L'abbraccio L'abbraccio

L'abbraccio

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La presentazione e le recensioni di L'abbraccio, opera di David Grossman edita da Mondadori. L'abbraccio è un breve, folgorante apologo sulla solitudine e sull’amore, scritto da uno dei più amati autori della grande letteratura contemporanea, e illustrato con i disegni di Michal Rovner, un’artista che ha esposto anche al Madre di Napoli e al Jeu de Paume di Parigi. Piccolo libro, elegante e raffinato, L'abbraccio è quasi un dono di David Grossman ai suoi lettori, perché ne facciano a loro volta dono alle persone che amano.

David Grossman è nato nel 1954 a Gerusalemme, dove tuttora vive. Ha cominciato la sua carriera lavorando in una radio israeliana come corrispondente di un programma per ragazzi. È noto in tutto il mondo per i suoi romanzi, editi in Italia da Mondadori: Vedi alla voce: amore (1988), Il libro della grammatica interiore (1992), Il sorriso dell'agnello (1994), Ci sono bambini a zigzag (1996), Che tu sia per me il coltello (1999), Qualcuno con cui correre (2001), Col corpo capisco (2003), A un cerbiatto somiglia il mio amore (2008).. È autore anche di importanti saggi sulla questione mediorientale, come Il vento giallo, (1988) e Un popolo invisibile: i palestinesi di Israele (1993), e di alcuni libri per ragazzi, tra cui Le avventure di Itamar (1991), Un milione di anni fa (1998), Un bambino e il suo papà (1999), Il duello (2001), Buonanotte giraffa (2001), Itamar e il cappello magico (2005) e Itamar il cacciatore di sogni (2008), di cui dice: «Volevo scrivere un libro in cui un bambino potesse sentirsi a casa».

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L'abbraccio 2012-10-26 19:22:26 mauriziocasamassima
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mauriziocasamassima Opinione inserita da mauriziocasamassima    26 Ottobre, 2012
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Poesia della solitudine

Attraverso un abbraccio le unicità di due esseri si fondono, superando la solitudine dell'esclusività e la loro "splendida" specialità....
Meravigliosamente dolce

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L'abbraccio 2011-07-25 13:33:48 kobe
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kobe Opinione inserita da kobe    25 Luglio, 2011
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Pura poesia

Il mio vecchio professore di latino e greco, commentando gli autori classici, ci diceva sempre che è facile scrivere in modo difficile e complicato e magari passare per “scrittoroni”, ma è difficilissimo scrivere in maniera semplice. Beh, aveva ragione. La potenza dei grandi scrittori sta nella loro capacità di arrivare dritti al cuore, alle emozioni, ai sentimenti. Riescono a dire in poche parole quello che a te non basterebbero mille discorsi. E Grossman è un grandissimo scrittore.

Provate a chiudere gli occhi e ad immaginare il gesto più immediato che fareste per trasmettere la vostra vicinanza ad una persona. Adesso riapriteli.
Quanto volte diciamo ad un persona che è unica? Per i più svariati motivi e nelle più diverse circostanze: alla donna/uomo che amiamo, ai figli, ad un amico. Nessuno però ci ha mai risposto “se sono unico significa che non c’è nessuno come me….e se non c’è nessuno come me allora significa che sono solo”. È la disarmante osservazione di un bimbo alla propria mamma. Lui non vuole stare da solo, non vuole essere unico.

Questo brevissimo racconto (una favola) è carico di umanità, nel senso letterale del termine: l’abbraccio è il modo più diretto e fisico per non far sentire sola una persona, per trasmettergli il nostro calore, per dirle in silenzio “ehi, ci sono qua io”.
Ciascuno di noi è unico e speciale, ma se non si dà agli altri, se non condivide la propria vita con qualcuno, se è arido, se non sa cosa sia la solidarietà, se non riesce ad “abbracciare” il suo prossimo…beh allora è davvero una persona sola.
Non basta conoscere tanta gente, avere tanti (pseudo)amici per non sentirsi soli…ci vuole qualcuno che ti sappia abbracciare e ti faccia battere il cuore…non necessariamente di amore, ma di vita!!

"Ecco, prendi te per esempio. Tu sei unico", spiegò la mamma, "e anch’io sono unica, ma se ti abbraccio non sei più solo e nemmeno io sono più sola".
"Allora abbracciami", disse Ben stringendosi alla mamma.

Poche pagine (illustrate) per un racconto di una tenerezza infinita, di una sensibilità e di una potenza umana davvero disarmanti.

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L'abbraccio 2011-01-04 12:16:47 Jan
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Jan Opinione inserita da Jan    04 Gennaio, 2011
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Un "piccolo principe" di Tel Aviv.

E' una storia per bambini quella che Grosssman racconta, una favola didascalica motivata da necessità diverse.
Primo, ogni scrittore israeliano è incaricato di impostare, come mission governativa, almeno una lettura per bambini.
Secondo, sono quattro anni da che Uri,il figlio prediletto di David, è stato assassinato da un qassam nella seconda guerra del Libano.
Che lo voglia ammettere o meno, Grossman da quel terribile giorno non si è più riavuto completamente.
Questa favola è la stessa che l'autore narrava al piccolo Uri quando il bambino era ancora impaurito dal buio e non riusciva a prendere sonno.Michal (Misha) Rovner ha voluto fortemente illustrare questa storia per renderla ancora più interpretabile, o se volete, ancora più poliedrica.
Il richiamo al "Piccolo principe" è evidente, ma qui compare qualcosa di più.
Rovner e Grossman indicano per ogni pagina almeno tre percorsi iniziatici da seguire...sono nascosti nelle parole e nei disegni.

La Qabbalà è decisamente presente come filo rosso da individuare.
Ma non è detto che chi non la conosce non possa compiere la lettura migliore.
Gli tzaddikim sostenevano e sostengono che per comprendere la Qabbalà è necessaria una sola caratteristica: essere puri di cuore.
A voi...

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