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Ricordi di un vicolo cieco

Ricordi di un vicolo cieco

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura giapponese
Autore Banana Yoshimoto
Sito autore Visita il sito di Banana Yoshimoto

Editore

Casa editrice Feltrinelli


La presentazione e le recensioni di Ricordi di un vicolo cieco, racconti di Banana Yoshimoto editi da Feltrinelli. Cinque racconti per cinque personaggi che, in seguito a eventi improvvisi e dolorosi, si interrogano sul significato della propria vita e sulla possibilità di essere felici. Nel primo racconto, intitolato "La casa degli spiriti", due compagni di università, Setsuko e Iwakura, sono legati da un profondo legame di amicizia destinato a trasformarsi in un amore profondo. Il secondo racconto, intitolato "Mamma!", parla di un tentativo di avvelenamento ai danni di Matsuoka, una ragazza che lavora in una casa editrice. Matsuoka rimette in discussione il legame con le persone che credeva di amare e decide di tornare per un po' di tempo nel paese natale dove, grazie alla quiete e alle attenzioni della nonna, recupera la fiducia in se stessa e nei rapporti umani. Il terzo racconto è una tragica storia di amicizia tra bambini. Mitsuyo, una scrittrice affermata, ricorda il suo rapporto con Makoto, un amico d'infanzia con il quale trascorreva tutti i pomeriggi dopo la scuola. Nel quarto racconto Tomo è vittima di uno stupro. Sarà l'amore per Misawa, un uomo incontrato per caso alla mensa aziendale, a farle ritrovare la serenità? È quello che si chiede Banana alla fine del racconto, in un'amara riflessione sulla solitudine dell'uomo di fronte al dolore e sulla possibilità o meno di essere felici. L'ultimo racconto, che dà il titolo al libro, "Ricordi di un vicolo cieco", ha come protagonista Mimi, una ragazza che scopre il tradimento del fidanzato. Decide allora di cambiare città per cercare di dimenticarlo e incontra Nishiyama, la felicità: un piatto di riso al curry buonissimo fatto mescolando per caso alcuni ingredienti avanzati, tragicamente impossibile da ripetere una seconda volta con lo stesso, identico sapore. Con un linguaggio semplice e scorrevole, Banana Yoshimoto affronta in queste storie tematiche complesse ma, alla fine, i suoi personaggi riescono sempre a trovare nella riscoperta dei rapporti umani e nella placida quotidianità dei legami affettivi la serenità e la forza per continuare a vivere.

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Recensione Utenti

Opinioni inserite: 5

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Una Banana triste

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Sara moncalieri Opinione inserita da Sara moncalieri
27 Gennaio, 2012
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Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio, 2012
7 persone su 7 hanno trovato questa recensione utile

Cinque racconti di Banana Yoshimoto, con il suo stile inconfondibile.

Sempre molto introspettiva pur senza darlo a vedere, con quel suo stile leggiadro che le permette di trattare argomenti complessi senza risultare pesante e quel suo modo di presentare la vita senza farti dimenticare mai che anche nei momenti di massima felicità esiste una percentuale di tristezza.
Ecco, questa è lei.

In occasione della nascita di questo libro, però, doveva trovarsi in una fase di dolore privato, tanto che questa sua opera mi è sembrata meno bilanciata rispetto al solito: la sua tristezza appare in ogni pagina: se intravedi la speranza, è anche molto lontana, forse un abbaglio.

In tutti e cinque i racconti la vera protagonista è la Morte: fisica, metafisica, dei sentimenti, delle emozioni.
Dei cinque brani, quello che ho trovato più emozionante e riuscito è "La luce che c'è dentro le persone", mentre gli altri mi sono sembrati mediamente trascurabili.

Nel suo insieme un libro riuscito a metà, anzi, a 1/5.

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Lettura consigliata sì • no
Consigliato a chi ha letto... altri libri di Banana Yoshimoto
 

Lieve ma inconsistente

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0 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

La più moderna tra le scrittrici giapponesi stavolta si cala nell'avventura della serie di racconti incentrati su un argomento sempre diverso.
"In ogni caso la felicità è sempre dietro l'angolo: la felicità arriva all'improvviso, indipendentemente dalla situazione e dalle circostanze, tanto da sembrare spietata." La frase che più mi ha catturata. Sicuramente un libro da sfogliare e comprendere.

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Semplicità.. apparente!!

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3.5
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4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Il romanzo è suddiviso in 5 racconti e il fil rouge che li lega è la presenza di un personaggio che, a modo suo, si trova costretto a causa di un evento particolarmente spiacevole a riflettere sulla felicità. Ognuno di essi porta dentro di sé una piccola luce che aspetta di brillare a pieno, e potrà farlo ma solo ritroovando la fiducia in se stesso e negli altri.

Senza svelare la trama dei racconti posso dire di essere stata colpita, anzi forse è meglio dire "travolta" da un senso di tranquillità e pace interiore leggendo questo libro. Sarà grazie allo stile fresco, immediato dell'autrice e alla sua innata capacità di affrontare con semplicità temi complessi (ecco il perchè del titolo della mia recensione!).

Una cosa che poi io trovo deliziosa è che nei romanzi di Banana si sente molto forte la presenza del cibo, che viene vissuto come un rito da compiere in compagnia ed è l'elemento fondamentale che caratterizza i rapporti tra le persone. La descrizione dei cibi in questo romanzo mi fa sempre sembrare di sentirne gli odori, anche se si tratta di piatti che non ho mai assaggiato. Un elemento in più per chi come me ama la cultura giapponese.







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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto... Amanti della cultura giapponese
Appassionati di culinaria
A chi si sente un pò giù di corda e ha bisogno di una iniezione di fiducia!! :)
 

Un pò deludente..

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1 persone su 1 hanno trovato questa recensione utile




Per chi è un divoratore di libri come me, sconsiglio davvero la lettura di questo libro.
Non ne sono rimasta del tutto colpita nonostante lo stile dell'autore sia fluido e semplice.

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Lettura consigliata no
 

Ricordi di un vicolo cieco

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0 persone su 1 hanno trovato questa recensione utile

Una scrittura delicata, ma al tempo stesso profonda ed incisiva, racconti che lasciano qualcosa: l'amarezza e la sofferenza dei personaggi, ma anche la speranza.

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