Bestiole e bestiacce
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David Sedaris (Johnson City, New York, 1956), è nato da una vasta e pittoresca famiglia di origini greche. Si è iscritto alla Kent State University dell'Ohio per poi intraprendere un'esistenza equamente divisa tra viaggi e lavori poco ortodossi. Nel 1987 si è diplomato all'Art Institute di Chicago, ma la vera svolta della sua vita è stata quando ha scelto di lavorare per qualche settimana come elfo di Babbo Natale nei grandi magazzini Macy's. Nel 1994 ha pubblicato Barrel Fever, nel 1997 Naked e nel 2000 Me Talk Pretty One Day con un successo sempre più travolgente. Vive a Londra. Con Mondadori ha pubblicato Ciclopi (2003), Holidays on Ice (2003), Me parlare bello un giorno (2005) e Mi raccomando: tutti vestiti bene (2006), Diario di un fumatore (2007) e Quando siete inghiottiti dalle fiamme (2009).
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Di quando Cappuccetto rosso sbranò il povero lupo
C'era una volta un coniglio che era dotato della stessa, "simpatia",verve e determinazione di Annie Wilkes (ricordate l'infermiera in Misery di Stephen King?) con una mazza ferrata si era messo a protezione della sua radura paradisiaca dove viveva con gli altri animaletti, gufi,rospi,allodole,cerbiatti etc etc, con molta generosità ne faceva provare la consistenza a corvi curiosi,serpentelli indisponenti, perfino ad un unicorno che pretendeva di donare la felicità al prossimo,figuriamoci...la felicità! Sangue, interiora e rimasugli di cervelletto coloravano il prato quando c'era lui al cancello, finchè un giorno venne una bella topa di fogna che...Credo che abbiate capito che le sedici favole di animali scritte da Sedaris, avrebbero fatto accapponare la pelle ai poveri Fedro ed Esopo, ma vi assicuro il loro cinismo strappa sempre un sorriso, una narrazione senza fronzoli, storie drammaticamente reali, gli animali di Sedaris hanno tutto quello che è l'uomo oggi, privo di idee originali,disgustosamente egoista e senza scrupoli,insomma,come direbbe Nietzsche:"quando guardi nell'abisso,l'abisso guarda in te". "Adesso , correte da me, miei piccoli sette capretti, che la mammina ha bisogno di carne per lo stufato..."









