La pianura in fiamme
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La presentazione e le recensioni di La pianura in fiamme, racconti di Juan Rulfo editi da Einaudi. I racconti della Pianura in fiamme sono capolavori del verismo o sono racconti di fantasmi? Quando i lettori e i critici hanno cominciato a capire che la risposta è «entrambe le cose», Rulfo è diventato uno dei grandi scrittori del Novecento, nonché archetipo del cosiddetto «realismo magico» ispano-americano. Le sue sembrano storie semplici, lineari, crudeli, ma c'è qualcosa che non torna, che appartiene più alla logica del sogno che non a quella della realtà. È nell'assottigliarsi della linea di demarcazione fra queste «due verità» che la scrittura di Rulfo si fa insinuante, coinvolgente, scioccante.
Juan Rulfo nasce a Sayula, in Messico, nel 1918, in una famiglia agiata. Quando ha cinque anni, i «cristeros», fazione cattolica che contestava le leggi anticlericali della rivoluzione, uccidono suo padre; quando ne ha nove, la madre muore per un attacco di cuore; il piccolo Juan cresce in un orfanotrofio di Guadalajara. Compiuti gli studi medi superiori, si trasferisce a Città del Messico e nel 1936 trova lavoro come funzionario statale all'Ufficio emigrazione. Nel 1944 fonda la rivista letteraria «Pan». Nel 1948 cambia impiego diventando rappresentante di pneumatici. Nel 1952 ottiene una borsa di studio della Fondazione Rockfeller che gli consente di dedicarsi per alcuni anni alla scrittura letteraria. L'anno seguente pubblica la raccolta di racconti El Llano en llamas. Nel 1955 pubblica Pedro Páramo. Nel 1963 è assunto all'Istituto nazionale per gli studi indigeni, di cui diventa poi direttore. A partire dagli anni Sessanta diventa uno degli scrittori-culto della letteratura ispano-americana. Muore a Città del Messico nel 1986. Dopo El Llano en llamas e Pedro Páramo non ha più pubblicato libri di narrativa, ma ha scritto diverse sceneggiature per il cinema.
Juan Rulfo nasce a Sayula, in Messico, nel 1918, in una famiglia agiata. Quando ha cinque anni, i «cristeros», fazione cattolica che contestava le leggi anticlericali della rivoluzione, uccidono suo padre; quando ne ha nove, la madre muore per un attacco di cuore; il piccolo Juan cresce in un orfanotrofio di Guadalajara. Compiuti gli studi medi superiori, si trasferisce a Città del Messico e nel 1936 trova lavoro come funzionario statale all'Ufficio emigrazione. Nel 1944 fonda la rivista letteraria «Pan». Nel 1948 cambia impiego diventando rappresentante di pneumatici. Nel 1952 ottiene una borsa di studio della Fondazione Rockfeller che gli consente di dedicarsi per alcuni anni alla scrittura letteraria. L'anno seguente pubblica la raccolta di racconti El Llano en llamas. Nel 1955 pubblica Pedro Páramo. Nel 1963 è assunto all'Istituto nazionale per gli studi indigeni, di cui diventa poi direttore. A partire dagli anni Sessanta diventa uno degli scrittori-culto della letteratura ispano-americana. Muore a Città del Messico nel 1986. Dopo El Llano en llamas e Pedro Páramo non ha più pubblicato libri di narrativa, ma ha scritto diverse sceneggiature per il cinema.
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