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The Dome

The Dome

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura statunitense
Autore Stephen King
Sito autore Visita il sito di Stephen King

Editore

Casa editrice Sperling e Kupfer


La trama e le recensioni di The Dome, romanzo di Stephen King edito da Sperling & Kupfer. È una tiepida mattina d'autunno nella cittadina di Chester's Mill nel Maine. C'è chi prende lezioni di volo, chi lavora nell'orto, c'è chi sta chiedendo un passaggio in auto, c'è anche una marmotta alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti. All'improvviso, silenzioso e invisibile, un cilindro trasparente cala sulla cittadina. Chi è all'interno è isolato dal resto del mondo, chi non lo vede ci va a sbattere contro, chi si trova sul perimetro del cilindro viene tranciato in due. Da dove viene? Di che cosa è fatto? Opera degli umani o esperimento di un'intelligenza superiore? Poco importa, dato che chi è rimasto intrappolato all'interno deve far fronte a quella angosciosa situazione con le sue sole forze. Alla barriera invisibile se ne aggiunge presto un'altra, quella che divide gli onesti dai malvagi, questi ultimi non del tutto contrari a un isolamento che fa gioco, se si ha molto da nascondere. Un ex marine contrario alla violenza, un concessionario di auto usate in odore di criminalità, una giornalista che non si fa mettere sotto, un ausiliario delle forze dell'ordine paranoico, uno skateboarder di quindici anni senza paura, un predicatore più fondamentalista di Bin Laden sono solo alcuni dei personaggi impegnati, chi a fin di bene, chi no, a trovare una via di uscita prima che l'isolamento diventi letale. Dopo molto tempo, e dopo molte vittime, si prospetterà un ultimo, disperato, estremo, tentativo di soluzione. Che potrebbe anche non funzionare... Stephen King, universalmente definito dalla critica "il re del brivido", vincitore di numerosi premi letterari, tra cui il prestigiosissimo National Book Award, vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha, anche lei scrittrice, e i figli. Le sue storie da incubo sono best-seller clamorosi in tutto il mondo e hanno ispirato l'opera di registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma e Robert Reiner.

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Ai confini della realtà

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andrea70 Opinione inserita da andrea70
05 Giugno, 2010
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Ultimo aggiornamento: 05 Giugno, 2010
1 persone su 1 hanno trovato questa recensione utile

A qualcuno la cupola ha ricordato il film dei Simpson, a me invece ha riportato alla mente un vecchissimo episodio di "Ai confini della realtà" : quello in cui una famiglia si ritrova murata viva tra le mura domestiche perchè a porte e finestre sono comparse lastre di un materiale inviolabile e cerca disperatamente di fuggire senza esito.
Non vado oltre o svelo troppo a chi non l'ha ancora letto...
Sicuramente ai lettori affezionati di King piacerà moltissimo, altrettanto sicuramente è un lavoro molto migliore di cose imbarazzanti tipo "Buick 8" e simili, qualcuno lo ha paragonato all'"ombra dello scorpione" per la netta contrapposizione tra bene e male, tra buoni e cattivi ma mi sento di sostenere che siamo comunque lontani da quei fasti.
Di interessante c'è il modo in cui King manovra un numero impressionante di personaggi, tutti hanno il loro momento di gloria, tutti raccontati e fatti agire con spessore e continuità , ad un certo punto ti trovi veramente ad essere parte di questa cittadina e senti di conoscere i vari protagonisti. Il rovescio della medaglia è ovviamente un racconto pachidermico , in certi momenti penso che uno potrebbe serenamente leggere le prime 40 pagine e poi saltare direttamente a pagina 400 o giù di li senza perdersi nulla della storia, sicuramente qualcosa del paziente lavoro di formichina con cui King costruisce i vari personaggi, il loro passato, il loro presente il loro ruolo nella comunità.
C'è un pò di tutto nel libro, dal politico impazzito per la sete di potere al burattino di facciata, all'inetto ma arrivista, alla giornalista coraggiosa e via così in una galleria di figure umane , tutte parti di una storia in cui la manipolazione della psicologia collettiva è qualcosa di importante quanto la crisi che si deve combattere.
Il finale è decisamente rapido ma non è un difetto, anzi ci ho trovato un che di poetico e poi sinceramente ...annaspavo anche io come i protagonisti del libro e se King avesse proseguito nello stesso modo prolisso mi avrebbe "stroncato"...
Da vecchio affezionato lettore dico che è sicuramente un buon lavoro , molto migliore di quei 4-5 libri indecenti che rischivano di far precipitare King nell'oblio , i libri migliori che ha scritto lasciamoli dove sono senza rimpianti, se fossero così facilmente replicabili non sarebbero così belli...

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skipper

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Opinione inserita da William
18 Gennaio, 2010
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2 persone su 2 hanno trovato questa recensione utile

Ci sono 2 motivi che potrebbero tenervi lontano da questo capolavoro
1--> la lunghezza del libro.
2--> il fatto che vi sia una "cupola" che una isola una città può sembrare banale.
Vi dico che il libro è incredibilmente scorrevole, le pagine filano via che un piacere, certo è un libro che tiene compagnia ma quando finisce i personaggi del libro ti mancano, e vorresti che il libro continuasse.
Riguardo al 2° punto c'è da dire che il libro racconta in modo perfetto la psicologia collettiva di una cittadina, con più punti di riflessione sulla società moderna. Troppo spesso ci facciamo tirare dietro da politici dai doppi fini, questo è uno dei tanti temi che escono fuori dal libro. E' molto profondo e commuovente, altro che banale come può sembrare all'apparenza.
LEGGETELO CONSIGLIATISSIMO.

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La prima volta che ho visto la copertina in libreria ho pensato: bah.. il maestro non si sta dando da fare.. questa poi.. dopo aver letto quella schifezza di Cell, caro King mi vorresti inculcare anche la tua versione del film dei Simpsons?? .. e sono passato oltre..
qualche giorno dopo vado a leggere un po' di segnali dalla Critica, e scopro invece che il romanzo piace.. anzi è considerato uno dei migliori, viene addrittura accostato al capolavoro L'ombra dello scorpione.. quindi che fare? non si puo non leggere, e devo dire che non mi sono affatto pentito..
Ora immaginate
La stessa cupola che ci ha fatto tanto ridere coi Simpsons, sì proprio quella, solo che non è di vetro. Il governo non ha idea di cosa sia e da dove venga. I cittadini di Chester Mill forse non avranno il tempo di scoprirlo.. L'ossigeno si consuma, il caldo gradualmente aumenta, il fiume diventa pantano.. e le pecore continuano a spostarsi in macchina. Eh sì, a Chester Mill, come in qualsiasi comunità, ci son troppe pecore che non pensano, che vivono della loro routine, che affidano le loro sorti a qualcuno capace, a qualcuno che ne sa più di loro, a qualcuno con le palle. E quel qualcuno è lì, pronto a godere di tutto ciò. Il suo nome è Big Jim Rennie, venditore di macchine usate nonchè secondo consigliere della cittadina, e renderà un inferno le vite di quei pochi avveduti che hanno capito che la situazione si sta complicando un po' troppo..
Vedrete molte pecore, pochi prepotenti, alcuni assassini, pochi intraprendenti, delle "persone amare", e molto molto di più..
Riuscirà la nostra cittadina a sopravvivere a questa crisi? Questo sta a voi vederlo..
Ultima nota. Ottimo lavoro sì, ma i capolavori rimangono L'ombra dello scorpione , It, e la saga della Torre ovviamente..
E ricordate: King non scrive, King "vede".

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Sempre grande King!

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A me il libro è piaciuto molto. L'idea è come al solito molto originale. A seguito della comparsa di una misteriosa cupola una cittadina, ovviamente del Maine, si trova isolata dal resto del mondo. Dopo lo stupore iniziale iniziano i tentativi sia interni che esterni per rimuovere la barriera con risultati tutt'altro che positivi. Le dinamiche tra i protagonisti, le descrizioni degli stati d'animo e le analisi introspettive dei personaggi sono curate magistralmente. Forse rispetto ad altri libri l'aspetto macabro, horror è meno accentuato anche se presente ma nonostante questo il racconto si dipana trasmettendo pathos e suspance.
Il finale infine è decisamente "kinghiano". Consigliatissimo!

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Opinione inserita da Paolo
27 Dicembre, 2009
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La scrittura di King è piacevole come sempre. Il libro mi è piaciuto, il finale un po' così come in molti libri di Stephen, ma il lato descrittivo, psicologico sempre interessante.

Situazione che rispecchia in maniera impressionante l'attuale situazione politica italiana

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