A Dio spiacendo A Dio spiacendo

A Dio spiacendo

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La presentazione e le recensioni di A Dio spiacendo, racconti di Shalom Auslander editi da Guanda. Dopo essere morto, Yankel Morgenstern approda in paradiso, dove scopre che Dio è un grosso pollo soddisfatto di sé: tocca adeguarsi e, nel caso, cambiare le proprie abitudini alimentari. A Schwartzman, invece, Dio ordina di erigere un altare dorato nel cortile di casa, poi di comprare legno di cipresso per costruire un’arca. Stanley Fisher, a sua volta, in un momento di difficoltà, compie un viaggio in Israele e in una caverna del Negev trova tredici tavolette di pietra antichissime, portatrici di un messaggio che potrebbe cambiare l’intero corso dell’esistenza umana; solo che nessuno le vuole comprare, nemmeno su eBay. In questi racconti Shalom Auslander tratteggia una serie di incontri-scontri con l’Onnipotente, sardonici e dissacranti, surreali eppure precisi nel descrivere il complicato rapporto tra l’uomo e la religione. Il Dio di Auslander a volte soffre di emicrania, può essere un temuto businessman, o ancora può scendere di persona a Manhattan per eliminare qualcuno inspiegabilmente sfuggito alla rigida programmazione delle morti. Il mondo intero, animali compresi, è in balia di questo Dio autoritario e implacabile, una creatura capricciosa e dispotica che, con la costante minaccia di punizioni nel mondo a venire, li costringe a seguire assurde norme nel mondo presente. Ma la narrazione di Shalom Auslander lascia aperta una via per combattere l’ossessione del precetto: quella di un’ironia irriverente, a tratti feroce ma liberatoria. E forse, tutto sommato, ci si può concedere un cheeseburger anche nel giorno di Shabbat.

Shalom Auslander è nato e cresciuto a Monsey, New York. Ha scritto per le testate «New Yorker», «Esquire» e «New York Times Magazine» e collabora regolarmente alla trasmissione radiofonica This American Life.

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A Dio spiacendo 2011-02-26 17:33:09 bucintoro
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bucintoro Opinione inserita da bucintoro    26 Febbraio, 2011
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a dio spiacendo

un libro surreale (dio che gira per la città con una pistola in tasca, insieme alla morte e a lucifero, per giustiziare chi "deve" morire perchè cosi è stato e cosi sempre sarà.) . dissacratorio e sconsigliato ai credenti piu fervidi. descrive le vicissitudini di una famigli ebrea con dissidi interni sul come debba essere vissuta la vita. non un gran che. interessanti invece i vari riti che la religione ebraica adotta sia sui cibi che su altri mille aspetti.

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