Quattrocento
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Opinioni inserite: 19
Ultimo aggiornamento: 30 Aprile, 2012
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Davvero pessimo
Davvero pessimo come libro. Io di solito valuto la bellezza di un libro, su ciò che resta nella mia mente e nel mio vissuto dopo averlo letto... Beh, di questo libro non ricordo nè personaggi, nè ambientazione. E' tutto un insieme di fatti mal spiegati che non portano a nessuna conclusione in un finale decisamente scarno e velleitario. Sconsigliato... Vorrei recuperare i soldi e restituirlo... Non era mai successo!
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Fantascienza storico-artistica
Sottoscriverei alcuni dei commenti già inseriti da altri lettori su questo romanzetto scritto sull'onda delle rivisitazioni, più o meno di ambito accademico, della nostra storia rinascimentale. Credo che da ogni libro affiori in controluce il profilo dell'autore, la sua sensibilità, la sua stessa biografia. Mi dispiace per l'autrice, ma dal suo romanzo, leggendo la parte ambientata nell'attualità, emerge una figura squallida e poco credibile professionalmente. Per quanto riguarda il riferimento storico - artistico, a parte la chiesa, Guido da Montefeltro(squisito signore amante della matematica e dell'arte che ci ha consegnato lo spendido palazzo ducale di Urbino) e Lorenzo il Magnifico per il quale è superflua ogni parola, ma è mai possibile inventarsi un personaggio come il Lupetto e un quadro improbabile come la Madonna di Nievole? Sarò di gusti strani,ma la rucola la preferisco nell'insalata mista.
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Ultimo aggiornamento: 02 Novembre, 2011
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Interessante
Ho trovato per caso questo libro in super offerta mentre gironzolavo in libreria; lo tenevo d'occhio già da un po' e quell'occasione non potevo farmela sfuggire.
Leggendo la quarta, mi ero già appassionata, in fondo la trama del libro era basata su un "fattaccio" avvenuto nella bella Firenze, di cui non avevo mai sentito parlare. Così ho iniziato, fiduciosa ma attenta a non lasciarmi andare ad eccessivo ottimismo. E invece, per l'ennesima volta, il mio sesto senso non mi ha tradita.
Secondo me è coinvolgente l'alternarsi di un capitolo nella Firenze di oggi (con Ana e il professor Rossi che riflettono, discutono, interpretano in una crescente complicità) con uno nella Firenze del 1478, governata da un Lorenzo de' Medici dipinto quasi come "uno stinco di santo", un Masoni paranoico e una congiura architettata da un personaggio insospettabile.
Sicuramente lo consiglio perchè cerca di riproporre in maniera il più fedele possibile un tema che letto su un libro di storia risulterebbe quasi noioso; inoltre non mi sento di criticare i dettagli che la scrittrice ha usato, perchè (come precisa lei stessa nei ringraziamenti) lei non è una storica, bensì una scrittrice di romanzi: è importante sì, attenersi alla storia, ma il romanzo prende vita solo se lei decide di entrarci dentro e cercare di vedere con gli occhi dell'epoca, benchè forse non restando sempre fedele ai dettagli.
L'ho trovato veramente appassionante e ben scritto. Inoltre, da donna, non ho potuto fare a meno di sentirmi coinvolta nelle vicende di Ana: ad un certo punto sembra che il lettore sia il suo confidente ed io, completamente assorta nella lettura, ho partecipato alle sue emozioni, ai suoi dubbi, alle sue paure.
Essendo una lettrice abbastanza attenta, ho avuto modo di apprezzare alcune riflessioni inserite all'interno del romanzo: piccole sciocchezze magari di tutti i giorni, ma la cui ovvietà, lì scritta, mi ha spiazzato. Quindi non l'ho trovato solamente interessante dal punto della vicenda narrata, ma anche profondo; ho apprezzato dunque lo stile, anche piuttosto particolare, in cui a volte lunghi elenchi di cose apparentemente non accomunabili, rende perfettamente l'idea di uno stato d'animo.
Vi consiglio di prendervi un paio di giorni perchè quando lo inizierete, difficilmente deciderete di smettere di leggerlo!
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#1 recensione - Guarda tutte le mie opinioni
Un pessimo romanzo
Quando mi è stato donato questo libro, il fatto che in copertina portasse la dicitura Bestseller mi ha un po’ indisposto, ma mi sono detto “ non avere preconcetti, perché qualche volta può accadere che questi libri, di grande successo, possono anche avere valenza letteraria”.
Di conseguenza mi sono accinto alla lettura con la più ampia disponibilità, ma, pagina dopo pagina, questa è scemata, sostituita da un senso di noia e di stizza che ancor oggi non sono riuscito a cancellare.
Eppure, scrivere della famosa congiura dei Pazzi, togliendo dall’ombra chi effettivamente ne era l’artefice, sarebbe stata un’occasione unica, imperdibile, e invece l’autrice ha voluto spingersi ben oltre, arrivando a conclusioni del tutto improbabili.
In effetti, non riuscivo a capire dalle prima pagine l’alternanza di due epoche, appunto il ‘400 e i giorni nostri, la prima trattata in modo abbastanza credibile, ma con poca fantasia, perché l’invenzione del pittore Pierpaolo Masoni e del suo quadro La Madonna della Neive, non aggiungono nulla e anzi tolgono quel po’ di veritiero e realistico rappresentato dalla congiura.
Poi, dalla seconda metà, ho compreso il perché dell’epoca attuale, con la storia melensa, anche questa del tutto improbabile, fra la giovane laureanda spagnola e il maturo professore italiano, una vicenda questa totalmente campata in aria, di nessuna valenza, e che anzi indispone.
Lo stile è alquanto carente, così come il ritmo è lento dove dovrebbe essere veloce e impetuoso dove occorrerebbe la riflessione, in un quadro complessivo in cui si stenta a riconoscere l’atmosfera della Firenze del ‘400 e dell’attuale, con personaggi appena abbozzati, perché insomma Jacopo de’ Pazzi e Lorenzo de’ Medici, più che i protagonisti, appaiono come semplici comparse.
In una noia crescente, quindi, si cerca di arrivare alla fine e in poche pagine c’è la connessione fra la congiura e i giorni nostri, con sette segrete della Chiesa cattolica, perpetuatesi nel tempo, e con agganci al Banco Ambrosiano, allo IOR, a Calvi, a Marcinkus, in un’orgia di illazioni supportate dal niente.
Ecco, Susana Fortes è evidentemente anticlericale, ma accusare la Chiesa cattolica inventando nefandezze, quando invece, purtroppo, esistono fatti incontrovertibili a cui agganciarsi, sembra il risultato di un improvvisato giornalista piuttosto che di uno storico, come invece la Fortes pretende di essere.
Un consiglio: non leggetelo, non ve ne pentirete di certo.
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Mediocrità e improbabilità storiche.. bocciato.
Mediocre tentativo di romanzo di genere. Sulle prime la protagonista cerca di farsi passare per una studiosa del Rinascimento, che sarà in grado di risolvere un antico mistero e regalando un tassello perduto alla Storia. Fin da subito invece dimostra di essere una sgallettata raccomandata che studia poco ma gira molto per Firenze immaginando di essere circondata da paggi, cavalieri e dame quattrocenteschi. Non perde occasione per sbavare dietro il professore che la segue durante il dottorato e che, essendo amico del padre scomparso, ha almeno 30 anni più di lei. Anche la parte del libro ambientata nella Firenze medicea è poco più che raffazzonata. Tutto si concentra sulla congiura, sull'atto truculento e molte cose sono inesatte e addirittura poco plausibili. Il libro è così brutto che nemmeno l'autrice aveva più voglia di continuarlo, presumibilmente. Di fatti la storia si interrompe all'improvviso. Non succede niente. Sono i protagonisti che stanno seduti a chiacchierare tra di loro a rivelarci l'epilogo della vicenda storica. Anzi, è il professore che parla, lei intanto continua a sbavare e a pensare ai fattacci suoi. Sembra che l'unica cosa che conti veramente sia la precisazione sulla storia d'amore tra i due e le elucubrazioni filosofiche da quattro soldi della protagonista che si gode l'alba col fidanzato/nonno.
Altra cosa che odio sono le citazioni a vanvera, messe pur di far vedere che si conoscono le cose, e gli elenchi interminabili di cose, di qualsiasi cosa si stia parlando, pur di allungare il discorso e far volume di pagine. La morte del romanzo storico.
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Ultimo aggiornamento: 26 Luglio, 2011
Top 10 opinionisti - Guarda tutte le mie opinioni
Una storia appassionante...
Questa lettura mi ha colpito molto: giunge dritta al cuore, come una freccia acuminata. Molto interessante l'intreccio storico che è centrato sulla vicenda della congiura dei Pazzi, ambientata in una Firenze rinascimentale e ne svela lentamente le oscure trame, in cui è invischiata, ahimè anche la Chiesa...
L'unica pecca del libro sono i personaggi, la studentessa snob, ma vulnerabile al fascino del suo professore, forse anche per nostalgiche rimembranze infantili riguardanti il padre ormai passato a miglior vita. Questa cosa mi ha fatto storcere la bocca, un po' per la banalità (quante ragazzine si innamorano del loro insegnante!!) ma non tutte ci fanno sesso!!
Molto suggestive le descrizioni di Firenze, come città in cui la storia ha tessuto le sue vicende lasciando tracce inequivocabili, e ho apprezzato infine la storia umanizzata, dei personaggi del rinascimento, tra cui il pittore Masoni, Lorenzo il Magnifico..e tutti gli altri.
Ci sono momenti in cui il presente e il passato si intrecciano...il giallo diventa un noir...appassionante, coinvolgente...e la tragicità delle vicende ci tocca il cuore come fossero accadute sotto i nostri sguardi attoniti e increduli.
Consigliato.
Saluti.
Ginseng666
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sentimenti contrastanti
"Quattrocento" è un libro piacevole, è scorrevole e ben scritto. Da evitare se l'intenzione è quella di affrontare una lettura di spessore. Il difetto più grande è il finale, perchè la storia inizia con delle buone premesse, ma improvvisamente si perde il filo principale e tutto il mistero accumulato fino a quel momento viene dissolto male e in poche pagine. I personaggi non sono stati ben curati, ma ho apprezzato la descrizione della città in cui ho trovato ben riuscito il tentativo di fondere l'aspetto storico e culturale di Firenze con un'occhiata anche alla sua vita moderna quotidiana.
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quattrocento
Un libro interessante sotto l'aspetto storico, scorrevole e piacevole, lo consiglio a chi piace leggere libri in cui l'argomento è storico.
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Non rispetta le promesse, ma non è male.
In mezzo a tutti questi commenti negativi, vorrei spezzare una lancia in favore di questo romanzo; è certo che la copertina e la sua pubblicizzazione hanno spinto molte persone ad acquistare questo libro che, a mio parere, pur essendo carino e scorrevole, non giustifica certo le vendite.
Fino a metà posso dire che è stato scorrevole, anzi lo è stato forse tutto, la pecca sta nel finale dove ci si aspettava di rimanere con il fiato sospeso e invece non accade.
Buona l'idea di far narrare parte della storia da un protagonista contemporaneo ed una parte da un protagonista medievale, anche se in questo periodo sembra pratica comune farlo (vedi ad esempio "La biblioteca dei morti").
Questo libro non riesce a prendere, non rende partecipi al racconto e non brilla neanche per stile di scrittura, ma resta un romanzetto estivo scorrevole, molto meglio di tanti altri che vengono letti sotto l'ombrellone, certo, a lettura completata, non è rimasto niente, nè in positivo che in negativo.
Ho letto decisamente di peggio, questo tutto sommato non è male.
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Drammatico!
L'unica buona cosa di questo libro è la copertina. Purtroppo è anche quella che fa più danni e miete più vittime tra gli acquirenti...seducente ed ammaliante quanto basta per regalare soldi ad autrice ed editore. Dalla prima pagina si realizza il dramma!
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Quattrocento
Pessimo libro!!!Delusione pazzesca!Mi son fatto abbindolare dalla copertina e dal periodo storico!Non sono nessuno per sconsigliare un libro,ma posso liberamente dire che Non Mi è Piaciuto
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Quattrocento
Pessimo libro. La protagonista non ha carattere, il protagonista maschile è senza personalità. La storia non decolla mai, non c'è nulla che possa ritenersi ben espresso. I personaggi del flashback nella Firenze del '400 scompaiono nel nulla alla fine del libro, senza che la matassa del mistero venga dipanata veramente... La conclusione è insipida e superficiale. Le descrizioni si limitano ad una Firenze vista solo in cartolina, fatta da vicine di casa con la radio perennemente accesa e la cupola di S.Maria del Fiore in lontananza. Lo sconsiglio a tutti, soprattutto agli amanti del genere.
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quattrocento
o sono io che mi sono fatto un palato troppo fino, oppure questo libro e' piuttosto scarsino. peccato perche gli argomenti e il periodo storico sono una fucina di possibilita'.
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orribile
E' il libro più brutto del genere che abbia mai letto, pentito di averlo comprato, scopiazzature dal nome della rosa, dal codice da vinci, errori storici madornali, incocludente, noioso, scontata ogni riga. Una pena la Chiesa che tenta di essere ancora oscurantista, libro che sa di nulla. Sconsigliatissimo
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quattrocento
Non mi è piaciuto. Una banale emulazione di altri libri con trame assai meglio imbastite. Peccato non poterlo restituire
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quattrocento
non posso dire che è noioso perchè non lo è...
non posso dire che è scritto male perchè non lo è...
posso solo dire che è un libro stupendo e mi ha tenuta attaccata alle sue pagine per ore...
è fantastico! :-D
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Quattrocento
L'inizio sembra promettente e sembra azzeccata anche la scelta della narrazione divisa in due parti (in una la protagonista dei giorni nostri narra in prima persone; nell'altra l'autrice descrive quello che avviene nel '400). Anche lo stile è buono, ma quello che lascia a desiderare è l'elemento fondamentale che spinge a portare a termine la lettura d'un libro: il finale e la 'spiegazione del mistero': banali e astrusi.
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quattrocento
a me piacciono molti libri ma questo mi sono molto pentita di averlo comprato!!!!!!
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quattrocento
è molto emmozionante e ti tiene con il fiato sospeso!!









