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Il signore delle mosche Il signore delle mosche

Il signore delle mosche

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La trama e le recensioni di Il signore delle mosche, romanzo di William Golding edito da Mondadori. Un aereo cade su un'isola deserta mentre è in corso un conflitto planetario. Sopravvivono solo alcuni ragazzi che si mettono subito all'opera per riorganizzarsi senza l'aiuto e il controllo degli adulti. Sembra il prologo ideale per un romanzo d'avventura che celebri il pragmatismo e il senso della democrazia britannici. Qualcosa invece comincia a non funzionare come dovrebbe, emergono paure irrazionali e comportamenti asociali, da cui si sviluppa una vicenda che metterà a nudo gli aspetti più selvaggi e repressi della natura umana. Il Signore delle Mosche, 14 milioni di copie vendute solo nei paesi di lingua inglese, è la prova d'esordio e il manifesto di William Golding, premio Nobel per la letteratura nel 1983, che ama riconoscersi e riassumersi in questa frase: "L'uomo produce il male come le api producono il miele".

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Opinioni inserite: 23

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Il signore delle mosche 2014-05-14 21:02:55 Mr. A
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Mr. A Opinione inserita da Mr. A    14 Mag, 2014
Ultimo aggiornamento: 14 Mag, 2014
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L'uomo tra bene e male, razionalità e violenza

In questo breve romanzo (250 pagine) Golding esplica la sua celebre frase "L'uomo produce il male come le api producono il miele".
Lo fa utilizzando quelle che possono sembrare le creature più innocenti che esistono, i bambini.
Sopravvissuti ad un incidente aereo, un gruppo di ragazzi si ritrova a vivere una vita disagiata su un isola deserta. Subito tra loro si elegge un capo, Ralph, un ragazzo democratico e saggio, che per il bene della comunità decide di accendere un fuoco sulla cima della montagna per creare una sorta di segnali di fumo ed essere salvati dalle navi che transitano vicino all'isola. Jack, un ragazzo che nel romanzo rappresenta l'antagonista principale, aggressivo e impulsivo, forma un gruppo di cacciatori che sempre più assetati di sangue passano le giornate a soddisfare la loro voglia di carne e sangue, stanando e uccidendo i maiali nella foresta.
Una bestia misteriosa accenderà il terrore nei ragazzi e i cacciatori gli lasciano come tributo un macabro totem, una lancia con immolata una testa di maiale, che riempita di mosche prenderà il nome di "signore delle mosche". Non pochi contrasti saranno costretti a superare i ragazzi finché Jack decide di distaccarsi dal gruppo e formare un gruppo a se, e il suo carattere aggressivo degenera compiendo atti molto violenti nei confronti degli altri compagni...

Perché un gruppo di bambini ? Golding vuole dimostrare che anche le figure più innocenti nascondo le debolezze e i contrasti degli esseri umani adulti, la violenza innata degli uomini, il predominio degli istinti più animaleschi si manifestano puntualmente quando i ragazzi iniziano ad avere piena autonomia e libertà. Netto è il contrasto quindi tra bene e male, anche una paradisiaca isola tropicale nel bel mezzo del pacifico diventa, grazie al male prodotto dall'uomo, un inferno di angoscia e desolazione, ne viene fuori una visione assolutamente pessimistica dell'indole umana, capace di provocare tanta angoscia nel lettore.

Leggere questo libro è come trovarsi davanti ad uno specchio dannato, che riflette le cose più torbide dell'animo umano, che con la nostra società civile abbiamo dimenticato di avere ma che sono e saranno inevitabilmente dentro di noi.

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1984, animal farm, fahrenheit 51....
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Il signore delle mosche 2014-02-04 09:51:29 Yoshi
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Yoshi Opinione inserita da Yoshi    04 Febbraio, 2014
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la solita bastian contraria..

Domenica sera ho iniziato questo libro e ieri sera l'ho chiuso (PER FORTUNA) e spero di dimenticarmene presto.
Il genere distopico non è fra i miei preferiti, non per chissà quali ragioni, ma possiamo accendere il telegiornale per trovarsi dentro alla realtà dei nostri giorni che non differisce troppo dal genere distopico.
Questo genere tendo ad evitarlo perché di negatività e schifezza ce n'è anche troppa, ma me l'avevano regalato quindi non potevo lasciarlo li.
Lo so, forse la prendo nel verso sbagliato ma non me ne frega nulla!
Così come 1984 anche questo "romanzetto", ("etto" perché sono solo 200 pagine), è brutale e violento psicologicamente.
Dei ragazzini, causa incidente aereo, sono costretti in un isola deserta.
Da subito si formeranno gerarchie: il più figo, lo sfigato, il pazzo, i deficienti, i cacciatori e la bestia.
Dovranno cavarsela e presto inizieranno i primi "massacri" ai maiali, dopo di che non contenti, si passerà alla caccia al ragazzo.
Ebbene si, i gruppi si divideranno, la pazzia e la stupidaggine che solo l'uomo (grande o piccolo) può covare, degenererà nel caos e nella distruzione.
Certo, perché? Potevamo forse aspettarci che fossero diversi i comportamenti? Ovvio che no, non sarebbe diventato un Classico.
Potevamo forse aspettarci che ci fosse qualcosa di costruttivo? Ma stiamo scherzando?
Mi ha fatto arrabbiare, mi ha stancato, mi ha innervosito e a volte mi ha fatto saltare pagine.
Non so perché tutto questo fastidio, forse perché non c’è nulla di diverso da ciò che sentiamo tutti i giorni tranne che non siamo in un’isola deserta.
Mi ha dato sensazioni brutte, negative, tristi.
Non mi ha lasciato nozioni, ne conoscenza in più di quella che già avevo acquisito dopo 29 anni di vita. Bensì la solita stessa solfa, trita e ritrita della stupidità umana (non di tutti ovviamente, non voglio fare di tutta l’erba un fascio!!).
Questi ragazzini che si comportano come bestie feroci.
Caccia al più debole, riti e cantilene inquietanti.
L’uomo che si trova braccato finalmente come se fosse un maiale. BAD KARMA!!!
Mi ha disturbato e forse è questo il motivo per cui un classico viene ritenuto tale.
(Lo penso davvero? adesso lo metto in dubbio!)
Questa tipologia di libri arrivano violenti dentro al cervello e te lo tengono sconquassato per svariati giorni.
Sviluppando il lato pragmatico, posso solo dire che la narrazione è spesso lenta e con lunghe descrizioni dell’isola. Un po’ per girare intorno alla storia di questi ragazzini.
I personaggi sono quelli standardizzati che ho elencato sopra: il protagonista eroe, lo sfigato che si rivela l’unico che ha buon senso ma che fa sempre una brutta fine, il cattivo, gli sgherri del cattivo e via dicendo.
Nessuna empatia ovviamente, non c'è tempo per crearla perché la storia è già conclusa.
Fai solo a tempo a provare odio e rabbia e sinceramente non vedevo l’ora di finirlo.
Lo consiglierei?
Dicono che essendo un classico, va letto, anche se non piace.
Io non sono proprio d’accordo.
UN LIBRO a prescindere dal classico, va letto se sai che ha qualcosa da comunicare.
E questo non lo consiglierei.

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Il signore delle mosche 2013-12-21 15:41:46 mia77
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mia77 Opinione inserita da mia77    21 Dicembre, 2013
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Il signore delle mosche di William Golding

E' la storia di alcuni ragazzi inglesi sopravvissuti ad un disastro aereo ( tema della caduta). Sono tutti di buona famiglia borghese e, una volta raggiunta un'isola deserta, devono auto-organizzarsi e governarsi, senza alcun controllo adulto. All'inizio tutto sembra procedere bene, poi pian piano tutto si sgretola ed iniziano a comparire i primi comportamenti anti-sociali e vengono in luce gli aspetti "bestiali" della natura umana. In questo libro c'è un focus sulla malvagità della condizione umana e la regressione della stessa verso la barbarie. Per questo il romanzo può sembrare una apologia del male. Qui i ragazzini non sono corrotti dalla società ( come invece sosteneva Rousseau), ma hanno dentro di sè il seme del male, che li spinge alla guerra e alla sopprafazione. Scritto dopo la seconda guerra mondiale, forse l'autore vuole condannare la società che ha permesso l'Olocausto e lo sterminio degli ebrei. C'è il concetto dell'"Homo homini lupus" di Plauto, ripreso in seguito da Hobbes, per il quale lo stato di natura è una guerra di ogni uomo contro tutti gli altri.
E' un romanzo pessimista e abbastanza angosciante, ma assolutamente a leggere.
Mi chiedo perchè i bambini naufraghi fossero tutti maschi. Forse la presenza del sesso femminile avrebbe migliorato la situazione sull'isola, non permettendo che degenerasse e mantenendola pacifica? Meditate gente, meditate....

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Il signore delle mosche 2012-09-19 16:56:31 Alipro
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Alipro Opinione inserita da Alipro    19 Settembre, 2012
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Inquietante

Sul fatto che sia un libro da leggere, anzi, uno di quelli che tutti dovrebbero leggere non ci sono dubbi. Sul fatto però che sia una lettura piacevole ne ho qualcuno. Non tanto per la storia (originalissina) o per la tragica morale che il libro lascia trasparire (i bambini sono cattivi ... i bambini diventeranno uomini ... gli uomini sono cattivi), quanto per il fatto che la sua lettura non è semplice. Se dipenda dalla traduzione non mi è chiaro ma sicuramente bisogna "tornare indietro" tante volte, alla ricerca di qualche particolare sfuggito, così come a volte è difficile capire, nell'ambito di un dialogo, chi sta parlando.
La narrazione è a volte lenta, piena di dettagli (sulla foresta, sulla spiaggia, sui ragazzi) .... la storia scorre lenta per almeno 200 pagine ... poi nelle ultime 20 si scatena la violenza inaudita, quella che fa pensare e non ti farà mai dimenticare di aver letto questo libro. Il tutto ... con la costante presenza della "bestia" .. dove ognuno dei bambini protagonisti (e dei lettori...) vede le proprie paure, le proprie insicurezze, i propri dubbi ...

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Il signore delle mosche 2012-09-14 13:33:01 Mephixto
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Mephixto Opinione inserita da Mephixto    14 Settembre, 2012
Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 2012
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Questione di feeling

Ho chiuso da poco le pagine di questo romanzo, purtroppo come da titolo, non sono riuscito ad entrate in sintonia con lo scrittore, non solo per i temi, ma per il modo in cui li ha espressi.
In alcuni istanti mi è addirittura sembrato di leggere "la fattoria degli animali" di Orwell, ma rimane una sensazione.
Certo, Golding tratta dei temi sociologici importanti dimostrando, con fantasia, quanto l'uomo sia a livello di coscienza comune socialmente poco evoluto, ma anzi, quanto mai legato ad un retaggio remoto fatto d’istinti,più di quanto si possa immaginare. Si potrebbe dire che ci riporta al eterno scontro tra Atene e Sparta: la saggezza e l’equilibrio della prima, la forza e la brutalità della seconda.( ma lo scopo finale è sempre quello: la sopravvivenza)
E su questo, nulla da eccepire!
Ma ai miei occhi, è una visione molto pessimistica e distorta, in quanto, questa involuzione sociologica mi sembra che tenda ad escludere che un giorno, ricominciando daccapo, l'essere umano non possa tornare a concepire una coscienza civile. (cosa di cui tutto sommato a dimostrato di esserne in grado) emergendo così nuovamente da un periodo oscuro, dando vita ad un nuovo Umanesimo illuminato. Purtroppo è esclusa la presenza del gentil sesso, che avrebbe,secondo me, inciso in modo importante sul evolversi dei fatti. L’ assenza giustifica in parte, ai miei occhi, l’evolversi della trama e il tema nel modo trattato. In questo modo Golding si semplifica la vita, ma ripeto, distorce una costante sottraendo un numero di variabili infinito. Comunque non voglio dilungarmi nel analizzare il testo in questa sede, primo perche non sono all’altezza, in quanto altri più illuminati di me hanno consacrato a capolavoro questo titolo, e in secondo perche diventerei prolisso e non ritengo sia questo il luogo per esserlo… Quindi, passerò direttamente allo stile.
Ho trovato il modo di scrivere di Golding secco e sterile,desueto e contorto, mi ha privato di ogni emozione, non ha saputo trasportarmi, nemmeno nelle scene più concitate.
Ho faticato a terminarlo, mi è venuta a mancare il fattore empatico con tutti i protagonisti, e l’ambientazione l’ho ritenuta banale.
Mi spiace se ho provocato sgomento in qualche estimatore, però ritengo che sul genere siano stati scritti testi molto più intensi e affascinanti.
Da evitare !

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Il signore delle mosche 2012-07-22 12:12:17 il_viso_accadde
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il_viso_accadde Opinione inserita da il_viso_accadde    22 Luglio, 2012
Ultimo aggiornamento: 05 Agosto, 2012
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Magari non fosse realistico..

Com'è risaputo, niente influenza l'autore più dell'epoca in cui vive. Quindi, cosa aspettarsi da un romanzo di metà '900? Guerra? Armi? Bombe? Un Frederic Herny deluso (riferimento a "Addio alle armi" )? Un amico ritrovato? Una ragazza di Bube? Che noia!!!
Io adoro Hemingway, ma finalmente si legge qualcosa di diverso! Finalmente un romanzo con un bello stile, una trama avvincente, contenuti importanti e un modo originale, diverso dai soliti mattoni, per criticare la guerra!
Gloding non ha mostrato come i conflitti, mondiali o meno, possano influenzare, distruggere la vita degli uomini, ma ce ne ha indicato l'origine nel male che risiede nell'uomo, indipendente dall'età o dal luogo. E così anche dall'innocenza di un gruppo di ragazzi può scaturire una guerra. Di sicuro non è un libro ottimista, ma le armi derivano dal male, non ne sono la causa.

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1984
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Il signore delle mosche 2012-05-23 16:57:10 Titti62
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Titti62 Opinione inserita da Titti62    23 Mag, 2012
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Dubbi.

Perdonatemi l'introduzione di una domanda in uno spazio dedicato più che altro ai commenti.
Ho tentato di aprire una discussione nel settore apposito, ma non ho ricevuto risposte, quindi tento di ottenere considerazione qui.
Al di là della piacevolezza con cui ho letto questo libro, devo ammettere che, forse per la mia inesperienza di giovane lettrice, non sono riuscita a comprendere a pieno il significato di qualcuni aspetti della fabula.
Innanzitutto, mi sfugge il reale significato metaforico della testa infilzata del maiale. E' forse indice della paura primordiale, della "Bestia" di cui i ragazzi avevano il terrore? Inoltre, mi lascia perplessa il discorso immaginario, frutto di un miraggio, tra il Signore delle Mosche, appunto, e Simone.
Riporto alcuni punti in particolare: "Questo è ridicolo. Tu sai benissimo che non mi incontrerai altro che lì... dunque non cercare di fuggire!" - "Ti metto in guardia. Sto per perdere la pazienza. Non vedi? Non c'è posto, per te. Capito? Su quest'isola ci divertiremo. Capito? Su quest'isola ci divertiremo. Dunque non provarci nemmeno, mio povero ragazzo traviato, altrimenti... Altrimenti ti faremo fuori. Capisci? Jact e Ruggero e Maurizio e Roberto e Guglielmo e Piggy e Ralph. Ti faremo fuori. Capisci?".
Bene, io non ho capito!
Altro motivo di incertezza è un dettaglio del finale del libro. Ralph, nascosto dai selvaggi, nota che la sua lancia ha due punte, come quella con cui probabilmente avrebbero dovuto ucciderlo, in base alle parole dei gemelli Sam ed Eric. Ha quindi un particolare significato che sia lui a possederla? E cosa indica il fatto che abbia, appunto, due punte?
Vi sarei davvero grata se voi poteste sciogliere questi miei dubbi!

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Il signore delle mosche 2012-05-16 20:04:53 Beatrice
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Opinione inserita da Beatrice    16 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 17 Mag, 2012

Un trionfo della bestialità sulla ragione

Senza dubbio "Il signore dellle mosche" è un romanzo che cattura e si legge tutto d'un fiato. Non ci vuole molto perchè emerga la concezione del tutto pessimistica di Golding, la cui idea di uomo, irrimediabilmente malvagio e corrotto dal principio, coincide con quella di Hobbes. Secondo l'autore l'uomo, lasciato a sè stesso senza le convenzioni della società, sviluppa un indole prevalentemente cattiva. Nel caso del libro poi, questo causa molto più impatto perchè l'odio non proviene da adulti già devastati dalle esperienze della vita, ma da bambini, i "buoni" per antonomasia. Questi, dopo alcuni fallimentari tentativi di emulare le istituzioni della società adulta, cominciano a regredire e a cedere ai loro istinti più animaleschi. Credo che una delle cause sia anche che data l'età, la maggior parte di loro non sia veramente conscio delle sue azioni. Alla fine però, con la caduta dell'ultimo simbolo di razionalità, Piggy, è l'inferno, ed ognuno ne uscirà devastato.

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Il signore delle mosche 2012-03-24 16:33:30 Zoroastror
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Zoroastror Opinione inserita da Zoroastror    24 Marzo, 2012
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Pessimismo antropologico

La lettura del romanzo di Golding inevitabilmente mi ha riportato alla mente la riflessione filosofica che tra il 1600-700 si interrogò sull'essenza della natura umana e sulla condizione dei primi uomini, gli uomini dello stato di natura. Se da una parte Rousseau esaltava la bontà e la semplicità dei primitivi, contribuendo con il suo pensiero alla creazione del mito del buon selvaggio, dall'altra parte l'antropologia di Hobbes in maniera cruda e brutale rappresentava una condizione del tutto diversa. Ebbene a mio parere il modello antropologico di Golding è molto simile a quello di Hobbes. L'uomo lontano dalla civiltà è l'apoteosi dell'egoismo e della violenza, la stessa ragione (nel senso lato del termine) è usata per finalità perverse, per perseguire quasi scientificamente i propri intenti malvagi. Venendo meno la legge, l'arbitrio si erge ad unica legge. Questo è quello che accade ne Il signore delle mosche. All'inizio i giovani naufraghi cercano di ricreare una società civile con ben precise regole da rispettare e compiti da svolgere, per poi degenerare alla fine nella barbarie, nell'ordalia, nel furore orgiastico della cieca violenza.
Un romanzo crudo, spesso ansiogeno ma comunque da leggere. L'unica nota negativa è legata ad alcune pecche stilistiche, spesso i dialoghi infatti sono concitati e confusionari, probabilmente l'intento dell'autore era quello di trasmettere la confusione dei personaggi, ma la comprensione spesso è messa a dura prova.

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Il signore delle mosche 2012-01-12 18:35:34 LetyDarcy
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LetyDarcy Opinione inserita da LetyDarcy    12 Gennaio, 2012
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Inquietudine

L'ho appena chiuso e sono rimasta ferma per qualche secondo a pensare. L'ho divorato questo libro. Non so spiegarvi che sensazione stia provando alla bocca dello stomaco.. Una mia amica me l'ha proposto, dicendomi: "E' la storia di bambini inglesi che precipitano su un'isola. Il resto lo vedrai.". Nonostante il riassunto sul retro, non mi sarei mai aspettata una cosa del genere. Mi ha spaventata in certi momenti, e continua a spaventarmi. Penso sia una lettura imperdibile.

Per me è stato sconvolgente l'escalation di violenza incredibile, la crudeltà, la rinuncia di quello che fino ad ora pensavo ci rendesse umani, ossia la ragione, sopratutto perché i personaggi sono bambini. Davvero è così depravato l'animo umano? L'idea mi spaventa

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Il signore delle mosche 2011-11-11 18:51:58 Danky
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Opinione inserita da Danky    11 Novembre, 2011

L'uomo produce il male come le api producono il mi

Il grande Golding conduce un esperimento sociologico tra le pagine del suo capolavoro.
Un libro che esordisce pacatamente per poi cambiare completamente il tono della narrazione che diverrà totalmente incalzante.
L'autore ha qualcosa da dirci sulla natura umana e sui meccanismi che regolano il vivere in società, per esporre le sue idee utilizza un piccolo gruppo di ragazzini isolati dal mondo civilizzato che dovrà collaborare per la sopravvivenza.
Il risultato delle regole imposte è tutto da assaporare.

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Il signore delle mosche 2011-09-14 15:12:34 FFmaster
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FFmaster Opinione inserita da FFmaster    14 Settembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 2011
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Capolavoro si...ma di altri tempi

Nel continuare il mio personale percorso nella scoperta di quello che di oscuro si cela nell'animo umano,anzi dell'animale-uomo,mi sono imbattuto nel famoso "il signore delle mosche",a proposito,complimenti a Golding per il titolo.
Appare chiaro fin da subito cosa ha reso celebre questo libro : L'Idea!Meravigliosa e spietata,cinica ed innocente.
Eppure,guardando il sottile libro,mi sono chiesto: "ma come fa l'autore a raccontare una così affascinante involuzione da essere civile a bestia incontrollata in sole 239 pagine?"
Infatti,la cosa che più mi ha deluso di questo libro è la troppa fretta(evidente soprattutto nel frustrante stile dei dialoghi dove continuamente,credetemi,non riuscirete a capire chi sta parlando)col quale l'autore racconta i fatti maledetti e fatali dell'isola,contraddicendosi in modo eclatante con un inizio lentissimo,come giusto che sia,secondo me,se si vuole scrivere di un isola deserta.
La verità,a mio avviso è che Il signore delle mosche è un libro di altri tempi,quando l'idea di un isola deserta era un sogno,infranto poi brutalmente dal realismo di Golding.
Non fraintendetemi,in alcune sequenze di tensione,neanche io riuscivo a non far tremare la mia gamba,e certe volte sembrava davvero si udire un rullo di tamburi,ma credo che oggi siamo abituati a bel altri e alti tipi di "bombardamenti emotivi", molto più efficaci.
In conclusione,Golding ci ha lasciato la sua personale esperienza di viaggio nelle profondità dell'animo umano,non senza i dovuti colpi di scena,che,anche se non ha soddisfatto in pieno la mia personalissima e perversa fame di malvagità umana,ritengo sia una esperienza consigliata anzi obbligatoria,anche per chi preferisce vederci una metafora piu profonda.
Mi sento tuttavia di sconsigliare il titolo agli amanti del genere fantasy,abituati a quelle meravogliose e perfette descrizioni di paesaggi e personaggi. La descrizione dell'isola a mio avviso è pessima,così come quella dei personaggi,a cui io,sinceramente,non ho saputo dare un volto per tutta la durata,breve,del libro.

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Il signore delle mosche 2011-08-19 14:07:57 Stefp
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Stefp Opinione inserita da Stefp    19 Agosto, 2011
Ultimo aggiornamento: 19 Agosto, 2011
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Il signore delle mosche

In un tempo non precisato, con il mondo in balia di un conflitto, un aereo precipita in un'isola tropicale deserta e i soli superstiti sono bambini. Con incredibile disciplina e senso democratico, facendosi forti di essere inglesi, si organizzano eleggendo un capo, organizzando assemblee, distribuendosi compiti in quello che a loro sembra un paradiso tutto per loro, senza adulti, nell'attesa di essere salvati. Ma tutto questo dura poco.....
Il bene trionfa sempre sul male? I bambini innocenti e puri trasformati poi dalla vita? Per William Golding non è così. Nel suo romanzo d'esordio, grande successo mondiale che non riuscì più a replicare, il male è insito nell'uomo sin dalla più tenera età. L'autore sceglie per protagonisti proprio dei bambini per dimostrarlo e questi ragazzini, dopo una breve parentesi iniziale, perdono tutta la loro civiltà e liberano i peggiori istinti regredendo ad uno stato selvaggio e non per soddisfare i semplici bisogni primari ma solo per dimostrare la loro superiorità e per placare la loro sete di violenza. La paura dell'ignoto (una bestia inesistente) e una forte leadership (non importa quanto nel giusto) bastano per far emergere gli istinti primordiali e per compattare tutto il gruppo verso una deriva sanguinaria che ogni singolo aborrirebbe. Un messaggio attualissimo questo di Golding; sappiamo che se al posto della bestia dell'isola mettiamo ad esempio lo straniero, o il terrorismo, un forte capo di stato può creare nemici anche dove non esistono e guidare interi popoli verso guerre assurde e devastanti.
Il romanzo, anche se scritto con una prosa un po' troppo elaborata a volte, siamo negli anni cinquanta, è coinvolgente e trascina il lettore in un incubo che cresce pagina dopo pagina. Il finale, Deus ex machina, poteva anche essere diverso, ma non ha poi grande importanza visti i tanti spunti e significati che ha offerto il romanzo. Non può mancare in una libreria.

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Il signore delle mosche 2011-07-17 09:45:56 R๏гy.o°
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R๏гy.o° Opinione inserita da R๏гy.o°    17 Luglio, 2011
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Inquietudine istruttiva

Inquietante.
Certi silenzi, certi sguardi così ben descritti, certe tensioni mi hanno messa a disagio. Soprattutto perchè ad esserne protagonisti sono dei bambini, che si trovano di fronte al Paradiso. Che possono scegliere di non assaggiare la mela del Bene e del Male ma che la addentano. E più di una volta, per giunta.

Golding ha saputo dimostrare come la Libertà non è la massima aspirazione cui deve ambire l'uomo. Perchè ad essere liberi - veramente liberi - si fa del male, a sé stessi e agli altri.
Mettere dei ragazzini di fronte a qualcosa di più grande di loro e studiarne le reazioni, è geniale e insano allo stesso tempo, perchè certe scene non aiutano di certo la digestione.

Non so ancora se il libro mi sia piaciuto o no. Quel che è certo è che ciò che mi verrà in mente d'ora in poi sentendo parlare di Golding saranno questi due termini: cinismo puro.

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Il signore delle mosche 2011-04-15 14:12:59 Lady Libro
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Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    15 Aprile, 2011
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Istruttivo

A me è piaciuto veramente molto. E'una storia molto istruttiva e realistica che rappresenta perfettamente il male e i vizi di oggi (anche fra i più piccoli, come accade appunto in questo romanzo). Mi ha veramente appassionata e coinvolta al massimo. William Golding si è proprio meritato il premio Nobel.

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Il signore delle mosche 2010-06-18 05:58:17 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    18 Giugno, 2010
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Il signore delle mosche

Un gruppo di ragazzini inglesi sopravvive ad un incidente aereo, approdando su un'isola del Pacifico. Si delinea subito la figura di un leader che cerca di dare un'organizzazione razionale e democratica al gruppo. Tuttavia l'equilibrio dura poco, i ragazzi si dividono in due fazioni che si fronteggiano così duramente da lasciare dei morti sul terreno.
L'idea di Golding è veramente originale : questi ragazzini non rappresentano altro che la società, da cui emerge il perenne contrasto tra il bene e il male.
Il libro a tratti è molto crudo e trasmette perfettamente una visione pessimista dell'indola umana, tanto da trasformare un paradiso tropicale in un infermo.
Se la trama è accattivante e il messaggio chiaro e profondo, lo stesso non posso dire dello stile dell'autore. La lingua e lo stile sono ridondanti in alcuni frangenti, tanto da rendere la lettura poco scorrevole ed essenziali in altri momenti, tanto da causare la poca comprensibilità di alcuni passaggi.
Nel complesso è un testo di valore, se il lettore riesce a leggere tra le righe i significati profondi che vi sono contenuti.

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Il signore delle mosche 2010-05-10 08:54:53 faye valentine
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faye valentine Opinione inserita da faye valentine    10 Mag, 2010
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interessante

interessante esperienza sociologica in cui, in una situazione forzata, emergono gli aspetti più reconditi e primordiali dell'animo umano. Un'ottima idea per un romanzo che non sempre è capace di colmare le aspettative che ha creato.

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a chi vuole indagare l'animo umano...
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Il signore delle mosche 2010-03-20 20:26:41 bongobingo16
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bongobingo16 Opinione inserita da bongobingo16    20 Marzo, 2010
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mumble mumble

pensavo di apprestarmi a leggere un capolavoro e invece resto vagamente deluso da questo romanzo.
ottima l'idea, i contenuti, la storia e ottima l'analisi psicologica di ogni protagonista...
però nn sono convinto... soprattutto dallo stile della scrittura che rende il libro forse più banale del suo reale contenuto.
finale bruttino!
comunque da leggere perchè qualcosa lascia...

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Il signore delle mosche 2010-02-23 18:48:33 lulo
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2.5
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lulo Opinione inserita da lulo    23 Febbraio, 2010
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il signore delle mosche

Direi che è un libro molto semplice da capire. tramite questo romanzo si riesce a comprendere il vero valore dell'amicizia e soprattutto si riesce a capire cosa è disposto a fare l'uomo pur di comandare. Non mi è piaciuto affatto perché credo che sia la brutta copia dell'opera di Daniel Defoe" Robinson Crosoe", anche se il significato morale e ben diverso. Il finale, a mio avviso non è un ottimo finale anzi, non fa decollare il libro rendendolo banale

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Il signore delle mosche 2010-02-08 19:22:54 eia
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eia Opinione inserita da eia    08 Febbraio, 2010
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Il signore delle mosche

Libro scoperto e studiato per un esame universitario, mi ha appassionato molto. Tantissimi i significati all'interno della storia, molti i personaggi e gli oggetti simbolici; tutto però è molto chiaro al lettore che ha così modo di riflettere sulla natura dell'uomo, su come possa essere crudele verso i suoi simili per la sete di potere.
Scritto molto bene, si legge con facilità e piacevolezza.

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Il signore delle mosche 2010-02-08 14:29:56 piero70
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piero70 Opinione inserita da piero70    08 Febbraio, 2010
Ultimo aggiornamento: 11 Marzo, 2011
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Il signore delle mosche

Un libro notevole, che fa accaponare la pelle, sulla vera natura dell'uomo. Homo homini lupus diceva qualcuno.
Avvincente e pieno di azione fino all'ultimo, bellissimo, colpo di scena.
Da leggere assolutamente.

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Il signore delle mosche 2010-01-20 16:53:11 William
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Opinione inserita da William    20 Gennaio, 2010

skipper

E' un libro immenso, ti accompagna per tutta la vita e ne puoi leggere i significati ogni giorno, in ogni gesto dell'umanità.
"L'uomo produce il male come le api producono il miele" questa frase dell'autore sembra riassumere perfettamente questo libro.
Attenzione però da ciò che ho appena scritto il libro sembra essere pesante in realtà è leggerissimo e chiarissimo, i messaggi principali saltano alla mente in un attimo, se poi lo si vuole studiare al meglio si scopre che anche un'apparente semplice conchiglia a il suo significato, ma sono particolari che volendo possono anche essere lasciati da parte.
LIBRO DA LEGGERE E RILEGGERE

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Consigliato a tutti non si può non leggere questo libro.
Ma è estremamente utile leggerlo in età adolescenziale. Ragazzi fatevi sotto lo si legge anche in un giorno.
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Il signore delle mosche 2009-11-23 14:34:27 Roberto Nordio
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Roberto Nordio Opinione inserita da Roberto Nordio    23 Novembre, 2009
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Il mostro che è in noi

Libro che evidenzia come non esista il buon selvaggio e che la natura, quando può esprimersi liberamnete, sa essere crudele. Un grupo di ragazzi "allevati" dal rigido sistema scolastico inglese, si ritrovano in un'isola privi di ogni controllo. La società che andranno a costruire sarà crudele e violenta (secondo la legge del più forte). Chiara e brillante fotografia del mostro che si cela dentro ognuno di noi.

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A tutti coloroche amano i classici (ricordo che l'autore è un premio Nobel) e che s'interessano degli angoli oscuri dell'essere umano
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