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La trama e le recensioni di Topi, romanzo di Gordon Reece edito da Giunti. Miti, impaurite e remissive, Shelley e sua madre sono abituate a subire: dal padre che le ha abbandonate scappando con una ventenne, dalle compagne di scuola che con le loro violenze hanno rovinato il volto di Shelley, dai colleghi di lavoro della madre. Per questo decidono di ritirarsi fuori città, in una tranquilla casa di campagna lontana da tutto e da tutti: in fondo sono topi e i topi hanno bisogno di un nascondiglio per sottrarsi agli artigli dei gatti. Ma in una notte apparentemente come le altre un balordo entra in casa, le lega e le minaccia per ore. La rabbia per l'ennesimo sopruso fa esplodere in Shelley una ferocia mai provata: la ragazza riesce a liberarsi, insegue il ladro che si allontana nel bosco e lo pugnala più e più volte, fino ad ammazzarlo con l'aiuto della madre. Nello spazio di una notte, le due donne si trovano trasformate da vittime in carnefici. Da topi in gatti. In un crescendo sbalorditivo di colpi di scena, madre e figlia decidono di seguire il nuovo corso degli eventi. Fino a che punto saranno disposte a spingersi per occultare l'omicidio e restare impunite?

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Opinioni inserite: 11

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Topi 2011-12-27 14:42:59 daniel
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daniel Opinione inserita da daniel    27 Dicembre, 2011
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mmmh

E' tutto molto surreale , la trama è traslucida , quasi non ci si accorge che il libro ad un certo punto...finisce.
L'autore la tira troppo per le lunghe , meglio sotto forma di racconto . Le protagoniste poi sono davvero odiose , altro che prede e predatrici... noioso a tratti e molto , molto lento....

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Topi 2011-12-16 22:09:59 Ally79
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Ally79 Opinione inserita da Ally79    17 Dicembre, 2011
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Buoni o cattivi?

“Ancora oggi non so esattamente cosa mi spinse a fare quello che feci in seguito.Forse fu vedere quel pallido,crudele delinquente che si portava via il mio regalo di compleanno,il simbolo di tutte le mie ambizioni future;forse fu la rabbia per quello che aveva fatto alla mamma;forse fu perché mi aveva detto che ero brutta; forse la verità è che tutti abbiamo un limite oltre il quale non possiamo più sopportare-anche i topi-e che quando quel limite viene superato,qualcosa si spezza.”
E’ questo il momento esatto in cui una vittima si trasforma in carnefice.
Cosa la spinge?Cosa scatta nei meandri del suo cervello?E’il senso di giustizia?Il non tollerare più le angherie?O più semplicemente il fatto che in fondo siamo tutti attratti dal potere che da compiere un atto malvagio?La cattiveria, in fondo, ha un suo fascino?
Questo il tema che struttura il libro.
Shelley e sua madre sono miti,insicure,senza coraggio,senza autorevolezza:sono dei topi che vivono nascosti e il cui scopo nella vita è essere invisibili.
Il padre e marito le ha abbandonate,senza nulla concedergli,per una giovane 24enne.Le compagne di scuola di Shelley,un tempo amiche,oggi praticano su di lei ogni tipo di angheria verbale e fisica.I colleghi della madre approfittano indegnamente della sua intelligenza e della sua incapacità a pronunciare la parola "no".
Le due donne tentano insieme di ricostruirsi un loro mondo,in una casa isolata,lontana da tutti,dove riscoprire che le piccole cose che danno gioia sono curative per una psiche segnata.
Ma all’improvviso,quando meno lo aspettano e sicuramente quando meno lo meritano la violenza ripiomba nelle loro vite.
E’a questo punto che arriva la trasformazione e non si può negare che provino un piacere perverso nel metterla in atto.
Il gesto di rottura che compiono ha effetti sul loro vivere quotidiano,ma ancor di più sui loro processi psicologici.
Scoprono di poter compiere qualcosa di estremo e cresce in loro la consapevolezza di non aver più bisogno di nascondersi,di fuggire per non subire.

“Tanto in là ho camminato nel sangue
Che tornare indietro sarebbe fatica più aspra
Del procedere”

Al di là di ogni tipo di riflessione sul bene e il male,sul confine tra legittima difesa e accanimento,sull’incapacità di tornare indietro, c’è da dire che il libro è scritto benissimo.
I brevi capitoli danno velocità al racconto e sono magistralmente aperti e chiusi.Ogni capitolo è un anello completo che si incastra con il successivo creando attesa e lasciando nuovi spunti al pensiero.
Davvero un libro interessante che ancora una volta ci ricorda che il tempo,come sempre,tutto lascia passare.
Le cicatrici scompaiono,il ricordo dei dolori subiti anche,il senso di colpa per quanto commesso idem.

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Topi 2011-12-14 08:06:46 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    14 Dicembre, 2011
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Il topo e il gatto : due volti o uno solo?

Finalmente un autore esordiente in grado di regalarci la gioia di una buona lettura!
Come spesso accade, ci si avvicina ad un nuovo “volto” letterario con poca fiducia e alquanto prevenuti ( seppur inconsciamente a volte), ed è piacevole, invece, ritrovarsi entusiasti di un'opera che pagina dopo pagina assume colore e sostanza notevoli.

La storia raccontata da Reece è senza dubbio forte, mettendo in gioco problematiche dure ed eventi agghiaccianti. Sulla scena una girandola di situazioni che sembrano sfuggire ad un controllo razionale, causando una mutazione di vita e di pensiero dei personaggi rappresentati.
Sono tante le domande che percorrono il romanzo: può una persona che nasce topo divenire gatto?
Può un soggetto remissivo, che riesce solo a nascondersi e a subire le altrui decisioni, sfoderare tutto ad un tratto grinta o addirittura aggressività? Può una mente “normale” arrivare a pensare di compiere gesti fuori dalla propria portata?
L'autore elabora una risposta stupefacente, avvincente, sconvolgente.
Il lettore, basito e frastornato, viene investito di petto dalla narrazione e calato a tal punto nelle vicende, da percorrere insieme ai protagonisti, il lungo sentiero di quella che potremmo definire FOLLIA o LUCIDA DETERMINAZIONE.
Ottima la caratura psicologica dei personaggi, elemento imprescindibile e basilare per la costruzione di un romanzo di tal genere; tutto è racchiuso nell'anima e nella mente dell'essere umano qua rappresentato. Un universo ostico da comprendere, tenebroso, senza regole, dove tutto può trasformarsi e nulla va dato per scontato.
Lo stile di scrittura scorre rapido ma deciso, a tratti asciutto a tratti corposo, pronto a cogliere, all'occorrenza, le sfumature, i particolari, i pensieri, le ansie, le speranze delle creature nate da questa penna, destinate ad assurgere a simbolo di un'umanità schiva e sottomessa, etichettata come caratterialmente fragile, ma pronta a mostrare l'altra parte di sé in modo imprevedibile.
E' una lettura dal ritmo serrato, destinata ad essere gustata molto velocemente, ma giunti al termine è impossibile esimersi da una profonda riflessione.
Un romanzo audace e pienamente riuscito nell'intento di destare stupore e interesse nel pubblico.

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Topi 2011-08-02 16:26:01 alessio
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alessio Opinione inserita da alessio    02 Agosto, 2011
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che topi

il libro è scritto bene e offre una lettura molto scorrevole,il tema trattato è molto interessante.Personalmente mi aspettavo un trhiller con più colpi di scena.

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Topi 2011-06-14 11:38:51 supersimo
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Opinione inserita da supersimo    14 Giugno, 2011

E tu, sei un topo?

Buon romanzo, molto godibile, anche se tutto sommato prevedibile nel suo sviluppo. Ma l'analisi dei personaggi e le situazioni che affrontano pongono spesso di fronte al lettore la domanda: e tu cosa sei? sei un topo?... In un certo senso, ognuno è costretto a porsi questa domanda, ad analizzare la propria esistenza, cercando di vedersi dal di fuori, per trovare la risposta. Alla fine, probabilmente, ognuno di noi comuni mortali è un topo, che nasconde però potenzialità feline, alle quali i gatti devono fare molta attenzione...

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Topi 2011-05-31 14:07:51 gio gio 2
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gio gio 2 Opinione inserita da gio gio 2    31 Mag, 2011
Ultimo aggiornamento: 06 Luglio, 2011
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"Quando i topi cominciano a ballare...."

Non è certamente un'impresa facile esprimere delle opinioni riguardo a un thriller dove già nella trama viene svelato un po' troppo...togliendo al lettore buona parte di quel mistero che fa battere forte il cuore quando si ritrova ad affronatare questo genere di romanzi..ma...ho deciso di provarci ugualmente...

Come è già stato detto nell'ultima recensione l'argomento trattato è delicato,si parla di topi,titolo che l'autore esordiente,Gordon Reece,decide di affibbiare a delle figure remissive,che non combattono,di fronte a insulti,torti e persino molestie a livello fisico abbassano il capo...si nascondono,non combattono!

Sia Shelley che la madre,pur essendo entrambe dotate di un'ottima intelligenza ed avendo molte potenzialità,non usano queste qualità per reagire alle persone che le feriscono.La madre soccombe ad un marito che le vieta di avere una vita professionale,nella quale tra l'altro,aveva molto successo per poi,infine abbandonare il tetto coniugale per una ventenne frivola,ma..."gatta"...
E,nel frattempo,la nostra giovane protagonista,a scuola subirà le torture fisiche e psicologie delle compagne di scuole,un gruppo di suo coetanee,che fino a poco tempo prima considerava le sue care amiche del cuore.La ragazza non confida niente a nessuno,chi vede,finge di non vedere,essa porta tutto dentro di sè come una terribile vergogna.
Infatti,si sentirà "salvata" quando la più terribile tortura delle tre perfide "amiche" si abbatterà su di lei,perchè in questo modo la madre e la scuola verrenno a conoscenza del suo "segreto"...anche se...sappiamo tutti come gira il mondo...chi non ha il coraggio di "graffiare" perde anche quando ha tutte le prove a suo favore.
Diviene infatti interessante analizzare, in questo punto della storia, l'atteggiamento della società,di un preside che, per salvaguardare la reputazione del proprio istituto scolastico afferma: NELLA NOSTRA SCUOLA NON SONO MAI AVVENUTI ATTI DI BULLISMO DI NESSUN TIPO,ANZI,I NOSTRI SONO TUTTI ALUNNI ESEMPLARI...
Ed è li,che mi son posta una domanda...:un genitore "normale" come avrebbe reagito a tutto ciò...???...forse la risposta sta nel fatto che al figlio di un genitore "normale",o "gatto",per attenerci alla metafora usata da Reece,nessuno avrebbe osato far del male...infatti il gatto "fiuta" il topo...sin nella più tenera età!
E cosi,Shelley e la madre,accettano ben volentieri la proposta di far seguire alla ragazza delle lezioni private,per potersi riprendere dal trauma causato dallo "spiacevole incidente"...
I nostri due topi saran ben felici di nascondersi in una casa isolta a Honeysuckle Cottage.
Nella quiete di questo luogo di campagna, isolto dal resto del mondo,si costruiranno pian piano una vita serena,dimenticando pian piano le ferite lasciate dagli "artigli dei gatti"...

Ma...una notte Shelley...sentirà dei rumori "graffiare" dentro casa,turbando il sonno e la tranquillità delle sue inquiline ...e... sarà cosi che i nostri topi "cominceranno a ballare"...

Devo dire peccato,peccato...una trama che svela troppo,si,ha guastato non poco il piacere di ciò che avrei altrimenti definito un ottimo thriller psicologico,altra pecca (anche questo è già stato detto) un finale eccessivamente precipitoso,buona invece la suspence che si viene a creare prima della fine dell'ultimo capitolo.
Lo stile di Reece,autore esordiente,è notevolmente fluido e possiede un potere narrativo coinvolgente,tale da riuscire a creare una sorprendente empatia tra lettore e personaggi!
Un interessante riflessione psicologica su un mondo di mediocri divoratori che scalano senza timore le montagne del successo,di notevoli personaggi che per amor di pace e per timore del mondo,si nascondono nella loro tana.E un'analisi "spietata" sul significato della parola VENDETTA!


A parte le riserve espresse...consigliato a tutti gli amanti del genere e non...!!!

Nella vita vince chi "graffia" di più...???
Sta a voi scoprirlo...o...valutarlo...

Si divora in un sol boccone...

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Topi 2011-05-21 12:30:33 Gondes
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Gondes Opinione inserita da Gondes    21 Mag, 2011
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TOPI

Romanzo molto semplice e scorrevole che tratta però un tema molto delicato. La metafora del topo e del gatto è molto appropriata. Un topo si può trasformare in un gatto? Secondo Gordon Reece sicuramente si, secondo il mio parere si può essere topi senza aver paura dei gatti, ma specialmente si può essere gatti senza per forza mangiare topi. A parte i discorsi filosofici, il libro mi sembra ben scritto con parti veramente incalzanti. A un certo punto (pag.79) la protagonista sente dei rumori provenienti dalla scala scricchiolante e capisce che c’è qualcuno in casa: il romanzo a questo punto diventa adrenalico, la tensione sale e sembra di provare le stesse sensazioni. A qualcuno può venire in mente certe situazioni di panico in cui si è trovato nella propria vita e purtroppo riviverle. L’unico appunto che si potrebbe fare a questo romanzo è il fatto che l’autore poteva aggiungere qualche altra pagina e non aver fretta di finire la storia.

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Topi 2011-04-15 08:36:28 miani
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miani Opinione inserita da miani    15 Aprile, 2011
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Da prede a predatrici

Scorre via veloce, personaggi ben delineati..... gli eventi accadono uno dopo l'altro con un climax che ti incolla alla lettura.

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Topi 2011-04-04 14:18:35 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    04 Aprile, 2011
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Scappiamo...arrivano i topi!

Esordio brillante, Reece da bravo pifferaio magico, mi ha ammaliato per tutto il tempo e mi ha incollata nell’intreccio di questo thriller psicologico scritto davvero bene. Tra gli episodi di bullismo che annichiliscono Shelley, una giovane adolescente già provata per l’abbandono del padre e la triste condizione di Elizabeth la madre, a sua volta vittima di mobbing, si intreccia un episodio di morte inaspettata. Tuttavia le due donne riusciranno a uscire dalla loro condizione di indifese, solitarie, spaventate e recessive su tutto, adesso non squittiscono e non scappano più come “topi”, ma ruggiscono e si difendono come …..gatti!

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Topi 2011-03-12 14:47:47 joshua65
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joshua65 Opinione inserita da joshua65    12 Marzo, 2011
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Donne e topi (di paglia)

Cane di paglia, bellissimo film di Peckinpah, parla di un tranquillo professore di matematica, interpretato da Dustin Hoffman, che si trasforma in un freddo (ed efferato) assassino, per difendersi da alcuni sbandati che cercano di entrare in casa sua, perché vogliono uccidere lui e la moglie.

Il film, per ovvie esigenze di copione, non spiega, ma si limita a mostrare la trasformazione del personaggio, e l’escalation di violenza che ne consegue, senza dare giudizi morali. Indugiando sull’essere primordiale che è rimasto in ognuno di noi, anche se sepolto dalle infrastrutture etico morali poste dalla società, pronto però a riemergere quando dobbiamo dare conto al nostro istinto di sopravvivenza.

Shelley, la giovane protagonista di Topi, è un cane di paglia, o un topo come si definisce lei, che ha passato buona parte della sua adolescenza a subire, in buona compagnia della madre.

Abbandonata dal padre, e oggetto di ripetute violenze da parte di un gruppo di compagne di scuola, un tempo amiche del cuore, ma oggi carnefici, solo perché esaltate da tanta remissività, si trasferisce con la madre in una casa di campagna, lontana dalla città e quindi isola felice, perché distante dalla civiltà e dai soprusi fisici e morali, dei quali è stata ripetutamente oggetto.

In questa nuova fase della sua vita troverà ancora una volta un carnefice, ma avrà modo di capire durante questa nuova, allucinante, esperienza, qual è la reale importanza della riscossa.

Libro avvincente, ricco di pathos e dosato nei colpi di scena, ti cattura sin dall’inizio, e non ti lascia fino ad un consistente ed inaspettato finale (che ovviamente non vi svelerò).

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Consigliato a chi ha letto...
ed ama i thriller e i film di Brian De Palma
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Topi 2011-03-05 15:46:22 paola giobbi
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Opinione inserita da paola giobbi    05 Marzo, 2011

da leggere

scritto molto bene scorrevole e avvincente. curata la psicologia e la personalità delle protagoniste. descrizioni e ambiente dettagliate. si legge in un fiato

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