitoli : Rachel, la protagonista, ossia la ragazza del treno, che ha la brutta abitudine di curiosare dal finestrino di un treno che ogni giorno la vede pendolare alla periferia di Londra, Megan, moglie di tale Scott, manesco e poco affidabile, e Anna, con la quale convive Tom, compagno di Rachel, abbandonata per comprovata ubriachezza molesta. Le storie si intrecciano, le tre donne abitano in casette vicine, lungo la ferrovia, e finiscono per pestarsi i piedi, tra bugie, pettegolezzi, insinuazioni, sospetti. C’è da dire che Rachel non può fare a meno di scolarsi bottiglie di vino ed aprire lattine di gin tonic, ma anche gli altri personaggi non sono da meno : la poverina però, data la sua propensione all’alcool, non è molto creduta quando scopre cose che non dovrebbe vedere e delle quali lei stessa non è compiutamente convinta… Ecco che Megan scompare, iniziano le ricerche, le indagini della polizia non approdano a nulla fino ad un colpo di scena che fa da prodromo ad un secondo delitto. Insomma, per farla breve (ma come ha fatto il grande Steven King a dichiarare che il romanzo è un capolavoro di suspense e che addirittura l’ha tenuto sveglio tutta la notte !), una sequela di banalità, frasi ad effetto, stereotipi da romanzetto rosa con tonalità a volte più accese per casalinghe annoiate. La suspense, se si riesce a cogliere, è artefatta : resta solo il quadro di una periferia londinese piuttosto squallida, popolata da un’umanità senza grandi prospettive, tutta presa, oltre che dai consueti problemi del tirare a campare, da beghe sentimentali di bassa lega. La fa da padrone comunque un treno locale, che collega Londra alla periferia, tra semafori rossi e accelerate, infischiandosene, da navigato ed esperto trasportatore di umanità, di tutto quello che accade al suo passaggio. Da leggere se proprio non si ha altro per le mani.

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La ragazza del treno 2015-09-18 15:18:53 rev2011
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rev2011 Opinione inserita da rev2011    18 Settembre, 2015
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Lento e inesorabile come un treno regionale

L'opera prima di una giornalista che ha già pubblicato altro sotto pseudomino e su commissione. Un thriller scritto da una donna è diverso da quello scritto da un uomo, c'è più sensibilità più attenzione a particolari che sfuggono a un uomo. È una storia non certo originale ma raccontata in modo superbo con frequenti cambi temporali e di personaggi, operazioni che a me piacciono un mondo ma che possono distrarre un lettore disattento. Gli interpreti sono tre donne, ognuna con la sua storia piena di ferite antiche e vecchi rancori. Alla fine è difficile preferirne una al posto di un'altra. Anche la descrizione dell'ambiente, la periferia di Londra, è fatta in modo magistrale: sembra di sentire l'odore dei fumi delle fabbriche, dei vecchi pub e delle rotaie antiche sulle quali da decenni camminano vecchi treni regionali.
Sicuramente un libro da leggere e da conservare nella top list.

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La ragazza del treno 2015-09-18 13:38:24 Belmi
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Belmi Opinione inserita da Belmi    18 Settembre, 2015
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Un buon esordio

La vita di Rachel sta andando a rotoli, ancora legata al suo passato, di cui non riesce a liberarsi, vive nella menzogna e "naviga" nell'alcol. Le uniche soddisfazioni della sua vita, al momento, consistono nel chiamare e disturbare il suo ex-marito, ormai risposato con Anna, e guardare ogni giorno dal finestrino del treno.

Aspetta sempre che il treno rallenti per potersi godere lo spettacolo e tenere d'occhio la coppia della villetta accanto alla sua ex casa. In loro cerca quello che non può più avere, finché un giorno proprio da quel finestrino vede quello che non avrebbe mai voluto vedere.

Paula Hawkins ci presenta un thriller interessante, con un inizio davvero molto lento, tanto dal chiedermi se abbandonarlo o meno, per poi invece continuarlo e ricredermi.

Le tre protagoniste dei tre diari non sono proprio un bel trio. Rachel è una donna distrutta che beve così tanto da arrivare al punto di dimenticarsi le propri azioni; Anna è una donna che dopo aver rubato il marito ad un'altra, sta vivendo la maternità e la sua nuova vita non proprio al meglio ed infine Megan, bella, malinconica e sempre alla ricerca di "altro" al di fuori dal matrimonio.

Tre donne, tre vite ed un solo finale. Sinceramente tutte non molto simpatiche e per me è stato impossibile preferirne una all'altra.

"La ragazza del treno" è un libro che vi coinvolgerà, a volte vi disgusterà ma sicuramente non vi lascerà indifferenti. Lo stile è da migliorare, ma con un esordio così, l'autrice è già a un buon punto e sicuramente sentiremo ancora parlare di lei.

Lo consiglio.

Buona lettura!

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La ragazza del treno 2015-08-22 11:59:04 Sofiaa
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Sofiaa Opinione inserita da Sofiaa    22 Agosto, 2015
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Rachel, Anna & Megan

Dopo continue esitazioni, finalmente mi sono decisa a leggere questo libro. Non sapevo bene cosa aspettarmi, visto che alcuni ne parlano benissimo e altri invece ne sono rimasti delusi. Io sono nella metà. Bello, piacevole, ma non un capolavoro. L'effetto suspense c'è fino alla fine, ho apprezzato molto questo fattore. I colpi di scena si susseguono lasciando il lettore stupito ogni volta. La scrittura è piacevole e scorrevole, questo ha sicuramente favorito la lettura. "La ragazza del treno" è uno di quei libri che si leggono da soli, non ho fatto fatica a rimanere concentrata e dopo averlo posato lo riaprivo volentieri. Se siete amanti di thriller/gialli di un certo spessore, questo non è sicuramente una lettura indicata, ma in generale direi che ne vale la pena. Buona lettura :-)

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La ragazza del treno 2015-08-19 09:40:55 Christy Unbuonlibro
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Christy Unbuonlibro Opinione inserita da Christy Unbuonlibro    19 Agosto, 2015
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Rachel, un personaggio complicato

Ho letto La ragazza del treno in pochi giorni, speranzosa di trovare una storia originale e ricca di misteri da svelare. Ma purtroppo sono stata delusa, non tanto, ma sicuramente non è ciò che mi aspettavo.
La storia che procede lentamente, anche fin troppo per i miei gusti, sembra un groviglio di idee, inserite alla rinfusa e che solo con tanta calma e pazienza, il lettore può riuscire a sbrogliare.

Conosceremo tre voci diverse, tre voci di donna, anche se la principale protagonista è Rachel, che giorno dopo giorno si da appuntamento sul treno per scorgere dal finestrino momenti di vita quotidiana. Spiando soprattutto un uomo e una donna, che vivono a pochi metri dalla sua vecchia casa, due signori ai quali da dei nomi e ai quali la sua mente costruisce una storia che si allontana da quella che è la realtà.
Fin dall'inizio quindi il lettore è curioso, così come la protagonista, di scoprire di più sui due giovani amanti. Ma bisognerà aspettare un po' prima di averne una descrizione più dettagliata e precisa.
Così viaggeremo insieme a Rachel, impareremo a capirla e a conoscere ogni aspetto di lei. Conosceremo anche il suo passato, quello in cui era innamorata e che alla fine sarà importante per i fini della storia.

Rachel è un personaggio complicato, sarà difficile per chi legge comprendere se essa faccia parte dei buoni o dei cattivi. D'altronde anche lei inizia a dubitare di se stessa e della sua innocenza.
Un aspetto positivo del libro è il fatto che il lettore fino all'ultimo non riesce a capire bene cosa sia successo, ciò tiene alta l'attenzione e la curiosità durante la lettura. Come dicevo precedentemente però tutta l'idea della storia è, secondo me, poco ben sviluppata e quindi se da una parte il lettore è curioso, dall'altra quasi si annoia e perde le speranze di capirci qualcosa.
Almeno queste sono state le mie sensazioni mentre lo leggevo.
Insomma non posso dire che La ragazza del treno non mi sia piaciuto, perché l'idea di base è abbastanza originale e interessante, ma diciamo che non mi ha fatto impazzire come avrei sperato.

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La ragazza del treno 2015-08-16 07:57:52 Vany
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Vany Opinione inserita da Vany    16 Agosto, 2015
Ultimo aggiornamento: 16 Agosto, 2015
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La memoria è il cassetto più difficile da aprire

Rachel è una ragazza che non è riuscita a non rovinarsi la vita...aveva un matrimonio, un lavoro ed una vita felice. Ma a volte, basta un test di gravidanza che non diventa positivo a rovinare tutto. Senza nemmeno rendersi conto Rachel sprofonda in una grave dipendenza dall'alcool, perdendo tutto ciò che ha. Amore, lavoro e felicità. L'unico conforto che Rachel riesce a trovare è la quotidianità e la sicurezza che trova in quel viaggio in treno per Londra, che parte sempre, tutte le mattine, alle 08:04. Il treno si ferma sempre davanti alla casa di una coppia che presto Rachel idealizza, addirittura arrivando ad affezionarcisi. Tuttavia, ben presto, l'affetto che a Rachel monta dentro per questa coppia di sconosciuti si trasformerà in una ossessione, portandola a scoprire cose che, sebbene devastanti, la porteranno a mettere finalmente la parola fine al suo passato.
Racconto molto scorrevole e piacevole. Ben sviluppato, con la forma di un diario, quindi in prima persona, alternando le voci narranti delle tre protagoniste. Ciò che colpisce è la capacità descrittiva della scrittrice che, sebbene si trovi al suo primo romanzo (che è diventato un caso in molti parti del Mondo!), dimostra di poter competere con scrittrici ben più mature.
Nulla di particolarmente ricercato, ma lettura piacevole da accompagnare all'ombrellone!

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La ragazza del treno 2015-08-14 13:41:16 Sydbar
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Sydbar Opinione inserita da Sydbar    14 Agosto, 2015
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La luce oltre la nebbia

Un buon thriller, seppur all'inizio sia un po' troppo lento ma poi prende i suoi giri e si lascia leggere. Uno stile narrativo che è caratterizzato dal racconto di una storia da tre punti di vista differenti, abbiamo tre protagoniste donna che ci conducono insieme alla conclusione di una storia così tanto nebulosa ma dal finale altrettanto lampante che raccontano una storia dal proprio vissuto ma alla fine come si comporteranno?
Capitoli non molto estesi ci portano a divorare l'opera, anche tra alti e bassi.
Davvero un valido esordio che mi sento di consigliare...cosa davvero vedono i nostri occhi e soprattutto cosa vorremmo che essi vedano per noi?
Buona lettura a tutti.
Il Syd

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La ragazza del treno 2015-08-10 07:48:10 Pupottina
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Pupottina Opinione inserita da Pupottina    10 Agosto, 2015
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23 Blenheim Road

"Non pretendere che io abbia la testa sulle spalle. Non posso. Non con te."
LA RAGAZZA DEL TRENO di Paula Hawkins è un thriller psicologico, tendente al giallo, con una struttura narrativa avvincente.
La mente nasconde sempre moltissimi segreti. Anche quella della protagonista, Rachel, abituata a spiare le vite degli altri per non riflettere sulla propria. È sola. Divorziata. Ogni giorno prendere il treno: la mattina per andare, il pomeriggio per tornare dal lavoro a Londra. Il viaggio in treno è il suo momento preferito della giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare le vite degli altri e fantasticare. Nessuno la vede. Nessuno sa di essere spiato.
In particolare, le piace spiare una coppia, un uomo e una donna, senza nome, che ogni mattina fanno colazione in veranda. Rachel dà loro dei nomi, si affeziona alla loro routine, che un tempo aveva anche lei, quando era sposata con il suo Tom. Per lei, quella coppia di estranei rappresenta la coppia perfetta dalla vita perfetta. La sua vita invece è tutt'altra cosa.
L'apparente tranquillità su cui poggia la vita di Rachel viene rotta, una mattina, quando su quella veranda, vede qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. Quel momento rappresenta per Rachel lo spartiacque tra la serenità e lo sconvolgimento totale. Rachel deve analizzare anche se stessa per comprendere ciò che ha visto e che non riesce più a ricordare.
A narrare le vicende sono tre donne, Rachel, Anna e Megan, nei loro diari. Ogni giorno il lettore può scoprire cosa hanno fatto. I piani temporali, però, sono differenti, cioè non seguono l'ordine cronologico, ma distribuiscono eventi, elementi e dettagli per accrescere la curiosità di chi legge e scopre l'evolversi degli eventi, una pagina dopo l'altra, saltando da n periodo all'altro. Questo meccanismo cattura il lettore, man mano che vengono disseminati indizi e delineate situazioni. Una suspense crescente accompagna le azioni della protagonista, mentre cerca di ritrovare i tasselli mancanti alla sua memoria. Lei ha un grave problema di alcolismo e la mancanza di lucidità le crea confusione nei pensieri e nei ricordi. Rachel è una donna abbandonata da tutti, ma tenace nel voler salvaguardare l'ombra di perfezione che vede negli altri.
Il ritmo della narrazione diviene man mano più incalzante fino allo sconvolgente colpo di scena. I misteri della mente umana sono tanti e non sempre chi appare equilibrato lo è davvero e viceversa.

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La ragazza del treno 2015-08-04 05:50:46 cosimociraci
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cosimociraci Opinione inserita da cosimociraci    04 Agosto, 2015
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Quello che le donne non dicono

Per cominciare vorrei fare un elogio all'autrice, Hawkins Paula. Potrete pensare che mi limiterò a dire che come libro di esordio è un gran bel romanzo. Invece voglio andare oltre. La ragazza del treno è un romanzo che sembra scritto da chi ha maturato anni come scrittore di gialli deduttivi. Il romanzo della vita come "Harry Quebert" per chi vuol cogliere l'associazione.

La narrazione è sapientemente divisa in tre diari appartenenti a tre donne le cui vite sono interconnesse tragicamente: Rachel, Megan e Anna.
Le tre donne protagoniste raccontano la propria vita, la propria versione dei fatti quasi in modo disordinato proprio come disordinati sono i pensieri di chiunque abbia vissuto una vita travagliata.

Hawkins è la prova che le protagoniste di un romanzo, scritto da una donna, sono spesso più vere rispetto ai personaggi maschili che impersonificano stereotipi testosteronici sempre più spesso lontani della realtà.
E' schioccante, quasi imbarazzante, la debolezza di Rachel, ma è proprio questa debolezza che mi fa parteggiare per lei, che me la fa sentire così vicina. Non è forte, ma tenace e testarda come solo una donna può esserlo.

Questo libro racconta tutti i piccoli misteri che esistono appena al di fuori di quello che vediamo in superficie. Cosa succede dietro le porte chiuse? Quanto si può mai veramente conoscere una persona?

Una notevole suspense si accumula con empatia per un personaggio centrale insolito che spesso mi ha fatto provare sensazioni di angoscia. Quando un libro provoca sensazioni del genere vuol dire che l'autore o l'autrice hanno colto nel segno.
Anche se il mistero si intuisce ai due terzi del libro, per il finale bisogna aspettare l'ultima pagina.

Terrò sicuramente d'occhio Hawkins Paula.

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La ragazza del treno 2015-07-27 13:25:42 aeglos
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aeglos Opinione inserita da aeglos    27 Luglio, 2015
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TRE DONNE....TRE DIARI......TRE PUNTI DI VISTA....

Mossa da tanta curiosità del perchè parlassero tanto di questo libro ultimamente, ho deciso di leggerlo, anche chiaramente atratta dalla trama, forse essendo io una ex pendolare!
La copertina è geniale secondo me, un'immagine semplice, ma che riesce a rendere bene l'idea della velocità del treno e quindi del racconto; persino al tatto è diversa dalle altre...sembra quasi velluto.
Il libro è scritto sotto forma di diario, pagine scritte da tre donne e le loro vite che si collegheranno a loro insaputa.. Paino piano tutto combacerà e i puzzle troveranno la loro sistemazione.
Ma veniamo alle tre donne protagoniste della storia.
Megan, la donna che Rachel vede ogni giorno dal treno, donna che sembra forte, sensuale, fedele e piena d'amore per suo marito.
Rachel, la pendolare che fa finta ogni giorno di andare a lavorare, una ragazza che sembra aver perso ormai tutto, lavoro, amici e l'uomo della sua vita, anche a causa del suo problema con l'alcol. Infine abbiamo a Anna, l'amante del marito di Rachel, paurosa per i comportamenti strani e opprimenti della ex moglie.
La storia inizia tranquilla, tante fermate col treno e Rachel che si sofferma ogni volta a guardare una bella coppia che abita non lontano dalla villa in cui abitava con l'ex marito, inventandosi i loro nomi e la loro vita tranquilla e serena, invidiandoli giorno dopo giorno.
Ma non può sapere che da un giorno con l'altro, tutto questo può cambiare, strane cose succedono, strani comportamenti piano piano verranno a galla e tutto non è come sembra. Le persone hanno una doppia faccia, tutte sembrano coinvolte e tutte sembrano disponibili e buone.
Rachel vorrebbe capirci di più, vorrebbe aiutare il marito di Megan nel fare più chiarezza, ma il suo problema con l'alcol le dà seri problemi di memoria; ha paura di aver fatto qualcosa di terribile, ha paura di non riuscire ad avere neanche più l'uomo che tanto amava. Il problema dell'alcolismo è affrontato in maniera reale secondo me, lei che dice ogni volta: "Non è un problema, oggi bevo per stare meglio e domani smetto". E questo domani non arriva mai.....
L'unica persona che veramente le sta ancora vicino è l'unica amica che le rimane, Cathy, l'unica che per fortuna le lascia ancora i suoi spazi e un piccolo appartamento in cui stare e che addirittura cerca di trovarle un lavoro e perdona ogni sua bugia.
Il libro è scritto in maniera molto coinvolgente, in soli due giorni l'ho praticamente divorato. Ero curiosa di sapere come potesse andare a finire, volevo conoscere la verità, proprio come Rachel. Ogni volta che leggevo un capitolo pensavo di aver capito come in realtà sono andate le cose, ma ahimè, nel capitolo successivo, gli avvenimenti cambiavano e quindi il mio pensiero ricominciava da capo....
Anche l'idea di come è stato scritto, ovvero sotto forma di diario, è un'idea particolare e che ho apprezzato veramente tanto, anche perchè è scritto in modo uniforme, per niente caotico. Ogni data ha la sua protagonista, ogni giorno ho potuto scoprire il punto di vista di ognuna delle tre donne.
Ho letto che da questo libro verrà tratto anche un film....
spero solo che sia bello e coinvolgente come lo è stato il libro.

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