La via del male La via del male

La via del male

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La via del male è il terzo libro della serie di J. K. Rowling con protagonista l’investigatore privato Cormoran Strike e la sua assistente Robin Ellacott. Quando un misterioso pacco viene consegnato a Robin Ellacott, la ragazza inorridisce nello scoprire che contiene la gamba amputata di una donna. Il suo capo, l’investigatore Cormoran Strike, è meno sorpreso ma non per questo meno preoccupato. Ci sono quattro persone nel suo passato che pensa potrebbero essere responsabili, e Strike sa che chiunque di loro sarebbe capace di tale brutalità. Con la polizia focalizzata sul sospettato che Strike ritiene sempre più essere innocente, lui e Robin prendono in mano il caso e si immergono nei mondi oscuri e contorti degli altri tre uomini. Ma altri fatti orrendi stanno per accadere, il tempo sta per scadere per due di loro.

Recensione della Redazione QLibri

 
La via del male 2016-06-28 04:49:14 lapis
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lapis Opinione inserita da lapis    28 Giugno, 2016
Ultimo aggiornamento: 01 Ottobre, 2016
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Questa non è l’estate dell’amore

J. K. Rowling si ripropone ai lettori nelle vesti del giallista Robert Galbraith con il terzo episodio della serie dedicata all’ombroso investigatore privato Cormoran Strike e alla sua simpatica e intraprendente assistente Robin.

Nei meandri di una Londra che si agghinda a festa per le nozze reali del 2011 si cela un misterioso e pericoloso assassino, che non solo si diverte a uccidere e smembrare giovani donne, conservandone pezzi come macabri trofei, ma lo fa secondo un piano di vendetta disegnato nei minimi dettagli. Un piano che ha una vittima d’eccellenza: Cormoran Strike.

Quando Robin riceve un pacco contenente una raccapricciante gamba di donna, Strike comprende subito che questa volta, ad essere finito nel mirino di un folle killer, è proprio lui. Ma il colpevole non può essere un uomo qualunque, va ricercato nel suo passato. E lui conosce solo tre uomini che hanno un’indole tanto feroce e violenta e, soprattutto, un conto aperto nei suoi confronti da saldare. Uno dei tre è l’assassino. La polizia indaga ma il tempo scorre veloce e non si può più aspettare perché la posta in gioco è davvero alta per Strike: la propria reputazione, l’incolumità di Robin, il futuro stesso dell’agenzia investigativa, messa duramente alla prova dalla cattiva pubblicità attirata da questa vicenda. E allora, che indagine sia.

Il talento narrativo dell’autrice è sicuramente riconoscibile. Mette subito in campo gli elementi necessari ad infiammare la curiosità del lettore, per poi accompagnarlo con la sua fluida ed elegante penna in un viaggio di seicento pagine in cui racconta a poco a poco le storie dei possibili colpevoli, dissemina con estrema lentezza gli indizi da raccogliere tra appostamenti, intuizioni e interrogatori e rivela molti tratti dei protagonisti principali, addentrandosi nei momenti più oscuri e difficili del loro passato.

Il risultato è sicuramente un libro godibile e intrigante a cui però manca a mio avviso qualcosa: il ritmo è fin troppo blando, la suspense a tratti scarsa mentre l’atteso epilogo si esaurisce, al contrario, in una manciata di affrettate e vagamente insoddisfacenti pagine. Da apprezzare invece la capacità di orchestrare i diversi elementi dell’indagine, lo stile e, soprattutto, l’abilità nel caratterizzare e descrivere i personaggi. Pur non avendo letto i precedenti capitoli di questa saga, è stato facile affezionarsi ed entrare in sintonia con i protagonisti: Strike e Robin sono più di un investigatore e della sua assistente, prendono vita e spessore, anche interiore, e non possiamo che affezionarci a loro, aspettando le prossime avventure per scoprire come si evolveranno le loro storie, non solo professionali.

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La via del male 2017-02-17 15:33:53 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    17 Febbraio, 2017
Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio, 2017
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Shacklewell's Killer.

Londra, 2011. Siamo in periodo di nozze reali quando Robin, la fedele e diligente assistente di Cormoran Strike, riceve il più inconsueto dei doni: un pacco contenente la gamba di una ragazza. Lo shock che ne segue e le indagini che si dipanano fanno immediatamente comprendere al duo che quel che si trovano davanti non è un semplice omicida, dietro i gesti efferati che segnano ogni suo delitto si cela un antico rancore che ha quale destinatario niente meno che il nostro investigatore privato. E quale miglior modo di colpirlo se non quello di, cercando di mettere le mani su quella alleata che da quasi un anno lo spalleggia in tutto, far crollare la tanto difficoltosamente costruita agenzia e riaprendo ferite di un passato mai guarite? Il tempo scorre inesorabile, tre i sospettati di quelle continue e ripetute morti inspiegabili ed efferate.
E’ così che si apre “La via del male”, terzo ed interessante capitolo che vede la Rowling indossare le vesti di Robert Galbraith e che vede sviluppare la trama attorno a quei due protagonisti che sin dalle prime pagine de “Il richiamo del cuculo” hanno saputo conquistare, in un crescendo continuo di piacevolezza, il lettore. Ed è proprio in questo episodio della saga che si hanno i maggiori colpi di scena, tanto dal punto di vista narrativo – essendo l’intreccio veramente ben costruito e solido – quanto da quello emotivo tra la coppia di detective instancabili. Al tutto si somma un innegabile talento narrativo, dove ogni parola, ogni descrizione, ogni dialogo finisce col conquistare chi legge, che nonostante le quasi 600 pagine non solo divora il giallo, ma fatica a staccarsene. Un po’ lenta la parte analitica destinata ad ogni presunto colpevole ma di fatto necessaria ed indispensabile non solo a comprendere maggiormente gli avvenimenti, ma anche, il passato di Strike, uomo riservato e chiuso a riccio su ogni fronte.
L’opera, inoltre, ripercorre e rianalizza le precedenti indagini del mutilato, permettendo così, anche a chi non ha letto dei precedenti capitoli, di potersi avvicinare senza difficoltà alle avventure dell’ex militare.
E vogliamo parlare del finale? Ovviamente no, altrimenti vi rovinerei la sorpresa, mi limito semplicemente a dirvi che l’autrice non si smentisce riuscendo, con un epilogo aperto, ad incrementare nuovamente la curiosità di quell’avventuriero che, dopo aver scoperto l’identità del reo, pensava, scioccamente, di aver risolto ogni dilemma. Quale errore! Cosa ci riserberà, sorge spontaneo chiedersi, la cara vecchia J.K. in quel quarto e prossimo capitolo della serie?
In conclusione, “La via del male” è un romanzo dove la Rowling si diverte e ci fa divertire – nonostante il macabro argomento –, un elaborato dove i personaggi prendono vita e spessore, dove ci si stacca in parte dal tipico stile british e dall’impostazione dell’enigma che aveva caratterizzato “il richiamo del cuculo” e “il baco da seta” (dove non mancava il soggetto x che si rivolgeva all’investigatore per indagare sulla morte o sulla sparizione della persona y) e dove è evidente una crescita stilistica e narrativa di una scrittrice versatile che sa cambiare panni a seconda delle necessità.

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La via del male 2016-10-01 15:02:02 cesare giardini
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    01 Ottobre, 2016
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Cormoran e Robin, un formidabile duo.

J.K.Rowling, la creatrice della saga di Henry Potter, si cimenta con successo nel giallo con lo pseudonimo di Robert Galbraith. E’ scrittrice raffinata, di grande talento, capace di coinvolgere il lettore e tenerlo sulla corda sino all’ultimo capitolo. Un investigatore privato, Cormoran Strike, noto per la sua straordinaria abilità e la riconosciuta capacità di risolvere i casi più complicati. indaga su una serie di delitti compiuti da un serial killer psicopatico che fa a pezzi le sue vittime, conservandone macabri cimeli nel frigorifero di casa. Strike ha una straordinaria socia, Robin, preparata e coraggiosa, che riceve inaspettatamente un misterioso pacco, contenente un arto umano. Da questa singolare premessa, ha origine una storia che non ha momenti di tregua. L’indagine per risolvere il caso (e i delitti che seguiranno) è lunga e difficile, costellata da insuccessi e da colpi di scena che sembrano fuorviare il corso delle ricerche investigative. Alla fine il bravo Cormoran, con l’aiuto di Robin e non senza dissidi e incomprensioni, viene a capo dell’ingarbugliata matassa. Ma dove la Rowling (alias Galbraith) mostra le sue mirabili doti di narratrice è forse nel racconto in chiaroscuro del rapporto affettivo tra l’investigatore e la sua socia, un rapporto spesso sull’orlo della rottura, ma pur delicato, mai esplicitato chiaramente, ma solido e sempre affiorante nelle pieghe della vicenda poliziesca. Rapporto che solo all’ultimo capitolo, a indagine risolta, lascia sottendere una conclusione che spetterà ai lettori interpretare.
Il romanzo si legge con piacere, sia per la vicenda poliziesca narrata con grande abilità, sia per il contemporaneo intreccio della storia sentimentale tra i due protagonisti, trattata con delicatezza e con un inatteso finale che lascia presagire un immancabile séguito.


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Letteratura poliziesca inglese, Angela Marsons in particolare.
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La via del male 2016-08-10 14:33:05 AndCor
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AndCor Opinione inserita da AndCor    10 Agosto, 2016
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Londra e la calcatreppola: un legame inatteso

2011.
Trascorso un anno dalla risoluzione del caso Owen Quine, l'agenzia investigativa di Cormoran Strike e Robin Ellacott è oberata di lavoro e di impegni grazie alla pubblicità sui giornali e sui media. In particolare, è Robin la più indaffarata, anche perchè deve organizzare gli ultimi preparativi per il suo matrimonio con lo storico fidanzato Matthew, ma, fra le cose ordinate e ricevute direttamente in ufficio, un pacco contiene la gamba amputata di una donna. Si tratta, più precisamente, di una gamba destra, amputata nello stesso punto di quella di Strike.
L'investigatore capisce immediatamente che si tratta di una macabra vendetta nei suoi confronti e conosce ben quattro persone capaci di ordire un piano così tetro e crudele: il malavitoso "Digger" Malley, l'ultimo compagno di sua madre Jeff Whittaker e gli ex militari Donald Laing e Noel Brockbank. La pista seguita dalla polizia non convince affatto il detective, così i due si vedono costretti a condurre indagini parallele, ma bisogna fare in fretta. L'assassino conosce bene Strike e vuole aggiungere Robin alla lista delle sue vittime senza alcun indugio. Inizia così la sfida del nostro protagonista contro il suo passato, che preme per (ri)tornare più aggressivo e prepotente che mai.


A fare da contorno a una trama tanto macabra, non potevano che esserci i quartieri più reietti di Londra, dove fanno da padroni bistrattati night-club, scarti umani, vittime di infamità e pedinamenti esecrabili. Aggiungiamoci anche un incursione nel mondo poco conosciuto dei transabili, persone che odiano il proprio corpo sano e desiderano divenire disabili per sentirsi completi e in pace con loro stessi, in cui un finto Devotee può devastare definitivamente la vita di una o più persone, e possiamo affermare che gli elementi di base li abbiamo tutti.
Anche perchè, già di per sé, non è semplice pedinare e seguire le tracce di quattro sospettati quando si lavora in due, figurarsi quando si tratta di persone che ti conoscono bene e ti odiano a sufficienza da arrivare a livelli di perversione e cattiveria estremi, perchè 'Se qualcuno gli faceva qualcosa era segnato, e a un certo momento, quando si sarebbe presentata l'occasione, foss'anche dopo anni, l'avrebbe pagata. Cormoran Strike gli aveva fatto più male di qualsiasi altro essere umano e avrebbe pagato il giusto prezzo.'.

Importante sottolineare anche la novità di una narrazione a doppio livello, poichè, oltre alle canoniche vicende di Cormoran e Robin narrate in terza persona onnisciente, in alcuni capitoli viene dato libero spazio (e sfogo) all'assassino in prima persona, la cui psiche distorta è impregnata di una follia omicida quasi viscerale e ossessiva. Quasi a demistificare il concetto di misantropia in senso stretto.
Altrettanto importante è sottolineare la graduale trasformazione del romanzo da 'giallo' a 'rosa', perchè non di rado l'indagine viene accantonata per soffermarsi nel dettaglio sul rapporto in evoluzione fra Cormoran e Robin: estremamente affiatati come team lavorativo ormai da tempo, finalmente i due lasciano emergere parte del loro passato finora taciuto e, pagina dopo pagina, riga dopo riga, nasce così un'attrazione reciproca che mal si concilia con Elin Toft, presentatrice della BBC e nuova fiamma del detective, e, soprattutto, con le imminenti nozze della giovane, che tutta questa convinzione del sacro rito non è che ce l'abbia.

Promosso a pieni voti, come sempre, lo stile della Rowling, con descrizioni vivide e impressioniste dei luoghi con tanto di dettagli 'in 4D' e dialoghi mai banali e curati minuziosamente, anche se in negativo spiccano inevitabilmente le troppe (e troppo lunghe) sequenze statiche che bloccano il ritmo del romanzo e disperdono in parte una buonissima enfasi narrativa.

Concludendo, appunto positivo per il finale, assolutamente mirabolante e che lascia spazio a un nuovo capitolo della serie. La speranza, impossibile da dissimulare e da nascondere, è che arrivi il più presto possibile.

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'Il richiamo del cuculo' e 'Il baco da seta', entrambi del medesimo autore.
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La via del male 2016-07-22 05:11:45 violetta89
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violetta89 Opinione inserita da violetta89    22 Luglio, 2016
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Non sbaglia un colpo!

Non posso credere di aver già finito di leggere questo libro... E ora quanto dovrò aspettare per il prossimo?
Queste sono le prime parole che ho pensato appena ho finito di divorare "La via del male". Non c'è nulla da fare, la scrittura della Rowling si riconosce di lontano: il suo stile fluido, la sua bravura nell'alternare elementi macabri a studi introspettivi, insomma la sua forza nel tenerti incollato fino all'ultima pagina. E anche questa volta non delude, anche se devo ammettere che fra i tre di Galbraith questo al momento è quello che mi è piaciuto un pochino meno: pur essendo un ottimo libro, concordo con chi ha detto che manca un qualcosa, un po' di suspense forse. Resta comunque un ottimo thriller da leggere trattenendo il fiato fino all'ultima riga.
Robin e Cormoran sono ormai entrati nei nostri cuori: lui coi suoi modi di fare molto rudi, che però nascondono un gran cuore, lei con la sua forza e determinazione che celano una grande fragilità interiore (e qui scopriamo anche perché). Vengono descritti e caratterizzati così bene, che ormai ci sembra che siano vecchi amici che conosciamo da sempre, ed anche questo è un punto a favore dell’autrice.
Il thriller, così come i due precedenti, non è strutturato su elementi scientifici e tecnologia, ma è un giallo alla vecchia maniera, basato su indizi, su parole dette qua e là che poi sta al lettore rimetter insieme, un giallo alla Agatha Christie insomma.
Anche secondo me il finale è un po’ troppo frettoloso, avrei gradito qualche spiegazione in più, soprattutto visto anche la trama del libro. Lo consiglio comunque, e rimango in fremente attesa del prossimo!

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La via del male 2016-07-12 13:39:05 Davide Costantino
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Opinione inserita da Davide Costantino    12 Luglio, 2016

Piacevole sorpresa

Il terzo libro della serie vede Cormoran Strike, sempre a lavorare come investigatore, ancora con l'assistente di nome Robin, che via via diventa sempre più necessaria e arguta.
Un giallo noir e thriller, che però all'inizio fatica a imporsi, con un ritmo indeciso, forse a volte troppo lento. Cosa non del tutto negativa: circa a metà, ho infatti notato come fosse necessario introdurre in questo modo il romanzo, il quale mi ha costretto per due giorni di seguito a non mollarlo più, fino al famelico epilogo. Libro consigliato, soprattutto per la caratterizzazione dei personaggi, sia in ambito fisico che emotivo. Mentre nei primi due ho trovato i due personaggi leggermente oscuri, come coperti da una leggera copertina bianca, con questo li ho trovati a nudo, di fronte a me, senza più segreti. Robin e Cormoran che sono miei amici, Robin e Cormoran di cui conosco tutto. Impossibile non provare emozioni enormi per questa coppia di investigatori. Trama avvincente, pare evidente l'astuzia di Robert Galbraith nell'intasare i nostri pensieri, i nostri ragionamenti.
Forse avrei gradito un risvolto diverso, diciamo verso la fine, ma questo è una mera opinione personale, che forse collima col carattere dei personaggi. Comunque un'opera deliziosa, che merita e che offre diversi spunti di riflessione, sebbene un libro del genere non abbia questo come principale obiettivo.

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La via del male 2016-07-12 07:55:02 Belmi
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Belmi Opinione inserita da Belmi    12 Luglio, 2016
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Un terzo capitolo che non delude!

Siamo al terzo capitolo e la tristezza già mi accompagna perché dovrò aspettare almeno un anno per sapere come andrà avanti questa serie, anche perché la Rowling, che scrive con lo pseudonimo di Robert Galbraith, ci lascia proprio sul più bello e dopo seicento pagine senti che non sono state abbastanza.

I protagonisti indiscussi sono sempre loro due, l’investigatore privato Cormoran Strike e la sua bella assistente Robin, ma questa volta il registro cambia. I due sono sempre in azione, ma la vicenda li coinvolge personalmente; il criminale che sta facendo tremare le donne di Londra, non va cercato ovunque, ma solo da una parte, nel loro passato, in particolare in quello di Strike, qualcuno vuol mettere in cattiva luce l’investigatore privato più famoso del momento.

Il messaggio recapitato a Robin è chiaro, una gamba di donna con un bel bigliettino mette subito i puntini sulle “i” e fa restringere il campo d’azione su tre uomini, ma sono molte le variabili, come sempre, da valutare.

La Rowling regala agli amanti di questa serie una cosa davvero inestimabile… ci fa conoscere i due protagonisti in maniera intima, facendoci entrare nelle loro case, nelle loro storie e soprattutto nel loro passato. Negli altri due libri non ci aveva proprio lasciato a “bocca asciutta”, ma questa volta li mette veramente a nudo, e ce li fa apprezzare ancora di più. Ovviamente per darci questo ha dovuto un pochino lesinare sulla storia che rispetto alle altre è un pochino meno avvincente ma non per questo meno interessante.

Ricordo sempre che questo non è un thriller ma un giallo alla vecchia maniera, in cui i dettagli fanno la differenza e ogni parola non è detta tanto per dire ma ha un fine. Per chi cerca l’adrenalina questo non è il libro per voi, ci vuole pazienza e attenzione.

Il problema per me è che quest’autrice mi crea dipendenza e incomincio a capire cosa ha rischiato Conan Doyle quando voleva liberarsi di Sherlock Holmes e per le proteste…lo fece resuscitare.. noi lettori ci possiamo davvero innamorare di alcuni personaggi. Quindi non posso fare altro che consigliarvelo e aspettare il quarto della serie..

Buona lettura!

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Il richiamo del cuculo; Il baco da seta.
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