Finzioni
Editore
Di Jorge Luis Borges (Buenos Aires 1899 - Ginevra 1986) Einaudi ha pubblicato nei «Tascabili» Finzioni (nella collana «Scrittori tradotti da scrittori», nella versione di Franco Lucentini e poi negli «ET Scrittori»), Manuale di zoologia fantastica (scritto con Margarita Guerrero), Elogio dell'ombra, Cronache di Bustos Domecq (scritto con Adolfo Bioy Casares) e Evaristo Carriego; nella «Collezione di poesia» è uscito Carme presunto e altre poesie. Nei Saggi è uscito nel 2006 La biblioteca inglese. lezioni sulla letteratura.
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Il mondo fantastico di Borges
E' molto difficile fare una recensione su un libro come questo. Così come è molto difficile parlare di un autore complesso come Jorge Luis Borges. Sicuramente "Finzioni" non è un libro facile da affrontare e spesso si fa l'errore di affrontarlo con un eccesso di disinvoltura. Ma così non si può fare perchè Borges merita il massimo dell'attenzione e della dedizione.
In questo libro composto da diversi racconti, si compone davanti al lettore, come una mirabile visione, il mondo evocativo di Borges: un mondo dove l'erudizione, la letteratura e il fantastico si intrecciano e si fondono per creare una dimensione onirica, dove è facile non ritrovare più la via del ritorno. Ci si sente quasi smarriti davanti alla favola di Borges: si tratta di una favola incantevole e meravigliosa, tanto cara alla lettaratura sudamericana (come si fa a non pensare a Gabriel Garcia Marquez). Il titolo "Finzioni" spiega tutto. Si tratta di una realtà labirintica e meravigliosa, in cui il reale sfuma nella finzione, in cui la quotidianeità si infrange nel sogno. La realtà di Borges, infatti, è un enigma retto da leggi e regole proprie, rigorose e inafferabili al tempo stesso.
Se intendete fare un viaggio nel mondo di Borges, questo è il libro che fa per voi.
Buona lettura!
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Ultimo aggiornamento: 04 Aprile, 2012
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IL libro. Punto.
Avete presente quando vi chiedono "quali libri portereste su di un'isola deserta?"
Ecco, questo è il mio. Non me ne servono altri. L'ho letto decine di volte ed ogni volta è meglio della precedente. Lo so a memoria (e stento a parlare di Memoria, c'è un solo uomo che ha diritto di parlarne, e quest'uomo è Funès) ma ogni volta mi sorprendo a scoprire nuove sfumature, o a gustare ancor più pienamente le vecchie... ma basta parlare di me.
Se cercate Borges in un'enciclopedia, in genere trovate tigri, specchi, gaucho, labirinti e riferimenti colti (veri o fittizi che siano). E questo c'è anche qui, ma pensare che sia tutto qui è come dire che un uomo sia idrogeno, ossigeno, carbonio, azoto e cento altri elementi chimici. E' vero, ma direste che un uomo è solo questo?
La dimensione di Borges è il racconto, e qui raggiunge forse i migliori esempi che si possano trovare nella letteratura mondiale. Prosa curata, efficace, precisa, meno descrittiva che evocativa, in poche pagine ti fa entrare in un mondo alternativo, in una biblioteca inimmaginabile ma non infinita, in una città dove il caso regna sui destini dei suoi abitanti, in un giardino dove si incrociano molti destini, in casa di una persona particolarmente brava a ricordare, e molto altro ancora. E una volta finito il racconto ti trovi lì, dov'eri prima, ma con una consapevolezza diversa della tua vita e delle mille possibilità dell'ingegno umano.
In questo libro c'è un mondo, ci sono molti mondi: Borges li racconta per accenni, per indizi, per accumulazioni successive; sta poi al lettore comprendere e completare, per arricchirsi e godere di questo fantastico narratore.









