Un po' più in là sulla destra
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Opinioni inserite: 8
un nodo ingarbugliato
Luis Ludwig Kehlweiler detto il Tedesco, ex commissario di polizia accantonato per una menomazione fisica da incidente sul lavoro.
Luis ha il pallino per i casi compilicati, per i risvolti inaspettati, per gli indizi che tutti scarterebbero a priori, per quelle poche possibilità che però il suo istinto lo portano a seguire.
Luis ha numerosi collaboratori ed informatori, ha fascino e lo sfrutta "tutto gli si appiccica addosso" come dice la vecchia prostituta amica di Luism, Marthe.
Luis ha un collaboratore, che lavora per lui come archivista, Marc, detto San Marco, appassionato di Medioevo.
Marc vive in un bugigattolo con atre tre persone tra coi il bizzarro cacciatore-ricercatore Mathias, detto San Matteo.
Luis trova una traccia in un escremento di cane: un frammento di osso umano.
Da qui inizia il divertente giallo-noir targato Vargas.
Confessso, ho faticato a finire questo romanzo, a volte troppo ingarbugliato e scritto con uno stile veloce, molto colloquiale.
Nel complesso direi un buon libro ma, non mi ha colpito eccessivamente.
Ripeto, è un'opinione personale e per tanto opinabile.
Mi sono piaciuti molto i personaggi, stampalati che un po' mi hanno ricordato quelli di Pennac...
Non mi sento di sconsigliarne la lettura..ad altri è piaciuto tantissimo, a volte c'è chi "canta fuori dal coro" =)
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Perché accontentarsi di un giallo quando puoi leggere Vargas.
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E' la prima opera della Vargas che leggo e ne sono rimasta affascinata.
Il suo animo da archeozoologa si nota nella cura dei particolari e nell'attenzione ai dettagli.
Bellissimi e profondi i personaggi, descritti con tale maestria e dovizia nei particolari(non solo fisici, che pare averceli davanti.
Davvero affascinante il Tedesco e simpatici sono Marc e Mathias...
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parigi magica e nera
bei personaggi trama più nera che gialla è un bel leggere
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Che io mi ricordi Kehlweiler si incontra solo in questo libro. E' un personaggio davvero singolare, da cui Adamsberg ha sicuramente ereditato dei tratti. Concordo con Marmy che "denuncia" la mancanza di uscite cronologiche in Italia. Io stessa sono stata vittima di questa mancanza di rispetto del lettore. Dopo aver letto io sono il tenebroso che mi ha letteralmente fatto innamorare della nostra amica Fred ho letto L'homme à l'envers....chiaramente non trovando piu' i miei amici Luca, Matteo e Marco mi sono chiesta dove fossi incappata. Bhé quel libro proprio per una questione di cronologia sbagliata non l'ho apprezzato per niente,,,,
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Ovvero il piacere della lettura.
Dietro al Tedesco, appassionato di panchine a Parigi, dove osserva uomini ed emozioni, ci avventuriamo da Parigi sino al Finistterre, per cercare di dare un nome ed un corpo a quel mignolo trovato negli escrementi di un cane.
Kehlweiler cammina, pensa e, soprattutto, non lascia mai nulla incompiuto. E' generoso con gli amici, come con Marthe per esempio che, rimasta senza casa, trasferisce a casa sua e si prodiga in consigli, ma con poche parole, perchè lei, Marthe indifferentemente conosce bene sia uomini che donne. Conosciamo Marc, che ama forse troppo il Medioevo così come le donne solo che queste ultime non sembrano ricambiarlo, e Bufo, il fedele amico del Tedesco che vive quasi sempre in tasca perchè è un rospo, anche poco intelligente.Tutto così scorre velocemente, troppo velocemente tra ironia, melanconia e ci si ritrova ad aver scoperto vittima e carnefice velocemente; troppo velocemente. Chiudi il libro e ti dispiace
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Che bello l'ultimo libro dellaVargas! La storica giallista francese ci ha regalato un giallo davvero picevolissimo con riferimenti alla storia più vicina della seconda guerra mondiale, durante l'occupazione nazista.
All'inizio si è un pò disorientati da questo nuovo personagggio"il Tedesco" e si rimpiange il mitico commissario Adamsberg.
Poi, si procede in questa narrazione piena di figure strambe, ai margini dell società, squattrinati sognatori, con codici e solidarietà tutte loro, amori infelici e un rospo per amico nella tasca.
Ed è mentre si delineano pian piano le storie ed i personaggi che si scopre con piacere che i perdenti sono i vincenti quando cercano la verità e alla fine, insieme, la trovano, inseguendo un crimine nascosto nella cacca di un cane da Parigi ad un bar con il biliardo in Bretagna.
E alla fine "ho voglia di una birra".e "Antoniette ..portò una birra senza che avesse ordinato niente. E' da questi particolari che sai che un caffè ti è entrato nell'anima."
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Continua ad affascinare
Mi associo al coro delle lamentele sulla scelta della casa editrice di far uscire le traduzioni italiane non in ordine cronologico ma, apparentemente a caso. Questo sarebbe il secondo della serie dei tre storici e verrebbe prima di "Io sono il tenebroso" ma anche ad essere affezionati lettori della Vargas un po' ci si dimentica dei libri usciti 5-8 anni fa.
Ma bastano poche pagine per ricordarsi bene di un personaggio come Kehlweiler, detto Il Tedesco, degli Evangelisti e di Marthe, "che lei li conosce bene gli uomini".
Sono personaggi densi di umanitá in un'ambientazione anche un po' surreale. Si segue la storia e si vuole scoprire la veritá, come in un giallo che si rispetti, ma ci si delizia anche dei sottili equilibri tra ironia e precisione narrativa. Il classico libro in cui si é combattuti tra al voglia di finirlo ed il dispiacere che sta per finire.
Insomma, la solita Vargas che (finora) non ha mai deluso.









