Storie di ordinaria follia Storie di ordinaria follia

Storie di ordinaria follia

Letteratura straniera

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La biografia di Bukowski include due tentativi di lavorare come impiegato, dimissioni dal "posto fisso" a cinquant'anni suonati, "per non uscire di senno del tutto" e vari divorzi. Questi scarsi elementi ricorrono con ossessiva insistenza nella narrativa di Bukowski, più un romanzo a disordinate puntate che non racconti a sé, dove si alternano e si mischiano a personaggi e eventi di fantasia.

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Opinioni inserite: 12

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Storie di ordinaria follia 2013-10-29 09:33:44 The hooded man
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The hooded man Opinione inserita da The hooded man    29 Ottobre, 2013
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Dietro la maschera

Storie di sbronze, di cavalli, di scopate... Questo è quello che trovi scritto. Ma le righe più belle sono state certamente quelle non scritte, quelle espresse senza esprimerle, quel non detto che ti abbatte e ti deprime, ti tira un pugno in pancia e ti lascia per terra dolorante. La storia di un uomo amareggiato, un uomo che ha dato tanto e aveva tanto altro da dare, e che spesso ha sofferto in silenzio. La storia di un padre che vede nella figlia tutta la vita, anche la sua. Un uomo che si nasconde dentro sé stesso perché è l'unico modo che gli è rimasto per proteggersi da quello che più gli fa male. Nelle sue pagine lo senti cantare quel piccolo uccellino azzurro che portava nel petto Bukowski, e se leggendo questo libro non lo hai sentito, mi dispiace tanto per te

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Storie di ordinaria follia 2013-08-26 17:12:49 BettiB
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BettiB Opinione inserita da BettiB    26 Agosto, 2013
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Poesia alcolica

“Non riesci più a stupirli, questi giovani. Sono diventati una razza superiore.”, recita Bukowski in uno dei 42 racconti brevi inseriti in questa famosissima raccolta. A parere mio Charles Bukowski è uno degli scrittori ancora in grado di stupire davvero la gente. Certo, o lo si ama o lo si odia. Ma se finisci nel primo gruppo, tra quelli che lo amano, allora capirai di cosa sto parlando.
Ammetto che Storie di ordinaria follia non sia una lettura facile, soprattutto se è il primo approccio al mondo di Bukowski. Io stessa non l'avevo apprezzato adeguatamente all'inizio, ne ho colto l'essenza solo dopo aver gustato anche un romanzo (Donne) e una carrellata di video-interviste e soprattutto poesie.
In questa raccolta di racconti il vecchio Bukowski inserisce molti spunti autobiografici, spezzoni di vita quotidiana al limite dell'assurdo, trip mentali guidati dal fumo e dall'alcol, donne discutibili e una valanga di verbi ancora più discutibili (bere, scopare, pisciare, bere, scrivere, morire).
Ripeto: non è facile da comprendere. Ma, se ci si impegna un po', è facile scorgere quell'inoppugnabile realtà dietro al cinismo, quell'insofferenza verso una società marcia e corrotta. Sarà anche considerato riprovevole scopare, bere e lasciarsi andare (fisicamente e moralmente), ma se è l'unico modo per un vecchio sognatore di sopravvivere in questo mondo, ben venga dico io!
Non si potrà mai comprendere Bukowski se ci si limita a questi racconti sparsi. Io credo sia necessaria, fondamentale, una lettura a qualche romanzo lungo e, ancora meglio, la visione delle sue interviste... basta ascoltarlo recitare una poesia, rispondere alle domande puntenti dei giornalisti per capire che “...cela una estrema sensibilità sotto una scorza di indifferenza...” (citazione presa da un altro racconto breve della medesima raccolta). Bukowski era un uomo fragile, un sognatore dostoevskijano, non voleva far altro che scrivere, stare con la sua donna e bere per sopravvivere a tutto il resto. Raccontare la sua vita, nello stile più disincantato e sincero possibile, condito da parolacce, massime da quattro soldi o “perle ai porci” credo sia stato per lui la miglior terapia possibile. Successo meritatissimo. Un attimo di riflessione in più prima di giudicarlo “un vecchio porco ubriacone pieno di parolacce, senza poesia”. Di poesia ce n'è, eccome.

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Storie di ordinaria follia 2012-08-26 16:24:27 Magritte
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Magritte Opinione inserita da Magritte    26 Agosto, 2012
Ultimo aggiornamento: 26 Agosto, 2012
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Storie di un uomo come tutti

Non voglio allargarmi o parlare di cose che hanno fatto già altri meglio di me. Quello che voglio dire è che è un libro non per tutti, non me ne vogliate male ma direi per un pubblico maschile. Il libro m'è piaciuto anche se ho trovato alcuni racconti poco interessanti e volti a fare numero nella raccolta. Bukowski è un uomo come tutti e tutti noi siamo uomini un pò come Bukowski. La trascrizione degli istinti irrefrenabili (fantasie sessuali, la ricerca di una nuova America {nel senso lavorativo}, le droghe,l'alcol e la fortuna) è così pura e così vera che per molti aspetti non ho potuto non riconoscermi in quelle che sono le attitudini umane che non trovano slancio in una "società del BUON COSTUME" come la nostra. Non sto dicendo di voler gente alcolizzata per la strada o giri di prostituzione ovunque, sto dicendo che è inutile far finta di niente, rinnegare "pensieri strani", e fare i puritani indossando la maschera della persona per bene. Si può mentire agli altri ma non a se stessi.

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Storie di ordinaria follia 2012-07-26 15:29:57 Cristina72
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Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    26 Luglio, 2012
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Il talento, poveretto

Erezioni, eiaculazioni, esibizioni, recita timidamente il sottotitolo in italiano.
Io aggiungerei evacuazioni, visto che l'autore di questi racconti sente spesso la necessità di metterci al corrente del suo transito intestinale (per la cronaca, la corriera gli causa costipazione, ma niente paura, poi si rifà alla grande).
Il problema è che quello che a tutta prima strappa un sorriso alla lunga stanca, considerando che per buona parte del libro il vecchio Buk se ne sta sbronzo e con le brache calate, dandoci dentro col sesso o col cesso (quando ne trova uno non intasato).
A quanto pare lo scrittore non può fare a meno di impastare letteratura ed escrementi, aggiungendoci tutti gli umori corporei possibili ed immaginabili.
Eppure lo stile non è male, e il talento, poveretto, di tanto in tanto fa capolino con qualche uscita brillante o qualche pagina azzeccata. In compenso occorre sorbirsi la lettura di un discreto numero di depravazioni, e resta pure un po' di spazio per la noia.
C'è qualcos'altro da scoprire dell'arte di Bukowski? Può darsi, ma io ne ho già avuto abbastanza.

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Storie di ordinaria follia 2012-07-12 14:35:41 Marghe Cri
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Marghe Cri Opinione inserita da Marghe Cri    12 Luglio, 2012
Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 2012
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Grazie Hank!

Un piacere liquido, dissetante, rinvigorente: la scrittura di Hank (il nome che si scelse da solo) Bukowsky.
Da un po' di tempo non avevo più voglia di leggere: strano, stranissimo per chi, come me, ha bisogno di respirare parole.
Diverse decine di libri nuovi, acquistati con piacere e desiderio, mi guardavano dalle ante della libreria. Vi posavo uno sguardo distratto e passavo ad altre occupazioni. Ma la lettura, quando è un'abitudine di vita, è difficile da dimenticare: un piacere sottile, un'evasione ricca di stimoli anche quando il libro non è proprio dei migliori.
E così il disagio cresceva. Alla fine ho rimediato riprendendo fra le mani uno degli autori che amo di più: il vecchio, disilluso, ironico, dissacrante Charles Bukowski.
Hank è così vitale, così emozionante nella sua profonda incapacità di sottostare alle regole della civile convivenza, è così incredibilmente “vivo” anche se costantemente avvolto dai fumi dell'alcool, incapace di mantenersi un lavoro dignitoso, sempre in bilico fra l'estasi alcoolica ed il pensiero filosofico, ruvido e tenero allo stesso tempo, provocatoriamente derisorio nei confronti del proprio (enorme) talento.
Hank dà voce ai derelitti fra i quali si nasconde, facendosi portavoce di un profondo disagio sociale, dona loro la dignità del pensiero anche quando dipinge gli altri e se stesso fra fiotti di vomito in ambienti moralmente putrefatti.
Hank è un poeta (le sue poesie sono splendide, a mio avviso superiori ai testi in prosa) ed ogni racconto che compone quest’opera lo dimostra.
A chi non ha ancora assaggiato i manicaretti che Bukowski sa preparare con la sua vecchia macchina per scrivere, suggerisco di cominciare da questo titolo. A chi invece l'ha già gustato, forse queste poche righe potrebbero far tornare l'appetito...


[…]
L'anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci: soprattutto perché provi un senso di benessere, quando gli sei vicino.
[...]

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Storie di ordinaria follia 2011-02-27 10:12:33 Frax90
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Frax90 Opinione inserita da Frax90    27 Febbraio, 2011
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Ordinario ma tutt'altro che banale!!!

Si erge di fronte ai lettori l'imponente,massiccia, ironica, dissacrante,beffarda, tenera e un po’ cinica, biografia di Charles Bukowski.Questo pazzo senza pudori, ci racconta tra "reality and fantasy",attraverso l'enumerazione di ben quarantadue mini-racconti, la sua vita, vissuta rigorosamente "undergroud" tra i sobborghi picari della "città degli angeli".La follia,come si evince dall'intestazione dell'opera, è il tema ricorrente, che a guisa di filo rosso si riscontra nella quasi totalità dei racconti. Tuttavia, la pazzia, viene qualificata come "ordinaria", siccome la si può riscontrare in ognuno di noi(ciascuno di noi è un po’ folle a suo modo), dall'impiegato postale,al lattaio, al cassiere, al barbone....e come no...rigorosamente anche nello scrittore!!Lui(Bukowski), perennemente arrapato di fronte al gentil(e giovane aggiungerei io)sesso,candidato finalista in qualsivoglia maratona alcolica,con le tasche aride come il deserto dell'Arizona,ci piomba addosso senza nemmeno darci il tempo di rendercene conto,e ovviamente ci travolgerà con una turbinosità di emozioni e piaceri effimeri. Forse un genio,forse un'edonista rovesciato,forse uno straccione scansafatiche,"il Fallito", o lo si odia o lo si ama perdutamente(come mi è personalmente capitato), non vi è un"est modus in rebus":avere una visione "bipartisan"di Bukowski credo si praticamente impossibile!Vi lascio alla lettura del romanzo con un interrogativo:"i veri pazzi sono coloro che osano e traggono soluzioni avventate cambiando radicalmente la loro vita,o siamo noi,metodici schiavi dell'abitudine che perseveriamo ,coi paraocchi ben saldi ai lati del capo, a proseguire per le nostre storie di ordinaria follia?"Buona lettura a tutti!

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Storie di ordinaria follia 2011-02-01 16:48:49 dmcgianluca
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dmcgianluca Opinione inserita da dmcgianluca    01 Febbraio, 2011
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inutile

E' una mia opinione, pertanto invito a prenderla come tale. A me, di un ubriacone la cui massima aspirazione è trovare una vacca che lo soddisfi con pochi soldi non me ne puo' fregare di meno. Detto questo, il libro è stata la mia prima ed ultima metà libro di Bukowsky che io abbia mai letto.

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Storie di ordinaria follia 2011-02-01 16:09:17 darkala92
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darkala92 Opinione inserita da darkala92    01 Febbraio, 2011
Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 2011
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Odi et amo

E' davvero difficile recensire un Bukowski. Davvero, davvero complesso.
Ma ci provo..

Devo dire che emozioni contrastanti si sono susseguite durante la lettura: all'inizio è stato puro amore, lo consideravo un 'grande'.. con la lettura di altri racconti, dopo altri 'conati di vomito', altre 'scopate' e 'sbronze' varie qualcosa è cambiato. Molto, è cambiato. Se all'inizio Bukowski era per me una sorta di genio, in parte incompreso, non solo dagli altri ma principalmente da se stesso (come se lui non conoscesse le sue capacità), poi è diventato un autore antipatico, banale e pesantemente volgare. Posso anche concepire la volgarità all'interno di libri, di racconti, di poesie, ma un autore che dimostra di conoscere più parolacce che parole, devo dire che un pò infastidisce. Forse perchè ho avuto un'educazione abbastanza classica, se si può dire; forse perchè non sono abituata alla letteratura di strada.. chissà.
Sta di fatto che, sebbene il suo stile sia molto irritante, c'è in Bukowski una specie di anormalità, di ironia e sarcasmo celati dietro strani e, apparentemente, stupidi racconti. Sono rimasta entusiasta di quel pizzico di ironia che utilizzava per concludere i racconti e/o per rispondere ad accuse o domande varie che gli venivano poste.

Ad un certo punto, mi son detta che quest'autore era perfettamente consapevole delle sue capacità, ma la cosa irritante di Bukowski è proprio questa. Un uomo particolare, in parte coraggioso, che spreca la sua vita dietro all'alcool, al sesso (con prostitute) e alle corse dei cavalli avrebbe potuto trascorre una vita migliore. Quando si ricordava di dover pagare delle bollette, cercava un lavoro che riusciva a seguire per solo una o massimo due giornate. E' piuttosto squallido vedere un cervello come il suo, calpestato dall'alcol e dal suo ostentato menefreghismo nei confronti della società. Ma devo dire che questo Bukowski aveva fantasia, cavolo!

Più volte ho detto: "basta, chiudo il libro e non ne parliamo più", ma più avevo voglia di smettere di leggere e più mi accanivo nella lettura. Ma come diavolo è possibile? Eppure odiavo il vecchio Hank.
Mi sono resa conto, però, di una cosa: Bukowski non lascia affatto indifferenti. Una sorta di "Odi et amo" catulliano persiste durante la lettura.

Poi penso che se lui non avesse seguito quello stile di vita, forse non ci sarebbe mai stato un Charles Bukowski.

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Storie di ordinaria follia 2010-06-21 16:24:21 NomeUtente
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NomeUtente Opinione inserita da NomeUtente    21 Giugno, 2010
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Sarà anche un grande capolavoro, sarà che io sono ignorante e bigotto, ma non vedo cosa ci sia di buono in questo libro. Certo non è del tutto negativo (e ci mancherebbe altro ...), sono daccordo con quanti dicono che, immersi nella lettura, ci si ritova seduti sul divano a bere birra con Bukowski ... ma da qui al capolavoro c'è parecchia distanza.

La scrittura è forzatamente volgare, ostentatamente priva di morale, mi sembrano i ragionamenti di un adolescente che vuole a tutti i costi esagerare, che cerca l'eccesso e si compiace ... solo che a fare questi discorsi è un vecchio di 70 anni (la parola vecchio e non anziano è usata di proposito).
Il successo di questo libro ? Una conferma che l'eccesso e l'esagerazione pagano sempre, vince chi la spara più grossa.

Una brutta, volgare copia di Hamingway.

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Storie di ordinaria follia 2009-01-04 15:54:57 Alatiel
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Alatiel Opinione inserita da Alatiel    04 Gennaio, 2009
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Follie di Bukowski

Se volete scoprire il padre di una nuova letteratura dovete leggere Bukowski.

Potreste riconoscervi in lui in ogni momento: odiarlo, amarlo, desiderare di strangolarlo (per una donna questo può essere facile), ma mai potrà lasciarvi indifferenti.

Mai e poi mai questo libro vi risulterà incomprensibile.

Vi sembrerà di prendere una bella sbornia insieme a lui e vi ritroverete sul divano a sorridere e riflettere su questo personaggio. Forse il personaggio più egocentrico e coerente che incontrerete in vita vostra!

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Storie di ordinaria follia 2007-10-10 22:25:57 fabio66
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Opinione inserita da fabio66    11 Ottobre, 2007

Unimitabile

Sono pienamente d'accordo! Se volete capirlo e ridere di gusto, leggete prima qualcos'altro del grande Charles! (partite magari con Panino al prosciutto!) Grande libro, unico, originale, ironico, sfacciato.

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Storie di ordinaria follia 2007-05-25 15:24:36 cesare
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cesare Opinione inserita da cesare    25 Mag, 2007
Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 2014
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Wow

Questo libro lo consiglio solo a chi conosce Bukowsky e ne ha magari già letto qualche romanzo. Solo in questo modo potrete apprezzare questo grande libro e farvi delle belle risate. Altrimenti l'impatto sarebbe sbagliato. E' UN GRANDE LIBRO. E NON E' CERTO FAMOSO PER NIENTE! Io l'ho riletto 3 volte a distanza di anni!

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