Narrativa straniera Racconti L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello
 

L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello

L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello

Letteratura straniera

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Oliver Sacks è un neurologo, ma il suo rapporto con la neurologia è simile a quello di Groddeck con la psicoanalisi. Perciò Sacks è anche molte altre cose: «Mi sento infatti medico e naturalista al tempo stesso; mi interessano in pari misura le malattie e le persone; e forse anche sono insieme, benché in modo insoddisfacente, un teorico e un drammaturgo, sono attratto dall’aspetto romanzesco non meno che da quello scientifico, e li vedo continuamente entrambi nella condizione umana, non ultima in quella che è la condizione umana per eccellenza, la malattia: gli animali si ammalano, ma solo l’uomo cade radicalmente in preda alla malattia». E anche questo va aggiunto: Sacks è uno scrittore con il quale i lettori stabiliscono un rapporto di tenace affezione, come fosse il medico che tutti hanno sognato e mai incontrato, quell’uomo che appartiene insieme alla scienza e alla malattia, che sa far parlare la malattia, che la vive ogni volta in tutta la sua pena e però la trasforma in un «intrattenimento da Mille e una notte». Questo libro, che si presenta come una serie di casi clinici, è un frammento di tali Mille e una notte – e ciò può aiutare a spiegare perché abbia raggiunto negli Stati Uniti un pubblico vastissimo. Nella maggior parte, questi casi – ma Sacks li chiama anche «storie o fiabe» – fanno parte dell’esperienza dell’autore. Così, un giorno, Sacks si è trovato dinanzi «l’uomo che scambiò sua moglie per un cappello» e «il marinaio perduto». Si presentavano come persone normali: l’uno illustre insegnante di musica, l’altro vigoroso uomo di mare. Ma in questi esseri si apriva una voragine invisibile: avevano perduto un pezzo della vita, qualcosa di costitutivo del sé. Il musicista carezza distrattamente i parchimetri credendo che siano teste di bambini. Il marinaio non può neppure essere ipnotizzato perché non ricorda le parole dette dall’ipnotizzatore un attimo prima. Che cosa vive, se non sa nulla di ciò che ha appena vissuto?

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L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello 2017-03-19 08:01:32 Elena72
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Elena72 Opinione inserita da Elena72    19 Marzo, 2017
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Non siamo i nostri deficit

La malattia è la condizione umana per eccellenza: "gli animali si ammalano, ma solo l'uomo cade radicalmente in preda alla malattia" (p.11)

'L'uomo che scambio' sua moglie per un cappello' è uno dei tanti pazienti che hanno avuto la fortuna di essere conosciuti, curati e descritti dal dottor Oliver Sacks (1933-2015), neurologo e psichiatra inglese, accademico in diverse università americane, ma anche autore di numerosi bestsellers tra cui "Risvegli" da cui fu tratto un celebre film nel 1990. Il dottor Sacks, con con grande umanità e professionalità, ha saputo relazionarsi fino in fondo con i suoi pazienti, ha sempre voluto vedere la persona al di la' della patologia e i talenti oltre le mancanze. "I nostri test, i nostri approcci, le nostre valutazioni sono insufficienti. Ci rivelano solo i deficit, non le capacità, ci forniscono solo dati frammentari e schemi, mentre abbiamo bisogno di vedere una musica, un racconto, una serie di azioni vissute, un essere che si comporta spontaneamente nel suo modo naturale" (p. 240). Ogni persona, qualunque sia il disturbo che la affligge, può mettere in atto strategie per arrivare a compensare la sua disabilita', ma Sacks va oltre: ci dimostra come in ognuno di noi possa emergere un talento che che può farci sentire "speciali" nonostante la malattia. Anzi, in alcuni casi è proprio la patologia a consentire esperienze che in altro modo non si potrebbero sperimentare. Interessante a tal proposito il capitolo relativo alla sindrome di Tourette in cui si racconta di un uomo che preferiva non assumere farmaci nel weekend per poter essere pienamente se stesso, con i suoi tic, ma anche con uno straordinario e sfrenato talento musicale favorito proprio dalla sua sindrome.
La musica, il teatro, il canto, il disegno possono far emergere ciò che, in altre forme, alcune persone non riescono ad esprimere ed assumono quindi una valenza più che terapeutica. Rebecca, disabile mentale grave, si sente se stessa solo sul palcoscenico; José, incapace di esprimersi verbalmente, fa disegni più belli e più vivi dei soggetti originali e Martin che invece ama il canto, è trasfigurato dalla musica tanto che "tutto ciò che vi era in lui di patologico scompariva, lasciando solo concentrazione ed entusiasmo, integrità e salute" (p. 252).

Ho letto il saggio di Sacks con grande interesse, mi ha incuriosita sugli aspetti straordinari e misteriosi della psiche, ma soprattutto mi ha ricordato che non esistono "casi", ma solo e sempre persone e non esistono ostacoli che non possano essere superati se sappiamo vedere oltre la disabilita' e la malattia.

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libri di psicologia, testi sulla disabilita' e sulle patologie mentali
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L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello 2014-04-24 11:11:57 Marsin
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Marsin Opinione inserita da Marsin    24 Aprile, 2014
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Un saggio romanzato

Oliver Sacks è in grado di dare il piacere di un romanzo scrivendo un saggio psicologico. E' l'ideale per chi,come me, ama sia gli uni che gli altri.E' un libro che accoglie al suo interno una serie di episodi interessanti riguardo suoi pazienti. Ogni racconto si conclude con una spiegazione più approfondita e tecnica riguardo le particolarità della malattia e delle volte anticipa qualche spiegazione.Nonostante il suo contenuto scientifico è molto scorrevole e per niente pesante. Personalmente uno dei miei libri preferiti!

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Libri che trattano psicologia
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