La ragazza di prima La ragazza di prima

La ragazza di prima

Letteratura straniera

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Con quest'uomo ci andrei a letto. Gli ho detto poco più che buongiorno, eppure la parte più segreta di me, quella che sfugge al mio controllo, ha già espresso il suo giudizio. Lui mi tiene aperta la porta della sala riunioni e persino questo piccolo gesto di cortesia mi sembra carico di significato. Non posso credere di essere a un passo, un solo piccolo passo, dall'aggiudicarmi la casa che lui, Edward Monkford – un innovatore, un architetto riservato e profondo –, ha progettato e realizzato in Folgate Street, civico 1, Londra. Una casa straordinaria. Un edificio che coniuga l'avanguardia europea ad antichi rituali giapponesi. Design minimalista di pietra chiara, lastre di vetro insonorizzate e sensibili alla luce, soffitti immensi. Nessun soprammobile, niente armadi, niente cornici alle finestre, nessun interruttore, nessuna presa elettrica. Un gioiello della domotica, dove tutta la tecnologia è nascosta. Una casa che però ha le sue regole, il Regolamento come lo chiamo: se diventerà mia non dovrò soltanto rinunciare a tappeti, fotografie alle pareti, piante ornamentali, animali domestici o feste con gli amici, ma dovrò plasmare il mio carattere, accettare una concezione della vita in cui il meno è il più, in cui l'austerità e l'ordine sono la purezza, e la sobrietà la ricompensa. Perché lui vuole così, perché lui è così. Ha voluto sapere tutto di me, mi ha chiesto un elenco di tutte le cose che considero essenziali per la mia vita. Dicono che quest'uomo, dai capelli di un biondo indefinito e dall'aspetto poco appariscente, con gli occhi di un azzurro chiaro e luminoso, sia un architetto eccezionale perché non cede a nessuna tentazione. Tuttavia, la casa è già stata abitata, una volta. Da una ragazza della mia stessa età, quasi una mia gemella, mi hanno detto. Anche lei, come me, non insensibile al fascino di quest'uomo. Una ragazza che tre anni fa è morta. In questa casa.

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La ragazza di prima 2017-05-15 15:37:24 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    15 Mag, 2017
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Una casa troppo perfetta.

La ragazza di prima è un libro che rispetto ai soliti thriller definiti domestici, aggiunge un elemento in più: una casa iper-tecnologica che registra costantemente e raccoglie informazioni che promettono di essere utilizzate per migliorare la vita di chi vi abita.
Con l'intento di disagiare il lettore fin dalle prime pagine, il fatto che Jane, come Emma, prima di lei, abbia accettato di vivere al numero 1 di Folgate Street acconsentendo ad una serie di regole limitanti ci fa sentire immediatamente oppressi e quasi soffocati. Chiunque avrebbe voltato le spalle a richieste tanto assurde, Jane, invece, si lascia totalmente influenzare dallo stile di vita imposto dalla casa e dall'uomo che l'ha ideata. Con lui la ragazza intraprende una relazione d'amore ambigua. Con la stessa facilità con cui Jane abbraccia le regole del contratto, così accetta Edward e la sua personalità prevalicante ed ossessiva.
Dopo un buon inizio, il libro prosegue in una storia confusa e con un finale scontato dovuto ad una lista di sospetti davvero troppo corta. Le storie di Jane ed Emma sono narrate a capitoli alterni e si accavallano e sono troppo simili. L'idea dell'autore di sottolineare la similitudine nella vita delle due donne, messa in pratica risulta ridondante e superflua. L'interesse del lettore è risvegliato con qualche rivelazione sul passato di Emma, che però crolla distrutto da scene di erotismo che stonano, laddove ci sarebbe bisogno di suspence. Visto il contenuto esplicito questo libro non è adatto a tutti, ma sarà sicuramente apprezzato da chi ha letto libri come Maestra di Lisa Hilton, ed ama la mescolanza tra thriller psicologico, storie d'amore ed erotismo. Personalmente non l'ho apprezzato particolarmente, è troppo assurdo per i suoi contenuti e nella sua trama. Scontato e molto banale. Mi dispiace.

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Consigliato a chi ha letto...
Consigliato a chi ha letto ed amato Lisa Hilton, Maestra.
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