Narrativa straniera Racconti Il signore delle mosche
 

Il signore delle mosche Il signore delle mosche

Il signore delle mosche

Letteratura straniera

Classificazione

Editore

Casa editrice


Un aereo cade su un'isola deserta mentre è in corso un conflitto planetario. Sopravvivono solo alcuni ragazzi che si mettono subito all'opera per riorganizzarsi senza l'aiuto e il controllo degli adulti. Sembra il prologo ideale per un romanzo d'avventura che celebri il pragmatismo e il senso della democrazia britannici. Qualcosa invece comincia a non funzionare come dovrebbe, emergono paure irrazionali e comportamenti asociali, da cui si sviluppa una vicenda che metterà a nudo gli aspetti più selvaggi e repressi della natura umana. Il Signore delle Mosche, 14 milioni di copie vendute solo nei paesi di lingua inglese, è la prova d'esordio e il manifesto di William Golding, che ama riconoscersi e riassumersi in questa frase: "L'uomo produce il male come le api producono il miele".

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 28

Voto medio 
 
3.7
Stile 
 
3.3  (28)
Contenuto 
 
4.4  (28)
Piacevolezza 
 
3.5  (28)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Il signore delle mosche 2015-08-24 16:28:14 Martin
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Martin Opinione inserita da Martin    24 Agosto, 2015
  -   Guarda tutte le mie opinioni

Riflessione sul potere




William Golding deve la sua fama al Signore delle Mosche, un romanzo, da lui scritto e poi pubblicato nel 1954, che è ben ascrivibile alla gloriosa lista dei classici della letteratura di tutti i tempi. La trama si dipana a partire da un evento particolare: un gremito gruppo di ragazzi e bambini sopravvive a un incidente aereo e si scopre “gettato” su un’isola disabitata, lontana dal mondo degli adulti e delle regole. Sono due i ragazzi, l’avveduto Ralph e il temibile Jack, che si sfidano per detenere il potere, necessario per dar forma a una nuova civiltà, a nuove regole. A vincere la sfida è Ralph, eletto democraticamente, ma ben presto la sua “pedocrazia” si dimostra fallimentare e minata nelle fondamenta da paure che serpeggiano, viscide, fra i ragazzi, spaventati da una misteriosa Bestia che dimora sulla montagna, nel cuore della foresta. Crollato il tentativo di costruire una società, Jack e i suoi fedelissimi si allontanano da Ralph e regrediscono allo stadio di meri selvaggi, cominciando a compiere barbarie e delitti. Ralph diventa un avversario, un pericolo, un fuorilegge.
La storia, che procede a tinte sempre più fosche, si conclude con il salvataggio dei ragazzi “sopravvissuti”.
“Avrei pensato che un gruppo di ragazzi inglesi… Siete tutti inglesi, no?… Sarebbero stati capaci di qualcosa di meglio…” sono le parole amareggiate del militare che salva Ralph dalla furia di Jack e dei suoi cacciatori nell’ultimo capitolo.
La narrazione è ostruita qua e là da un descrittivismo naturalistico che toglie spazio alla caratterizzazione dei personaggi, che si rivelano solo abbozzati, ma in fin dei conti è scorrevole, icastica, piacevole, densa di significati degni d’analisi.
Il tema portante dell’opera è il male, che riesce a insinuarsi anche nelle menti di giovanissimi, ma trovo interessantissime le riflessioni circa il potere e i suoi meccanismi cui il libro conduce.
Il potere che sembra trovare suo punto d’origine nella paura più nera e ancestrale, come del resto formulò Thomas Hobbes: entrambi i leader, infatti, puntano la loro “campagna politica” su due paure, quella di rimanere per sempre sull’isola (Ralph è ossessionato dalla necessità di creare segnali di fumo) e quello irrazionale della Bestia, che Jack esorcizza e utilizza per manipolare i suoi uomini. Il potere che fa uso dei simboli (la conchiglia bianca di Ralph e il bastone con la testa di maiale di Jack), dell’efficacia delle immagini per trasmettere sensazioni e stimoli. Il potere che s’innerva in gerarchie marcate con la violenza. Il potere che ha bisogno di capri espiatori per spostare l’attenzione dalle proprie debolezze (il visionario Simone che sa la verità sulla Bestia viene scambiato per la Bestia stessa).
Il potere che è proiezione degli egoismi umani, cui non sono da escludersi neppure i fanciulli.

Trovi utile questa opinione? 
120
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2015-07-09 12:07:59 Kaonashi
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
Kaonashi Opinione inserita da Kaonashi    09 Luglio, 2015
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Alte pretese, rispettate solo in parte

Ne “Il signore delle mosche” ci viene narrato di un gruppo di ragazzi, bambini ed adolescenti, che in seguito al crollo di un aereo finiscono in un’isola. La componente narrativa è quasi secondaria rispetto alla psicologia umana, che Golding tenterà di mettere a nudo nell’esporre le diverse debolezze e gli istinti che prenderanno piede in ogni bambino.

I personaggi, va detto, si poggiano su degli stereotipi assai comuni. I topoi letterari a cui essi riconducono possono immediatamente essere scorti anche dal lettore più inesperto, che potrà notare come la marmaglia di bambini è composta dal protagonista (Ralph), il quale pur essendo un ragazzo del tutto nella norma viene visto come speciale dagli altri, dal tipico “bullo” geloso del protagonista, dal bambino socialmente imbranato cui il protagonista si legherà, e cosi via. Realisticamente non si riesce a notare, nel corso della lettura, un reale sforzo compiuto per differenziare i personaggi gli uni dagli altri, che tranne i tre sopracitati si andranno a collocare all’interno di un mucchio nel quale difficilmente si andranno a discernere gli uni dagli altri. Narrativamente infatti, dal punto di vista prettamente del romanzo, Il signore delle mosche mostra qualche debolezza. Le vicende sono narrate con molta lentezza, trascurando molti meccanismi causa-effetto e portando ad uno sviluppo psicologico di fatto estremamente semplice, che non conferisce profondità a dei personaggi nei quali risulta quasi impossibile osservare delle figure reali. Il setting e la particolare premessa della vicenda è ciò che lega il lettore e lo porta a continuare, seppur purtroppo l’assai prevedibile svolgimento, composto da una lenta degradazione degli aspetti sociali dell’umanità verso il selvaggio, non riesca a soddisfare come ci si aspetterebbe. Va inoltre segnalato, e qui non sono purtroppo in grado di attribuire la colpa a Golding oppure al traduttore, che la lettura è assai poco scorrevole. Il libro prosegue dando per scontato fin troppo e con dei dialoghi che, pur dovendo rappresentare dei bambini, risultano nella maggior parte dei casi ai limiti della superficialità, portando a delle interazioni umane ripetitive e a tratti quasi incomprensibili. Golding risulta inoltre assai altalenante nel suo modus scribendi, decidendo di trascurare dettagli e precisione nelle descrizioni che probabilmente avrebbero conferito una maggior immersione nella vicenda, a discapito di altri dettagli che invece ci vengono comunicati costantemente, con una ripetizione quasi martellante, come il gesto del protagonista per sistemare i propri capelli. Il più grande problema de “Il signore delle Mosche” è l’immensa creazione di aspettative nel lettore per un romanzo con tantissime potenzialità, sia narrative che introspettive, ma che si riduce ad una piuttosto breve lettura che riesce a raggiungere solo dei brevissimi picchi sul finale, trascurando grossolanamente la narrazione nella fase centrale a discapito di non troppo convincenti digressioni.

E’ quindi tutto da buttare via ne “il signore delle mosche”? Assolutamente no, e sarebbe pretestuoso per un comune lettore come me affermare questo. Pur nei suoi problemi, riesce ad offrire un interessante spaccato di istintualità e natura umana posta in una situazione diversa dal solito. L’idea di base proposta è ottima, e nel finale riesce a raggiungere interessanti, seppur brevi, picchi di intensità. Riesce inoltre, a proporre numerose allegorie interessanti, sulle quali il lettore più interessato potrà ragionare e costruirsi una propria idea su quanto proposto: nota positiva a tal proposito è uno dei punti più forti della scrittura di Golding, che non rende nulla evidente e costringe il lettore a pensare con la propria testa.

Trattasi quindi di un’interessante opera pessimistica che, pur forse non essendo il meglio a cui si potesse ambire – specie considerando la pretenziosità implicita nell’opera stessa – risulta comunque un potente catalizzatore di pensieri nel soggetto che lo legge.

Trovi utile questa opinione? 
100
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2015-05-29 13:28:35 sonia fascendini
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    29 Mag, 2015
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il branco fa sempre più paura

Quanto è attuale questo libro. L'ho letto tempo fa, ma mi è tornato alla mente in questi giorni seguendo i vari fatti di cronaca che coinvolgono adolescenti.
La trama è interessante: un gruppo di ragazzi, provenienti in parte da un collegio prestigioso quindi per i quali si presuppone siano dotati di una buona educazione, a seguito di un naufragio si ritrovano da soli su un'isola abbandonata. L'inizio è promettente e, purtroppo per l'umanità poco realistico. I ragazzi, infatti si organizzano: c'è un capo, più o meno tutti hanno un compito e il diritto di parlare. Poi subentra la logica del branco, quella che ti fa sentire quanto è buono il sapore del sangue e ti fa dimenticare la morale le regole e l'umanità. Peccato che Golding non ci abbia raccontato anche il dopo naufragio. Che adulti saranno diventati questi ragazzi dopo una simile prova?
Per quanto riguarda il modo in cui il romanzo è scritto, non mi è risultato sempre del tutto chiaro. A volte sono dovuta tornare indietro di qualche pagina per riprendere il filo. Nel complesso comunque lo trovo un libro che meriti di essere letto.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
60
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2015-03-27 15:28:02 Mian88
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
Mian88 Opinione inserita da Mian88    27 Marzo, 2015
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Intima riflessione.

Siamo abituati a vivere in una società civilizzata, con regole, punti di riferimento, ordine e misure idonee a mantenerlo, un sistema in cui ognuno vive con suoi scopi ed obiettivi assuefandosi, giorno dopo giorno, ai ritmi calzanti che ne scandiscono il tempo.
Golding con questo romanzo sconvolge le “carte in tavola”, il lettore viene posto dinanzi ad una realtà capovolta in cui i protagonisti sono dei ragazzi tra i 13 e i 16 anni vittime di un incidente aereo di cui sono gli unici superstiti. Naufraghi su un isola dispersa nel “non si sa dove” questi cercheranno di darsi una organizzazione per sopravvivere, eleggeranno dunque un leader, identificato nella persona di Ralph, un ragazzo democratico e saggio che proporrà di accendere un fuoco sulla vetta della montagna così da creare una sorta di segnale di fumo e a cui si contrapporrà la figura dell’impulsivo ed aggressivo Jack. Il bisogno di cibo costituisce una delle primarie necessità a cui i giovani devono far fronte tanto che il bellicoso antagonista formerà un gruppo di cacciatori dediti alla raccolta di proteine nella foresta, individui che finiranno con l’essere sempre più assetati di sangue, violenza e prepotenza tanto da trascorrere le giornate con questo unico scopo: stanare ed uccidere i maiali nella selva.
Già da questo corollario si nota una prima evoluzione dell’umanità propria del genere umano, i protagonisti infatti posti in una condizione di inciviltà, di solitudine, di perdita dei punti di riferimento, degli insegnamenti del giusto e dello sbagliato trasmessi negli anni e nella conquista di una libertà mai sino ad allora avuta, si lasceranno sempre più sopraffare dalla nuova condizione abbandonando il passato e abbracciando questa nuova ed animalesca visione del mondo.
Quando poi una bestia misteriosa ne accenderà il timore, nascerà da un lato l’istituzione del “signore delle mosche” (una lancia su cui è stata immolata la testa di un maiale riempita appunto di tali insetti) e quasi simultaneamente dall’altro si formerà, capitanato da Jack, un nuovo gruppo dedito alla pura e semplice violenza, e quell’aggressività che precedentemente era rivolta esclusivamente ai suini arriverà a comprendere gli altri compagni di disavventura.
Anche la scelta di bambini quali protagonisti non è casuale in quanto non è altro che la dimostrazione del fatto che persino nell’innocenza si nascondono le debolezze, gli inganni, la violenza, il predominio, gli istinti animaleschi dell’essere umano adulto. Il contrasto tra bene e male è dunque netto, la stessa pacifica isola tropicale, sinonimo di pace, non esita a tramutarsi in un inferno di angoscia e brutalità gratuite al mutamento della condizione psicologica dell’individuo colonizzatore, un luogo dove non c’è spazio per speranza alcuna ma solo per il pessimismo assoluto verso quella stirpe evoluta che nascondendosi nella civiltà crede di aver dipanato taluni istinti quando al contrario questi sono incessantemente radicati in sé. Da questa considerazione di fondo la celebre frase “l’uomo produce il male come le api producono il miele”.
Stilisticamente l’opera si presenta a tratti farraginosa e confusa ma resta un componimento che merita di essere letto da tutti indistintamente. A distanza di una decina d’anni dalla sua lettura, ne ho un vivido ricordo.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
230
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2015-03-22 15:38:47 Valerio91
Voto medio 
 
3.5
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
3.0
Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    22 Marzo, 2015
Ultimo aggiornamento: 22 Marzo, 2015
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Vogliamo esser tutti Signori delle Mosche

Prima di addentrarmi nelle considerazioni voglio fare un’osservazione: questo libro va letto, assolutamente, perché mette a nudo la natura dell’essere umano in una maniera molto interessante. D’altro canto non risulta una lettura piacevolissima (a discapito della trama intrigante), e se devo dire la mia questa mancanza è dovuta principalmente allo stile dell’autore. Ora, io non so se questo è dovuto a una cattiva traduzione (lo spero per Golding), ma la narrazione è confusionaria e perde spesso il filo della logica, inoltre gli ambienti sono descritti in maniera forse troppo abbondante, e cosa ancor peggiore, non rendono per niente l’idea; non sono riuscito a farmi la benchè minima immagine mentale degli scenari in cui si svolgono gli eventi, sono soltanto luoghi incoerenti e confusi che la mia mente ha partorito nel disperato bisogno di entrare in quel mondo, ma per niente aiutata dalle descrizioni.
Detto questo però, una grossa nota di merito va ai contenuti, e sono questi a rendere l’opera un pezzo importante del bagaglio culturale di un lettore che si rispetti.

Un gruppo di bambini, a seguito di un incidente aereo, si ritrova disperso su un’isola deserta, mentre nel resto del mondo infuria la guerra. Questi giovani si ritrovano privi dei bisogni primari dell’essere umano, che nel mondo civilizzato davano per scontati, e dell’esperienza necessaria a far fronte a una simile situazione.
Tenteranno di organizzarsi e di far fronte alle difficoltà, si daranno alla caccia, alle leggi, costruiranno dei rifugi e si organizzeranno per tenere vivo un fuoco che faccia da segnale di SOS. L’innocenza bambinesca però sarà ben presto contaminata da una componente “adulta”, facendo spazio nelle loro anime a quei problemi e difetti che avrebbero dovuto affacciarsi nelle loro vite molto tempo più tardi. La disgrazia accelera il loro processo di “crescita”, ma sarebbe meglio dire involuzione. Verranno fuori contrasti di ideologie e personalità; contrapposizioni tra ragione e istinto di sopravvivenza, tra la difficoltà di attenersi alle leggi e la semplice ma immorale barbarie. L’innocenza fanciullesca fa la sua dipartita, rimpiazzata da violenza e furti; dal desiderio di uccidere e prevalere guerreggiando.
Quell’isola dall’aspetto paradisiaco diventa scenario per gli angoli infernali del cuore umano, un cuore bramoso di potere, un cuore che pur di ottenere il dominio su tutto il resto accetta il marchio dell’infamia sui propri tessuti organici. Gli “adulti” osserveranno lo sconvolgimento avvenuto tra quelli che in fin dei conti sono soltanto bambini e ne rimarranno sconcertati, senza pensare che quello è soltanto il prodotto delle guerre che da secoli intraprendiamo per essere Signori delle Mosche.

“Continuarono a camminare, vicini ma separati da tutto un mondo di esperienze e di sentimenti diversi, incomunicabili.”

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Romanzi distopici.
Trovi utile questa opinione? 
230
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2014-05-14 21:02:55 Mr. A
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
3.0
Mr. A Opinione inserita da Mr. A    14 Mag, 2014
Ultimo aggiornamento: 14 Mag, 2014
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

L'uomo tra bene e male, razionalità e violenza

In questo breve romanzo (250 pagine) Golding esplica la sua celebre frase "L'uomo produce il male come le api producono il miele".
Lo fa utilizzando quelle che possono sembrare le creature più innocenti che esistono, i bambini.
Sopravvissuti ad un incidente aereo, un gruppo di ragazzi si ritrova a vivere una vita disagiata su un isola deserta. Subito tra loro si elegge un capo, Ralph, un ragazzo democratico e saggio, che per il bene della comunità decide di accendere un fuoco sulla cima della montagna per creare una sorta di segnali di fumo ed essere salvati dalle navi che transitano vicino all'isola. Jack, un ragazzo che nel romanzo rappresenta l'antagonista principale, aggressivo e impulsivo, forma un gruppo di cacciatori che sempre più assetati di sangue passano le giornate a soddisfare la loro voglia di carne e sangue, stanando e uccidendo i maiali nella foresta.
Una bestia misteriosa accenderà il terrore nei ragazzi e i cacciatori gli lasciano come tributo un macabro totem, una lancia con immolata una testa di maiale, che riempita di mosche prenderà il nome di "signore delle mosche". Non pochi contrasti saranno costretti a superare i ragazzi finché Jack decide di distaccarsi dal gruppo e formare un gruppo a se, e il suo carattere aggressivo degenera compiendo atti molto violenti nei confronti degli altri compagni...

Perché un gruppo di bambini ? Golding vuole dimostrare che anche le figure più innocenti nascondo le debolezze e i contrasti degli esseri umani adulti, la violenza innata degli uomini, il predominio degli istinti più animaleschi si manifestano puntualmente quando i ragazzi iniziano ad avere piena autonomia e libertà. Netto è il contrasto quindi tra bene e male, anche una paradisiaca isola tropicale nel bel mezzo del pacifico diventa, grazie al male prodotto dall'uomo, un inferno di angoscia e desolazione, ne viene fuori una visione assolutamente pessimistica dell'indole umana, capace di provocare tanta angoscia nel lettore.

Leggere questo libro è come trovarsi davanti ad uno specchio dannato, che riflette le cose più torbide dell'animo umano, che con la nostra società civile abbiamo dimenticato di avere ma che sono e saranno inevitabilmente dentro di noi.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
1984, animal farm, fahrenheit 51....
Trovi utile questa opinione? 
140
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2014-02-04 09:51:29 Yoshi
Voto medio 
 
1.5
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
1.0
Yoshi Opinione inserita da Yoshi    04 Febbraio, 2014
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

la solita bastian contraria..

Domenica sera ho iniziato questo libro e ieri sera l'ho chiuso (PER FORTUNA) e spero di dimenticarmene presto.
Il genere distopico non è fra i miei preferiti, non per chissà quali ragioni, ma possiamo accendere il telegiornale per trovarsi dentro alla realtà dei nostri giorni che non differisce troppo dal genere distopico.
Questo genere tendo ad evitarlo perché di negatività e schifezza ce n'è anche troppa, ma me l'avevano regalato quindi non potevo lasciarlo li.
Lo so, forse la prendo nel verso sbagliato ma non me ne frega nulla!
Così come 1984 anche questo "romanzetto", ("etto" perché sono solo 200 pagine), è brutale e violento psicologicamente.
Dei ragazzini, causa incidente aereo, sono costretti in un isola deserta.
Da subito si formeranno gerarchie: il più figo, lo sfigato, il pazzo, i deficienti, i cacciatori e la bestia.
Dovranno cavarsela e presto inizieranno i primi "massacri" ai maiali, dopo di che non contenti, si passerà alla caccia al ragazzo.
Ebbene si, i gruppi si divideranno, la pazzia e la stupidaggine che solo l'uomo (grande o piccolo) può covare, degenererà nel caos e nella distruzione.
Certo, perché? Potevamo forse aspettarci che fossero diversi i comportamenti? Ovvio che no, non sarebbe diventato un Classico.
Potevamo forse aspettarci che ci fosse qualcosa di costruttivo? Ma stiamo scherzando?
Mi ha fatto arrabbiare, mi ha stancato, mi ha innervosito e a volte mi ha fatto saltare pagine.
Non so perché tutto questo fastidio, forse perché non c’è nulla di diverso da ciò che sentiamo tutti i giorni tranne che non siamo in un’isola deserta.
Mi ha dato sensazioni brutte, negative, tristi.
Non mi ha lasciato nozioni, ne conoscenza in più di quella che già avevo acquisito dopo 29 anni di vita. Bensì la solita stessa solfa, trita e ritrita della stupidità umana (non di tutti ovviamente, non voglio fare di tutta l’erba un fascio!!).
Questi ragazzini che si comportano come bestie feroci.
Caccia al più debole, riti e cantilene inquietanti.
L’uomo che si trova braccato finalmente come se fosse un maiale. BAD KARMA!!!
Mi ha disturbato e forse è questo il motivo per cui un classico viene ritenuto tale.
(Lo penso davvero? adesso lo metto in dubbio!)
Questa tipologia di libri arrivano violenti dentro al cervello e te lo tengono sconquassato per svariati giorni.
Sviluppando il lato pragmatico, posso solo dire che la narrazione è spesso lenta e con lunghe descrizioni dell’isola. Un po’ per girare intorno alla storia di questi ragazzini.
I personaggi sono quelli standardizzati che ho elencato sopra: il protagonista eroe, lo sfigato che si rivela l’unico che ha buon senso ma che fa sempre una brutta fine, il cattivo, gli sgherri del cattivo e via dicendo.
Nessuna empatia ovviamente, non c'è tempo per crearla perché la storia è già conclusa.
Fai solo a tempo a provare odio e rabbia e sinceramente non vedevo l’ora di finirlo.
Lo consiglierei?
Dicono che essendo un classico, va letto, anche se non piace.
Io non sono proprio d’accordo.
UN LIBRO a prescindere dal classico, va letto se sai che ha qualcosa da comunicare.
E questo non lo consiglierei.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
no
Trovi utile questa opinione? 
210
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2013-12-21 15:41:46 mia77
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
mia77 Opinione inserita da mia77    21 Dicembre, 2013
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il signore delle mosche di William Golding

E' la storia di alcuni ragazzi inglesi sopravvissuti ad un disastro aereo ( tema della caduta). Sono tutti di buona famiglia borghese e, una volta raggiunta un'isola deserta, devono auto-organizzarsi e governarsi, senza alcun controllo adulto. All'inizio tutto sembra procedere bene, poi pian piano tutto si sgretola ed iniziano a comparire i primi comportamenti anti-sociali e vengono in luce gli aspetti "bestiali" della natura umana. In questo libro c'è un focus sulla malvagità della condizione umana e la regressione della stessa verso la barbarie. Per questo il romanzo può sembrare una apologia del male. Qui i ragazzini non sono corrotti dalla società ( come invece sosteneva Rousseau), ma hanno dentro di sè il seme del male, che li spinge alla guerra e alla sopprafazione. Scritto dopo la seconda guerra mondiale, forse l'autore vuole condannare la società che ha permesso l'Olocausto e lo sterminio degli ebrei. C'è il concetto dell'"Homo homini lupus" di Plauto, ripreso in seguito da Hobbes, per il quale lo stato di natura è una guerra di ogni uomo contro tutti gli altri.
E' un romanzo pessimista e abbastanza angosciante, ma assolutamente a leggere.
Mi chiedo perchè i bambini naufraghi fossero tutti maschi. Forse la presenza del sesso femminile avrebbe migliorato la situazione sull'isola, non permettendo che degenerasse e mantenendola pacifica? Meditate gente, meditate....

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
110
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2012-09-19 16:56:31 Alipro
Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
Alipro Opinione inserita da Alipro    19 Settembre, 2012
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Inquietante

Sul fatto che sia un libro da leggere, anzi, uno di quelli che tutti dovrebbero leggere non ci sono dubbi. Sul fatto però che sia una lettura piacevole ne ho qualcuno. Non tanto per la storia (originalissina) o per la tragica morale che il libro lascia trasparire (i bambini sono cattivi ... i bambini diventeranno uomini ... gli uomini sono cattivi), quanto per il fatto che la sua lettura non è semplice. Se dipenda dalla traduzione non mi è chiaro ma sicuramente bisogna "tornare indietro" tante volte, alla ricerca di qualche particolare sfuggito, così come a volte è difficile capire, nell'ambito di un dialogo, chi sta parlando.
La narrazione è a volte lenta, piena di dettagli (sulla foresta, sulla spiaggia, sui ragazzi) .... la storia scorre lenta per almeno 200 pagine ... poi nelle ultime 20 si scatena la violenza inaudita, quella che fa pensare e non ti farà mai dimenticare di aver letto questo libro. Il tutto ... con la costante presenza della "bestia" .. dove ognuno dei bambini protagonisti (e dei lettori...) vede le proprie paure, le proprie insicurezze, i propri dubbi ...

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
90
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2012-09-14 13:33:01 Mephixto
Voto medio 
 
2.5
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
2.0
Mephixto Opinione inserita da Mephixto    14 Settembre, 2012
Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 2012
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Questione di feeling

Ho chiuso da poco le pagine di questo romanzo, purtroppo come da titolo, non sono riuscito ad entrate in sintonia con lo scrittore, non solo per i temi, ma per il modo in cui li ha espressi.
In alcuni istanti mi è addirittura sembrato di leggere "la fattoria degli animali" di Orwell, ma rimane una sensazione.
Certo, Golding tratta dei temi sociologici importanti dimostrando, con fantasia, quanto l'uomo sia a livello di coscienza comune socialmente poco evoluto, ma anzi, quanto mai legato ad un retaggio remoto fatto d’istinti,più di quanto si possa immaginare. Si potrebbe dire che ci riporta al eterno scontro tra Atene e Sparta: la saggezza e l’equilibrio della prima, la forza e la brutalità della seconda.( ma lo scopo finale è sempre quello: la sopravvivenza)
E su questo, nulla da eccepire!
Ma ai miei occhi, è una visione molto pessimistica e distorta, in quanto, questa involuzione sociologica mi sembra che tenda ad escludere che un giorno, ricominciando daccapo, l'essere umano non possa tornare a concepire una coscienza civile. (cosa di cui tutto sommato a dimostrato di esserne in grado) emergendo così nuovamente da un periodo oscuro, dando vita ad un nuovo Umanesimo illuminato. Purtroppo è esclusa la presenza del gentil sesso, che avrebbe,secondo me, inciso in modo importante sul evolversi dei fatti. L’ assenza giustifica in parte, ai miei occhi, l’evolversi della trama e il tema nel modo trattato. In questo modo Golding si semplifica la vita, ma ripeto, distorce una costante sottraendo un numero di variabili infinito. Comunque non voglio dilungarmi nel analizzare il testo in questa sede, primo perche non sono all’altezza, in quanto altri più illuminati di me hanno consacrato a capolavoro questo titolo, e in secondo perche diventerei prolisso e non ritengo sia questo il luogo per esserlo… Quindi, passerò direttamente allo stile.
Ho trovato il modo di scrivere di Golding secco e sterile,desueto e contorto, mi ha privato di ogni emozione, non ha saputo trasportarmi, nemmeno nelle scene più concitate.
Ho faticato a terminarlo, mi è venuta a mancare il fattore empatico con tutti i protagonisti, e l’ambientazione l’ho ritenuta banale.
Mi spiace se ho provocato sgomento in qualche estimatore, però ritengo che sul genere siano stati scritti testi molto più intensi e affascinanti.
Da evitare !

Indicazioni utili

Lettura consigliata
no
Trovi utile questa opinione? 
140
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2012-07-22 12:12:17 il_viso_accadde
Voto medio 
 
3.5
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
3.0
il_viso_accadde Opinione inserita da il_viso_accadde    22 Luglio, 2012
Ultimo aggiornamento: 05 Agosto, 2012
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Magari non fosse realistico..

Com'è risaputo, niente influenza l'autore più dell'epoca in cui vive. Quindi, cosa aspettarsi da un romanzo di metà '900? Guerra? Armi? Bombe? Un Frederic Herny deluso (riferimento a "Addio alle armi" )? Un amico ritrovato? Una ragazza di Bube? Che noia!!!
Io adoro Hemingway, ma finalmente si legge qualcosa di diverso! Finalmente un romanzo con un bello stile, una trama avvincente, contenuti importanti e un modo originale, diverso dai soliti mattoni, per criticare la guerra!
Gloding non ha mostrato come i conflitti, mondiali o meno, possano influenzare, distruggere la vita degli uomini, ma ce ne ha indicato l'origine nel male che risiede nell'uomo, indipendente dall'età o dal luogo. E così anche dall'innocenza di un gruppo di ragazzi può scaturire una guerra. Di sicuro non è un libro ottimista, ma le armi derivano dal male, non ne sono la causa.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
1984
Trovi utile questa opinione? 
40
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2012-05-23 16:57:10 Titti62
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Titti62 Opinione inserita da Titti62    23 Mag, 2012
  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dubbi.

Perdonatemi l'introduzione di una domanda in uno spazio dedicato più che altro ai commenti.
Ho tentato di aprire una discussione nel settore apposito, ma non ho ricevuto risposte, quindi tento di ottenere considerazione qui.
Al di là della piacevolezza con cui ho letto questo libro, devo ammettere che, forse per la mia inesperienza di giovane lettrice, non sono riuscita a comprendere a pieno il significato di qualcuni aspetti della fabula.
Innanzitutto, mi sfugge il reale significato metaforico della testa infilzata del maiale. E' forse indice della paura primordiale, della "Bestia" di cui i ragazzi avevano il terrore? Inoltre, mi lascia perplessa il discorso immaginario, frutto di un miraggio, tra il Signore delle Mosche, appunto, e Simone.
Riporto alcuni punti in particolare: "Questo è ridicolo. Tu sai benissimo che non mi incontrerai altro che lì... dunque non cercare di fuggire!" - "Ti metto in guardia. Sto per perdere la pazienza. Non vedi? Non c'è posto, per te. Capito? Su quest'isola ci divertiremo. Capito? Su quest'isola ci divertiremo. Dunque non provarci nemmeno, mio povero ragazzo traviato, altrimenti... Altrimenti ti faremo fuori. Capisci? Jact e Ruggero e Maurizio e Roberto e Guglielmo e Piggy e Ralph. Ti faremo fuori. Capisci?".
Bene, io non ho capito!
Altro motivo di incertezza è un dettaglio del finale del libro. Ralph, nascosto dai selvaggi, nota che la sua lancia ha due punte, come quella con cui probabilmente avrebbero dovuto ucciderlo, in base alle parole dei gemelli Sam ed Eric. Ha quindi un particolare significato che sia lui a possederla? E cosa indica il fatto che abbia, appunto, due punte?
Vi sarei davvero grata se voi poteste sciogliere questi miei dubbi!

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
20
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2012-05-16 20:04:53 Beatrice
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Opinione inserita da Beatrice    16 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 17 Mag, 2012

Un trionfo della bestialità sulla ragione

Senza dubbio "Il signore dellle mosche" è un romanzo che cattura e si legge tutto d'un fiato. Non ci vuole molto perchè emerga la concezione del tutto pessimistica di Golding, la cui idea di uomo, irrimediabilmente malvagio e corrotto dal principio, coincide con quella di Hobbes. Secondo l'autore l'uomo, lasciato a sè stesso senza le convenzioni della società, sviluppa un indole prevalentemente cattiva. Nel caso del libro poi, questo causa molto più impatto perchè l'odio non proviene da adulti già devastati dalle esperienze della vita, ma da bambini, i "buoni" per antonomasia. Questi, dopo alcuni fallimentari tentativi di emulare le istituzioni della società adulta, cominciano a regredire e a cedere ai loro istinti più animaleschi. Credo che una delle cause sia anche che data l'età, la maggior parte di loro non sia veramente conscio delle sue azioni. Alla fine però, con la caduta dell'ultimo simbolo di razionalità, Piggy, è l'inferno, ed ognuno ne uscirà devastato.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
20
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2012-03-24 16:33:30 Zoroastror
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Zoroastror Opinione inserita da Zoroastror    24 Marzo, 2012
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Pessimismo antropologico

La lettura del romanzo di Golding inevitabilmente mi ha riportato alla mente la riflessione filosofica che tra il 1600-700 si interrogò sull'essenza della natura umana e sulla condizione dei primi uomini, gli uomini dello stato di natura. Se da una parte Rousseau esaltava la bontà e la semplicità dei primitivi, contribuendo con il suo pensiero alla creazione del mito del buon selvaggio, dall'altra parte l'antropologia di Hobbes in maniera cruda e brutale rappresentava una condizione del tutto diversa. Ebbene a mio parere il modello antropologico di Golding è molto simile a quello di Hobbes. L'uomo lontano dalla civiltà è l'apoteosi dell'egoismo e della violenza, la stessa ragione (nel senso lato del termine) è usata per finalità perverse, per perseguire quasi scientificamente i propri intenti malvagi. Venendo meno la legge, l'arbitrio si erge ad unica legge. Questo è quello che accade ne Il signore delle mosche. All'inizio i giovani naufraghi cercano di ricreare una società civile con ben precise regole da rispettare e compiti da svolgere, per poi degenerare alla fine nella barbarie, nell'ordalia, nel furore orgiastico della cieca violenza.
Un romanzo crudo, spesso ansiogeno ma comunque da leggere. L'unica nota negativa è legata ad alcune pecche stilistiche, spesso i dialoghi infatti sono concitati e confusionari, probabilmente l'intento dell'autore era quello di trasmettere la confusione dei personaggi, ma la comprensione spesso è messa a dura prova.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
80
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2012-01-12 18:35:34 LetyDarcy
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
LetyDarcy Opinione inserita da LetyDarcy    12 Gennaio, 2012
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Inquietudine

L'ho appena chiuso e sono rimasta ferma per qualche secondo a pensare. L'ho divorato questo libro. Non so spiegarvi che sensazione stia provando alla bocca dello stomaco.. Una mia amica me l'ha proposto, dicendomi: "E' la storia di bambini inglesi che precipitano su un'isola. Il resto lo vedrai.". Nonostante il riassunto sul retro, non mi sarei mai aspettata una cosa del genere. Mi ha spaventata in certi momenti, e continua a spaventarmi. Penso sia una lettura imperdibile.

Per me è stato sconvolgente l'escalation di violenza incredibile, la crudeltà, la rinuncia di quello che fino ad ora pensavo ci rendesse umani, ossia la ragione, sopratutto perché i personaggi sono bambini. Davvero è così depravato l'animo umano? L'idea mi spaventa

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
110
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2011-11-11 18:51:58 Danky
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Opinione inserita da Danky    11 Novembre, 2011

L'uomo produce il male come le api producono il mi

Il grande Golding conduce un esperimento sociologico tra le pagine del suo capolavoro.
Un libro che esordisce pacatamente per poi cambiare completamente il tono della narrazione che diverrà totalmente incalzante.
L'autore ha qualcosa da dirci sulla natura umana e sui meccanismi che regolano il vivere in società, per esporre le sue idee utilizza un piccolo gruppo di ragazzini isolati dal mondo civilizzato che dovrà collaborare per la sopravvivenza.
Il risultato delle regole imposte è tutto da assaporare.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
41
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2011-09-14 15:12:34 FFmaster
Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
FFmaster Opinione inserita da FFmaster    14 Settembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 2011
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Capolavoro si...ma di altri tempi

Nel continuare il mio personale percorso nella scoperta di quello che di oscuro si cela nell'animo umano,anzi dell'animale-uomo,mi sono imbattuto nel famoso "il signore delle mosche",a proposito,complimenti a Golding per il titolo.
Appare chiaro fin da subito cosa ha reso celebre questo libro : L'Idea!Meravigliosa e spietata,cinica ed innocente.
Eppure,guardando il sottile libro,mi sono chiesto: "ma come fa l'autore a raccontare una così affascinante involuzione da essere civile a bestia incontrollata in sole 239 pagine?"
Infatti,la cosa che più mi ha deluso di questo libro è la troppa fretta(evidente soprattutto nel frustrante stile dei dialoghi dove continuamente,credetemi,non riuscirete a capire chi sta parlando)col quale l'autore racconta i fatti maledetti e fatali dell'isola,contraddicendosi in modo eclatante con un inizio lentissimo,come giusto che sia,secondo me,se si vuole scrivere di un isola deserta.
La verità,a mio avviso è che Il signore delle mosche è un libro di altri tempi,quando l'idea di un isola deserta era un sogno,infranto poi brutalmente dal realismo di Golding.
Non fraintendetemi,in alcune sequenze di tensione,neanche io riuscivo a non far tremare la mia gamba,e certe volte sembrava davvero si udire un rullo di tamburi,ma credo che oggi siamo abituati a bel altri e alti tipi di "bombardamenti emotivi", molto più efficaci.
In conclusione,Golding ci ha lasciato la sua personale esperienza di viaggio nelle profondità dell'animo umano,non senza i dovuti colpi di scena,che,anche se non ha soddisfatto in pieno la mia personalissima e perversa fame di malvagità umana,ritengo sia una esperienza consigliata anzi obbligatoria,anche per chi preferisce vederci una metafora piu profonda.
Mi sento tuttavia di sconsigliare il titolo agli amanti del genere fantasy,abituati a quelle meravogliose e perfette descrizioni di paesaggi e personaggi. La descrizione dell'isola a mio avviso è pessima,così come quella dei personaggi,a cui io,sinceramente,non ho saputo dare un volto per tutta la durata,breve,del libro.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
61
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2011-08-19 14:07:57 Stefp
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Stefp Opinione inserita da Stefp    19 Agosto, 2011
Ultimo aggiornamento: 19 Agosto, 2011
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il signore delle mosche

In un tempo non precisato, con il mondo in balia di un conflitto, un aereo precipita in un'isola tropicale deserta e i soli superstiti sono bambini. Con incredibile disciplina e senso democratico, facendosi forti di essere inglesi, si organizzano eleggendo un capo, organizzando assemblee, distribuendosi compiti in quello che a loro sembra un paradiso tutto per loro, senza adulti, nell'attesa di essere salvati. Ma tutto questo dura poco.....
Il bene trionfa sempre sul male? I bambini innocenti e puri trasformati poi dalla vita? Per William Golding non è così. Nel suo romanzo d'esordio, grande successo mondiale che non riuscì più a replicare, il male è insito nell'uomo sin dalla più tenera età. L'autore sceglie per protagonisti proprio dei bambini per dimostrarlo e questi ragazzini, dopo una breve parentesi iniziale, perdono tutta la loro civiltà e liberano i peggiori istinti regredendo ad uno stato selvaggio e non per soddisfare i semplici bisogni primari ma solo per dimostrare la loro superiorità e per placare la loro sete di violenza. La paura dell'ignoto (una bestia inesistente) e una forte leadership (non importa quanto nel giusto) bastano per far emergere gli istinti primordiali e per compattare tutto il gruppo verso una deriva sanguinaria che ogni singolo aborrirebbe. Un messaggio attualissimo questo di Golding; sappiamo che se al posto della bestia dell'isola mettiamo ad esempio lo straniero, o il terrorismo, un forte capo di stato può creare nemici anche dove non esistono e guidare interi popoli verso guerre assurde e devastanti.
Il romanzo, anche se scritto con una prosa un po' troppo elaborata a volte, siamo negli anni cinquanta, è coinvolgente e trascina il lettore in un incubo che cresce pagina dopo pagina. Il finale, Deus ex machina, poteva anche essere diverso, ma non ha poi grande importanza visti i tanti spunti e significati che ha offerto il romanzo. Non può mancare in una libreria.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2011-07-17 09:45:56 R๏гy.o°
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
R๏гy.o° Opinione inserita da R๏гy.o°    17 Luglio, 2011
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Inquietudine istruttiva

Inquietante.
Certi silenzi, certi sguardi così ben descritti, certe tensioni mi hanno messa a disagio. Soprattutto perchè ad esserne protagonisti sono dei bambini, che si trovano di fronte al Paradiso. Che possono scegliere di non assaggiare la mela del Bene e del Male ma che la addentano. E più di una volta, per giunta.

Golding ha saputo dimostrare come la Libertà non è la massima aspirazione cui deve ambire l'uomo. Perchè ad essere liberi - veramente liberi - si fa del male, a sé stessi e agli altri.
Mettere dei ragazzini di fronte a qualcosa di più grande di loro e studiarne le reazioni, è geniale e insano allo stesso tempo, perchè certe scene non aiutano di certo la digestione.

Non so ancora se il libro mi sia piaciuto o no. Quel che è certo è che ciò che mi verrà in mente d'ora in poi sentendo parlare di Golding saranno questi due termini: cinismo puro.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
30
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2011-04-15 14:12:59 Lady Libro
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
3.0
Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    15 Aprile, 2011
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Istruttivo

A me è piaciuto veramente molto. E'una storia molto istruttiva e realistica che rappresenta perfettamente il male e i vizi di oggi (anche fra i più piccoli, come accade appunto in questo romanzo). Mi ha veramente appassionata e coinvolta al massimo. William Golding si è proprio meritato il premio Nobel.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
73
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2010-06-18 05:58:17 silvia71
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
silvia71 Opinione inserita da silvia71    18 Giugno, 2010
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il signore delle mosche

Un gruppo di ragazzini inglesi sopravvive ad un incidente aereo, approdando su un'isola del Pacifico. Si delinea subito la figura di un leader che cerca di dare un'organizzazione razionale e democratica al gruppo. Tuttavia l'equilibrio dura poco, i ragazzi si dividono in due fazioni che si fronteggiano così duramente da lasciare dei morti sul terreno.
L'idea di Golding è veramente originale : questi ragazzini non rappresentano altro che la società, da cui emerge il perenne contrasto tra il bene e il male.
Il libro a tratti è molto crudo e trasmette perfettamente una visione pessimista dell'indola umana, tanto da trasformare un paradiso tropicale in un infermo.
Se la trama è accattivante e il messaggio chiaro e profondo, lo stesso non posso dire dello stile dell'autore. La lingua e lo stile sono ridondanti in alcuni frangenti, tanto da rendere la lettura poco scorrevole ed essenziali in altri momenti, tanto da causare la poca comprensibilità di alcuni passaggi.
Nel complesso è un testo di valore, se il lettore riesce a leggere tra le righe i significati profondi che vi sono contenuti.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2010-05-10 08:54:53 faye valentine
Voto medio 
 
3.5
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
3.0
faye valentine Opinione inserita da faye valentine    10 Mag, 2010
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

interessante

interessante esperienza sociologica in cui, in una situazione forzata, emergono gli aspetti più reconditi e primordiali dell'animo umano. Un'ottima idea per un romanzo che non sempre è capace di colmare le aspettative che ha creato.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
a chi vuole indagare l'animo umano...
Trovi utile questa opinione? 
43
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2010-03-20 20:26:41 bongobingo16
Voto medio 
 
3.5
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
bongobingo16 Opinione inserita da bongobingo16    20 Marzo, 2010
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

mumble mumble

pensavo di apprestarmi a leggere un capolavoro e invece resto vagamente deluso da questo romanzo.
ottima l'idea, i contenuti, la storia e ottima l'analisi psicologica di ogni protagonista...
però nn sono convinto... soprattutto dallo stile della scrittura che rende il libro forse più banale del suo reale contenuto.
finale bruttino!
comunque da leggere perchè qualcosa lascia...

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
10
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2010-02-23 18:48:33 lulo
Voto medio 
 
2.5
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
2.0
lulo Opinione inserita da lulo    23 Febbraio, 2010
  -   Guarda tutte le mie opinioni

il signore delle mosche

Direi che è un libro molto semplice da capire. tramite questo romanzo si riesce a comprendere il vero valore dell'amicizia e soprattutto si riesce a capire cosa è disposto a fare l'uomo pur di comandare. Non mi è piaciuto affatto perché credo che sia la brutta copia dell'opera di Daniel Defoe" Robinson Crosoe", anche se il significato morale e ben diverso. Il finale, a mio avviso non è un ottimo finale anzi, non fa decollare il libro rendendolo banale

Indicazioni utili

Lettura consigliata
no
Trovi utile questa opinione? 
05
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2010-02-08 19:22:54 eia
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
eia Opinione inserita da eia    08 Febbraio, 2010
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il signore delle mosche

Libro scoperto e studiato per un esame universitario, mi ha appassionato molto. Tantissimi i significati all'interno della storia, molti i personaggi e gli oggetti simbolici; tutto però è molto chiaro al lettore che ha così modo di riflettere sulla natura dell'uomo, su come possa essere crudele verso i suoi simili per la sete di potere.
Scritto molto bene, si legge con facilità e piacevolezza.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
20
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2010-02-08 14:29:56 piero70
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
piero70 Opinione inserita da piero70    08 Febbraio, 2010
Ultimo aggiornamento: 11 Marzo, 2011
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il signore delle mosche

Un libro notevole, che fa accaponare la pelle, sulla vera natura dell'uomo. Homo homini lupus diceva qualcuno.
Avvincente e pieno di azione fino all'ultimo, bellissimo, colpo di scena.
Da leggere assolutamente.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
10
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2010-01-20 16:53:11 William
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Opinione inserita da William    20 Gennaio, 2010

skipper

E' un libro immenso, ti accompagna per tutta la vita e ne puoi leggere i significati ogni giorno, in ogni gesto dell'umanità.
"L'uomo produce il male come le api producono il miele" questa frase dell'autore sembra riassumere perfettamente questo libro.
Attenzione però da ciò che ho appena scritto il libro sembra essere pesante in realtà è leggerissimo e chiarissimo, i messaggi principali saltano alla mente in un attimo, se poi lo si vuole studiare al meglio si scopre che anche un'apparente semplice conchiglia a il suo significato, ma sono particolari che volendo possono anche essere lasciati da parte.
LIBRO DA LEGGERE E RILEGGERE

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Consigliato a tutti non si può non leggere questo libro.
Ma è estremamente utile leggerlo in età adolescenziale. Ragazzi fatevi sotto lo si legge anche in un giorno.
Trovi utile questa opinione? 
41
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il signore delle mosche 2009-11-23 14:34:27 Roberto Nordio
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
3.0
Roberto Nordio Opinione inserita da Roberto Nordio    23 Novembre, 2009
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il mostro che è in noi

Libro che evidenzia come non esista il buon selvaggio e che la natura, quando può esprimersi liberamnete, sa essere crudele. Un grupo di ragazzi "allevati" dal rigido sistema scolastico inglese, si ritrovano in un'isola privi di ogni controllo. La società che andranno a costruire sarà crudele e violenta (secondo la legge del più forte). Chiara e brillante fotografia del mostro che si cela dentro ognuno di noi.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
A tutti coloroche amano i classici (ricordo che l'autore è un premio Nobel) e che s'interessano degli angoli oscuri dell'essere umano
Trovi utile questa opinione? 
20
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Forse Esther
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La ragazza del treno
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
4.0 (7)
Le incantatrici
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Sender Prager
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il Grande Male
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La verità delle ossa
Valutazione Redazione QLibri
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Musica dalla spiaggia del paradiso
Valutazione Redazione QLibri
 
2.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Solitude Creek
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Come diventare una ragazza
Valutazione Redazione QLibri
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Fumisteria
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'affare cage
Valutazione Redazione QLibri
 
1.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Anime di vetro
Valutazione Utenti
 
4.3 (1)