Il violino nero
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Se si parla di nero s’intende l’insieme di tutti i colori o la loro assenza? In breve, tutto o nulla? Così se si nasce per vivere di musica, che sia “mutare in musica la propria vita” o “mutare il suono della vita in musica”, se si è Johannes Karelsky o un anziano liutaio, allievo della famiglia Stradivari, se giorno dopo giorno, guerra dopo guerra, si rincorre la musica e le sue armonie, tra “ la sinfonia di luci e colori” di Parigi o tra le calli, echeggianti di suoni carnevaleschi, di Venezia, se tutta la vita si rincorrono un sogno, una voce, una donna, quando e se si raggiungono, si può dire di aver vissuto oppure no? In breve, tutto o nulla?
Beh, forse, se l’inseguire il sogno ci ha dato la forza di imparare, di lavorare, di guarire, se ci ha permesso di fare nuove amicizie ed esperienze, se si è potuto lasciare ad altri un pezzo di noi, di ciò che avevano o che eravamo, una scacchiera, una grappa o, anche solo per un istante, un violino nero e un ricordo, in una parola, se ci ha permesso di crescere allora sicuramente si, sicuramente abbiamo vissuto, sicuramente tutto e nulla.
Adesso, per noi, non c’è che il sogno fatto da poche pagine e piccole frasi significative, come note su un pentagramma, che vale la pena di leggere fino alla fine.
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Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio, 2012
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un carnevale struggente
Questo libro ha un'anima originale. Molto probabilmente è simile a molte altre storie che conosciamo già: amori mai realizzati e lasciati morire nella loro fantasia.
Johannes Karelsky è il primo personaggio presentato, un genio musicale che vive la sua profonda e spensierata passione per il violino in giro per le corti di Francia. Di solito tutto ruota intorno alla vita di un personaggio fuori dalle regole, fuori dagli schemi, che ha qualcosa di speciale e unico, ma così non è. Nel violino nero ci si ritrova all'improvviso nel considerare secondaria la storia di questo giovane mentre il centro della scena è tutto per Erasmus, un liutaio incredibilmente bravo e talentuoso che vive le sue passioni più forti: la musica, gli scacchi e l'alcool.
Queste sono le passioni che ritrovate nel testo e sono a mio modo di vedere, tutte una semplice maschera. La sua vera passione era l'amore per la voce di una donna speciale, Carla. Erasmus viveva la sua voce nella musica, ricordava il suo carattere nel gioco degli scacchi e utilizzava l'alcool per dimenticare.
Karelsky diventa all'improvviso un semplice spettatore di una storia affascinante e al tempo stesso struggente, la storia della costruzione di un violino speciale che risuona la voce di questa incantevole donna e ne descrive il colore degl'occhi e dei capelli.
Il testo è scorrevole e la traduzione è ben fatta, si legge in 2 ore circa ed è una piacevole compagnia ricca di immagini, suoni ed emozioni.
Un grazie ad Eva per il regalo!
Lettura consigliata!









