Una storia crudele Una storia crudele

Una storia crudele

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La presentazione e le recensioni di Una storia crudele, opera di Kirino Natsuo edita da Giano. Koumi Narumi, trentacinquenne scrittrice in piena crisi creativa, fa perdere le tracce di sé lasciando al marito il suo ultimo dattiloscritto, intitolato Storia di una crudeltà. Il romanzo, che il marito invia all'editore insieme a una lettera, racconta il terribile caso di cui la scrittrice è stata protagonista da bambina: rapita da un operaio semianalfabeta all'età di dieci anni, è stata da questi segregata in casa sua per circa un anno, diventando la sua inseparabile «compagna» in un rapporto agghiacciante e complesso segnato dal comportamento maniacale del rapitore. Di giorno, l'operaio Abekawa Kenji era un uomo meschino e spietato che sottoponeva la piccola a numerosi maltrattamenti; di notte, era buono e gentile e trattava la bambina come un'amica preziosa. La relazione era resa ulteriormente ambigua e crudele da un terzo personaggio, Yatabe, un collega di Kenji il quale viveva presso lo stesso condominio e spiava i due attraverso un foro nella parete. Dopo la liberazione, la bambina stenta a recuperare la normalità, ossessionata dal ricordo del suo carceriere e del vicino voyeur. Sottoposta alle cure di una psicologa e ai continui interrogatori di un misterioso detective da un braccio solo, sviluppa una forza d'immaginazione in grado di alimentare il suo innato talento e che le permette di diventare, a quindici anni, una scrittrice prodigio. Nonostante il grande successo, tuttavia, Keiko è segnata a vita dalla vicenda vissuta da bambina, non riesce a liberarsene e alla fine, complice un'improvvisa lettera scrittale da Kenji (uscito di prigione, svolge mansioni da inserviente presso un ospedale), decide di scomparire per sempre, forse per raggiungere il suo carnefice, chissà dove, chissà quando. A chiudere il romanzo, una seconda lettera del marito della scrittrice all'editore, in cui egli rivela di aver perduto ogni speranza, nonché di essere Miyasaka, il detective da un braccio solo che alla fine aveva sposato Keiko.

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Una storia crudele 2012-01-09 15:22:08 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    09 Gennaio, 2012
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Come il fango...

Una storia di vittime e carnefici. Agghiacciante, per contenuti, per lo spessore delle storie che vengono raccontate ed il modus operandi che la protagonista del libro adopera intrappolando la verità in due mondi paralleli, la realtà e la fantasia. Ma chi è la vera protagonista che si cela dietro il rapimento? E' forse Keiko o è forse Narumi? O è forse Natsuo? L'unica cosa certa è che grazie alla traduzione lineare di Gianluca Coci, sono rimasta ammaliata e non l'ho chiuso fino alla parola fine....ammesso che ci sia una fine....
"La mia storia crudele era stata usata per secondi fini".

L'altra certezza è che Natsuo Kirino è Natsuo Kirino!! E' ora di piantarla di associarla a Haruki Murakami (cit. Booklist)

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