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Lo yàtaghan

Lo yàtaghan

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura europea
Autore Anthony Latiffi

Editore

Casa editrice Edizioni Controluce


La trama e le recensioni di Lo yàtaghan, romanzo di Anthony J. Latiffi pubblicato da Edizioni Controluce. Lampeggia come Excalibur, saetta come in una pellicola wuxapian: è lo yàtaghan, la tradizionale sciabola ricurva turca che impugna Mark Barleti, ispettore dell'Interpol, per portare a compimento la vendetta contro chi gli ha ucciso moglie e figlio nell'attentato alla metropolitana di Mosca del '99. Giunto dall'Europa nella Grande Mela per scovare i responsabili, il poliziotto, con l'inatteso e determinante aiuto dell'affascinante Natalie, riesce a infiltrarsi prima nella mafia russa e poi nelle ancor più impenetrabili file del terrorismo islamico. Un thriller a tinte forti, sullo sfondo della New York ferita e agonizzante del dopo 11 settembre, dove l'antica spada scandisce la guerra personale di un moderno Conte di Montecristo assetato di rivalsa.

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Recensione Utenti

Opinioni inserite: 4

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Particolare, ma colpisce

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5 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

Ho acquistato il libro grazie a una recensione comparso su Qlibri qualche settimana fa. Devo dire che mi è piaciuto, anche se il finale è decisamente crudo, ma ance sorprendente, direi. Inizi a leggerlo e ti sembra un testo inconsistente, superficiale, eppure non lo è. Di questo ci si rende conto mentre vai avanti con ma lettura. E' un'opera ricca di contenuti ed eventi... a farla breve, non ti annoi mai. Mi sarebbe piaciuto un finale diverso, visto che questo povero cristo di nome Mark ne passa di cotte e di crude.
Inoltre, se qualcuno volesse sapere qualcosa in più sul mondo arabo e sul fondamentalismo islamico, dentro questo libro si trovano informazioni importanti.
E' scritto benino, direi, con tanta forza narrativa, e i dialoghi sono senza dubbio il cavallo di bataglia dell'autore, ma i personaggi sono abbastanza stereotipati che sembrano quelli dei film polizieschi dell'oltreoceano. Ho trovato, però, originale, e anche curioso, il modo di raccontare che ha questo albanese. E' insolito... è atipico, e non sai dargli una precisa etichetta; si direbbe quasi cambiasse stile da un capitolo all'altro.
Credo sia questo insieme di cose a far sì che un libro semisconosciuto come questo venisse preso sulserio.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto... i polizieschi o in noir dell'oltreoceano
 

Il ruolo fondamentale della copertina ben riuscita

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6 persone su 6 hanno trovato questa recensione utile

Ho comperato il libro per puro caso, ero alla Feltrinelli di Milano e mi ha colpito la copertina; questo rosso intenso squarciato dalla spada non passa inosservato... L'ho letto durante le vacanze, e devo dire che mi è piaciuto molto. c'è tanta azione, e i colpi di scena sono a bizzeffe. La mia prima impressione? Un'opera ricca, scritta in maniera semplice, ma con molta forza narrativa. L'ha letta anche la mia ragazza (l'ho convinta io a farlo), ma non è rimasta molto entusiasta, a parte la storia d'amore tra Mark, il personaggio principale, e la bella Natalie. Quando finisci di leggero "Lo Yataghan", ti rimane un po' di amaro in bocca... la fine è tremenda, e per il momento pensi a una storia triste creata a quattro mani per colpire il lettore dove non se lo aspetta, però, è importante sottolineare che anche dopo tanti giorni di averlo finito di leggere, ci penso a quella storia... Non so se si possa definire un bel libro, nemmeno originale, non sarei in grado di dare un giudizio generale, ma giuro che è difficile chiuderlo e infilarlo in uno scaffale per non riaprirlo mai più, come mi succede con alcuni libri di questo genere. non lo avrei letto se non fosse stato per la copertina...

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto... James Patterson
 

possiamo imparare qualcos dagli scrittori dell'est

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Opinione inserita da kathy oxa
01 Giugno, 2010
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7 persone su 7 hanno trovato questa recensione utile

Un libro particolare, con un finale che sorprende parecchio. Mi è stato consigliato da un amico, che stravede per la letteratura dell'est, dicendomi che era scritto alla vecchia maniera, come certi racconti russi dell'inizio secolo scorso, per intenderci. Il contenuto è ottimo, altretanto lo stile, ma quello che mi ha colpito è stato l'abilità dell'autore per come ha inquadrato i personaggi... e il prologo,l'ho trovato semplicemente straordinario. Questo noir mi ha fatto conoscere lo yataghan, non sapevo si trattasse di una sciabola, e fatto capire che, per scrivere un bel libro, non è necessario avere un nome,nemmeno uno stile occidentale, ma la giusta dose dell'umiltà che aiuta ad affinire la propria ispirazione. sarebbe meglio che certi scrittori occidentali afferrassero questo mecanismo, giusto per tennersi un po' alla larga dalla loro inutile magallomania. L'autore mi ricorda un patterson alle prime armi, ma potrei anche sabagliarmi... ho finito di leggere il suo libro solo un'ora fa

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Lettura consigliata
 

lo Stieg Larsson dei Balcani?

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Opinione inserita da sixties-seventies
06 Aprile, 2009
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5 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

Bellissimo, ma talmente atipico che prima di parlarne l’ho passato al vaglio di due amici, e per maggior sicurezza anche alla bibliotecaria del mio paese. Tranquillo, m’hanno detto, è proprio come dici tu: anche se non abbiamo mai sentito parlare di albanesi che scrivessero noir, questo è un signor libro.

E’ che le storie di vendetta sono quelle che prediligo, ma trovo che certi autori abusino dei toni cupi e ossessivi, finendo col rovinare libri che altrimenti sarebbero perfetti (ma de gustibus…).

Qui invece le sequenze pulp e splatter convivono con una storia d’amore che dura praticamente tutto il libro; vi sono zoomate sul fondamentalismo islamico che mostrano gli arabi non in maniera stereotipata ma come persone in carne ed ossa; le classiche indagini poliziesche sono condotte in maniera ortodossa, senza l’artificiosa estemporaneità così in voga.

La tecnica direi che è una “non tecnica”. La storia scorre priva di sobbalzi, forzature, frasi ad effetto ed altri ferri del mestiere, prendendo gradatamente velocità fino alla lanciatissima parte finale. Per dare l’idea, mi ha ricordato molto Stieg Larsson (anche se lo sfortunato svedese, naturalmente, è un’altra cosa).

P.S.: anche se è un noir, e di morti ammazzati ce ne siano un bel po’, il brano che davvero ho trovato stratosferico in questo libro è stato la lunghissima conversazione fra Mark e Natalie al bar al loro primo appuntamento.

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