Le tre bare Le tre bare

Le tre bare

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La trama e le recensioni di Le tre bare, romanzo di John Dickson Carr edito da Mondadori.
Il dottor Grimaud non crede al soprannaturale. Eppure qualcosa nell'uomo che lo ha minacciato in un pub lo atterrisce, con quelle frasi tanto inquietanti quanto sconnesse. Adesso attende la sua visita, chiuso nello studio. No, non può succedergli nulla, ora che ha portato a casa quel quadro. Un quadro che rappresenta tre tombe in un paesaggio oscuro e inquietante... E finalmente un uomo con una maschera da carnevale bussa alla porta di Grimaud, si barrica con lui nello studio e lo uccide, per poi dissolversi letteralmente nel nulla... L'indagine più geniale e terribile di Gideon Fell, con la sua celebre conferenza sulle camere chiuse.

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Opinioni inserite: 1

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Le tre bare 2012-01-24 23:28:07 silvia t
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silvia t Opinione inserita da silvia t    25 Gennaio, 2012
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Le tre bare

Su consiglio di un carissimo amico ho letto un giallo, tipo di narrazione che non rientra nei miei generi preferiti.
Ciò che amo della lettura sono le infinte e dettagliate descrizioni che invadono i meandri della mia mente costretta ad utilizzare tutti i sensi per ricreare l'immagine descritta, quando ci sono troppi dialoghi ecco che il gomitolo compatto dei miei pensieri diviene un vorticare di fili che prendono ognuno la loro strada.
Per questo motivo, credo, i gialli mi piacciono poco, questo però non mi impedisce di apprezzare ciò che di bello c'è in questo in particolare.
Per prima cosa è presente una buona dose di autoironia che rende la lettura piacevole e il protagonista simpatico, il criminologo Fell, personaggio caratteristico e a suo modo umile, riconosce gli sbagli e soprattutto vi pone rimedio. Ognuno degli attori di questo romanzo è ben caratterizzato e credibile, la trama è molto ben congeniata, insomma, c'è tutto quello che un poliziesco deve avere, compreso un finale d'impatto e con tanto di spiegazione a prova d'incapace.
Allora cos'è che non mi convince? me lo sono chiesto tante volte memtre lo leggevo e Morfeo mi trovava indifesa rapendomi e portandomi con sé; quello che a me manca in questa lettura, ma forse la traduzione ha gran parte della responsabillità, è il modo in cui è scritto, parlo di sintassi e di scelta del vocabolario. Per fare un paragone cinematografico, lo trovo come un film con due inquadrature fisse, senza il minimo guizzo da parte del regista, dove tutta la struttura è retta dalla trama; requisiti necessari, ma, a mio avviso, non sufficienti a far si che un libro possa rimanere dentro.
Credo comunque che per gli amanti del genere sia molto piacevole.

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