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The Dome

The Dome

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura statunitense
Autore Stephen King
Sito autore Visita il sito di Stephen King

Editore

Casa editrice Sperling e Kupfer


La trama e le recensioni di The Dome, romanzo di Stephen King edito da Sperling & Kupfer. È una tiepida mattina d'autunno nella cittadina di Chester's Mill nel Maine. C'è chi prende lezioni di volo, chi lavora nell'orto, c'è chi sta chiedendo un passaggio in auto, c'è anche una marmotta alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti. All'improvviso, silenzioso e invisibile, un cilindro trasparente cala sulla cittadina. Chi è all'interno è isolato dal resto del mondo, chi non lo vede ci va a sbattere contro, chi si trova sul perimetro del cilindro viene tranciato in due. Da dove viene? Di che cosa è fatto? Opera degli umani o esperimento di un'intelligenza superiore? Poco importa, dato che chi è rimasto intrappolato all'interno deve far fronte a quella angosciosa situazione con le sue sole forze. Alla barriera invisibile se ne aggiunge presto un'altra, quella che divide gli onesti dai malvagi, questi ultimi non del tutto contrari a un isolamento che fa gioco, se si ha molto da nascondere. Un ex marine contrario alla violenza, un concessionario di auto usate in odore di criminalità, una giornalista che non si fa mettere sotto, un ausiliario delle forze dell'ordine paranoico, uno skateboarder di quindici anni senza paura, un predicatore più fondamentalista di Bin Laden sono solo alcuni dei personaggi impegnati, chi a fin di bene, chi no, a trovare una via di uscita prima che l'isolamento diventi letale. Dopo molto tempo, e dopo molte vittime, si prospetterà un ultimo, disperato, estremo, tentativo di soluzione. Che potrebbe anche non funzionare... Stephen King, universalmente definito dalla critica "il re del brivido", vincitore di numerosi premi letterari, tra cui il prestigiosissimo National Book Award, vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha, anche lei scrittrice, e i figli. Le sue storie da incubo sono best-seller clamorosi in tutto il mondo e hanno ispirato l'opera di registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma e Robert Reiner.

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Opinioni inserite: 13

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Un inizio da brivido, ma....

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...dopo aver terminato di leggere le 1034 pagine di "The Dome", rimango sempre più convinto (e non sono il solo) che il miglior Stephen King è quello che scrive romanzi brevi e racconti; senza nulla togliere a veri capolavori come "It" e "L'ombra dello scorpione" già citati abbondantemente nei precedenti commenti. La sensazione è di aver letto un'opera che dopo tantissima carne al fuoco si esaurisca in un finale affrettato che ti lascia l'amaro in bocca. La "causa extraterrestre" è secondo me forzata e priva di logica e, mai come in questo caso, per non scegliere la soluzione scontata si è verificato invece l'opposto, dando una spiegazione inverosimile. L'altra nota negativa la trovo nella mancanza di un vero e proprio scontro faccia a faccia tra i "buoni" e i "cattivi" e le pagine scorrono nell'aspettativa e nell'imminenza di un confronto che non avverrà mai; si assiste quasi esclusivamente ad una eliminazione dei "cattivi" tra loro, mentre ai "buoni" è riservata una sorte più "naturale". Leggendo la nota alla fine del libro, lo stesso King ci rivela che l'idea di "The Dome" è del 1976, poi accantonata e ripresa nel 2007. Io credo che dobbiamo ringraziare la sua editor se alla fine, dopo veri e propri tagli, la stesura finale è stata di "sole" 1034 pagine, altrimenti ci saremmo ritrovati a leggere qualcosa lungo almeno una volta e mezzo "It". Il "maestro" afferma che si trova a suo agio nello scrivere storie con una moltitudine di personaggi, ma qui si esagera un po' e devo dire che spesso sono dovuto andare a rileggere le note iniziali del libro per ricordare il ruolo dei personaggi o la zona della cittadina dove avveniva qualcosa di importante. Lo stile è sempre efficace - soprattutto nei momenti cruenti in cui lo scrittore sappiamo dia il meglio di sè - e le situazioni si evolvono concatenandosi alla perfezione; quasi niente è lasciato al caso. I personaggi principali sono caratterizzati in maniera approfondita e ognuno con qualcosa del suo passato da farsi perdonare. La descrizione della cittadina è molto particolareggiata con le sue vie, parchi ed edifici al punto che si ha la sensazione di essere lì con gli stessi protagonisti del libro. Bella la descrizione in stile "kinghiano" del confronto nel mondo onirico tra la protagonista e la sua controparte extraterrestre. Il consiglio che dò è quello di evitare di leggere i titoli dei capitoli che, come al solito, fanno capire cosa accadrà. La traduzione italiana purtroppo non è sempre precisa nel tradurre la terminologia, usando ad esempio il termine “antiatomico” e “antincendio” per descrivere il medesimo rifugio. In conclusione credo che faccia un effetto strano alla fine del libro rendersi conto di aver letto 1034 pagine solo per descrivere i molti personaggi e narrare fatti e avvenimenti accaduti in pochissimi giorni, non tutti necessariamente utili ai fini di una perfetta riuscita della storia. Ma chi, come me, adora Stephen King, saprà soprassedere anche a questo.

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Vieni sotto la cupola con zio Steve...

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2 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

Inquietante. Il nuovo romanzo del Re, prima ancora che essere pesantissimo, è inquietante. Un peso sul cuore. La sensazione di stare già sotto la cupola, la fatica di respirare quest'aria. Le spaventose similitudini col nostro tempo, con gli USA di oggi, ma anche - ancora più spaventose - con l'Italia in cui viviamo... Paradossalmente, questo romanzo - pur con le sue 1036 pagine - alla fine sembra troppo breve...

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L'aereo e la marmotta

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5 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

Ancora una volta un centro, l'ironia e la piacevolezza di Stephen King emergono ancora una volta in un romanzo accattivante, semplice e di immediata presa. Magico e a suo modo epico l'inizio (non vedo l'ora di vederla rappresentata su schermo), impossibile poi sottrarsi alle continue vicende "ad incastro" archittetate ancora una volta sapientemente da King. L'evoluzione del libro potrà non piacere a tanti, tanti vedranno troppa carne sul fuoco rispetto ad un finale "tormentosamente rapido" (ma quanto mi è piaciuto leggerlo). I personaggi sono descritti in maniera eccezionale (fra le cose King ci mette nelle mani il personaggio perfetto, possibile indiscusso protagonista e lo fa schiattare poco dopo avercelo presentato) e alla fine non c'è un vero e proprio protagonista ma tanti diversi caratteri. Impossibile non adorare Junior Rennie e Phil Bushey. Un libro che parte da un idea sicuramente banale ma che arriva a colpire perfettamente le giuste corde emotive. Da parte mia non posso far altro che consigliare la lettura.

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I piccoli orrori quotidiani

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4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

In una biblioteca comunale questo romanzo era giustamente collocato fra la narrativa e non fra gli 'horror' e, per questa ragione, ho esitato a leggerlo per poi trovarmi, una volta addentrata nella paradossale contingenza di Chester Mill, a faticare ad interromperne la lettura.
Sì, perchè l'orrore narrato in "The Dome" è di quel genere che porta a chiedersi - oggi più che mai - quanto le stesse vittime di una situazione terribile possano concorrere a peggiorarla notevolmente.
Crudele è chi ha intrappolato la città gettando la popolazione nello sgomento più nero (Alieni? Il governo? Gli scienziati?) ma mostruoso è chi sfrutta questa situazione angosciante per aumentare la propria influenza su un gregge che lo segue senza porsi domande. E più si procede con la lettura, più diventa chiaro che i pecoroni non mancano mai, anzi...

"The Dome" è lo specchio che riflette la nostra parte più nascosta e più sordida, quella che cancella ogni sentimento - e ogni traccia di buon senso - in nome del quarto d'ora di gloria e di potere assoluto.

Unica pecca, senza nulla togliere al traduttore, è che più di altri autori King rende al meglio se letto in lingua originale.

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Consigliato a chi ha letto... ogni opera del "re"
 

The Dome.

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Mi si spezza il cuore a parlare male di Stephen King,uno dei miei autori preferiti.Ma qui non si può salvare."The Dome" dimostrerebbe,se fosse ben scritto e articolato,ancora una volta come una trama non proprio particolare dovrebbe arpionare il lettore,mimetizzando la sua curiosità e attingendo alla sua memoria.King,come già visto,si trova a suo agio nello scrivere romanzi molto lunghi(vedi "It",su tutti),ed anche con una complessità notevole di personaggi,non dovrebbe avere alcun problema.Ma "The Dome" resta un fallimento totale,per la sua mancanza di aspirazioni,per la sua lentezza,per il suo essere terribilmente estenuante,per la sua eccessiva lunghezza.Considerato da un quarto dei lettori del vero King,l'ennesimo capolavoro del maestro,è in realtà il suo peggior romanzo degli ultimi 20 anni,e se pensiamo che per King è un sogno che si realizza,la nostra pelle si accappona nuovamente.La storia racconta di una città che viene esiliata dal mondo grazie ad una cupola,che impedisce la vita dei cittadini,che comincieranno una lotta senza regole per la salvezza.Le mille,interminabili pagine di questo raccontino semplice e conciso,tra echi a "The Mist" e ai noir anni Quaranta,si trascinano pleonastiche senza una minima emozione e senza nessuna possibilità di piacere.Si salvano solo alcuni dei personaggi,complessi e ben articolati,ma comunque relegati in ruoli di contorno e la capacità narrativa nello stile di King,che merita sicuramente la lettura.Inconsigliabile,neanche per i fan più sfegatati del Re."The Dome" sarebbe potuto essere un epico romanzo d'avventura scritto dal migliore scrittore contemporaneo,ma invece è uno (s)cult d'autore.

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the experiment

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7 persone su 7 hanno trovato questa recensione utile

Nonostante leggendo le prime pagine di "The Dome" si abbia la chiara sensazione di stare per cominciare uno dei grandi romanzi horror del "re" più si va avanti più questa sensazione si perde. Sebbene all'inizio possano ingannare alcune immagini, come quella di animali tranciati a metà o quella di aerei in fiamme dopo essere andati a sbattere contro la cupola, "the dome" è ben lontano dal poter essere definito un romanzo horror; al massimo potrebbe essere definito un romanzo di fantascienza anche se episodi di questo genere appaiono soltanto alla fine (che tra l'altro mi ha pure delusa) e probabilmente potevano essere più approfonditi. In compenso King ci offre come solo lui sa fare un'analisi il più possibile accurata dei personaggi, del paesino in cui essi vivono e dei sentimenti che essi provano. Ma soprattutto credo che in questo romanzo lo scrittore sia riuscito in un esperimento ovvero verificare e analizzare il comportamento umano in situazioni-limite come la totale e netta separazione dal mondo esterno. Cosi se da un lato alcuni dei protagonisti non perdono mai la speranza tentando di lottare con tutte le loro forze contro la malvagità altrui, altri per l'appunto sembrano arrivare ad incarnare il puro male (per esempio l'episodio capitato alla povera Sammy). Lo stile è sempre sublime e la scrittura altrettanto coinvolgente. I personaggi sono descritti con minuzia. Non è di certo un romanzo che si dimentica ma attenzione a non aspettarvi i brividi degli altri romanzi horror.

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Romanzo sinfonico

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Opinione inserita da Arianna
21 Marzo, 2011
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Ci sono opere di King che sono capolavori (It, L'ombra dello Scorpione, Stagioni diverse, La zona morta, la serie della Torre Nera ad eccezione dell'ultimo capitolo, Cuori in Atlantide) ed altre che per me sono schifezze illeggibili.

Ho il sospetto che il buon King abbia due cestoni nella sua mente: uno da cui estrarre i romanzi "sedimentati", su cui ha avuto modo di lavorare con la mente per anni prima di trasformarli in opere; un altro da cui rovesciare fuori le molte schifezze semi-abbozzate e tremendamente sbrodolate che copiosamente crescono ed infestano la sua testa.
Temo che il cestone della "roba buona" non possa maturare se nel frattempo almeno l'80% della testa di questo autore non sia impegnato a produrre scadenti deliri privi di reale profondità.

Senza stare tanto a sproloquiare, The Dome entra sicuramente nella categoria della "roba buona". Magari non lo metto al top del top, ma rimane comunque decisamente degno di essere letto.

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La razza umana

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3 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

Come appassionato di S. King ho trovato il libro molto bello, scorrevole e originale.
La lunghezza del libro e l'abbondante numero di personaggi coinvolti potrebbe spaventare ma l'autore è stato capace di rendere queste due particolarità, apparentemente negative, un punto di forza del libro.
L'invenzione di una cupola calata dal nulla che imprigiona un'intera cittadina è certamente assurda ed inverosimile ma è lo strumento per analizzare i comportamenti umani in una situazione diciamo di stress estremo.
Ribadisco pertanto che il libro è bello e coinvolgente e se devo trovare un difetto direi anch'io che il finale poteva essere un pò più originale.

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Consigliato a chi ha letto... Agli amanti di King o chi vuole scoprire il King non propriamente horror
 

Ai confini della realtà

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andrea70 Opinione inserita da andrea70
05 Giugno, 2010
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Ultimo aggiornamento: 05 Giugno, 2010
4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

A qualcuno la cupola ha ricordato il film dei Simpson, a me invece ha riportato alla mente un vecchissimo episodio di "Ai confini della realtà" : quello in cui una famiglia si ritrova murata viva tra le mura domestiche perchè a porte e finestre sono comparse lastre di un materiale inviolabile e cerca disperatamente di fuggire senza esito.
Non vado oltre o svelo troppo a chi non l'ha ancora letto...
Sicuramente ai lettori affezionati di King piacerà moltissimo, altrettanto sicuramente è un lavoro molto migliore di cose imbarazzanti tipo "Buick 8" e simili, qualcuno lo ha paragonato all'"ombra dello scorpione" per la netta contrapposizione tra bene e male, tra buoni e cattivi ma mi sento di sostenere che siamo comunque lontani da quei fasti.
Di interessante c'è il modo in cui King manovra un numero impressionante di personaggi, tutti hanno il loro momento di gloria, tutti raccontati e fatti agire con spessore e continuità , ad un certo punto ti trovi veramente ad essere parte di questa cittadina e senti di conoscere i vari protagonisti. Il rovescio della medaglia è ovviamente un racconto pachidermico , in certi momenti penso che uno potrebbe serenamente leggere le prime 40 pagine e poi saltare direttamente a pagina 400 o giù di li senza perdersi nulla della storia, sicuramente qualcosa del paziente lavoro di formichina con cui King costruisce i vari personaggi, il loro passato, il loro presente il loro ruolo nella comunità.
C'è un pò di tutto nel libro, dal politico impazzito per la sete di potere al burattino di facciata, all'inetto ma arrivista, alla giornalista coraggiosa e via così in una galleria di figure umane , tutte parti di una storia in cui la manipolazione della psicologia collettiva è qualcosa di importante quanto la crisi che si deve combattere.
Il finale è decisamente rapido ma non è un difetto, anzi ci ho trovato un che di poetico e poi sinceramente ...annaspavo anche io come i protagonisti del libro e se King avesse proseguito nello stesso modo prolisso mi avrebbe "stroncato"...
Da vecchio affezionato lettore dico che è sicuramente un buon lavoro , molto migliore di quei 4-5 libri indecenti che rischivano di far precipitare King nell'oblio , i libri migliori che ha scritto lasciamoli dove sono senza rimpianti, se fossero così facilmente replicabili non sarebbero così belli...

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skipper

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Opinione inserita da William
18 Gennaio, 2010
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4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Ci sono 2 motivi che potrebbero tenervi lontano da questo capolavoro
1--> la lunghezza del libro.
2--> il fatto che vi sia una "cupola" che una isola una città può sembrare banale.
Vi dico che il libro è incredibilmente scorrevole, le pagine filano via che un piacere, certo è un libro che tiene compagnia ma quando finisce i personaggi del libro ti mancano, e vorresti che il libro continuasse.
Riguardo al 2° punto c'è da dire che il libro racconta in modo perfetto la psicologia collettiva di una cittadina, con più punti di riflessione sulla società moderna. Troppo spesso ci facciamo tirare dietro da politici dai doppi fini, questo è uno dei tanti temi che escono fuori dal libro. E' molto profondo e commuovente, altro che banale come può sembrare all'apparenza.
LEGGETELO CONSIGLIATISSIMO.

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Da leggere

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La prima volta che ho visto la copertina in libreria ho pensato: bah.. il maestro non si sta dando da fare.. questa poi.. dopo aver letto quella schifezza di Cell, caro King mi vorresti inculcare anche la tua versione del film dei Simpsons?? .. e sono passato oltre..
qualche giorno dopo vado a leggere un po' di segnali dalla Critica, e scopro invece che il romanzo piace.. anzi è considerato uno dei migliori, viene addrittura accostato al capolavoro L'ombra dello scorpione.. quindi che fare? non si puo non leggere, e devo dire che non mi sono affatto pentito..
Ora immaginate
La stessa cupola che ci ha fatto tanto ridere coi Simpsons, sì proprio quella, solo che non è di vetro. Il governo non ha idea di cosa sia e da dove venga. I cittadini di Chester Mill forse non avranno il tempo di scoprirlo.. L'ossigeno si consuma, il caldo gradualmente aumenta, il fiume diventa pantano.. e le pecore continuano a spostarsi in macchina. Eh sì, a Chester Mill, come in qualsiasi comunità, ci son troppe pecore che non pensano, che vivono della loro routine, che affidano le loro sorti a qualcuno capace, a qualcuno che ne sa più di loro, a qualcuno con le palle. E quel qualcuno è lì, pronto a godere di tutto ciò. Il suo nome è Big Jim Rennie, venditore di macchine usate nonchè secondo consigliere della cittadina, e renderà un inferno le vite di quei pochi avveduti che hanno capito che la situazione si sta complicando un po' troppo..
Vedrete molte pecore, pochi prepotenti, alcuni assassini, pochi intraprendenti, delle "persone amare", e molto molto di più..
Riuscirà la nostra cittadina a sopravvivere a questa crisi? Questo sta a voi vederlo..
Ultima nota. Ottimo lavoro sì, ma i capolavori rimangono L'ombra dello scorpione , It, e la saga della Torre ovviamente..
E ricordate: King non scrive, King "vede".

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Sempre grande King!

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4 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

A me il libro è piaciuto molto. L'idea è come al solito molto originale. A seguito della comparsa di una misteriosa cupola una cittadina, ovviamente del Maine, si trova isolata dal resto del mondo. Dopo lo stupore iniziale iniziano i tentativi sia interni che esterni per rimuovere la barriera con risultati tutt'altro che positivi. Le dinamiche tra i protagonisti, le descrizioni degli stati d'animo e le analisi introspettive dei personaggi sono curate magistralmente. Forse rispetto ad altri libri l'aspetto macabro, horror è meno accentuato anche se presente ma nonostante questo il racconto si dipana trasmettendo pathos e suspance.
Il finale infine è decisamente "kinghiano". Consigliatissimo!

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The Dome

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Opinione inserita da Paolo
27 Dicembre, 2009
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La scrittura di King è piacevole come sempre. Il libro mi è piaciuto, il finale un po' così come in molti libri di Stephen, ma il lato descrittivo, psicologico sempre interessante.

Situazione che rispecchia in maniera impressionante l'attuale situazione politica italiana

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