Sole di mezzanotte Sole di mezzanotte

Sole di mezzanotte

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Agosto 1977. Dopo settanta ore di viaggio e 1800 chilometri percorsi, Jon Hansen scende dalla corriera a Kasund, un villaggio della contea Finnmark, nell'estremo nord della Norvegia. Dice di chiamarsi Ulf e di essere un cacciatore. Gli abitanti del luogo lo ospitano nella capanna di caccia della comunità, senza fare troppe domande. Jon cerca un posto in cui nascondersi. Nella sua vita precedente lavorava come spacciatore di hashish e acidi per il Pescatore, uno dei signori della droga più feroci di Oslo. Un po' per pietà, un po' per disperazione, Jon ha tradito e ora è braccato. Lo strano paesino in cui si trova potrà offrirgli una possibilità di redenzione? Almeno fino all'arrivo di quelli che lo inseguono?

Recensione della Redazione QLibri

 
Sole di mezzanotte 2016-04-03 21:55:55 Vita93
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Vita93 Opinione inserita da Vita93    03 Aprile, 2016
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Nascondino segreto

Contea di Finnmark, estremo nord della Norvegia. Un uomo, uno spacciatore di hashish in fuga da Oslo, trova rifugio in un piccolo villaggio chiamato Kasund. Deve nascondersi, perché il più potente boss della droga di tutto il paese lo sta cercando. Il suo nome è il Pescatore, e non smette mai di cercare un debitore. Come quella volta che due suoi spacciatori disonesti sparirono, e nei mesi successivi le polpette di pesce del suo negozio erano più saporite del solito.

La particolarità dell’ ambientazione e l’ originalità della popolazione locale che risiede a Kasund incuriosiscono il lettore. I sami sono un popolo con una forte identità culturale, si mantengono alla larga dal processo di globalizzazione nonostante la vicinanza agli stili di vita norvegesi, finlandesi, svedesi.
Praticano un culto che rifiuta la dissolutezza e qualsiasi atto ritenuto colpevole di incrinare o anche solo insidiare l’ integrità della morale umana.
La rigida religione alla vecchia maniera, fedele alle antiche traduzioni della Bibbia.

Il Finnmark appare come un luogo inospitale, piatto, brullo. “ Sembra Marte “. Un paesaggio imperturbato in cui il destino sembra concedersi un attimo di tregua,un concentrato di pascoli estivi, pesca di merluzzi ed abitazioni malmesse esposte alla potenza dominatrice della natura. Il tutto alla presenza costante di un sole scrutatore che non tramonta mai durante l’ estate a nord del Circolo Polare Artico. Sarà il nascondiglio ideale per il protagonista ?

Come spesso è accaduto negli ultimi anni, il noir affonda le radici in altri generi. La vicenda criminale corre parallela alla geografia del territorio, a brevi ed interessanti approfondimenti culturali. L’ indagine psicologica di un personaggio in cerca di redenzione ed in fuga da se stesso oltre che dal nemico è un tema ricorrente nelle storie di Nesbo e l’ uso dell’ io narrante si dimostra anche stavolta una scelta stilistica emotivamente efficace.

Il romanzo, ambientato come “ Sangue e neve “ nella Norvegia del 1977, si differenzia da quest’ ultimo per una maggiore incisività in quanto ad ambientazione. Tuttavia Olav, il killer dislessico e sentimentale protagonista del precedente libro, riusciva a mio avviso ad affondare radici empatiche più profonde nel vulnerabile cuore degli amanti del genere.

“ Sole di mezzanotte “ fornisce una lettura contenuta ma poliedrica, proprio come lo stesso Jo Nesbo. Perché da uno che è riuscito ad essere giocatore professionista di calcio, broker, giornalista, chitarrista di un gruppo musicale di successo e scrittore acclamato non possiamo che aspettarci opere a più strati, scorrevoli e amare come solo la vita sa esserlo.

“ Ci fabbrichiamo storie con un capo e una coda, con una logica inventata per dare una parvenza di senso alla nostra esistenza “.

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Sole di mezzanotte 2016-07-31 13:50:56 cesare giardini
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    31 Luglio, 2016
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In fuga per la salvezza con lieto fine.

Un romanzo diverso dalle complicate trame cui ci ha abituato il bravissimo Jo Nesbo. Siamo in una landa desolata, al nord della Norvegia, un clima ed un’atmosfera surreali, caratterizzati dal fenomeno astronomico del sole di mezzanotte: il sole si posiziona sull’orizzonte, e rimane così per periodi anche di sei mesi. Sullo sfondo della narrazione, un paese, Kasund (in realtà poche case e una chiesa), un paese che sembra abbandonato, pochi abitanti aderenti a sette religiose cristiane di varia origine, timorate di Dio e timorose del fuoco dell’inferno. Quale posto migliore per nascondersi, far perdere le proprie tracce ? E così, sfuggendo a un pericoloso boss trafficante di droga che lo vuole morto per un imperdonabile sgarro, in questa landa desolata arriva un singolare personaggio: dice di chiamarsi Ulf, cerca un rifugio sicuro, lo trova in un capanno abbandonato nei boschi. La gente del posto è schiva, i rapporti sono difficili, il nuovo arrivato è considerato un estraneo da tenere alla larga, e, contemporaneamente, da convertire alla fede, cercando di avviarlo alla frequentazione delle cerimonie religiose. Ad un tratto il romanzo s’impenna: i cattivi scoprono il rifugio del sedicente Ulf, una renna lo salva tramite un incredibile stratagemma, sboccia l’amore con una pia vedova del posto. Come è notorio, l’amore trionfa (quasi) sempre, il finale è edificante e largamente prevedibile. E’ un romanzo di buoni sentimenti che si trascina un po’ stancamente verso un finale annunciato: per i lettori abituali di Nesbo, una trama diversa dal consueto, un nuovo aspetto del prolifico scrittore. Da leggere comunque, anche per la singolare e suggestiva ambientazione.


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