Il manoscritto di Brodie Il manoscritto di Brodie

Il manoscritto di Brodie

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La presentazione e le recensioni di Il manoscritto di Brodie, opera di Jorge Luis Borges edita da Adelphi. Due fratelli, violenti e solitari, vivono chiusi nel cerchio di un rapporto esclusivo. Quando scoprono di essere innamorati della stessa donna, non esitano a sbarazzarsi di lei e di un sentimento che li umilia per tornare alla loro vecchia vita di uomini tra uomini. Con questo laconico capolavoro, L’intrusa, si apre la raccolta di racconti (ingannevolmente) «lineari» e «realisti» che un Borges ormai settantenne volle scrivere all’insegna del giovane Kipling. Racconti popolati di guappi sfrontati, cuchilleros, picchiatori di partito, armi che tornano a colpire dopo la morte dei loro gauchos (perché nel ferro «dormiva e stava in agguato un rancore umano»), contadini di ancestrale ferinità, sanguinosi duelli post mortem e delicati duelli intellettuali – capaci, sempre, di bruciare in un breve attimo di verità la vita di un uomo –, e insieme segretamente intessuti dei simboli e dei motivi ben noti ai lettori di Borges: come nello swiftiano racconto che dà il titolo alla raccolta, dove il rapporto di un missionario scozzese ci proietta nel paradossale mondo degli Yahoos. «L’età ormai avanzata» dice del resto l’autore nel Prologo «mi ha insegnato la rassegnazione di essere Borges». La prima edizione del Manoscritto di Brodie risale al 1970.

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Il manoscritto di Brodie 2012-05-20 08:30:57 enricocaramuscio
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enricocaramuscio Opinione inserita da enricocaramuscio    20 Mag, 2012
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Storie di guappi e coltelli

Undici brevissimi racconti racchiusi in meno di novanta pagine, in cui la vera protagonista è Buenos Aires con i suoi sobborghi, i guappi, i coltelli, le sue regole scritte e non scritte, i suoi intrecci di amore, amicizia, morte. Troviamo così due fratelli che si dividono la stessa donna, un duello in cui gli uomini sono solo dei mezzi per far combattere le spade, un guappo che difende la sua famiglia anche dall’ oltretomba e tanti altri personaggi e situazioni dello stesso genere. Lo stile non è male, ma la ripetitività di alcuni elementi che accomunano tutti i racconti e lo scarso interesse che questi suscitano fanno di quest’ opera di Borges un libro poco coinvolgente e forse un po’ noioso, in cui a spiccare è solo la sottile ironia con cui l’ autore sembra quasi prendersi gioco di alcuni comportamenti umani quali l’ intolleranza, il maschilismo, la violenza.

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